Due abitazioni, in via Monte Catria, sono tornate agibili dopo le scosse di terremoto dell’ottobre 2016 a seguito del ricorso al cosiddetto “Sisma bonus” da parte dei proprietari che si sono visti revocare parzialmente dal sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, l’Ordinanza di inagibilità dell’edificio composto da una terza proprietà dove dovranno ancora essere ultimati alcuni lavori di riparazione del danno.
Le opere che hanno interessato l’immobile hanno consentito un rinforzo strutturale localizzato ma anche la riparazione dei danni provocati dal sisma.
Si è tenuto nelle tarda mattinata oggi presso la sala Giunta della Prefettura di Macerata in Piazza della Libertà l'incontro tra il nuovo Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini, il governatore Luca Ceriscioli e i Prefetti di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
Ceriscioli e Legnini hanno poi interloquito nella stessa sede una delegazione della Conferenza episcopale marchigiana e successivamente con i Rettori delle Università di Macerata, Camerino e Ancona ma al termine della prima parte della giornata il Commissario ha fatto il punto sull'incontro con tutti i prefetti: "E' sta una riunione molto positiva e fruttuosa - esordisce il Commissario Legnini -. I prefetti mi hanno illustrato l'attuale situazione sia sul versante della ricostruzione pubblica sia su quello relativo al controllo della legalità in merito al contrasto alle infiltrazioni che fortunatamente non si stanno manifestando in questa fase "
"Abbiamo inoltre fatto il punto sulle esigenze riguardanti le province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno e io ai rispettivi Prefetti ho potuto indicare quali saranno le linee generali dei miei primi giorni di lavoro che comunque in questo momento sono molto condizionati dalle limitazioni ministeriali, a cui tutti dobbiamo prestare attenzione, relative all' emergenza Coronavirus - un'emergenza su scala nazione che non ferma il lavoro del nuovo commissario -. Noi faremo in modo di rispettare rigorosamente tutte le disposizioni emanate, senza però fermare il nostro programma perché nei prossimi giorni ci attende un grande lavoro a cominciare dal versante della forte semplificazione e accelerazione in materia di ricostruzione privata oltre a quello di formulare delle proposte al Governo di misure fattibili per ottenere un uguale accelerazione nella ricostruzione pubblica. Questi sono i nostri primi passi che dobbiamo compiere fin da subito affinché tutto sia pronto per il dopo Coronavirus, quando tutte le mansioni delle istituzioni torneranno ad essere fatte nella più totale normalità. I soldi per la ricostruzione ci sono ma il problema sarà spendere nel migliore maniera le risorse che già abbiamo, o il passo successivo sarà reperirne altre".
Sui dubbi riguardo i poteri effettivi in dote al Commissario per la ricostruzione, Legnini risponde: "Io non so se un commissario ha pochi o troppi poteri ma so per certo che quelli che ho in mano in questo momento vanno esercitati con maggiore incisività ed efficacia rispetto a prima e io questo voglio fare".
Giovanni Legnini è il quarto commissario nominato in poco più di tre anni, un dato che denota un'assoluta mancanza di continuità per un ruolo centrale come il suo: " In questa fase iniziale del mio mandato non sono in grado di dare una risposta su questo argomento, ma mi sarà possibile darne una durante - dichiara Legnini -. Io mi impegno a far si che tutto ciò che è riferibile ai poteri commissariali venga esercitato il più efficacemente possibile, sbloccando così una situazione che non può essere più tollerata. Stiamo studiano molte ipotesi in queste ore, sia per la retribuzione dei professionisti sia per la semplificazione dei lavori di ricostruzione, ci sono degli spazi di manovra e io voglio utilizzarli tutti, vi garantisco che a breve sarà licenziato un provvedimento molto forte ed efficace".
L'emergenza Coronavirus va a colpire una terra già messa in ginocchio dal sisma e lo dimostrano gli ultimi accadimenti come quello riguardante l'ospedale di Camerino che è stato riconvertito per ospitare tutti contagiati della zona: "Sulle scelte riguardanti la struttura di Camerino se ne è occupato il presidente della Regione che ha già fornito tutte le risposte - in più aggiunge -. Conosco già tutti i problemi che affliggono Camerino, ho già parlato con il Sindaco e con il Rettore dell'università e nei prossimi giorni mi recerò lì e vedremo insieme il da farsi. La riunione a dir la verità era prevista per oggi ma è stata rimandata proprio per ottemperare alle norme in materia di prevenzione per il Coronavirus, una scelta che condivido in quanto ci attendevano degli incontri affollati ma nei prossimi giorni ne promuoverò degli altri più ristretti perché la situazione di Camerino è una delle più difficili di tutta la Regione".
La Giunta regionale delle Marche ha approvato questa mattina il Piano regionale per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, un piano che mette a disposizione oltre 400 posti letto, tra quelli già disponibili e quelli nuovi dedicati, divisi tra terapie intensive, semi intensive, degenze specialistiche e post critici.
Analizzato il rapido diffondersi dei pazienti Covid-19 positivi e le necessità impellenti causate dagli aumentati bisogni assistenziali ad elevata intensità (terapia intensiva/semi-intensiva), si è ritenuto, in raccordo con i Direttori degli Enti del SSR e il GORES, di elaborare il piano per il governo delle attività di ricovero.
