Patti Smith torna a San Severino Marche. La leggendaria artista americana sarà protagonista di una serata speciale al Teatro comunale Feronia, dove sabato 5 dicembre alle 21 porterà in scena il suo spettacolo “Words and Music - Where Francis Walked”.
Per la cantautrice, poetessa e artista statunitense si tratta di un ritorno particolarmente significativo. Smith aveva già incantato il pubblico settempedano nel 2007, quando era stata protagonista del San Severino Blues Marche Festival. Negli anni successivi è tornata più volte in città, consolidando un legame speciale con San Severino Marche, di cui ha apprezzato il patrimonio storico, artistico e culturale.
Questa volta l’appuntamento sarà caratterizzato da una dimensione più intima e raccolta. “Words and Music - Where Francis Walked” è infatti un concerto-racconto acustico nel quale Patti Smith intreccia alcune delle canzoni più celebri del proprio repertorio con poesie, letture e testi, costruendo un percorso tra musica e spiritualità.
Lo spettacolo nasce nell'ambito delle celebrazioni per l’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi e racconta il profondo legame sviluppato dalla Smith con la figura del Poverello. Un rapporto nato nel 2012, dopo la sua prima visita ad Assisi su invito della comunità francescana. Proprio in quell'occasione l'artista compose la poesia “Where Francis Walked”, dalla quale prende il titolo lo spettacolo.
La spiritualità è quindi al centro della performance, attraverso una visione che supera i confini della religione istituzionale e ricerca il sacro nella quotidianità, nella poesia e nella musica. Un linguaggio essenziale, personale e profondamente evocativo che da sempre caratterizza l'universo artistico della Smith.
Nata a Chicago nel 1946 e cresciuta nel New Jersey, Patti Smith si trasferì a New York nel 1967, diventando negli anni una delle figure più influenti della cultura contemporanea. Il suo album d'esordio, “Horses”, pubblicato nel 1975, è considerato una pietra miliare della musica rock ed è stato inserito nel 2010 nel National Recording Registry della Biblioteca del Congresso.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato album come “Radio Ethiopia”, “Easter”, “Wave”, “Dream of Life”, “Gone Again”, “Peace and Noise”, “Gung Ho”, “Trampin'”, “Banga” e “Outside Society”. Tra i brani più celebri figura “Because the Night”, scritta insieme a Bruce Springsteen, mentre “People Have the Power” è diventato uno degli inni più riconoscibili della sua produzione.
Ma la sua attività artistica non si è limitata alla musica. Patti Smith è anche poetessa, scrittrice e artista visiva. Nel 2010 ha ricevuto il National Book Award per “Just Kids”, il memoir dedicato all'amicizia con il fotografo Robert Mapplethorpe. Tra le sue opere letterarie figurano anche “M Train”, “Devotion”, “Year of the Monkey” e “A Book of Days”, fino al più recente “Bread of Angels”, pubblicato nel 2025.
Una carriera costellata di riconoscimenti, tra nomination ai Grammy e ai Golden Globe, lauree honoris causa e importanti onorificenze internazionali. Un percorso che ha fatto di Patti Smith una figura di riferimento per generazioni di artisti e musicisti.
Il ritorno al Teatro Feronia rappresenta così un appuntamento di grande rilievo per la città e per tutti gli appassionati di musica e cultura. Un’occasione speciale per ritrovare Patti Smith in un luogo a cui è legata da tempo e per assistere a uno spettacolo dal carattere intimo e suggestivo, nel quale le sue canzoni incontreranno poesia, parole e spiritualità.
Un evento che, a pochi giorni dal Natale, porterà sul palco settempedano una delle figure più importanti della cultura musicale internazionale, rinnovando quel legame speciale tra l’artista americana e San Severino Marche.
Manoscritti, immagini e documenti dedicati a Giacomo Leopardi raccolti e resi più facilmente accessibili a studiosi e cittadini. È la Biblioteca Digitale Leopardiana, la nuova piattaforma promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL), che sarà presentata ufficialmente al pubblico venerdì 25 settembre prossimo, alle 17, nella sala Franco Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati.
Un appuntamento che assume un rilievo particolare anche grazie al patrocinio del Ministero della Cultura, riconoscimento che conferma il valore scientifico e culturale dell'iniziativa e ne sottolinea la dimensione nazionale.
Il progetto nasce con l'obiettivo di riunire e valorizzare un patrimonio leopardiano oggi distribuito tra diverse istituzioni e raccolte, mettendo a disposizione attraverso gli strumenti digitali materiali preziosi per la conoscenza e lo studio dell'opera e della figura di Leopardi.
Il patrocinio del Ministero della Cultura si aggiunge a quelli già concessi da Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Recanati, Università di Macerata e FAI – Orto sul Colle dell'Infinito. Al progetto collaborano inoltre la Biblioteca Nazionale di Napoli e la Cattedra Giacomo Leopardi dell'Università di Macerata.
«È per noi un onore ricevere il patrocinio del Ministero della Cultura», sottolinea il presidente del Cnsl Fabio Corvatta. «La Biblioteca Digitale Leopardiana nasce per rendere accessibile a studiosi e cittadini un patrimonio prezioso e ancora troppo disperso ed è il frutto della collaborazione tra istituzioni che hanno creduto in questo percorso fin dall'inizio».
Corvatta ha quindi rivolto un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto, guardando già alle prossime fasi: «Continueremo a portare avanti questo percorso con la stessa determinazione».
La presentazione del 25 settembre rappresenterà dunque un momento importante per illustrare al pubblico la piattaforma e le sue potenzialità, con l'obiettivo di rendere sempre più fruibile e condiviso il patrimonio legato a uno dei protagonisti della cultura e della letteratura italiana.
«Le comunità vanno unite, non divise». È il messaggio lanciato da Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina, tornando sulla protesta del Comitato No Discarica Montefano arrivato domenica nel comune dell’entroterra per chiedere un confronto sulla possibile localizzazione del nuovo impianto.
Gentilucci è tornato sulla questione ieri mattina, 8 settembre, ai nostri microfoni a margine del sopralluogo al Tolentino Campus, alla presenza del senatore Guido Castelli e del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi. Il presidente ha ribadito che la protesta era legittima, ma che Pieve Torina non fosse il luogo adatto per una manifestazione di questo tipo, considerando la situazione ancora vissuta dalla comunità a quasi dieci anni dal terremoto del 2016.
«È la manifestazione dei terremotati che, quando si girano e tornano verso casa, la casa non c'è ma c'è una SAE», ha spiegato Gentilucci, ricordando le condizioni di un paese di circa 1.500 abitanti, tra i più colpiti dal sisma e ancora alle prese con una ricostruzione che procede tra cantieri ed edifici da recuperare. Il presidente ha raccontato anche della forte reazione dei cittadini di Pieve Torina, spiegando che alcuni partecipanti arrivati da Montefano, dopo aver compreso meglio la situazione locale, si sarebbero scusati. Da qui il suo appello a non mettere i territori uno contro l'altro e la critica a chi, secondo Gentilucci, avrebbe cercato di «infuocare le folle» per finalità politiche.
Sul tema della discarica, Gentilucci ha ricordato che l'impianto di Cingoli è autorizzato fino al 2033 e che sarà necessario verificare, attraverso gli strumenti tecnici e giuridici, il lavoro svolto dai tecnici e dall'Università Politecnica delle Marche nell'individuazione dei siti. Secondo il presidente, inoltre, Pieve Torina avrebbe un peso minimo nell'assemblea dell'ATA, tanto da rendere la protesta indirizzata verso il bersaglio sbagliato. «Nulla c'entra con un comune di 1.500 abitanti che ancora vive una condizione di emergenza», ha ribadito, definendo la manifestazione priva di elementi costruttivi e con una componente strumentale. Gentilucci ha quindi ringraziato i cittadini di Pieve Torina e i Carabinieri per la gestione della giornata.
