Un nuovo sottopasso e nuove banchine per la stazione di San Severino Marche. Dopo i lavori di sistemazione delle protezioni in via San Sebastiano, e terminata l’emergenza Covid19, riprenderanno le opere che la società Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, del gruppo Ferrovie dello Stato ha avviato e che porteranno alla costruzione di un nuovo sottopassaggio che eliminerà definitivamente il problema dell’attraversamento dei binari.
Il cantiere consentirà anche di spostare un manufatto di proprietà comunale che sarà successivamente installato in altra posizione all’interno del centro urbano.
I lavori rientrano in un appalto di 15 milioni di euro che interessa anche la linea ferroviaria Albacina – Civitanova Marche, dove sono in corso anche lavori per l’elettrificazione, con previsione di installazione anche del nuovo sistema di sicurezza “Controllo marcia treno” che fornisce il controllo della velocità massima ammessa permettendo, in caso di anomalia, anche il blocco automatico dei treni.
Sono l'Ing. Petro Feliciotti e ringrazio Picchio News per avermi dato la possibilità di curare questa rubrica mostrando apprezzamento per i grafici ed elaborazioni che faccio oramai dal 21 Marzo sulla mia pagina Facebook, dove potrete trovare come si sono evolute le mia analisi ed elaborazioni e le previsioni che avevo fatto ai tempi (che si sono rivelate anche abbastanza accurate), ogni volta ho aggiunto dei particolari e nuove analisi che hanno portato ad avere sempre nuove informazioni e spunti di analisi. Innanzi tutto io sono laureato in ingegneria dell'automazione industriale ed ho il dottorato di ricerca in Sistemi Artificiali Intelligenti , presi alla Politecnica delle Marche, dove vinsi anche la borsa di studio messa in palio dalla Siemens come miglior studente del corso si Automazione industriale. Da oltre 10 anni lavoro come consulente informatico per un'azienda di Porto Recanati che sviluppa terminali di bordo per veicoli e tassametri con clientela diffusa a livello globale, Ho sempre avuto anche il pallino della finanza che combinandosi con i miei studi mi hanno portato molto ad avere un interesse particolare per grafici , elaborazione dei dati e cercare di capire cosa possa esserci dietro una serie di numeri e dove possano portare. Perché iniziare una rubrica simile? Perché vedevo che c'era una grossa confusione... alla TV si era passati dal dire che questa epidemia fosse una banale influenza alla peste nera , ed anche molte notizie su come affrontare le cose mi lasciavano molto perplesso , le mascherine sembravano inutili i tamponi solo a chi mostrava sintomi , io ho il brutto vizio di documentarmi e vedevo come in Sud Korea stessero affrontando le cose molto diversamente e con molti più risultati, parlando con contatti che ho in Cina tutti dicevano ad esempio quanto fossero importanti le mascherine. Inoltre vedevo crescere un generale senso di paura e smarrimento nelle persone , che sfociavano in una versione moderna e social delle pagine dove Manzoni descriveva le peste nei Promessi Sposi. Non pretendo di dare chi sa quale innovazione, ma ho raccolto meticolosamente i dati che trovavo tirando delle conclusioni interessanti che non venivano riportati generalmente dai media, ed ho cercato di focalizzarli sul territorio dove vivo ovvero la provincia di Macerata e le Marche, provando a fare un servizio per la comunità dove abito, e vedevo ricevere apprezzamenti via via che portavo avanti queste analisi evidenziando cose positive anche ben prima che fossero ufficiali , come ad esempio il famoso picco Ultima grave notizia che si era sentita in TV e che si è diffusa nei social in maniera ancora più rapida e letale del virus (per il turismo) era che Marche e Lombardia sarebbero le ultime regioni ad uscirne , notizia smentita dal Gores di Torrette e dal presidente Ceriscioli , ma purtroppo le testate nazionali non hanno riportato questa smentita. La cosa è davvero grave perché quanta notizia falsa è state divulgata proprio da organi statali. In particolare nell'ultima mia analisi mostravo con un grafico , che riporto, come in realtà l'epidemia nelle Marche si stia evolvendo in maniera più rapida verso la risoluzione