Il documento, approvato oggi dall’esecutivo regionale, definisce le strutture ospedaliere adeguate, o riorganizzate temporaneamente, per far fronte all’emergenza causata dal rapido diffondersi dei pazienti Covid-19 positivi. Al termine della fase straordinaria, l’assetto strutturale del Servizio Sanitario Regionale sarà ripristinato completamente. Eventuali tecnologie acquisite durante il periodo dell’emergenza rimarranno patrimonio delle strutture che se ne avvalgono.
“Continuiamo a lavorare – afferma il presidente Luca Ceriscioli - perché tutto il sistema sanitario si troverà molto probabilmente impegnato con la fase finale e più difficile del virus, quella della terapia intensiva e del ricovero. È importante comprendere quello che sta accadendo. La politica attuerà ciò che la sanità chiede. È così dal primo giorno: dalle ordinanze per limitare il contagio, alle risorse per la sanità aumentate, fino a questo atto di riorganizzazione. In emergenza straordinaria lavoriamo per step e intanto prevediamo quello che servirà dopo. Ricordo che è importante, da parte di tutti, prima di tutto, la prevenzione. La nostra impostazione, come istituzione, è di lavorare ogni volta per la misura successiva sperando che non serva, ma preparandoci al peggio, sempre un passo avanti alla malattia".
Le strutture, individuate dai Direttori Generali degli Enti SSR, consentiranno sia di ampliare la dotazione di posti letto dedicati di Terapia Intensiva e Semintensiva, sia di ampliare la dotazione dei posti letto di Malattie infettive e di altri reparti internistici.
Strutture dedicate ai pazienti positivi
Nel piano sono state ampliati e dedicati i reparti presso le strutture negli ospedali di Camerino, Fermo, San Benedetto, Ascoli Piceno, Fossombrone, Chiaravalle, AOU Ospedali Riuniti di Ancona, Inrca e Marche Nord.
Strutture post critiche
Il piano individua due strutture post critiche in ASUR (Fossombrone e Chiaravalle), una presso gli Ospedali riuniti di Ancona, una presso INRCA- Fermo.
Tutte le restanti strutture devono in ogni caso garantire esclusivamente le attività improcrastinabili, con percorsi esclusivi e sicuri.
Ribadita la necessità di sospendere temporaneamente, laddove possibile, le attività programmate di chirurgia ad alta specializzazione e il mantenimento di tutte le attività d’urgenza.
Percorsi assistenziali
Il documento approvato esplicita, con maggiore accuratezza, i percorsi assistenziali per quanto riguarda i pazienti acuti e post acuti negli spostamenti tra i vari nosocomi.
Attività di Virologia
Le attività di Virologia, inerenti l’emergenza Covid-19, fanno riferimento al Laboratorio dell’AOU Ospedali Riuniti di Ancona, anche in considerazione del fatto che allo stesso è stato riconosciuto il 100% di affidabilità dall’Istituto Superiore di Sanità.
Per la raccolta dei tamponi sono state individuate 4 micro-equipe dedicate in: rea Vasta 1, Area Vasta 2, Area Vaste 3 e Area Vasta 4, Area Vasta 5. Il numero verde regionale a cui rivolgersi è 800 936677.
Dalla data del 25 febbraio è attivo il numero verde regionale, con 4 linee telefoniche, 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle ore 20. In turno 65 medici tra specializzandi di Igiene e MMG in formazione con 6 operatori/turno. Le linee di risposta saranno aumentate nelle prossime ore, così come sarà implementato il numero del personale sanitario dedicato a questo servizio, anche con l’attivazione di collaborazioni (psicologi delle emergenze, altro volontariato opportunamente formato). Sarà inoltre attivato in queste ore un canale comunicativo per persone sorde.
Sono scaduti i termini dell’isolamento domiciliare fiduciario cui erano stati sottoposti, su indicazione del Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 3 dell’Asur Marche, tre cittadini residenti nel Comune di San Severino Marche che, responsabilmente e per volontà propria, avevano comunque deciso di chiudersi in casa dopo aver preso parte a una fiera nel nord Italia.
“Nessun caso positivo di coronavirus Covid-19, i nostri concittadini hanno dato la dimostrazione di come ci si deve comportare decidendo autonomamente di mettersi in quarantena. La stessa cosa che dovrebbe fare chi è rientrato da zone a rischio - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei, che come autorità locale torna a tranquillizzare la comunità settempedana sottolineando però - rispettiamo le regole, diamo tutti il buon esempio. Nessuno può considerarsi in zona franca per cui ciascuno di noi, in prima persona, può fare qualcosa per evitare il dilagare dell’emergenza. Le raccomandazioni sono note, non servono allarmismi ma neanche sottovalutazioni. Recependo il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio, firmato domenica 8 marzo, anche nel territorio comunale si sta provvedendo alla sospensione di tutte manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli in programmazione al cinema San Paolo e nell’ambito delle rassegne dei Teatri di Sanseverino. I servizi educativi restano sospesi fino al 15 marzo, sospesi i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, sospesa l’attività di scuole di ballo, sale scommesse, discoteche e locali simili ma anche quella dei musei e delle altre strutture artistico-culturali presenti sul territorio. Ancora una volta mi sento di invitare tutti a lavarsi spesso le mani raccomandando di mettere a disposizione, nei locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche. Abbiamo provveduto a dotare anche gli uffici comunali di appositi dispenser. Ai titolari delle attività di ristorazione e dei bar ricordo l’obbligo di rispetto della misura di sicurezza interpersonale di un metro. A tutti gli altri esercenti commerciali raccomando di garantire l’adozione di misure organizzative tali da consentire modalità d’accesso che evitino assembramenti nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale minima di un metro. Sono sospese, inoltre, tutte le gare sportive o gli allenamenti tranne quelli in cui le società possono garantire le misure di precauzione. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri. Il decreto ribadisce infine, e questo ci tengo a sottolinearlo in veste di autorità, il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.