Domenica il Comitato No Discarica Montefano aveva spiegato di essere arrivato a Pieve Torina con l'obiettivo di incontrare proprio Gentilucci, sostenendo di averlo invitato più volte a un confronto. La manifestazione, inizialmente prevista lungo il Percorso delle Acque, era stata spostata al Parco delle Rimembranze per ragioni di ordine e sicurezza. Gli organizzatori avevano inoltre chiarito di non voler protestare contro la comunità pievetorinese e avevano accolto positivamente il confronto con il presidente, che si era detto disponibile a visitare a Montefano i due siti ai primi posti della graduatoria. Restano invece le contestazioni sui criteri utilizzati per la valutazione delle aree, in particolare sul peso attribuito alla presenza delle falde acquifere e sul possibile ruolo di valutazioni politiche.
A intervenire è stata anche la sindaca di Montefano Angela Barbieri, che ha contestato alcune ricostruzioni di Gentilucci e chiesto maggiore trasparenza. Barbieri ha spiegato di non aver partecipato alla protesta per evitare uno scontro politico e ha contestato, tra gli altri aspetti, la ricostruzione relativa a una fotografia mostrata durante il confronto e la data di una cena tra amministratori, indicando il 4 maggio, due giorni prima dell'assemblea ATA del 6 maggio. La sindaca ha inoltre contestato il peso attribuito alla Provincia nell'assemblea, sostenendo che la rappresentanza provinciale sarebbe stata del 5%, oltre allo 0,1% di Pieve Torina.
Il confronto, dunque, resta aperto. Ma Gentilucci, ieri mattina, ha ribadito quale debba essere, secondo lui, la strada da seguire: «Le strumentalizzazioni non debbono esistere, debbono rimanere tali all'interno delle strutture preposte». Il futuro della discarica resta da definire, mentre il presidente della Provincia chiede che il tema venga affrontato nelle sedi istituzionali e senza trasformare il confronto tra territori in una contrapposizione.
Tamponamento a catena questa mattina in via Pancalducci, nei pressi del cimitero di Macerata. L’incidente è avvenuto intorno alle 10 e ha coinvolto tre autovetture.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118. Per consentire le operazioni di soccorso e permettere alla Polizia Locale di effettuare i rilievi, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico.
La chiusura ha provocato rallentamenti e disagi alla circolazione, con la situazione che sta progressivamente tornando alla normalità.
Alcune persone coinvolte nel tamponamento sono rimaste ferite e sono state assistite sul posto dai sanitari del 118.
Macerata perde Giordano De Angelis, poeta, uomo delle istituzioni, sportivo e soprattutto custode della memoria della città. Scomparso il 5 settembre, De Angelis lascia un ricordo profondo in quanti lo hanno conosciuto e frequentato nel corso di una vita ricca di esperienze, impegno civile e passione per la cultura popolare.
Tra coloro che oggi lo ricordano con particolare affetto c’è Roberto Cherubini, esponente locale del Movimento 5 Stelle, che con De Angelis ha condiviso una lunga amicizia e numerose collaborazioni legate a Macerata, alle sue tradizioni e alla sua memoria.
“Scrivere di lui oggi non è facile – racconta Cherubini – quando viene a mancare un amico vero, le parole sembrano sempre poche. Eppure proprio le parole sono ciò che Giordano ci ha lasciato in eredità”.
Nato a Macerata il 25 aprile 1937, Giordano De Angelis proveniva da una famiglia profondamente legata alla città e alla storia del Novecento. Il padre Lauro, marmista e scultore, fu un esponente dell’antifascismo maceratese e partecipò alla Resistenza nei GAP. La madre Emma era infermiera, mentre il nonno Giuseppe De Angelis era uno scultore di scuola verista.
Prima della poesia, nella vita di De Angelis ci fu lo sport. Fu portiere della Recanatese e della Maceratese, conquistando il campionato con entrambe le squadre. Un’esperienza che racconta già molto della sua personalità e del suo legame con il territorio.
Successivamente il suo impegno si spostò anche nella vita politica e sociale della città. Fu più volte consigliere comunale, prima nel PSIUP e poi nel PCI, e ricoprì incarichi nell’amministrazione dell’ospedale provinciale, dell’Arena Sferisterio e, in seguito, come presidente dell’IRCR.
La poesia arrivò relativamente tardi, ma finì per occupare un posto centrale nella sua esistenza. De Angelis scelse il dialetto maceratese, la lingua dell’infanzia e della quotidianità, quella parlata dalle persone e dalla comunità con cui era cresciuto. Per lui non si trattava di una forma minore dell’italiano, ma di una vera lingua, capace di raccontare sentimenti, ricordi, ironia e identità.
Le prime raccolte, Da le fosse a le casette, del 1978, e Fregnacce, del 1979, furono caratterizzate soprattutto dall’arguzia e dall’ironia. Con il passare degli anni, anche grazie all’incoraggiamento dell’amico professor Piero Temperini, la sua produzione acquistò maggiore profondità, fino alle opere della maturità, tra cui Nó’ ccennéte la luce e Li scherzi de l’età.
Numerosi furono i riconoscimenti ottenuti nei concorsi di poesia dialettale marchigiani, fino al premio CreativaMente della Provincia di Macerata e all’encomio solenne ricevuto nel 2014 per il racconto Bombolo.
La sua produzione, tuttavia, riuscì a oltrepassare i confini della provincia. Le sue opere furono acquisite da biblioteche e università in Canada, Germania e Stati Uniti, mentre alcune liriche vennero studiate e tradotte in ambito universitario. Nel 2013 l’Università di Manchester gli affidò inoltre la traduzione in dialetto maceratese de Il soldatino di stagno, destinata a un audiolibro dedicato ai dialetti italiani.
Per Cherubini, però, De Angelis non è soltanto il poeta che ha dato dignità letteraria al dialetto maceratese. È soprattutto l’amico con il quale ha condiviso anni di progetti e iniziative.
“Ho avuto la fortuna di condividere con Giordano diverse iniziative legate a Macerata e alle sue tradizioni – ricorda –. Abbiamo lavorato insieme a calendari, pubblicazioni e progetti fotografici nei quali i suoi versi accompagnavano immagini e ricordi della città. Ho anche realizzato alcuni video in cui Giordano recitava le sue poesie”.
Esperienze che oggi assumono un valore ancora maggiore. “Erano occasioni semplici, ma per me oggi rappresentano ricordi preziosi di un’amicizia che andava ben oltre la collaborazione”, sottolinea Cherubini.
Tra le opere che meglio rappresentano il rapporto di De Angelis con la città c’è Arti e mestieri, nata nel 1985 e ripubblicata nel 2015. Un omaggio al lavoro, alle antiche botteghe e a quel mondo popolare che costituiva una parte fondamentale della memoria collettiva di Macerata.
Ed è proprio nella capacità di conservare quella memoria che Cherubini individua il lascito più importante del poeta.
“Ha raccontato Macerata attraverso la sua lingua più autentica. Nelle sue poesie ci sono le persone, i mestieri, i luoghi, gli affetti e i ricordi di una comunità. Giordano non si è limitato a scrivere in dialetto: ha contribuito a conservarne la memoria e la dignità culturale”.
Ma nel momento dell’addio, oltre alla figura pubblica e all’artista, rimane soprattutto il ricordo personale.
“Io, però, oltre al poeta ricorderò soprattutto l’amico. Ricorderò gli anni trascorsi insieme, le conversazioni, i progetti, le idee e la sua capacità di affrontare la vita con intelligenza, ironia e sensibilità”.
