"Ciao Don Peppe", "Ciao Fratello", "Grazie Don Peppe" sono questi i messaggi che nel piovoso pomeriggio di oggi erano presenti lungo la strada che dalla frazione di Santa Maria in Selva conduce a Treia.
L'ultimo viaggio di Don Giuseppe Branchesi, deceduto ieri all'età di 82 anni dopo una lunga battaglia iniziata a metà marzo contro il Coronavirus, ha visto la partecipazione di tanta gente che nonostante le limitazioni anti-Covid e la pioggia battente, è stata presente lungo le strade dove è passato il feretro con la salma del parroco della Chiesa di Santa Maria in Selva che ha poi raggiunto il cimitero di Treia per la tumulazione.
Una cerimonia funebre in forma ristretta ma nella quale non è mancato il calore e l'amore della gente, che attraverso i loro applausi hanno voluto rendere omaggio ad un uomo e un sacerdote la cui scomparsa ha gettato nel lutto l'intera provincia di Macerata.
La salma ha terminato il suo percorso al Cimitero di Treia dove erano presenti solo i parenti più stretti e il Vescovo della Diocesi di Macerata Monsignor Nazzareno Marconi, che insieme ad altri rappresentanti della Curia hanno dato l'ultimo saluto a Don Peppe.
(Foto di Giammario Scodanibbio)
La Società Projectfin Srl di Tolentino, azienda che si occupa di servizi di informazione, consulenza e gestione di contributi europei, ministeriali e regionali nei diversi settori industria artigianato e agricoltura per imprese e privati, ha presentato una proposta di collaborazione al Comune di Tolentino al fine di sviluppare la conoscenza e la diffusione delle forme di incentivo riguardanti soggetti privati e imprese del territorio. La società ha chiesto all’Amministrazione comunale di avviare una collaborazione in riferimento all’incentivo ministeriale “Resto al sud” esteso anche al territorio del cosiddetto cratere, territorio danneggiato dal sisma 2016 che ricomprende anche il comune di Tolentino.
Questa collaborazione prevede l’apertura di un apposito sportello aperto al pubblico con personale messo a disposizione gratuitamente dalla Società Projectfin Srl, denominato “Sportello Europa”, consentendo così al territorio di avere a disposizione un punto di riferimento relativamente alle forme di incentivo riguardanti contributi europei, nazionali e regionali. In particolare la Società Projectfin srl si impegna a collaborare con l'Amministrazione comunale per l'incentivo Ministeriale “Resto al Sud” esteso ora al territorio del cratere, diventando così uno dei primi e unici sportelli del territorio dell'ente INVITALIA con funzione di sussidio e consulenza.
Il Sindaco e la Giunta hanno ritenuto la proposta meritevole di accoglimento, in virtù dei vantaggi che ne deriveranno per l’intera popolazione comunale, che potrà così avere un punto di riferimento relativamente alle forme di incentivo riguardanti contributi europei, nazionali e regionali e quindi con apposita delibera hanno deciso la concessione in uso condiviso ed alla Società Projectfin Srl di una stanza già arredata presso i locali al piano primo in Piazza Martiri di Montalto.
Lo sportello rimarrà inizialmente aperto al pubblico per due mattine e/o una mattina e un pomeriggio a settimana secondo un calendario che sarà concordato con il Comune di Tolentino; tale orario di apertura potrà essere esteso in base all’affluenza e alle effettive necessità della cittadinanza.
Inoltre è stato stabilito che la collaborazione avrà durata di un anno, eventualmente rinnovabile da parte di questa Amministrazione comunale, prevedendo, tuttavia la possibilità da parte del Comune di Tolentino di recedere dalla convenzione, previa richiesta di restituzione anticipata dei locali da far pervenire alla Società Projectfin Srl con almeno 6 mesi di anticipo.
ll Gores ha comunicato, attraverso il giornaliero aggiornamento delle ore 12:00, la provenienza provinciale dei 5826 casi positivi al coronavirus sui 28.006 tamponi effettuati nella Regione Marche (leggi qui). Sono 2333 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino, 1737 in provincia di Ancona, 922 in provincia di Macerata (8 in più di ieri), 391 in provincia di Fermo, 271 in provincia di Ascoli Piceno, 172 extra regione.
Il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti continua ad aumentare: si è, infatti, passati da 1780 a 1792 (+12).
Scende il numero dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali (si è passati dagli 885 di ieri agli 872 di oggi) e diminuisce anche il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che ora sono 80 (6 meno di ieri): 17 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (9 a Civitanova Marche, 8 a Camerino).
Ecco la tabella rilasciata dal Gores alle ore 12:00:
Il Comune di San Severino Marche ha avviato la consegna delle mascherine chirurgiche monouso a tutte le famiglie settempedane. Grazie alla fattiva collaborazione dei volontari del gruppo comunale di Protezione Civile, che hanno lavorato per tutto il pomeriggio di sabato scorso e per l’intera giornata di domenica, è iniziata la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale imbustati a coppia e inseriti, all’interno di una busta da lettere bianca con il logo del Comune, nelle cassette postali delle abitazioni che risultano agibili.
“Ad ogni famiglia - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei - verranno consegnate due mascherine. Pur non essendoci un obbligo di legge nella nostra regione, come invece è stato previsto in altre regioni d’Italia, abbiamo deciso di venire incontro ai nostri concittadini in questo momento di particolare necessità e bisogno. Nella consegna delle mascherine abbiamo dato prima priorità al personale dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”, cui a nome di tutta l’Amministrazione ha consegnato mille mascherine, e alla casa di riposo “Lazzarelli”, cui abbiamo donato altri cinquecento presidi. Ci vorranno alcuni giorni per la consegna delle mascherine a tutti visto che il nostro territorio, con i suoi 193 chilometri quadrati, è uno dei più grandi tra tutti i Comuni della nostra regione. Mi auguro che la popolazione comprenda. Sappiamo anche che potrebbero esserci, vista la mole dell’impegno, inevitabili problemi ma chiedo a tutti di aiutarci a superarli segnalandoceli, eventualmente, al numero di telefono 3336116712 che è l’utenza dei volontari del gruppo comunale di Protezione Civile che il Comune ha attivato fin dalle prime ore dell’emergenza Covid anche per la consegna di generi di prima necessità e per la spesa. Con l’occasione vorrei ricordare che è sempre attivo anche il numero di telefono 3336116675 per domande e informazioni sul come comportarsi. Vorrei poi, ancora una volta, ringraziare anche i volontari del locale comitato della Croce Rossa Italiana per lo straordinario lavoro che stanno svolgendo e che li vede impegnati quotidianamente, oltre alla normalità attività, anche nella consegna dei medicinali a domicilio ad anziani, personale fragili e immunodepressi. Il servizio è gratuito, l'eventuale costo dei farmaci è a carico dei richiedenti. Si possono chiamare direttamente le farmacie settempedane e concordare per la consegna che viene poi effettuata dai volontari stessi dalle ore 12 alle 13,30 e dalle 18 alle 20. In alternativa si può chiamare anche il numero 3334680268”.
