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DATI LEGAMBIENTE - Pesaro città più vivibile delle Marche: scalzata Macerata al primo posto

DATI LEGAMBIENTE - Pesaro città più vivibile delle Marche: scalzata Macerata al primo posto

Pesaro è la città più vivibile delle Marche. La città di Rossini, dopo diversi anni, è riuscita a scalzare Macerata dalla prima posizione. È quanto emerge da Ecosistema Urbano 2019, la ricerca di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulle performance ambientali dei capoluoghi di provincia presentato oggi a Mantova. Piazzandosi al 6° posto della classifica nazionale, Pesaro fa un bel balzo in avanti in classifica (era infatti 17° lo scorso anno): migliora nei tre indici relativi agli inquinanti atmosferici che erano già ampiamente entro i limiti, diminuisce leggermente nei consumi idrici pro capite e scende al di sotto del 30% di acqua persa dalla rete (è al 27,6%, era al 32,1% lo scorso anno).  Al 15° posto della classifica nazionale, Macerata si distingue positivamente riguardo la raccolta differenziata dei rifiuti. Si conferma, infatti, prima tra le città marchigiane con il raggiungimento del 75,5% di RD, continuando a crescere rispetto allo scorso anno ed è tra le migliori a livello nazionale per quanto riguarda la percentuale di abitanti serviti dalla raccolta porta a porta (91,9%). La città dello Sferisterio, inoltre, risulta virtuosa per la percentuale di dispersione di acqua in rete, riuscendo a contenere le perdite sotto il 15%. A pesare sulla città, invece, la scarsa presenza di piste ciclabili e di aree pedonali, rispettivamente 1,42 metri equivalenti/100 abitanti e 0,23 mq/abitante. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, Pesaro e Macerata presentano nel complesso performance sufficienti, mentre quelle di Ancona e Ascoli Piceno risultano, purtroppo, ancora non del tutto sufficienti.   "È nelle città che si gioca la sfida cruciale dei cambiamenti climatici, perché lì si produce oltre la metà delle emissioni di gas serra. Per andare oltre gli impegni presi con l’Accordo di Parigi del 2015 non basta quanto si sta facendo – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche –. Va impressa un’accelerazione alla transizione energetica, vanno spinte le città a correggere in chiave ecologica l’edilizia e i rifiuti, i trasporti e l’industria, creando occupazione, green e circular economy, stimolando la domanda di prodotti eco-compatibili, di consumi sostenibili, lo sviluppo di filiere agroalimentari di qualità e a basso impatto ambientale. Per fare questo, è fondamentale che, a livello locale, Amministrazioni, cittadini e associazioni si mobilitino per lavorare insieme alla costruzione di città migliori e più desiderabili. Chiediamo, dunque, a tutti gli enti locali di promuovere politiche capaci di favorire l’innovazione, la sostenibilità e la rigenerazione urbana".  Sono 18 gli indicatori selezionati quest’anno per confrontare tra loro i 104 capoluoghi di provincia italiani. L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva copre sei principali componenti ambientali presenti in una città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Tre indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre sulla gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso che ne fa la popolazione), tre sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto, piste ciclabili e isole pedonali), uno sul verde urbano, uno sull’incidentalità stradale, uno sulle energie rinnovabili e uno sull’uso efficiente del suolo. Anche quest’anno è stato inserito l’indicatore relativo alla presenza di alberi in area urbana, dato che tutti i comuni sopra i 15mila abitanti sarebbero tenuti a contabilizzare, come previsto dalla legge 10/2013. Nel computo complessivo va considerata infine l’assegnazione di un punteggio addizionale (in termini di punti percentuali aggiuntivi) per quelle città che si contraddistinguono in termini di politiche innovative, gestione efficiente delle risorse e risultati raggiunti in quattro ambiti: recupero e gestione acque, ciclo dei rifiuti, efficienza di gestione del trasporto pubblico, modal share.

28/10/2019 11:40
San Severino, doppio intervento  di sistemazione dei marciapiedi in viale Mazzini: 240mila euro di lavori

San Severino, doppio intervento di sistemazione dei marciapiedi in viale Mazzini: 240mila euro di lavori

Il Comune di San Severino Marche ha avviato un doppio intervento di manutenzione straordinaria in viale Mazzini per la sistemazione dei percorsi pedonali. Le opere interesseranno il rifacimento dei marciapiedi, l’abbattimento delle barriere architettoniche ma anche la sistemazione della pubblica illuminazione con la posa in opera di nuovi corpi illuminanti fino via San Michele e la sostituzione delle vecchie lampade con nuove lampade a led. Si procederà in due stralci e con due interventi che cercheranno di evitare al massimo i disagi alla circolazione. Il primo cantiere interesserà l’efficientamento energetico fino a via San Michele, sul lato opposto alla stazione ferroviaria, per un importo complessivo di 160mila euro. Le opere, affidate all’impresa Mecella di Matelica, sono già iniziate. L’intervento è stato finanziato mediante le risorse messe a disposizione dal Decreto Crescita e coinvolgerà, per la parte riguardante i lavori elettrici, anche la municipalizzata Assem Spa. Successivamente si procederà al risanamento del marciapiede sul lato sinistro di viale Mazzini, lato Unione Montana, dove la pavimentazione presenta diversi dissesti e avvallamenti. L’intervento prevede la rimozione dei cartelli di segnaletica stradale verticale, la demolizione della pavimentazione di finitura del marciapiede, la rimozione del calcestruzzo ammalorato di base della pavimentazione, la rimozione e il ripristino dei cordoli in travertino dissestati, il rifacimento della superficie di fondo e la sistemazione di nuove mattonelle in cemento a copertura. Le opere, per un importo complessivo di 80mila euro circa, sono state progettate dall’ufficio Ricostruzione del Comune di San Severino Marche e finanziate con fondi per la sistemazione della pubblica illuminazione e la viabilità e con fondi destinati all’abbattimento della barriere architettoniche.

28/10/2019 10:51
Macerata, congresso territoriale dell'Arci: Bianchini riconfermato presidente