Un pensiero va quindi alla famiglia: “Alla moglie e ai suoi tre figli va il mio più affettuoso abbraccio”.
E infine quelle poche parole che, forse, riassumono meglio di ogni biografia il sentimento di chi lo ha conosciuto: “A Giordano voglio dire semplicemente grazie: per l’amicizia, per la collaborazione e per tutto quello che ci ha regalato”.
Un grazie destinato a rimanere nel tempo, insieme ai suoi versi. “Sono certo che, ogni volta che a Macerata qualcuno pronuncerà una delle sue poesie, la sua voce continuerà a vivere”.
Cinquant’anni di musica, informazione, compagnia e soprattutto di legame con il territorio. Sarà Multiradio, con la titolare ed editrice Oriana Forconi, a ricevere quest’anno il Premio “Ponte del diavolo – Cittadino tolentinate dell’anno”, riconoscimento promosso dall’associazione “I Ponti del diavolo”.
La cerimonia si terrà il 10 settembre alle 21 al teatro Vaccaj di Tolentino, nell’ambito della manifestazione “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda”, organizzata dall’associazione presieduta da Carla Passacantando in collaborazione con il Comune di Tolentino.
La scelta della commissione, condivisa con il sindaco, vuole rendere omaggio a una realtà che proprio quest’anno celebra un traguardo importante: mezzo secolo di attività. Multiradio non è soltanto un’emittente radiofonica, ma una presenza che ha accompagnato generazioni di ascoltatori, diventando nel tempo parte della storia e dell’identità della comunità tolentinate.
Una radio può trasmettere musica, ma quando riesce a trasformarsi in compagnia, informazione, emozione e punto di riferimento quotidiano, finisce per diventare qualcosa di più di una semplice emittente. Diventa memoria collettiva. È proprio questo rapporto costruito negli anni con Tolentino e con i suoi cittadini che il premio intende valorizzare.
Lo scorso anno il riconoscimento era stato assegnato all’imprenditore Renzo Foglia, fondatore di Erreuno.
Nel corso della serata del 10 settembre saranno inoltre consegnate numerose menzioni d’onore, a testimonianza di professionalità, impegno e attività svolte a favore della comunità. I riconoscimenti andranno al giornalista Roberto Tallei, vice caporedattore di Sky Tg24; a Luca Passacantando e Paolo Fineschi, ideatori del podcast “L’inganno dei silenzi”; al medico Daniele Domizi; al maggiore Giulia Maggi, ex comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino; a don Ariel Valentin Veloz, parroco dell’Unità pastorale numero 8; all’associazione Senza confini, a supporto del CentroArancia di Tolentino, presieduta da Rosanna Baccifava; all’Asd Cantine Riunite Csi e a Maria Pascolini, istruttore tecnico di primo livello paralimpico della Federazione italiana bocce.
Ad accompagnare la cerimonia sarà l’esibizione della cantante e musicista Martina Mema, dell’Istituto musicale Vaccaj. Alla serata sarà presente anche Caterina Alloggio, Miss Cinema Marche.
La manifestazione “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda” ha già fatto registrare una significativa partecipazione. L’appuntamento inaugurale si è svolto il 3 settembre, con la messa celebrata da monsignor Giancarlo Vecerrica e la rievocazione delle “Antiche canestrelle” nell’area verde del Ponte del Diavolo, evento che ha richiamato un pubblico numeroso.
Il programma proseguirà quindi il 12 settembre. Alle 20, nei pressi del Ponte del Diavolo, aprirà l’angolo food, mentre alle 21 partirà da piazza Don Bosco il corteo storico diretto verso piazza della Libertà. Qui è previsto uno spettacolo, prima della prosecuzione del corteo verso il Ponte del Diavolo.
Sarà proprio nello scenario del ponte che verrà rievocata la celebre leggenda, con la partecipazione del gruppo storico e una gara tra gli sbandieratori delle cinque contrade.
Grande attesa anche per la presenza dell’attore e regista Giorgio Pasotti, testimonial della serata e chiamato a vestire i panni del narratore della leggenda.
Il centro storico di Tolentino sarà così animato da figuranti in costume, tamburini e sbandieratori, in un viaggio nel passato capace di restituire alla città atmosfere e suggestioni di altri tempi. La serata si concluderà con una degustazione di prodotti tipici locali.
Due appuntamenti, dunque, per celebrare insieme storia, tradizione, cultura e identità di Tolentino, con un riconoscimento speciale a una realtà che, da cinquant’anni, racconta e accompagna la vita della città attraverso la sua voce: Multiradio.
Il cantiere del nuovo ponte lungo la provinciale 34 Corridoniana entra nella fase conclusiva. Da domani, mercoledì 9 settembre, cambierà temporaneamente la viabilità sul ponte di Piediripa: il traffico diretto da Macerata verso Corridonia verrà deviato su una delle due corsie del nuovo ponte.
Una soluzione studiata dalla Provincia di Macerata per consentire alla ditta di portare a termine le ultime lavorazioni senza interrompere il collegamento stradale e senza ricorrere all’installazione di semafori.
Il provvedimento riguarda in particolare le opere strutturali ancora da completare in prossimità della rotatoria del Corridomnia. L’apertura di una corsia del nuovo ponte permetterà di mantenere attivo il flusso dei veicoli, garantendo allo stesso tempo agli operai condizioni di maggiore sicurezza durante le ultime fasi del cantiere.
«I lavori sul nuovo ponte lungo la provinciale 34 Corridoniana sono ormai in dirittura d’arrivo», spiega il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci. La scelta di aprire una corsia del nuovo ponte, sottolinea, nasce dalla necessità di garantire la sicurezza durante le lavorazioni e, contemporaneamente, consentire il completamento dell’opera senza interrompere la viabilità.
L’obiettivo è quindi ridurre al minimo i disagi per automobilisti e cittadini, mantenendo il collegamento tra Macerata e Corridonia mentre vengono portati a termine gli ultimi interventi.
La modifica alla circolazione rappresenta uno degli ultimi passaggi prima della conclusione del cantiere. Terminati gli interventi ancora necessari e definite le condizioni per la piena apertura dell’infrastruttura, è prevista l’inaugurazione ufficiale del nuovo ponte.
La struttura è destinata a rappresentare un intervento strategico per la mobilità lungo una delle arterie maggiormente trafficate del territorio e a migliorare il collegamento viario nella zona di Piediripa.
Per gli automobilisti, dunque, si apre una fase transitoria in vista del completamento definitivo dell’opera. La viabilità resterà garantita, mentre gli interventi proseguiranno nell’area della rotatoria del Corridomnia.
Il conto alla rovescia per la conclusione dei lavori è ormai iniziato: dopo le ultime opere strutturali e le verifiche necessarie, il nuovo ponte potrà essere aperto integralmente al traffico e presentato ufficialmente alla comunità.
Cambio di squadra nel campionato di Eccellenza Marche. Saluta il Trodica il giovane attaccante Federico Violini direzione Chiesanuova. Il classe 2008 dice addio ai ragazzi di mister Buratti e sbarca allo stadio Don Guido Bibini, dove ad attenderlo ci sarà il nuovo allenatore Monteneri.
Under, potrà essere una freccia in più nella faretra dei biancorossi, vogliosi di riscattare il ko interno della prima giornata a domicilio contro la Fermana nella prossima sfida, in trasferta sul campo del Montefano. Saranno giorni delicati per i ragazzi del presidente Bonvecchi tra l’altro, dato che poi mercoledì 16 settembre ci sarà il derby di ritorno in coppa contro l’Aurora Treia, dove partono con un gol di vantaggio visto il 2-1 dell’andata.