Continua a salire il numero di pazienti positivi al Covid-19 nel Comune di San Severino Marche. Secondo l’ultimo rapporto del Gores, il Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie, il contagio sta interessando 21 settempedani mentre altre 10 persone si trovano in quarantena al proprio domicilio.
“La nostra Città - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei, in una nota in cui conferma la situazione relativa ai contagiati - ha già pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane. Sono quattro i concittadini che ci hanno lasciato dopo periodi di ricovero nei Covid – Hospital della provincia. Il Coronavirus ha avuto un impatto sulla nostra popolazione al pari di epidemie registrate nei secoli passati".
"Questa emergenza, poi, sta creando non pochi problemi anche alle attività economiche e al lavoro di tantissime persone - aggiunge Piermattei -. Dal punto di vista sanitario dobbiamo non abbassare la guardia. Mi sento per questo in dovere, ancora una volta, di ricordare le principali raccomandazioni di prevenzione e le norme igienico-sanitarie da seguire scrupolosamente: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o un gel a base alcolica, evitare contatti ravvicinati e mantenere minimo la distanza di almeno un metro, evitare ogni tipo di assembramento, coprirsi bocca e naso con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce, altrimenti usare la piega del gomito, non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani nude, evitare l'uso promiscuo di bottiglie e bicchieri. Se si hanno sintomi simili all’influenza rimanere a casa, non recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici, ma contattare il medico di medicina generale, i pediatri di libera scelta, la guardia medica o i numeri regionali. Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico, e usare quanto più possibile la mascherina”.
Attraverso un'ordinanza emessa dal Sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli, a partire dal 22 aprile 2020 e fino al 3 maggio 2020, nei luoghi pubblici, anche all’aperto, negli esercizi commerciali, uffici pubblici, uffici postali, banche e in ogni altro luogo chiuso, nel quale sia previsto l’accesso generalizzato di persone, l’accesso sarà consentito solo indossando mascherine in modo da limitare la contaminazione dell’ambiente.
Il provvedimanto, in linea con quelli già adottati nei comuni di Porto Recanati, Mogliano e Cingoli, vuole essere un modo per limitare la possibilità di contagio tra le persone.
La violazione dell’obbligo di indossare le mascherine nei casi sopra citati, comporterà, per il trasgressore, l’applicazione della sanzione amministrativa da 25 € a 500 €.
In questo periodo particolare e inaspettato della vita di ognuno di noi, anche il Centro Studi Storici Maceratesi ha deciso di essere presente, offrendo a chi fosse interessato le sue pubblicazioni a fronte di una donazione alla Croce Rossa Italiana - Comitato di Macerata, molto impegnata nell’emergenza epidemiologica in corso.
Il Centro Studi Storici Maceratesi, in 54 anni di attività culturale, mai interrotta, ha pubblicato 53 volumi con gli atti dei convegni annuali riguardanti tematiche relative alla storia del Maceratese e delle Marche centro-meridionali.
“Coloro che fossero interessati ad avere uno o più volumi provvederanno a fare una donazione di almeno 10 euro (a fronte del valore reale di 30 euro) per ogni volume scelto (vedi indicazioni in nota ) e a darne comunicazione al Centro Studi” – fa sapere il presidente Alberto Meriggi - .
Il bonifico bancario intestato alla Croce Rossa Italiana Comitato di Macerata ODV (IBAN: IT80M0311113401000000021630), con causale: “Iniziativa del Centro Studi Storici Maceratesi problema Covid19”
Contestualmente l’invio di una mail a: studistoricimaceratesi@gmail.com con la copia del bonifico effettuato, l’indicazione dell’indirizzo dove recapitare il volume, il numero e il titolo del volume richiesto e un recapito telefonico.
Successivamente il Centro Studi provvederà alla spedizione dei volumi, facendosi carico delle spese postali e ogni altro onere, non appena la situazione epidemiologica e le conseguenti norme sul distanziamento sociale lo consentiranno.
Per visionare l’elenco dei volumi, le tematiche in ognuno trattate e, quindi, provvedere alla scelta, è possibile consultare il sito internet “Centro Studi Storici Maceratesi” – (Atti dei convegni annuali). Si precisa che i volumi hanno un numero di pagine che va dalle 400 alle 750.
Il Gores ha trasmesso le schede relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 57 sui 907 analizzati. I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 5826 su un totale di 28.006 campioni testati.
Si registra un leggero incremento nel rapporto tra positivi e tamponi analizzati rispetto alla giornata di ieri: l'incidenza giornaliera è del 6, 28%, mentre ieri si attestava sotto al 5%.
Il dato più rilevante è che continua a scendere, seppur in maniera lieve, la curva della progressione dei contagi rispetto ai tamponi totali analizzati dall'inizio dell'emergenza (20,80 di oggi, contro il 21,28 di ieri).
Di seguito le tabelle rese note dal Gores:
“Un uomo particolare ma che amava il prossimo e metteva l’anima in tutto ciò che faceva e questo suo impegno era ricambiato dal tanto amore che la gente provava nei suoi confronti – con queste parole l'arcivescovo di Camerino-San Severino Monsignor Francesco Massara ha voluto ricordare la figura di Don Giuseppe Branchesi - . Ho avuto il piacere di conoscerlo lo scorso anno alla festa della Coldiretti a Pian di Pieca – dice Monsignor Massara – e sono stato subito colpito da come quel giorno metteva tutto se stesso per rendere bella e significativa quella situazione – e aggiunge – come anche quando ci siamo incontrati a Muccia per l’inaugurazione della Chiesa di San Biagio, dove ha partecipato con il suo consueto grande affetto che aveva verso la gente”
“Un uomo da cui sprizzava una vera energia di vita e che sapeva rendere ogni momento un’esperienza unica di condivisione e solidarietà oltre che di gioia- conclude l’Arcivescovo – un sacerdote di ‘strada’ in quanto sapeva stare in mezzo alle persone ma anche una bella testimonianza di Chiesa”.
