Si chiude dopo due stagioni il rapporto tra la S.S. Maceratese e il direttore generale Stefano Serangeli. La società biancorossa ha ufficializzato la separazione consensuale attraverso un comunicato diffuso nella giornata odierna, nel quale ha voluto ringraziare il dirigente per il contributo dato al percorso di rilancio del club.
Nel comunicato la Maceratese sottolinea il ruolo centrale avuto da Serangeli negli ultimi due anni, definiti fondamentali per la crescita della società, culminati con la vittoria del campionato di Eccellenza, la promozione in Serie D e il successivo mantenimento della categoria attraverso la salvezza diretta conquistata nell’ultima stagione. “Ha saputo dare una direzione chiara e accompagnare la società nel proprio percorso di rilancio, con competenza, equilibrio e professionalità”, si legge nella nota del club, che ha inoltre evidenziato come Serangeli si sia dimostrato “un punto di riferimento costante in ogni situazione, sia nei momenti più belli che in quelli più duri”.
Contestualmente il direttore generale uscente ha affidato ai propri canali personali un lungo e sentito messaggio di saluto rivolto all’ambiente biancorosso, ripercorrendo le emozioni vissute durante il biennio trascorso a Macerata.
Di seguito il messaggio integrale di Stefano Serangeli.
“Cara Rata,
è arrivato il tempo di salutarci. È giunto il momento di chiudere un capitolo intenso e pieno di emozioni; emozioni incancellabili, culminate con la splendida cavalcata dello scorso anno e con la vittoria nello spareggio di Ancona. “Chi vince scrive la storia, gli altri la leggono”: noi la storia l’abbiamo scritta, confermandoci poi con la salvezza raggiunta quest’anno.
Sento il dovere di ringraziare tutte le persone che, in questo biennio, mi hanno permesso di raggiungere sempre gli obiettivi prefissati.
In primis, vorrei ringraziare il Presidente Crocioni per avermi dato la possibilità di intraprendere questo percorso. Con Alberto abbiamo imparato a conoscerci strada facendo e posso dire, con estrema sincerità, che è nata una vera amicizia che continuerà al di là del calcio. Ringrazio anche la sua splendida famiglia, in particolare Giuliano, Leonardo ed Evelina, per il continuo supporto.
Un ringraziamento speciale va a Ivano Mattioni: sei stato per me una luce nei momenti più bui. Grazie a Giampaolo Prugni, colui che ha fatto il mio nome fin dal principio, e un grazie di cuore a Giovanni Idone, anima di questa società e persona dall’umanità sorprendente. Ringrazio Daniel per il prezioso supporto tra segreteria e organizzazione generale.
Grazie a Mister Possanzini, a Matteo Siroti e Nicolò De Cesare. Mi avete supportato e sopportato fin dall’inizio: siete stati l’anima di questo progetto. Siete tre “fenomeni” che faranno grandi cose nel calcio; la parola che più mi viene in mente pensando a voi è: VALORE AGGIUNTO.
Grazie ai ragazzi dello staff tecnico che si sono succeduti in questi anni per la grande disponibilità e professionalità: Emanuele, Cristian, Nicholas, Andrea, Oscar, Stefano, Riccardo e Matteo.
Un grazie speciale, con annessi complimenti per lo straordinario lavoro svolto in questi due anni, ad Alessandro Vallese e Francesco Tartari. Siete stati magici: avete stravolto l’immagine della società con un lavoro carico di passione e professionalità.
Grazie a tutti i dirigenti che, settimanalmente e con grande passione, ci hanno permesso di far funzionare ogni cosa; mi dispiace non poterli nominare tutti. Ai custodi e ai magazzinieri — Lamberto, Luigi, Rossano e Maurizio — grazie: siete l’esempio di cosa significhi davvero l’attaccamento alla maglia.
Grazie ai responsabili e agli allenatori del Settore Giovanile per la serietà e la passione che avete trasmesso ai ragazzi, credendo fortemente in questo progetto.
Infine, grazie a tutti i giocatori che hanno creduto in noi dopo anni difficili. Due anni fa non era semplice sposare questo progetto, ma voi lo avete fatto. Ne nomino quattro come simbolo per tutti, perché per me sono stati la chiave di ciò che siamo riusciti a realizzare: Luca Cognigni, Edoardo Ruani, Mirco Cirulli e Denny Ciattaglia.
Un ringraziamento speciale ai tifosi della Rata e alla Curva Just per il supporto e la condivisione continua nel perseguire un obiettivo che spesso va oltre la semplice vittoria sul campo. Siete stati la vera Benzina del progetto, avete creato un entusiasmo contagioso che ci ha portato a superare ogni limite. È stato un vero Onore per Me.
Infine, il ringraziamento più importante va alla mia famiglia: alla mia compagna Giorgia e ai miei figli Brando e Cecilia. Grazie per avermi permesso di vivere questi due anni in maniera così intensa, senza mai farmi pesare le continue assenze.
Lascio con la consapevolezza di aver dato tutto e di aver tracciato una strada che, nel tempo, porterà a qualcosa di straordinario.
Grazie di tutto, Rata”.
Una richiesta formale, urgente e condivisa all’unanimità da Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto e personale ATA del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata. È il contenuto della lettera inviata alle principali istituzioni locali e regionali per chiedere una soluzione definitiva alla storica frammentazione delle sedi scolastiche.
Il documento, la cui referente è la docente Giuseppina Capodaglio, è stato indirizzato al presidente della Provincia di Macerata, al dirigente del settore Ricostruzione Patrimonio ed Edilizia scolastica, al sindaco di Macerata, al presidente della Regione Marche, al commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, all’Ufficio scolastico regionale e all’Ambito territoriale di Macerata.
Nel testo si sottolinea come il prestigioso istituto, fondato nel 1923 con Regio Decreto e tra i più antichi delle Marche e d’Italia, operi da oltre venticinque anni su sedi distinte, una condizione definita ormai “strutturale” e non più temporanea.
“La divisione tra sedi comporta conseguenze concrete”, si legge nella lettera, con difficoltà nella programmazione didattica, problemi nell’utilizzo condiviso dei laboratori scientifici, continui spostamenti per docenti e studenti e un aggravio organizzativo anche per il personale ATA. Una situazione che, secondo i firmatari, finisce per incidere direttamente sulla qualità dell’offerta formativa e sulla possibilità di garantire agli studenti un’esperienza scolastica pienamente unitaria.
Ad aggravare ulteriormente il quadro sono i prossimi lavori di ristrutturazione che, secondo quanto evidenziato dal documento, porteranno il liceo ad essere distribuito addirittura su tre sedi differenti, con ulteriori traslochi di aule, laboratori e attrezzature scientifiche e informatiche.