Da ricordare che si giocherà non al Capponi di Treia, ma a Tolentino con orario d'inizio alle 20:00, vista l’indisponibilità dell’impianto treiese, con i cucinieri costretti ad emigrare tra l’altro anche nel loro debutto in “casa” in campionato contro il Matelica al 'Tubaldi' di Recanati.
Un nuovo spazio dedicato ai più piccoli e un servizio pensato per sostenere concretamente le famiglie. È stato inaugurato ad Appignano il nuovo Asilo Nido comunale, una struttura moderna e accogliente che è già operativa per l’anno educativo 2026/2027.
L’intervento rappresenta una delle opere più significative realizzate dall’Amministrazione comunale nell’ambito delle politiche per l’infanzia, la famiglia e la coesione sociale. Il percorso di progettazione è stato avviato nel febbraio 2022 e ha trovato una delle principali fonti di finanziamento nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il progetto iniziale prevedeva un finanziamento di 1.130.400 euro per una struttura destinata ad accogliere 29 bambini. Nel corso dell’iter progettuale, grazie all’ottimizzazione degli spazi, è stato possibile aumentare la capienza fino a 35 posti, senza incrementare il costo originariamente previsto. A seguito dell’adeguamento del finanziamento PNRR legato all’aumento dei prezzi, l’investimento è salito a 1.243.440 euro.
A questa cifra si sono aggiunti ulteriori interventi per complessivi 183.500 euro, necessari per completare l’opera e renderla pienamente funzionale.
Di questi, 67.500 euro, provenienti dall’avanzo di bilancio 2025, sono stati destinati agli arredi didattici, alla cucina e alla sistemazione della recinzione esterna. Altri 27 mila euro sono serviti per il potenziamento del sistema di climatizzazione. Infine, 89 mila euro, finanziati attraverso contributi statali previsti dalla legge 145/2018, sono stati impiegati per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria di via Carlo Urbani e delle strade limitrofe.
La nuova struttura comprende spazi educativi e di relazione, ambienti per le attività, aree di servizio, una cucina e spazi esterni, con una recinzione dedicata a garantire sicurezza e funzionalità.
«Inaugurare questo asilo nido significa investire concretamente nel futuro della nostra comunità, offrire un sostegno reale alle famiglie e garantire ai bambini un luogo sicuro, moderno e accogliente in cui crescere», ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita, sottolineando il lavoro svolto dall’Amministrazione per trasformare una risorsa del Pnrr in un servizio concreto per il territorio.
L'obiettivo, ha aggiunto il primo cittadino, è fare di Appignano una comunità sempre più «accogliente, inclusiva e a misura di famiglia», attraverso una rete di servizi capace di accompagnare i cittadini nelle diverse fasi della vita.
In attesa di una successiva procedura ad evidenza pubblica per affidare la gestione stabile e pluriennale della struttura, il Comune ha approvato una concessione temporanea d’uso a favore della società Gli Amici di Pollicino S.n.c., che gestirà il servizio per l’anno educativo in corso.
L’apertura del nido rappresenta quindi un risultato immediatamente concreto per le famiglie di Appignano, che possono contare su un nuovo servizio dedicato alla prima infanzia.
L’inaugurazione è stata anche l’occasione per sottolineare il valore educativo e sociale del nido all’interno della più ampia rete di servizi comunali. Il progetto si collega infatti alle attività del Centro per le Famiglie, alla collaborazione con la scuola nell’ambito del progetto 0-6, al rapporto con l’ATS 15, alle associazioni e alle altre realtà del territorio.
«Nei primi anni di vita si costruiscono competenze, relazioni e fiducia ed è fondamentale offrire ai bambini ambienti qualificati, stimolanti e ricchi di cura», ha evidenziato l’assessore alle Politiche sociali e dell’età evolutiva Silvia Persichini. Il nuovo servizio, ha aggiunto, punta ad accompagnare le famiglie nel percorso della genitorialità e a promuovere una vera cultura della cura, mettendo al centro il benessere dei bambini.
L'Amministrazione comunale lega così il nuovo asilo nido a una strategia più ampia di sostegno alle famiglie, contrasto alle disuguaglianze e promozione della natalità. Un investimento che non riguarda soltanto la realizzazione di una nuova struttura, ma la costruzione di una rete di servizi destinati alle nuove generazioni.
La cerimonia si è conclusa con il taglio del nastro e la benedizione della struttura, impartita dal parroco don Gianluca Cerolini.
Le mura bianche di Paros si accendono dei colori di Stefano Calisti. L'artista maceratese torna a esporre in Grecia con una nuova mostra ospitata a Paroikia, capoluogo e principale porto dell'isola delle Cicladi, dove le sue opere saranno visitabili fino alla fine di ottobre presso la T.K. Place Art Gallery.
Per Calisti si tratta della seconda esperienza espositiva in Grecia, dopo la mostra allestita nella suggestiva Santorini nel 2018. Un ritorno in un Paese che l'artista apprezza particolarmente e che, ancora una volta, diventa lo scenario per il suo percorso creativo.
Paros è una delle destinazioni più amate delle Cicladi, conosciuta per il suo equilibrio tra vivacità e autenticità, tra il carattere delle sue località e la bellezza del paesaggio mediterraneo. È proprio questa atmosfera ad accompagnare l'esposizione di Calisti, che porta sull'isola una selezione di opere capaci di intrecciare suggestioni greche e radici profondamente legate alla sua terra.
Tra i dipinti esposti trovano infatti spazio alcuni scorci della Grecia, Paese particolarmente apprezzato dall'artista, ma anche e soprattutto paesaggi marchigiani e vedute di Macerata, città alla quale Calisti è particolarmente legato.
Il contrasto tra il bianco dell'architettura cicladica e i colori vivaci delle sue opere diventa così il filo conduttore di una mostra che mette in dialogo due territori lontani ma accomunati dalla luce, dal paesaggio e dalla forte identità culturale.
Dopo l'esperienza di Santorini di otto anni fa, Stefano Calisti torna dunque a confrontarsi con il pubblico greco, portando a Paros non soltanto la propria ricerca artistica, ma anche un pezzo della Macerata che continua a essere una delle principali fonti di ispirazione del suo lavoro.
La mostra alla T.K. Place Art Gallery di Parikia resterà aperta fino alla fine di ottobre, offrendo ai visitatori dell'isola l'opportunità di conoscere da vicino le opere dell'artista maceratese.
Uno studio condotto dal gruppo di ricerca coordinato dal professor Michele Bellesi della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell'Università di Camerino, in collaborazione con l'Università di Bristol e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Alzheimer's & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association ha rivelato che il sonno potrebbe contenere informazioni preziose per comprendere e, in futuro, monitorare alcune delle alterazioni cerebrali associate alla malattia di Alzheimer.
Il legame tra sonno e malattia di Alzheimer è da tempo oggetto di grande interesse. Chi soffre di Alzheimer presenta spesso importanti alterazioni del sonno, ma oggi sappiamo che dormire male potrebbe non essere soltanto una conseguenza della malattia, ma contribuire attivamente alla sua progressione.
Durante il sonno il cervello svolge infatti attività fondamentali per la sua salute: consolida i ricordi, riequilibra la propria attività e attiva meccanismi che contribuiscono a mantenerlo efficiente. Capire come questi processi cambiano nell’Alzheimer potrebbe quindi aiutare a comprendere meglio la malattia stessa.Il gruppo di ricerca si è concentrato in particolare sulle oscillazioni ultra-lente dell’attività cerebrale che si verificano durante il sonno NREM.