Il Commissario alla Ricostruzione del Centro Italia dopo il sisma del 2016, Giovanni Legnini, ha incontrato ieri in videoconferenza oltre quaranta rappresentanti delle associazioni dei cittadini colpiti dal sisma, prendendo una serie di impegni precisi nei loro confronti.
“Il rapporto con i Comitati che rappresentano gli abitanti e i portatori di interessi legittimi è fondamentale. Voglio stabilire con voi un canale di comunicazione diretta, attraverso il quale potremo confrontarci e potrete inviare le vostre proposte e segnalazioni, evidenziare problemi, inefficienze ed omissioni” ha detto Legnini nel corso della riunione, da lui stesso sollecitata.
Molti esponenti delle associazioni hanno ribadito a Legnini, il quarto Commissario che incontrano, la loro richiesta, da tempo formulata, di arrivare ad un assetto stabile delle ricostruzioni. “La mia aspirazione, è quella di essere l’ultimo Commissario. So che per la gestione delle ricostruzioni è ormai maturo il tempo di creare una struttura stabile. Uno dei fattori di rallentamento dopo le catastrofi naturali, è rappresentato dalla necessità, ogni volta, di ricominciare da capo nella definizione dei modelli organizzativi, nell’attribuzione dei poteri e nella definizione delle procedure” ha detto il Commissario.
Entro pochi giorni, ha assicurato Legnini sarà emanata l’ordinanza che attua il principio dell’autocertificazione dei progetti di ricostruzione da parte dei tecnici “che definirà anche tempi certi, e comunque molto più brevi di quelli attuali, per l’esame delle pratiche e l’avvio dei lavori”. Gli uffici speciali dovranno concentrarsi essenzialmente sui controlli. “Dobbiamo coniugare l’efficienza e la rapidità con il controllo di legalità, su cui dobbiamo essere inflessibili” ha aggiunto Legnini, sottolineando l’opportunità di un intervento normativo per l’accelerazione della ricostruzione pubblica, che nell’area del cratere è sostanzialmente ferma.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche problemi specifici, come le ricostruzioni nei centri storici urbani, le misure per il sostegno all’economia, l’impatto del coronavirus sulle attività nel cratere. A questo proposito il Commissario ha preannunciato che è allo studio l’ipotesi di destinare una quota importante dei 30 milioni di euro per la sicurezza sul lavoro fermi dal 2017, proprio alla sicurezza sanitaria nei cantieri, oggi bloccati, al momento della loro riapertura.
La scomparsa di Don Giuseppe Branchesi ha lasciato un grande vuoto nella provincia di Macerata ma ci sono delle comunità che più di ogni altre hanno avuta la possibilità di apprezzare e condividere l'opera del sacerdote che con la sua trasparanza e disponibilità è stato capace di unire e lasciare un segno indelebile nel cuore di tutti.
Una di queste è stata senza dubbio Muccia, dove Don Peppe è stato una presenza costante nei momenti più duri che il paese dell'entroterra maceratese ha affrontato dopo il sisma ma anche in quelli più gioiosi come la grande giornata di festa per l'inaugurazione della nuova chiesa di San Biagio, donata dal CNS, nell'area SAE di Pian Di Giove.
“Noi come comunità abbiamo sempre pregato affinché Don Peppe guarisse e tornasse ytra noi – dichiara il Sindaco di Muccia Mario Baroni che poi ha voluto ricordare con con queste parole l'opera di Don Peppe - il ricordo che porto nel cuore non è solo il mio ma di tutta Muccia perché lui qui ha lasciato un segno importante in quanto ha capito le difficoltà che stavamo attraversando a causa del terremoto e delle dimissioni per motivi di salute del nostro sacerdote”
Un uomo che è stato capace con la sua sensibilità di condividere le sofferenza di un'intera comunità e quindi di prenderla per mano: “E’ stato qui nel momento in cui abbiamo inaugurato la Chiesa e poi è anche tornato il primo dell’anno partecipando insieme a tutti noi al tombolone, oltre ad essere presente anche alla festa degli alberi insieme ai bambini - ricorda commosso il primo cittadino - . Tutte giornate indimenticabili dove lui ci è stato sempre vicino e per questo lo ricordiamo con particolare affetto perché oltre a lasciare una traccia indelebile ha anche guidato tutta la nostra comunità- e aggiunge - La situazione post sima che Muccia stava attraversando era drammatica ma lui è riuscito a ricompattare tutti e ha condiviso le nostre difficoltà standoci sempre vicino”
Un ricordo indelebile che rimarrà sempre nei cuoi di chi lo ha conosciuto: “Non dimenticheremo mai il suo modo di fare, trasparente e capace di coinvolgere tutti – afferma Baroni, che poi rivolge un pensiero a nome di tutta la comunità alla famiglia ma non solo - facciamo le nostre più sentite condoglianze a tutta la famiglia e anche alla Curia perché sicuramente quella di Don Peppe sarà una mancanza importante, senza poi dimenticare Polentari che erano presenti all’inaugurazione della Chiesa di Muccia contribuendo a fare una grande festa”
“Siamo veramente dispiaciuti e fino all’ultimo abbiamo sperato che guarisse ma purtroppo non è andata così – conclude Baroni - ora come Amministrazione vedremo di organizzarci per onorare a dovere la memoria di un grande uomo e sacerdote con il quale si era creata una splendida sintonia”
La scomparsa di Don Giuseppe Branchesi ha gettato nel lutto l'intera provincia di Macerata. Il parroco di Santa Maria in Selva, frazione di Treia, si è dovuto arrendere al coronavirus a 82 anni, dopo una lunga battaglia iniziata a metà marzo.
La tumulazione della salma avverrà domani alle ore 16 presso il cimitero del Comuni di Treia.
In queste ore sono tantissimi i messaggi di cordoglio che stanno arrivando alla nostra redazione, ognuno dei quali offre un ricordo personale e sincero di una figura che ha lasciato il segno in tantissimi fedeli, e non solo.