Il timore espresso dal personale scolastico è che, anche al termine degli interventi, la situazione possa rimanere invariata. Uno scenario giudicato “inaccettabile” per una scuola che rappresenta un punto di riferimento culturale e formativo per il territorio maceratese.
Nella lettera viene inoltre sollevata una riflessione sull’utilizzo delle risorse pubbliche disponibili per l’edilizia scolastica, chiedendo se siano state realmente esplorate le opportunità offerte dai fondi per la ricostruzione post-sisma 2016, dal PNRR e dal Piano Nazionale Complementare.
Il mondo scolastico del Galilei chiede quindi alle istituzioni un impegno pubblico e concreto per avviare rapidamente il percorso verso una sede unica, attraverso un’istruttoria tecnica e amministrativa trasparente e condivisa con il dirigente scolastico e gli organi collegiali.
“Chiediamo una sede unica che garantisca il pieno diritto allo studio e migliori condizioni di lavoro per tutto il personale”, scrivono i firmatari, ribadendo che la situazione attuale è ormai “al limite della sostenibilità”.
La lettera si chiude con la disponibilità al confronto e alla collaborazione con le istituzioni, nella convinzione che una soluzione condivisa sia “non solo possibile ma doverosa”.
La cultura e la ricerca dell'Università di Macerata conquistano la platea nazionale. Le Eum (Edizioni Università di Macerata) sono state grandi protagoniste all'ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, una kermesse da record che si è chiusa con ben 254 mila visitatori. La casa editrice dell’Ateneo maceratese ha partecipato all'evento all'interno dello stand condiviso con le realtà aderenti al Coordinamento dell’Associazione Upi (University Press Italiane), mettendo in mostra il proprio catalogo e presentando importanti novità che spaziano dalla saggistica d'avanguardia ai progetti ludico-didattici.
Il filo conduttore della spedizione torinese è stato la traduzione intesa come esercizio di ascolto, incontro e cura delle parole. Le Eum hanno promosso il partecipato incontro intitolato “La traduzione, lezioni di accoglienza”, organizzato in stretta sinergia con l'AutoreInvisibile e con la casa editrice Quodlibet. L'appuntamento, moderato da Franca Cavagnoli, ha visto dialogare gli esperti Franco Nasi e Stella Sacchini a partire da due volumi specifici: “Ritmi americani. Saggi su stile e traduzione” di Nasi e, in particolare, “Tornare a ridere al giorno” della stessa Sacchini.
Il libro di Stella Sacchini non rappresenta solo una novità editoriale, ma segna un vero e proprio punto di svolta per l'Ateneo marchigiano. Con questo volume si inaugura infatti "Erga", la nuovissima collana delle Eum nata con l'obiettivo specifico di aprire la conoscenza tecnica e scientifica a un pubblico di non addetti ai lavori, rendendo accessibili temi specialistici senza mai rinunciare alla qualità della ricerca.
«Tornare a ridere al giorno è un’espressione che ho letto per la prima volta in “Specchi deformanti” di Franco Nasi», ha raccontato con emozione l'autrice Stella Sacchini ripercorrendo le origini della sua opera. «È l’espressione con cui Franco Fortini traduce il Carpe diem di Orazio ed è quello che in principio mi ha avvicinato alla traduzione». La scrittrice ha inoltre ricordato il ruolo decisivo di una lettura d’infanzia legata al mito di Proserpina e Plutone, che le fece intuire la traduzione come un movimento contrario alla perdita: «Questo movimento contro la morte, che in fondo la traduzione è, e quel mito mi hanno spinto a intraprendere gli studi che ho fatto».
Nella medesima giornata, la scena si è spostata presso lo stand della Regione Marche, dove le Eum hanno svelato gli ultimi sviluppi di “Operattivamente: ascolta, disegna e gioca con l’opera lirica”. Si tratta del fortunato progetto ludico-didattico ideato quindici anni fa da Paola Nicolini e Carlo Scheggia per avvicinare i bambini al mondo del melodramma.
«Uno sviluppo importante del progetto è venuto da un accordo fra l’Università e l’Accademia di Belle Arti», ha spiegato con soddisfazione Simona Antolini, presidente delle Eum. L'iniziativa è infatti entrata ufficialmente nei programmi di insegnamento della docente di Illustrazione Claudia Palmarucci, arrivando a coinvolgere quasi cento studenti dell'Accademia. «L’obiettivo è restituire albi illustrati che possano trasmettere l’opera ai più piccoli senza banalizzarla, senza edulcorarne i contenuti e rendendo l’illustrazione una parte del linguaggio con una sua forza narrativa», ha tenuto a sottolineare la stessa Palmarucci.
I laboratori di quest'anno sono stati dedicati a tre pilastri della lirica come “Il barbiere di Siviglia”, “Il trovatore” e “Nabucco”. Grazie alla collaborazione dei docenti dell'Accademia Marino Neri, Michele Rocchetti e Simona Castellani, l'Ateneo pubblicherà presto i progetti grafici selezionati, che porteranno la firma di Davide Rapagnetta, Gabry Priori, Ruihan Bai, Irene Bellagamba, Irene Longo e Rebecca Salladini.
Un cittadino straniero di 29 anni, regolare sul territorio nazionale ma senza fissa dimora in Italia, è stato denunciato a piede libero dagli agenti della Polizia di Stato. Il giovane è stato sorpreso e fermato nel pomeriggio di ieri mentre si trovava nel capoluogo in evidente stato di alterazione psicofisica, violando la misura di allontanamento che pendeva sul suo conto.
L'operazione è stata condotta dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata. Durante il consueto e quotidiano servizio di pattugliamento e controllo delle vie cittadine, la Volante della Polizia ha notato il soggetto in via Trento, seduto direttamente sul marciapiede e intento a consumare una birra, circondato da diverse altre lattine già vuote lasciate a terra accanto a lui.
I poliziotti hanno immediatamente proceduto a fermare l'uomo per l'identificazione. Preso atto dei sintomi lampanti e inequivocabili dovuti all’eccessivo consumo di sostanze alcoliche, gli operatori hanno dapprima sanzionato amministrativamente il giovane per il reato di manifesta ubriachezza.
Successivamente, l’equipaggio della Volante ha voluto approfondire gli accertamenti tramite la consultazione delle banche dati in dotazione alle forze dell'ordine. Gli accertamenti più approfonditi hanno così permesso di appurare che il 29enne, di origini tunisine, era in realtà gravato da un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Macerata.
La misura di prevenzione era stata emessa formalmente dal questore di Macerata lo scorso 16 maggio, con una validità stabilita per il periodo di un anno, ed era stata regolarmente notificata al giovane soltanto due giorni addietro a Civitanova Marche.
