Ancona

Tribunale minorile delle Marche vicino alla paralisi: "Mancano personale e risorse"

Tribunale minorile delle Marche vicino alla paralisi: "Mancano personale e risorse"

"Il Tribunale minorile delle Marche è sempre più vicino alla paralisi operativa". A lanciare l’allarme è il presidente Sergio Cutrona, intervenuto questa mattina a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in corso ad Ancona, dove ha denunciato una situazione ormai critica legata alla grave carenza di personale, in particolare amministrativo. «Ci troviamo veramente alla disperazione e non riusciamo più a garantire la gestione delle udienze – ha spiegato Cutrona –. Sarò costretto necessariamente a sospendere quelle penali». Una prospettiva concreta che potrebbe tradursi in una riorganizzazione forzata dell’attività giudiziaria, con sospensioni a rotazione delle diverse tipologie di udienze. Il presidente sta infatti valutando diverse ipotesi: «Sto riflettendo se sospendere per qualche mese tutte le udienze gup o se procedere a una sospensione “a macchia di leopardo”: un mese le udienze gup, un mese quelle dibattimentali, un mese quelle gip». Alla base della crisi c’è un organico ridotto all’osso. «I dipendenti sono eccessivamente stressati e non hanno alcuna speranza di ricevere rinforzi – ha aggiunto Cutrona –. Dobbiamo evitare che il sistema crolli, perché attualmente il personale in servizio è circa la metà di quello previsto». Una situazione che, secondo il presidente del Tribunale minorile delle Marche, resta critica anche nell’ipotesi di una copertura completa dei posti: «Anche se l’organico fosse pienamente coperto, sarebbe comunque insufficiente a garantire tutte le esigenze del Tribunale».   Un quadro che apre interrogativi seri sulla tenuta del sistema giudiziario minorile regionale e sulla capacità di assicurare continuità ed efficacia alla tutela dei minori. (Foto Ansa) 

31/01/2026 16:52
Acquaroli traccia la rotta delle Marche: "Zes, infrastrutture e borghi per tornare a competere nel mondo"

Acquaroli traccia la rotta delle Marche: "Zes, infrastrutture e borghi per tornare a competere nel mondo"

Una regione che vuole correre, lasciarsi alle spalle le crisi del passato e scommettere tutto su infrastrutture, internazionalizzazione e giovani. È questo il ritratto fatto dal presidente Francesco Acquaroli emerso dalla consueta conferenza stampa di inizio anno organizzata dalla Regione in collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti. Il governatore, davanti alle principali testate regionali, ha tracciato la rotta della nuova legislatura, mettendo sul tavolo i pilastri di una strategia che punta a riportare le Marche tra le regioni trainanti d’Italia. Acquaroli ha confermato l'impegno prioritario sulla Zona Economica Speciale (ZES), definita lo strumento cardine per ridare forza all'export e alle imprese in questa fase di transizione. Ma non c’è sviluppo senza strade: per la provincia di Macerata restano centrali gli investimenti sul sistema di bretelle e intervallive, oltre al completamento della Pedemontana, ha ribadito Acquaroli. Sotto la lente anche il nodo della A14: "Una questione che si trascina da troppo tempo - ha dichiarato il governatore - con cantieri che limitano la sicurezza e la competitività". Il 2026 sarà un anno carico di simbolismo: ricorrerà infatti il decimo anniversario del sisma del 2016. "Oggi si percepisce il pieno della ricostruzione, con un'accelerazione evidente impressa negli ultimi anni", ha sottolineato Acquaroli, ribadendo la volontà di ridare vitalità ai comuni dell'entroterra maceratese. Sul fronte sanitario, dopo la riforma degli enti, l'obiettivo è ora l'aggiornamento del Piano socio-sanitario per rispondere all'invecchiamento della popolazione. Un passaggio che coinvolgerà direttamente il territorio attraverso il rafforzamento dei servizi e il monitoraggio del rapporto tra domanda e offerta di prestazioni. Sul fronte del turismo, tra gennaio e settembre 2025, le presenze straniere sono cresciute del 46% rispetto al 2019. Un successo che passa per la valorizzazione dei borghi e dei grandi festival. Acquaroli ha inoltre citato il clamoroso ritrovamento della Basilica di Vitruvio a Fano, definendola "una testimonianza straordinaria che impone un percorso di valorizzazione di respiro internazionale". In chiusura, un appello alle nuove generazioni, definite "la vera benzina per il futuro". L’obiettivo della legislatura sarà creare un ponte sempre più solido tra le eccellenze delle università marchigiane e il mondo del lavoro. "Non dobbiamo solo evitare che i ragazzi partano – ha concluso il Presidente – ma dobbiamo diventare capaci di attrarne altri da fuori regione".

30/01/2026 19:00
Marche, nasce il Comitato per il no al referendum sulla magistratura

Marche, nasce il Comitato per il no al referendum sulla magistratura

Si è costituito nei giorni scorsi nelle Marche il Comitato della società civile per il no al referendum costituzionale sulla riforma della magistratura, in programma il 22 e 23 marzo. Hanno aderito al comitato diverse realtà del territorio, tra sindacati, associazioni e partiti politici: Cgil, Anpi, Legambiente, Libera, Movimenti per l’Acqua, Istituto Gramsci Marche, Gulliver, Officina Universitaria Macerata, Our Voice, Pd, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Verdi, Dipende da Noi, Partito della Rifondazione Comunista e Partito Comunista Italiano. Il Comitato, che prevede articolazioni territoriali in tutta la regione, ha spiegato che le ragioni del no sono legate alla profonda alterazione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato prevista dalla riforma, in particolare tra potere giudiziario e potere politico. Secondo il comitato, la riforma non affronta i problemi concreti dei cittadini, non migliora il funzionamento della giustizia né accorcia i tempi dei processi. L’obiettivo principale del Comitato è diffondere le ragioni del no, promuovendo una maggiore consapevolezza sul tema e favorendo una partecipazione ampia al voto, con l’intento di salvaguardare le norme fondamentali della Costituzione repubblicana.