Queste oscillazioni contribuiscono a regolare la comparsa dei cosiddetti fusi del sonno, brevi segnali elettrici prodotti dal cervello che hanno un ruolo importante anche nei processi legati alla memoria.
Secondo diversi studi sperimentali, queste lente oscillazioni potrebbero essere legate all’attività di alcuni sistemi che regolano il funzionamento del cervello e, in particolare, del locus coeruleus, una piccola area cerebrale che rappresenta la principale fonte di noradrenalina.
Il dato è particolarmente interessante per lo studio dell’Alzheimer, perché il locus coeruleus è una delle prime aree del cervello ad essere interessate dalla malattia.
Durante il sonno, la noradrenalina sembra avere un ruolo anche nella regolazione dei vasi sanguigni cerebrali e nei meccanismi che favoriscono la circolazione del liquido cerebrospinale, contribuendo così all’eliminazione delle sostanze di scarto dal cervello. Un’alterazione di questo naturale sistema di “pulizia” potrebbe contribuire all’accumulo di beta-amiloide, una delle proteine coinvolte nella malattia di Alzheimer.
I ricercatori hanno quindi ipotizzato che le oscillazioni ultra-lente rilevabili durante il sonno potessero rappresentare un segnale attraverso il quale intercettare alcune di queste alterazioni fisiologiche.Per verificarlo è stato analizzato il sonno di persone con malattia di Alzheimer o deterioramento cognitivo lieve appartenenti allo spettro Alzheimer e di soggetti cognitivamente sani della stessa fascia di età.
Le registrazioni sono state effettuate per più notti direttamente a casa dei partecipanti attraverso un dispositivo EEG portatile. Complessivamente, lo studio ha preso in esame circa 170 ore di sonno NREM, provenienti da oltre 150 registrazioni notturne.Il risultato principale riguarda proprio la forza delle oscillazioni ultra-lente: nelle persone con Alzheimer l’ampiezza di queste oscillazioni è risultata ridotta di circa il 27% rispetto ai soggetti cognitivamente sani.
“Il sonno non è uno stato passivo, ma un momento nel quale il cervello attraversa dinamiche fisiologiche estremamente organizzate – sottolinea il professore Michele Bellesi – I nostri risultati suggeriscono che, imparando a osservare con maggiore precisione queste dinamiche, possiamo ricavare informazioni sul funzionamento di sistemi cerebrali che sappiamo essere coinvolti nella malattia di Alzheimer”.
Un altro risultato interessante riguarda il rapporto tra queste oscillazioni del sonno e alcuni segnali biologici della malattia misurabili nel sangue. Le persone con oscillazioni più robuste tendevano ad avere un profilo più favorevole della beta-amiloide, una delle proteine coinvolte nell’Alzheimer.
Altre caratteristiche delle oscillazioni erano invece legate a indicatori di sofferenza delle cellule cerebrali e, in parte, alla capacità di ricordare ciò che era stato appreso prima di dormire.
Nel complesso, questi risultati suggeriscono che l’analisi delle oscillazioni ultra-lente durante il sonno potrebbe fornire informazioni utili sui processi biologici associati alla malattia di Alzheimer.
Lo studio identifica così una nuova firma elettrofisiologica del sonno associata all’Alzheimer e apre alla possibilità di considerare in futuro queste oscillazioni come un nuovo potenziale biomarcatore digitale, misurabile in maniera non invasiva attraverso l’EEG durante il sonno.Particolarmente interessante, in una prospettiva applicativa, è la possibilità di rilevare questo segnale mediante registrazioni ripetute effettuate direttamente a domicilio.
Se i risultati saranno confermati ed estesi attraverso studi longitudinali, le misure EEG ottenute durante il sonno potrebbero contribuire allo sviluppo di strumenti non invasivi per seguire nel tempo le alterazioni associate alla malattia, affiancandosi ai biomarcatori biologici oggi disponibili.
“Il messaggio che emerge dal nostro lavoro – conclude Bellesi – è che nel sonno potrebbe essere contenuta un’informazione sulla malattia che finora abbiamo sfruttato solo in parte. Registrare il sonno non significa soltanto misurarne durata o profondità: significa osservare il cervello mentre attraversa spontaneamente diversi stati fisiologici. Imparare a leggere questi segnali può aiutarci a comprendere meglio il rapporto tra sonno e Alzheimer e, in prospettiva, a sviluppare nuovi strumenti per osservare nel tempo la salute del cervello”.
Il grande tennis internazionale torna a Tolentino. Dal 19 al 27 settembre 2026, i campi del Circolo Tennis Tolentino, in viale della Fraternità, ospiteranno per il secondo anno consecutivo il Delta Motors Tolentino Open, torneo del circuito WTA 125 destinato a rappresentare uno degli appuntamenti sportivi più importanti dell’anno nelle Marche.
La manifestazione è stata presentata questa mattina a Palazzo Raffaello, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli, il sottosegretario alla Giunta Silvia Luconi, il consigliere regionale Jessica Marcozzi, il vicepresidente del Coni Marche Giovani Torresi, il consigliere nazionale FITP Emiliano Guzzo, il presidente del Comitato regionale FITP Andrea Bolognesi, il vicesindaco e assessore allo Sport del Comune di Tolentino Alessia Pupo, il presidente dell’ASD Tennis Tolentino Marco Sposetti e Marco Pisciotta, direttore del torneo e rappresentante di Delta Motors.
Un appuntamento che punta a coniugare sport di alto livello, promozione territoriale e turismo. «Quello di Tolentino è un appuntamento che racchiude diversi elementi importanti», ha sottolineato l’assessore Consoli, evidenziando il valore internazionale della manifestazione e la sua capacità di contribuire alla crescita turistica del territorio. Per la Regione, il torneo rappresenta inoltre un segnale di attenzione nei confronti di una comunità che ha saputo reagire alle difficoltà legate al sisma, tornando a investire e a guardare al futuro.
Sulla stessa linea il sottosegretario Luconi, che ha ricordato come il valore del Tennis Tolentino vada oltre la singola settimana di competizione. Il circolo svolge infatti durante tutto l’anno una funzione sportiva, sociale e formativa, soprattutto attraverso le scuole tennis e le attività rivolte ai giovani. La prima edizione del torneo ha inoltre prodotto ricadute significative sull'economia locale, coinvolgendo strutture ricettive e attività del comprensorio grazie alla presenza di giocatrici, accompagnatori e staff.
Il livello tecnico dell’edizione 2026 si annuncia particolarmente elevato. Nel torneo saranno infatti presenti otto giocatrici attualmente comprese tra le prime 150 del mondo.
Tra le italiane figurano Nuria Brancaccio, finalista nell’edizione dello scorso anno, Martina Trevisan, impegnata nella risalita del ranking, e le giovani Federica Urgesi e Jennifer Ruggeri. Restano invece da definire le ultime wildcard, che saranno assegnate dal settore tecnico nazionale anche in relazione agli altri appuntamenti internazionali in calendario.
«Siamo molto orgogliosi di ospitare per il secondo anno consecutivo un appuntamento di questo livello», ha commentato il presidente dell’ASD Tennis Tolentino Marco Sposetti. Per il circolo, ha aggiunto, si tratta di un riconoscimento importante ma anche di una responsabilità, considerati gli elevati standard richiesti da una competizione internazionale di questo livello.
Il programma prevede un tabellone di qualificazione da 32 giocatrici, con 16 posti disponibili per il main draw, mentre il tabellone principale sarà composto da 32 atlete. Il torneo di doppio vedrà invece al via 16 coppie. Le finali di singolare e doppio sono in programma domenica 27 settembre.