Nonostante il divieto tassativo di rimettere piede nel territorio comunale maceratese fosse freschissimo di notifica, il 29enne ha deciso comunque di fare ritorno in città. Di fronte alla palese violazione, il giovane tunisino è stato condotto dagli agenti presso gli uffici della locale Questura per l'espletamento delle procedure di rito, dove è stato sottoposto ai rilievi dattiloscopici e fotosegnaletici.
Al termine degli accertamenti d'ufficio, l'uomo è stato deferito a piede libero all'autorità giudiziaria per aver infranto il provvedimento dell'autorità ed essere tornato abusivamente nel comune dal quale era stato allontanato.
I Carabinieri della Stazione di Montecassiano hanno denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria un 20enne di origine egiziana, ritenuto responsabile di violazioni alla normativa sul soggiorno e risultato privo di validi documenti di identificazione.
L’intervento è avvenuto nella tarda mattinata di ieri, 21 maggio 2026, a Macerata, presso la fermata dell’autobus situata nei pressi dei Giardini Diaz. I militari sono intervenuti su richiesta del personale addetto ai controlli dell’azienda di trasporto urbano, che aveva individuato a bordo di un mezzo pubblico un passeggero senza regolare titolo di viaggio e sprovvisto di documenti d’identità.
Il giovane, risultato senza fissa dimora, disoccupato e incensurato, è stato accompagnato in caserma per gli accertamenti di rito. Attraverso le procedure di fotosegnalamento i Carabinieri sono riusciti a risalire alla sua esatta identità.
Successivamente il 20enne è stato accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, dove nei prossimi giorni verrà esaminata l’istanza di protezione internazionale presentata dal giovane cittadino egiziano.
Sala partecipata, domande dirette dei cittadini e un confronto acceso su uno dei temi più delicati per il futuro del territorio: la gestione dei rifiuti. È questo il clima che ha caratterizzato l’incontro pubblico organizzato dal Terzo Polo Macerata a Sforzacosta sul tema del termovalorizzatore.
Protagonisti della serata l’esperta ambientale Katia Cavalli di ORA, il candidato sindaco Mattia Orioli e il candidato consigliere Giorgio Menchi, che hanno illustrato la proposta del movimento e risposto alle domande del pubblico.
Ad aprire l’incontro è stato Mattia Orioli, che ha rivendicato la posizione del Terzo Polo sul tema dei rifiuti, sostenendo come la proposta di un termovalorizzatore regionale venga portata avanti “da prima di tutti gli altri”. Secondo il candidato sindaco, affrontare il problema senza pregiudizi significa individuare soluzioni moderne capaci di garantire benefici sia ambientali sia economici.
“Un impianto regionale – ha spiegato Orioli – permetterebbe di ridurre i costi legati al trasporto dei rifiuti, abbassare la Tari per i cittadini e liberare risorse da investire sul territorio”.
A seguire è intervenuta Katia Cavalli, che attraverso dati e slide ha illustrato il funzionamento dei moderni termovalorizzatori, soffermandosi sulla situazione della gestione dei rifiuti nelle Marche e nella provincia di Macerata. Un intervento tecnico ma accessibile, che ha aperto il dibattito con il pubblico presente in sala.
Tra le questioni più discusse, l’opportunità di realizzare un impianto proprio nel Maceratese. Secondo Cavalli, Orioli e Menchi, "oggi il territorio sostiene costi elevati per trasferire i rifiuti altrove, mentre un impianto regionale collocato a Macerata potrebbe trasformare il conferimento dei rifiuti in una risorsa economica per la città. Entrate che, secondo il Terzo Polo, potrebbero tradursi in una riduzione della Tari e in investimenti per servizi e infrastrutture".
Durante l’incontro si è parlato anche della produzione energetica derivante dall’impianto, con la possibilità di generare energia elettrica e acqua calda.
Particolarmente sentito il tema dell’inquinamento. Alla domanda sul paragone con il vecchio inceneritore del Cosmari, chiuso nel 2012, Katia Cavalli ha sottolineato le differenze tra gli impianti del passato e i moderni termovalorizzatori.
“Le emissioni – ha spiegato – vengono monitorate continuamente, 24 ore su 24, nel rispetto di limiti europei e nazionali molto rigidi. L’impatto ambientale esiste, ma è estremamente contenuto”.
Secondo Cavalli, gran parte delle resistenze verso il progetto deriverebbe da una percezione ancora legata ai vecchi inceneritori e da una conoscenza limitata delle tecnologie attualmente disponibili.
Nel corso della serata si è affrontato anche il tema della localizzazione dell’impianto. Orioli e Menchi hanno assicurato che il Terzo Polo lavorerà affinché l’eventuale struttura venga collocata lontano da Sforzacosta, “una frazione che ha già dato molto sul fronte dei rifiuti”, privilegiando un’area facilmente raggiungibile dai mezzi pesanti senza aggravare il traffico locale.
Spazio infine alle possibili ricadute occupazionali. Secondo Katia Cavalli, un termovalorizzatore moderno potrebbe generare nuovi posti di lavoro qualificati, coinvolgendo tecnici, ingegneri e operatori specializzati, oltre a favorire collaborazioni con università e centri di ricerca.
A chiudere l’incontro è stato Giorgio Menchi, che ha richiamato l’attenzione sulle criticità storiche di Sforzacosta, dal tema rifiuti alla viabilità fino alla situazione del fosso Narducci, assicurando che tali questioni saranno una priorità in caso di elezione.
Una visita intensa, capace di lasciare un segno profondo sia dal punto di vista storico che umano. È quella vissuta all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Santa Croce di Macerata, guidata da Romano Ruffini, per anni operatore della struttura e testimone diretto della quotidianità vissuta tra quei padiglioni.
Con passione e sensibilità, Ruffini ha accompagnato i partecipanti in un percorso che ha intrecciato storia, sofferenza e umanità, raccontando non solo l’evoluzione della struttura, ma soprattutto le vite dei pazienti che vi furono ricoverati.
Il Santa Croce venne inaugurato nel 1871, subito dopo l’Unità d’Italia, diventando una delle prime strutture italiane dedicate alla cura delle malattie mentali. Tuttavia, già dal 1774 Macerata aveva mostrato attenzione verso i malati psichiatrici, inizialmente ospitati nella Torre di Porta San Giuliano e successivamente trasferiti alle “Monachette” e poi all’Asilo Ricci durante il periodo dello Stato Pontificio.
Nel corso dei decenni il complesso si ampliò notevolmente, trasformandosi tra il 1871 e il 1939 in una vera e propria città nella città. Furono anni di profonde trasformazioni culturali e sociali, durante i quali si iniziò finalmente a distinguere i malati mentali dai delinquenti, fino ad allora trattati allo stesso modo e gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno.
