La Maceratese costruisce, spinge e colleziona occasioni in serie, ma paga a carissimo prezzo la scarsa concretezza sotto porta. All’Helvia Recina vince il Sora 2-1, cinico nel capitalizzare praticamente le uniche vere opportunità create. Per la Rata una sconfitta amara, con anche un punto perso rispetto alla zona playout.
Primo tempo
L’avvio è tutto di marca biancorossa. Dopo appena 5 minuti la Maceratese confeziona un contropiede da manuale: Cirulli chiude l’uno-due con Papa e calcia in diagonale, fuori di pochissimo. Il Sora risponde subito con Stampete che prova la conclusione da fuori, ma Gagliardini blocca senza problemi.
La Rata continua a macinare gioco: su punizione Siniega svetta sul secondo palo e rimette al centro per Ruani, che però non riesce a schiacciare di testa e manda sul fondo. Al 13’ altra fiammata: Papa ci prova col sinistro dal limite, il portiere devia in angolo; sul corner successivo Osorio non trova l’impatto giusto e la palla esce di poco.
Al 17’ Cirulli scappa in profondità e conclude a lato, ma l’azione viene fermata per offside. Poco dopo (22’) arriva un’altra occasione enorme: manovra articolata, Cirulli triangola con Osorio e va al tiro in area, Laukzemis respinge; il Sora non riesce a uscire e Marras, da fuori, sfiora il palo.
È un monologo della Maceratese. Al 27’ Osorio sfonda sul fondo e serve a rimorchio Marras, che però spara alto. E proprio nel momento di massima pressione biancorossa arriva la beffa: al 29’ Pecchia viene imbeccato in area, si gira con troppa facilità e batte Gagliardini per l’1-0 ospite.
La Maceratese prova subito a reagire: al 36’ Marras libera il cross di Papa per Morganti, che da due passi colpisce male. Un minuto dopo Cirulli scatta sul filo del fuorigioco, ma da posizione defilata non riesce a trovare la porta. Si va al riposo tra incredulità e recriminazioni: Rata avanti per gioco e occasioni, Sora avanti nel risultato.
Secondo tempo
La ripresa riparte sulla stessa linea: Maceratese arrembante e ancora sprecona, con Marras che manca un’altra chance importante. Al 6’ Cirulli tenta il sinistro da fuori, alto. Arrivano i cambi: Arbsuti per Perini e Ciattaglia per Papa.
Al 9’ però la partita gira di nuovo in favore del Sora: appena entrato, Ciattaglia perde un pallone sanguinoso sulla trequarti, gli ospiti ne approfittano e trovano l’inserimento di Stampete che in area scavalca Gagliardini per il 2-0. Come se non bastasse, un minuto dopo Curatolo commette un fallo imprudente: già ammonito, si prende il secondo giallo e lascia la Maceratese in dieci.
Nonostante l’inferiorità numerica, la Rata non smette di attaccare. Al 24’ Osorio viene liberato bene in area ma calcia debole col mancino. Al 25’ ancora Osorio dalla sinistra mette un cross perfetto: Sabattini, a porta praticamente sguarnita, da due passi non trova il gol.
Il forcing continua e al 29’ la Maceratese riapre la gara: su tiro di Gagliardi arriva una respinta, Osorio ci mette rabbia e la spinge dentro per il 2-1. Nel finale l’Helvia Recina esplode al 40’, quando Sabattini ribadisce in rete dopo la respinta del portiere su tiro di Marras: sarebbe il 2-2, ma la rete viene annullata per fuorigioco.
Un minuto dopo altra occasione clamorosa: Gagliardini, dopo un rimpallo in area, si trova a tu per tu col portiere ma non riesce a concretizzare. La Maceratese ci prova fino all’ultimo, ma il Sora regge e respinge ogni assalto. Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio: Sora corsaro 2-1 a Macerata.
Partita crudele per la Maceratese: tante occasioni, tanto gioco, ma poca precisione e pochissima cattiveria sotto porta. Il Sora, al contrario, sfrutta al massimo le poche chance create e porta via l’intera posta.
Maceratese-Sora 21esima giornata Serie D Gir. F
Maceratese-Sora 1-2 29’ Pecchia, 54’ Stampete, 74’ Osorio
MACERATESE: Gagliardini; Perini (Ciattaglia), Siniega, Marchegiani; De Angelis, Ruani; Papa (Arbusti), Marras, Osorio; Cirulli (Sabattini) A disp. Cusin, Mastrippolito, Lucero, Nasic, Gagliardi, Ambrogi All. Possanzini
SORA: Laukzemis, Fili, Curatolo, Stampete (Speranza), Flaminio, Bittante, Ferrari, Trotta, Pecchia, Siciliano, Casciano A disp. Galbiati, Cugola, Stano, Boglione, Biral, Tatti, Dini, Sverino All. Scorsini
Arbitro: Alessandro Angelo (Marsala)
Assistenti: Puddu (Ozieri), Cusimano (Palermo)
Ammonizioni: Ciattaglia
Espulsi: Curatolo per doppia ammonizione
Inatteso sconquasso nella Lega dove molti sono saliti sul carro armato del vincitore con riflessi pesanti sul Comune e la Provincia di Macerata.
“Vannaccia la miseria”/E il pompiere restò/col cerino in mano
Matteo Salvini di fatto caccia dalla Lega il Generale e ora Luca Buldorini vicepresidente della Provincia che voleva autocandidarsi a Sindaco di Macerata resta a piedi. Come il cofondatore della Compagnia Marca Libera, la formazione dei vannaccisti, Luca Paolorossi che si trova a fare “un sarto nel buio”. Ma questo complica anche un possibile Parcaroli bis
(Di Carlo Cambi)
Vannaccia la miseria! Lo hanno sentito smadonnare tra il costernato e l’irato il povero pompiere che ora è rimasto col cerino in mano, mentre pensava di candidarsi a sorpresa come Sindaco di Macerata. Insieme a lui c’è anche chi, come l’esuberante sindaco di Filottrano Luca Paolorossi che cerca d’imitare il suo collega di Terni Stefano Bandecchi con colorite esternazioni social, ha fatto un sarto nel buio.
E’ l’allegra brigata di Compagnia Marca Libera presentata con muscolare enfasi il 12 luglio scorso con tanto di sfarzo alimentare alla Filarmonica di Macerata e che ora deve scegliere se stare con il Capitano (in arte Matteo Salvini) o con il generale (Roberto Vannacci). Certo che sono ore funeree per il vicepresidente della Provincia sempre in cerca di consenso. Il povero Luca Buldorini ha orizzonti convulsi davanti a sé e se ha un umore da funerale non è per prassi professionale, ma perché è rimasto in mezzo al guano.
A dimostrazione però anche di una estrema debolezza della Lega che nelle Marche e in provincia di Macerata in particolare non è stata capace di consolidare una classe dirigente che non fosse autoriferita. Questo ha oggi conseguenze assai gravi sul Centrodestra di Macerata che deve decidere prima o poi che fare della sua rappresentanza in Comune. E’ vero che ha beneficato di un’ inaspettata proroga quasi annuale di mandato, ma le amministrative si avvicinano e il rischio di un dissolvimento dell’alleanza è dietro l’angolo. La ragione? L’attualità incombe e determina, al di là delle albagie personali, come si svolgono i fatti.
La botta a Luca Buldorini è arrivata in diretta da Rivisondoli dove Matteo Salvini ha di fatto messo alla porta il generale passato da essere un “valore aggiunto” a uno che si appresta ad attraversare il “deserto che c’è fuori dalla Lega”. Chissà se Buldorini sceglierà di fare il beduino o si mette per un po’ ai margini? E’ curioso notare come siacstato il “partito” dei Governatori (Zaia, Fedriga e Fontana) a chiedere di rompere con Vannacci che si appresta a fondare una sorta di AFD in sansa tricolore. Luca Buldorini come amministratore doveva stare in quel “partito” e invece si è illuso che Vannacci fosse la scorciatoia per scalare la Lega e forse ora sta facendo i conti con la Lega che va al Contrario.