Nella sua attività di insegnante di religione, Don Peppe ha educato generazioni di maceratesi, così come indelebile è stato il suo coordinamento del Comitato Parrocchiale di Santa Maria in Selva, grazie al quale ha fatto divenire una tradizione immancabile quella della Sagra della Polenta.
Di seguito, proponiamo ai nostri lettori un video-ricordo di Don Peppe. È il nostro modo per salutarlo un'ultima volta, rievocando le sue parole:
Di seguito, abbiamo scelto di raccogliere tutti i messaggi d'addio pervenuti in queste ore.
Il ricordo di don Felice Riva
Carissimo don Peppe Branchesi, ci hai lasciato nella domenica della Divina Misericordia.
Mi è difficile salutarti con questo mio scritto, sono rattristato per non esserti stato vicino in questi due mesi di isolamento e so che hai lottato contro il Covid, e in questa lotta ti sono stato vicino nella celebrazione eucaristica, offrivo al Signore misericordioso le tue sofferenze, le tue speranze di poter riabbracciare tutti i tuoi cari, parrocchiani e amici sparsi ovunque.
Tu parroco delle parrocchie Santa Maria in Selva in Santa Maria in Selva-Treia (MC) e Santa Lucia in Camporota-Treia (MC)hai sperimentato la sofferenza della tua gente in un momento di tristezza dovuta al terremoto.
Sei stato la voce di tanti sofferenti, hai portato la tua testimonianza producendo serenità nei momenti della grande tempesta.
Non posso dimenticare la tua allegria, la gioiosa serenità del Sacerdote, gioia, forza, coraggio e serenità trasfusa nei tuoi parrocchiani e in tutto il territorio, tutti hanno corrisposto al tuo vivere nella carità e per la carità.
Ottimo docente e sacerdote vicino agli ammalati, ai bisognosi, alla tua comunità anche quella politica, specialmente nel momento del grande bisogno.
Quante volte hai donato giocattoli ed alimenti ai ragazzi della comunità di don Antonio Mazzi, ai diversamente abili dell’Opera Don Guanella, ai genitori dei bambini ricoverati all’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Palidoro-Fiumicino (RM).
Grazie Don Peppe, mi hai conosciuto e mi seguivi sul palinsesto Rai Notte dagli anni 90, mi chiamavi a stare con la tua gente, dalla celebrazione all’adorazione eucaristica, l’ottavario dei morti, alla festa patronale … a raccontare ai tuoi parrocchiani, ai tuoi bambini, giovani, anziani,ammalati, il mio vivere quotidiano da prete accanto agli ultimi.
Ha educato a non mollare, a combattere assieme: parroco, famiglia, scuola, società …
Mi hai insegnato che in qualsiasi luogo è necessario entrare in punta di piedi, perché il tempo è rivelatore, se camminassimo solo nelle giornate di sole non raggiungeremmo mai la nostra destinazione; mi hai insegnato a ballare sotto la pioggia, ad amare il Signore attraverso gli altri, specialmente a saper stare vicino al sofferente, agli ultimi, questo è l'amore vero.
Grazie Don Peppe che ci hai insegnato l’amore infinito.
Il ricordo della Lube
Tutta la Lube Volley esprime le più sentite condoglianze per la scomparsa di Don Peppe Branchesi, grande tifoso del volley biancorosso, che non è riuscito a vincere una lunga battaglia contro il Covid
Il parroco di Santa Maria in Selva, frazione di Treia, a gennaio aveva ricevuto squadra e staff al completo con la tradizionale cena a base di polenta, altra sua grande passione, per festeggiare il titolo di campioni del Mondo
RIP Don Peppe!
Il ricordo della Parrocchia San Vito e Patrizio
Grazie Don Peppe
Dal profondo del cuore anche noi della parrocchia di Chiesanuova ti siamo grati per averci traghettato in un momento non facile dalla guida del nostro Don Guido a don Peter giovane sacerdote
In questo frangente hai preso in mano una parrocchia che sembrava smarrita e l'hai aiutata anche sul fronte del comitato feste, che sembrava destinato a mollare.
Con la tua esperienza e il tuo affetto hai rimotivato tutti!
Ora, non hai ancora finito, intercedi presso il Signore per noi che ti abbiamo voluto bene. Nel giorno della Divina Misericordia prega anche per chi ti ha criticato. Addio don Peppe già ci manchi tantissimo
Il ricordo del Comune di Appignano
L'Amministrazione Comunale e tutta la comunità di Appignano partecipano al dolore per la perdita del caro don Giuseppe Branchesi. Don Peppe, come tutti lo chiamavamo, è sempre stato molto attivo e presente nella nostra realtà parrocchiale e in tante manifestazioni del paese. Con la sua bonaria allegria e le sue profonde riflessioni ci ha trasmesso la forza e la grandezza di valori universali come la fratellanza e il rispetto reciproco. Ci stringiamo, con affetto, ai familiari, in particolar modo al nostro don Natale, cugino del caro don Peppe, certi che la sua presenza rimarrà per sempre, nei nostri ricordi e nei nostri pensieri. Ciao don Peppe!
Il messaggio del consigliere provinciale Deborah Pantana
Ciao Don Peppe, mi mancherai tanto, da quando sei stato il mio primo prof. di Religione mi hai sempre accompagnato.. dicevi sempre di SI, non lasciavi indietro nessuno, non giudicavi, accoglievi come fa un padre..l’ultima volta che ci siamo visti mi hai detto:” Daje Deborah co sa politica, non molla!!!” .. so che ci starai più vicino di prima , veglia su di noi
Il ricordo del sindaco di Monte Cavallo Pietro Cecoli
Mi dispiace molto caro Don Peppe, gli angeli ti portino dal nostro Padre...Sei stata una persona encomiabile, sempre al servizio di chi aveva bisogno.Ti prometto che in tuo onore quando si riaprirà la quarantena farò venire i tuoi polentari a Monte Cavallo. R. I.P.