Il circuito WTA comprende diverse categorie di tornei, dai Grand Slam ai WTA 1000, 500, 250 e 125, oltre alle WTA Finals. Nel 2026 sono soltanto sei gli appuntamenti WTA 125 organizzati in Italia, un dato che conferma il peso assunto dal torneo di Tolentino nel panorama tennistico nazionale.
L’edizione dello scorso anno ha regalato una delle storie più interessanti della manifestazione: il titolo è stato conquistato dall’ucraina Oleksandra Oliynykova, arrivata nelle Marche senza i favori dei pronostici e capace di conquistare a Tolentino il titolo più importante della sua carriera.
Anche quest’anno è prevista una significativa copertura mediatica e televisiva, con la partecipazione di SuperTennis, che contribuirà a portare le immagini del torneo oltre i confini cittadini e regionali.
Il torneo non sarà però soltanto una competizione sportiva. All’interno del Circolo Tennis Tolentino sarà allestita un’area hospitality con stand dedicati alla promozione del territorio e alle aziende, mentre le scuole del comprensorio saranno invitate ad assistere alle partite.
L’accesso sarà gratuito a partire dai quarti di finale, mentre per semifinali e finali sarà previsto un ticket a prezzo contenuto.
Per il vicesindaco Alessia Pupo, la conferma del WTA 125 rappresenta un motivo di particolare orgoglio per la città. Tolentino, già riconosciuta come Città dello Sport e realtà di riferimento per il tennis, è chiamata ora a valorizzare ulteriormente le proprie strutture e il proprio patrimonio sportivo.
La conferma della manifestazione, ha sottolineato Pupo, è il risultato della sinergia tra amministrazione comunale, Associazione Tennis Tolentino, sponsor e istituzioni sportive e rappresenta un riconoscimento non soltanto per la città, ma per l’intero territorio marchigiano.
Fondato nel 1966, il Circolo Tennis Tolentino dispone di sette campi da tennis e due da padel, con oltre 1.000 tesserati. La struttura è stabilmente ai vertici delle classifiche dei migliori tennis club italiani ed è riconosciuta per l'attività agonistica, la formazione dei giovani e il forte radicamento nel tessuto sociale.
Il circolo rappresenta un vero e proprio vivaio per giovani talenti e una struttura scelta anche da giocatrici del circuito WTA per prepararsi agli appuntamenti internazionali. Tra le atlete che hanno frequentato i campi tolentinati c’è anche Elisabetta Cocciaretto, arrivata fino al numero 29 del ranking mondiale e protagonista con la Nazionale italiana nella Billie Jean King Cup.
Nel corso dell’anno il Tennis Tolentino ospita inoltre numerosi appuntamenti, soprattutto giovanili, tra cui competizioni di livello internazionale, oltre a corsi di formazione e perfezionamento rivolti a maestri e tecnici.
Un lavoro quotidiano che trova nel WTA 125 la sua vetrina più prestigiosa. Per nove giorni Tolentino sarà così al centro dell’attenzione del tennis internazionale, con l’obiettivo di confermare il successo della prima edizione e trasformare il torneo in un appuntamento stabile per la città e per le Marche.
Macerata perde Amedeo Caggiano, musicista e bassista molto conosciuto in città e nel panorama musicale locale. Aveva 77 anni. Per decenni ha accompagnato con il suo basso generazioni di musicisti e appassionati, arrivando a suonare anche con il gruppo della cantante Rosanna Fratello.
Una carriera vissuta tra palchi, locali e serate che hanno segnato la storia musicale della città, ma anche tanti momenti rimasti nella memoria di chi lo ha conosciuto e ascoltato. Tra questi, le serate alla storica discoteca "Tartaruga", uno dei luoghi simbolo della vita musicale e notturna maceratese, dove Caggiano è stato tra i protagonisti delle serate nella seconda sala del locale.
Il suo nome è legato anche a una formazione particolarmente cara agli appassionati di musica della città: il trio composto da Amedeo Caggiano, Leo Angeletti e Franco Ubaldini. Un sodalizio artistico che negli anni ha portato sul palco un repertorio fatto di grandi canzoni e atmosfere della musica italiana e internazionale.
Per molti la scomparsa di Amedeo Caggiano significa la perdita di un pezzo della storia musicale di Macerata, di quella generazione di musicisti che ha attraversato decenni di concerti, locali e collaborazioni, costruendo una vera comunità attorno alla musica.
Caggiano lascia il figlio Jacopo e i familiari. I funerali saranno celebrati mercoledì 9 settembre alle ore 10 nella chiesa Santa Madre di Dio.
Incidente stradale poco prima delle 12:30 in via Primo Maggio a Morrovalle, lungo la strada che collega Trodica al centro abitato. Un 56enne del posto ha perso il controllo della Fiat Panda che stava conducendo, finendo in una scarpata fuori dalla carreggiata.
Secondo le prime informazioni, per cause ancora in corso di accertamento, l'auto avrebbe invaso la corsia opposta, andando a schiantarsi contro la recinzione a protezione del pendio. L'impatto ha provocato la rottura della rete e la vettura è precipitata nella scarpata sottostante, compiendo un volo di circa due metri.
Nell'incidente non sono rimasti coinvolti altri veicoli né persone. Per soccorrere il conducente, rimasto sempre cosciente, sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco di Macerata e Civitanova Marche, che hanno raggiunto l'auto nella zona impervia e provveduto all'estrazione del 56enne, affidandolo successivamente alle cure del personale sanitario del 118 e della Croce Rossa. L'uomo è stato, quindi, trasportato all'ospedale di Civitanova Marche per gli accertamenti del caso.
I vigili del fuoco hanno, inoltre, provveduto alla messa in sicurezza della vettura e dell'area interessata dall'incidente. Sul posto è intervenuta anche la polizia locale di Morrovalle, impegnata nella gestione della viabilità e negli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica dell'incidente e chiarirne le cause.
Benedetto dal vescovo Nazzareno Marconi l'avvio del cantiere della chiesa del Santissimo Redentore a Tolentino, luogo di culto che sarà interessato da un importante intervento di recupero dopo i danni provocati dagli eventi sismici del 2016. Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco Mauro Sclavi, la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, il nuovo parroco don Gianni Compagnucci, insieme alle imprese e alle maestranze impegnate nei lavori.
L'intervento prevede un investimento complessivo di 353.374,37 euro e riguarderà principalmente il consolidamento strutturale dell'edificio, costruito nel corso del XX secolo e interessato anche dal naturale degrado del tempo, oltre al restauro degli spazi interni. I lavori sono stati affidati all'Ati composta dalla ditta Alma di Mancini Srl per le opere edili e dalle ditte Boing Srl e Restauro Dipint Sas per gli interventi di restauro.
A benedire il cantiere è stato il vescovo della Diocesi di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, che ha sottolineato il significato dell'intervento non soltanto dal punto di vista edilizio, ma soprattutto per la comunità: "Non vogliamo costruire solo muri ma soprattutto comunità, ed è questo il senso del nostro incontrarci qui oggi".
Il vescovo ha quindi evidenziato come molti cantieri della ricostruzione stiano finalmente partendo, dopo un lungo lavoro di studio e progettazione: "Tanti cantieri stanno partendo dopo un lavoro di studio molto importante che adesso inizia a dare i suoi frutti".
Marconi ha ringraziato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, l'Usr, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Tolentino.
Nel suo intervento il vescovo ha fatto riferimento anche alla chiesa di San Catervo, per la quale nel giugno scorso era stato effettuato un sopralluogo insieme al senatore Castelli. Marconi ha invitato a evitare anticipazioni sulla possibile data di riapertura: "Ascolto e perciò invito tutti a frenare fughe in avanti in merito a una possibile scadenza per la sua riapertura. La data sarà comunicata ufficialmente quando i lavori saranno ultimati e tutto sarà in sicurezza".