Macerata, congresso territoriale dell'Arci: Bianchini riconfermato presidente

Un momento di condivisione, di partecipazione democratica e di grande trasparenza: tutto questo è stato il Congresso Territoriale di Arci Macerata che si è svolto sabato 26 ottobre presso la sede provinciale di via Verdi. Un incontro a cui hanno partecipato i Presidenti e i delegati dei circoli del territorio, i membri del direttivo uscente, i rappresentanti di enti, realtà ed istituzioni della provincia. Nel suo intervento iniziale, Massimiliano Sport Bianchini, che è stato riconfermato presidente all’unanimità dall’assemblea, ha sottolineato la forte crisi che sta vivendo l’intero mondo associativo, dovuta ad un forte individualismo e alla mancanza di una visione collettiva. Non aiuta certo la nuova riforma del Terzo Settore, che impone modifiche formali e nuove procedure macchinose ai comitati dirigenti e ai circoli stessi. Tali modifiche, necessarie in tempi brevi, sono state presentate alla platea congressuale, che le ha poi votate. Bianchini ha però voluto sottolineare come Arci sia pronta alle sfide di questi anni, sotto tutti i punti di vista. "Arci ha iniziato da tempo un percorso di rafforzamento nella tutela associativa, grazie alla presenza di professionisti veri che si occupano di tutti gli aspetti formali e burocratici, soprattutto per quello che riguarda l’attività dei circoli. La nostra associazione cresce più delle altre in questo momento, e nella Regione Marche contiamo di arrivare, nel 2020, a quota 35.000 soci. Il Comitato di Macerata è cresciuto del 30% nell’ultimo anno, con quasi 4.000 soci, con la media tesserati più giovane della Regione, e a breve diventerà il primo comitato delle Marche, grazie al lavoro dei circoli e del Direttivo". Presentate all’assemblea anche le numerose attività progettuali che Arci Macerata ha portato avanti in questi quattro anni, molte delle quali aventi come obiettivo la rivalutazione delle aree interne dopo il sisma. In questo senso è stato creato un solido rapporto con l’associazione francese Secours Populaire, che è intervenuta direttamente in aiuto alle aziende dell’entroterra, e va registrata la partecipazione a numerosi bandi di progetto che si sono poi trasformati in attività all’interno dei circoli. "Ciò che abbiamo ricercato e che ancora cercheremo - ha proseguito Bianchini - è la forte presenza nel territorio. Voglio ribadire ancora una volta il lavoro straordinario svolto dal Direttivo uscente. Saranno anni di sperimentazione e di costruzione di una nuova rete di rapporti, che speriamo possa portare anche ad una sempre più stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale. Proprio per questo abbiamo voluto mantenere attivo un Direttivo progettuale, nonostante la riforma non lo prevedesse". I tre sindacati intervenuti, CGIL, CISL, UIL, sono stati concordi sulla necessità di ricreare un clima di fiducia in provincia, che possa poi tramutarsi in costruzione di legami sociali partendo dalle piccole realtà, concetto poi ripreso anche da Fabio Corradini dell’ACLI. Interventi anche per Lorenzo Marconi di ANPI e Michele Verolo di Sinistra Italiana, che hanno posto come obiettivo quello di mantenere attiva la rete antifascista maceratese, e per Amnesty International che ha voluto porre l’attenzione sul bisogno di attivismo da parte dei più giovani. Per il Comune di Macerata erano invece presenti Federica Curzi (Assessore alle politiche giovanili) e Luciano Pantanetti (Presidente del Consiglio Comunale). "Un momento democratico e un’occasione da non perdere per confrontarci sul presente e per progettare insieme il futuro», ha dichiarato la Curzi, mentre Pantanetti (che in passato ha ricoperto l’incarico di Presidente di Arci Macerata) ha voluto ribadire come la storica Associazione continui a «pensare e vivere la società secondo i principi della collegialità e della libera espressione del pensiero". Al termine dell’incontro, tutti i circoli hanno presentato le proprie attività (la campagna tesseramento per il nuovo anno si è aperta all’inizio del mese di ottobre), sia quelle realizzate in questi anni e sia quelle che sono in cantiere. "Quelle dei circoli - ha ricordato Bianchini - sono state attività che hanno avuto un valore per tutto il tessuto sociale e per il territorio, e su questa strada vogliamo proseguire nei prossimi anni". Infine sono stati nominati i delegati al prossimo Congresso Regionale, in programma l’11 gennaio 2020.

28/10/2019 09:58
Tolentino, al Politeama il convegno “A tre anni dal sisma. Prospettive”

Tolentino, al Politeama il convegno “A tre anni dal sisma. Prospettive”

A tre anni dal sisma il Rotary organizza un convegno a Tolentino, al Politeama, per il prossimo 30 ottobre, nel giorno della ricorrenza del terremoto di tre anni fa, che creò tanti danni in città, nel maceratese e nel centro Italia. L'inizio dell'incontro è previsto per le 21:30. Relatori del convegno “A tre anni dal sisma. Prospettive” saranno Paola Passeri, presidente del Collegio dei geometri di Macerata; Vittorio Lanciani, presidente dell'Ordine degli architetti di Macerata; Piero Farabollini, commissario straordinario sisma 2016; Cesare Spuri, direttore Ufficio speciale ricostruzione. È prevista anche la presenza di Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione civile. L'evento sarà valido ai fini della formazione continua obbligatoria, con 2 crediti, per gli architetti e i geometri. L'iniziativa è organizzata dal Rotary di Tolentino insieme ai club di Macerata, Macerata “Matteo Ricci”, Civitanova Marche, Camerino, Recanati, Montegranaro, Porto San Giorgio, Alto Fermano Sibillini, Fermo. “Un messaggio forte alle istituzioni, guardando al futuro, affinché la fase della ricostruzione possa avvenire il più veloce possibile” affermano i componenti dei vari Rotary club regionali.      

28/10/2019 08:57
Noccioleti nel Maceratese, Italia Nostra: "Il vuoto della pianificazione lascia il territorio alla mercé del più forte"

Noccioleti nel Maceratese, Italia Nostra: "Il vuoto della pianificazione lascia il territorio alla mercé del più forte"

  "La regione Marche, purtroppo, non brilla in termini di pianificazione. Tutt’altro. E da qui deriva la nostra preoccupazione". Una notizia quella dei nuovi noccioleti in provincia di Macerata (LEGGI QUI), che ha destato forte interesse, ma soprattutto preoccupazione, per la Sezione di Macerata Italia Nostra. "Abbiamo una legge regionale urbanistica . proseguono - del 1992 quando tutte le altre regioni d’Italia hanno normative in ambito di gestione del territorio molto più avanzate e moderne; abbiamo un piano paesistico ambientale del 1989 tanto disatteso quanto superato e adeguato solo preliminarmente alle prescrizioni del codice del paesaggio del 2004; una norma regionale di impatto sugli impianti fotovoltaici uscita solo nel 2010, quando oramai le nostre campagne erano già state ampiamente devastate; per giungere infine alla mitica e vergognosa VIA ex post del 2013 con cui si autorizzò, in provincia di Macerata, la realizzazione di due impianti a biogas precedentemente realizzati." "Alla fine stanno arrivando: i noccioleti, richiesti da due multinazionali come la Ferrero e la Loacher, muovono i loro primi passi nei nostri territori. Apprendiamo da fonti giornalistiche che la cooperativa agricola Montesanto di Potenza Picena sta per iniziare l’impianto di questi arboreti in terreni di sua proprietà in zone imprecisate dell’entroterra maceratese - spiega Italia Nostra -. Non ne sappiamo l’estensione, ma durante la presentazione del progetto “Nocciola Italia” della Ferrero (tenutasi lo scorso 12 aprile all’abbadia di Fiastra e organizzata proprio insieme alla stessa Montesanto) si parlava di appezzamenti minimi da 100 ettari che, per diventare remunerativi dovrebbero arrivare ad almeno 500 ettari. Per le Marche, la Ferrero si aspettava l’adesione di almeno 1000 ettari di territorio tramite la sottoscrizione di un contratto della durata ventennale. È invece della scorsa estate la presentazione a Matelica del progetto “Nocciole insieme” della Loacher ma non ne conosciamo lo stato di attuazione e le adesioni in termini di estensioni di territorio (si parlava durante la presentazione del progetto di un’azienda potenzialmente interessata a Loro Piceno di 120-150 ettari)." "Ora, quanto sta avvenendo accende le nostre preoccupazioni anche se, vogliamo dirlo sin da subito, qui nessuno è contrario alla coltivazione dei noccioleti - proseguono -. Siamo infatti convinti che ogni attività agricola svolga un’importante funzione di manutenzione del territorio ma, affinché tale opera abbia risvolti realmente positivi su tutto l’ambiente, è necessario che quell’attività sia sostenibile. Cosa significa che i nuovi noccioleti devono essere sostenibili? Nelle scienze ambientali ed economiche, è sostenibile quell’attività in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. Un ecosistema in equilibrio è implicitamente sostenibile. Da quanto appena detto appare evidente la centralità della pianificazione territoriale, quell’attività amministrativa al cui interno vengono compiute delle scelte per il futuro di un territorio alla ricerca di quell’equilibrio: la nuova coltivazione porterà dei cambiamenti i cui impatti possibili dovrebbero essere dimensionati, valutati all’interno di un sistema complessivo e, se necessario, risarciti o mitigati con interventi compensativi, affinché le generazioni successive possano ancora godere di quell’ambiente." "Anche nel caso dei noccioleti i presupposti non sono purtroppo incoraggianti. Durante la presentazione del progetto della Ferrero si parlò della redazione preliminare a qualsiasi nuovo impianto di una carta della vocazionalità, una mappa dei terreni con i requisiti necessari per la coltivazione delle nocciole. Noi non ne abbiamo notizia: qualcuno dei gentili lettori ne ha qualcuna? - si chiedono -. Chiudiamo facendo nostro l’appello che Alice Rohrwacher rivolse all’inizio di quest’anno ai presidenti di Umbria, Toscana e Lazio, regioni nei cui territori la nota regista rilevò i pesanti danni inflitti al paesaggio proprio dal massiccio impianto di nuovi noccioleti: “Scrivo nella speranza di trovare sia un’istituzione che abbia a cuore il proprio territorio e chi lo abita, sia una politica desiderosa e capace di pensare uno sviluppo vero e comunitario, sostenibile per tutti… Quali saranno i contraccolpi di un cambiamento così radicale del paesaggio, quali saranno le conseguenze dei trattamenti, dei fertilizzanti, dei diserbanti di una coltura così intensiva? Sono state fatte le dovute valutazioni di impatto ambientale, sulla salute pubblica, sulle preziose falde acquifere, sulle relazioni socio-economiche, sul turismo, per trasformazioni di tali vastità? Sono state coinvolte le istituzioni competenti, le Università, i comitati, la società civile per valutare se questa trasformazione sia davvero positiva per il territorio nel suo insieme? Se ritengono positivi tali cambiamenti, invito i tre presidenti a spiegarli a me e alle tante persone come me che assistono attonite a questa trasformazione. Se invece condividono le nostre preoccupazioni, agiscano quanto prima nel riprogettare le politiche di sviluppo di un territorio che appartiene a tutti noi. Attendiamo fiduciosi le risposte dei nostri amministratori" conclude Italia Nostra.