Nel 1876 arrivò alla direzione il giovane medico emiliano Enrico Morselli, che introdusse l’ergoterapia, la cosiddetta terapia del lavoro. I ricoverati venivano coinvolti nella coltivazione dei 14 ettari di terreno appartenenti alla struttura, nella convinzione che disciplina e attività manuale potessero aiutare il recupero mentale.
Il racconto di Ruffini ha ripercorso anche gli anni che precedettero la legge Basaglia, quando medici e infermieri iniziarono a sperimentare forme di assistenza più umane e inclusive. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta alcuni operatori accompagnavano i pazienti all’esterno della struttura e organizzarono spazi di aggregazione per i casi meno gravi, assumendosi importanti responsabilità personali.
Durante la visita i partecipanti hanno attraversato il padiglione uomini, quello femminile, il reparto agitati, la Sezione Cronici, la cooperativa di consumo, la neviera e la struttura a pagamento. Luoghi che, grazie ai racconti di Ruffini, sono sembrati improvvisamente ripopolarsi delle storie e delle emozioni di chi vi aveva vissuto.
Particolarmente toccanti le vicende ricordate durante il percorso, come quella dell’avvocato maceratese Raffaele Foglietti, ricoverato alla fine dell’Ottocento dopo aver ingiuriato il procuratore, oppure quella di Beatrice, madre della scrittrice Sibilla Aleramo, internata per depressione e autrice di una struggente lettera al marito in cui chiedeva di poter tornare libera.
Un viaggio nella memoria che ha riportato al centro il valore dell’umanità nella cura e il ruolo fondamentale degli operatori sanitari, chiamati ogni giorno a cercare percorsi capaci di alleviare la sofferenza mentale.
Al termine della visita, l’associazione della Polizia di Macerata ha consegnato a Romano Ruffini un foulard dell’associazione, ringraziandolo per aver offerto ai presenti una preziosa lezione di storia, memoria e vita vissuta.
Una mattinata speciale per riannodare i fili del tempo, rispolverare i ricordi e celebrare un traguardo accademico indimenticabile. L’Università di Macerata, in stretta collaborazione con l’Alam (l’Associazione Laureati dell’Ateneo Maceratese), ha ufficialmente avviato i motori per l'organizzazione della storica "Giornata del Laureato 2026", che quest'anno si terrà nella mattinata di venerdì 26 giugno. L'iniziativa, nata nel lontano 2003, si propone l'emozionante obiettivo di riunire e festeggiare tutti coloro che hanno conseguito il titolo di dottore esattamente 25 e 50 anni fa.
Per l'edizione di quest'anno, l'Ateneo ha lanciato un vero e proprio appello pubblico per rintracciare e invitare ufficialmente alla cerimonia tutti coloro che si sono laureati negli anni 1976 o 2001. I partecipanti saranno i protagonisti assoluti dell'evento e riceveranno direttamente dalle mani del Rettore una pergamena celebrativa che attesta il prestigioso anniversario accademico, sigillando un legame indissolubile con la comunità universitaria marchigiana.
La macchina organizzativa dell'Ateneo ha già provveduto a contattare una vasta platea di ex studenti, ma la ricerca è ancora aperta per intercettare chi è sfuggito ai database o ha cambiato i propri recapiti nel corso degli anni.
"Chi si è laureato in quegli anni, non è già stato contattato da Unimc né telefonicamente né via email e desidera partecipare alla cerimonia, può scrivere direttamente a comunicazione@unimc.it", spiegano dall'ufficio comunicazione dell'Università di Macerata. Nella comunicazione telematica, gli ex studenti dovranno indicare un proprio indirizzo email attivo, i dati anagrafici completi, il corso di laurea frequentato all'epoca e la data esatta di conseguimento del titolo. In questo modo gli uffici della segreteria potranno validare la richiesta e provvedere all'inoltro del formale invito ufficiale con tutti i dettagli logistici della mattinata.
La Giornata del Laureato rappresenta da oltre vent'anni un momento identitario fortissimo per la città di Macerata, capace di richiamare nell'antico borgo universitario professionisti, docenti e cittadini che oggi vivono e lavorano in tutta Italia o all'estero.
Proprio per l'alto valore simbolico ed emotivo della ricorrenza, l’Ateneo ha voluto estendere l'invito a tutta la cittadinanza, chiedendo la massima collaborazione per la riuscita dell'evento. "Chiediamo a tutti di passare parola ai vecchi colleghi di studio del tempo - conclude la nota dell'Università -, così da poter raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di laureati e laureate, regalando loro l'opportunità di rivivere l'atmosfera dei propri anni universitari".
La corsa alle elezioni comunali di Macerata è ormai arrivata alle battute finali e la coalizione di centrosinistra si appresta a vivere l'ultimo, decisivo atto prima del silenzio elettorale. Per l'occasione è stata organizzato un evento in programma domani, venerdì 22 maggio, a partire dalle ore 18:00 e fino alle 23:00, nella centrale piazza Vittorio Veneto.
"Facciamo la differenza, adesso", è il claim scelto dalla coalizione a sostegno della candidatura a sindaco di Gianluca Tittarelli. L'evento vedrà la partecipazione dei candidati consiglieri iscritti nelle sette liste della coalizione, che si alterneranno sul palco per condividere le ultime riflessioni sul programma e dare la carica in vista dell'apertura delle urne. L'intervento più atteso sarà proprio quello del leader Tittarelli, a cui spetterà il compito di lanciare l'appello finale al voto rivolto a tutta la cittadinanza maceratese.
L'appuntamento conclusivo è stato pensato come "un percorso articolato su diversi piccoli eventi", annuncia Tittarelli. L'inizio è fissato alle ore 18:00 con un ritrovo speciale alla libreria Bottega Bidibi Bobidi Book, sotto le storiche logge di corso Matteotti, dove verranno proposte attività di animazione e giocoleria dedicate interamente ai bambini.
Successivamente ci si sposterà verso piazza Vittorio Veneto dove, alle ore 19:00, i temi dell'ecologia e della transizione verde prenderanno la scena grazie a un incontro con Silvia Amicucci, apicoltrice e titolare dell’azienda “La collina delle api”, che terrà un approfondimento incentrato sulla tutela delle api e sull'importanza della biodiversità nel territorio.
Il cuore politico del comizio finale entrerà nel vivo nella fascia oraria compresa tra le 19:30 e le 20:30. Sarà questo il momento in cui i rappresentanti delle liste prenderanno la parola prima di cedere il microfono al candidato sindaco per le conclusioni della campagna.