30/01/2026 12:22
La scelta di Acquaroli: Renato Poletti sarà il nuovo capo di Gabinetto della Regione Marche

La scelta di Acquaroli: Renato Poletti sarà il nuovo capo di Gabinetto della Regione Marche

Sarà Renato Poletti il nuovo capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Il governatore firmerà nei prossimi giorni il decreto di nomina, colmando così il vuoto lasciato dalle dimissioni di Fabio Pistarelli (LEGGI QUI), che aveva ricoperto l’incarico per cinque anni e poi per altri tre mesi dopo la vittoria elettorale dello scorso settembre. Dopo l’uscita di Pistarelli, la gestione ad interim era stata affidata a metà dicembre al segretario generale della Regione Marche, Mario Bechetti. Ora la scelta di Acquaroli è ricaduta su una figura di comprovata esperienza istituzionale e relazionale. Poletti, classe 1954, originario di Belluno ma maceratese d’adozione, può vantare una carriera quasi quarantennale tra ministeri romani e Vaticano. Nel corso del suo percorso professionale ha ricoperto ruoli di primo piano, tra cui quello di direttore generale per gli Aeroporti e il Trasporto aereo del Ministero delle Infrastrutture e quello di presidente della Fondazione per i Beni e le Attività culturali e artistiche della Chiesa. Il suo nome è già ben conosciuto anche nelle Marche e negli ambienti istituzionali regionali. Nell’aprile del 2022 lo stesso Acquaroli gli aveva affidato una consulenza, a titolo gratuito, per i rapporti con la Chiesa. Un incarico finalizzato a supportare le attività legate alle relazioni con enti e istituzioni ecclesiastiche nell’ambito delle politiche istituzionali della Regione, motivato – come riportato nel decreto di nomina – dalla «particolare esperienza e competenza nella materia». Poletti, ritenuto vicino anche al segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, è stato inoltre delegato dall’arcivescovo prelato di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, a presiedere il tavolo di concertazione per il recupero e la valorizzazione dell’antica Via Lauretana. Negli ultimi anni il suo percorso si è ulteriormente arricchito di incarichi di rilievo nel territorio marchigiano. A marzo 2024 è stato nominato presidente della Fondazione Giustiniani Bandini, ente che gestisce la Riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra. Nell’ottobre dello stesso anno il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo ha nominato Procuratore di San Marco, titolo riservato ai sette consiglieri di amministrazione della Procuratoria di San Marco, l’organo che sovrintende alla gestione dei beni della Basilica veneziana. Con la prossima nomina a capo di Gabinetto della Regione Marche, Poletti si prepara dunque ad assumere un ruolo particolarmente delicato e strategico all’interno della macchina amministrativa di Palazzo Raffaello, portando con sé un profilo di alto livello istituzionale e una consolidata rete di relazioni.

30/01/2026 11:25
Turismo, Marche al lavoro sui nuovi piani: “Meno parole e più fatti. Obiettivo consolidare la crescita"

Turismo, Marche al lavoro sui nuovi piani: “Meno parole e più fatti. Obiettivo consolidare la crescita"

Si è riunito nel pomeriggio, nella Sala Raffaello della Regione Marche, il Comitato regionale del Turismo, primo incontro della nuova legislatura dedicato al confronto con le associazioni di categoria e i principali attori del sistema turistico marchigiano. L’incontro rientra nel percorso di condivisione dei piani di programmazione avviato dalla Regione con i rappresentanti del settore. Hanno partecipato ai lavori il presidente della Regione e assessore al Turismo Francesco Acquaroli, il sottosegretario Silvia Luconi, il direttore di ATIM Marina Santucci e la dirigente regionale del Turismo Paola Marchegiani. Il tavolo ha avviato un confronto operativo sui principali strumenti di pianificazione che saranno sottoposti all’approvazione della Giunta regionale: il Piano triennale del turismo, il Piano di indirizzo di ATIM e il Piano dei Borghi, indicati come cardini della strategia turistica regionale per i prossimi anni. “Il primo Tavolo del Turismo della nuova legislatura rappresenta un momento importante per la nostra regione – ha detto il presidente Acquaroli -. Il nuovo orizzonte temporale ci consente di superare la logica della programmazione di breve periodo e di costruire una visione strategica, strutturata e capace di guardare al futuro con maggiore concretezza. Il nostro obiettivo è consolidare i trend positivi registrati negli ultimi anni, che hanno visto una crescita costante di arrivi e presenze, e puntare con decisione sul turismo straniero. In questo percorso la sinergia con l’Aeroporto delle Marche è fondamentale: lo consideriamo un partner strategico per posizionare il territorio sui mercati esteri e intercettare nuovi flussi di visitatori. Ma la strategia regionale non può prescindere dall’ascolto di chi vive quotidianamente le evoluzioni del settore. Il confronto continuo con gli operatori è il nostro metodo di lavoro: meno parole e più fatti, per trasformare le idee in azioni concrete a sostegno dell’economia turistica marchigiana”. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i dati relativi al periodo gennaio–settembre, che evidenziano un aumento delle presenze rispetto al 2019, con una crescita più significativa della componente straniera. I flussi risultano in aumento soprattutto da Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Francia e Polonia, mentre sul mercato interno restano prevalenti Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. I dati completi del 2025 saranno presentati alla BIT di Milano, in programma dal 10 al 12 febbraio. Ulteriori elementi di analisi riguardano il monitoraggio del sentiment online, che restituisce una percezione positiva delle Marche in termini di qualità dell’esperienza turistica e accoglienza, e l’impatto economico dei grandi eventi, con ricadute sulla spesa dei visitatori e sulle presenze. Le linee di intervento per il prossimo triennio prevedono azioni su promozione, campagne congiunte, valorizzazione dei grandi eventi e rafforzamento dell’organizzazione del sistema turistico regionale. Un focus specifico è stato dedicato ai borghi, in vista della piena fase attuativa dei progetti finanziati dal bando “Borgo Accogliente”. ATIM continuerà a supportare gli operatori con attività di promozione integrate, che comprendono comunicazione digitale, campagne sui media, collaborazioni con piattaforme internazionali, iniziative legate alla mobilità e una presenza selezionata alle principali fiere di settore, nazionali e internazionali.

29/01/2026 18:28
Camion fuori dalla carreggiata, il semirimorchio resta in bilico: scatta il maxi intervento (VIDEO)

Camion fuori dalla carreggiata, il semirimorchio resta in bilico: scatta il maxi intervento (VIDEO)

FABRIANO - Mattinata di disagi lungo la SP16 Varano–Campodiegoli, dove poco prima delle ore 10:00 un autoarticolato è finito fuori dalla carreggiata, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Il mezzo pesante, per cause in corso di accertamento, è uscito parzialmente dalla sede stradale con il semirimorchio rimasto in bilico. Parte del carico, costituito da bobine di carta, è fuoriuscito creando una situazione di potenziale pericolo. Sul posto è intervenuta la squadra dei Vigili del fuoco di Fabriano che, con il supporto dell’autogru giunta dal Comando di Ancona, ha provveduto a mettere in sicurezza l’autoarticolato e a ricondurlo sulla carreggiata. Per consentire le operazioni di soccorso e ripristino delle condizioni di sicurezza, la strada è rimasta chiusa al traffico per tutta la durata dell’intervento. Presenti anche gli agenti della polizia locale per la gestione della viabilità e i rilievi del caso. L’intervento si è concluso senza conseguenze per le persone coinvolte.

