Muore dopo essere stato investito da un Frecciarossa. Intorno alle 7:14 di questa mattina, un uomo di 53 anni, di nazionalità straniera, è deceduto dopo essere stato investito da un treno Frecciarossa in transito. Il dramma si è consumato sulla banchina del binario 1, sotto gli occhi dei primi pendolari della giornata.
Il convoglio coinvolto è il Frecciarossa 8806, partito da Pescara alle 6:00 e diretto a Milano Centrale. Secondo le prime ricostruzioni, l'impatto è avvenuto mentre il treno stava attraversando la stazione. L'allarme è scattato immediatamente: sul posto sono giunti a sirene spiegate l'automedica del 118 dall'ex Crass, i militi della Croce Gialla di Ancona, i vigili del fuoco e gli agenti della polizia ferroviaria.
Purtroppo, ogni tentativo di soccorso è risultato vano. Per l'uomo, l'impatto è stato fatale e il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso. La Polfer ha immediatamente transennato l'area per avviare i rilievi di rito. Resta ora da chiarire se si sia trattato di una tragica fatalità o di un gesto volontario: gli inquirenti stanno procedendo con la visione delle telecamere di sicurezza dello scalo per ricostruire con esattezza gli ultimi istanti di vita del 53enne.
L'incidente ha causato inevitabili disagi alla circolazione. Il traffico è stato interrotto sui binari 1 e 2 per permettere lo svolgimento degli accertamenti dell'autorità giudiziaria, mentre i treni hanno continuato a incrociare regolarmente sugli altri binari dello scalo.
Trenitalia ha comunicato che la circolazione ha subito rallentamenti per tutta la mattinata, con ritardi medi di circa 30 minuti per l'Alta Velocità, gli Intercity e i Regionali. Il Frecciarossa direttamente coinvolto ha registrato un fermo superiore ai 60 minuti. Per limitare i disagi, i passeggeri diretti a Milano sono stati autorizzati a proseguire il viaggio con il FR 8810 proveniente da Bari, mentre per le altre destinazioni è stato messo a disposizione l'Intercity 604 delle ore 7:02.
(Foto di repertorio)
Un derby infinito, durato oltre due ore, che regala alla Banca Macerata Fisiomed molto più di una semplice vittoria. Espugnando il Palas Allende della Essence Hotels Fano per 3-2, i biancoverdi di coach Giannini non solo si aggiudicano il primato regionale nell'undicesima giornata di Serie A2 Credem, ma staccano ufficialmente il pass per la salvezza aritmetica. Un traguardo prestigioso che permette ora di guardare con ambizione alla griglia playoff.
L’avvio è tutto di marca maceratese: un muro granitico e il servizio affilato di Karyagin schiantano Fano nel primo set (17-25). La reazione dei padroni di casa non si fa attendere e il secondo parziale premia l'agonismo dei giovani fanesi guidati da Roberti (25-22).
Il terzo set entra di diritto nella storia della stagione: una maratona di nervi e prodezze balistiche conclusasi con il punteggio di 36-34 in favore di Fano. Nonostante i numerosi set point annullati da un monumentale Zhelev, Macerata deve cedere sotto i colpi di Kapica.
Sotto 2-1 e con il rischio del contraccolpo psicologico, la Fisiomed dimostra invece il carattere della grande squadra. Il quarto set è un monologo biancoverde: Novello trascina i compagni fino al 17-25 che rimanda tutto al quinto atto.
Il tie-break non ha storia. Macerata approccia l'ultimo parziale con ferocia, volando subito sul 2-8 al cambio campo. A chiudere i conti ci pensa un errore di Roberti (8-15), che scatena la festa degli ospiti. Oltre alla prova corale, spiccano i 25 punti di un solidissimo Marco Novello (top scorer) e la prestazione del centrale Davide Diaferia, premiato come MVP del match.
ESSENCE HOTELS FANO – BANCA MACERATA FISIOMED 2-3 (17-25; 25-22; 36-34; 17-25; 8-15)
Fano: Bisotto, Coscione 1, Merlo 5, Roberti 19, Rizzi, Kapica 20, Ricci 9, Tonkonoh 1, Fornal 16, Mengozzi 8, Iannelli (L1). NE: Sorcinelli, Galdenzi, Falcioni (L2). All: Bonitta.
Macerata: Novello 25, Pedron 1, Garello, Fall 9, Diaferia 13, Zhelev 12, Karyagin 22, Talevi, Becchio, Maccarone, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Fabi, Pesciaioli. All: Giannini, Ass: Leoni
Durata: 26’, 32’, 46’ 25’, 15’, due ore e 24’
Note: Aces: Fano 6, Macerata 9. Errori in battuta: Fano 18, Macerata 14. Muri: Fano 12, Macerata 13. Attacco punto: Fano 44 %, Macerata 46 %. Ricezione positiva: Fano 50 % (28 % perfetta), Macerata 44 % (24 % perfetta)
Photo Credits: Essence Hotels Fano
Dal sesto posto della Regular Season alle Semifinali Scudetto, traguardo raggiunto per la ventunesima volta nella storia del Club. La Cucine Lube Civitanova è di casa nei Play off SuperLega Credem Banca e lo dimostra eliminando i campioni d’Italia con tre vittorie in altrettante partite dei Quarti di Finale di cui due conquistate nella BTS Arena.
Gli uomini di Giampaolo Medei completano il percorso perfetto del primo turno con un 3-1 corsaro (22-25, 27-25, 17-25, 24-26) in Gara 3 contro l’Itas Trentino. In Semifinale capitan Fabio Balaso e compagni troveranno la vincente tra Verona e Milano.
Civitanova domina a muro (11 a 6) ed è più costante in attacco (57%). Nikolov chiude MVP e top scorer con 25 punti. In doppia cifra anche Bottolo (16), Loeppky (13) e Gargiulo (10). Nell’Itas in evidenza Bristot (17).
Nel primo set (22-25) la Lube parte forte (4-12), subisce il ritorno di Trento (19-19) ma risulta più lucida nel finale. Nel secondo set (27-25) l'Itas riesce a rimontare: nonostante i biancorossi fossero avanti 21-24, le battute di Sbertoli e Bristot annullano 4 set ball e ribaltano il parziale. Nel terzo atto (17-25) c'è l'immediata reazione dei cucinieri che attaccano con il 59% e mettono alle corde i padroni di casa senza affanni. Nel quarto set (24-26) si procede punto a punto; il break di Bristot illude l’Itas (23-21), ma due ace di D’heer girano il set (23-24), chiuso poi da Nikolov in pipe.
LA GARA - La Lube scende in campo con Boninfante al palleggio, Loeppky, Nikolov e Bottolo schiacciatori, Gargiulo e D’heer centrali e Balaso libero. L'Itas è schierata con Sbertoli in regia e Faure opposto. L'avvio è tutto di marca marchigiana grazie al servizio di Nikolov e ai muri di Bottolo (4-12). Trento risale fino al pari (19-19), ma un attacco out dei gialloblù e la zampata di Nikolov consegnano il primo parziale ai biancorossi.