Il ricordo dell'onorevole Tullio Patassini
Fratello Don Peppe, l'energia, il cuore e la testa non ti sono mai mancati e li hai donati a generazioni di ragazzetti che oggi ti piangono come si fa con un padre. Giovanni all'arrivo ti avrà preso di certo per mano con il suo sorriso rassicurante. Un abbraccio ai tuoi amati Francesco Soldini e Anna Soldini e più grande a Maria Pia che ha spalle e cuore immensi che l'aiuteranno a sopportare anche questo. Prega per noi
Il ricordo del vice-sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini
Condoglianze alla famiglia Branchesi. Don Giuseppe era di Avenale di Cingoli, nostro concittadino. Perdiamo un uomo di valore per l'impegno sociale oltrechè stimatissimo parroco. Era stato con noi, l'ultima volta, al tradizionale appuntamento della benedizione dei Panini di S.Antonio a Villa Torre a febbraio e nella preghiera prima del pranzo aveva detto di rivolgerci alla Madonna capace di lenire le angosce umane e del nostro tempo. Addio a uno dei sacerdoti simbolo del nostro territorio
I giovani degli anni '70 del Circolo Giovanni XXXIII di Treia salutano Don Peppe
Caro Don Peppe speravamo che la tua tenacia ti avrebbe riportato a noi. Dopo le prime preoccupazione sembrava certa una tua ripresa. Condoglianze affettuose ai tuoi cari.
Per noi, giovani di allora sei stato il sacerdote, il complice, ma, soprattutto, il fratello maggiore.
Ti conoscevamo già da seminarista, alcuni di noi sono stati i tuoi chierichetti nella tua prima messa e per molti altri sei stato il celebrante del loro matrimonio. Con te abbiamo condiviso i migliori anni della nostra giovinezza. La tua simpatica e buona “spregiudicatezza” rimarrà sempre nei nostri ricordi.
La fondazione tra fine anni 60 e inizio 70 del Circolo Giovanni XXIII ha costituito per tanto tempo momenti gioiosi di aggregazione non solo dei giovani di allora ma di soggetti adulti: veramente una famiglia composita.
Chi non ricorda le simpatiche partite del dopo cena a sette e mezzo che coinvolgeva sia noi giovani che gli adulti dell’epoca dove spesso uscivano più “matte” e quindi diversi “sette e mezzo legittimo” causa di immense ma simpatiche discussioni che riempivano la serata.
I due biliardi che sono stati la scuola di noi giovani. Il ping pong, la televisione in bianco e nero che ha garantito diverse serate, compreso lo sbarco sulla luna. Il recupero di una saletta nella cantina del palazzo vescovile comunicante con il giardino. Un recupero fatto con il lavoro gratuito di tanti soggetti anche adulti nelle ore notturne e con materiale regalato, se non comperato a debito. Quella salett ache è stata la nostra complice, con la complicità del jukebox nelle prime cotte giovanili.
Il circolo, se ricordiamo bene, costò circa 4.000.000 di Lire, un debito da te miracolosamente estinto anche grazie ai proventi dei carri allegorici da te promossi e allestiti sempre nelle ore notturne; carri che hanno gloriosament partecipato ai vari carnevali o manifestazioni a carattere provinciale: dal carnevale passo Treiese alla festa dei fiori di Macerata; dalla sagra delle ginestre di Recanati alla sagra del carciofo di Montelupone.
Ricordiamo anche il piccolo, ma meraviglioso e rifornito bar del circolo gestito gratuitamente dalla tua mamma Annetta, che ricordiamo con affetto.
Ora che anche noi che non siamo più giovani, ripensando a quelle avventure non possiamo fare a meno di non ricordarti: un piccolo grande prete che anche da maturo non ha perso mai lo spirito intraprendente e cocciuto.
Nostro signore ti accolga non solo come pastore generoso e buono ma come soggetto operoso che ha accompagnato la nostra giovinezza arricchendola di valori.
Grazie Don Peppe, ti porteremo sempre nel cuore
Il messaggio di cordoglio dalla Chiesa Cristiana Battista delle Marche
Apprendiamo con tristezza la notizia della dipartita di Don Giuseppe Branchesi. Don Peppe, nel corso della sua vita terrena, è stato un esempio per tutti coloro che hanno avuto il piacere e il privilegio di conoscerlo. Ha saputo portare il Vangelo attraverso mezzi come il gioco, lo sport, e l'aggregazione. Ogni suo gesto di amicizia ha rappresentato una testimonianza sincera di una vita di fede vissuta in Cristo Gesù. A nome della Chiesa Cristiana Battista delle Marche vogliamo esprimere le più sentite condoglianze alla sorella Maria Pia, ai familiari tutti e alla comunità di Treia.
Benedetto sia Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre che ha compassione di noi, che ci consola e ci rende forti nei dispiaceri, perché anche noi possiamo consolare tutti quelli che soffrono e dar loro lo stesso aiuto e lo stesso conforto che Dio ha dato a noi. Possiamo essere certi che più soffriamo per Cristo, più riceveremo da lui conforto e incoraggiamento. II Corinzi 1: 3-5
Il messaggio di cordoglio della Diocesi di Macerata
È tornato oggi alla Casa del Padre dopo un vita intera spesa nel ministero sacerdotale don Giuseppe Branchesi, parroco della nostra diocesi a S.Maria in Selva.
Da sempre figura di riferimento per tutta la comunità diocesana, si era particolarmente impegnato nella pastorale della scuola, in quella dei coltivatori diretti e nell’apostolato di evangelizzazione attraverso il metodo dei Cursillos de Cristianitad. Dai Cursillos don Peppe, come amava essere chiamato, ha diffuso lo stile sereno di una fede che è allegria e lode a Dio per il dono della vita.
Sempre positivo e coraggioso don Branchesi ha affrontato anche la prova del coronavirus con la forza della fede ed il sostegno della famiglia, di tanti amici e di tutta la comunità diocesana che in questi giorni non ha mai mancato di ricordarlo al Signore nella preghiera, insieme con tante vittime di questa epidemia.
Per suo e nostro desiderio, ha comunicato il Vescovo, verrà tumulato nella cappella dei sacerdoti defunti del cimitero di Treia. Per lui come per tutti, quando questa pandemia lo permetterà, ci ritroveremo a pregare solennemente in tanti. I familiari hanno comunicato: «Zio Don Giuseppe è tornato dal Padre. Vi ringraziamo per averlo accompagnato in questi 81 anni di vita terrena. Ora continuerà a guidare tutti i suoi "fratellini" dal Cielo e più che mai ci sarà vicino. Un abbraccio a tutti. Anche se vorremmo essere tutti vicini dobbiamo rispettare le norme che ci sono in questo particolare momento restando ognuno nelle proprie abitazioni. Grazie».