29/01/2026 15:30
Kevin Meola spicca il volo: il talento classe 2007 dell'Ancona è un nuovo giocatore del Genoa

Kevin Meola spicca il volo: il talento classe 2007 dell'Ancona è un nuovo giocatore del Genoa

La SSC Ancona saluta uno dei suoi giovani più luminosi. È ufficiale il trasferimento a titolo definitivo del centrocampista Kevin Meola, classe 2007, al Genoa CFC, che ha formalizzato l’acquisto dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore. Nato il 18 gennaio 2007, Meola è cresciuto calcisticamente – dopo i primi passi – nel settore giovanile del Frosinone, prima di imporsi nelle ultime due stagioni in Serie D come uno dei profili emergenti più interessanti non solo della sua fascia d’età. Con la maglia biancorossa dell’Ancona ha collezionato 22 presenze complessive, 18 delle quali in campionato, arricchite da un assist, mostrando personalità, qualità tecniche e una maturità fuori dal comune per un giocatore così giovane. Il Genoa ha deciso di puntare su di lui inserendolo nell’organico della formazione Primavera, primo passo di un percorso di crescita all’interno di una delle realtà più strutturate del calcio italiano. Un’operazione che conferma l’attenzione del club rossoblù verso i giovani di prospettiva e che rappresenta motivo di orgoglio anche per la società dorica, sempre più vetrina per talenti emergenti. La notizia del trasferimento si intreccia inevitabilmente con l’attualità del girone di Serie D, che coinvolge da vicino anche la Maceratese. Ancona, Maceratese e Ostiamare – club del presidente Daniele De Rossi, attuale allenatore proprio del Genoa – condividono infatti lo stesso raggruppamento. Proprio l’Ostiamare è in piena corsa per il vertice e, al momento, precede l’Ancona di un punto in classifica, rendendo il duello ancora apertissimo. In questo contesto, tra i tifosi dorici ha iniziato a circolare il timore di un possibile prestito di Meola all’Ostiamare, ipotesi che aggiungerebbe ulteriore pepe alla sfida sportiva. Al momento, però, si tratta esclusivamente di fantamercato, senza riscontri ufficiali. Per Kevin Meola si apre ora una nuova e prestigiosa avventura. Ancona lo saluta con riconoscenza, consapevole di aver contribuito alla crescita di un talento destinato a far parlare di sé. Un percorso che parte dalla Serie D e guarda già, con ambizione, ai piani alti del calcio italiano.

29/01/2026 12:20
"Colpa dei sensi", ecco quando andrà in onda la nuova fiction di Canale 5 girata nelle Marche

"Colpa dei sensi", ecco quando andrà in onda la nuova fiction di Canale 5 girata nelle Marche

Il 2026 si apre all’insegna della grande fiction girata nelle Marche. Da venerdì 30 gennaio andrà in onda in prima serata su Canale 5 Colpa dei sensi, la nuova miniserie diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, con protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik, di nuovo insieme dopo Se potessi dirti addio. La serie sarà articolata in tre prime serate, per un totale di sei episodi da 50 minuti ciascuno. La produzione vanta un cast ricco e prestigioso che comprende, tra gli altri, Tommaso Basili, Giorgia Würth, Francesco Venditti, Lina Sastri, Romano Reggiani, Nicole Delfino, Lorenzo Lavia, Marco Cocci, Nicola Pistoia, Rebecca Liberati e Rosanna Banfi. La sceneggiatura è firmata da Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Graziano Diana e Matteo Bondioli. Colpa dei sensi è una coproduzione RTI – Compagnia Leone Cinematografica, realizzata con il supporto della Marche Film Commission. La fiction è ambientata in alcune delle location più suggestive della regione, tra Fermo, Porto San Giorgio, Ancona, Genga, Fabriano e Fossombrone. Sul set hanno lavorato circa 30 maestranze locali e oltre 250 marchigiani, tra attori, figurazioni speciali e comparse. «Un triangolo amoroso esplosivo che si sviluppa tra segreti sepolti e un omicidio irrisolto – ha dichiarato Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission –. Dopo il successo di Balene su Rai 1, non potevamo aprire meglio il 2026: una nuova importante vetrina nazionale che accende i riflettori sulla bellezza e la varietà del nostro territorio». Oltre alla messa in onda televisiva, Colpa dei sensi sarà disponibile gratuitamente anche in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity. Durante la conferenza stampa di presentazione, svoltasi lo scorso giugno a Torre di Palme, Simona Izzo ha sottolineato la scelta delle Marche come ambientazione ideale: «Cercavamo un territorio autentico, ricco di scenari diversi. Qui abbiamo trovato luoghi bellissimi e anche tanti attori locali di grande valore». Un concetto ribadito anche da Ricky Tognazzi: «Le Marche sono una grande scenografia a cielo aperto. In pochi chilometri si passa dal mare alla montagna, tra storia, arte e paesaggi di straordinaria bellezza. Abbiamo trovato un’accoglienza calorosa e una grande professionalità delle maestranze locali». La serie è stata girata tra la primavera e l’estate dello scorso anno per circa otto settimane, tra preparazione e riprese, con una pausa forzata dovuta a un infortunio di Gabriel Garko. «Interpreto Davide, un colonnello che torna nel suo paese natale per vendere la casa di famiglia, ma che finirà per stravolgere i propri piani – ha raccontato l’attore –. Le Marche sono un territorio ancora tutto da scoprire, con un mare bellissimo, una cucina eccellente e persone straordinarie». Anche Anna Safroncik ha espresso il suo legame con la regione: «Ho conosciuto le Marche da bambina allo Sferisterio di Macerata. Qui c’è un’energia speciale, una magia che si percepisce nell’aria e che si sentirà anche nella fiction». La trama Il ritorno di Davide nella sua città natale per assistere il padre morente, accusato di uxoricidio, lo costringe a fare i conti con il passato e con Laura, il suo grande amore giovanile, ora sposata con il suo migliore amico. Tra passioni mai sopite, segreti inconfessabili e un misterioso omicidio, Colpa dei sensi intreccia amore, mistero ed eros sullo sfondo delle architetture e dei paesaggi marchigiani.