In cerca di un incarico di prestigio l’ottimo pompiere di Appignano (due volte ha cercato di farsi eleggere Sindaco e per due volte i suoi compaesani gli hanno risposto picche) ha tentato di attizzare più di un incendio nel partito. Poi si è messo all’ombra di Sandro Parcaroli che lo ha “creato” vicepresidente della Provincia, ma ora rischia di finire su un binario morto. Oddio lui è del ramo e dunque potrebbe anche trovarci una certa convenienza. La cacciata di Vannacci complica molto le cose in casa Lega e le complica moltissimo per il Centrodestra.
Sarà il caso di ricordare che il 12 luglio quando Buldorini e Paolorossi hanno presentato la Compagnia Marca Libera al tavolo c’erano tutti: dalla segretaria regionale onorevole Carla Latini al sindaco di Macerata nonché dirigente regionale della Lega (dopo essersi fatto leggere con una lista civica) Sandro Parcaroli con i suoi fidi scudieri, l’avvocato Andrea Marchiori assessore ai lavori pubblici di Macerata e noto ai più come l’assessore Lego per la sua inclinazione ad aprire cantieri ovunque – chiuderli è un altro fatto - l’assessora Imballo e l’assessora al bilancio Oriana Piccini. Per uno strano caso domani Piccioni e il Sindaco saranno fianco a fianco in Consiglio Comunale a tentare di spiegare il gran rifiuto all’asta per il mattatoio: Sandro Parcaroli col saio di Celestino V chissà se fa la stessa figura... C’era anche il capogruppo in Comune avvocato Aldo Alessandrini che assai prudentemente disse: “"Ci sono state incomprensioni con Buldorini, ma siamo uniti".
Ma ora il morto è nella bara- perdonerà il vicepresidente della Provincia, ma il riferimento viene spontaneo – nel senso che Vannacci è fuori e bisogna capire se la sua perorazione di metà luglio trova ancora orecchie pronte ad ascoltarla e se lui è ancora considerato appartenente alla Lega di cui peraltro occupa la poltrona di segretario provinciale. Disse allora: "Io ho sempre servito la Lega e continuerò a servirla, al contrario di chi si è servito invece della Lega salendo sul carro del vincitore”.
Verrebbe da pensare che il carro armato del generale si è impantanato e ora scendere è un po’ complicato. Perché le conseguenze ci sono ed è inutile non vederle. Ammesso che Sandro Parcaroli passi indenne dalla possibile censura del Consiglio Comunale sulla faccenda del mattatoio, e ammesso che decida di ricandidarsi quale pezzo di Lega lo candida? Fino a ieri poteva con Luca Buldorini controllare il partito, ma ora pare essere Aldo Alessandrini, segretario cittadino e capogruppo in Comune, a dare le carte; un Alessandrini che peraltro troppe ha dovuto ingoiarne da Buldorini sempre desideroso di fare le onoranze funebri politiche a chi si frapponeva tra lui e qualsiasi incarico. Potrà Alessandrini ricandidare Parcaroli? Vorrà la Lega depurata dai vannaccisti proseguire sulla linea politica della trilaterale: Buldorini-Parcaroli-Marchiori con annesso codazzo di bottegai, ballerine, nani ricchi premi e cotillons? Può essere che la nuova giunta di Centrodestra accontenti la pletora di questuanti che faceva ala al Sindaco e al suo pompiere? O ci sarà un fuggi fuggi? Peraltro già si vocifera che il presidente del consiglio comunale Francesco Luciani insieme con l’assessore Lego – entrambi simpatizzanti di Compagnia Marca Libera che ora diventa Compagnia Liberi Tutti - starebbero preparando una loro lista civica.
Lo stesso pompiere ora ha un problema: Sandro Parcaroli ha finito il suo percorso assai accidentato da presidente della Provincia (discarica, acquedotto ospedale giusto per dire tre incompiute) e ora il vice d’Appignano che fa? Dove si attacca se il suo mentore non corre più o viene messo da parte? Rischia di perdere anche il suo posticino in Provincia. Sempre nella famosa cena -a questo punto è diventata delle beffe – Luca Buldorini ebbe a mettere – come d’habitude verrebbe da dire – una pietra tombale sulle ambizioni di altri affermando: “La Lega sarà protagonista alle prossime Regionali” e quando Buldorini dice Lega intende, come il Re sole, “io”. Com’è andata lo sanno tutti. La Lega ha preso il 7,37 % dei voti alle regionali, meno di un terzo di cinque anni fa e Luca Buldorini 937 preferenze, la metà di Anna Menghi che di Vannacci non ha mai voluto sentir parlare. Alla famosa cena della Filarmonica lei non c’era. E qualcosa vorrà pur dire ora che, vannaccia la miseria, tramonta la Lega al contrario.
"Il Governo deve occuparsi di quel 96% di territorio che non è ancora una destinazione turistica. È in quelle aree che c’è il vero potenziale di crescita”: parole condivisibili della ministra Santanchè, ma che devono tradursi in atti concreti verso i territori più fragili e dimenticati, come i borghi dell’Italia centrale colpiti dal sisma del 2016 e 2017". E' il commento della Segretaria Regionale Marche di Federcontribuenti, Maria Teresa Nori, alle parole della ministra del turismo in una conferenza stampa al Forum internazionale di Milano soffermandosi sulla bellezza dei borghi storici.
"Visso, Ussita, Castelsant’Angelo e tanti altri piccoli comuni in particolare del maceratese - fa presente Maria Teresa Nori - non sono solo “punti sulla mappa”, ma comunità che resistono ogni giorno alla crisi, alla burocrazia, allo spopolamento. La resilienza di commercianti, operatori economici, presìdi sanitari come le piccole farmacie, è l’anima viva di questi borghi".
Federcontribuenti sottolinea infine "l'ottimo lavoro del Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli" ma chiede al Governo "di non dimenticare questo pezzo d’Italia sventrato ma mai arreso. Investire qui non è solo doveroso, è un’occasione di rilancio per un’Italia più equa, coesa e viva".
Per molti la Ferrari è un sogno che si realizza, e quel sogno non può che avere un colore: il rosso corsa. Tuttavia, per un 64enne residente a Macerata, l'acquisto della "rossa" si è trasformato in un incubo burocratico e giudiziario quando ha scoperto che, sotto la vernice fiammante, batteva un cuore decisamente meno iconico.
I carabinieri della stazione di Macerata, al termine di una complessa attività d’indagine, hanno denunciato per truffa il titolare di un autosalone in provincia di Reggio Emilia. Si tratta di un 42enne emiliano, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, che nel 2023 aveva venduto al cittadino maceratese una Ferrari F430.
L'auto era stata consegnata nel classico colore rosso. Un acquisto importante, suggellato da una trattativa che sembrava regolare. Con il passare dei mesi, però, alcuni piccoli dettagli o forse una semplice intuizione hanno spinto il proprietario a vederci chiaro. L’uomo si è rivolto ad alcune ditte specializzate nel settore delle auto di lusso per effettuare verifiche approfondite sulla carrozzeria e sullo storico del veicolo.
Il responso tecnico è stato amaro: la Ferrari uscita dalla fabbrica di Maranello non era affatto rossa. Il colore originale era un grigio argento, poi "coperto" da una riverniciatura totale per renderla più appetibile (e probabilmente costosa) sul mercato dell'usato.
Sentendosi raggirato, il 64enne si è presentato alla caserma di via Di Pietro per sporgere denuncia. I militari dell'Arma hanno ricostruito la filiera della vendita, incrociando i documenti dell’autosalone reggiano con i numeri di telaio e le certificazioni della casa madre. Una volta accertata la discrepanza tra le caratteristiche reali del mezzo e quelle dichiarate all'atto dell'acquisto, per il rivenditore 42enne è scattata la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria.
Ora l'uomo dovrà rispondere del reato di truffa, mentre per il collezionista maceratese resta l'amarezza di aver pagato per un'icona che, nella realtà, nascondeva una livrea ben diversa da quella desiderata.