27/10/2019 21:40
Caldarola, due colpi di pistola nell’ufficio del vice sindaco: interrogazione in Consiglio

Caldarola, due colpi di pistola nell’ufficio del vice sindaco: interrogazione in Consiglio

Due colpi di pistola. Uno contro una parete del container e uno a terra. Sarebbero stati sparati accidentalmente dal vice sindaco di Caldarola Giovanni Ciarlantini lo scorso 31 luglio, all’interno del suo ufficio, attualmente spostato provvisoriamente in un container. La vicenda è passata sotto silenzio per alcuni mesi finché i consiglieri di minoranza non hanno deciso di proporre, per martedì prossimo, un’interrogazione in Consiglio su quanto accaduto. Sull’episodio inoltre starebbero indagando anche i carabinieri della locale stazione. Ma facciamo un passo indietro. Tre mesi fa, mercoledì 31 luglio, un agente della Polizia locale, prossimo alla pensione, ha consegnato le sue due pistole d’ordinanza, custodite nei rispettivi contenitori originali, al primo cittadino di Caldarola Luca Giuseppetti. Il sindaco, ricevute le due armi nel suo ufficio all’interno del container, le ha consegnate al suo vice, affidando a lui, la consegna all’armeria. Il vice sindaco Ciarlantini, assessore con delega alla Polizia locale, sempre stando a quanto ricostruito dalla minoranza, mentre si trovava all’interno del suo ufficio (nell’area container), per cause al vaglio degli inquirenti, avrebbe premuto, sembra accidentalmente, il grilletto, facendo esplodere due colpi. Il secondo sembra alla presenza di un dipendente comunale. Tre mesi di silenzio quindi finché i consiglieri di minoranza non hanno deciso di vederci chiaro. Martedì si discuterà in Consiglio quanto accaduto il 31 luglio. Il primo cittadino Giuseppetti fa sapere che “se fossero davvero questi i problemi di cui discutere allora sono fortunato ad avere questa minoranza. Con tutte le difficoltà conseguenti al sisma dobbiamo stare dietro a queste cose?”. “Forse c’è stata superficialità su quanto accaduto, da entrambe le parti – ha spiegato Giuseppetti -. Sono stati esplosi due colpi ma non c’è stato nessun problema e il vice sindaco ha agito in un container mentre era da solo. Non credo dovremmo perdere tempo in Consiglio a parlare di questo.”

27/10/2019 21:22
"Il fiume va, sa dove andare", doppio appuntamento con Legambiente nel Maceratese

"Il fiume va, sa dove andare", doppio appuntamento con Legambiente nel Maceratese

Prosegue la collaborazione fra Coop Alleanza 3.0 e Legambiente Marche il progetto per la sensibilizzazione degli abitanti di Fermo e del Maceratese che realizza interventi formativi, visite guidate a tema ambientale sui fiumi Chienti, Potenza e Tenna per tutelare la risorsa acqua e combattere l’inquinamento. Con “Il fiume va, sa dove andare”, Legambiente Marche, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0 intendono porre all’attenzione delle comunità locali lo stato attuale dei fiumi Chienti, Potenza e Tenna, collegandoli a quello che sono stati e hanno rappresentato nel passato, e ponendo le basi per gli scenari futuri, nel pieno rispetto dei temi dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile. Il progetto è volto a informare e a sensibilizzare gli abitanti del territorio, partendo dal mondo della scuola, con attività pratiche sulle rive dei fiumi e sulla costa, documentando il tutto con fotografie tradizionali e digitali e servendosi di tutti gli strumenti tecnologici a disposizione per la più ampia diffusione del progetto. “Il fiume va, sa dove andare” si inserisce fra le 60 iniziative promosse dalla Cooperativa a sostegno della risorsa acqua: Coop Alleanza 3.0 ha deciso di sostenere l’ambiente con iniziative di associazioni locali impegnate per la tutela di mari e fiumi, la lotta all’inquinamento, l’educazione verso le scuole e le famiglie. L’attività è finanziata grazie a “1 x tutti e 4 x te”: l’1% del valore degli acquisti dei prodotti Coop, in questo caso i prodotti della linea viviverde, permette a soci e consumatori di sostenere queste iniziative ambientali sui territori in cui la cooperativa opera. “L’ambiente è da sempre al centro dell’attenzione di Coop Alleanza 3.0 – dice Meri Marziali presidente della zona soci di Macerata Fermo - dalla vendita di prodotti biologici ed ecologici alla gestione sostenibile di energia ed acqua, dalla lotta agli sprechi agli incontri di sensibilizzazione”. Le due iniziative di sensibilizzazione si sono svolte a Macerata presso l’Abbadia di Fiastra e a San Severino Marche presso Elcito, coinvolgendo volontari di Legambiente, di Coop Alleanza 3.0, di alcune associazioni locali e con il supporto logistico del Cosmari.   “Il progetto prosegue nella sua fase di sensibilizzazione, toccando le città di Macerata e San Severino Marche - ha dichiarato Marco Ciarulli, Direttore Legambiente Marche Onlus -. La difesa del nostro pianeta deve essere una priorità e la tutela degli ecosistemi fluviali passa anche da quest’importante progetto che unisce cittadinanza attiva ad ambientalismo scientifico.” Sono stati rinvenuti numerosissimi rifiuti, soprattutto quelli tipici della vita di tutti i giorni, come bottiglie di plastica, flaconi per l’igiene intima, residui di imballaggi alimentari. In particolare, a San Severino Marche sono stati rinvenuti numerosi pneumatici esausti, non solo di automobili, ma anche di camion e  trattori. “Noi cerchiamo di dare l’esempio con attività di educazione ambientale e di prevenzione - ha dichiarato Luca Maria Cristini, Socio e membro del direttivo del Circolo Legambiente “Il grillo” –. Speriamo che le istituzioni e i cittadini tutti ci seguano su questo terreno. La partecipazione di tanti volontari, di varie associazioni, tra cui il costituendo Gruppo Masci di San Severino Marche e il supporto dell'amministrazione cittadina attraverso il gruppo comunale di protezione civile, ci fanno ben sperare”. Il prossimo appuntamento è previsto per martedì 29 ottobre, presso Il Parco del Ruzzodromo di Fermo.