28/01/2026 17:51
Pancreas, svolta a Torrette: primo intervento robotico ad alta complessità

Pancreas, svolta a Torrette: primo intervento robotico ad alta complessità

Un intervento di altissima complessità chirurgica, eseguito con tecnica robotica mininvasiva, segna un nuovo traguardo per la sanità marchigiana. A metà gennaio, la Clinica di Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e dei Trapianti dell’azienda ospedaliero universitaria delle Marche (AOUM) ha portato a termine con successo una duodenocefalopancreasectomia (DCP) robotica su un paziente settantenne residente nella regione. Si tratta del primo intervento di questo tipo eseguito con chirurgia robotica all’interno della struttura diretta dal professor Marco Vivarelli, punto di riferimento nazionale per la chirurgia pancreatica. L’operazione è stata effettuata per l’asportazione di una neoplasia della testa del pancreas e ha previsto la rimozione in blocco della testa del pancreas, del duodeno e del tratto terminale della via biliare, seguita da una complessa fase ricostruttiva mediante suture ad alta precisione. Tutte le fasi dell’intervento sono state eseguite con tecnica robotica “a pancia chiusa”, riducendo in maniera significativa l’impatto chirurgico rispetto alla tradizionale procedura “a cielo aperto”. «È il primo paziente sottoposto a DCP con chirurgia robotica nella nostra struttura – spiega il professor Vivarelli –. Parliamo di un intervento estremamente complesso, che non è indicato per tutti i pazienti e richiede una selezione accurata basata sulle condizioni generali e sulle eventuali comorbidità. Lo sviluppo della chirurgia robotica rappresenta però un passaggio fondamentale per la nostra specialità e apre prospettive sempre più avanzate». Il direttore sottolinea inoltre come la chirurgia pancreatica sia una disciplina superspecialistica, che deve essere praticata esclusivamente in centri ad alto volume, come previsto dalle linee guida ministeriali 2025. «Nelle Marche – aggiunge – l’AOUM è l’unica struttura dotata di un’unità dedicata alla chirurgia pancreatica in grado di soddisfare gli standard richiesti. Ringrazio la Direzione aziendale per aver messo a disposizione una seconda piattaforma robotica, che ci consente di ampliare il numero di interventi e personalizzare sempre più il percorso di cura». Il decorso post-operatorio è stato particolarmente favorevole: il paziente è stato dimesso a una settimana dall’intervento ed è rientrato rapidamente alle normali attività quotidiane, un risultato significativo considerata la complessità della procedura. I vantaggi della chirurgia robotica emergono soprattutto nella fase ricostruttiva, grazie alla possibilità di riprodurre i movimenti articolati della mano del chirurgo e a una visione delle strutture anatomiche ingrandita fino a dieci volte, garantendo precisione, sicurezza e minore invasività.   Lo sguardo è già rivolto al futuro. «La nuova frontiera del nostro ambito – conclude Vivarelli – è il trapianto di fegato da donatore vivente eseguito con chirurgia robotica». Una sfida che conferma il percorso di crescita dell’AOUM nel segno dell’innovazione e dell’eccellenza clinica.

28/01/2026 09:43
Aggredisce e minaccia la ex coniuge davanti ai figli: provvedimento del questore per un 50enne

Aggredisce e minaccia la ex coniuge davanti ai figli: provvedimento del questore per un 50enne

Il Questore della provincia di Ancona, Cesare Capocasa, ha emesso un ammonimento nei confronti di un uomo di 50 anni ritenuto responsabile di condotte aggressive e prevaricatorie nei confronti dell’ex coniuge, sia di natura verbale che fisica. I comportamenti si sarebbero verificati anche pubblicamente e alla presenza dei figli minori, configurando una forma di violenza domestica. Il provvedimento invita l’uomo a tenere una condotta conforme alla legge e a stenersi dal compiere azioni analoghe in futuro. L’ammonimento rappresenta un primo intervento di prevenzione: qualora il 50enne dovesse continuare a vessare la parte lesa, la sua condotta diventerebbe perseguibile d’ufficio dalle forze dell’ordine, senza necessità di querela da parte della vittima. «Siamo consapevoli che queste sono battaglie complesse che vanno combattute ogni giorno e non a intermittenza», ha commentato il questore Capocasa, sottolineando l’impegno costante delle forze dell’ordine

27/01/2026 19:50
Sanremo 2026, le prime pagelle della stampa: le Marche sul podio con Maria Antonietta e Colombre

Sanremo 2026, le prime pagelle della stampa: le Marche sul podio con Maria Antonietta e Colombre

SANREMO - Manca meno di un mese alla 76ª edizione del Festival di Sanremo. Martedì 24 febbraio 2026, infatti, si alzerà il sipario al Teatro Ariston per la prima serata della gara che ogni anno tiene incollati milioni di italiani davanti alla tv. Come da tradizione, a circa un mese dall’inizio del Festival, la stampa ha avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima le 30 canzoni dei Campioni in gara.  Dopo l’ascolto, i colleghi della stampa hanno espresso le loro prime pagelle. Un dato da leggere con la giusta cautela: si tratta di voti personali, frutto del gusto e della sensibilità di ogni testata. Per questo motivo, la redazione ha deciso di analizzare le pagelle pubblicate dai giornalisti e di calcolare una media dei voti assegnati ai 30 brani in gara. Una media che, seppur non definitiva, permette di individuare un trend più affidabile rispetto ai singoli giudizi. Per questa verifica sono state considerate 23 testate e siti che hanno pubblicato voti numerici: All Music Italia, Vanity Fair, Il Sole 24 Ore, Sky Tg24, Il Messaggero, Wired, Corriere della Sera, InDonna, La Gazzetta dello Sport, Rockit, Il Mattino, Grazia.it, Leggo, Open, BellaOggi, HuffPost, Cosmopolitan, Newsic.it, Adnkronos, Mi Tomorrow, Gay.it, Donna Moderna e La Stampa. Va precisato che la classifica che segue rappresenta esclusivamente la media delle pagelle. Un dato comunque utile per capire i possibili favoriti, ma che non tiene conto degli altri voti che entreranno in gioco durante il Festival: oltre alla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, voteranno anche il pubblico tramite Televoto e la Giuria delle Radio. La serata finale, come da regolamento, prevede una votazione che tiene conto di tutti e tre i sistemi: televoto 34%, giuria della Sala Stampa 33% e giuria delle Radio 33%. Secondo la media delle 23 testate, la favorita è Ditonellapiaga con 7,55, seguita da Fulminacci con 7,46. Sul terzo gradino del podio, però, c’è la coppia marchigiana composta da Maria Antonietta e Colombre, con una media di 7,29 che li posiziona tra i brani più apprezzati dalla critica. Una presenza che fa particolarmente piacere alle Marche: i due cantautori, fidanzati nella vita (lei di Pesaro, lui di Senigallia), porteranno all’Ariston non solo la loro musica, ma anche la loro storia d’amore. Una collaborazione nata dall’ultimo album scritto a quattro mani, “Luna di miele”, che ora arriva sul palco più importante della canzone italiana. Tra i voti più alti per il brano di Maria Antonietta e Colombre spiccano il 9 assegnato da Open e Gay.it, l’8 di Sky Tg24 e Rockit, e l’8,5 di Grazia.it. Il voto più basso invece  è il 4 assegnato da La Stampa. In fondo alla classifica, con una media di 4,95, c’è Elettra Lamborghini. Deludono invece due tra i nomi più attesi e favoriti dai bookmaker: Fedez e Marco Masini, che si fermano al tredicesimo posto con una media di 6,37. Le prime pagelle, quindi, consegnano alle Marche un motivo in più per guardare con attenzione al Festival: Maria Antonietta e Colombre, con il loro progetto autentico e fuori dai canoni, sono già tra i brani più apprezzati dalla stampa. E il podio della media dei voti sembra confermare che la loro musica, fatta di ironia, poesia e quotidianità, può davvero fare la differenza all’Ariston.  