Gabriele Micarelli, ex candidato sindaco di Macerata, riflette sulla situazione politica della città. Dalla sua esperienza nel civismo alle idee per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini, Micarelli offre spunti concreti per capire come rilanciare la partecipazione civica.
Negli anni lei è stato spesso presente nel dibattito civico maceratese. Oggi invece è più defilato. Come guarda alla situazione attuale?
La guardo con l’occhio di chi ha partecipato, ma oggi non è coinvolto direttamente. Negli anni ho preso parte per quattro volte alle elezioni amministrative, sempre nel mondo del civismo, mettendoci la faccia. Alle ultime elezioni mi sono candidato addirittura con una sola lista, in modo consapevole, senza alcuna ambizione personale, come gesto di testimonianza. Oggi sono fuori da tutto da tempo e forse proprio per questo riesco a osservare le cose con maggiore distacco.
In questi giorni il dibattito politico locale è piuttosto acceso, ma anche frammentato. Che impressione ha da cittadino?
Da cittadino percepisco una certa confusione. Si leggono articoli, nomi, ipotesi, incontri, posizionamenti, ma il quadro complessivo non è ancora chiaro. È una situazione che ho già visto in passato e che spesso produce lo stesso effetto: le persone faticano a sentirsi coinvolte e finiscono per allontanarsi.
Secondo lei qual è il rischio principale in questa fase?
Il rischio è che tutto resti confinato dentro dinamiche politiche che il cittadino osserva dall’esterno. Quando i nomi arrivano già definiti, quando le scelte sembrano maturare lontano dalla vita quotidiana della città, cresce la sensazione di subire più che partecipare. Ed è da lì che nasce la disaffezione.
Lei ha sempre difeso il valore del civismo. Oggi che ruolo può avere?
Il civismo non è un’alternativa ai partiti, è un complemento. Serve soprattutto nei momenti in cui la politica fatica a leggere il territorio. Può aiutare a riportare l’attenzione sulle persone, sulla fiducia, sulla credibilità quotidiana.
Lei usa spesso l’immagine delle “chiavi della città”. Perché?
Perché rende bene l’idea. Il sindaco è la persona a cui affidi ciò che hai di più caro. Quando dai le chiavi di casa a qualcuno, non lo fai per appartenenza, ma per fiducia.
Cosa proporrebbe lei di fare?
In modo naturale e forse banale mi piacerebbe poter ascoltare direttamente i cittadini. Non per scegliere un candidato, ma per capire quali persone della società civile godono di fiducia reale. Ad esempio con un semplice sondaggio.
Può essere uno strumento utile anche alla politica?
Assolutamente sì. Non sostituisce i partiti e non indica candidature, ma può offrire un’indicazione utile a tutti gli schieramenti, di destra e di sinistra. Può aiutare a individuare nomi proposti direttamente dai cittadini.
Reputerebbe quindi utile ascoltare i cittadini tramite un sondaggio sui nostri canali web?
Perché no! Esatto. Un modo semplice e trasparente per dire: prima dei nomi ufficiali, ascoltiamo i maceratesi. Poi ognuno farà le proprie valutazioni.
E quindi domanda per i nostri lettori. Quale persona della società civile maceratese potrebbe essere indicata come figura affidabile per la guida della città di Macerata?
Nota: Le segnalazioni non costituiscono candidature né indicazioni di voto, ma un contributo civico utile alla riflessione pubblica.
Oggi il Museo della Scuola ha avuto l’onore di accogliere Ornella Ricca, una delle figure cui il museo è intitolato insieme al marito Paolo Ricca, primi donatori dei materiali esposti. La visita ha rappresentato un momento di grande emozione per tutto il team del museo, che ha voluto celebrare il legame profondo tra i primi donatori e questa realtà unica.
Come spiega Marta Brunelli, vicedirettrice del Mudesc: “Il Museo della Scuola nasce come un'emanazione di un centro di ricerca di storia dell'educazione sul libro scolastico. Infatti, come vedete, i libri scolastici fanno parte del nucleo fondante di questa realtà. Poi, grazie alla conoscenza con alcuni importanti collezionisti, in primis Ornella e Paolo Ricca, siamo riusciti ad acquisire integralmente la loro enorme collezione, che ha dato origine al museo”.
Il museo unisce ricerca scientifica, didattica e contatto con la società: “Gli studenti lavorano qui, svolgono il tirocinio curriculare e partecipano a lezioni su storia dell’educazione, beni culturali e management. Ogni anno accogliamo circa mille visitatori, tra scuole locali e anche provenienti da altre regioni”, continua Brunelli.
Anche Juri Meda, docente Unimc che intercettò la donazione dei Ricca, ricorda l’inizio del progetto: “Il museo è nato vent’anni fa, nel 2006 a Brescia, durante un convegno sui quaderni di scuola. Lì incontrammo Ornella e Paolo e nacque l’idea di far diventare permanente la loro grande collezione. Dal 2012, anno dell’inaugurazione, il museo accoglie materiali che raccontano la storia della scuola italiana e diventano patrimonio per studenti e visitatori”.
Ornella Ricca si è detta profondamente emozionata: “Quando noi ci incontrammo non sapevamo, facevamo esposizioni itineranti e a un certo punto mio marito si era stancato… allora decidemmo di donare la collezione al museo. Una storia d’amore nata sui banchi di scuola ha dato vita a questo bellissimo museo dei banchi di scuola”.
Durante la visita, i docenti Unimc hanno accompagnato Ornella Ricca tra le sale del museo e le hanno donato un mazzo di rose bianche, una per ogni anno di apertura del museo, a testimonianza della lunga e preziosa storia condivisa.
Il Museo della Scuola è aperto al pubblico e alle scolaresche dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. Inoltre, offre opportunità di tirocinio universitario unico nel suo genere, per chi desidera vivere un’esperienza diversa dal solito nei beni culturali.
Le due squadre arrivano alla sfida divise da cinque punti, ma con stati d'animo diametralmente opposti: se da un lato la Cluentina sta attraversando un momento nerissimo, reduce da quattro sconfitte consecutive e a secco di vittorie dallo scorso 22 dicembre, dall'altro il Montemilone Pollenza viaggia con il vento in poppa. Dopo un avvio di stagione complicato, i pollentini hanno infatti inanellato cinque risultati utili consecutivi, tra cui spiccano ben quattro successi, potendo contare inoltre sulla vena realizzativa di Davide Andreucci: il capocannoniere del girone, quando la condizione fisica lo assiste, si conferma un autentico lusso per la categoria.
Il precedente dell'andata evoca ricordi amari per la Cluentina, travolta da un pesantissimo 5-1 che tuttavia non racconta l'intera storia del match: i biancorossi erano infatti passati in vantaggio a freddo, sciupando poi clamorosamente il raddoppio e fallendo persino un calcio di rigore. Solo in seguito, tra il cinismo spietato dei locali e un impietoso acquazzone che ha cambiato il volto alla gara, il Montemilone ha preso il largo dilagando nel punteggio.
Ed anche stavolta, per certi versi, il risultato finale è un ghigno beffardo per i biancorossi che tornano a casa con le pive nel sacco dopo una prestazione più che buona, soprattutto nel secondo tempo. Che si tratti di una gara maschia e vibrante, lo si capisce fin dal principio. Tanto che le occasioni latitano da una parte e dall’altra, il gioco ristagna sovente a centrocampo ma c’è grande determinazione e tanta voglia di fare bottino pieno, sia pur per raggiungere obiettivi diversi.
Al pronti-via è il Montemilone a rendersi pericoloso già al minuto 2’: magistrale punizione di Perfetti (che a 38 anni meriterebbe ancora categorie superiori), ribattuta di Amico sulla quale si fionda Andreucci per il tap-in vincente ma è bravissimo il portiere biancorosso che, con un colpo di reni, si oppone al capocannoniere.
Al 18’ si fa vedere la Cluentina grazie ad un assist di Canuti per Ceesay che, dopo aver arpionato il pallone con una gamba, conclude trovando la deviazione in corner di un difensore.