Il messaggio di cordoglio dal Sindaco di Macerata Romano Carancini
Il sindaco di Macerata Romano Carancini ha espresso cordoglio per la scomparsa, a causa del coronavirus, di don Giuseppe Branchesi, parroco della parrocchia di Santa Maria in Selva.
Carancini ha inviato un messaggio di vicinanza dell’intera città alle sorelle Adele e Maria Pia e alle loro famiglie, ricordando don Peppe, come amava essere chiamato, per il suo impegno, la dedizione e l’amore verso la comunità, cui lascia un prezioso patrimonio di umanità e saggezza.
“Don Peppe Branchesi lascia un vuoto profondo nella nostra comunità cittadina – afferma il sindaco - È stato un prete del popolo, di questa terra: semplice, schietto, gioioso, mai banale in ogni presenza. Ha formato tanti giovani nelle scuole e soprattutto continuava a tenere insieme l'esperienza umana degli studenti anche dopo l'uscita dalle scuole con incontri, messaggi, cene. Segno profondo dello spirito di comunità. Macerata lo ricorda con infinito affetto.
IL CORDOGLIO DEL SINDACO DI TOLENTINO: "UOMO E SACERDOTE STRAORDINARIO"
IL RICORDO DEL VICE-SINDACO DI TREIA: "ERA UN ESEMPIO PER TUTTI"
LO SPECIALE LEGAME TRA DON PEPPE E LA COMUNITA' DI MUCCIA: IL RICORDO DEL SINDACO MARIO BARONI (FOTO)
IL RICORDO DELL'ARCIVESCOVO DI CAMERINO-SAN SEVERINO FRANCESCO MASSARA
IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MACERATA ANTONIO PETTINARI
La Città di Tolentino si unisce al cordoglio per la scomparsa di Don Giuseppe Branchesi.
Dopo aver combattuto contro il Covid-19, il sacerdote è purtroppo deceduto all’Ospedale di Civitanova Marche.
82 anni, era il parroco della vivace frazione di Santa Maria in Selva di Treia. Insegnante di religione in diversi istituti della provincia, sempre in mezzo ai giovani, era il punto di riferimento di tantissime persone che in lui trovavano conforto e aiuto, oltre che una guida spirituale.
Molto attivo tra i giovani aveva fondato la locale squadra di volley e il circolo “Giovanni XXIII”, organizzava i campi scuola e insieme al cognato, l’indimenticabile Giovanni Soldini, aveva promosso diversi gemellaggi con altri comuni europei.Per molti anni, oltre ad aver organizzato con i suoi parrocchiani la sagra della polenta, uno degli appuntamenti gastronomici più apprezzati del maceratese, aveva ricoperto l’incarico di Presidente dei Polentari d’Italia (ne era ancora il presidente onorario) ed era consigliere regionale della Coldiretti. A contribuito alla conoscenza del Comune di Treia e delle sue peculiarità. Storica la sua amicizia con il cardinale Ersilio Tonini.
Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi ricorda Don Peppe un uomo e un sacerdote straordinario, sempre pronto ad aiutare il prossimo e sempre disponibile all’ascolto. Come insegnante – ha detto – ha contribuito concretamente alla formazione di tantissimi giovani. Per sempre ricorderemo la sua umanità e il suo sorriso. In diverse occasioni ha partecipato alle nostre processioni e non mancava mai di far sentire la sua vicinanza e il suo attaccamento alla nostra Città. Vero esempio di Cristianità, incarnava e diffondeva il messaggio di Cristo con semplicità ed efficacia.
Con spirito giovanile affrontava le difficoltà della vita e dei suoi parrocchiani e con grande altruismo se ne faceva carico. Nei suoi messaggi metteva sempre al centro del vivere quotidiano la famiglia. Non dimentichiamo, inoltre, che Don Peppe era anche uno straordinario organizzatore di eventi che catalizzavano l’attenzione del grande pubblico. Un sacerdote popolare e capace che mancherà a tutti noi.
In questo momento così doloroso siamo vicini alla sorella Pia Maria, nostra responsabile dell’Ufficio Servizi Sociali, agli adorati nipoti e a tutti i familiari e li abbracciamo commossi.
A nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e di tutta la Città formulo il mio sincero e affettuoso cordoglio.
ll Gores ha comunicato, attraverso il giornaliero aggiornamento delle ore 12:00, la provenienza provinciale dei 5769 casi positivi al coronavirus sui 27.099 tamponi effettuati nella Regione Marche (leggi qui). Sono 2312 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino, 1718 in provincia di Ancona, 914 in provincia di Macerata (8 in più di ieri), 384 in provincia di Fermo, 271 in provincia di Ascoli Piceno, 170 extra regione.
Il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti è in costante aumento: si è, infatti, passati da 1754 a 1780 (+26).
Continua a scendere il numero dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali (si è passati dagli 892 di ieri agli 885 di oggi) e diminuisce anche il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che ora sono 86 (2 meno di ieri): 18 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (9 a Civitanova Marche, 8 a Camerino, 1 a Macerata).
Ecco la tabella rilasciata dal Gores alle ore 12:00:
Lo scorso 13 gennaio l’ultima apparizione ufficiale: nella “sua” Santa Maria in Selva con la squadra della Lube laddove la leggenda del volley treiese era nata. Tutti i giocatori della rosa avevano incontrato in una cena conviviale, il tifo storico della squadra godendo della prelibata polenta preparata dal Comitato Parrocchiale capitanato proprio da Don Giuseppe Branchesi.
Era stata l'occasione giusta per festeggiare lo straordinario triplete conquistato lo scorso anno e culminato con la vittoria del titolo mondiale nella città del bracciale.
Il 22 maggio 2011 aveva ricevuto il premio “treiese dell’anno” dalle mani del presidente della Pro Treia Francesco Pucciarelli e dall’allora sindaco Luigi Santalucia in una stupenda cerimonia al teatro comunale di Treia: in qualità di presidente onorario del comitato nazionale “Polentari d’Italia” era stato insignito di questo prestigioso riconoscimento, conferito ai cittadini di treiesi che hanno contribuito a diffondere il nome della città del bracciale al di fuori dei confini cittadini.