27/01/2026 17:00
Marche, scatta l'allerta meteo: vento fino a 88 km/h nelle aree interne

Marche, scatta l'allerta meteo: vento fino a 88 km/h nelle aree interne

La Protezione Civile regionale delle Marche ha emanato un’allerta meteo per frane, piene dei corsi d’acqua minori e vento, valida dalla mezzanotte di mercoledì 28 gennaio fino alla mezzanotte di giovedì 29 gennaio. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale della Regione Marche, per la giornata di mercoledì 28 gennaio, e in particolare a partire dalla tarda mattinata, sono previste condizioni meteo in peggioramento soprattutto per quanto riguarda il vento. In diverse zone della regione soffieranno infatti venti forti sud-occidentali, con raffiche che potranno raggiungere l’intensità di burrasca forte, comprese tra i 75 e gli 88 chilometri orari. L’allerta riguarda in particolare le zone di allerta 1, 3 e 5 e si accompagna anche a un rischio idrogeologico di livello giallo, classificato come ordinario. Le aree interne settentrionali delle Marche sono infatti interessate da un’allerta per possibili frane e piene dei corsi d’acqua minori, fenomeni che potrebbero manifestarsi in maniera localizzata in caso di precipitazioni intense. Per quanto riguarda il vento, l’allerta gialla interessa una porzione più ampia del territorio regionale, comprendendo le aree interne settentrionali, centrali e meridionali.  La Protezione Civile invita la popolazione a prestare la massima attenzione, a limitare gli spostamenti non necessari nelle ore più critiche e a mettere in sicurezza oggetti e strutture che potrebbero essere spostati o danneggiati dal vento. 

27/01/2026 17:00
È morto Franco Amoroso: la tragedia di un uomo costretto a sdraiarsi sul pavimento dell'ospedale

È morto Franco Amoroso: la tragedia di un uomo costretto a sdraiarsi sul pavimento dell'ospedale

È morto nella giornata di ieri, nella sua abitazione, Franco Amoroso, 60 anni, paziente oncologico che era diventato suo malgrado il simbolo delle criticità della sanità pubblica marchigiana. Originario di Treviso ma residente da tempo a Senigallia, Amoroso combatteva contro la recidiva di un tumore al colon e si era trovato, nei giorni scorsi, al centro di un caso che aveva scosso l’opinione pubblica. Il nome di Amoroso era finito sulle prime pagine dopo la denuncia della moglie Cecilia, che aveva raccontato l’odissea vissuta al pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, dove l’uomo era stato costretto a sdraiarsi sul pavimento a causa della mancanza di letti e barelle. Il dolore, insopportabile, non gli permetteva nemmeno di restare seduto: la moglie aveva descritto quelle ore drammatiche in cui il marito era stato adagiato su una coperta posizionata nel corridoio del presidio sanitario, in attesa di un posto letto che non arrivava. La notizia aveva provocato un’ondata di indignazione, e l’episodio aveva spinto il direttore generale dell’Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona, Giovanni Stroppa, a presentare scuse ufficiali e ad annunciare verifiche interne. Scuse che, tuttavia, la vedova ha fermamente respinto, ritenendole insufficienti rispetto a quanto accaduto. Amoroso, che era in procinto di iniziare una nuova terapia all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, non è riuscito a ricevere le cure in tempo. Il peggioramento del suo quadro clinico, già fragile per la recidiva del tumore al colon, ha accelerato il decorso della malattia, portandolo alla morte nella sua casa di Senigallia. L’Ast di Ancona ha comunicato che gli esiti dell’indagine interna, inizialmente previsti per questi giorni, saranno resi noti in un secondo momento, in segno di rispetto per il lutto della famiglia. La decisione è stata annunciata dopo il clamore suscitato dalla vicenda e dalla reazione della moglie, che ha richiesto tempi più lunghi per elaborare il dolore. La morte di Franco Amoroso riaccende così il dibattito sulle condizioni dei pronto soccorso e sulla carenza di posti letto, una problematica che in molte strutture sanitarie italiane viene denunciata da anni.

27/01/2026 13:20
Malore improvviso, muore Diego Ruspantini: il calcio marchigiano piange l'ex portiere 46enne

Malore improvviso, muore Diego Ruspantini: il calcio marchigiano piange l'ex portiere 46enne

PORTO RECANATI – Un dolore improvviso e profondo ha colpito Porto Recanati e l’intero movimento calcistico marchigiano. È scomparso nella serata di ieri Diego Ruspantini, 46 anni, stroncato da un malore improvviso nella sua abitazione. Secondo quanto ricostruito, Ruspantini aveva trascorso una serata tranquilla con la moglie e i due figli. Dopo cena aveva avvertito un malessere e si era coricato per riposare. Poco dopo, la moglie lo ha trovato privo di sensi. Inutili i soccorsi del personale sanitario del 118: per lui non c’era più nulla da fare. Il decesso sarebbe riconducibile a cause naturali. Nato a Loreto nel 1979 e residente da anni a Porto Recanati, Diego Ruspantini era un volto conosciutissimo nel panorama calcistico regionale. Portiere di grande affidabilità e personalità, aveva iniziato la sua carriera proprio nella squadra della città rivierasca, per poi vestire numerose maglie marchigiane. In Serie D aveva difeso la porta della Monturanese, mentre in Eccellenza aveva giocato, tra le altre, con Cingolana, Osimana, Fermana, Biagio Nazzaro, Camerano, Anconitana e Vis Civitanova. Conclusa l’attività agonistica, aveva continuato a vivere il calcio da protagonista intraprendendo il percorso di allenatore dei portieri, ruolo ricoperto anche al Porto Recanati, mettendo la propria esperienza al servizio dei giovani e trasmettendo valori umani prima ancora che sportivi. La notizia della sua scomparsa ha profondamente scosso l’intera comunità sportiva. Numerosissimi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore, a partire da quello del Comune di Porto Recanati, che ha voluto ricordarlo con parole sentite: “Diego ci ha lasciati. È stato un grande atleta, un bravissimo portiere, protagonista di anni straordinari del calcio marchigiano che resteranno per sempre nella memoria collettiva. Tutta Porto Recanati si è stretta intorno alla famiglia Ruspantini. Ciao grande uomo". Messaggi di affetto e vicinanza sono arrivati anche da molte delle società in cui Ruspantini ha militato o collaborato nel corso degli anni, da Castelfidardo a Potenza Picena, dall’Ancona all’Osimana, fino a Biagio Nazzaro, Cingolana, Fermana e Vis Civitanova. Tutti hanno ricordato non solo il valore tecnico del portiere e del preparatore, ma soprattutto le sue qualità umane, la correttezza e il forte senso di appartenenza al mondo del calcio.