27/10/2019 17:39
D.L. sisma, Federcontribuenti: “Comuni attuino norma su strutture abitative temporanee”

D.L. sisma, Federcontribuenti: “Comuni attuino norma su strutture abitative temporanee”

"Come per il Lazio, con la Legge Pirozzi, chiediamo che i comuni del 'cratere', in base alla legge 'sblocca cantiere', diano la possiblità per i proprietari di seconde case, dichiarate inagibili, che non hanno usufruito del Contributo di Autonoma Sistemazione (Cas), nè sono stati assegnatari di Soluzione abitativa in emergenza (Sae) di installare, fino alla completa ricostruzione dell'immobile, strutture abitative temporanee e amovibili, al fine di scongiurare fenomeni di abbandono e conseguente impoverimento economico''. Lo chiede Federcontribuenti, che ha approvato un documento del segretario regionale delle Marche, Maria Teresa Nori. ''Ci sono già alcuni comuni che lo stanno facendo - spiega Nori - come Visso e Castelsant'Angelo sul Nera, ma noi chiediamo a tutti i comuni interessati che facciano in modo che ai privati sia data l'opportunità di mettere su una casetta temporanea in modo da continuare a vivere il territorio e la montagna. Ovvero dare il via libera ai residenti delle seconde case che nel terreno di loro proprietà vogliano mettere una casetta mobile, in cui alloggiare in quei luoghi nel periodo di vacanza''.

27/10/2019 13:26
Tre anni dal sisma, a Pieve Torina una fiaccolata per non dimenticare

Tre anni dal sisma, a Pieve Torina una fiaccolata per non dimenticare

Alle 18.30 passeggiata dentro la zona rossa, con momenti di riflessione, musica ed un appello al Presidente della Repubblica perché mantenga vivo il ricordo del dramma del sisma e l’impegno delle istituzioni.  Mercoledì 30 ottobre la gente di Pieve Torina sarà nuovamente in strada per una manifestazione che vuole onorare l'impegno di un'intera comunità contro il dramma del sisma ed i suoi effetti nefandi. "Questo non è un paese morto bensì, nonostante tutto, vivo e che vuole continuare a vivere e a trovare una prospettiva di sviluppo. Qui ci sono persone che non hanno voluto piegarsi al triste destino dell'abbandono. Qui c'è un popolo che ha deciso di rimboccarsi le maniche e fare di tutto per dare un futuro al paese e al territorio. Ma tutto questo non basta se l'attenzione e l'impegno delle istituzioni viene meno. Ecco il perché di questa fiaccolata tra le vie della zona rossa del nostro piccolo centro storico, a tre anni dalle scosse di fine ottobre 2016: per ricordare che c'è ancora molto da fare per ricostruire e restituire un'anima a Pieve Torina". Alessandro Gentilucci, sindaco della città, invita tutti i suoi concittadini a partecipare. "È un modo per dare insieme un segnale forte di richiesta di attenzione, per non dimenticare mai la tragedia che ci ha colpiti. E per questo sottoscriveremo un appello alle istituzioni, in primis il presidente della Repubblica Mattarella, perché si faccia garante dell'impegno dello Stato verso una realtà che merita rispetto e considerazione - spiega -. La strada per la ricostruzione è lunga e difficoltosa, ma noi siamo qui a testimoniare che è possibile ed anzi necessaria se non vogliamo vedere morire questi meravigliosi luoghi che l'uomo abita da millenni". Si partirà alle 18.30 dalla sede del vecchio municipio dove, dopo un breve saluto del sindaco, sarà data lettura di alcuni pensieri sul sisma scritti dai bambini e verranno consegnate simbolicamente delle candele. Si procederà poi a piedi lungo la zona rossa con una sosta davanti alla chiesa ed un’altra breve riflessione, e infine la conclusione alla scuola “Mons. Paoletti” dove il tutto si concluderà con l'apposizione delle firme di chi vorrà su un documento scritto che contiene un appello per non dimenticare, che verrà inviato al presidente Mattarella. "A conclusione della camminata, nata da un’idea di più persone tra cui Simonetta Mogliani, verranno suonate alcune musiche per celebrare la bellezza di questi luoghi, bellezza che resiste, nonostante il terremoto, e che vogliamo difendere ad ogni costo continuando a viverci dentro". Chiosa così il sindaco, da sempre in prima linea sul fronte della ricostruzione, "consapevole che sarà una sfida lunga e difficile da vincere, ma che insieme possiamo farcela". L'invito rivolto a tutti è dunque quello di partecipare numerosi e magari di coinvolgere non solo gli abitanti di Pieve Torina ma chiunque vorrà mostrare la propria vicinanza alle popolazioni ferite dal sisma.    

27/10/2019 12:20
Approvato il D.L. per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma: ecco tutte le novità

Approvato il D.L. per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma: ecco tutte le novità

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avvocato Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa all’approvazione del decreto-legge recante disposizioni per l’accelerazione e il completamento della ricostruzione nei territori colpiti da sisma del 2016. Ecco l’analisi svolta dell’avvocato Oberdan Pantana su ciò che è stato introdotto. La recente approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, ci offre la possibilità di illustrare le effettive modifiche apportate al precedente Decreto –legge n. 189/2016, a fronte della comprovata necessità ed urgenza di disporre interventi per il superamento della situazione emergenziale e la conseguente adozione di misure straordinarie e derogatorie per l’accelerazione delle procedure di realizzazione di siffatti interventi, in ordine alla ricostruzione materiale delle zone colpite dal sisma del 2016 e all’assistenza alla popolazione interessata, al fine di garantire condizioni socio-abitative più adeguate ed una efficace ripresa economica. In particolare, i punti principali del provvedimento composto da 11 articoli, riguardano innanzitutto la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d’emergenza, dichiarato in conseguenza del sisma che ha colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, oltre all’erogazione di 380 milioni per il 2019, provenienti dal Fondo per le emergenze nazionali previsto nel codice della Protezione Civile, e di altri 345 milioni per il 2020, mediante l’utilizzo delle risorse disponibili sulla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario. Inoltre, vengono introdotte importanti novità anche sul fronte dei pagamenti delle ritenute fiscali, contributi previdenziali e assistenziali, oltre ai premi dell’assicurazione, i quali dovranno essere adempiuti dalla popolazioni colpite a partire dal 15 gennaio 2020, nel limite del 50% degli importi totali dovuti; in aggiunta, accogliendo le richieste manifestate dagli esponenti dei territori interessati, è stata prevista la riduzione del 60% degli importi da restituire in relazione alla c.d. “busta paga pesante”, ovvero il taglio degli oneri fiscali, previdenziali e assistenziali che erano stati sospesi dall'agosto del 2016 a tutto il 2017, i quali dovranno essere restituiti nella misura ridotta del 40%. Tema centrale del nuovo decreto-legge, è costituito, parimenti, dai nuovi incentivi economici per i professionisti e le imprese che decidono di investire nelle zone colpite dal sisma, per i quali è prevista l’anticipazione del 50% delle spese, oltre all’estensione del pacchetto di agevolazioni Resto al Sud 2019, con un aumento delle risorse di 20 milioni di euro rispetto a quelle già assegnate dal Cipe, al fine di favorire la rinascita dell’imprenditoria locale e stimolare le imprese di altre Regioni ad estendersi nelle zone terremotate. Infine, il nuovo testo normativo interviene sulla ricostruzione degli edifici pubblici attribuendo la priorità agli edifici scolastici i quali, se inizialmente ubicati nei centri storici, dovranno essere ripristinati nel luogo d’origine per favorirne il ripopolamento, oltre alla tematica dello smaltimento delle macerie, per la quale il Governo fissa il nuovo termine al 31 dicembre 2019 per l’aggiornamento dei siti di stoccaggio di ogni Regione e, in mancanza di una intesa, autorizza comunque il Commissario straordinario a realizzare tale aggiornamento, superando un’eventuale situazione di stallo. Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