Il contributo di ciascuno è indispensabile, in questo momento, per contrastare l’epidemia, salvaguardando le zone dove non si è manifestata. Tutti dobbiamo modificare il comportamento naturale e le abitudini, proteggendoci con elementari regole. Evitiamo il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, evitiamo abbracci e strette di mano, manteniamo nei contatti sociali la distanza interpersonale minima di un metro, evitiamo l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva. Vanno poi messe in atto le misure di igiene respiratoria, ovvero starnutire e tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie. Non toccare mai naso, occhi e bocca con le mani, coprirsi naso e bocca se si starnutisce o tossisce, pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol. Poi non prendere farmaci antivirali o antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico, usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate. Ai genitori ricordo, infine, che la sospensione della scuola mira a contenere le occasioni di contatto ravvicinato tra i bambini, gli adolescenti ed i giovani, che devono evitare di trovarsi in gruppo in luoghi chiusi, di qualsiasi natura, e mantenere in ogni caso la distanza interpersonale di sicurezza. Sta, anche in questo caso, agli adulti dare il buon esempio”.
Da un semplice post su un noto gruppo Facebook cittadino, sono partite una serie di lamentele ed opinioni comuni tra i residenti del quartiere Pace di Macerata riguardanti il disastroso stato dei marciapiedi di via Benedetto Croce e di quelli situati vicino l'ex circolo Arci.
Nonostante il comune abbia rifatto i passeggi di tutta la contrada Pace, uno dei residenti ha segnalato questa situazione di disagio che continua a perdurare a dispetto delle promesse fatte, circa due settimane fa, dal Sindaco Romano Carancini e dell'Assessore ai Lavori Pubblici Narcisio Ricotta che avevano dichiarato che i lavori di rifacimento, in quelle zone sarebbero partiti a breve.
Buche e mancanza di asfalto rendono i tratti dei marciapiedi difficilmente percorribili, non soltanto per passeggini, carrozzine e quant'altro, ma anche per i pedoni stessi. Non sono nemmeno mancati commenti in merito alla mancanza di fondi per poter sistemare i tratti di passaggio disastrati. Un appello, quindi, per far sentire la propria voce a chi di dovere nella speranza di modificare le cose.
È apparsa stamani, in bella vista nello scaffale dedicato ai biglietti da visita, la scritta: "VIETATO L'ACQUISTO DEI NOSTRI BIGLIETTI AUGURALI".
La singolare iniziativa è del titolare della tabaccheria "Utile e Futile" di Macerata che ha reagito così a quella che ha sentito come superficialità con la quale molte persone affrontano l'emergenza coronavirus.
"(Questo negozio, n.d.r.) non avallerà mai la vostra sottovalutazione del problema - si legge sotto il cartello -.
Non è possibile che continuiate a portare le vostre famiglie a feste di compleanno o luoghi affollati.
State sottovalutando il problema e lo fate a discapito di tutta la società".
L'iniziativa è nata dopo che il titolare ha notato come nonostante gli avventori fossero molto diminuiti proprio per le buone regole antocontagio, gruppi di mamme si fossero, invece, recate nel punto vendita proprio per acquisti legati ad eventi.
Da qui la voglia di dire la proprio e, magari, aiutare a sensibilizzare chi ancora vede una possibile pandemia come una scusa per aver più tempo libero.
"Cari fedeli, con tristezza ma con senso di responsabilità per il bene comune, visto il comunicato della Conferenza Episcopale Italiana, riassumo le indicazioni che ne conseguono per tutti noi". Così il vescovo della diocesi di Macerata Nazzereno Marconi annuncia la sospensione di tutte le celebrazioni di Sante Messe (e altre riunioni di preghiera) che prevedano la partecipazione del popolo, a seguito delle disposizioni previste dal decreto del Governo per contenere il coronavirus.
Di seguito tutte le altre misure previste dalla CEI:
- Le chiese restano aperte per la preghiera personale, invitando le persone ad attenersi a tutte le norme di distanza ed attenzione già indicate, per non mettere in pericolo sé e gli altri.
- Sono sospesi i funerali. Il sacerdote può solo benedire la salma al cimitero. Invito poi i sacerdoti a celebrare privatamente una messa di suffragio per il defunto, come previsto dal messale romano senza partecipazione del popolo.
- I sacerdoti a porte chiuse celebrino ogni giorno la Santa Messa senza il popolo, per pregare per i vivi e per i defunti.
- Si possono suonare le campane per invitare le persone a pregare in casa.
- Le comunità religiose che abitano nella stessa casa, compresi i sacerdoti delle case del clero, possono celebrare la liturgia a porte chiuse senza la partecipazione del popolo.