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Mauro Sclavi, che ha sottolineato il particolare valore simbolico della cerimonia: "Ci troviamo in uno dei punti più alti della città ed ha per questo avuto anche un valore particolare la volontà di mons. Marconi di essere qui a benedire l'avvio del cantiere".
Il primo cittadino ha quindi ringraziato quanti sono impegnati nel percorso della ricostruzione, sottolineando come la riapertura di un luogo di culto rappresenti un momento di crescita per l'intera comunità: "Per la nostra comunità la possibilità di riaprire un luogo di culto è sempre un motivo di crescita non solo personale".
Alla benedizione era presente anche la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, che ha definito la chiesa del colle del Redentore un presidio religioso e sociale fondamentale per gli abitanti della zona.
"Qui si sono sempre riuniti per momenti di preghiera e conviviali", ha ricordato Luconi, parlando di un luogo che rappresenta anche "una luce di speranza". La notizia dell'avvio dei lavori, ha aggiunto, "ha suscitato subito una grandissima emozione" tra i residenti.
Alla cerimonia hanno partecipato inoltre Marco Mancini, titolare della ditta Alma, l'architetto Massimo Staffolani, la geometra Silvia Ramadù, il geometra Albino Brandi e le restauratrici Maria Pia Topa, Laura Giannangeli e Alessandra Bellucci.
L'avvio del cantiere segna così un nuovo passo nel percorso di ricostruzione post-sisma a Tolentino, con l'obiettivo di restituire alla comunità un luogo di culto che, oltre alla sua funzione religiosa, rappresenta da sempre un importante punto di aggregazione per il territorio.
Saranno 35 borse di studio da 2.500 euro ciascuna quelle erogate dal Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza per l'anno accademico 2026/2027 rivolte a studenti e studentesse che si immatricoleranno o iscriveranno al primo anno dei corsi del Dipartimento. L' importo complessivo di 87.500 euro deriva dal lascito testamentario di 500 mila euro disposto a favore del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata dal professor Franco Bolognini, scomparso lo scorso 11 gennaio.
Docente dell’Università di Macerata dal 1965 fino al pensionamento nel 2010, Franco Bolognini ha legato gran parte della propria vita accademica alla Facoltà di Giurisprudenza, dove è stato professore ordinario di Diritto canonico e punto di riferimento per generazioni di studenti e studiosi.
"Quello del professor Bolognini – sottolinea il rettore John McCourt - è un gesto di straordinaria generosità e, insieme, di autentica lungimiranza. Ha scelto di trasformare il frutto di una vita e di oltre quarant’anni dedicati all’Università di Macerata in un investimento nel futuro delle nuove generazioni. Il suo lascito non rappresenta soltanto un sostegno economico di eccezionale rilievo: è un grande atto di fiducia nell’Università, nel valore della conoscenza e nelle capacità dei nostri giovani. Grazie a questa scelta, il merito potrà tradursi in opportunità concrete e molti studenti e studentesse potranno affrontare con maggiore serenità il proprio percorso universitario. Il professor Bolognini continuerà così a vivere nella nostra comunità e nel cammino di coloro che beneficeranno della sua generosità. È nostra responsabilità onorarne pienamente la volontà, amministrando queste risorse con rigore e facendone un sostegno duraturo al talento e al diritto allo studio".
A restituire anche il profilo più personale del docente è il professor Giuseppe Rivetti, che a Bolognini era legato da un lungo rapporto professionale e di amicizia: "Il prof. Bolognini è stato un giurista colto e raffinato. La tradizione era il suo punto fermo e ispirava le sue riflessioni. Ci accumunava l’interesse per la dimensione tributaria che declinavamo in entrambi gli ordinamenti. L’Università era la sua casa, la sua famiglia, tutto. Ogni volta che passo davanti a quello che era il suo ufficio mi sembra di vederlo tra i suoi libri con una fila interminabile di studenti in attesa di chiedere la tesi o parlare dell’esame. E proprio agli studenti, tanto amati, il suo ultimo gesto di generosità".
L’iniziativa rafforza gli interventi del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc per il diritto allo studio e il welfare per la sostenibilità sociale. “Il lascito del prof. Bolognini – commenta la direttrice Claudia Cesari - ci commuove e ci onora: è un gesto di grande generosità, che attesta il duraturo legame del collega con il nostro Dipartimento, ma anche il suo costante apprezzamento per noi e la sua fiducia nella nostra capacità di formare e offrire opportunità alle giovani generazioni. Di questo gli siamo grati e terremo fede alla sua volontà anche per i prossimi anni, continuando a supportare gli studenti e le studentesse capaci e meritevoli lungo il loro percorso di studio presso di noi”.
Le modalità e i termini per la presentazione delle domande saranno definiti nei bandi predisposti dall’Ateneo che saranno pubblicati sul sito unimc.it e giurisprudenza.unimc.it.
Il Politeama Franco Moschini è pronto ad aprire la nuova programmazione con tre importanti incontri. Dall' 11 ottobre al 29 novembre si sussegueranno Giovanni Truppi in viaggio con Pasolini e Calvino, il racconto dei Rolling Stones e l’universo musicale di Ennio Morricone.
Tre domeniche, l'11 ottobre, l'8 novembre e il 29 novembre, che compongono la rassegna "Di musica e di racconto" proposta dal Politeama Franco Moschini insieme a Riverberi di RisorgiMarche, sempre alle ore 18:00.
La scelta di programmare tutti e tre gli appuntamenti la domenica alle ore 18.00 è anche un invito a vivere Tolentino: un’occasione per scoprire la città prima del concerto o fermarsi a cena dopo lo spettacolo, unendo musica, cultura e territorio.
Ad aprire la rassegna, domenica 11 ottobre, sarà Giovanni Truppi (voce narrante e chitarra) con "La lunga fiaba di sabbia", un originale viaggio tra musica e letteratura che mette in dialogo "La lunga strada di sabbia" di Pier Paolo Pasolini e le Fiabe italiane di Italo Calvino. Alle tappe del viaggio di Pasolini lungo le coste italiane si affiancano le fiabe raccolte da Calvino nelle diverse regioni: Truppi attraversa questi due universi in un reading con musica dal vivo, sospeso tra realtà e immaginazione, racconto, canzone e memoria collettiva.
Domenica 8 novembre Riverberi entra invece nel mito dei Rolling Stones con “The Rolling Stones – Paint It Black”. A guidare il pubblico nella storia della band saranno Ezio Guaitamacchi – narrazione, chitarre, autoharp e ukulele – insieme ad Andrea Mirò – voce, pianoforte e chitarre –, Brunella Boschetti – voce – e Folco Orselli – voce e chitarra. Un live talk show nel quale storytelling e performance musicale si intrecciano, ripercorrendo pagine e brani entrati nell’immaginario del rock, riletti attraverso una dimensione essenzialmente acustica.
Il terzo appuntamento, domenica 29 novembre, sarà dedicato a uno dei più grandi compositori del Novecento con “Ennio Morricone – Inseguendo quel suono”. Alessandro De Rosa, voce narrante e autore con Morricone della sua autobiografia ufficiale, conduce il pubblico dentro la vita, il pensiero e la musica del Maestro, accompagnato da Fausto Beccalossi alla fisarmonica e Claudio Farinone alla chitarra. Parole, memoria e riletture dal vivo delle composizioni di Morricone danno forma a un ritratto intimo che va oltre il cinema e attraversa musica e cultura del nostro tempo.