27/10/2019 10:00
Torna a parlare la famiglia di Pamela Mastropietro: "Si faccia chiarezza sulle comunità di recupero"

Torna a parlare la famiglia di Pamela Mastropietro: "Si faccia chiarezza sulle comunità di recupero"

Torna a farsi sentire la famiglia di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata, nel gennaio 2018, e lo fa chiedendo chiarezza sulla gestione delle strutture di recupero, come la Pars di Corridonia, la comunità da dove si era allontanata andando poi incontro alla sua tragica fine. “Per affrontare una questione delicata come quella delle sostanze stupefacenti, anche in una ottica di impegno sociale collettivo, occorre riflettere a 360 gradi su tutti gli aspetti, ivi compreso, quindi, quello delle strutture a cui poi, i tossicodipendenti o i pazienti a doppia diagnosi (come nel caso di Pamela) vengono sovente affidati – scrivono in post sulla loro pagina facebook, “La voce di Pamela Mastropietro” -. “Strutture che – aggiungono - nella maggior parte dei casi (come quella dove era ricoverata Pamela), godono pure di importanti sovvenzioni pubbliche”. “In nome di una analisi più completa e coerente, da donare a noi ed a tutti - continuano - , vorremmo chiedere, da questa pagina, ai vari politici, da quelli del comune di Corridonia, a quelli regionali, a quelli nazionali, se sia normale che, dopo oltre un anno dal suo deposito, non abbia ancora trovato risposta, per quanto a nostra conoscenza, nè scritta nè orale, l'interrogazione n. 672 presentata in data 25 luglio 2018 al Consiglio Regionale Marche, a iniziativa dei Consiglieri Leonardi e Malaigia, con cui si chiedeva lumi su questi interrogativi: se dopo i tragici fatti di Pamela siano state eseguiti ispezioni, accertamenti e controlli come di competenza del Servizio Regionale, dell'Area Vasta e del suo relativo Dipartimento; se la risposta al precedente punto è positiva: quali sono i risultati delle relative ispezioni, dei controlli e delle verifiche ai sensi della normativa vigente; se in precedenza al fatto di cronaca di cui in oggetto siano state fatte ispezioni e verifiche, di che tipo e quali accertamenti siano scaturiti dalle medesime, nonché quali determinazioni successive siano state messe in atto;quante e di che tipologia, sono, rispettivamente, le segnalazioni pervenute al competente servizio regionale, al Servizio Salute, alla competente Area Vasta e al relativo Dipartimento, su disfunzioni, richiesta di verifiche, esposti, lamentele, diffide, anche ai sensi della DGR 109/2015 e ss.m.ii.; quali siano i livelli di finanziamento di questa struttura da parte dell’Amministrazione regionale ed i risultati ottenuti a fronte delle rette corrisposte dalla Regione; facendo seguito al punto che precede, se e come, questa Amministrazione vigili sul regolare svolgimento dell’esercizio di recupero degli utenti da parte della suddetta Comunità". Sul fronte della giustizia ricordiamo la condanna in primo grado all’ergastolo, per l’omicidio di Pamela, di Innocent Oseghale e l’archiviazione in via definitiva per gli altri due nigeriani Desmond Lucky e Lucky Awelima.

26/10/2019 17:58
A Caldarola un incontro sul tema dell'azzardopatia

A Caldarola un incontro sul tema dell'azzardopatia

Nella giornata di ieri, venerdì 25 ottobre, l’Amministrazione di Caldarola ha organizzato, presso la sala polifunzionale “Tonelli”, un incontro aperto a tutti per parlare di azzardopatia, la dipendenza dal gioco d’azzardo. Da non confondere con la ludopatia, sempre una dipendenza dal gioco, ma ancora più grave perché prevede l’impegno di importanti cifre economiche che hanno mandato in fallimento intere famiglie e aziende a causa di una patologia non riconosciuta e difficile da gestire. All’incontro, aperto dai saluti del Vice Sindaco Giovanni Ciarlantini e della Consigliera Teresa Minnucci, erano presenti lo psichiatra Gianni Giuli, Direttore del dipartimento dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 3 di Macerata, e il Consigliere Regionale Luca Marconi promotore della legge contro il gioco d’azzardo patologico e di un piano triennale di interventi, recentemente approvato, che prevede fondi in favore di 8 differenti progetti legati alla prevenzione e alla presa in carico dei soggetti colpiti da questa patologia. Lo Psichiatra Giuli ha affrontato il problema sul piano emotivo, sottolineando quanto incida, la dipendenza da gioco, sulla sfera personale, la mente è sempre più concentrata sull’azzardo facendoti perdere di vista la famiglia, il lavoro, le amicizie, avviluppandoti in uno stato di falsa euforia quando si vince (statisticamente molto raramente) e di  profondo sconforto quando si perde (praticamente nella maggior parte dei casi). La legge Regionale ha posto diversi paletti, come la distanza da scuole o bancomat e la riduzione delle ore di gioco, facendo balenare subito agli occhi un dato importante, in poco tempo la percentuale del montepremi giocato è scesa del 16.2%. L’obiettivo è di fare molto di più, cercare di limitare le giocate quotidiane a disposizione di ogni singolo cittadini, legare le slot macchine al codice fiscale per avere la certezza che gli scommettitori siano maggiorenni e molti altri progetti. Tornando ai dati statistici la nostra provincia ha un triste primato, il Comune di Civitanova è secondo in Italia per la quantità di soldi spesi nelle sale Slot. Una media pro capite per ogni cittadino di €4.000 annui. Inoltre in provincia la fascia d’età dei giocatori tra i 15 e i 19 anni vede una percentuale di quasi il 17% nonostante sia vietato il gioco ai minori. Un dato assolutamente allarmante. Secondo il Consigliere Regionale Marconi è una dipendenza assai più pericolosa del tabagismo e dell’alcolismo perché non viene vissuta come un pericolo, capita spesso di vedere nonni acquistare gratta e vinci per i nipoti senza capire che si instradano i più piccoli verso una pericolosissima spirale. “L'azzardopatia è una malattia dell’anima - ha affermato Marconi - e la cura deve far leva sulla volontà, deve partire principalmente dal dipendente da gioco che invece, spesso, non capisce di avere una patologia”. Sempre da indagini fatte, soprattutto sui più giovani, è emerso che l’inizio di una dipendenza è favorito dalla disponibilità economica sin da piccoli, come ad esempio una paghetta, da non demonizzare ma è fondamentale tenere sotto controllo l’impiego di tale disponibilità economica. Altra dipendenza che apre ad altre forme di assoggettamento ben più gravi e quella dai social, si inizia sempre più in tenera età a dover tenere costantemente sotto controllo lo smatphone senza capire realmente che ne diventiamo sempre più dipendenti. L’incontro di ieri quindi era rivolto principalmente ai giovani ma nell’affrontare queste problematiche è fondamentale una cerchia di amici e parenti attenta ad ogni cambiamento delle possibili vittime dell'azzardo patia, pronta ad intervenire in sostegno del paziente, ed è solo conoscendo il problema che si può capire quando e come intervenire.