Nel secondo set la Lube spreca ancora un vantaggio consistente (19-22 e 21-24), subendo la rimonta dell'Itas firmata da Sbertoli e Ramon. Nel terzo atto, però, la squadra di Medei riprende il largo (4-13) con un ottimo gioco corale e chiude agevolmente 25-17. Il quarto set è il più equilibrato: Civitanova resta lucida nel testa a testa finale (21-21) e, nonostante il tentativo di fuga di Trento, ribalta tutto con il servizio di D’heer e la pipe decisiva di Nikolov che vale il passaggio del turno.
Itas Trentino – Cucine Lube Civitanova 1-3 (22-25, 27-25, 17-25, 24-26)
Itas Trentino: Sbertoli 3, Bristot 17, Resende Gualberto 9, Faure 15, Ramon 15, Torwie 2, Graziani (L), Pesaresi 0, Garcia Fernandez 0, Laurenzano (L), Bartha 3. N.E. Boschini, Sandu, Acquarone. All. Mendez.
Cucine Lube Civitanova: Boninfante 1, Bottolo 16, Gargiulo 10, Loeppky 13, Nikolov 25, D'Heer 7, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Kukartsev 0. N.E. Hfaiedh, Podrascanin, Duflos-Rossi, Tenorio. All. Medei.
ARBITRI: Simbari (MI) e Verrascina (RM).
Note: durata set 26’, 28’, 22’, 31. Totale 1h 47’. Itas: errori al servizio 22, ace 6, muri 6, attacco 52%, ricezione 35% (10%). Lube: errori al servizio 21, ace 5, muri 11, attacco 57%, ricezione 39% (13%). Spettatori: 3.309. MVP: Nikolov.
(Credit foto: Zattarin)
Cinque mezzi coinvolti, tra cui un autoarticolato, e un bilancio pesante di feriti. È quanto avvenuto oggi pomeriggio, poco dopo le 17:30, all'interno della galleria del Montagnolo, ad Ancona, sulla Statale 16 Adriatica. L’impatto, violento, ha richiesto l’intervento d’urgenza di diverse unità dei vigili del fuoco e del 118 per soccorrere i passeggeri di quattro autovetture, coinvolti nel sinistro anche due minori.
Gli operatori dei vigili del fuoco della sede centrale dorica, intervenuti alle 17:40, hanno dovuto lavorare per liberare un uomo di 40 anni rimasto incastrato tra le lamiere della propria auto (una Ford Focus), andata distrutta nella parte anteriore a seguito dello scontro con il mezzo pesante. L'uomo si trovava al volante del veicolo insieme ai suoi due figli: una bambina di 8 anni e un bimbo di soli 3 anni.
Le condizioni del padre e dei bambini sono apparse subito serie, tanto da richiederne il trasferimento immediato in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette. Ad avere la peggio è stato il piccolo di 3 anni, il più grave del nucleo familiare: i sanitari lo hanno dovuto intubare e stabilizzare sul posto prima della corsa d'urgenza in ospedale. Anche la sorella e il padre sono attualmente sotto stretta osservazione medica nel medesimo nosocomio.
L'incidente, avvenuto all'altezza del chilometro 298, ha reso necessaria la chiusura temporanea della carreggiata in entrambe le direzioni di marcia per permettere le operazioni di soccorso e la successiva messa in sicurezza dei mezzi. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, è presente il personale Anas e la polizia locale per gestire la sicurezza della zona e i rilievi necessari a ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
Per chi proviene da sud è stata istituita l'uscita obbligatoria a Candia, mentre per chi proviene da nord la deviazione è prevista allo svincolo di Torrette. Si registrano incolonnamenti lungo la direttrice adriatica e il personale Anas è attualmente impegnato nel ripristino della circolazione, che avverrà non appena terminata la rimozione dei veicoli incidentati e la bonifica dell'asfalto.
La sesta serata delle Audizioni Live della XXXVII edizione di Musicultura incorona Mazzoli. Il cantautore di Pesaro (all’anagrafe Pietro Cardoni), bolognese d’adozione, ha convinto la platea del Teatro Lauro Rossi aggiudicandosi il Premio del Pubblico Banca Macerata.
A consegnare il riconoscimento sono stati Edoardo Faletti, responsabile Private dell’istituto bancario, e Giancarlo Giulianelli, Garante dei diritti della Persona della Regione Marche. Proprio Giulianelli ha colto l’occasione per ricordare il progetto "La casa in riva al mare", l’iniziativa di rieducazione musicale realizzata con Musicultura nel carcere di Barcaglione, eccellenza riconosciuta dal Ministero della Giustizia.
Mazzoli ha presentato i brani “Il cielo sopra Milano” e “Perdita di tempo”, pezzi capaci di unire disincanto e tenerezza in una scrittura che segna una maturità artistica ormai compiuta, in attesa del primo disco previsto per maggio. Sul palco è salito anche un altro talento marchigiano, Giando (Giandomenico Pandolfino) di Castelbellino, che con la sua voce graffiante ha portato una ventata di freschezza electro-pop dedicata alla libertà della giovinezza.
Il programma della serata ha offerto una straordinaria varietà di generi. La milanese Samanta Tosi, laureata in canto lirico, ha colpito il pubblico con “Esmeralda”, un manifesto crudo sulla condizione femminile. Da Roma è arrivata l'energia di Vybes, artista già noto al grande pubblico per la partecipazione ad Amici, che ha affrontato con sensibilità temi come la dislessia e l'importanza di chiedere aiuto.
Spazio anche al pop introspettivo della bolognese Maniviola, che ha trattato il delicato tema del femminicidio nel brano “Per amore”, e all'esperienza di MARGH (Margherita Cazzuffi). L'artista padovana, già vincitrice di Castrocaro e collaboratrice di giganti come Vecchioni e la Bertè, ha messo in scena un'esibizione a metà tra teatro e canzone, raccontando la sua rinascita artistica.
Le Audizioni proseguono stasera, mercoledì 18 marzo, con una nuova carrellata di artisti tra cui Anastasia (Ascoli Piceno) e i Maredé (Senigallia). Gli spettacoli restano a ingresso libero fino a sabato 21 marzo.
A pochi giorni dall'appuntamento con le urne del 22 e 23 marzo, il dibattito sulla riforma costituzionale della magistratura si accende nel mondo accademico maceratese. Un gruppo di 42 docenti dell’Università di Macerata, appartenenti a diversi ambiti disciplinari, ha sottoscritto un documento congiunto per invitare la cittadinanza a votare "No". Secondo i firmatari, la revisione di sette articoli della Carta metterebbe a rischio l'autonomia del potere giudiziario e l'equilibrio tra i poteri dello Stato.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente l'appello dei professori:
"In vista del voto per il referendum costituzionale del prossimo 22-23 marzo 2026, in quanto docenti dell’Università degli studi di Macerata, riteniamo necessario rivolgere pubblicamente, a tutta la comunità locale, il nostro più vigoroso invito a opporsi all’approvazione definitiva del testo della legge di revisione di ben sette articoli della nostra Costituzione, proposto dal Governo e approvato dalla maggioranza parlamentare senza consentire alcun dibattito in aula. Chiediamo infatti di votare No al referendum costituzionale del 22-23 marzo.