Subito dopo, a partire dalle ore 20:30, la piazza cambierà veste con "musica live, pop italiano, le hit del momento e i grandi successi di sempre. Il momento musicale sarà accompagnato da un’offerta gastronomica da parte della coalizione di centrosinistra. I cittadini sono caldamente invitati a partecipare in massa", sottolinea Tittarelli.
"Sono indignata per le bike station installate da questa amministrazione e poi abbandonate". Ad affermarlo, in una nota, è Silvia Miliozzi, candidata Avs e iscritta a Europa Verde per le prossime elezioni comunali di Macerata in programma il 24 e 25 maggio prossimi. "L'assessore Marchiori ha fatto una finta inaugurazione con un post sui social - aggiunge Miliozzi -, peccato che ci sono andata anch’io con la mia bici e le bici non c'erano. Una brutta presa in giro ai cittadini".
Miliozzi apre anche una riflessione sulla trascuratezza degli spazi pubblici urbani, facendo l’esempio del parchetto di Piazza Piazzarello, con la finta stazione di bike sharing, diventata parcheggio per motorini: "Un buon amministratore deve prendersi cura dei parchi. L'amministrazione Parcaroli inaugura e poi abbandona, noi invece vogliamo lavorare per rendere vivi i luoghi della comunità. Valorizzare uno spazio verde significa valorizzare l’intera città".
"Si potrebbero organizzare momenti di incontro tra cittadini, noi abbiamo pensato a un Festival del Cinema nei parchi maceratesi che dal centro arrivi alle periferie e a tutti gli Spazi Verdi di quartiere, passando per il parco di Fontescodella e quello del Bosco urbano Sasso d’Italia - propone Miliozzi -. Macerata si presta bene a un progetto di questo tipo, è la città dello Sferisterio e del premio Oscar Dante Ferretti".
"La proiezione di un film in un parco e il relativo dibattito creano momenti di condivisione all'interno della comunità. Questi momenti di condivisione culturale, oltre a rendere gli spazi più vivi, sarebbero di grande aiuto per il problema della sicurezza. Uno spazio vissuto e condiviso diventa più sicuro e sempre più vivibile, generando un circolo virtuoso che si autoalimenta - conclude Miliozzi -. Lo sviluppo di un Cineturismo per noi è possibile e auspicabile, creando spazi verdi per incontri, dibattiti, spettacoli, musica, ed in particolare cinema di qualità con la realizzazione di un Festival del Cinema sarebbe un'ottima occasione per vivacizzare Macerata durante tutto l'anno e in particolare il periodo estivo".
Un viaggio affascinante e suggestivo nella Macerata di metà Ottocento, osservata attraverso lo sguardo curioso, colto e partecipe di un intellettuale liberale del Risorgimento italiano. Riparte ufficialmente da questa preziosa riscoperta storica il ciclo 2026 dei "Colloqui eum", la rassegna culturale promossa dalle Edizioni Università di Macerata insieme alla Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi” e alla Scuola di Dottorato dell'Ateneo. Il primo appuntamento dell'anno, intitolato “Memorie di viaggio”, ospiterà la presentazione del volume "Ricordi di un viaggio a Macerata nel 1853", scritto dal marchese modenese Cesare Campori e curato dai docenti Rosa Marisa Borraccini e Giacomo Mariani.
L’incontro si terrà questo pomeriggio, giovedì 21 maggio 2026, alle ore 17:00, nella splendida cornice della Sala Sbriccoli all'interno della Biblioteca Didattica d’Ateneo, in piazza Oberdan 4 a Macerata. Insieme ai due curatori, animeranno il dibattito Simona Antolini, presidente delle edizioni eum, Alessandra Sfrappini, già storica dirigente della Biblioteca civica Mozzi Borgetti, e Carlo Pongetti, docente di Geografia dell'Ateneo, affiancati dagli interventi di Gioia Ceccarelli e Serena Poloni, allieve della Scuola di Studi Superiori “Leopardi”.
Il libro ha un valore storico documentale straordinario poiché riporta finalmente alla luce un testo rimasto a lungo completamente inedito tra le carte private dell’autore, oggi gelosamente custodito all'interno delle collezioni della Biblioteca Estense Universitaria di Modena. Le memorie scritte di pugno da Campori offrono un ritratto vivido, inedito e per nulla convenzionale della Marca d’Ancona a pochissimi anni di distanza dalla prima guerra d’indipendenza, fotografando un territorio marchigiano ancora pesantemente segnato dall’occupazione delle truppe austriache nello Stato Pontificio e profondamente attraversato dalle tensioni politiche, culturali e sociali dell'epoca.
Cesare Campori, marchese modenese e fervente sostenitore della causa risorgimentale, visitò Civitanova Marche, Macerata e i borghi limitrofi durante il suo soggiorno del 1853 con l’attenzione del classico “viaggiatore erudito”. Le sue note restituiscono preziose impressioni sulle condizioni culturali, economiche e industriali del Maceratese, ponendo un occhio di riguardo e di profonda sensibilità verso le condizioni di vita dei ceti meno abbienti della popolazione.
L'opera si configura come uno specchio fedele delle dinamiche che avrebbero portato, da lì a pochi anni, all'Unità d'Italia, offrendo una chiave di lettura che unisce la microstoria locale ai grandi movimenti nazionali.
«La pubblicazione nasce da ragioni che superano la semplice curiosità erudita o l’interesse prettamente locale», spiegano con entusiasmo i curatori del volume, Rosa Marisa Borraccini e Giacomo Mariani, all’interno della nota introduttiva del libro. «Questo testo consente di leggere e decifrare, attraverso una preziosa testimonianza diretta e coeva, un tratto estremamente significativo e nodale della storia marchigiana e italiana dell’Ottocento».
L’appuntamento di questo pomeriggio sarà inoltre l’occasione ideale per valorizzare l'importante ruolo culturale svolto dalle edizioni universitarie eum. L'ente si conferma un pilastro fondamentale nella diffusione della ricerca scientifica e nella riscoperta di fonti storiche, testi rari e patrimoni documentari capaci di parlare con un linguaggio accessibile e affascinante non solo agli accademici e agli specialisti del settore, ma anche all’intera comunità cittadina e a tutti gli appassionati della storia culturale del territorio.
Visita a Macerata di Nicola Fratoianni, arrivato in città per sostenere la candidatura di Gianluca Tittarelli alle prossime elezioni amministrative. Insieme al leader nazionale di Sinistra Italiana erano presenti anche i capolista di Alleanza Verdi e Sinistra Patrizia Sagretti e Andrea Maurilli.