26/01/2026 11:08
Da Senigallia a MasterChef: il pane marchigiano di Francesca Casci Ceccacci conquista la cucina più famosa d’Italia

Da Senigallia a MasterChef: il pane marchigiano di Francesca Casci Ceccacci conquista la cucina più famosa d’Italia

Da Senigallia a MasterChef 15, portando con sé il profumo del pane buono e una storia tutta marchigiana fatta di scelte coraggiose, studio e passione. Protagonista è Francesca Casci Ceccacci, panificatrice artigianale e anima del panificio Pandefrà di Senigallia, chiamata come ospite speciale nella celebre trasmissione insieme ad Alessandro Frassica, patron di ‘Ino a Firenze, una delle paninoteche più iconiche d’Italia e ambasciatore del buon cibo italiano anche attraverso libri diventati veri e propri cult. Marchigiana, laureata in Giurisprudenza all’Università di Bologna, dopo un master sul controllo alimentare e un’esperienza lavorativa in una multinazionale, Francesca decide di tornare a casa. A Senigallia riparte da un piccolo negozio, ma con idee chiarissime: fare pane artigianale di altissima qualità, utilizzando farine biologiche di piccoli produttori e collaborando con biologi nutrizionisti per offrire un prodotto sano, consapevole e contemporaneo. Il talento non passa inosservato. Tra i primi a credere nel suo lavoro c’è Mauro Uliassi, tre stelle Michelin, che sceglie il suo pane per il proprio ristorante. Un riconoscimento che segna l’inizio di un percorso di crescita costante, alimentato da competenza, dedizione e creatività. È sua, tra le tante iniziative, anche l’idea della partecipatissima gara per la migliore pizza al formaggio marchigiana, diventata un appuntamento identitario molto sentito. A MasterChef 15 Francesca ha raccontato la sua storia e il suo rapporto viscerale con il pane, riuscendo a ispirare i concorrenti.«Il pane è il mio amore. Ero una bambina molto irrequieta e mia nonna, una azdora romagnola, mi faceva sempre una fontanella di acqua e farina di fianco alla sua per tenermi calma», ha raccontato davanti alle cucine più famose della televisione. E ancora: «Mi sono laureata in Giurisprudenza ma a un certo punto della vita ho capito che dovevo rimettere le mani in pasta. Non avrei mai pensato di trovarmi a fare il pane. Quello era il mio modo per comunicare con il resto del mondo. Il pane non è un oggetto: è un organismo vivente. L’importante è attivare tutti i cinque sensi. Il pane è attesa, pazienza e ascolto». Nella prova dell’Invention Test, denominata "Pane&Panini", i concorrenti hanno dovuto realizzare il pane, lasciarlo lievitare per tutta la notte e, il giorno successivo, utilizzarlo per creare panini personalizzati, arricchendo gli impasti con polveri, olive, frutta secca e semi. Francesca ha mostrato tecnica e sensibilità, spiegando come ottenere una panificazione corretta:«Dovete comunicare con l’impasto. È come una relazione d’amore». I concorrenti si sono detti colpiti dalla sua manualità e dalla capacità di trasmettere, in pochi gesti, una profonda competenza unita a una passione autentica. Il risultato è stato una prova ricca di interpretazioni interessanti, tra panini riusciti e altri meno convincenti, ma tutti carichi di personalità. Al termine della puntata, Francesca Casci Ceccacci e Alessandro Frassica sono stati salutati dai giudici, con Chef Antonino Cannavacciuolo che ha voluto ringraziarli per «il profumo, i sapori e l’appetito che avete portato in questa cucina». La partecipazione a MasterChef 15 rappresenta così molto più di una vetrina televisiva: è il riconoscimento di un percorso coerente, fatto di studio, scelte consapevoli e amore autentico per il mestiere. Attraverso il pane, Francesca Casci Ceccacci ha portato in prima serata un’idea di artigianalità che parla di territorio, filiera corta, tempo e ascolto, raccontando le Marche con un linguaggio universale fatto di profumi, gesti e memoria. Un racconto che trova conferme autorevoli anche fuori dallo schermo: il Gambero Rosso ha dedicato ampio spazio a Panderà, definendolo una delle realtà più interessanti della panificazione artigianale italiana, capace di rifornire ristoranti d’eccellenza come quello di Mauro Uliassi e di costruire giorno dopo giorno un’identità forte e riconoscibile. Dalla bottega di Senigallia alle cucine più famose d’Italia, il pane di Francesca diventa così simbolo di una nuova generazione di artigiani: colti, consapevoli e legati alle proprie radici. Una storia marchigiana che profuma di futuro.

23/01/2026 12:13
Declassamento del lupo, la Regione Marche avvia il Piano di gestione: passano a 8 i prelievi consentiti

Declassamento del lupo, la Regione Marche avvia il Piano di gestione: passano a 8 i prelievi consentiti

Il declassamento del lupo segna l’avvio di una nuova fase nella gestione della specie in Italia e nelle Marche, fondata su un equilibrio più stretto tra tutela della fauna selvatica e sicurezza delle comunità locali. A sottolinearlo è l’assessore regionale alla Caccia, Giacomo Bugaro, commentando il decreto dello Stato italiano, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che recepisce la decisione del Parlamento Europeo di riclassificare lo status del lupo. «Cambia l’impostazione della gestione – spiega Bugaro – e si apre una fase più aderente ai territori, in cui la presenza del lupo deve essere compatibile con le esigenze di sicurezza e convivenza delle popolazioni». Con il nuovo assetto normativo, il lupo rientra ora nell’ambito dell’articolo 19 della legge 157 del 1992, che attribuisce alle Regioni il compito di predisporre e attuare piani di gestione e controllo. Un passaggio che, secondo l’assessore, introduce un approccio completamente diverso rispetto al passato, basato su strumenti operativi e scientificamente fondati. Un successivo decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha inoltre fissato il contingente massimo di prelievo per l’anno in corso: 160 lupi a livello nazionale, di cui 8 nelle Marche. La Regione Marche, evidenzia Bugaro, ha iniziato a lavorare sul tema già dai primi mesi di mandato. «Il 18 novembre – ricorda – abbiamo scritto a tutti i sindaci marchigiani trasmettendo il protocollo ISPRA e chiesto ai prefetti di attivare tavoli di confronto con gli amministratori locali». In particolare, il prefetto di Ancona ha promosso una riunione con la partecipazione di Carabinieri Forestali, ISPRA, amministratori locali e portatori di interesse, dalla quale sono emerse indicazioni operative precise. Ai sindaci è stato chiesto di adottare ordinanze sul corretto trattamento delle frazioni umide dei rifiuti, di regolamentare la somministrazione di cibo alle colonie feline e agli animali da compagnia e di evitare che i centri urbani diventino fonti di alimentazione per il lupo. Un altro aspetto cruciale riguarda le segnalazioni di presenze anomale: i primi cittadini dovranno comunicare i casi in cui il lupo manifesta comportamenti “confidenti” nei pressi dei centri abitati. Situazioni che, sottolinea l’assessore, devono essere affrontate «con rigore scientifico, senza allarmismi ma anche senza sottovalutazioni». Alla luce del nuovo quadro normativo, la Regione Marche avvierà immediatamente la redazione di un Piano di gestione del lupo, partendo da un monitoraggio aggiornato della specie sul territorio. «In collaborazione con ISPRA e con il Ministero dell’Ambiente – spiega Bugaro – definiremo le modalità di intervento nei casi di lupi problematici o potenzialmente pericolosi». Tra le novità annunciate figura anche l’aggiornamento della legge regionale n. 7 del 1995, che includerà tra i danni risarcibili anche quelli derivanti da incidenti stradali con il lupo, attualmente esclusi. «Si tratta di una lacuna normativa che va colmata», osserva l’assessore. «Il lupo è una specie di grande valore naturalistico – conclude Bugaro – ma la sua presenza deve essere compatibile con il territorio e circoscritta alle aree a vocazione naturale. I centri abitati non possono diventare il suo habitat. Oggi, grazie al cambiamento normativo, possiamo governare il fenomeno in modo equilibrato e responsabile».