che molte altre regioni, tanto da poter dire che le marche non saranno l'ultima regione ad uscirne , ma anzi saremo una fra le prime. Nelle epidemie si definisce sotto controllo quando i contagi scendono stabilmente sotto il 20% del picco , attualmente nel mondo ciò è avvenuto solo in Cina, Sud Korea , Taiwan e pochissimi altri paesi orientali, le Marche sono molto vicine a questo fatidico 20% mentre molte regioni indicate a poterne uscire prima di noi ne sono ben lontane. Il Grafico ha come riferimento 100 il picco di ogni regione e poi i casi rapportati a tali valori notiamo come la nostra regione abbia avuto si un andamento iniziale più rapido delle altre ma ora il trend di discesa è molto più accentuato rispetto alle altre. Le regioni con cui faccio il paragone nel grafico sono stimate uscirne anche 6 o 7 settimane prima di noi ... beh direi che sia molto evidente quale sia la verità che traspare dal grafico ovvero che il calo dei nuovi contagi nelle marche è nettamente più rapido delle altre regioni e che ci stiamo avvicinando a scendere quel fatidico 20% dal picco massimo. Quindi la domanda sorge spontanea, su quali basi si possa dire che la regione Marche dovrebbe uscirne dopo di regione dove si hanno più contagi , il picco è arrivato dopo ed hanno inoltre una discesa più lenta dei nuovi contagi? Le tempistiche corrette a mio avviso sono quelle elaborate dal Gores di Torrette anzi forse potrebbero essere anche leggermente pessimistiche. Ogni 3 o 4 giorni pubblicherò un aggiornamento per mostrare gli sviluppi, una tale frequenza è voluta poiché correre dietro al singolo dato giornaliero può portare a conclusioni affrettate e magari poco realistiche mentre 3 o 4 giorni rendono meglio l'idea di cosa stia accadendo.
"Guanti monouso, mascherine e salviette, sono i ‘nuovi’ rifiuti che vanno gestiti con oculatezza e che invece purtroppo oggi a causa di qualche cittadino poco civile troviamo abbandonati sui marciapiedi delle strade e soprattutto nelle aree vicine ai supermercati". A segnalare il fatto è l'Amministrazione comunale di Recanati.
Il Comuneper arginare il problema ha intensificato i controlli nelle aree urbane ma ciò non basta è necessaria una maggiore sensibilità da parte dei cittadini e una collaborazione attiva da parte degli operatori commerciali della città.
“In questi giorni di emergenza sanitaria, in cui tutti siamo costretti, per prevenzione e sicurezza nostra e di chi ci sta vicino, ad utilizzare guanti e mascherine quando siamo in presenza di altre persone o nei luoghi chiusi, notiamo con rammarico un nuovo modo non corretto di disfarsi di questi dispositivi che dopo essere stati usati vengono abbandonati dove capita. Per colpa di pochi ci perde tutta la città. – ha dichiarato l’Assessore alla Viabilità Mirco Scorcelli - Nei prossimi giorni verranno intensificati i controlli su tutta l’area urbana ma è necessaria anche una collaborazione attiva da parte degli operatori commerciali dei supermercati, dei negozi e una maggiore attenzione da parte di tutta la nostra comunità.
Mi appello alla sensibilità dei nostri concittadini sarebbe utile che ognuno di noi facesse la propria parte e buttasse i rifiuti negli appositi di contenitori di raccolta, per evitare che gli operatori comunali possano essere distolti da lavori più utili e necessari”
Proprio a causa di una incivile immissione di rifiuti di vario genere, gli operai del Comune in questi giorni hanno dovuto disostruire una bocca di lupo in Via dei Piceni, accanto al Giardino delle Parole Interrotte. I rifiuti casalinghi di qualche persona che ha scambiato il bordo della strada per una discarica a cielo aperto avevano provocato un intasamento della bocca di lupo con una conseguente fuoriuscita di acqua che fortunatamente non ha provocato danni grazie all’immediato intervento degli operai del Comune.
Con la chiusura per l’emergenza Coronavirus, bar e ristoranti fanno fronte ad una situazione gravosa. Con affitti e tasse da pagare, i gestori stanno riorganizzando le loro attività, gettando un occhio alla riapertura che si profila. La speranza è quella di poter avere spese dilazionate, consone alle misure di sicurezza con cui sarà possibile riaprire i locali.