Nel corso dell’iniziativa pubblica sono stati affrontati i temi della partecipazione politica, delle politiche sociali, dell’ambiente e del futuro della città, con un duro attacco all’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Sandro Parcaroli.
Ad aprire gli interventi è stato Andrea Maurilli, capolista di AVS e segretario cittadino di Sinistra Italiana. "La sinistra si sta riappropriando delle piazze. Siamo qui perché Macerata merita di ripartire. Una città che non guarda indietro ma guarda avanti", ha dichiarato Maurilli, sottolineando il valore dell’unità della coalizione di centrosinistra. "Siamo presenti in questa coalizione perché crediamo che possiamo vincere solo uniti. Giustizia sociale e ambientale vanno di pari passo".
Maurilli ha poi evidenziato la composizione della lista AVS, “con 12 under 30 e una perfetta parità di uomini e donne”, definendola una proposta politica concreta e radicata nel territorio. “Dopo cinque anni di Parcaroli la città è più piccola e meno accogliente. Mettiamo al centro la politica di genere e la politica giovanile, non come slogan ma come proposte concrete”.
Il candidato sindaco Gianluca Tittarelli ha definito quella di AVS “una lista con una marcia in più”, sottolineando il coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita pubblica. “Questa lista è la dimostrazione che i giovani non sono lontani dalla cosa pubblica. Dobbiamo dare un cambio a questa città. Altri cinque anni così non possiamo reggerli”.
Tittarelli ha spiegato che il programma elettorale nasce dall’ascolto delle diverse realtà cittadine. "Stiamo ascoltando tutte le anime e le istanze della città. Abbiamo prodotto dall’ascolto un programma che fa tornare questa città un centro di socialità. Dobbiamo trovare una nuova identità che vada oltre questi cinque anni di governo".
Il candidato del centrosinistra ha insistito soprattutto sul tema delle fragilità sociali. "C’è tanto disagio e noi lo dobbiamo incontrare e supportare, per migliorare la situazione di tutte le parti fragili della collettività. Dobbiamo essere in grado di stare insieme agli ultimi e non lasciare indietro nessuno. Mi sono messo a servizio di queste idee che ci dovranno guidare nei prossimi cinque anni".
Nel suo intervento Nicola Fratoianni ha legato le questioni locali ai grandi temi nazionali e internazionali, rilanciando il ruolo della politica come strumento di cambiamento. "La politica è un modo per cambiare il futuro, organizzarsi per cambiarlo in meglio. Così attiriamo i giovani, mostrando loro la buona politica delle idee".
Il leader di Sinistra Italiana ha parlato anche della partecipazione giovanile e del recente referendum. "I giovani di questo Paese hanno capito qual era la posta in gioco e si sono messi contro i piani di questa destra che vuole sempre più autoritarismo. Dobbiamo indicare la via di un’alternativa. La politica è il contrario della rassegnazione".
Fratoianni ha quindi ribadito il sostegno alla candidatura di Tittarelli e all’alleanza progressista. "Siamo qui per sostenere Gianluca, il centrosinistra e l’alleanza Verdi-Sinistra, ma anche per sostenere Macerata che può finalmente liberarsi da una pessima destra che mal governa questo territorio".
Secondo il segretario nazionale di Sinistra Italiana, il tema della sicurezza non può essere affrontato soltanto con la repressione. "La sicurezza è un tema serio e si affronta con il controllo del territorio e con la repressione quando necessario, ma anche con politiche di prevenzione, servizi sociali, politiche culturali e scuola. Il contrario di quello che fa una destra che si riempie la bocca di propaganda".
Fratoianni ha poi toccato anche i temi internazionali, dalla guerra in Medio Oriente alla crisi climatica, sostenendo che anche le amministrazioni locali debbano avere uno sguardo ampio sulle grandi questioni contemporanee. Infine, un passaggio sul quadro politico nazionale e regionale. "L’aria è cambiata nel Paese. La maggioranza è nel caos. Bisogna cogliere questa occasione con proposte chiare e coraggiose, vincere le elezioni e costruire un’alternativa per il Paese".
Saranno 36.441 i cittadini maceratesi chiamati alle urne domenica 24 e lunedì 25 maggio per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. Tra gli aventi diritto figurano anche 81 cittadini comunitari dell’Unione Europea e 3 iscritti nella lista aggiunta della provincia di Bolzano
Tra i numeri più significativi della tornata elettorale spiccano i 170 giovani che voteranno per la prima volta e i 27 elettori centenari.
Quando si vota
Le consultazioni elettorali si svolgeranno domenica 24 maggio dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì 25 maggio dalle ore 7 alle ore 15.
Subito dopo la chiusura delle urne inizierà lo scrutinio nelle 44 sezioni elettorali della città.
Nella giornata di lunedì 25 maggio, a partire dalle ore 15, all’interno della sala consiliare e della sala Giunta “Maria Pucci” del palazzo municipale di piazza della Libertà, sarà allestita la sala stampa/punto informativo per la diffusione dei risultati elettorali a organi di informazione, partiti politici e cittadini.
Documenti necessari per votare
Per poter esprimere il proprio voto sarà necessario presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale del Comune di Macerata.
Tessera elettorale: aperture straordinarie
L’Ufficio Elettorale di viale Trieste resterà aperto durante tutta la durata delle operazioni di voto per il rilascio immediato dei duplicati della tessera elettorale in caso di smarrimento o di esaurimento degli spazi disponibili.
Gli sportelli effettueranno aperture straordinarie nelle giornate di venerdì 22 e sabato 23 maggio, sia al mattino che al pomeriggio, oltre che domenica 24 maggio per l’intera giornata e lunedì 25 maggio nella sola mattinata.
Per accedere al servizio sarà necessario prenotare telefonicamente al numero 0733 256214.
Come si vota
Gli elettori riceveranno una scheda di colore azzurro e potranno scegliere tra quattro modalità di voto: voto solo per il candidato sindaco, voto per il candidato sindaco e una lista collegata, voto solo per una lista oppure voto disgiunto scegliendo un candidato sindaco e una lista non collegata.
Sarà inoltre possibile esprimere fino a due preferenze per i candidati al Consiglio comunale, rispettando la regola della doppia preferenza di genere: nel caso di due preferenze, i candidati dovranno essere di sesso diverso, altrimenti la seconda preferenza verrà annullata.
Possibile ballottaggio
Qualora nessun candidato sindaco raggiunga la maggioranza assoluta dei voti, si tornerà alle urne per il turno di ballottaggio nelle giornate di domenica 7 e lunedì 8 giugno 2026.
In un momento particolarmente delicato per il sistema penitenziario italiano, l’Università di Macerata richiama l’attenzione sul valore dell’educazione come strumento di cambiamento, recupero e reinserimento sociale.