Si tratta di una riforma costituzionale che mira a indebolire l’organo di autogoverno della magistratura ordinaria, il Consiglio superiore della magistratura (CSM), organo di rilievo costituzionale voluto dai Costituenti a tutela dell’indipendenza dei magistrati nei confronti del potere politico. Tale organo, infatti, non solo dalla riforma è suddiviso in due ed è privato della funzione più delicata, la funzione disciplinare, ma è anche modificato nella sua composizione. Mentre è lasciata al caso, tramite sorteggio, l’individuazione dei due terzi dei componenti “togati” (i magistrati), è invece rimessa alla scelta dei politici – tramite elezione da parte del Parlamento in seduta comune – l’individuazione dei professori e avvocati che andranno a comporre la lista all’interno della quale saranno estratti a sorte i componenti “laici”. Lista che potrà essere espressione della volontà della sola maggioranza parlamentare e quindi di governo non essendo prevista alcuna maggioranza qualificata.
L’istituzione innovativa di un secondo Consiglio superiore della magistratura, quello requirente, composto soltanto da pubblici ministeri è, per giunta, destinata a produrre un effetto opposto a quello che si dichiara di voler perseguire: l’aumento del potere di tale categoria di magistrati, piuttosto che il suo contenimento, e la trasformazione del suo “status” (quasi un “superpoliziotto”).
Le progressioni in carriera di questi ultimi potranno essere deliberate, secondo criteri “autonomi”, estranei alla logica della imparzialità, premiando il maggior impiego proprio di quei poteri specifici della categoria, che si risolvono in limitazioni dei diritti di libertà (come il fermo, la custodia cautelare, le perquisizioni, le intercettazioni) e che sono finalizzati a sostenere l’accusa e a ottenere il maggior numero di condanne, in aperto contrasto con il principio del giusto processo, proclamato dall’art. 111 Cost. e volto a garantire i diritti fondamentali dei cittadini.
C’è di più. L’attribuzione della funzione disciplinare a un nuovo organo, appositamente istituito, e cioè l’Alta Corte disciplinare, conferma l’alterazione dell’equilibrio dei rapporti fra magistratura e politica, a favore della politica. Anzitutto, la composizione dell’organo a cui è affidato il delicato compito di accertare e sanzionare le condotte dei magistrati illecite sul piano disciplinare segna un aumento, in proporzione, del numero dei laici a detrimento di quello dei magistrati (l’attuale proporzione, prescritta dalla Costituzione, secondo cui solo un terzo dei componenti è di estrazione politica, laddove i residui due terzi sono eletti fra i magistrati di tutte le categorie, dal primo grado alla Cassazione, è sostituita dalla riforma che prevede che facciano parte dell’Alta Corte nove magistrati – peraltro scelti solo fra quelli della Cassazione – e sei laici).
È inoltre lasciata a una qualsiasi futura maggioranza parlamentare (che approvi una legge ordinaria) sia la determinazione della composizione dei singoli collegi giudicanti (a cui, quindi, potrà essere assegnato un numero di laici superiore a quello dei magistrati), sia la definizione della procedura che questi dovranno seguire per decidere. Si tratta della stessa maggioranza chiamata a individuare gli illeciti disciplinari da sanzionare. Il nuovo giudice disciplinare si presenta, in sostanza, come una “scatola vuota”, che sarà riempita secondo contenuti del tutto lasciati al legislatore ordinario futuro. Ciò che è certo è solo la limitata garanzia prevista per i magistrati sanzionati dal nuovo giudice disciplinare, che potranno proporre appello contro le condanne disciplinari soltanto davanti alla stessa Alta Corte, in evidente spregio del principio di terzietà del giudice della impugnazione.
Questa riforma costituzionale nel suo complesso non è quindi necessaria né idonea a realizzare nessuno degli scopi per cui si dice sia stata adottata.
Non è necessaria a realizzare la “separazione delle carriere” fra giudici e PM Il passaggio dalla carriera requirente a quella giudicante o viceversa, già oggi, ha un ben limitato impatto, dato che è consentito solo una volta nella carriera di un magistrato, nell’arco dei primi 10 anni di servizio, con l'obbligo di cambiare distretto territoriale (nell’anno 2024, per esempio, 24 sono stati i passaggi da giudice a P.M. e 18 quelli in direzione opposta, in totale 42 su circa 9000 magistrati). In ogni caso, per realizzare questo obiettivo, è sufficiente una legge ordinaria, come ha più volte riconosciuto espressamente la Corte costituzionale (sentenze n. 37 del 2000 e n. 58 del 2022).
Non è necessaria né idonea a realizzare il “giusto processo” e i principi che ne garantiscono l’attuazione, fra cui quello della “parità delle parti” Il principio della parità delle parti riguarda il processo e non l’ordinamento giudiziario, così come l’imparzialità e la terzietà del giudice attengono al processo. Per l’imparzialità, come per la parità tra le parti, se esistono situazioni che incidono negativamente sulla garanzia costituzionale non è sull’ordinamento della magistratura che si deve operare ma sul processo, introducendo le incompatibilità o altre ipotesi che giustificano l’astensione e la ricusazione del giudice, con legge o come è avvenuto con le tante pronunce della Corte costituzionale che hanno annullato disposizioni che erano in contrasto con l’art. 111 Cost.
Non è, infine, una riforma della giustizia, dal momento che nessuna delle innovazioni introdotte riguarda l’efficienza e la durata dei processi ed anzi, l’ingente aggravio di spesa che potrà derivare dall’istituzione di due nuovi organi di rilievo costituzionale non potrà che condurre a una corrispondente contrazione delle risorse da destinare alla giustizia nel bilancio dello Stato.
Non è neppure idonea a eliminare le degenerazioni delle “correnti” della magistratura presenti nel CSM tramite il sorteggio “puro”, previsto per i soli membri “togati”. Questa modalità di scelta (“l’uno vale l’altro”, indifferentemente) mentre dequalifica certamente l’istituzione, non si vede come, essendo le correnti presenti nella realtà sociale della magistratura, possa riuscire a eliminarne l’incidenza sull’attività del CSM (ben potendo gli estratti a sorte essere riconducibili alle correnti, anche magari tutti a una sola di esse).
Risulta, pertanto, evidente che la riforma riguarda solo gli organi di governo della magistratura ordinaria e le garanzie che la Costituzione attualmente pone a tutela dell’autonomia e indipendenza della stessa, riducendole. Riduzione che non può non interessare ogni elettrice ed elettore che creda nello stato di diritto, di cui la stessa autonomia e indipendenza della magistratura è una caratteristica essenziale. Se l’autonomia della magistratura viene indebolita, anche i diritti dei cittadini diventano più fragili: dalle cause di lavoro alle decisioni sui diritti civili, serve un giudice indipendente per garantire tutela effettiva.
La preoccupazione che se ne trae in quanto cittadine e cittadini è tanto maggiore, in quanto si consideri il contesto culturale e politico in cui la riforma si innesta, contraddistinto, da un lato, dalla progressiva eliminazione di controlli e limiti all’azione della maggioranza parlamentare e dell’esecutivo, come anche, più in generale, della pubblica amministrazione (come dimostrato, ad esempio, dall’abrogazione dei reati di abuso di ufficio e di traffico di influenze, così come dalla recente riforma della Corte dei conti, che ha ridotto i poteri di controllo contabile sulla spesa pubblica e ha azzerato l’indipendenza interna dei P.M. contabili, assoggettandoli al potere assoluto del Procuratore generale, la cui nomina è sostanzialmente riconducibile alla volontà del Governo).