“Don Peppe è stato in questi anni un esempio per tutti – dice il vice sindaco di Treia David Buschittari - : dai corsi di cristianità, alla fondazione del circolo “Giovanni XXIII” al Duomo di Treia, dal giornale “Orizzonti treiesi” ai campi scuola per i giovani della parrocchia e a quelli della caritas a San Lorenzo di Treia, fino ai gemellaggi del comune con Irlanda, Germania, Bulgaria, Repubblica Ceca e Polonia (portati avanti dal cognato Prof. Giovanni Soldini, assessore ai servizi sociali del comune dal 1995 al 2012, purtroppo scomparso nel 2016); una rete di relazioni da nord a sud con i Polentari d’Italia, il vero modo per essere un prete tra la gente”.
“Ha sempre perseguito l’obiettivo di comunicare anche con chi era lontano dalla chiesa: con il gioco, lo sport e la polenta, offrendo amicizia che era anche esperienza di fede. Con l’opera “I Polentari d’Italia” ha fatto conoscere Treia in tutta la penisola; 44 sono state le edizioni della celebre sagra della polenta di settembre, ormai evento clou dell’inizio d’autunno per l’intera provincia”
“Consulente regionale della Coldiretti, fondò la squadra di volley a Treia a metà degli anni 60 all’oratorio, insegnante di religione a Ragioneria a Macerata, l’amicizia storica con il Cardinal Ersilio Tonini, sacerdote da 58 anni, 81 d’età con lo spirito di un teenager: con Don Peppe se ne va una figura insostituibile per Santa Maria in Selva, Treia e una intera provincia”.
“Un abbraccio – a nome dell’amministrazione comunale - alla sorella Maria Pia, a tutti familari, ai parrocchiani di Santa Maria in Selva e Camporota e ai suoi polentari di Santa Maria in Selva, Treia e di tutta Italia”.
Don Giuseppe Branchesi, parroco della chiesa di Santa Maria in Selva di Treia, non ce l'ha fatta. Il sacerdote, che dal 27 marzo era ricoverato al Covid-Hospital di Civitanova Marche, è stato piegato dal coronavirus. L'intera comunità treiese viene colpita dal lutto per una perdita che apre un vuoto incolmabile tra i tanti fedeli.
Nelle ultime ore erano sopraggiunti problemi al cuore e ai reni, che ne hanno fiaccato la resistenza.
"Don Peppe" era conosciutissimo in tutta la provincia maceratese, anche grazie all'attività portata avanti con il proprio Comitato Parrocchiale, assieme al quale organizzava la celebre "Sagra della Polenta".
L'ULTIMO SALUTO A DON PEPPE
"La Chiesa è rimasta sempre viva e i sacerdoti stanno continuando a celebrale le messe per la comunità". Attraverso queste parole L'arcivescovo di Camerino-San Severino e amministratore apostolico di Fabriano-Matelica Monsignor Francesco Massara ha voluto esprimere la sua vicinanza in questo duro momento che tutto il modo sta attraversando:
"Questa situazione di pandemia ha cambiato molto il nostro modo di essere Chiesa – spiega Massara – non abbiamo più potuto fare delle celebrazioni aperte al pubblico ma ci tengo a dire che le Chiese sono rimaste sempre aperte e laddove è stato possibile abbiamo organizzato dei collegamenti online che ci hanno permesso durante la Settimana Santa di essere presenti nelle case delle persone".
Nonostante l'emergenza Covid-19 le attività ecclesiastiche sono andate avanti senza sosta e con lo spirito non lasciare nessuno isolato: “Attraverso gesti di carità e momenti di ascolto siamo rimasti vicino alle persone anche con una semplice telefonata o con la donazione di una mascherina - sottolinea - tutti piccoli segnali che volevano portare un messaggio di vicinanza a tutte quelle persone stanno attraversando un momento molto particolare”.
Un ruolo quello dell'Arcivescovo Massara che diviene ancor più importante e centrale in qunato la sua comunità ha dovuto fare i conti tre anni fa anche con il dramma del sisma ed ora si trova ancora una volta di fronte ad un altro difficile momento: "Anche io ho dovuto giustamente rispettare le limitazioni decreto Io Resto a Casa e per tale motivo non ho girato nelle zone del terremoto - chiosa Massara – ma al di la di questo sono sempre in contatto con tutti i sindaci e sacerdoti del territorio, quindi ho molto chiara la situazione che la gente sta affrontano".
"Molte persone si sentono sole ed isolate ma dalla nostra opera bisogna far venire fuori un grande messaggio di speranza; noi ci rialzeremo, stando uniti, anche da questo secondo terremoto e per farlo non bisogna cadere nell’angoscia e nella paura".
Il periodo di quarantena però non ha solo portato disagi ma ha anche fatto riscoprire alle persone dei valori importanti che forse la frenesia dettata dai tempi moderni aveva fatto un po’ smarrire e talvolta dimenticare: "C'è da dire che questa situazione sta facendo nascere delle cose molte belle in quanto c’è stata una riscoperta del valore della famiglia e siamo per questo più disposti all’ascolto senza dimenticare poi la grande solidarietà che in tanti stanno dimostrando" - mette in evidenza Monsignor Massara- "Sta crescendo il desiderio di incontrarsi e di darsi un abbraccio e di questo me ne sono reso conto quando ho ricevuto delle lettere da parte di tanti bambini che mi hanno scritto nell'ambito del concorso CoronArt dove abbiamo invitato appunto i bambini, ragazzi e giovani a stimolare la loro creatività, offrendo l’opportunità di tradurre con l’arte la loro riflessione su tematiche sociali relative a questa emergenza:
Con questi soldi compra un regalo ad un bambino che non può permetterselo. Buona Pasqua
"Questo messaggio ad esempio mi è arrivato con allegati dei soldini e io credo che ci fa capire come da un situazione così drammatica anche dal cuore di un bambino possano nascere delle cose belle che sono senza dubbio di grande insegnamento per noi"
Signore fammi riabbracciare i miei nonni
"Ecco importanza dei nonni nelle nostre famiglie; in situazioni ordinarie noi ci incrociamo per le strade ma non ci incontriamo, sentiamo tante parole ma non ci ascoltiamo. Questo tempo ci ha permesso di ascoltarci un po’ di più e di incontrarci nei nostri cuori".
Resto a casa per salvare i miei sogni ma con la fantasia volo via lontano in posti fantastici, dove con i piedi non potrei mai andare
"Io credo che i messaggi di questi bambini ci aiutano e cui spronano ad andare avanti trovando la forza nelle cose belle che stanno nascendo nel nostro cuore anche in questa situazione così drammatica".