Giovedì 21 maggio, a partire dalle ore 9 al Polo didattico Pantaleoni, si terrà una giornata di studio dedicata al ruolo delle pratiche educative nell’evoluzione personale delle persone detenute e nella costruzione di percorsi di inclusione dopo la pena.
L’iniziativa è promossa in collaborazione con la Rete delle Università italiane per l’apprendimento permanente e vedrà la partecipazione di ricercatori, docenti, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, aziende e associazioni impegnate in progetti all’interno degli istituti penitenziari.
Ad aprire i lavori sarà il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt. Il coordinamento dell’incontro sarà affidato a Gigliola Paviotti, delegata per l’apprendimento permanente, e a Lina Caraceni, delegata per il progetto “Università in carcere”.
Al centro della riflessione il principio costituzionale che assegna alla pena una funzione rieducativa. Un obiettivo che, secondo gli organizzatori, può diventare concreto solo attraverso percorsi di formazione, accompagnamento e partecipazione capaci di contrastare l’isolamento della realtà carceraria e restituire nuove prospettive alle persone detenute.
La giornata di studio sarà anche un’occasione per approfondire esperienze già avviate e progetti di ricerca in corso, favorendo il dialogo tra Università, istituzioni pubbliche, terzo settore e realtà economiche interessate a sviluppare percorsi condivisi di inclusione e cittadinanza attiva.
Un grave lutto ha colpito la comunità di Macerata e il mondo sportivo locale per la prematura scomparsa di Andrea Staffolani, 51 anni.
L’uomo, grande tifoso della Maceratese, è stato colpito da un malore che si è purtroppo rivelato fatale. La notizia si è rapidamente diffusa in città, suscitando profondo cordoglio e sgomento tra chi lo conosceva.
Numerosi i messaggi di vicinanza alla famiglia e agli amici, mentre la società SS Maceratese ha voluto esprimere pubblicamente il proprio dolore con un messaggio diffuso sui social.
“In questo momento di grande dolore, ci stringiamo con sincera vicinanza alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la Curva Just. Un tifoso in più ci guarda dall’alto. Ciao Andrea”, si legge nella nota del club.
La scomparsa di Staffolani lascia un grande vuoto nella comunità sportiva maceratese, che lo ricorda come una presenza costante e appassionata sugli spalti. La Procura ha disposto l'autopsia sul corpo per chiarire le cause del decesso.
Momenti di apprensione questa mattina a Macerata, in un appartamento di via De Angelis, nella zona Pace, dove si è verificato un principio di incendio che ha coinvolto un forno domestico.
Secondo una prima ricostruzione, una donna di 86 anni si trovava in casa quando il forno avrebbe improvvisamente preso fuoco. Il fumo si è poi propagato anche ad altre stanze dell’abitazione.
Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e la polizia locale per mettere in sicurezza l’area e prestare i primi soccorsi.
L’anziana è stata trasportata in ospedale per accertamenti, ma secondo le prime informazioni non si troverebbe in gravi condizioni.
Al termine di mirati accertamenti, i Carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato alla locale autorità giudiziaria un 49enne del posto, libero professionista e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di falsità materiale commessa dal privato ai sensi degli articoli 477 e 482 del codice penale
I fatti risalgono all’11 maggio, quando l’uomo si è presentato presso il Comando Stazione per sporgere una denuncia di smarrimento. Nel corso delle procedure di identificazione, ha esibito la propria Carta d’Identità Elettronica (CIE), formalmente rilasciata dal Comune di Macerata.
L’attenzione dei militari si è però concentrata sul documento, che è risultato alterato. Secondo quanto ricostruito, la carta d’identità era infatti priva del previsto microchip elettronico, verosimilmente rimosso dal titolare nel tentativo di comprometterne le funzionalità di lettura e tracciamento digitale.
L’anomalia ha insospettito i Carabinieri, che hanno avviato gli approfondimenti del caso, al termine dei quali è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria competente.
Una mattinata speciale, intensa e carica di ispirazione per i giovani studenti maceratesi. L’Aula Magna dell’I.T.E. "A. Gentili" di Macerata ha ospitato un importante momento di incontro e confronto con l’atleta olimpionica Francesca Lollobrigida, stella del pattinaggio di velocità italiano. La campionessa è stata la protagonista assoluta di un'assemblea partecipata che ha catturato l'attenzione e l'entusiasmo delle classi dell’istituto.
L’evento ha rappresentato un’occasione d'oro per le studentesse e gli studenti, che hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino il percorso umano e sportivo di una delle atlete azzurre più rappresentative nel panorama internazionale. Durante la mattinata sono stati approfonditi temi cruciali per la crescita dei giovani come l’impegno quotidiano, la disciplina, la resilienza e il valore del sacrificio, sia nello sport che nella vita di tutti i giorni.
Nel corso dell’incontro, Francesca Lollobrigida ha ripercorso a cuore aperto le tappe fondamentali della propria carriera. Non si è soffermata soltanto sulle straordinarie vittorie e sulle indimenticabili emozioni vissute sui palcoscenici olimpici, ma ha voluto mostrare ai ragazzi il "dietro le quinte" del successo: il duro lavoro quotidiano, le inevitabili difficoltà affrontate lungo il percorso e la feroce determinazione necessaria per superare i momenti bui e raggiungere traguardi di altissimo livello. Ampio spazio è stato poi dedicato al dibattito diretto con la platea: gli studenti hanno partecipato con estremo interesse e curiosità, incalzando l'atleta con domande e condividendo con lei profonde riflessioni.
L’iniziativa si inserisce perfettamente nel percorso educativo e formativo promosso dall’I.T.E. “A. Gentili”, da sempre orientato alla crescita integrale della persona attraverso esperienze concrete capaci di trasmettere valori positivi e modelli di riferimento autentici della società civile.
Nel suo intervento, la dirigente scolastica Alessandra Gattari ha espresso grande soddisfazione, sottolineando l’altissimo valore pedagogico della giornata. «Accogliere nella nostra scuola una campionessa come Francesca Lollobrigida significa offrire ai nostri studenti un esempio concreto di come impegno, passione e determinazione possano trasformarsi in risultati straordinari», ha evidenziato la preside.
«La scuola ha il compito non solo di trasmettere conoscenze, ma anche di educare ai valori, accompagnando i giovani nella costruzione del proprio progetto di vita. Attraverso esperienze come questa vogliamo far comprendere ai ragazzi che ogni traguardo si raggiunge con costanza, responsabilità e fiducia nelle proprie capacità». La dirigente ha poi concluso ribadendo l'importanza cruciale di creare ponti e occasioni di dialogo tra il mondo della scuola e le realtà d'eccellenza dello sport, affinché gli alunni possano sviluppare una maggiore consapevolezza, motivazione e spirito di partecipazione.