“Dal decreto del 9 marzo abbiamo lavorato consegnando pranzi e cene a domicilio, in tutti i comuni della provincia – dice Marco Guzzini, titolare di Digusto, in piazza Battisti -. Questo ci permetterà di fronteggiare molto meglio le spese che verranno. Quando arriverà effettivamente il momento di ripartire, speriamo di poter contare sui posti della piazza antistante al locale. Inoltre riapriremo il Giardinetto, in vicolo Monachesi, proprio per garantire la distanza minima fra i tavoli che sarà prevista. Guardiamo con fiducia alle disposizioni che saranno date, sarà fondamentale avere tempistiche rapide a livello burocratico su modulistica e linee di credito. Auspichiamo – conclude – che le spese vengano modulate sulle possibilità di lavoro concesse. Ci confronteremo con chi di dovere, siamo fiduciosi”.
“Ci sarà bisogno di una pressione fiscale più bassa da parte di governo e istituzioni locali – dice Aldo Zeppilli, titolare del bar Centrale e del Centrale.eat, in piazza della Libertà –. A prescindere da quando si riaprirà avremo spese per mettere i locali in sicurezza e, senza contare i mesi di chiusura, dovremo affrontare un periodo duro ancora lungo. Un elemento chiave sarà il vaccino. Saremo ben felici di lavorare con tutte le misure necessarie per prevenire ricadute, ma dovrà esserci anche un adeguato abbassamento di tasse ed imposte, sia da parte del governo che delle amministrazioni locali. Se, una volta riaperto, ci chiedessero di lavorare ad un terzo del potenziale, le spese andrebbero calibrate in base alle possibilità concesse. Inoltre, ad oggi, linee guida precise su come effettivamente riaprire e lavorare, a proposito di distanze e quant’altro, non sono state date. Sarebbe fondamentale – conclude – che fosse concesso restituire i soldi che verranno prestati tramite le banche in maniera più diluita”.
“A Macerata buona parte della clientela è costituita da universitari – dice Marco Michelini, proprietario del bar Spulla -, anche riaprendo, con tutte le precauzioni necessarie, senza quelle presenze e senza la possibilità di organizzare eventi sarà dura. Per ora aspettiamo direttive, pagando l’affitto”.
Il Gores ha trasmesso le schede relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 47 sui 1453 analizzati. I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 5924 su un totale di 30.543 campioni testati. L'incidenza giornaliera sul sul numero dei positivi, rispetto ai tamponi analizzati, è del 3,23. Si registra, dunque, un decremento rispetto alla giornata di ieri, quando l'incidenza era del 4,70. L'incidenza odierna è la più bassa segnalata finora.
Il dato più rilevante è che continua a scendere la curva della progressione dei contagi rispetto ai tamponi totali analizzati dall'inizio dell'emergenza (19,39 di oggi, contro il 20,20 di ieri).
Di seguito le tabelle rese note dal Gores:
Attraccherà nei prossimi giorni al Porto di Ancona la nave Costa Magica, con a bordo il solo equipaggio, composto da 617 persone. Lo annuncia sulla sua pagina Facebook la sindaca Valeria Mancinelli, che è stata informata dal ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli, insieme al presidente della Regione Luca Ceriscioli.
Si tratta della nave bloccata ai Caraibi nei primi giorni dell'epidemia di coronavirus, dopo che molti porti ne avevano negato l'attracco.
L'equipaggio della Costa Magica non entrerà in città né avrà "alcun contatto con le persone presenti a vario titolo all'interno dello scalo dorico". Una volta sbarcate, le persone presenti all'interno della nave raggiungeranno le proprie destinazioni di residenza.
I controlli sanitari saranno effettuati a bordo prima dello sbarco, a cura dell'Usmaf, il servizio sanitario marittimo e per l'evacuazione di pazienti Covid saranno attuati protocolli di massima sicurezza come già attuati negli altri porti italiani e secondo quanto assicurato del ministro stesso.
"Ho chiesto e ottenuto tutte le massime rassicurazioni sull'operazione e le condizioni di sicurezza per la città" spiega Mancinelli.
"Abbiamo appreso che, sfortunatamente, un dipendente che presta servizio alla nostra Casa di Riposo è risultato positivo al covid-19". A comunicarlo, in via ufficiale tramite una nota apparsa sui social, è il sindaco di Urbisaglia Paolo Francesco Giubileo.