Al 36’ gli ospiti passano in vantaggio: Ceesay perde un pallone velenoso a centrocampo, ripartenza velocissima e bordata di Prosperi che trafigge Amico. La Cluentina si riorganizza e continua a tessere la propria trama di gioco con la consueta pazienza fin quando, proprio nel finale di tempo, una punizione calciata da Canuti viene deviata dalla barriera di quel tanto che serve per ingannare Bentivogli che non può far altro che vedere il pallone carambolare in porta.
Galvanizzati dal gol, i biancorossi di Gesuelli rientrano in campo con un piglio diverso, molto più aggressivo. Al minuto 53’ assist di Acquaviva per Cullhaj che, defilato sull’out sinistro, scarica un fendente ad incrociare che fa la barba al palo e si spegne sul fondo. Al 58’ staffilata di Canuti da fuori area neutralizzata da Bentivogli. Al 65’ bellissima conclusione di Mancini da trenta metri che diventa insidiosissima in virtù di un rimbalzo ma l’ottimo portiere ospite non si fa ingannare e neutralizza ugualmente. Al 73’ Ceesay raccoglie un cross di Monteverde e calcia al volo dal limite sfiorando la traversa. Cluentina, dunque, in pieno dominio e in pieno controllo.
Tutto ciò fin quando, al minuto 79’, Menghini non commette l’unica ingenuità della sua gara entrando in ritardo a centrocampo su un avversario: il capitano biancorosso, già ammonito, viene allontanato dal campo e per la Cluentina inizia un quarto d’ora di fuoco. Il finale è ovviamente pirotecnico. Dapprima i biancorossi hanno addirittura l’occasione d’oro per passare in vantaggio: rinvio sbagliato del portiere Bentivogli, Cappelletti intercetta e conclude da punizione defilata con deviazione in corner (90’). Dalla bandierina Mancini serve Torresi che calcia sulla traversa.
Poi, nel recupero, il cinismo degli ospiti è impressionante: al 92’ assist di Andreucci per Faye che, di testa, colpisce male. Quindi, un minuto più tardi, altra incursione di Andreucci, conclusione respinta da Amico ma Faye stavolta è lì, davanti alla porta sguarnita, e non può sbagliare. Mentre il Montemilone prosegue la scalata alla classifica, per la Cluentina adesso è veramente notte fonda.
Le parole del tecnico Gesuelli, sconsolato, sono eloquenti: “io cerco sempre di capire se sbaglio qualcosa o se posso fare qualcosa in più per i miei ragazzi. Oggi, dopo un primo tempo equilibrato, abbiamo disputato una ripresa a ritmi altissimi ed abbiamo avuto almeno tre nitide palle gol che non abbiamo sfruttato a dovere. Poi c’è stata l’ingenuità del nostro capitano e, nonostante fossimo ridotti in dieci, abbiamo cercato la vittoria ugualmente. Tanta sfortuna, senz’altro, ma anche una parte di responsabilità nostra. E, come se non bastasse, domenica a Potenza Picena dovremo fare a meno di Menghini e Ceesay. È un momento difficile ma ne verremo fuori al più presto, ne sono certo”.
Tabellino:
CLUENTINA: Amico, F. Gesuelli, Monteverde, Montecchiari (76’ Di Marino), Pagliarini, Menghini, Cullhaj (82’ Brizi), Ceesay, Acquaviva (77’ Cappelletti), Canuti (88’ Torresi), Mancini.
Allenatore: Raffaele Gesuelli
MONTEMILONE POLLENZA: Bentivogli, Bergamini, Kheder (82’ Faye), Perfetti, Tramannoni, Lambertucci, Eclizietta, Vipera, Prosperi (61’ Marinangeli), Andreucci, Properzi (82’ Frascarelli).
Allenatore: Lorenzo Ferranti
ARBITRO: Nuto Siliquini (San Benedetto del Tronto)
SPETTATORI: circa 150
MARCATORI: Prosperi (M) al 36’, Canuti (C) al 45’+1’, Faye (M) al 94’
NOTE: espulso Menghini (C) al 79’
Martedì 27 gennaio, a partire dalle ore 22:15, l’emittente maceratese Radio Nuova in Blu renderà omaggio a Radio Aut Marche nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione (1976).
Tra le prime radio libere non solo della regione Marche ma anche d’Italia, Radio Aut Marche nacque dall’iniziativa di Giancarlo Guardabassi, dj, cantante e autore di testi per nomi celebri come Gianni Morandi, Claudio Villa e Sergio Ranieri, nonché inventore dei programmi radiofonici Dischi Caldi e Count Down su Radio Rai. Nel 1976 fu anche presentatore del Festival di Sanremo. I coniugi Rosanna e Goffredo Luciani, amici di Guardabassi, furono i cofondatori dell’emittente, che ha rappresentato un capitolo storico della radiofonia locale fino alla chiusura delle trasmissioni nel 2019.
Nel corso della puntata speciale di Radio Nuova in Blu saranno ospiti in studio il professor Pasquale Girotti e Claudio Luchetti, mentre la conduzione sarà affidata al programma “Il Grillo Parlante”. Sono previsti numerosi collegamenti, tra cui quello con Fabio Guardabassi, uno dei figli di Giancarlo.
Recentemente è stato pubblicato il volume “Radio Aut Marche: una cento mille voci. Ricordi e testimonianze (1976-2019)”, edito da Livi Editore, che raccoglie aneddoti, storie e ricordi legati alla storica emittente. L’appuntamento di martedì rappresenta dunque un’occasione per celebrare una voce storica della radiofonia marchigiana e italiana, portando alla memoria dei cittadini il contributo culturale e sociale di Radio Aut Marche.
Credo che il signor Sandro Parcaroli meriti maggior rispetto da parte dei componenti del Consiglio comunale che lo chiamano a rispondere del suo comportamento sulla mancata partecipazione all’asta per il cosiddetto mattatoio di Villa Potenza.
Anche fisicamente è molto lontano da Angelo Lombardi il pacioso veterinario che agli albori della Rai conduceva la trasmissione “L’Amico degli animali” il suo afflato sentimentale è il medesimo: liberare le vacche dall’incubo della mannaia. Se questo poi comporta un costo per i cittadini, si traduce in un favore a qualcuno e provoca addirittura un’inchiesta del Consiglio comunale che il Pd propone e il Centrodestra con le spalle al muro non può che accogliere è un effetto avverso.
Si è letto sotto traccia un sospetto, infondato peraltro, di aver voluto da parte del sindaco favorire in qualche modo l’imprenditore zootecnico Ilario Marcolini. È noto a tutti che egli con la sua azienda Morica è il primo, per quantità di capi, allevatore di bovini di razza Marchigiana in provincia di Macerata e solo immaginare che abbia un suo interesse aziendale per il mattatoio è pura maldicenza. Ma ciò che più indigna è il mancato rispetto del sentimento del signor Parcaroli.
Egli è vegano, convintamente vegano, così vegano al punto di accettare un’ombra su di sé pur di far cessare la mattanza degli animali che da troppo tempo si perpetua nelle camere della morte di Villa Potenza. Che il sindaco di Macerata, nonché presidente della Provincia che con circa novemila capi di razza Marchigiana allevati è la più importante per questa razza di bovine, avesse adottato come stile di vita quello vegano era evidente sin da quando ha annunciato che si sarebbe tenuta di nuovo la Raci nel bellissimo – anche se ancora oggetto misterioso per i più, ma non per i fortunati che hanno potuto farci le feste aziendali con una deroga specifica rispetto ai parametri di sicurezza – Centro Fiere di Villa Potenza, Raci di cui poi si sono perse le tracce perché il Centro Fiere non è finito e soprattutto perché è progettato in modo da essere inadatto a ospitare la rassegna bovina.
Tant’è che ora la Raci si fa in provincia di Benevento, altro territorio che tallona da vicino come numero di capi allevato, con buona pace degli imprenditori marchigiani e maceratesi in particolare. Ma anche l’annuncio che è suonato come un boicottaggio della Raci fatto da Parcaroli aveva evidentemente uno scopo: non esporre questi poveri animali agli appetiti umani. Insomma il sindaco di Macerata immola sé stesso per salvare le vacche.