A dieci anni dalla sua scomparsa, l’Università di Macerata rende omaggio alla professoressa Giovanna Maria Fabrini, figura centrale nello sviluppo dell’archeologia dell’Ateneo e tra le personalità che hanno maggiormente contribuito alla sua crescita scientifica e internazionale.
L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio alle ore 11, nell’Aula Verde del Polo didattico Pantaleoni. L’iniziativa, promossa dall’Università di Macerata insieme alla Direzione regionale Musei delle Marche e all’ALAM – Associazione Laureati Ateneo Maceratese, sarà dedicata alla memoria della docente, al suo lavoro e all’eredità scientifica e formativa lasciata a generazioni di studenti e ricercatori.
Nel pomeriggio, alle ore 16, è prevista anche una visita guidata al Parco archeologico di Urbs Salvia, condotta dalla direttrice del Parco Sofia Cingolani e dal professor Roberto Perna.
Allieva del maestro Antonino Di Vita, Fabrini si laureò all’Università di Macerata nel 1972 e da allora legò tutta la sua carriera accademica all’Ateneo, attraversandone tutti i livelli: assistente, docente, professoressa associata e ordinaria, fino alla direzione del Dipartimento di Scienze archeologiche e storiche dell’antichità.
Il suo nome è legato ad alcune delle più importanti ricerche archeologiche condotte dall’Università di Macerata, da Treia a Urbisaglia fino a Gortina di Creta, esperienze che hanno contribuito a consolidare il profilo internazionale dell’Ateneo e a formare nuove generazioni di archeologi.
Il contributo più significativo della professoressa Fabrini resta però quello legato alla città romana di Urbs Salvia, dove nel 1995 avviò una importante missione archeologica con forte vocazione didattica. Le ricerche condotte sotto la sua guida hanno ampliato in modo decisivo le conoscenze sulla città romana e riportato alla luce strutture oggi parte integrante del Parco archeologico, considerato il più importante delle Marche.
L’incontro del 23 maggio rappresenterà quindi un’occasione per ricordare la docente attraverso il racconto delle sue scoperte, del suo metodo di lavoro e dell’evoluzione delle ricerche archeologiche nell’ultimo decennio.
Si apre nel migliore dei modi la stagione estiva dell’Atletica Avis Macerata, protagonista assoluta ai Campionati di Società regionali disputati nel weekend sulla pista del Campo Scuola “Italo Conti” di Ancona. La società biancorossa ha conquistato il titolo regionale assoluto sia con la squadra maschile che con quella femminile, centrando inoltre la qualificazione alle finali nazionali in entrambe le categorie.
Nella classifica maschile l’Atletica Avis Macerata ha chiuso al primo posto con 11.848 punti, precedendo la S.E.F. Stamura Ancona (10.895) e il Team Atletica Marche (10.642). Successo anche tra le donne, con le maceratesi prime a quota 12.271 punti davanti al Team Atletica Marche (11.019) e alla Collection Atletica Sambenedettese (9.944).
Un risultato che assume ancora più valore considerando l’accesso alle finali nazionali del prossimo 20 e 21 giugno. La squadra femminile, dopo il terzo posto ottenuto nel 2024 nella Finale “A” Bronzo, conquista nuovamente la Finale “A” Argento, in programma a Modena. La formazione maschile, invece, sale di categoria dopo il secondo posto dello scorso anno in serie “B” e parteciperà alla Finale “A” Bronzo di Valbelluna.
Squadra maschile compatta e vincente
La formazione maschile ha costruito il successo grazie a prestazioni di alto livello e a una grande compattezza di squadra. Tra i risultati più significativi spicca la vittoria di Federico Vitali nei 400 metri con 48.81, oltre al successo della staffetta 4x400 composta da Andrea Pietrella, Serigne Saliou Fall, Matteo Vitali e lo stesso Federico Vitali, capace di chiudere in 3:20.44.
Ottima anche la prova di Francesco Perticarini, quarto nei 100 metri con 10.97, tempo ventoso ma vicino al personale, e protagonista insieme a Paolo Di Marco, Andrea Pietrella e Sebastiano Compagnucci della vittoria nella 4x100 in 42.68.
Preziosi per la classifica finale anche i contributi di Ndiaga Dieng, primo nei 1500 metri, Augusto Cecchetti, vincitore sia nel peso che nel disco, Sebastiano Compagnucci, primo nei 400 ostacoli con record personale, Pietro Vespertilli, terzo negli 800, Emanuele Salvucci, secondo nel giavellotto, Francesco Gragnoli, quinto nel triplo, Niccolò Rubini, terzo nei 5000 con personale, e Gabriele Bondi, secondo nell’asta.
Eleonora Vandi trascina le donne
A guidare la squadra femminile è stata ancora una volta Eleonora Vandi, autentica trascinatrice del gruppo biancorosso. La mezzofondista ha dominato i 1500 metri in 4:25.07 e gli 800 metri in 2:04.79, risultato che ha rappresentato il miglior punteggio tecnico dell’intera manifestazione.
Fondamentale anche il contributo della sorella Elisabetta Vandi, in gara con i colori dell’Avis Macerata nei Cds nonostante il tesseramento alle Fiamme Oro Padova. Elisabetta ha vinto i 400 metri in 55.19 ed è stata protagonista nella 4x400 insieme a Federika Renata Ciccioli, Eleonora Vandi e Gloria Mendola, quartetto vincente in 3:52.92.
Prestazioni di rilievo anche per Michela Pierantoni, seconda nei 100 metri in 12.08, e per la staffetta 4x100 composta da Awa Gueye, Michela Pierantoni, Beatrice Cippitelli e Bianca Sulzer, seconda in 49.45 e capace di ottenere il minimo per i Campionati Italiani Juniores.
A completare il punteggio di squadra sono arrivate inoltre le prove di Serena Mazzoni, prima nel triplo e quinta nel lungo, Ambra Compagnucci, terza nell’alto, Gloria Mendola, seconda nei 400 ostacoli, Bianca Sulzer, quarta nei 100 ostacoli, Beatrice Stagnaro, vincitrice nel peso e nel disco, e Giorgia Vitali, nona nei 200 metri.
Determinante anche il contributo di tutti gli altri atleti e atlete scesi in pista e nelle pedane di Ancona: ben 124 presenze gara complessive con la maglia biancorossa, a conferma della profondità e della solidità del gruppo maceratese.
Archiviata la fase regionale, l’Atletica Avis Macerata guarda ora ai prossimi appuntamenti nazionali con entusiasmo e ambizione, pronta a confermarsi protagonista anche nelle finali di giugno.