"Fortunatamente sta bene e non presenta sintomi ed è stato subito allontanato dal luogo di lavoro - sottolinea Giubileo -. Gli altri operatori hanno fatto i tamponi ed hanno avuto esito negativo. I familiari degli ospiti della Casa di Riposo sono stati informati della situazione".
Giovedì 23 aprile verranno effettuati i tamponi a tutti gli anziani, che al momento non presentano nessun sintomo, per monitorare la situazione.
"Abbiamo provveduto in misura cautelare ad effettuare tamponi per gli ospiti meno di due settimane fa e, in quell'occasione, i risultati sono stati tutti negativi" ha puntualizzato il sindaco.
Sono stati resi noti i dati del Gores delle ore 18, riguardanti il numero di decessi registrati nelle Marche a causa del Covid-19 nelle ultime 24 ore.
Risultano purtroppo morte a causa del coronavirus altre 11 persone. Salgono a quota 845 le vittime, dall'inizio dell'epidemia (526 uomini e 319 donne). È sempre la provincia di Pesaro-Urbino a pagare il costo più alto in termini di vite spezzate (461) mentre sono in totale 125 quelle nel maceratese.
Secondo i dati trasmessi dal Gores si sono registrate 2 vittime negli ospedali della provincia di Macerata: all'Ospedale di Camerino è spirato un 89enne di Castelraimondo, mentre con ritardo è stato registrato il decesso di Don Giuseppe Branchesi, avvenuto domenica, al Covid-Hospital di Civitanova Marche.
Secondo i dati complessivi, nel 94,4% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 80 anni.
Di seguito nel dettaglio il report del Gores:
Tra i settori più colpiti dall'emergenza coronavirus il diporto nautico è certamente uno di quelli maggiormente penalizzati. Nella prima fase di contrasto alla diffusione del contagio, la tutela della salute mediante il confinamento e il blocco di ogni attività legata alla nautica da diporto, è stata inevitabile.
Ora le associazioni diportistiche civitanovesi riunite nel “Madiere” aprono il dibattito sulla ripartenza del settore nautico, che in città rappresenta una importante realtà economica e sociale: sono sette le associazioni sportive che gestiscono altrettante basi nautiche con 622 soci e 501 posti barca.
“Questo fatto, per una città portuale come Civitanova, dove la tradizione marinara e il diporto hanno una dimensione sociale di grande rilievo, ha rappresentato un ulteriore grave disagio - ha dichiarato il presidente dell’associazione "Il Madiere", Gianni Santori -. Con l’avvicinarsi della “Fase 2”, che coincide anche con il periodo di avvio della stagione nautica 2020, è necessario definire una strategia di ripartenza che, mantenendo alta la guardia rispetto alla diffusione del virus, consenta ai diportisti di riprendere il mare”.
Il diporto nautico è per sua natura una attività che “isola”. Chi va per mare si allontana dai luoghi affollati, il più delle volte lo fa con la propria famiglia o addirittura da solo. "Questi tipi di attività devono tornare ad essere consentite pur sempre all’interno di regole molto rigide, che garantiscano una protezione sicura dal contagio del coronavirus - prosegue Santori -. Consentire al diporto di riprendere il mare, oltre ad avere una importante funzione sociale di attenuazione del disagio delle famiglie dopo questo lungo e forzato isolamento, è anche indispensabile a mantenere in vita le attività che sono legate alla nautica".
Se in tempi brevi i diportisti non potranno tornare in mare il rischio di “saltare una stagione” si fa sempre più concreto e per molte imprese il pericolo di chiusura potrebbe diventare concreto.
“Da parte nostra la disponibilità ad individuare norme di comportamento e di autodisciplina che consentano di riprendere il mare in totale sicurezza è assoluta – ha concluso Santori - La salute delle persone resta l’obiettivo prioritario da anteporre ad ogni altro interesse, ma siamo convinti che le diverse esigenze possano essere rispettate garantendo soluzioni equilibrate e condivise. In questo senso nei prossimi giorni ci rivolgeremo alle varie autorità, ed in primis alla Regione Marche, per offrire il nostro contributo di idee e di impegno per la salvaguardia di un settore, il diporto nautico, che per la nostra città significa socialità e lavoro”.