Ora chiamarlo a rispondere dei suoi atti in Consiglio comunale per aver sbugiardato il Consiglio comunale esponendo il CeMaCo che anche se in liquidazione è sempre una società partecipata dal Comune a un danno certo; per aver favorito di fatto un singolo imprenditore Ilario Marcolini contro tuti gli altri; per aver privato il territorio di una struttura indispensabile ancorché obsoleta per le attività zootecniche come ricordano a Parcaroli 11 sindaci della provincia che lui tutt’ora presiede; per aver condotto una sorta di trattiva privata con il Marcolini medesimo in un incontro riservato a cui hanno partecipato soltanto l’assessore al bilancio Oriana Piccioni e il capo dell’ufficio tecnico ingegner Tristano Luchetti è di una protervia unica.
Non si rispettano le profonde convinzioni di un uomo che, amicissimo degli animali, ha operato per salvarli chiudendo di fatto il mattatoio, anche al prezzo di sentirsi dire che potrebbe aver favorito una sorta di speculazione immobiliare. Si sa che Sandro Parcaroli ha chiesto un parere legale – ex post – per vedere se la sua militanza vegana sia andata o no contro la legge. Si sa che il legale, che gli è stato suggerito dal suo vice in Provincia tal Luca Buldorini che ha un qualche “expertise” nel ramo delle esequie, gli ha detto: tutto a posto e comunque vai avanti tu che a noi ci viene da ridere.
Non so se i lettori hanno presente quella esilarante piece di Gigi Proietti nei panni dell’avvocato: pare che il colloquio sia andato più o meno in quella maniera (per gli smemorati: qui se l’incul.. qui te se incul…) e il richiamo a Proietti è d’obbligo per la nota barzelletta della vacca bianca e della vacca nera.
E allora per la profonda stima che ogni cittadino deve avere per il suo sindaco soprattutto se mosso da nobilissimi, anche se non condivisibili, ideali come quelli della scelta vegana mi permetto di dare a Sandro Parcaroli un suggerimento; al consigliere del Pd Andrea Perticarari che osa chiedergli conto dell’operato sull’asta dei beni CeMaCo (e meno male che c’è Perticarari che si preoccupa di verificare se la legalità a Macerata sia rispettata) il sindaco opponga rispetto agli atti il suo inequivocabile “e che ne sapio io?” e rispetto alle motivazioni gli articoli 18 e 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:
“Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione, inclusa la libertà di manifestare il proprio credo” e “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, riceve e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.
Insomma non si può dubitare del sindaco in quanto vegano ed egli in quanto vegano ha diritto a operare per far chiudere il mattatoio. Se poi questo diventa, indirettamente, un favore per un amico, o quanto meno conoscente, fa parte dei cosiddetti “effetti avversi” di una militanza morale. Né deve menare stupore che un esponente del Centrodestra sia vegano.
Giusto per memoria storica si possono leggere alcuni articoli della Tiergschutzgesetz, che il 24 novembre 1933 i gerarchi nazisti scrissero per tutelare i diritti degli animali. Himmler era un anti-caccia integralista, Hermann Goering era un amante degli animali e in quella legge si legge anche “È proibito operare o trattare animali vivi a scopo sperimentale in modo che possa essere loro provocato sensibile dolore”. Che poi lo abbiano fatto sui bambini ebrei è particolare trascurabile. Dunque come si vede lunedì in Consiglio comunale c’è il rischio concreto di chiedere conto a un uomo dei suoi comportamenti solo in quanto vegano. Si mettano una mano sul cuore i consiglieri e vedano se è il caso.
Certo attorno all’operazione mattatoio ci sono delle perplessità che – solo per correttezza d’informazione – vanno riportate. La vicenda del CeMaCo è annosa di trenta anni - ci sarà modo di ripercorrerla – ma venendo all’attualità si sa che messo in liquidazione ha affittato l’attività di mattazione al CoZoMa.
Anche quello è andato male. Da qui l’asta che è stata bandita la prima volta nel 2022 con base d’asta 3,5 milioni. I soldi dovevano ripianare i debiti del CeMaCo posto in liquidazione di cui il Comune di Macerata detiene il 68 % delle azioni. Tutte le aste sono andate deserte fino all’ultima del 15 gennaio quando Marcolini si è aggiudicato due ettari di terreno e alcuni fabbricati per 394200 euro ottenendo uno sconto di un 25% sulla base d’asta che era fissata a 525600. Ma questo sconto lo ha avuto perché il Comune di Macerata ha deciso all’ultimo di non partecipare all’incanto nonostante il sindaco Parcaroli avesse detto a squarciagola che lui avrebbe salvato il mattatoio.
E per farlo il 15 dicembre ha fatto votare – all’unanimità – dal Consiglio comunale una delibera che impegna il Comune, con una variazione al bilancio preventivo, a contrarre un muto per l’importo a base d’asta. Non solo il 2 gennaio ha fatto convocare dal Cda dell’APM (società partecipata al 90% dal Comune di Macerata) un’assemblea dei soci fissata per il 12 gennaio con cui si sarebbe distribuito – in buona sostanza al Comune di Macerata – il fondo di riserva dal bilancio 20204 con lo scopo di avere i soldi per partecipare all’asta. Il sindaco ci teneva così tanto a salvare il CoZoMa attraverso l’acquisizione degli immobili e del terreno da svuotare di liquidità l’APM che nel frattempo ha dovuto contrarre un muto per 300 mila euro per pagare le tredicesime ai dipendenti.
Ebbene il 9 gennaio il sindaco riceve – lo confermano decine di testimonianze – nel suo ufficio Ilario Marcolini e alla riunione riservata partecipa l’assessore al bilancio Oriana Piccioni leghista come il primo cittadino. A un certo punto viene convocato anche il capo dell’ufficio urbanistica/lavori pubblici ingegner Tristano Luchetti che si presenta con le mappe e le cartine dei terreni e degli edifici che vanno all’asta. Dopo la riunione il sindaco nella solitudine dei leader ha scelto: non partecipiamo all’asta. È in quel momento che nel suo foro interiore l’etica vegana s’è imposta. Perché sarebbe errato ritenere che lui abbia ripetuto a Marcolini quanto dichiarò il 13 dicembre scorso e cioè che esiste “l'interesse pubblico strategico ad acquisire la proprietà dell'intero complesso immobiliare nella zona di Villa Potenza, frazione che è interessata da un importante piano di sviluppo strategico”.
In effetti a pensarci bene in forza della rinuncia all’asta da parte del sindaco – rinuncia che Parcaroli non ha comunicato a nessuno – Marcolini si è portato a casa a un decimo del valore stimato due ettari di terreno di estremo interesse commerciale in una delle poche zone di espansione di Macerata e che lo stesso presidente della Regione Francesco Acquaroli ha affermato essere punto nevralgico per lo sviluppo della Val Potenza. Ma si potrebbe pensare: Paracaroli lascia via libera a Marcolini perché già dall’arile scorso l’imprenditore è stato coinvolto dal sindaco nel salvataggio e nella prosecuzione dell’attività del Co MaZo, il consorzio per il mattatoio ormai in agonia. Ma è stato lo stesso Marcolini a decidere che l’esperienza del CoMaZo è arrivata la capolinea.
Quel mattatoio però ha due atout vincenti: la prima un contributo di 300 milioni erogato o erogabile a vario titolo dalla Regione che a questo punto incassa Marcolini se decide di continuare a macellare e il bollo Ue per la macellazione. Nessuno però vieta a Marcolini di fare altrove un suo mattatoio con cui acquisire il marchio Ue facendo diretta concorrenza al CoMaZo avendo in mano una straordinaria leva per controllare il mercato della carne. Che a Parcaroli vegano fa orrore. Al punto di avere coscientemente abbassato l’introito dell’asta di circa 140 mila euro in danno del suo CeMaCo perché i soldi dell’asta dovranno andare a soddisfare i debiti pregressi del Consorzio di cui ancora oggi il Comune è proprietario.