22/01/2026 17:53
Serie D, l’Ancona trova il guizzo vincente all’87’ e vola in finale di coppa: affronterà il Pistoia

Serie D, l’Ancona trova il guizzo vincente all’87’ e vola in finale di coppa: affronterà il Pistoia

L’Ancona conquista la finale di Coppa Italia Serie D al termine di una gara equilibrata e combattuta sul campo del Francavilla in Sinni. Sotto la pioggia dello stadio “Fittipaldi”, i dorici si impongono per 1-0, risultato che, sommato all’1-1 dell’andata al Del Conero, vale il passaggio del turno. La sfida si è sviluppata su ritmi contenuti, con entrambe le squadre attente a non concedere spazi. L’equilibrio è stato spezzato solo nel finale: all’87’ Pecci ha colpito una traversa a botta sicura, con Bonaccorsi pronto a intervenire sulla ribattuta e a depositare il pallone in rete di testa, firmando il gol decisivo. Con questo risultato l’Ancona ritrova una finale di Coppa Italia a distanza di 15 anni. L’ultima volta fu nel 2011, quando i dorici riuscirono ad alzare il trofeo imponendosi per 3-1 contro il Città di Marino, dopo aver vinto la Coppa Italia Eccellenza Marche.  Per l’Ancona si tratta di un traguardo di grande rilievo anche sotto il profilo storico. Con questa qualificazione, infatti, i biancorossi stabiliscono un record: nella loro storia hanno raggiunto le finali di Coppa Italia di Serie A e B, di Serie C, di Serie D e del campionato di Eccellenza, un percorso unico nel panorama calcistico marchigiano. La prima finale di Coppa Italia risale alla stagione 1983-1984, quando l’Ancona venne sconfitta nell’atto conclusivo della Coppa Italia di Serie C dal Fanfulla. Dieci anni più tardi, nella stagione 1993-1994, la squadra guidata da Vincenzo Guerini, allora militante in Serie B, raggiunse la finale della Coppa Italia di Serie A e B: dopo il pareggio nella gara d’andata disputata in casa, i dorici furono sconfitti 6-1 al Ferraris di Genova dalla Sampdoria di Attilio Lombardo, Ruud Gullit e Pietro Vierchowod. Un’altra pagina significativa arriva nella stagione 2010-2011: in seguito al fallimento societario, l’Ancona ripartì dal campionato di Eccellenza e riuscì, al termine di quell’annata, ad alzare la Coppa Italia, superando il Città di Marino in finale. Oggi, con la vittoria nella semifinale di ritorno a Francavilla in Sinni (Potenza), l’Ancona raggiunge così la quarta finale di Coppa Italia della propria storia, tornando a giocarsi un trofeo a distanza di 15 anni dall’ultimo successo. Un traguardo che conferma il valore del percorso intrapreso dal club e restituisce alla piazza dorica una dimensione di primo piano nel calcio nazionale dilettantistico. La squadra allenata da Agemone Maurizi accede così all’atto conclusivo della competizione, dove affronterà il Pistoia. I toscani hanno superato il Club Milano per 1-0 nella gara di ritorno, confermando il successo per 2-1 ottenuto all’andata. La finale metterà di fronte due società dal passato calcistico rilevante, protagoniste in diverse stagioni anche tra i professionisti. Per l’Ancona si tratta di un traguardo di particolare importanza anche dal punto di vista storico: dalla nascita della Coppa Italia Serie D, avvenuta nel 1991, soltanto una formazione marchigiana è riuscita a raggiungere la finale, il Matelica, poi vincitore nell’edizione 2018-2019 contro il Messina. Con l’attuale formula, che prevede semifinali e finale su doppio confronto, il percorso verso il titolo risulta ancora più selettivo. L’Ancona si prepara ora all’ultimo atto con l’obiettivo di completare un cammino che ha già assunto un significato rilevante per il club e per il movimento calcistico regionale.

21/01/2026 18:00
Inclusione lavorativa: la Regione Marche stanzia un milione di euro per le persone fragili

Inclusione lavorativa: la Regione Marche stanzia un milione di euro per le persone fragili

La Regione Marche accelera sull’inclusione lavorativa e lancia un nuovo bando da un milione di euro dedicato al rafforzamento delle convenzioni trilaterali previste dall’ex articolo 12 bis della Legge 68/1999. L'intervento, finanziato con risorse ministeriali, è pensato per sostenere l’inserimento lavorativo delle persone più fragili, puntando su un modello che unisce stabilità contrattuale e innovazione tecnologica. Come spiega l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, l’obiettivo non è soltanto facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma investire sulla qualità degli ambienti professionali. Le convenzioni trilaterali vengono descritte come un collegamento strategico tra imprese, cooperative sociali e persone con disabilità, capace di generare valore. Attraverso il sostegno all’acquisto di tecnologie assistive e a percorsi di integrazione mirati, la Regione punta a trasformare l’inclusione in un fattore di crescita per l’intero sistema produttivo marchigiano. Il bando ha un marcato carattere sperimentale e mira a consolidare la collaborazione tra le imprese committenti e le cooperative sociali di tipo B. Le risorse saranno utilizzate per finanziare ausili e attrezzature innovative in grado di ridurre le barriere operative, oltre che per sostenere le attività di tutoraggio necessarie a favorire un inserimento efficace e duraturo dei nuovi lavoratori nei contesti aziendali. Per rendere più semplice l’accesso ai fondi, la Regione Marche ha scelto una procedura a sportello "just in time", che resterà attiva fino al 30 settembre 2026. Questa modalità consente agli operatori del territorio di presentare le domande in base alle reali esigenze progettuali, assicurando tempi di risposta rapidi e una gestione flessibile delle risorse disponibili. Tutte le informazioni, insieme alla documentazione completa per la presentazione delle domande, sono disponibili sul portale istituzionale della Regione Marche, nella sezione dedicata ai bandi per il lavoro e la formazione professionale.