Dall’altro lato c’è poi la moltiplicazione di misure limitative dei diritti di libertà fondamentali, fondate sulla mera presunzione di pericolosità delle persone, in molti casi sottratte alla stessa valutazione e convalida di un giudice imparziale e terzo (come nel caso delle misure preventive introdotte dal recentissimo decreto sicurezza, quali il fermo preventivo, il daspo urbano, le zone rosse).
In tale contesto si colloca, d’altro canto, anche l’altra riforma costituzionale che – secondo il programma del Governo – seguirà quella della magistratura, una volta che questa dovesse essere approvata con il referendum: quella del premier eletto dal popolo, che accentrerà il potere in una sola persona. È, pertanto, necessario bloccare sin da ora – votando NO al referendum costituzionale del prossimo 22-23 marzo – un percorso che rischia di mettere a repentaglio l’architettura democratica disegnata dalla Costituzione del 1948, fondata sui principi di libertà ed eguaglianza e sui principi dello Stato di diritto, di cui la separazione dei poteri – e quindi l’autonomia della magistratura dal potere politico – costituisce un asse portante proprio nell’ottica dell’eguale tutela dei diritti di tutte e tutti".
I nomi dei 42 docenti firmatari: Luca Lanzalaco, Raffaella Niro, Gianni Di Cosimo, Paola Persano, Luigi Cozzolino, Selena Grimaldi, Andrea Prontera, Luigi Lacché, Enzo Valentini, Gianmarco Mancosu, Angela Cossiri, Roberto Mancini, Carla Danani, Alessia Bertolazzi, Giacomo Gistri, Monica Stronati, Andrea Cegolon, Mariaelena Paniconi, Maria Ciotti, Francesco Bartolini, Ronald Car, Sergio Labate, Silvia Pierosara, Chiara Bergonzini, Silvia Fiaschi, Paolo Ramazzotti, Margherita Scoppola, Mara Cerquetti, Annalisa Cegna, Fabio Clementi, Mariangela Masullo, Irene Zanot, Eleonora Cutrini, Cristiana Lauri, Tatiana Petrovich Njegosh, Lina Caraceni, Ninfa Contigiani, Alberto Zanutto, Maela Carletti, Antongiulio Mancino, Riccardo Rosati, Livia Di Co
Camerino – Dalle emozioni delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina ai successi nello sport universitario: l’Università di Camerino e il Cus Camerino confermano il proprio impegno a tutto campo nella promozione dello sport, tra alto livello e formazione.
A brillare è stata soprattutto Lara Naki Gutmann, atleta inserita nel percorso di dual career, che ha conquistato una prestigiosa medaglia di bronzo nel pattinaggio di figura a squadre, portando alto il nome dell’ateneo.
Parallelamente, mentre si chiudeva l’esperienza olimpica, il gruppo di atletica del Cus Camerino ha preso parte al Campionato Nazionale di Cross nella suggestiva cornice di Selinunte. Per la prima volta impegnati nelle categorie maschili Assoluti, Allievi e Junior, gli atleti hanno ottenuto risultati di rilievo, tra cui il 20° posto nella classifica degli Assoluti e soprattutto un significativo 6° posto nella graduatoria combinata nazionale.
Un’esperienza sportiva vissuta all’insegna dell’agonismo ma anche della condivisione, in un contesto che ha unito competizione e spirito di gruppo, valorizzando i giovani atleti.
Soddisfazione è stata espressa dai referenti della sezione atletica, tra cui Riccardo Nalli e Roberto Scalla, ma anche dal presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli e dal rettore Graziano Leoni. Apprezzamento è arrivato inoltre dal direttore della Scuola di Scienze del Farmaco, Gianni Sagratini, e dal delegato allo sport Filippo Maggi, entrambi coinvolti nel nuovo corso di laurea in Scienze Motorie.
Non solo atletica: il Cus Camerino si è distinto anche negli sport invernali, conquistando un ottimo terzo posto nello snow volley ai Campionati Nazionali Invernali di Zoldo, organizzati dal Cus Venezia, grazie alla squadra composta da Sara Borsella, Chiara Drapelli, Giorgio Pranzetti, Dennis Principi e Andrea Tombolini.
L'Università di Camerino conferma così una visione dello sport come elemento centrale nella crescita personale e formativa degli studenti, promuovendo benessere, inclusione e spirito di squadra.
CIVITANOVA MARCHE – La nightlife della costa si prepara a vivere una serata di grande richiamo: sabato 21 marzo Gabry Ponte farà tappa al Brahma Clubship, portando in città uno dei nomi più iconici della scena dance italiana e internazionale.
Deejay, produttore, autore e compositore, Gabry Ponte è da anni tra gli artisti italiani più ascoltati al mondo. Il suo nome è legato a hit che hanno fatto ballare intere generazioni, contribuendo a definire il successo globale dell’Italo Dance. Una carriera costellata di numeri importanti e collaborazioni di rilievo, che lo hanno reso una vera e propria icona del genere.
L’evento, annunciato come “special guest”, rappresenta un appuntamento esclusivo per il locale civitanovese, pronto ad accogliere appassionati e curiosi da tutta la regione e non solo. Il Brahma si conferma così uno dei punti di riferimento per la musica elettronica e gli eventi di alto profilo nella provincia di Macerata.
L’ingresso alla serata sarà consentito esclusivamente a un pubblico maggiorenne e il locale si riserva il diritto di selezione all’ingresso. Un evento che promette di richiamare grande pubblico e di accendere il weekend della riviera, all’insegna della musica e del divertimento.
La Sangiustese attraversa un momento complicato in Eccellenza. Dopo la sconfitta interna contro l’Osimana, i rossoblù incassano la terza battuta d’arresto consecutiva e non vincono dal 1 febbraio, giorno del successo per 2-1 contro il Chiesanuova. Da allora, il cammino della squadra è stato costellato da tre pareggi e tre sconfitte, rendendo delicata la situazione in classifica.
A peggiorare il quadro arrivano ora le pesanti decisioni del giudice sportivo. Il tecnico della Sangiustese, Marco Sansovini, è stato fermato fino al 29 aprile. Il comunicato ufficiale parla chiaro: “A fine gara si avvicinava con fare aggressivo all'arbitro, proferendo espressioni di protesta e gravemente irriguardose nei confronti della terna arbitrale, ritardandone altresì l'ingresso nello spogliatoio. Una volta entrati all'interno dello spogliatoio, il tecnico reiterava nell'atteggiamento aggressivo, chiudendo con violenza la porta”. Considerando che la regular season terminerà il 26 aprile, salvo eventuale qualificazione ai playoff, Sansovini non potrà guidare la squadra dalla panchina fino al termine della stagione.
Sanzione ancora più lunga per il preparatore dei portieri, Carlo Moroncini, fermato fino al 13 maggio. Il giudice sportivo ha motivato la decisione così: “Al termine della gara correva in direzione dell'arbitro con fare aggressivo ed intimidatorio, insultandolo ripetutamente e arrivando faccia a faccia con lo stesso. Alla notifica del provvedimento continuava ad inveire contro l'arbitro con tono minaccioso, impedendogli di entrare all'interno degli spogliatoi”. Chiude il quadro disciplinare per la Sangiustese l’espulsione dell’attaccante Cristian Ausili, che sconterà due giornate di squalifica.