Dunque in nome della tutela animale si può fare di tutto: far incassare meno al Comune dopo aver fatto nel 2024 due variazioni di bilancio per sostenere gli oneri derivanti dalla liquidazione CeMaCo, indurre l’Apm a contrarre un mutuo per pagare le tredicesime, impegnare il Consiglio comunale a contrarre un mutuo e poi disattenderne la delibera e tutto questo col risultato che Ilario Marcolini si è portato a casa un patrimonio pubblico stimato in 3,5 milioni dieci anni fa a un decimo del valore.
Dalla scelta vegana di Sandro Parcaroli derivano molti interrogativi. Il più pesante lo pone Simona Vincenzetti, che nella campagne di Treia ha un allevamento, e un’azienda di trasformazione, con maiali, vitelli, capre.
Dichiara: “Insieme a un gruppo di allevatori, stavamo valutando se mettere su una cooperativa per partecipare all’asta. Ma è spuntato il Comune di Macerata dicendo che avrebbe acquistato il mattatoio. Bene, poi il colpo di scena: l’ente non si fa avanti e all’asta si presenta solo l’imprenditore. Adesso cosa dobbiamo pensare? La soluzione potrebbe essere stata la partecipazione di più Comuni all’asta, se i sindaci si fossero messi insieme, trattandosi di una struttura utile per tutto il territorio. Il timore è che il mattatoio, con il passare del tempo, perda la sua fruizione pubblica.”
E poi ci sono i sindaci di 11 comune che dicono: “Chiediamo un incontro urgente al sindaco di Macerata Parcaroli, titolare dell’autorizzazione e delle potestà urbanistiche, affinché si eviti che il passaggio al privato possa configurarsi come una speculazione edilizia, considerata la presenza in adiacenza all’impianto di oltre due ettari di superfice molto appetibile dal punto di vista dello sfruttamento urbanistico”.
Occorre aggiungere altro? Lunedì con tutta probabilità il Pd con a capo Andrea Perticari chiederà al Consiglio comunale di Macerata una commissione d’inchiesta sull’operato del sindaco sulla vicenda mattatoio. Il Centrodestra è pronto a votarla anche perché le elezioni si avvicinano e un Parcaroli-bis sotto la mannaia del mattatoio nascerebbe mutilo.
Dicono che il sindaco stia per volare a Zanzibar dove rilassato penserà se riproporre o meno la sua candidatura. Speriamo confortato da un robusto parere legale perché a occhio, anche se è vero che non si processa un vegano, di cose da chiarire l’amico degli animali ne ha molte. Speriamo che abbia prenotato un volo dopo lunedì, altrimenti la sua sarebbe un’assenza sospetta. Con tutto il rispetto, ovviamente.
Nella giornata di giovedì 22 gennaio personale della Questura di Macerata ha eseguito l’espulsione coattiva di un cittadino marocchino di 30 anni, destinatario di un decreto di espulsione emesso dal prefetto di Macerata il 21 gennaio 2026 per gravi motivi di sicurezza pubblica, e di un decreto di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, disposto il giorno precedente dal questore.
L’uomo, già condannato per reati legati alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti, è attualmente indagato per analoghi reati nell’ambito di un sodalizio criminale composto da altre 18 persone. Nel maggio 2025, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Macerata aveva emesso una misura cautelare nei confronti del gruppo, concedendo successivamente il nulla osta all’espulsione dell’uomo.
Dopo essere stato rintracciato grazie all’intensificazione dei controlli disposti dal questore, il cittadino marocchino è stato accompagnato alla frontiera aerea di Bologna, dove è stato imbarcato su un volo diretto a Casablanca, scortato da personale specializzato nelle operazioni di sicurezza internazionale. L’esecuzione dell’espulsione è avvenuta nel pomeriggio del 22 gennaio, convalidata dal Giudice di Pace di Macerata.
Mercoledì pomeriggio la Polizia di Stato di Macerata ha arrestato un uomo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nell’ambito dei servizi intensificati dal questore Luigi Mangino per contrastare il fenomeno dello spaccio nelle zone centrali della città.
Si tratta di un cittadino gambiano di 50 anni, regolare sul territorio nazionale, bracciante agricolo, già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona. Lo scorso novembre, l’uomo era stato denunciato in stato di libertà dopo essere stato trovato in possesso di circa 40 grammi di hashish. L’episodio aveva fatto partire indagini più approfondite della Squadra Mobile, avviate anche a seguito di numerose segnalazioni di movimenti sospetti in un condominio della città.
Le indagini successive, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, hanno permesso di ricostruire l’attività di spaccio dell’uomo, attiva da circa due anni, con circa 350 cessioni documentate che avrebbero fruttato un guadagno stimato di almeno 7.000 euro.
Il Tribunale ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Mercoledì pomeriggio gli agenti hanno rintracciato l’uomo nella sua abitazione e, al termine degli atti di rito, lo hanno sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
MACERATA - Una vittoria che ha fatto parlare tutta la provincia. Il Country House I Gelsi, in località Acque Salate nelle campagne di Sambucheto, ha trionfato nella puntata di “Alessandro Borghese – 4 Ristoranti” girata nel Maceratese, dedicata alla migliore cucina della tradizione contadina. La prova speciale della serata, il ragù di papera, ha messo alla prova la tecnica e l’anima dei locali in gara e, alla fine, è stato proprio il casale di Francesca e Pietro a conquistare il titolo, con un punteggio altissimo e complimenti sinceri da parte degli avversari e dello stesso Borghese.
Dopo la puntata, abbiamo incontrato Francesca e Pietro per raccontare cosa c’è dietro la loro cucina, cosa ha significato partecipare a una trasmissione così seguita e quali sono i progetti per il futuro.
Francesca non nasconde l’emozione quando ripensa ai giorni della registrazione. “L’esperienza è stata bellissima, diversa, sicuramente molto emozionante… porterò un ricordo per sempre molto piacevole”. E racconta come si vive l’arrivo di Borghese in cucina: “Borghese è un personaggio importante e anche impegnativo… hai un cliente a tavola che non è un cliente normale. In quel giorno sei sotto la critica, c’è più tensione, più emozione. Cerchi che tutto vada bene, ma si può scivolare”.
La tensione però non ha impedito ai concorrenti di dare il meglio: “Se uno guarda i punteggi della puntata sono veramente molto alti… meritatissimi. Quindi penso quattro vincitori”.
Oltre al risultato numerico, per Francesca il momento più significativo è stato ricevere complimenti veri dai colleghi. “Quando un concorrente mi parla di un ricordo, di un piatto che lo porta alla cucina di casa, per me è importantissimo. Il tema della puntata era la cucina contadina tradizionale, e qui forse l’hanno trovata”.
Alla domanda su cosa abbia fatto la differenza nel loro approccio culinario, Francesca risponde in modo chiaro e appassionato: “Noi puntiamo molto sulla tradizione… abbiamo un forno a legna della fine del Settecento che ancora utilizziamo. Non è come usare un forno moderno: non c’è timer, non c’è termostato… è complicato”. E sottolinea la fatica e l’impegno di chi cucina con metodi antichi: “Mio marito sta davanti alla brace per tante ore… è faticoso, ma credo che queste cose, oltre alle ricette, siano state la vera differenza”.
La storia del Country House I Gelsi nasce da lontano e da una scelta di vita coraggiosa. Francesca, originaria di Bologna e laureata in farmacia, racconta: “Io e mio marito ci siamo incontrati nel mondo farmaceutico. Poi abbiamo acquistato questo casale… meritava di essere riportato alla luce. Abbiamo fatto una grande ristrutturazione, ma senza rovinare la sua bellezza originale”.
E la passione per la cucina nasce quasi per caso, trasformando una scelta di vita in un progetto concreto: “La passione per i cavalli ci ha portato qui e la passione per la cucina… piano piano dalle ricette della farmacia siamo passati alle ricette della cucina”.