La realizzazione del COVID Hospital, stimata in un tempo di circa due settimane, vede i volontari marchigiani del Raggruppamento Marche del CISOM – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta in prima linea sotto il coordinamento del Capo Raggruppamento Stefano Carnevali e del Capo Gruppo Macerata Simone Simonacci.
I volontari del CISOM dei gruppi di Macerata, Fabriano, Ancona e Fermo-Ascoli contribuiscono h24 ai servizi di Segreteria, logistica, vigilanza e cucina mobile con il supporto dei volontari della Misericordia di Ancona e dei medici del dipartimento sanitario della Santa Casa.
La realizzazione di questo nucleo operativo permetterà in primis all’Ospedale di Civitanova Marche, e a seguire anche agli altri ospedali marchigiani, di non avere più pazienti Covid, tornando così alla normale attività. La struttura prevede 42 posti letto per la terapia intensiva e 42 posti di semi intensiva, con la possibilità - se necessario - di operare come terapia intensiva al 100%.
Non è la prima volta che il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta si impegna in attività di sostegno alla popolazione.
Simone Simonacci, Capogruppo del Gruppo Macerata, ricorda infatti gli altri impegni affrontati dai volontari del CISOM nel corso di questa emergenza: “In questo momento, il Gruppo Macerata è impegnato, oltre che nella realizzazione di questo Covid Center, anche in servizi di consegna farmaci a domicilio con il COC di Recanati. Inoltre, in collaborazione con la Caritas di Recanati, distribuiamo pacchi alimentari per chi è in difficoltà. Abbiamo prestato servizio anche per la distribuzione dei “Pranzi di Pasqua”. Siamo sempre al servizio della comunità e di chi soffre. Le amministrazioni della Provincia di Macerata e le Diocesi possono contare sulla nostra collaborazione.”
A causa dell’esecuzione di lavori programmati dall’Enel sulla rete di distribuzione di energia elettrica, venerdì prossimo, 24 aprile, il parcheggio Centro storico di via Mugnoz rimarrà chiuso dalle ore 13 alle 14 e dalle ore 17 alle 18. Gli ascensori saranno invece spenti ininterrottamente dalle 13 alle 18
“Come già sapete, le attuali misure restrittive sono state prorogate sino al 3 maggio. Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme”. Il premier Giuseppe Conte si affida ad un lungo post facebook per fare alcune considerazioni riguardo la gestione dell’emergenza Covid-19 e la così detta fase 2.
“In questa fase – continua Conte nel post - non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere”.
Vi faccio un esempio. Non possiamo limitarci a pretendere, da parte della singola impresa, il rispetto del protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro che pure abbiamo predisposto per questa epidemia. Dobbiamo valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di questa impresa genera. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità. Come possiamo garantire all’interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose “ore di punta”? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti?
Questo programma – spiega il premier - deve avere un’impronta nazionale, perché deve offrire una riorganizzazione delle modalità di espletamento delle prestazioni lavorative, un ripensamento delle modalità di trasporto, nuove regole per le attività commerciali. Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali. Perché le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non sono le stesse che in Lombardia. Come pure la recettività delle strutture ospedaliere cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati e dei pazienti di Covid-19.
È per questo che abbiamo gruppi di esperti che stanno lavorando al nostro fianco giorno e notte. C’è il dottor Angelo Borrelli che sin dalla prima ora ci aiuta, per tutta la parte operativa, con le donne e gli uomini della Protezione civile. C’è il dott. Domenico Arcuri che sta mettendo le sue competenze manageriali al servizio dell’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e delle apparecchiature medicali di cui le Regioni erano fortemente carenti (pensate: ad oggi abbiamo fornito alle Regioni 110 milioni di mascherine e circa 3 mila ventilatori per le terapie). C’è il prof. Silvio Brusaferro che insieme agli altri scienziati ed esperti sanitari del Comitato tecnico-scientifico ci forniscono un’analisi scientifica della curva epidemiologica e ci suggeriscono le misure di contenimento del contagio e di mitigazione del rischio. Più di recente si è aggiunto il dott. Vittorio Colao che insieme a tanti altri esperti sta offrendo un contributo determinante per la stesura di un piano per una graduale e sostenibile riapertura, che tenga conto di tutti i molteplici aspetti, operativi e scientifici.
È fin troppo facile dire ‘apriamo tutto’. Ma i buoni propositi vanno tradotti nella realtà, nella realtà del nostro Paese, tenendo conto di tutte le nostre potenzialità, ma anche dei limiti attuali che ben conosciamo”.