Tra gli altri calciatori espulsi nell’ultima giornata figurano Di Cato del Fabriano Cerreto e Durso dell’Urbania, fermati per una gara. Per somma di ammonizioni, il Tolentino perde il centrocampista Paolo Tortelli, un’assenza pesante in vista del big match del Recchioni contro la Fermana. Stessa penalità anche per Bambozzi del Chiesanuova, Massei della Jesina e Dal Compare dell’Urbania.
La storica palazzina di via Campo Boario, nota come ex Filanda Mattutini, si appresta a riaprire le porte ai cittadini di Recanati con una veste del tutto nuova. È stato siglato ieri il patto di collaborazione tra la Giunta e il Gruppo Alpini Recanati-Castelfidardo, che per i prossimi tre anni curerà la gestione della struttura e dell'area verde circostante, situata all'interno della zona camper.
L’accordo, firmato dal sindaco Emanuele Pepa e dal capogruppo delle penne nere Samuele Galassi, dà ufficialmente il via al progetto "Casa alpina delle Associazioni". L’obiettivo è trasformare l’immobile, riqualificato grazie ai fondi del Pnrr, in un centro polifunzionale capace di promuovere la socializzazione, il benessere della popolazione anziana e l’integrazione tra le diverse realtà associative del territorio.
La nuova gestione non si limiterà alla cura degli spazi, ma offrirà servizi concreti alla comunità e ai visitatori. All'interno della palazzina troverà infatti spazio il Camping Club, con un front office gestito direttamente dagli Alpini per l’accoglienza e l’assistenza ai turisti che usufruiscono dell’area camper.
Secondo le linee guida stabilite dall'amministrazione, i locali saranno gestiti in forma di autogestione: le associazioni coinvolte si faranno carico delle utenze e della manutenzione ordinaria, garantendo in cambio la libera fruizione degli spazi per progetti sociali e culturali di breve e lungo periodo.
L'amministrazione comunale ha espresso grande soddisfazione per l'intesa, sottolineando come l’ex Filanda rappresenti un esempio virtuoso di recupero del decoro urbano finalizzato al miglioramento del tessuto sociale. Questo accordo segna, inoltre, il debutto delle nuove linee guida comunali per l’utilizzo degli immobili pubblici. Nei prossimi giorni verrà annunciata ufficialmente la data del taglio del nastro, che restituirà definitivamente lo spazio alla città dopo i lunghi lavori di ristrutturazione.
Macerata – Parte il percorso partecipativo promosso dal candidato sindaco Gianluca Tittarelli e dalla coalizione di centrosinistra. Domani, giovedì 19 marzo alle ore 18, prenderanno il via gli incontri dei tavoli programmatici dal titolo “Parliamo di Macerata”, un’iniziativa pensata per coinvolgere direttamente la cittadinanza nella costruzione del programma elettorale.
Il primo appuntamento si terrà nella sede elettorale di via Garibaldi 24, dove verranno attivati due tavoli di confronto: “Città sicura”, dedicato ai temi della salute, della sicurezza e dell’assistenza sociale, e “Città verde”, incentrato su ambiente, gestione dei rifiuti, verde urbano e acqua pubblica. All’incontro interverranno Piergiorgio Ciarlantini, esponente di Strada Comune, e Katia Soldini del Partito Democratico.
L’iniziativa punta a raccogliere contributi concreti da parte di cittadini e realtà del territorio, con l’obiettivo di trasformare idee, suggerimenti e proposte in elementi centrali del programma della coalizione. L’ascolto e la partecipazione rappresentano infatti, fin dall’inizio della candidatura, uno dei tratti distintivi dell’approccio politico di Tittarelli.
“L’occasione dei tavoli di partecipazione – afferma Tittarelli – è una apertura concreta alla città, in una fase di incontro e ascolto. Faremo tesoro delle indicazioni che arriveranno e ne elaboreremo una sintesi da inserire nel nostro programma. Anche questa è partecipazione”.
Quello di domani sarà solo il primo di una serie di appuntamenti che proseguiranno nei prossimi giorni sempre nella sede di via Garibaldi. Il calendario prevede nuovi incontri dedicati ai temi della mobilità e dell’accoglienza lunedì 23 marzo alle ore 21, mentre mercoledì 25 marzo, sempre alle 21, si parlerà di partecipazione e politiche giovanili, proseguendo così il confronto diretto tra candidato, coalizione e cittadinanza.
Torna al centro del dibattito politico il tema del diritto di voto per i fuorisede. A intervenire è Sinistra Italiana Marche attraverso la segretaria regionale Gioia Santarelli, che denuncia l’assenza di misure per consentire la partecipazione al voto di chi vive lontano dalla propria residenza per studio o lavoro.
“Alla vigilia di ogni tornata elettorale – afferma Santarelli – emerge il problema del diritto di voto delle tante persone che non risiedono nella propria città. In occasione dei referendum dello scorso giugno era stata prevista la possibilità di votare nel luogo di studio o lavoro, ma oggi, in assenza di una legge stabile, non è stato adottato alcun provvedimento analogo”.
Secondo la segretaria regionale, sarebbe stato logico replicare quella soluzione anche per il voto previsto domenica e lunedì, magari semplificando le procedure burocratiche. “Tutto questo però non è accaduto”, sottolinea, puntando il dito contro “l’indifferenza e la superficialità della maggioranza e del governo”.
Per far fronte alla situazione, Alleanza Verdi Sinistra ha promosso una soluzione alternativa, individuando nella nomina dei rappresentanti di lista l’unico strumento per consentire ai fuorisede di votare senza affrontare spese elevate per gli spostamenti.
Il fenomeno riguarda numeri significativi: oltre 10mila persone a livello nazionale e quasi un centinaio nelle Marche, dove incidono in modo rilevante le presenze universitarie di città come Ancona, Camerino, Macerata e Urbino. Santarelli evidenzia inoltre come il tema non riguardi solo gli studenti, ma anche lavoratori e lavoratrici che vivono fuori sede.
Nel suo intervento, la segretaria collega la questione anche al merito del referendum, definendo “pericolosa” la riforma oggetto del voto. “La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato – conclude – e richiede il massimo livello di condivisione. Escludere migliaia di persone da una scelta così importante rappresenta un ulteriore motivo per votare no”.
La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica inerente alla demolizione e ricostruzione del cineteatro di Valfornace, immobile gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016/20167 e destinato a trasformarsi in una moderna sala polivalente a servizio della comunità.
Il progetto, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023 e finanziato per 1.085.000 euro, prevede la ricostruzione sul sedime originario, con una configurazione architettonica completamente rinnovata ma rispettosa del contesto urbano di Pievebovigliana, dove è ubicato l’edificio.
"Con la conclusione positiva della conferenza, l’intervento riceve l’approvazione necessaria per procedere alla fase esecutiva, passo decisivo verso la restituzione alla comunità di un luogo culturale centrale nella vita del paese e destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per eventi, incontri ed attività sociali - conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio ovviamente per quanto fatto finora da tutte le componenti coinvolte, dal Comune fino all’Ufficio Speciale Ricostruzione ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli".