Sul suo essere metà bolognese e metà marchigiana, Francesca ci svela anche una battuta di Borghese nei fuori onda: “Alessandro è stato sagace… mi ha detto: ‘tu mi sembri 50% ciauscolo e 50% mortadella’”.
Nel corso della nostra intervista abbiamo avuto modo di vedere lo chef Mirco Elisei all’opera in cucina, un professionista che ha portato tecnica e precisione al servizio della tradizione. Abbiamo anche avuto il piacere di assaggiare lo special della puntata: le tagliatelle al ragù di papera, un piatto che rappresenta l’anima delle domeniche contadine marchigiane e che, secondo Francesca, è stato uno dei momenti chiave della gara.
Intanto il loro telefono squilla all'impazzata, con tantissimi marchigiani curiosi di scoprire la loro offerta culinaria. Sul futuro invece Francesca svela: "Per prima cosa prenderemo un'affettatrice nuova, perché quella che ho ha lavorato già parecchio”. Poi aggiunge: “Pensavamo già alla pensione, ma per ora resteremo qui. Vogliamo portare avanti la cucina del territorio, tradizionale, con metodi di cottura difficili da trovare… lo facciamo con passione e con il cuore”.
A volte, quando si parla di gare e di televisione, si tende a cercare “strategie” o “tattiche” dietro ogni scelta. Ma guardando da vicino la storia di Francesca e Pietro, la sensazione è un’altra: la loro vittoria non nasce da calcoli, ma da una scelta semplice e coraggiosa. Hanno puntato sulla tradizione, sulle ricette di casa, su metodi di cottura antichi e lo hanno fatto con la passione di chi ama davvero ciò che fa. In un mondo in cui tutto corre veloce, la loro forza è stata proprio questa: prendersi il tempo di cucinare bene. E se durante la puntata qualcuno ha parlato di “strategia”, a noi è sembrato chiaro che la vera strategia del Country House I Gelsi è stata un’altra: fare ciò che sanno fare meglio, senza rinunciare alla propria identità.
Si è svolto questo pomeriggio, a Macerata, presso il Centrale Plus in Piazza della Libertà, l’evento dedicato alla Riforma della Giustizia, un confronto pubblico orientato a sostenere le ragioni del "Sì" e ad approfondire, punto per punto, i contenuti della riforma.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Francesco Battistoni, segretario regionale di Forza Italia, e di Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale delle Marche e segretario provinciale FI Macerata, che hanno sottolineato l’importanza di un confronto pubblico fondato sui contenuti e non su contrapposizioni ideologiche. A seguire sono intervenuti Paolo Parisella, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, e Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata, richiamando il ruolo centrale dell’avvocatura nella difesa delle garanzie costituzionalie dei diritti dei cittadini.
“Un sistema penale accusatorio richiede necessariamente che ci sia una posizione di parità dell'accusa e della difesa davanti a un giudice terzo e imparziale, perché il giudice sia davvero terzo è necessario che abbia una carriera totalmente separata rispetto al pubblico ministero che è la parte dell'accusa – ha spiegato Parisella – questa riforma ha il pregio di realizzare un’effettiva separazione delle carriere, garantendo ad entrambi una vera autonomia e assicurando così una parità tra accusa e difesa effettiva e sostanziale, non solo formale”.
Nel corso degli interventi, Stefano Montecchiarini, responsabile provinciale del Dipartimento Giustizia e Affari Costituzionali e della campagna referendaria di Forza Italia per il Sì, ha illustrato l’impianto complessivo della riforma e le sue finalità. Barbara Antolini, segretaria comunale FI Macerata e presidente del Comitato per il Sì “Macerata Provincia”, ha posto l’accento sulla necessità di un sistema giudiziario che non renda il cittadino succube del processo, ma lo riconosca come soggetto titolare di diritti, valorizzando l’equilibrio tra accusa e difesa. Presenti anche Riccardo Sacchi, assessore del Comune di Macerata, e Chiara Biondi, consigliere regionale e responsabile regionale per la campagna referendaria di Forza Italia per il Sì nelle Marche.
A offrire una riflessione tecnica e culturale sul significato della riforma è stato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola Territoriale della Camera Penale: “Più la campagna elettorale prosegue e più ci rendiamo conto che il problema non è la contrapposizione tra Sì e No, ma far comprendere che non esistono argomenti tecnici per sostenere il No. Forse può sembrare perentorio, ma da tecnici siamo certi che queste ragioni non ci siano. Il dibattito si sposta quindi sulla suggestione, contro la quale dobbiamo informare e spiegare che non ci sarà alcuna sottomissione della magistratura alla politica, né tentativi di controllo della magistratura requirente, che a livello costituzionale rimane organizzata esattamente come oggi. Parlare di origini complottiste della riforma significa fare un processo alle intenzioni privo di basi normative”.
Mattinata complicata per migliaia di utenti in tutta Italia a causa di diffusi disservizi sulle reti di telefonia e connessione internet. Nella giornata di oggi, numerose segnalazioni hanno riguardato in particolare Tim, ma problemi sono stati registrati anche per Vodafone e WindTre. Disagi segnalati anche nel territorio della provincia di Macerata.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, le informazioni disponibili arrivano esclusivamente dal portale Downdetector, che raccoglie le segnalazioni spontanee degli utenti. Nessun comunicato ufficiale è stato diffuso, fino al pomeriggio, dalle compagnie telefoniche coinvolte.
Tim risulta l’operatore maggiormente interessato dal down, con un picco di circa 2.500 segnalazioni intorno alle 10:40. La maggior parte dei problemi ha riguardato la connessione internet da rete fissa, che rappresenta circa la metà delle segnalazioni complessive. Seguono i disservizi sulla rete mobile, mentre una percentuale minore di utenti ha indicato altri tipi di malfunzionamento. Episodi simili si erano già verificati nel dicembre 2025, quando i problemi avevano interessato soprattutto le chiamate vocali.
Anche Vodafone e WindTre hanno registrato anomalie, seppur in misura più contenuta. Al momento, Downdetector segnala potenziali problemi per Vodafone, mentre per WindTre la situazione appare più stabile. Le segnalazioni riguardano comunque linee fisse, rete mobile e, in alcuni casi, assenza totale di segnale.
A partire da mezzogiorno e nelle prime ore del pomeriggio, il numero delle segnalazioni ha iniziato a diminuire, stabilizzandosi su qualche centinaio per Tim. Il problema sembrerebbe quindi in fase di rientro, anche se non completamente risolto.
I disservizi risultano distribuiti su più aree del Paese. Per quanto riguarda il centro Italia, le ultime segnalazioni del pomeriggio provengono anche da Macerata, San Severino Marche, Ancona, Jesi, Perugia e Pesaro, oltre a grandi città come Roma, Milano e Bologna.
In assenza di comunicazioni da parte degli operatori, non è al momento possibile stabilire le cause del disservizio: non è chiaro se si tratti di guasti tecnici, interventi di manutenzione o criticità temporanee. Restano ignote anche le tempistiche di risoluzione completa. Gli utenti sono invitati a monitorare i canali ufficiali degli operatori e a segnalare eventuali anomalie persistenti.
Questa mattina sono stati segnati i nuovi parcheggi sul lato destro di corso Cavour, partendo dalla parrocchia di Maria Santissima Immacolata fino al civico 48. Il tratto di corso Cavour interessato era da tempo soggetto a sosta selvaggia, creando disagi alla circolazione e ai residenti.
Ora sarà possibile parcheggiare gratuitamente rispettando il disco orario per 30 minuti, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Questa novità rappresenta un miglioramento importante per chi frequenta il centro e per chi abita nella zona, garantendo più ordine e sicurezza lungo corso Cavour.
L’incontro a porte chiuse delle forze del centrosinistra di Macerata, annunciato nei giorni scorsi come un passaggio decisivo, si è svolto nella serata di giovedì ma senza produrre l’esito più atteso: il nome del candidato sindaco. Un confronto che, secondo la nota stampa diffusa al termine della riunione, segna però l’avvio ufficiale di una fase nuova nel percorso verso le elezioni comunali di Macerata 2026.