L'ospedale di Camerino è la struttura scelta in provincia di Macerata come riferimento per la cura del coronavirus relativamente all’Area Vasta 3. Lo conferma in via ufficiale il sindaco di Camerino Sandro Sborgia in un video pubblicato sui social in cui spiega di essere venuto a conoscenza della scelta operata attraverso una comunicazione della dottoressa Nadia Storti, direttrice generale dell'Azienda Sanitaria, senza che l'amministrazione comunale fosse stata "precedentemente consultata".
Proprio per questa ragione Sborgia ha riunito nella giornata di oggi, a Camerino, tutti i Sindaci dell'entroterra, il Rettore di Unicam, il Vescovo, la direttrice generale dell’Asur Marche e l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, per fare in modo che tutti ascoltassero le decisioni che hanno portato alla scelta.
"La decisione è stata presa perché Camerino ha una terapia intensiva e una rianimazione in grado di far fronte all'emergenza, a differenza di Macerata che ha un'emodinamica e non può quindi accogliere i pazienti infetti perché altrimenti si dovrebbe chiudere l'ospedale e non curare coloro i quali sono affetti da ictus e infarto - sottolinea Sborgia -. Stessa problematica si ravvisa anche all'ospedale di Civitanova Marche, che ha un reparto di pediatria".
Di seguito il video integrale pubblicato dal sindaco Sandro Sborgia:
Si è svolta nel pomeriggio una riunione del Comitato operativo nazionale del Dipartimento di protezione civile, a cui hanno partecipato la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i ministri Boccia e Speranza, insieme con tutte le Regioni italiane, per un confronto e per chiarimenti riguardo ad alcuni punti del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri pubblicato nella notte (leggi qui).
“Nel corso della riunione – spiega il presidente Luca Ceriscioli – è stata annunciata l’uscita imminente di una ordinanza a livello nazionale e di una serie di Faq, per giungere gradualmente a prescrizioni omogenee su tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda lo spostamento dei lavoratori e delle merci, l’indirizzo espresso dal governo nel corso della riunione (l’art. 1 del Decreto non ferma merci e filiera produttiva del Paese di alcun tipo e consente in modo pieno lo svolgimento del lavoro ordinario) è coerente con le nostre indicazioni. Rimaniamo dunque in attesa dell’ordinanza di Protezione Civile nazionale".
Un primo contagio di coronavirus anche a Sant'Elpidio a Mare. Ad annunciarlo è il primo cittadino Alessio Terrenzi, a seguito della conferma arrivata dal Direttore dell’Area Vasta 4 Licio Livini.
"Si tratta di un paziente attualmente in terapia intensiva all’ospedale Murri di Fermo - sottolinea il sindaco -. Sono in corso indagini epidemiologiche per ricostruire i movimenti ed i contatti avuti dal nostro concittadino. A lui e ai suoi familiari va la mia vicinanza e solidarietà".
Il Gores ha trasmesso l'aggiornamento della situazione Coronavirus nella Regione Marche alle ore 12,30 di oggi.
La situazione registra purtroppo il settimo decesso, avvenuto nell'Ospedale Regionale di Torrette di Ancona. Si tratta di un uomo di 83 anni con gravi patologie pregresse.
Si registra una correzione in difetto dei casi positivi, dovuta a due procedure di retest, che hanno consentito di passare dai 274 tamponi positivi comunicati questa mattina ai 272. I casi sono così ripartiti: 204 in provincia di Pesaro-Urbino, 54 in provincia di Ancona, 9 in provincia di Macerata, 5 in provincia di Fermo.
Sono, complessivamente, quarantuno i pazienti ricoverati in terapia intensiva.
Di seguito i dati completi riportati nel report pubblicato dalla Regione:
Il Sindaco di Macerata ha convocato per domani lunedì 9 marzo, alle ore 12, nell’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti un incontro con i capigruppo del Consiglio comunale, del presidente dell’assise cittadina Luciano Pantanetti e i componenti della Giunta per fare il punto sull’emergenza Coronavirus.
L'incontro tra il primo cittadino, le Autorità di Protezione Civile e i rappresentanti dell'intero Consiglio Comunale servirà a discutere le nuove norme, in materia di prevenzione, entrate un vigore con il decreto firmato questa notte dal premier Conte oltre che per condividere prospettive, raccogliere eventuali suggerimenti e sopratutto trovare un metodo di confronto per le prossime settimane.
Questa notte il premier Giuseppe Conte ha posto la firma sul nuovo decreto in cui la provincia di Pesaro-Urbino è stata messa tra le zone arancioni presenti sul territorio nazionale.