La rassegna, realizzata da Eventi SCRL/ Risorgimarche e da Politeama Franco Moschini, in collaborazione con il Comune di Tolentino, propone tre spettacoli accomunati dall’incontro tra musica e racconto, declinato attraverso la letteratura, la memoria e le vicende di grandi protagonisti della cultura contemporanea.
I tre appuntamenti, presentati in anteprima rispetto al cartellone complessivo, costituiscono a tutti gli effetti l’avvio della nuova programmazione del Politeama, contribuendo fin dall’autunno a definirne il profilo culturale.
Questa collaborazione porta nella programmazione del Politeama lo spirito di RisorgiMarche, mettendo al centro l’ascolto e la relazione tra artisti e pubblico attraverso spettacoli nei quali la dimensione musicale incontra la parola e la narrazione. Un approccio coerente con l’identità costruita negli anni da RisorgiMarche, festival nato come esperienza itinerante, sostenibile, solidale e inclusiva.
Dalla piccola frazione di Santa Maria in Piana fino al Quirinale. È il curioso e prestigioso percorso che accompagna la vigilia della 15ª edizione del Festival della carne bovina di razza marchigiana, in programma dall'11 al 13 settembre a Treia.
A portare all'attenzione della Presidenza della Repubblica la storia e l'attività dell'Associazione Nuova Santa Maria in Piana è stato il referente Vittorio Farabollini, attraverso una lettera ufficiale. Dal Quirinale è arrivato un riscontro con un messaggio di vicinanza all'iniziativa, accompagnato dagli auguri per la buona riuscita della manifestazione e dai più cordiali saluti.
Una risposta accolta con soddisfazione da Farabollini e dall'associazione, che ha interpretato il gesto come un riconoscimento al lavoro portato avanti per mantenere vive le tradizioni, le relazioni e la socialità dei piccoli centri.
Archiviata la parentesi romana, l'attenzione torna ora a Santa Maria in Piana, dove per tre giorni la protagonista sarà la carne bovina di razza marchigiana, insieme alla cucina e alle tradizioni del territorio.
Il Festival, in programma da venerdì 11 a domenica 13 settembre, proporrà stand gastronomici, pasta fresca fatta a mano e la tradizionale bistecca di razza marchigiana, regina della manifestazione. Tra le proposte culinarie ci sarà anche una degustazione dedicata al quinto quarto, con trippa e coda.
Non mancheranno gli appuntamenti dedicati all'intrattenimento. Il programma prevede commedie dialettali e musica dal vivo, mentre gli appassionati di motori potranno partecipare al raduno delle Fiat 500.
A riportare invece indietro nel tempo sarà la tradizionale aratura con trattori d'epoca, uno degli appuntamenti più rappresentativi del Festival e del legame della manifestazione con la cultura agricola e contadina del territorio.
Un programma che, ancora una volta, mette insieme gastronomia, tradizione, socialità e memoria, con l'obiettivo di mantenere vivo il patrimonio della piccola frazione treiese. E quest'anno, alla vigilia della quindicesima edizione, Santa Maria in Piana può aggiungere anche un particolare saluto arrivato dal cuore delle istituzioni italiane.
Una domenica all'insegna dello sport ha animato il centro di Civitanova Marche. Domenica 6 settembre è andata in scena la sesta edizione di Sport Live, la manifestazione organizzata dalla Sport Live Asd di Domenico Rita con il sostegno dell'Assessorato allo Sport del Comune e il patrocinio di Regione Marche, CONI e Comitato Italiano Paralimpico.
Le vie del centro si sono trasformate in una grande vetrina dedicata alle discipline sportive, con oltre 65 società impegnate tra tornei, esibizioni e prove gratuite. Una partecipazione che ha coinvolto centinaia di atleti e attirato numerosi visitatori, tra famiglie, bambini e appassionati, offrendo anche la possibilità di avvicinarsi a discipline diverse in vista della nuova stagione sportiva.
Ad aprire ufficialmente la manifestazione sono stati il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vicesindaco e assessore allo Sport Claudio Morresi, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, l'assessore al Turismo Mara Orazi e il presidente del CONI Marche Fabio Luna.
A sorpresa, durante la giornata è arrivato anche un video di sostegno del neo commissario tecnico della Nazionale italiana Roberto Mancini, che ha voluto mandare il proprio messaggio alla manifestazione.
«Una bellissima giornata che ci ha dato grande soddisfazione e ripaga di tutto il lavoro svolto in questi mesi», commenta l'organizzatore Domenico Rita. «Per noi è bellissimo vedere tanti ragazzi e ragazze divertirsi praticando qualsiasi disciplina, ed è altrettanto bello riuscire ad avvicinare chi ancora non ha dato allo sport l'importanza che merita, soprattutto nell'era digitale in cui gli adolescenti trascorrono sempre più tempo davanti a pc e smartphone».
Rita ha quindi ringraziato l'Amministrazione comunale, il CONI Marche, le realtà sportive e i partner che hanno sostenuto l'iniziativa, sottolineando il ruolo della manifestazione nel promuovere la pratica sportiva e il coinvolgimento della comunità.
Con la sesta edizione, Sport Live si conferma così un appuntamento capace di portare lo sport fuori dagli impianti e direttamente nelle strade della città, trasformando per una giornata il centro di Civitanova in un grande spazio aperto dedicato ad atleti, famiglie e curiosi.
Proseguono i lavori per la costruzione del nuovo polo scolastico di Tolentino, dove la realizzazione del corpo centrale dell’edificio sta iniziando a prendere forma. Il sopralluogo tecnico che si è svolto questa mattina in via Pace e a cui hanno partecipato il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, la sottosegretaria alla Presidenza della regione Marche Silvia Luconi, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, ha permesso di ispezionare il cantiere del polo che ospiterà il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo Coreutico “Filelfo”, l’Ite “Filelfo” e l’Ipia “Frau”, riunendo così gli istituti superiori in un unico complesso.
Durante la visita è stato possibile constatare l'avanzamento dell’intervento di costruzione, i cui tempi proseguono in linea con il cronoprogramma. La consegna del corpo in costruzione, infatti, è prevista per il prossimo agosto, mentre l’officina e la palestra saranno pronte per la fine del 2028 e l’inizio del 2029.
"Credo che nel prossimo anno scolastico potremmo vedere entrare qui i primi studenti e questa è la più grande soddisfazione che da Presidente della Provincia posso avere", afferma il presidente Gentilucci con l'augurio di "ridare, dopo gli eventi sismici, dignità e rispetto a questi ragazzi che rappresentano le generazioni del futuro” e ricordando come la realizzazione di scuole e la creazione di spazi funzionali alle nuove generazioni per la formazione e l'inserimento all'interno del territorio sia stata messa al centro del suo mandato.
Sulla situazione dei lavori e sulla loro fine, le parole del sindaco Sclavi sono di grande fiducia: “Le parole più eloquenti sono quelle alle mie spalle. I lavori stanno andando molto velocemente e il primo blocco è quasi ultimato. Questo è il simbolo di una rinascita e la speranza è quella di riaprire il prima possibile, così come era stato detta dal cronoprogramma”.
Il percorso di riqualificazione e realizzazione da parte della struttura commissariale dell'Usr per l’edilizia scolastica prevede 450 edifici scolastici in tutto il cratere sismico, di cui 220 solamente nella regione Marche, tra cui il Campus di Tolentino.
“Tutto questo ha uno scopo, ovvero garantire che degli anni, la sicurezza degli edifici scolastici possa essere la massima immaginabile - afferma il commissario Castelli -. Questo è un edificio molto impegnativo dal punto di vista del sacrificio e del costo finanziario perché prevede l’impegno di 31 milioni di euro. Nonostante questo avrà il massimo grado di invulnerabilità sismica ma anche un’ autosufficienza energetica".