“È iniziata molto positivamente la fase preliminare della discussione sulla scelta della figura del sindaco/a delle forze di centrosinistra per le elezioni di Macerata 2026”, si legge nel comunicato, che richiama l’accordo politico sottoscritto la scorsa settimana come base del lavoro comune. “La firma dell’accordo della scorsa settimana ha indicato lo scopo, il metodo, i criteri dell’alleanza di centrosinistra”, un’alleanza che punta a costruire “insieme, la risposta ai cambiamenti della città e l’alternativa alla fallimentare maggioranza di destra”.
Nel corso dell’incontro, però, non è stato individuato alcun nome condiviso. La stessa nota chiarisce che “nella serata di ieri sera (giovedì) ci si è riuniti per esprimere le rose di proposte di candidatura al ruolo di sindaco/a”, avviando dunque un passaggio interlocutorio più che conclusivo. Il percorso delineato resta quello di un confronto interno che dovrà ancora maturare una sintesi: “Un processo partecipativo e di confronto condurrà, in tempi brevi, a individuare la disponibilità capace di maggiore aggregazione e più rappresentativa anche delle linee guida del programma elettorale che si sta definendo”.
Restano quindi sullo sfondo i nomi che da settimane circolano nel dibattito politico cittadino, così come l’ipotesi che possa emergere una figura nuova, ma dall’incontro non è arrivata alcuna indicazione ufficiale. Un dato che conferma come la partita sia tutt’altro che chiusa e come le diverse anime del centrosinistra maceratese siano ancora alla ricerca di un equilibrio politico e di una leadership condivisa.
La nota è firmata dalle forze che hanno preso parte alla riunione e che compongono il perimetro dell’alleanza in costruzione (Alleanza Verdi Sinistra, Casa Rifomista, L’Altra Macerata, Macerata Bene Comune, Macerata Insieme, Movimento 5 stelle, Officina delle Idee, Partito democratico, Partito socialista Italiano, Strada Comune). Per ora, però, l’unica certezza è l’avvio del confronto: il nome del candidato sindaco resta ancora da scrivere.
Nel 2025 il mercato dell’RC Auto in Italia ha mostrato un rallentamento evidente della crescita dei prezzi rispetto ai due anni precedenti, pur mantenendo livelli ancora elevati. Secondo l’analisi di Segugio.it, portale leader nella comparazione online di prodotti assicurativi, utilities e servizi di credito, il premio medio annuale si è attestato a 469,86 euro, registrando un incremento del +2,7% rispetto al 2024.
L’andamento dei prezzi nel corso del 2025 non è stato lineare. Il premio RC Auto è cresciuto in modo quasi costante da gennaio, quando la media era di 440 euro, fino a giugno, mese in cui ha raggiunto i 466 euro. Tra giugno e luglio si è verificata un’accelerazione più marcata, con il valore massimo dell’anno pari a 493 euro. A partire da agosto i prezzi hanno mostrato una lieve flessione, con il minimo annuale registrato a dicembre, quando la media si è fermata a 477 euro.
Nonostante la riduzione osservata nella parte finale dell’anno, il livello medio dei premi resta alto. In questo scenario, la comparazione delle offerte assicurative continua a rappresentare uno strumento efficace per contenere la spesa. Le stime dell’Osservatorio assicurativo di Segugio.it indicano che nel 2025 il risparmio potenziale medio nazionale ha raggiunto il 52,2%.
Focalizzando l’attenzione sulle Marche, nel 2025 il premio medio RCA è stato pari a 440,01 euro, con una variazione annua del +3,8%, superiore alla media italiana. Durante l’anno il mese più conveniente è stato febbraio, con una media di 400,07 euro, mentre novembre è risultato il più caro, con un valore medio di 462,53 euro.
Dal punto di vista anagrafico, nella regione a pagare meno sono stati gli Over 60, con un premio medio di 370,89 euronel 2025, nonostante un aumento del +5,4% rispetto al 2024. La stessa variazione percentuale si è registrata anche per gli Under 25, che restano la fascia più penalizzata, con un premio medio di 1.165,26 euro. I proprietari di veicoli under 25 sono diminuiti del -4,5% su base annua, rappresentando solo il 3,3% del totale regionale. La quota più consistente è quella dei proprietari tra 45 e 59 anni, pari al 36,6%, in lieve calo rispetto al 2024, mentre gli Over 60 sono cresciuti del +5,8%, arrivando a rappresentare il 25,3% del totale nelle Marche.
A livello provinciale emergono differenze significative. Nel 2025 la provincia più cara per l’RC Auto nelle Marche è stata Ancona, con un premio medio di 453,53 euro e un aumento del +3,5%. La più economica è risultata Ascoli Piceno, dove il prezzo medio si è fermato a 398,07 euro, nonostante un rincaro del +3,9%. L’aumento più marcato della regione si è registrato a Fermo, con un +5,9% e un premio medio di 450,88 euro. Macerata si distingue invece per aver fatto segnare l’incremento più contenuto delle Marche, pari al +2,2%, con un premio medio RCA di 450,48 euro, dato che colloca la provincia tra le più stabili sul fronte dei rincari nel 2025.
Si svolgeranno domenica 15 marzo le elezioni per il nuovo presidente della Provincia di Macerata. Il presidente Sandro Parcaroli, infatti, ha firmato ieri il decreto di convocazione dei comizi elettorali. Le operazioni di voto si terranno in un’unica giornata, dalle 8 alle 20, nel seggio che verrà allestito nella sala consiliare dell’Ente in Corso della Repubblica 28 e potranno votare unicamente i sindaci e i consiglieri comunali in carica, in tutti i Comuni del territorio, al momento del voto.
Per essere ammessi a votare, gli elettori dovranno esibire la carta di identità o altro idoneo documento di identificazione.
Possono essere eletti a presidente tutti i sindaci in carica nei Comuni del territorio e l’elezione avverrà con voto diretto, libero e segreto sulla base delle candidature che dovranno essere sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto che saranno accertati entro l’8 febbraio (35esimo giorno antecedente la data della votazione, così come previsto dalla legge). Il voto è ponderato. La lista generale degli aventi diritto al voto sarà approvata e pubblicata sul sito della Provincia.
Le candidature alla carica di presidente, invece, devono essere presentate all’ufficio elettorale provinciale domenica 22 febbraio, dalle 8 alle 20 e lunedì 23 febbraio, dalle 8 alle 12. Le operazioni di scrutinio e proclamazione del candidato avverranno lunedì 16 marzo a partire dalle 9.
Il Comitato regionale di coordinamento delle università marchigiane (Crum) ha sollecitato la Regione Marche e l’Erdis, l’ente regionale per il diritto allo studio, a valutare in tempi rapidi l’introduzione di misure straordinarie e temporanee a favore degli studenti universitari iraniani iscritti negli atenei della regione.
La richiesta nasce dalla necessità di garantire un sostegno economico e un accesso effettivo al diritto allo studio a una comunità studentesca che sta affrontando difficoltà rilevanti sul piano personale, familiare ed economico, aggravate dalla complessità di mantenere contatti regolari con i propri affetti e dalla mancanza di risorse essenziali per proseguire il percorso accademico.
Il Crum ha inoltre manifestato la piena disponibilità a collaborare sotto il profilo tecnico e operativo per accelerare e rendere più efficaci gli interventi che verranno attivati. Le università marchigiane hanno ribadito la loro solidarietà e hanno ricordato di aver già promosso, e di voler continuare a promuovere nei limiti delle competenze e delle risorse disponibili, iniziative straordinarie di supporto che comprendono agevolazioni contributive, borse di studio dedicate e opportunità di attività lavorative retribuite, insieme a un rafforzamento dei servizi di orientamento e di supporto organizzativo.
È prevista anche la messa a disposizione di spazi di ascolto e assistenza, attraverso servizi di counselling e mediazione, con l’obiettivo di accompagnare gli studenti in un momento di particolare fragilità e consentire loro di proseguire gli studi in condizioni più stabili e dignitose.