26/10/2019 17:07
Strada Provinciale "Sant'Angelo - Monte San Martino": lavori per 200mila euro

Strada Provinciale "Sant'Angelo - Monte San Martino": lavori per 200mila euro

La Provincia di Macerata ha avviato la progettazione degli interventi sulle provinciali da effettuare nel 2020 con i 2 milioni e mezzo di euro messi a disposizione dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), previsti dal programma quinquennale 2018-2023 delle opere pubbliche per la sicurezza stradale. Dopo aver concluso i lavori dell’anno in corso programmati con tali risorse, l’ufficio tecnico dell’Amministrazione ha subito iniziato l’iter per essere in grado di emettere bandi di gara e appalti entro la fine di dicembre e poter così completare le procedure entro la primavera 2020. Il primo progetto esecutivo approvato riguarda la strada provinciale 113 “Sant’Angelo - Monte San Martino”, arteria dell’entroterra già interessata da più interventi negli ultimi anni. Il progetto, dell’importo complessivo di 200mila euro, riguarda principalmente il risanamento di vari tratti della provinciale, che in buona parte ricadono nel comune di Penna San Giovanni, e anche la sistemazione della regimentazione delle acque. Il rifacimento del manto stradale permetterà così di aumentare la sicurezza stradale, ridurre la manutenzione ordinaria ed eliminare gli eventuali pericoli dovuti al fondo stradale più usurato, che sarà rifatto.

26/10/2019 15:15
San Severino, il sindaco Piermattei a Roma per la manifestazione "La terra non trema"

San Severino, il sindaco Piermattei a Roma per la manifestazione "La terra non trema"

Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha preso parte oggi a Roma all’iniziativa, promossa da Coldiretti, “La terra non trema. Il coraggio dei contadini”. La manifestazione ha visto allestire al Circo Massimo un grande mercato dove sono state presentate le eccellenze salvate dal sisma a tre anni esatti dalle scosse di terremoto che, nell’ottobre 2016, sconvolse l’intero centro Italia. Per le Marche anche la vice presidente della Regione e assessore all’Agricoltura, Anna Casini, e diversi altri sindaci giunti dalle varie province. Agricoltori, allevatori e pastori dei Comuni terremotati hanno lasciato per un giorno le campagne per portare nella Capitale i propri prodotti che sono stati presentati in piazza di Sant’Anastasia insieme ai simboli di un territorio che fatica a rialzarsi.  Con il primo cittadino settempedano erano presenti alla manifestazione romana, negli stands allestiti da Coldiretti, anche il presidente provinciale della stessa Confederazione nazionale dei coltivatori diretti, Francesco Fucili, il direttore, Giordano Nasini, e alcuni agricoltori, allevatori e produttori locali tra cui il titolare della cantina fattoria Duri, Dante Duri, e due giovani settempedani che, proprio in questo periodo, hanno avviato nuove attività agricole: Simone Fattobene del birrificio agricolo “L’Ultimo Piceno” e Juri Piermattei de “La Dolce San Severino”. Il sindaco nel corso della manifestazione ha avuto anche modo di incontrare il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, alla quale ha chiesto aiuti e supporto per un territorio alle prese con il dopoterremoto, con una delle più importanti estensioni dell’intera regione Marche, ma anche con difficoltà legate alla viabilità. Difficoltà che a San Severino Marche, comunque, non sembrano essere riuscite a frenare fino ad oggi l’agricoltura che resta uno dei settori trainanti per l’economia locale. Ad accompagnare la partecipazione del primo cittadino settempedano, che alla manifestazione di Coldiretti ha pure incontrato il sindaco di Roma Virginia Raggi, era presente pure il gonfalone del Comune.  La responsabile del dicastero dell’Agricoltura nel corso dell’iniziativa ha avuto modo di ricordare il Decreto terremoto di recente approvato, sottolineando: “Esso rappresenta un segnale di attenzione che in Parlamento dovrà essere rafforzarlo. Anche per il mondo agricolo. Alle Regioni proporrò un Gruppo di lavoro comune insieme al Ministero per un Piano di rinascita agricola – ha spiegato la ministra, aggiungendo subito dopo -. Credo che la creazione di uno o più distretti del cibo possa aiutare”.

26/10/2019 13:39
San Severino, bando per sistemare percorsi pedonali e aree verdi di Castello al Monte

San Severino, bando per sistemare percorsi pedonali e aree verdi di Castello al Monte

L’ufficio tecnico di San Severino Marche ha avviato la predisposizione del progetto di ristrutturazione, salvaguardia e valorizzazione dei percorsi pedonali e delle aree verdi delle pendici di Castello al Monte. L’intervento ha come obiettivo quello di restituire alla città una zona particolarmente bella dal punto di vista ambientale e paesaggistico. In passato l’area era stata interessata da opere di sistemazione dei percorsi pedonali e dell’illuminazione con la pulizia del verde e la realizzazione di balaustre di protezione in legno. Trascorsi ormai diversi anni tutta la zona, però, presenta uno stato di degrado con alberi caduti, alberi secchi e rami spezzati, staccionate di protezione crollate e percorsi invasi dalla vegetazione e dai rovi.  Oltre alla pulizia del sottobosco e al taglio dell’erba si procederà all’abbattimento delle essenze arboree infestanti, al taglio delle piante secche, di quelle in stato precario di stabilità, al ripristino dei percorsi pedonali con rifacimento delle staccionate in legno e alla sistemazione dell'illuminazione pubblica oltre che alla manutenzione e all’eventuale sostituzione delle panchine con montaggio di cestini portarifiuti per raccolta differenziata. Il Comune ha anche emesso un avviso pubblico finalizzato all’acquisizione di manifestazioni di interesse per l’effettuazione dei lavori tramite affidamento diretto. Le offerte vanno presentate entro il 2 novembre all’ufficio Protocollo. Per i lavori è stato previsto un impegno finanziario di 66.809,58 euro.