Un testo composto da tredici pagine e cinque articoli, ecco cosa prevede:
Restrizione in zone rosse – L’articolo 1 riguarda il «contenimento del contagio nella Regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia». Ecco le misure adottate:
a) evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza»;
b) in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e limitare i contatti;
c) divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
d) sono sospesi eventi e competizioni sportive, con l’eccezione per atleti professionisti e di categoria assoluta, purché le attività si svolgano a porte chiuse e sotto controllo di personale medico delle società sportive;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai dipendenti di fruire delle ferie e dei congedi ordinari;
f) sono chiusi gli impianti da sci;
g) sono sospese tutte le manifestazioni in luogo pubblico o privato, dalla cultura allo sport, dalle attività religiose alle fiere. Restano chiusi cinema, teatri, pub, sale scommesse, discoteche;
h) restano chiuse tutte le scuole e le università, che possono però continuare l’attività formativa a distanza. Non si fermano invece i corsi per specializzandi in medicina e le attività di tirocinio per le professione sanitarie;
i) i luoghi di culto possono essere aperti solo se permettono di mantenere la distanza di un metro fra i presenti.Sono sospese le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali;
l) sono chiusi i musei e gli istituti culturali;
m) sono sospesi i concorsi pubblici e di abilitazione, con l’eccezione di quelli legati alle professioni mediche e alla protezione civile;
n) le attività di ristorazione e bar sono consentite dalle 6 alle 18 sempre nel rispetto della regola della distanza di almeno un metro fra le persone;
o) sono consentite le attività commerciali, ma con accessi contingentati per evitare assembramenti;se non può essere rispettata la distanza interpersonale di almeno un metro, i negozi devono restare chiusi;
p) sono sospesi i congedi ordinari per il personale medico e sanitario e per quello delle unità di crisi;
q) lo svolgimento di riunioni per le strutture socio sanitarie deve avvenire dove possibile in remoto o garantendo comunque il metro di distanza interpersonale;
r) nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché i negozi presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali deve essere in ogni caso garantita la distanza interpersonale di un metro. La chiusura non è prevista per farmacie, parafarmacie e negozi di alimentari, ferma restando la prescrizione del metro di distanza;
s) resteranno chiuse palestre, centri sportivi, piscine , centri benessere e centri termali (con l’eccezione dell’erogazione dei servizi essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali e centri ricreativi;
t) sono sospesi gli esami di idoneità presso la motorizzazione civile, ma è prevista la proroga dei termini.
Nel resto d'Italia – L’articolo 2 fissa le misure che riguardano il resto del paese. Nel dettaglio
a) stop a congressi, riunioni, meeting e eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è sospesa ogni altra attività convegnistica o congressuale;
b) sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali svolti in ogni luogo, pubblico o privato;
c) sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche o locali assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
d) restano chiusi musei e istituti di cultura;
e) lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar può avvenire solo con obbligo a carico dell’esercente di far rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro;
f) è raccomandata in tutte le altre attività commerciali l’adozione di misure per contingentare gli accessi, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
g) sono sospesi eventi e competizioni sportivi; resta comunque consentito lo svolgimento degli stessi, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, solo in impianti utilizzati a porte chiuse, cioè senza la presenza di pubblico, ma sotto il controllo di personale medico delle società per controllare il rispetto delle norme per la riduzione del rischio di contagio; in ogni caso deve essere garantito il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro;
h) sono sospese tutti i servizi educativi e le attività didattiche e formative nelle scuole e negli istituti di ogni ordine e grado, ferma restando la possibilità di svolgere attività a distanza; sono esclusi dalla sospensione i corsi di specializzazione in medicina e di formazione specifica in medicina generale, oltre alle attività di tirocinio per le professioni sanitarie;
i) sono sospesi i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio culturale e gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche;
l) alla riapertura delle scuole, la riammissione degli studenti assenti per malattie per più di 5 giorni potrà avvenire solo con certificato medico;
m)i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività, modalità di didattica a distanza anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità;
n) la modalità a distanza può essere adottata anche nelle università e nelle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica;
0) le università e le istituzioni assicurano, se necessario, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari e di ogni altra prova; le assenze degli studenti causate dalla sospensione non sono computate ai fini dell’eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni;
p) è vietato agli accompagnatori dei pazienti permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione dei pronto soccorso, salve specifiche indicazioni del personale sanitario;
q) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, Rsa, hospice, strutture riabilitative e residenziali per anziani autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
r)il lavoro agile può essere applicato dai datori di lavoro per tutta la durata dell’emergenza anche in assenza degli accordi individuali previsti per legge;
s) qualora sia possibile, si raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodi di congedo ordinario o ferie;
t) è disposta la proroga dei termini in favore dei candidati che non abbiano potuto sostenere le prove d’esame per la sospensione;
u) sono previste misure di prevenzione per i nuovi ingressi negli istituti di pena, i casi sintomatici vengono posti in isolamento e si raccomanda di valutare la possibilità di misure alternative al carcere. I colloqui visivi avvengono in modalità telefonica o video e solo in casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale ma a distanza di almeno due metri;
v) ’apertura dei luoghi di culto è consentita solo con l’adozioni di misure organizzative per evitare assembramenti e nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro; sono sospese le cerimonie civile e religiose, compresi i funerali;
z) divieto assoluto di mobilità dall’abitazione o dimora per le persone in quarantena.
