Si chiude ufficialmente una delle vicende più sentite nel cuore di Sefro. Il Comune e l'Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche hanno siglato un accordo di collaborazione che mette fine alle divergenze legali riguardanti l'immobile e la storica piazzetta del borgo. La priorità, condivisa da entrambe le istituzioni, è ora la rivitalizzazione del centro sociale e aggregativo del paese.
La trattativa, seguita per l'amministrazione dal sindaco Pietro Tapanelli e dal presidente del Consiglio Alessandro Midei, ha portato a una soluzione di comune accordo. Il Comune ha scelto di rinunciare all'azione di usucapione a fronte di un impegno preciso della Curia: destinare l’immobile a scopi comunitari.
L'elemento centrale dell'intesa riguarda il primo piano della struttura, che sarà destinato alla riapertura di un bar. Un servizio individuato come essenziale per contrastare l’isolamento e restituire un punto di ritrovo vitale ai residenti di Sefro. Fondamentale, per la formalizzazione dell'atto, è stato il lavoro dei legali Marco Bottacchiari (per il Comune) e Simone Longhi (per l'Arcidiocesi).
Un ruolo chiave nello sblocco della vertenza è stato giocato da Lino Rossi. Noto imprenditore, già sindaco di Sefro e figura storica del territorio, Rossi ha agito come mediatore tra le parti. La sua autorevolezza ha permesso di superare le criticità legali, facilitando il dialogo con l'Arcidiocesi e con l'arcivescovo Francesco Massara.
"Siamo grati a Lino Rossi per l’impegno personale che ha permesso di sbloccare la situazione - ha dichiarato il sindaco Tapanelli -. L'impegno garantito dalla Curia per la riapertura del bar risponde a una necessità assoluta del nostro paese. Sapere che la comunità potrà tornare a disporre di questo spazio di socialità è il risultato che più ci premeva ottenere". L'amministrazione auspica ora che l'iter per l'avvio dell'attività possa procedere in tempi brevi.

nubi sparse (MC)
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