“Nei prossimi giorni – prosegue il presidente del Consiglio - analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza.
E smettiamola di essere severi con il nostro Paese. Tutto il mondo è in difficoltà. Possiamo essere fieri di come stiamo affrontando questa durissima prova.
Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”, conclude il premier.
ll Gores ha comunicato, attraverso il giornaliero aggiornamento delle ore 12:00, la provenienza provinciale dei 5877 casi positivi al coronavirus sui 29.090 tamponi effettuati nella Regione Marche (leggi qui). Sono 2347 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino, 1760 in provincia di Ancona, 932 in provincia di Macerata (10 in più di ieri), 395 in provincia di Fermo, 271 in provincia di Ascoli Piceno, 172 extra regione.
Il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti continua ad aumentare: si è, infatti, passati da 1792 a 1825 (+33).
Scende il numero dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali (si è passati dagli 872 di ieri ai 862 di oggi) e diminuisce anche il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che ora sono 78 (2 meno di ieri): 17 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (9 a Civitanova Marche, 8 a Camerino).
Ecco la tabella rilasciata dal Gores alle ore 12:00:
Sono per ora 4 gli anziani over 75 che in provincia di Macerata hanno aderito alla convenzione nazionale tra Arma e Poste Italiane per delegare ai Carabinieri il ritiro della pensione e le richieste continuano ad arrivare.
Finora, l’Arma ha provveduto per 2 cittadini di Recanati, 1 di Macerata e 1 di Muccia.
Oltre alla signora 77enne di Recanati che ha ricevuto per prima la pensione tramite i Carabinieri, sono una 76enne sempre della cittadina recanatese, una 93enne di Macerata e una 87enne che abita a Muccia.
Tutti e 4 gli anziani, in piena emergenza COVID-19, hanno preferito evitare spostamenti, code e possibili truffe e si sono rivolti ai Carabinieri delle rispettive Stazioni, i quali si sono subito resi disponibili a prendere contatti con i direttori dei più vicini uffici postali che hanno così soddisfatto le loro esigenze, consegnando la pensione nelle mani dei Comandanti di Stazione che hanno poi raggiunto le abitazioni di ciascuno.
Ricordiamo che per richiedere il servizio della “pensione a domicilio” possono chiamare il numero verde 800 55 66 70 o contattare la più vicina Stazione dei Carabinieri tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che già riscuotevano la pensione in contanti. Nella convenzione non rientrano i coloro che vivono con familiari autosufficienti o che dimorino nelle vicinanze della propria abitazione, quelli che hanno un libretto o conto postale né coloro che hanno già delegato altre persone alla riscossione.
A Macerata, il Liceo Classico/Linguistico Leopardi ha chiesto il supporto dei Carabinieri per consegnare tablet a 5 studenti che ne erano sprovvisti garantendo così la continuità didattica a distanza durante l’emergenza coronavirus. I ragazzi potranno così continuare a seguire le lezioni da casa nel rispetto delle misure restrittive in vigore.
Questo piccolo ma significativo gesto di solidarietà rafforza ancor di più il legame tra Arma dei Carabinieri e gli istituti scolastici del territorio, da sempre uniti nei numerosi progetti di diffusione della cultura della legalità nelle scuole. Così facendo i Carabinieri portano a casa il proprio esempio di “pedagogia civile”, avvicinando i ragazzi e favorendo l’accettazione e la pratica di valori di civiltà e di solidarietà
"Avrà effetto da domani, mercoledì 22 aprile 2020, l’ordinanza che rende obbligatorio l’utilizzo delle mascherine e dei guanti monouso per l’accesso negli esercizi commerciali, uffici pubblici, uffici postali, banche e in ogni altro luogo chiuso in cui vi sia rischio di assembramento, così come all’aperto durante l’attesa per l’ingresso nei suddetti locali - annuncia il sindaco di Belforte del Chieti Alessio Vita - Questa misura risulta fondamentale per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e risulta efficace solo se tutti quanti rispettano quanto previsto. Il provvedimento è prima di tutto rivolto a tutela degli operatori economici del Paese i quali sono quotidianamente esposti al contatto con la popolazione. Poi, è anche una forma di rispetto verso tutti coloro che consapevolmente e con grande senso civico adottano tutte le misure necessarie a limitare ogni possibile forma di contagio".