26/10/2019 12:30
San Severino, verrà benedetta la fontana in ricordo del piccolo Simone

San Severino, verrà benedetta la fontana in ricordo del piccolo Simone

Dopo la cerimonia di inaugurazione e intitolazione a Simone Forconi, il tredicenne ucciso dalla mamma alla vigilia di Natale di cinque anni fa, verrà benedetta nel pomeriggio di oggi, 26 ottobre, alle ore 17:15, la fontana installata all’interno della nuova area giochi, nel parco pubblico di via Lorenzo d’Alessandro a San Severino Marche. Alla cerimonia, che sarà officiata da don Luca Ferro, prenderanno parte anche il sindaco Rosa Piermattei, il papà di Simone Enrico Forconi, e i familiari che hanno voluto destinare all’associazione Help Sos Famiglia e Salute un contributo per l’acquisto di  una pavimentazione anti trauma di cui sarà dotato uno spazio esterno all’asilo Gentili, scuola che il piccolo aveva frequentato in passato. Proprio oggi Simone avrebbe compiuto 18 anni. La famiglia ha per questo fortemente voluto che in questa occasione così speciale il loro congiunto fosse ricordato anche con una santa messa che sarà celebrata alle ore 18:30, dopo la cerimonia di benedizione della fontana a lui intitolata, al santuario della Madonna dei Lumi. La fontana, un manufatto in pietra del peso di 15 quintali è arrivato a San Severino Marche grazie alla donazione di un gruppo di amici pugliesi che, dopo il terremoto, hanno fatto arrivare la loro solidarietà un po’ in tutto il Maceratese colpito dalle scosse realizzando campi da calcetto e spazi giochi per i più piccoli. Nello spazio giochi di via Lorenzo d’Alessandro a giugno erano entrati in funzione anche scivoli ed altalene ricevuti, come la fontana e gli altri allestimenti, dall’associazione di volontariato Help Sos Famiglia e Salute.

26/10/2019 12:10
Grande festa a Muccia. Inaugurata la nuova chiesa di San Biagio: tornano a suonare le campane (FOTOGALLERY e VIDEO)

Grande festa a Muccia. Inaugurata la nuova chiesa di San Biagio: tornano a suonare le campane (FOTOGALLERY e VIDEO)

Grande giornata di festa ieri a Muccia per l'inaugurazione della nuova chiesa di San Biagio, donata dal CNS, nell'area SAE di Pian Di Giove. Si è trattato di un piccolo, ma indispensabile passo verso un lento ritorno alla normalità.  Un centro di aggregazione indispensabile in un territorio come quello di Muccia che ha subito gravi danni a seguito delle scosse del terremoto del 2016, come sottolineato dal sindaco Mario Baroni: "È una giornata importante per tutta la nostra comunità. Sentivamo la mancanza di un luogo di ritrovo come questo: la situazione nei container era diventata insostenibile. Ho sollecitato il commissario Farabollini (presente a Muccia, ndr) a velocizzare la ricostruzione, in particolare quella delle opere pubbliche: il municipio, la casa di riposo e il teatro. La proroga dello stato di emergenza è un fatto positivo, ma che si dia il 60% di abbuono a chi ha preso la "busta paga pesante" è esagerato. Chi ha avuto lo stipendio non ha bisogno di questi regali. Guido Picchio è stato il trascinatore della costruzione della nuova chiesa".  L'Arcivescovo di Camerino Francesco Massara ha officiato la cerimonia di consacrazione della nuova chiesa, assieme a Don Giovanni Fabbrizi, parroco di Muccia;  Padre Felice, parroco del Bambin Gesù di Polidoro; Don Giuseppe Branchesi, parroco di Santa Maria in Selva e Don Eraldo Pittori.  "Inauguriamo un luogo di culto che è in mezzo alle case della gente: un segno di gioia e speranza" ha sottolineato il vescovo Massara, che nella giornata di ieri ha ritrovato il paparazzo più famoso del mondo, Rino Barilllari: i due si erano conosciuti in Calabria, di cui entrambi sono originari. Un momento di amarcord. Il "King" del gossip, grande amico di Guido Picchio, è giunto direttamentre da Roma per partecipare all'inaugurazione.  Dal palco l'evento è stato condotto magistralmente da Marco Moscatelli, mentre i polentari di Santa Maria in Selva, capeggiati da Don Giuseppe Branchesi hanno offerto ai presenti le proprie prelibatezze. Si è anche danzato sulle note dell'orchestra di Roberto Carpineti.  All'inagurazione hanno partecipato il prefetto di Macerata Iolanda Rolli, il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini, il questore di Macerata Antonio Pignataro, gli onorevoli Mirella Emiliozzi e Tullio Patassini,  il Presidente del Consiglio di Gestione del CNS Alessandro Hinna.  (Foto di Lucia Montecchiari) 

26/10/2019 11:58
"Terre in Moto Marche" dà il benvenuto al premier Conte: "3 anni di nulla e macerie" (FOTO)

"Terre in Moto Marche" dà il benvenuto al premier Conte: "3 anni di nulla e macerie" (FOTO)

Il 26 ottobre è un giorno simbolico per chi ha vissuto sulla propria pelle il sisma 2016/2017 perché proprio oggi, tre anni fa, fortissime scosse colpirono l’Appennino. Oggi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà ad Ancona e questa notte "Terre in Moto Marche" ha voluto dargli il benvenuto affiggendo dei messaggi chiari, nel capoluogo come in altri comuni dell’Appennino, in cui si certifica - anzi si autocertifica – lo stato delle cose nel cratere: "Autocertifico: 3 anni di nulla e macerie, 4 governi: sappiamo chi è Stato" (vedi foto sotto).  "D’altra parte nel recente (ennesimo) Decreto Sisma varato proprio in settimana è stato introdotto lo strumento dell’autocertificazione. Noi non abbiamo voluto perdere tempo e abbiamo utilizzato immediatamente questa utile semplificazione per dire alcune cose" sottolineano i rappresentanti della rete "Terre in Moto Marche". Nata nel territorio colpito dal sisma 2016/2017, la rete "Terre in Moto Marche" è intervenuta negli ultimi tre anni - congiuntamente ad altre associazioni, comitati e singoli - in merito alle problematiche relative alla gestione paradossale del post-terremoto, alla ricostruzione assente e ai molti tentativi speculativi tutt’ora in corso di progettazione. In merito al recente decreto legge sul sisma promulgato il 24 ottobre scorso, i rappresentanti di "Terre in Moto Marche" dichiarano che: "È inammissibile lo stato in cui versa il territorio. I quattro governi che si sono succeduti fino ad ora (e tutti i partiti politici che ne hanno fatto parte) hanno creato una serie di strumenti completamente inadatti alla gestione della situazione. Non accettiamo che a fronte della ricostruzione assente vengano avallati, progettati, realizzati, interventi speculativi che danneggiano ulteriormente il territorio già in ginocchio. I terremotati non possono essere usati solo come strumento di campagna elettorale o come termine di paragone per speculazioni politiche al fine di attaccare altre fasce più deboli della popolazione. Non accettiamo l’applicazione delle Leggi Sicurezza (votate anche da parte dell’attuale maggioranza e tutt’ora in vigore) che colpiscono proprio chi vorrebbe far valere i propri diritti protestando legittimamente contro lo stato in cui versa il territorio. L’ennesima proroga dello stato di emergenza certifica il fallimento di quanto fatto fino ad ora".