Informazioni e procedure– L’articolo 3 stabilisce le «misure di informazione e prevenzione sul territorio nazionale».Il primo comma impone l’applicazione delle seguenti misure:
a) Il personale sanitario si attiene alle appropriate misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità e applica le indicazioni per la sanificazioni e la disinfezione degli ambienti previste dal Ministero della Salute;
b) è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie di evitare di uscire di casa fuori dai casi di stretta necessità
c) si raccomanda di limitare, ove possibili, gli spostamenti ai casi strettamente necessari;
d) ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (37.5°) è fortemente raccomandato di non uscire, limitando i contatti sociali;
e) nelle scuole e negli uffici pubblici sono affisse le tabelle con le informazioni igienico sanitarie per la prevenzione;
f)i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni per la prevenzione;
g) è raccomandato ai comuni e agli altri enti territoriali e alle associazioni culturali e sportive di offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive, promuovendo e favorendo le attività all’aperto senza creare assembramenti;
h) negli uffici pubblici, negli uffici aperti al pubblico e nelle aree di accesso alle strutture sanitarie sono messe a disposizione di utenti e visitatori soluzioni disinfettanti per le mani;
i) nello svolgimento di procedure concorsuali e pubbliche sono adottate misure per ridurre i contatti ravvicinati garantendo la distanza interpersonale di un metro ai partecipanti;
l) le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi;
m) chiunque nei 14 giorni antecedenti la data di pubblicazione del decreto abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zona a rischio epidemiologico, è tenuto a comunicarlo alla Asl di appartenenza. Dal secondo al 4° comma sono indicate le prescrizioni e le procedure a cui devono attenersi gli operatori di sanità pubblica che entrano in contatto con le persone che richiedano l’intervento delle Asl o delle strutture mediche o che siano sottoposte a sorveglianza. Il comma 5 stabilisce che le persone in sorveglianza in caso di comparsa dei sintomi avvertano il medico di base e l’operatore di sanità pubblica preposto al coordinamento; indossino la mascherina chirurgica; rimangano nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario.
L’articolo 4 fissa le regole per il «monitoraggio delle misure», affidato al prefetto che si può avvalere della collaborazione delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e delle forze armate. L’articolo 5 contiene invece le disposizioni finali.
La Sod Virologia dell'Ospedale di Torrette di Ancona ha comunicato questa mattina gli ultimi risultati dei test sui tamponi positivi al Coronavirus nelle Marche: sono 274 in totale i campioni positivi (74 in più rispetto alla giornata di ieri), su 1028 complessivamente testati dall'inizio dell'emergenza Covid-19.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dal legale Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante le controversie in materia di diritti reali e nello specifico quelle poste in essere dai coniugi in comunione legale. Ecco la risposta dell’avvocato Pantana alla domanda posta da una lettrice di Civitanova Marche che chiede: “Quali sono i diritti del coniuge non proprietario del suolo in cui è stata costruita l’abitazione in presenza di comunione legale?”
Il caso di specie ci offre la possibilità di fare chiarezza riguardo ad una fattispecie molto dibattuta nelle aule dei Tribunali in occasione delle separazioni dei coniugi o cessazioni degli effetti civili del matrimonio.
Nello specifico, ai sensi dell’art. 934 c.c. il proprietario del suolo acquista, a titolo originario, qualunque piantagione, costruzione od opera insistente sopra o sotto il medesimo suolo. Si tratta, ad onor del vero, di una forma di espansione automatica del diritto di proprietà. Questo automatismo nell’acquisto avviene, è bene ribadirlo, a titolo originario e non derivativo, e può essere escluso soltanto se il titolo o la legge prevedono diversamente. Suddetto principio è valevole ancorché la costruzione sia stata realizzata in costanza di matrimonio e nella vigenza del regime patrimoniale della comunione legale. L’acquisto della proprietà per accessione, infatti, avviene a titolo originario senza la necessità di apposita manifestazione di volontà. Ciò significa che il principio in forza del quale il proprietario del suolo acquista ipso iure al momento dell'incorporazione la proprietà della costruzione su di esso edificata non è derogato dalla disciplina della comunione legale tra coniugi.
Mentre, l’art. 177 c.c. sancisce che costituiscono oggetto della comunione legali gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali; i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione; i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati e le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio. Nel dettaglio, la disposizione de qua prevede al n.1, la contitolarità al 50% dei beni provenienti dagli acquisti compiuti dai coniugi anche separatamente, in costanza di matrimonio quali acquisti aventi carattere derivativo. Occorre ora comprendere come si coniugano il principio di accessione ex art. 934 c.c. e il regime della comunione legale ex art. 177, comma 1, c.c.. E’ principio acquisito e costante nella giurisprudenza che, «quando per effetto del principio enunciato dall'art. 934 c.c. il coniuge proprietario esclusivo del suolo acquisti la proprietà dell'immobile realizzato su di esso in regime di comunione legale, la tutela del coniuge non proprietario del suolo opera non sul piano del diritto reale, nel senso che in mancanza di un titolo o di una norma non può vantare alcun diritto di comproprietà, anche superficiaria, sulla costruzione, ma sul piano obbligatorio, nel senso che a costui compete un diritto di credito relativo alla metà del valore dei materiali e della manodopera impiegati nella costruzione» (ex multis Cass. n. 28258/19).