“Ringrazio il commissario Castelli per la sua costante attenzione al nostro comune e a tutte le comunità colpite dal sisma. Questa è un’altra struttura che restituiamo alla nostra comunità, segnando un passo fondamentale. L’approvazione del progetto tecnico rappresenta l’avvio concreto per ridare alla comunità una struttura essenziale. Questo è un ulteriore tassello che si aggiunge al grande lavoro che stiamo portando avanti insieme alla struttura commissariale e alla Regione. Insieme, stiamo facendo un grande lavoro per le comunità”, dichiara il sindaco Massimo Citracca.
Un passo decisivo per la sicurezza e la trasparenza nei grandi cantieri del territorio. Sono stati siglati stamane, presso la Prefettura di Macerata, i protocolli di legalità relativi a due opere strategiche del progetto Quadrilatero Marche Umbria: l'Intervalliva di Macerata e l'allaccio SS77-SS16 a Civitanova Marche.
L'accordo, finalizzato alla prevenzione e alla repressione di tentativi di infiltrazione mafiosa, è stato sottoscritto dal prefetto Giovanni Signer, dal responsabile Anas per la Quadrilatero Claudio Bucci e dai rappresentanti delle imprese affidatarie. Presenti alla firma anche il consigliere di amministrazione della società Quadrilatero, Antonio Pettinari, i sindacati e l’Ispettorato del Lavoro, che vigileranno sulla trasparenza dei flussi di manodopera.
L'opera più imponente riguarda il nuovo collegamento tra il centro abitato di Macerata (zona Palasport di via Mattei) e lo svincolo della SS77 nella frazione di Sforzacosta. L'intervento, affidato alla Toto Costruzioni Generali S.p.A., mira a snellire drasticamente il traffico verso il capoluogo. Con un investimento complessivo di 87,6 milioni di euro, il tratto Pieve-Mattei rappresenterà l'allaccio funzionale vitale per la mobilità cittadina.
Sul fronte costiero, il progetto riguarda la riorganizzazione dell'intersezione tra la SS77 e la SS16 nell'abitato di Civitanova Marche. L'intervento, affidato alla Monaco S.p.A. per un valore di 26,5 milioni di euro, prevede la realizzazione di una nuova rotatoria e, soprattutto, di un sottopasso ferroviario. Quest'ultimo permetterà di eliminare il passaggio a livello attualmente presente nel tratto urbano della Statale 16, aumentando la fluidità e la sicurezza della circolazione verso sud.
I protocolli firmati oggi non si limitano alla vigilanza sui contratti, ma estendono il monitoraggio a tutta la filiera degli esecutori e dei fornitori, garantendo che i flussi finanziari e di lavoro siano costantemente tracciati.
Si chiude ufficialmente una delle vicende più sentite nel cuore di Sefro. Il Comune e l'Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche hanno siglato un accordo di collaborazione che mette fine alle divergenze legali riguardanti l'immobile e la storica piazzetta del borgo. La priorità, condivisa da entrambe le istituzioni, è ora la rivitalizzazione del centro sociale e aggregativo del paese.
La trattativa, seguita per l'amministrazione dal sindaco Pietro Tapanelli e dal presidente del Consiglio Alessandro Midei, ha portato a una soluzione di comune accordo. Il Comune ha scelto di rinunciare all'azione di usucapione a fronte di un impegno preciso della Curia: destinare l’immobile a scopi comunitari.
L'elemento centrale dell'intesa riguarda il primo piano della struttura, che sarà destinato alla riapertura di un bar. Un servizio individuato come essenziale per contrastare l’isolamento e restituire un punto di ritrovo vitale ai residenti di Sefro. Fondamentale, per la formalizzazione dell'atto, è stato il lavoro dei legali Marco Bottacchiari (per il Comune) e Simone Longhi (per l'Arcidiocesi).
Un ruolo chiave nello sblocco della vertenza è stato giocato da Lino Rossi. Noto imprenditore, già sindaco di Sefro e figura storica del territorio, Rossi ha agito come mediatore tra le parti. La sua autorevolezza ha permesso di superare le criticità legali, facilitando il dialogo con l'Arcidiocesi e con l'arcivescovo Francesco Massara.
"Siamo grati a Lino Rossi per l’impegno personale che ha permesso di sbloccare la situazione - ha dichiarato il sindaco Tapanelli -. L'impegno garantito dalla Curia per la riapertura del bar risponde a una necessità assoluta del nostro paese. Sapere che la comunità potrà tornare a disporre di questo spazio di socialità è il risultato che più ci premeva ottenere". L'amministrazione auspica ora che l'iter per l'avvio dell'attività possa procedere in tempi brevi.
Potenza Picena – Si chiude una prima fase delle indagini sul furto aggravato messo a segno lo scorso agosto ai danni di un supermercato locale. I militari della Stazione dei Carabinieri di Potenza Picena hanno denunciato a piede libero un 49enne originario di Pavia, già detenuto presso la casa circondariale lombarda, con l’accusa di favoreggiamento personale.
I fatti risalgono alla mattinata del 18 agosto 2025, quando alcuni malviventi, approfittando dell’orario di apertura, si sono introdotti negli uffici dell’esercizio commerciale agendo con rapidità e precisione. Dopo aver individuato le chiavi della cassaforte, nascoste all’interno di una cassettiera, sono riusciti ad asportare circa 21mila euro in contanti, per poi fuggire a bordo di un’auto.
Determinante per le indagini è stata l’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, sia pubblici che privati, che ha consentito di individuare il veicolo utilizzato per la fuga, già descritto nei dettagli dalla vittima. L’auto è risultata intestata al 49enne pavese.
Convocato dai militari per fornire chiarimenti, l’uomo avrebbe però reso dichiarazioni ritenute non veritiere, nel tentativo di sviare le indagini e favorire gli autori del furto. Nonostante ciò, il lavoro degli investigatori ha permesso di ricostruire il quadro e contestargli il reato di favoreggiamento.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, proseguono per risalire ai complici e agli esecutori materiali del colpo.
Torna anche per il 2026 il soggiorno marino dedicato agli over 65 maceratesi promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Macerata in collaborazione con IRCR Macerata. Si parte il 26 maggio e fino al 6 giugno i partecipanti soggiorneranno presso l’Hotel Italia di Pineto (TE) per 12 giorni di vacanza all’insegna del benessere, della socialità e del relax.
L’appuntamento si inserisce nel più ampio percorso di iniziative dedicate all’invecchiamento attivo promosse dall’Assessorato - tra cui Tourgustando e Protetti Insieme - nate per offrire ai cittadini più longevi occasioni di incontro, condivisione e partecipazione alla vita di comunità.
"Anche quest’anno il soggiorno marino – ha dichiarato la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Francesca D’Alessandro – rappresenta un’opportunità preziosa per favorire il benessere e la socializzazione dei nostri concittadini Over 65. Non si tratta soltanto di una vacanza, ma di un’esperienza che permette di coltivare positivamente relazioni, vivere momenti di serenità e rafforzare quel senso di comunità che è alla base delle nostre politiche sociali".
Anche il presidente di IRCR Macerata, Amedeo Gravina, valorizza "La collaborazione con il Comune che ci permette di promuovere insieme progetti che mettono al centro la qualità della vita delle persone. Il soggiorno marino è un’iniziativa sempre molto apprezzata perché unisce il piacere della vacanza alla possibilità di condividere esperienze e momenti di socialità. Investire in proposte dedicate alla Terza Età significa riconoscere il valore di una parte importante della nostra comunità".