26/10/2019 11:26
26 ottobre 2016, Tre anni dopo: intervista al geologo Unicam Emanuele Tondi

26 ottobre 2016, Tre anni dopo: intervista al geologo Unicam Emanuele Tondi

Erano le 19:11 del 26 ottobre del 2016 quando una scossa di magnitudo 5.4, e successivamente, alle ore 21:18, una di magnitudo 5.9, colpirono nuovamente il centro Italia già martoriato dal terremoto del 24 agosto. Ma la terra non si sarebbe fermata lì. Una scossa di magnitudo 6.5, con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, è stata poi registrata quattro giorni dopo, la mattina del 30 ottobre, alle 7:40. Un sisma che il presidente dell'Anci Marche Maurizio Mangialardi ha definito "l'evento più distruttivo dalla Seconda Guerra Mondiale". Cosa è successo nel 2016, cosa sta succedendo oggi, cosa ci dobbiamo aspettare e cosa possiamo (e dobbiamo) fare per prevenire. A queste domande oggi, a tre anni esatti di distanza dalle prime scosse di ottobre, ha risposto il geologo Unicam Emanuele Tondi.   Professore, se da una parte la ricostruzione sembra essere ferma, dall'altra invece le scosse di terremoto, anche se di rado rispetto al primo anno, tornano a farsi sentire. Possiamo quindi supporre che lo sciame sismico (come lei stesso aveva già riferito alcuni mesi fa), non sia mai terminato? Dopo un evento sismico principale chiamato "mainshock", segue una più o meno lunga sequenza di “aftershocks” (conosciuti come terremoti di “assestamento”), che può dirsi conclusa solo quando i terremoti, sia in termini di frequenza (numero) che di magnitudo (energia), tornano ai parametri pre-“mainshock”. La sequenza sismica in Italia centrale non è terminata. Infatti, anche se non percepiti perché di piccola magnitudo, i terremoti sono ancora più numerosi del periodo pre-24 agosto 2016.   Cosa è accaduto esattamente il 24 agosto del 2016 e poi il 26 e 30 ottobre? Il nostro Appennino è sottoposto a sforzi tettonici che determinano, nei primi 10-15 km di spessore, la rottura fragile della crosta terrestre. Questa rottura si esplica con la formazione o la riattivazione delle faglie, che altro non sono che fratture degli ammassi rocciosi. Una di queste è la Faglia del Monte Vettore-Monte Bove. Il 24 agosto e poi il 26 e 30 ottobre 2016 la faglia ha ceduto, nel senso che è stata superata la forza di attrito che teneva fermi i due blocchi di roccia poi scivolati l'uno rispetto all'altro lungo la faglia stessa.   Professore, un fenomeno di portata epocale che ha coinvolto quattro Regioni e che qualcuno ha definito la più grande tragedia dalla Seconda Guerra Mondiale. Cosa di dobbiamo aspettare ora e cosa ci dobbiamo aspettare soprattutto a lungo termine. Si può parlare di un vero e proprio cambiamento della geografia del Centro Italia? Quello che è successo nel 2016-2017 è di portata epocale solo se consideriamo il periodo storico attuale o, al massimo, contemporaneo. Già non lo è più per un periodo di tempo più lungo, in quanto eventi di simile intensità si sono verificati in centro Italia altre due volte nell’ultimo millennio, intorno al 1700 e al 1350. Se poi andiamo a considerare intervalli temporali tipici dei processi geologici diventa un fenomeno comune. La geografia dei territori muta, per fortuna, con “tempi geologici” e questo ultimo evento ne rappresenta solo una piccolissima frazione.   I terremoti non si posso prevedere, questo purtroppo lo sappiamo tutti. Ci sono però delle tecnologie che, in un futuro prossimo, potranno aiutarci nella prevenzione? Se si come? Di che strumenti si tratta? Cosa si può sapere sui terremoti è più che sufficiente per la prevenzione. Sappiamo dove si possono verificare e con che intensità massima. Quello che manca è la volontà, da parte di tutti. Poi è vero che prima di un evento sismico importante ci possono essere dei fenomeni detti “precursori”, come la variazione della portata delle sorgenti e del chimismo delle acque, fuoriuscite anomale di gas dal sottosuolo, aumento della sismicità, etc. La ricerca scientifica è molto attiva al riguardo, anche grazie alle nuove tecnologie, ma sono fenomeni legati a numerose variabili e ancora non possono essere usati in termini di protezione civile. Nel senso che a volte si verificano questi fenomeni ma non si verifica il terremoto, o si verifica dopo anni. In altri casi questi fenomeni si verificano in un’area e il terremoto in un’altra.   Una domanda che forse ogni cittadino del Centro Italia le avrebbe fatto come prima: dobbiamo aspettarci (sempre rimanendo nel campo delle ipotesi) altre forti scosse? Per quanto riguarda l'area epicentrale dei forti eventi sismici di tre anni fa, come detto, stiamo ancora nell'ambito della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016. Generalmente gli “aftershocks” più forti (che possono arrivare fino ad un grado, circa, di magnitudo in meno del “mainshock”) si generano subito e, con il passare del tempo, tendono ad essere sempre più piccoli e meno numerosi. Tuttavia, anche se poco probabile, una ripresa è possibile anche a distanza di anni. Nelle aree esterne a questa zona, si possono verificare eventi importanti sempre, come in tutte le zone in Italia ad alta pericolosità sismica.   I cambiamenti climatici sono dei fattori che possono aggravare la situazione di un Paese che, già da sé, vanta un elevato rischio sismico? I cambiamenti climatici possono far aumentare il rischio idrogeologico che, sommato al rischio sismico, aggrava sicuramente la situazione.   Professore, ricostruire edifici antisismici e a norma può evitarci il dover parlare, tra alcuni anni, ancora di queste tragedie? Se ci fosse la volontà di fare prevenzione in maniera efficace il lavoro da fare sarebbe comunque lungo e impegnativo, soprattutto per ridurre la vulnerabilità degli edifici storici ed esistenti. Ma se non c'è nemmeno la volontà, allora diventa impossibile.   IL VIDEO GIRATO DA PICCHIO NEWS LA NOTTE DEL 27 OTTOBRE 2016 A VISSO:

26/10/2019 10:06
Convegno sulla differenziata a Caldarola (FOTO)

Convegno sulla differenziata a Caldarola (FOTO)

Importante appuntamento quello di ieri, giovedì 24 ottobre, dedicato alla raccolta differenziata nel territorio del Comune di Caldarola. Presso la sala “Tonelli” si è svolto un convegno sulle modalità della raccolta, sulle opportunità che il corretto smaltimento possono creare, sulle innovazioni che il Co.Sma.Ri. ha in cantiere per il prossimo futuro e su quanto l’Amministrazione comunale voglia mettere in campo per migliorare tale attività. Presenti all'incontro Sandro Bisonni, Vice Presidente III commissione consiliare Governo del territorio della Regione Marche; Francesca Pulcini, presidente Lega Ambiente; Luca Romagnoli rappresentante del Co.Sma.Ri.; Beatrice Donati, titolare della Be–ars, azienda che realizza arredi unici esclusivamente a mano con materiale recuperato e riciclato.  Dopo il saluto dell’Amministrazione, da parte del Vice Sindaco Giovanni Ciarlantini,  è stato precisato da parte di Valentino Lampa - sulla base di dati tecnici - come la raccolta differenziata in ambito comunale abbia avuto nel corso degli anni una flessione, magari condizionata anche dal sisma, ma sicuramente una situazione a cui bisogna fare fronte per dare una svolta positiva. I saluti e i complimenti per l’organizzazione della serata da parte del consigliere regionale Bisonni e della Presidente Pulcini hanno anticipato l’intervento più corposo e significativo effettuato da parte di Luca Romagnoli, per conto del Co.Sma.Ri. Beatrice Donati in ultimo ha spiegato come un rifiuto può diventare una risorsa, ha mostrato alcune delle sue opere manufatte con il riciclato di pellame e parlato della sua attività. Estrema soddisfazione per la serata da parte dell’Amministrazione, la prima che nelle Marche ha sposato e, a suo modo anticipato, la legge regionale sulla Plastic free, di cui il consigliere Bisonni ne ha assunto la paternità.  A breve verrà installata a Caldarola la cosiddetta “Casa dell’Acqua” e anche questo è un passaggio importante per l’abbattimento della produzione dei rifiuti. Si vuole cambiare rotta, soprattutto concretizzando con fatti, le idee di cui spesso si parla.

25/10/2019 18:50
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