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice risulta corretto affermare che: “La tutela del coniuge non proprietario del suolo opera non sul piano reale bensì su quello meramente obbligatorio, rimanendo a carico della ricorrente l’onere di fornire la prova della provenienza del denaro o dei beni utilizzati per la costruzione del fabbricato sul suolo di proprietà esclusiva dell’altro coniuge. E’ quindi onere del coniuge non proprietario del suolo dimostrare che le somme di denaro e i materiali utilizzati per la realizzazione del fabbricato siano di sua provenienza o provengano dalla comunione legale, non potendosi in alcun modo presumere tale provenienza (Cass. Civ., Sez. I, sentenza n. 4794/20).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Nel pomeriggio di ieri gli agenti della polizia locale di Macerata hanno fatto visita ai bar e agli esercizi pubblici per fornire informazioni e aiutare i commerciati a fronteggiare l'emergenza Coronavirus.
Un'opera di sensibilizzazione importante verso una categoria che proprio, in questi giorni, deve attenersi alle disposizioni del Governo in merito al contenimento dell'emergenza Covid-19 e esporre all'interno dei locali cartelli con l'invito ai clienti di rispettare determinati comportamenti come, ad esempio, quello di mantenere la distanza di un metro.
Oltre a questo, c'è anche chi si è munito di dispenser con igienizzanti gel per le mani posti solitamente all'entrata o in prossimità dei banconi dei bar.
Rispettare le regole ministeriali e utilizzare il buon senso, sono questi i concetti esposti dai vigili che continuano comunque il loro servizio informativo sul territorio, il tutto coordinato dal commissario Fabrizio Calamita, per un'iniziativa che sta trovando un grande consenso tra i commerciati maceratesi.
Anche la provincia di Pesaro Urbino è stata inserita decreto legge dove sono elencate le 11 province italiane in cui saranno adottate le misure più severe per contrastare l'emergenza Coronavirus.
Il testo dovrebbe essere approvato in serata e, oltre a quella marchigiana, rientrano tra le zone rosse le province di Rimini,Modena,Parma,Piacenza,Reggio Emilia,Venezia,Padova,Treviso,Asti e Alessandria.
I centri commericali rimarranno chiusi solo nei fine settimana e la chiusura delle scuole in queste zone sarà prolungata fino al 3 Aprile.
"Abbiamo ricevuto poco più di un’ora fa la bozza di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e in alcune province italiane tra cui Pesaro e Urbino - dichiara il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli - Nello specifico si prevede l’obbligo di evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita, dal territorio e all’interno del territorio, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza. Riteniamo corretto intensificare le misure di contenimento vista la forte diffusione del contagio. Abbiamo tuttavia avuto poco tempo a disposizione per elaborare un giudizio su un provvedimento di tale portata.
Come prima istanza chiediamo particolare attenzione soprattutto su tre punti: è necessario aggiungere una previsione che consenta l’attività delle imprese di qualunque natura e qualsiasi in forma costituite, aventi sede legale e/o operativa nel territorio della Provincia; occorre consentire alle persone almeno il rientro presso il proprio domicilio/abitazione o residenza situato nel territorio della Provincia; è necessario consentire spostamenti per motivi di salute".
++ AGGIORNAMENTO ORE 10:00 ++
TUTTE LE DISPOSIZIONI DEL NUOVO DECRETO: LEGGI QUI
++ AGGIORNAMENTO ORE 15:00 ++
"Non siamo in fascia rossa, come ieri sera inizialmente si credeva. Con il prefetto l'abbiamo definita zona arancione". Così il sindaco di Pesaro Matteo Ricci all'Ansa, dopo una riunione del Comitato per l'Ordine e la sicurezza in Prefettura e una giunta straordinaria a seguito delle misure, più restrittive, decise dal Governo per la Regione Lombardia e 14 province italiane, tra cui quella di Pesaro Urbino, per contenere il contagio da coronavirus. "Le aziende sono aperte: si potrà andare a lavorare. Ci si potrà muovere per motivi di lavoro e di salute: vale sia all'interno della provincia che fuori - ha spiegato -. Potranno arrivare e partire le merci. Il decreto salvaguarda il lavoro. Tutte le attività lavorative, ovviamente, devono rispettare le note indicazioni.
"Come mantenere un metro di distanza e lavarsi le mani di frequente". Inoltre "restano aperti anche i servizi pubblici: Comune, poste, banche, evitando situazioni di sovraffollamento".
Attraverso una lettera inidirizzata a tutti gli organi di stampa ha parlato il dott. Marco Sigona, il medico che è risultato positivo al Coronavirus e che nella giornata di ieri ha reso necessario l'evacuazione del reparto di dermatologia dell'ospedale di Macerata a scopo precauzionale.
Ecco le sue parole:
Sono il dott. Marco Sigona il dermatologo ospedaliero risultato positivo al Coronavirus. Non so se sono il paziente 0 a Macerata ma sicuramente, in questo particolare momento, sono un paziente come tanti altri che si trovano nella mia stessa situazione in Italia.
Mi rivolgo a voi, Organi di Stampa, accingendomi a scrivere queste due righe con il preciso intento di evidenziare quanto sia importante non nascondere un proprio momento di difficoltà fisica e psicologica ma renderlo pubblico e condividerlo con tutte le persone care , sia appartenenti alla comunità scientifica che con i tanti amici che ogni giorno mi inviano gesti d’affetto.
Questa situazione del Coronavirus,a cui molti di noi,me compreso, pensavano di essere immuni è invece un qualcosa su cui dobbiamo porre tanta attenzione.