L'arcivescovo, infine, ha posto l'attenzione verso chi tutti i giorni è impegnato ad affrontare il Coronavirus: "Ringrazio veramente tutti gli operatori sanitari e le istituzioni che si stanno impegnando in prima linea per affrontare una situazione alla quale tutti noi eravamo impreparati".
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante gli affitti in tale periodo di Coronavirus, e, soprattutto, se gli stessi sono dovuti pur per attività commerciali chiuse a seguito dei provvedimenti governativi a seguito della pandemia da COVID-19. Ecco l’analisi proposta dall’avvocato Oberdan Pantana.
Preliminarmente, alla luce dell’attuale scenario di emergenza nazionale, occorre effettuare alcune precisazioni. Ebbene, non esistono disposizioni che hanno imposto la sospensione del pagamento del canone locativo nella locazione di immobili destinati ad uso diverso dall'abitazione; a tal proposito, il D.L. n. 18/2020, c.d. Cura Italia, ha previsto nello specifico quanto segue:
- art. 65, d.l. n. 18/2020, in favore del conduttore un credito di imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1– Negozi e botteghe. Su tale aspetto, l’Agenzia delle Entrate (Ag. Entrate, circ. 3 aprile 2020, n. 8/E), tra i chiarimenti sulle norme del Decreto Cura Italia, ha fornito anche delle delucidazioni sul credito di imposta per le locazioni commerciali di negozi e botteghe di cui all’art. 65, d.l. n. 18/2020: il credito d’imposta, pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo 2020, è riconosciuto solo sui canoni effettivamente pagati; un canone di locazione non pagato non produrrà il credito d’imposta in quanto la norma intende ristorare il conduttore del canone versato a fronte della sospensione dell’attività di impresa in questo periodo.
- art. 91, comma 6-bis, d.l. n. 18/2020, una norma in base alla quale “il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell'esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all'applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti".
Alla luce di quanto innanzi esposto, interpretando le citate disposizioni, il conduttore di una attività commerciale non è autorizzato a sospendere il canone di locazione; salvo poi, in ambito contrattuale, valutare le conseguenze dell’inadempimento/ritardo del debitore ai sensi degli artt. 1218 e 1223 c.c.
Ed ancora, tra le altre norme, vi è la previsione dell’art. 103, comma 6, d.l. n. 18/2020, in base al quale “l'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020”. Quest’ultima disposizione ha una portata assai ampia ed è destinata a trovare applicazione relativamente all'esecuzione di ogni provvedimento giudiziario che disponga il rilascio di qualsiasi immobile, non solo abitativo ma anche non abitativo.
In conclusione, ad oggi, le attuali norme non prevedono alcuna sospensione generalizzata dei canoni né per i contratti a uso commerciale o “diverso”, né per i contratti a uso abitativo, tantoché le relative mensilità risultano dovute ed esigibili dal locatore.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Il Gores ha trasmesso le schede relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 48 sui 1086 analizzati. I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 5769 su un totale di 27.099 campioni testati.
Si registra una stabilità nel rapporto tra positivi e tamponi analizzati rispetto alla giornata di ieri: la percentuale resta sotto la soglia del 5% (4,41%).
Continua a scendere anche la curva della progressione dei contagi rispetto ai tamponi totali, dall'inizio dell'emergenza Covid-19 (21,28%).
Di seguito le tabelle rese note dal Gores:
(Foto Pexels)
Nella Giacoponi, pensionata di Montegiorgio, ha vissuto il dramma di un gravissimo infarto, con 15 giorni di terapia intensiva, nel tempo del coronavirus. Rientrata a casa, racconta la sue esperienza e tiene in modo particolare a ringraziare l’Emodinamica e la Cardiologia di Macerata. “Ricordo come fosse oggi le fitte al petto, alla schiena e al braccio di quella sera – racconta Nella Giacoponi –. Dopo l’intervento del 118, mi sono ritrovata circondata da tante divise rosse che, capita l’entità del male, a sirene spiegate in dieci minuti mi hanno portano al pronto soccorso del nosocomio fermano. Ricordo gli sguardi e le parole dei medici: ‘Si va a Macerata, fai la brava Nella ce la farai’.
A Macerata il reparto di Emodinamica è diretto dal dottor Roberto Accardi”. Primo intervento di angioplastica per arginare i danni dell’infarto. Sono seguiti 15 giorni di terapia intensiva a causa di un forte scompenso cardiaco che aveva ridotto Nella in fin di vita. “Non riuscivo a respirare – aggiunge la donna – e ho dovuto indossare il casco c-pap per aumentare l’apporto di ossigeno. Talmente critica la situazione polmonare che per scrupolo i medici hanno effettuato anche un tampone covid, fortunatamente negativo. Purtroppo la notte prima del secondo intervento di angioplastica un arresto cardiaco ha compromesso la mia situazione già precaria. Hanno fatto seguito quattro giorni dai ricordi nebulosi, solo la sensazione bellissima del personale che mi era accanto e mi accarezzava le mani, mi asciugava il sudore, dicendomi di pazientare e che ce l’avrei fatta. Poi le parole della dottoressa Micaela Capponi, responsabile del reparto di terapia intensiva coronarica, ai miei familiari: ‘Nella è rifiorita’. Sì, perché tutti mi chiamavano per nome, medici, infermieri, personale ausiliario. Poi il trasferimento nel reparto di Cardiologia, diretto dal dottor Mario Luzi, che mi ha ospitato per una settimana. È stato necessario anche l’impianto di un defibrillatore. Ne sono uscita alla grande, nonostante il periodo reso difficilissimo dall’emergenza coronavirus che ha messo in allarme l’intero sistema sanitario. Adesso vorrei ringraziare personalmente tutti, in particolare i dottori Francesco Pellone, Micaela Capponi, Christos Katsanos, Giorgio Guidotti, Daniele Contadini”. Nella Giacoponi, tra le lacrime e gli abbracci virtuali dei suoi familiari, riesce anche a fare una battuta ironica: “Nonostante la grande sofferenza di quei giorni, ai miei cari racconto al telefono di essermi concessa una lunga Spa, che ha davvero rimesso al mondo il mio cuore sgangherato. Un grazie di ‘cuore’ a tutti”.