Il soggiorno prevede 12 giorni di permanenza con sistemazione in camera doppia presso l’Hotel Italia di Pineto al costo complessivo di 781 euro pro-capite.
Sono disponibili 50 posti, riservati ai residenti nel Comune di Macerata. Eventuali richieste da parte di cittadini non residenti potranno essere accolte, in caso di disponibilità residua, con una compartecipazione alle spese pari a 30 euro.
Per partecipare è necessario compilare la domanda di iscrizione e presentare un certificato medico che attesti l’idoneità fisica al soggiorno.
Le iscrizioni potranno essere effettuate da lunedì 23 marzo a partire dalle ore 9.00 presso lo Sportello InformAnziani IRCR in piazza Mazzini 38.
Recanati si prepara ad accogliere “InChiostri – libri, immagini e saperi”, il festival letterario e artistico dedicato all’editoria indipendente, all’illustrazione e ai saperi creativi contemporanei in programma sabato 21 e domenica 22 marzo 2026. Due giornate ricche di appuntamenti culturali, dalle ore 10 alle 19, negli spazi suggestivi dei chiostri recanatesi di Palazzo Venieri, Sant’Agostino e del Centro Mondiale della Poesia.
Il festival proporrà oltre 20 eventi tra presentazioni di libri, incontri con autori e illustratori, mostre di illustrazione e arti visive, proiezioni, laboratori creativi aperti ad adulti e bambini e un market dedicato all’editoria indipendente e alla grafica d’autore, con la partecipazione di 14 espositori.
In programma anche laboratori dedicati alle tecniche dell’inchiostro e della stampa, dalla calligrafia alla preparazione di inchiostri naturali per bambini, fino alle tecniche di stampa manuale.
Il festival sarà preceduto da un’anteprima giovedì 19 marzo alle ore 17 presso la Biblioteca Comunale di Recanati con lo storico dell’arte Stefano Papetti, curatore delle Collezioni Comunali di Ascoli Piceno, che terrà la conferenza “Un angolo di Toscana a Recanati: Giuliano da Majano e il cortile di Palazzo Venieri”. Seguirà l’intervento della giornalista e curatrice d’arte Nikla Cingolani con “InChiostro: dove la pietra incontra il segno”, un percorso tra architettura, scrittura e arti visive dedicato al dialogo tra gli spazi dei chiostri e le diverse forme dell’espressione artistica legate all’inchiostro.
Tra gli ospiti del festival sarà presente lo scrittore Fabio Bacà, autore Adelphi e già finalista al Premio Campiello e al Premio Strega, che presenterà il suo ultimo libro “L’era dell’Acquario” (2025). Parteciperà inoltre la scrittrice e critica letteraria Giulia Ciarapica, firma culturale della rubrica "Mille e un libro" di Rai Uno, di Huffington Post Italia e collaboratrice de Il Messaggero e Il Foglio, che presenterà il volume “Chi dà luce rischia il buio” pubblicato da Rizzoli.
Per la sezione dedicata alle arti visive il festival ospiterà Simone Massi, tra i più importanti autori italiani di cinema d’animazione, vincitore del David di Donatello e di numerosi Nastri d’Argento, che ha recentemente raggiunto il traguardo del millesimo premio in carriera nei principali festival internazionali. A InChiostri presenterà una selezione di nove cortometraggi d’autore.
Interverrà inoltre Tommaso Gomez, set designer e art director che ha collaborato con una delle principali realtà dell’animazione italiana, con un dialogo dedicato al disegno tradizionale come spazio narrativo, dalla scenografia teatrale all’animazione.
Uno spazio sarà dedicato anche ai più giovani con l’intervento di Maria Elena Chiodo, esperta di politiche per l’istruzione, la ricerca e lo sviluppo per il team Europe Direct della Commissione Europea, che presenterà Europa Creativa, il programma dell’Unione Europea a sostegno di autori e artisti contemporanei. Seguirà il dialogo con Maddalena Albiero, insignita del titolo di Alfiere della Repubblica dal Presidente della Repubblica, e con la giovane book influencer Valeria Scatasta, dedicato alla lettura e alla scrittura tra le nuove generazioni.
Nel programma di domenica 22 marzo si inserisce inoltre, presso Palazzo Venieri, la presentazione del libro “Il Natale di un bambino nel Galles” di Dylan Thomas (Giaconi Editore), a cura di Stella Sacchini. Interverranno il dirigente Scolastico Ermanno Bracalente e i docenti Enrica Cerquoni, Jacopo Pannocchia e Sauro Savelli. Il volume è arricchito dalla traduzione degli studenti del Liceo Linguistico “G. Leopardi” di Recanati e dalle illustrazioni degli alunni della Stamperia Venieri del medesimo istituto.
A chiudere la giornata di domenica saranno due appuntamenti dedicati alla spiritualità: la presentazione del libro illustrato “Cammino. Sulle orme di San Francesco” dell’illustratore Federico Buratti, edito da Giaconi Editore, e un dialogo con Jonatal Carducci, in arte Jona, tatuatore e artigiano che porta avanti la tradizione del tatuaggio religioso legata al santuario di Loreto.
Dopo il successo della prima tappa del 21 novembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata, il roadshow "Restare, partire, tornare" prosegue il suo viaggio nell'Appennino centrale e il 19 e 20 marzo arriva nel Piceno con tre workshop dedicati ai giovani dai 18 ai 35 anni: Castignano, Folignano e Montedinove. Un'iniziativa promossa dal Commissario di Governo per la Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 insieme al Ministro per lo sport e i giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale che punta a trasformare la ricostruzione fisica dei territori in una vera e propria rinascita sociale ed economica attraverso il protagonismo delle nuove generazioni.
La ricostruzione genera lavoro e sviluppo: i numeri del rilancio I dati della ricostruzione dimostrano come l'investimento sui territori del cratere stia producendo effetti concreti sul tessuto economico e occupazionale. Nelle Marche sono stati erogati circa 5,4 miliardi di euro su un totale di 8,5 miliardi concessi per la ricostruzione privata, con 8.200 cantieri conclusi e 6.200 ancora in corso. Un risultato straordinario che testimonia una capacità operativa in costante crescita e conferma come le risorse stanziate stiano trovando concreta applicazione sul territorio. Ma è soprattutto l'impatto occupazionale a raccontare la portata di questa rinascita: secondo i dati del Cresme, sono stati creati oltre 15.000 nuovi posti di lavoro nell'area del cratere, di cui 8.521 nelle Marche, 4.631 in Abruzzo, 1.233 nel Lazio e 913 in Umbria. Un incremento del 12,4% tra il 2022 e il 2024 che testimonia come la ricostruzione non sia solo una risposta all'emergenza, ma un vero e proprio motore di sviluppo. Altrettanto significativo è l'aumento del reddito disponibile pro capite, cresciuto del 10,9% nell'area del cratere rispetto al 6,7% del resto d'Italia. Nelle Marche, in particolare, l'incremento ha raggiunto il 12,3%, confermando la capacità dei territori colpiti dal sisma di trasformare le risorse della ricostruzione in opportunità concrete per cittadini e imprese. "Questi numeri raccontano l'impegno concreto di cittadini, professionisti, imprese e istituzioni", ha dichiarato il commissario Castelli. "La strategia messa in campo punta a fare della ricostruzione non solo un'operazione edilizia, ma un'opportunità di sviluppo sostenibile e innovativo, capace di contrastare lo spopolamento e ridare futuro ai nostri territori".