Avrei banalizzato anche io i miei sintomi confondendoli con il classico raffreddamento stagionale, anche perché anamnesticamente non avevo fattori di rischio cosi eclatanti per il contagio. Poi, però, non lo nascondo , il fatto di essere medico mi ha spinto a voler a tutti i costi approfondire il perché di quella febbre a 37,2, 37,5 che si abbassava al mattino e si rialzava la sera e non trovava mai uno stop.
Il 5 marzo, dopo 7 giorni che ero già in malattia presso il mio domicilio, sono riuscito ad effettuare il tampone nasale e la diagnosi e stata immediata. Ora finalmente potevo dare un nome alla mia incertezza diagnostica.
Fatta la diagnosi sono scattate le misure precauzionali d’isolamento per me e per la mia famiglia ed è partito subito un rapporto di collaborazione ottimale con la Direzione della mia AV3. In particolare ho trovato nel personale del Dipartimento di Prevenzione un modo fraterno e confortante di affrontare la particolarità della situazione , colleghi che con una serenità unica mi hanno coinvolto nel ricostruire passo dopo passo i miei movimenti. Ho messo a loro disposizione la mia vita professionale pubblica e privata cercando di non omettere fatti importanti, ma credetemi, non è facile ricostruire tutta l’attività di una persona professionalmente impegnata su tanti fronti.
Questi operatori fanno un grande lavoro, in un momento così difficile, sono angeli a cui ci si attacca nell’estrema fragilità.A loro il mio più grande ringraziamento.
La mia famiglia sta bene ed anche io, gestisco la malattia al bisogno con farmaci sintomatici, tachipirina ed aereosol e mi avvio in questo cammino verso la guarigione che sarà ancora di un lungo isolamento e anche di noia.
La struttura ospedaliera dove lavoro giustamente è stata messa in quarantena ed al momento non mi risultano altri positivi. Ho chiuso anche la mia attività privata che riaprirò non appena avrò certezza della fine di questa vicenda e della mia completa guarigione scusandomi per il disagio che posso aver arrecato a tutti i miei pazienti .
Attraverso queste due righe voglio rafforzare il messaggio del rispetto che dobbiamo avere delle nome procedurali nei confronti del CoronaVirus, sottolineo l’importanza di una particolare attenzione per gli anziani e soprattutto di non trincerarsi dietro la spirito della paura, perché con la paura siamo perdenti ma con la collaborazione riusciremo a venirne fuori più forti.
Sono stati dimessi da Torrette i primi due pazienti affetti da COVID-19. Lo annuncia il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: “Entrambi hanno superato la fase acuta della malattia e presentano condizioni cliniche e psicologiche perfettamente compatibili la prosecuzione della convalescenza in ambito domiciliare. Sia i pazienti che i familiari sono stati adeguatamente istruiti sui comportamenti di sicurezza da adottare. Da questo momento in poi i pazienti saranno monitorati dai servizi territoriali competenti”.
“In entrambi i casi - spiega il prof. Marcello Tavio, direttore della struttura complessa di malattie infettive Ospedali riuniti di Ancona e presidente della Società scientifica italiana malattie infettive - non c’è stato bisogno di terapia di supporto degli organi vitali, ma di sola di terapia medica e di semplice monitoraggio; a conferma del fatto che i soggetti senza comorbosità presentano un andamento molto più lineare e favorevole rispetto ai soggetti anziani e/o defedati. I pazienti potranno essere dichiarati “guariti” quando la scomparsa della sintomatologia si accompagnerà alla negativizzazione della carica virale nelle secrezioni respiratorie (tampone). Resteremo in stretto contatto con i servizi territoriali per condividere il resto del percorso, per reinserire le persone nella società civile e nel mondo del lavoro nel modo più rapido e sicuro possibile”.
Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, in considerazione delle trattative tra sindacati e MI (Ministero dell’Istruzione) sul tema della mobilità 2020 / 2021 e dell’imminente procedura di presentazione della relativa domanda prevista per l’11 marzo, invita l’Amministrazione a favorire il rientro dei docenti fuorisede della legge 107/2015 (Buona scuola), in quanto, come più volte abbiamo ribadito, lo stato di disagio e di difficoltà economiche connesse a tale condizione permangono da ormai cinque anni.
L’età anagrafica degli esiliati continua ad avanzare e anche il servizio di riferimento (molti docenti vantano ormai dieci, quindici, se non venti, anni di servizio); la possibilità di accedere in termini decorosi alla pensione prevede attese lunghe, di conseguenza molti insegnanti sono scoraggiati, anche per le retribuzioni inadeguate rispetto ai costi sostenuti fuori casa, che aumentano inesorabilmente con il passare degli anni.
Diverse classi di concorso (A046 – discipline giuridiche ed economiche; scuola primaria) nel corso degli anni hanno fatto registrare rientri pari quasi a zero. In una fase così delicata, come quella attuale, in cui tutti i cittadini sono chiamati a responsabilizzarsi per contribuire al contenimento del Coronavirus, il nostro pensiero corre inevitabilmente a tutti quei docenti, che, per ottemperare giustamente alle indicazioni pervenute, sono rimasti nei centri assegnati, rinunciando a unirsi ai propri familiari esclusivamente per dovere civico. Ci auguriamo che il nostro Paese possa superare al più presto possibile le serie difficoltà del momento e che il maggior numero possibile di operatori della scuola possa ricongiungersi ai propri cari.