21/01/2026 17:30
Due assessori in più in Regione Marche? Primo sì, ma lo scontro (anche interno) è solo all’inizio

Due assessori in più in Regione Marche? Primo sì, ma lo scontro (anche interno) è solo all’inizio

Il percorso è iniziato, ma il traguardo è ancora da definire. Nelle Marche prende forma la riforma che apre alla possibilità di ampliare la giunta regionale da 6 a 8 assessori, una scelta resa possibile da una legge statale approvata durante l’estate. Il Consiglio regionale ha, infatti, compiuto il primo passo formale con il voto sulla modifica dello Statuto, passaggio indispensabile per rendere operativa la nuova composizione dell’esecutivo. L’aula ha approvato il provvedimento con 19 voti favorevoli della maggioranza, mentre l’opposizione ha scelto la strada delle 9 astensioni. La modifica consente di aumentare il numero degli assessori già a partire da questa legislatura, fissando come principio cardine quello dell’invarianza di spesa, tema che resta però al centro del confronto politico. Prima che la riforma diventi definitiva saranno necessari un secondo voto in Consiglio tra circa due mesi e, successivamente, l’approvazione di una legge ordinaria chiamata a chiarire nel dettaglio la questione delle risorse economiche. Sul piano politico l’accordo appare solo parziale. Se da un lato c’è una convergenza generale sull’opportunità di rafforzare la giunta regionale, dall’altro opposizione e normativa statale non intendono concedere margini sui costi. Il nodo principale riguarda il rischio che l’ingresso di due nuovi assessori, senza una revisione delle norme sui subentri in Consiglio, possa portare all’entrata dei primi dei non eletti, facendo così saltare il principio dell’invarianza di spesa. Intanto iniziano a circolare i nomi dei possibili nuovi assessori. In quota Fratelli d’Italia si parla di Silvia Luconi, il cui ingresso comporterebbe il subentro in Consiglio di Mirco Braconi. Per la Lega il nome più citato è quello di Renzo Marinelli, ma su questa ipotesi emergono resistenze interne al partito, legate al possibile rientro in assemblea dell’ex assessore alla sanità ed ex vicepresidente della Regione Filippo Saltamartini. L’alternativa sarebbe Andrea Antonini, che lascerebbe il seggio a Pasqualino Piunti. L’eventuale nomina di Luconi e Marinelli porterebbe inoltre in giunta due rappresentanti maceratesi, territorio oggi non presente nell’esecutivo a sei. Dopo il primo via libera, dunque, si apre la fase più delicata. La partita si giocherà sia sul fronte economico, per garantire davvero l’assenza di nuovi costi, sia su quello politico, dove equilibri territoriali e rapporti tra i partiti della maggioranza potrebbero rivelarsi decisivi.

21/01/2026 15:20
Filottrano, il sindaco Paolorossi infiamma “La Zanzara”: “Non sono fascista, se non c’è integrazione bisogna reprimere”

Filottrano, il sindaco Paolorossi infiamma “La Zanzara”: “Non sono fascista, se non c’è integrazione bisogna reprimere”

FILOTTRANO – È stato un intervento destinato a far discutere quello del sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, ospite in collegamento a La Zanzara, la trasmissione di Radio24 condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Invitato a parlare di sicurezza e criminalità, il primo cittadino ha espresso posizioni molto nette, che hanno rapidamente acceso un confronto durissimo in studio, in particolare con la giornalista e scrittrice Annarita Briganti. «Qui non è più tempo di tavoli di confronto, siamo di fronte a un’emergenza», ha detto Paolorossi nel corso della trasmissione, rivendicando la necessità di risposte immediate da parte delle istituzioni. «Noi sindaci ci confrontiamo ogni giorno con situazioni che toccano le famiglie e la gente per bene», ha aggiunto, parlando di sicurezza urbana e criminalità. Il tema della repressione è diventato centrale nel suo intervento. «Se non c’è la volontà di integrarsi e di lavorare, allora bisogna reprimere», ha detto più volte, chiarendo cosa intendesse: «Reprimere vuol dire anche chiudere i campi rom. Non è razzismo, è rispetto delle regole». Il confronto si è fatto ancora più teso quando la discussione è scivolata su fascismo e antifascismo. Briganti ha richiamato vecchi post attribuiti a Paolorossi, sostenendo che certe posizioni non dovrebbero appartenere a chi ricopre un incarico pubblico. Il sindaco ha replicato con forza: «Non sono fascista. Il fascismo è finito 80 anni fa. Io sono italiano e sono a favore degli italiani», respingendo ogni etichetta ideologica. Incitato da Cruciani e incalzato da Parenzo, Paolorossi ha distinto tra giudizio storico e adesione politica, riconoscendo l’esistenza della dittatura fascista ma sostenendo che «nel Ventennio ci sono state cose sbagliate e anche alcune cose buone, come in ogni periodo storico». Una posizione che ha ulteriormente alimentato lo scontro in studio, con continue interruzioni, accuse reciproche e toni sempre più accesi. Nel corso della trasmissione Paolorossi ha assunto toni particolarmente duri anche sul tema della legittima difesa, sostenendo che in Italia si sarebbe ribaltato il rapporto tra vittime e colpevoli.«Siamo diventati un Paese che tutela anche l’attività del ladro», ha detto Paolorossi, invocando uno Stato più deciso e schierato «dalla parte di chi si difende e non di chi viola le regole». All’indomani della messa in onda, Paolorossi è tornato sull’episodio attraverso i propri canali social, pubblicando un lungo post in cui ha raccontato integralmente il suo punto di vista. Questo il testo: “Buongiorno gente Ieri sera sto matto di Cruciani mi ha tirato un bel colpo basso ma io non sono stato di certo zitto. La Zanzara su radio 24 mi hanno invitato a parlare di sicurezza… e come sempre hanno provato a trasformarla nel solito tritacarne. In studio c’era una signora preparatissima che invece di parlare del tema ha tirato fuori il mio passato, roba di 10 anni fa. Classico: quando non hai argomenti, attacchi la persona. Ma con me cascano male: io non sto zitto. E soprattutto non mi faccio mettere in un angolo. Qui la scelta è semplice: o stai con la gente per bene, o stai con chi rovina tutto. Io ho scelto da che parte stare. E io sera non glielo mandate a dire né a lei né a Parenzo”. La partecipazione del sindaco di Filottrano alla trasmissione di Radio24 ha inevitabilmente generato polemiche e reazioni, soprattutto sui social, dividendo l’opinione pubblica tra chi ne apprezza il linguaggio diretto e chi ne critica i toni e le posizioni. 

21/01/2026 12:16
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