NextAppennino e le politiche per i giovani Fondamentale in questo processo è il programma NextAppennino, finanziato con 2 miliardi di euro dal Piano Complementare al PNRR. Attraverso incentivi mirati, il programma ha già supportato quasi 1.400 imprese con 565 milioni di euro destinati a sostenere investimenti, innovazione e capacità competitiva. Di questi, 277 milioni sono già stati sbloccati per finanziare 1.280 progetti nei territori colpiti, di cui 161 milioni destinati alle Marche. "La ricostruzione finalmente sbloccata, i progetti di NextAppennino, i bandi per l'autoimprenditorialità giovanile che stiamo preparando: tutto questo non è retorica, è metodo, è strategia", ha ribadito Castelli. L'obiettivo dichiarato è chiaro: fare in modo che restare e fare impresa nel cratere non sia una scelta eroica, ma un'opportunità reale. La Regione Marche condivide e sostiene questa visione. "I giovani dell'Appennino non hanno bisogno di essere convinti a restare: hanno bisogno di trovare le condizioni per farlo. Questi workshop sono un segnale concreto che le istituzioni ci sono e che credono nel protagonismo delle nuove generazioni come motore di rinascita per i nostri territori", ha sottolineato Tiziano Consoli, assessore alle politiche giovanili della Regione Marche.
Tre workshop, tre comunità, un unico futuro È in questo contesto che si inseriscono i workshop di Castignano (giovedì 19 marzo, ore 15.30–18.30, Centro Polifunzionale Comunale "Predaia"), Folignano (venerdì 20 marzo, ore 10.00–13.00, Società Polisportiva Belvedere) e Montedinove (venerdì 20 marzo, ore 15.30–18.30, Centro Accoglienza Turistica), pensati come laboratori di partecipazione attiva per giovani dai 18 ai 35 anni. Attraverso testimonianze di imprenditori locali che hanno scelto di rimanere o tornare nei propri territori, talk ispirazionali e tavoli di lavoro facilitati con metodologie di design thinking, i partecipanti saranno guidati a trasformare idee in progetti concreti.
A Castignano – sul tema "Abitare il Paesaggio: oltre la città-metropoli, un nuovo equilibrio tra natura, storia e comunità" – interverranno il sindaco Fabio Polini, il commissario Guido Castelli, l'sssessore alle politiche giovanili della Regione Marche Tiziano Consoli e Giulio Brandimarti, Innovation Manager della Rete incubatori "InCentro". Il laboratorio di innovazione sarà condotto dall'Architetto e PhD Simone Porfiri (Unicam – SAAD).
A Folignano – sul tema "Fare rete oltre il centro: cosa succederebbe se smettessimo di guardare fuori e iniziassimo a connettere ciò che c'è dentro" – prenderanno la parola il sindaco Matteo Terrani, il commissario Guido Castelli, l'assessore Tiziano Consoli e l'Arch. Roberto Giacomucci, designer vincitore del Compasso d'Oro International Award 2025. Il workshop di co-progettazione sarà facilitato dal Designer e PhD Marco Manfra (Unicam – SAAD).
A Montedinove – sul tema "Vivere e lavorare nelle aree interne: e se il futuro fosse nei piccoli borghi?" – interverranno il sindaco Antonio Del Duca, il commissario Guido Castelli, l'assessore Tiziano Consoli, oltre a testimonianze di restanza dal territorio. Il laboratorio sarà guidato dall'Architetto e PhD Francesco Conti (Unicam – SAAD). I tre comuni – inseriti nell'elenco dei 138 territori colpiti dal sisma del 2016 – rappresentano esempi significativi di comunità che, nonostante le difficoltà, hanno saputo mantenere viva una prospettiva di futuro. Qui i giovani potranno confrontarsi con storie di multifunzionalità agricola, agricoltura rigenerativa e turismo responsabile, scoprendo come competenze, innovazione e radicamento territoriale possano diventare leva di sviluppo.
Dall'emergenza alla rigenerazione: un modello per il Paese Dal sisma del 2016 a oggi, il percorso è stato lungo e complesso: oltre 4.000 nuclei familiari sono tornati nelle proprie abitazioni negli ultimi tre anni, ma circa 10.000 nuclei – oltre 20.000 persone – restano ancora in attesa di una sistemazione definitiva. Per il commissario Castelli, "c'è ancora molto da fare e nessuna distrazione è possibile", ma i progressi compiuti dimostrano che "il declino dei territori non è inevitabile" e che "un nuovo sviluppo, basato su sicurezza, sostenibilità e legalità, può garantire la rinascita del Centro Italia". Il progetto "Ripartiamo Insieme" si propone quindi come un ponte tra ricostruzione materiale e rigenerazione sociale: un'occasione per valorizzare l'energia creativa dei giovani, stimolare l'autoimprenditorialità e costruire reti di collaborazione che possano trasformare l'Appennino centrale in un laboratorio di innovazione e di buone pratiche replicabili in tutto il Paese.
Ancona – È la città dorica a conquistare il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 con il dossier “Ancona. Questo adesso”, annunciato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. La città riceverà un contributo di 1 milione di euro per realizzare il proprio progetto culturale.
La commissione giudicatrice ha definito “eccellente” il dossier presentato dal Comune, lodando il modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità locale e apertura internazionale. Il progetto si distingue per rigenerazione urbana, inclusione e capacità di coinvolgere un pubblico ampio e diversificato, dai giovani agli enti territoriali. La strategia complessiva è stata giudicata coerente con un impatto significativo sul tessuto socio-economico della città, con particolare attenzione alla dimensione europea e mediterranea.
Il dossier, ispirato alle parole del poeta locale Francesco Scarabicchi, si sviluppa in quattro macroaree tematiche che, insieme all’avatar di Venere, anticamente protettrice del Duomo di Ancona, individuano nella città l’epicentro culturale ed economico dell’Adriatico e crocevia di percorsi verso Oriente. Il progetto intende valorizzare il rapporto tra infrastrutture e comunità, il recupero dei monumenti e degli spazi culturali storici – come la Pinacoteca e il Museo archeologico nazionale – il Parco urbano del Cardeto e il Parco regionale del Conero, e i progetti digitali e linguaggi creativi delle nuove generazioni.
“Sono emozionato – commenta Dante Ferretti, scenografo tre volte premio Oscar e direttore artistico di uno dei progetti principali, il Museo della Civiltà del Mare Adriatico – Ancona è nel mio cuore: qui è nata la mia carriera con i primi film e l’ispirazione per Fellini in E la nave va. Questa vittoria è una grande occasione: la città ha nel mare, nella storia e nella luce un’energia creativa unica. Sarò testimonial della sua bellezza, trasformando il patrimonio adriatico in narrazione cinematografica universale”.
Con questa vittoria, Ancona si candida a diventare un modello di progettazione culturale innovativa e condivisa, unendo storia, arte e contemporaneità in un percorso di crescita sostenibile e partecipata.
(Foto di Enrico Matteucci tratta da Wikipedia)