"La comprovata presenza di persone così dette asintomatiche, ovvero che anche in salute risultano essere positive al COVID-19, può esporre tutta la popolazione al rischio di contrarre il virus veicolandolo, purtroppo, a coloro che sono più esposti alle problematiche respiratorie - prosege la nota del Sindaco - Indossare le mascherine e i guanti può sembrare una banalità ma assume un grande valore preventivo per fermare la catena dei contagi. Solo così possiamo ridurre il tempo necessario per uscire da questo incubo e tornare alla normalità.
"Sono state lasciate nelle scorse settimane delle mascherine presso la Farmacia e, nei giorni passati, 2 mascherine per ogni nucleo familiare. Ne stanno arrivando anche altre che saranno ridistribuite strada facendo. L’Amministrazione Comunale ha anche provveduto a lasciare presso i negozi di generi alimentari i guanti usa e getta per metterli a disposizione dei cittadini che ne sono sprovvisti"
"Chi non rispetta questa ordinanza potrà essere sanzionato, ai sensi dell’articolo 7 bis del Testo Unico Enti locali di cui al D.Lgs. n. 267/2000, con un importo che va da 25 a 500 euro"
"Tuttavia, non dobbiamo dimenticarci di rispettare l’obbligo di restare a casa uscendo solo in caso di vera necessità - conclude il Sindaco - mantenendo il distanziamento sociale, evitando di toccarci la bocca, il naso e gli occhi e di lavarci sempre le mani al rientro presso l’abitazione"
Sono giorni caldi a Porto Recanati, così come in tutti i comuni della costa. Nei giorni scorsi è stata organizzata una call conference tra l’Amministrazione Comunale, con il Sindaco Mozzicafreddo in prima linea e pronto alla collaborazione, ed alcuni dei rappresentanti degli chalet per fare il punto della situazione in vista dell’imminente stagione estiva, con l’incognita Covid a fare da variabile. "Èstato un colloquio molto produttivo – dice l’Assessore al bilancio e al turismo Angelica Sabbatini – Tanti gli argomenti trattati. Abbiamo cercato di fare il punto della situazione e farci trovare pronti insieme ad affrontare la prossima stagione estiva. Devo dire che abbiamo grande fiducia e speranza e come amministrazione siamo al fianco dei nostri concittadini. La richiesta maggiore è riguardo a un’agevolazione sulla Tari. Quello che abbiamo detto è che sicuramente ci metteremo seduti intorno a un tavolo per studiare un piano B e venire incontro alle esigenze”. A parlare della riunione anche l’assessore all’urbanistica ed al demanio Piergiorgio Toschi: “Alcuni stabilimenti hanno ricevuto telefonate dai Comuni limitrofi e da alcuni di fuori regione per avere informazioni e questo è molto importante. Abbiamo creato un canale Whats App con i titolari degli stabilimenti balneari per coadiuvare gli stessi nelle varie procedure amministrative e per fare il punto della situazione sui lavori a mano a mano che evolve la situazione. Il nostro intento è sicuramente quello di aiutare la categoria, credo che la riunione sia andata molto bene. Adesso il prossimo step è anche quello di aspettare le indicazioni nazionali”.
Anche il Vice Sindaco Rosalba Ubaldi, sempre in prima linea, è intervenuta sul tema: “L'incontro con i bagnini di Porto Recanati e la Presidente Abat Mara Petrelli avvenuto in via telematica, ha consentito all'Amministrazione Comunale di riprendere un contatto diretto con la categoria, alla vigilia della stagione balneare. Ha permesso di mettere a fuoco tutte le incertezze dettate dal momento che stiamo vivendo ma anche di ascoltare le idee degli operatori in merito alle opportunità ed alle possibilità di intervento. Insieme al Sindaco ed ai colleghi assessori, abbiamo dichiarato tutta la disponibilità di accompagnare la categoria nella predisposizione di tutte le direttive che potranno e dovranno essere attuate in via eccezionale, consentendo quanto possibile perchè la loro attività possa svolgersi adeguatamente. Verranno verificate le varie azioni da mettere in campo non appena in possesso delle linee guida emesse dalla Regione. Data anche la possibilità di riduzione di alcuni tributi, per quanto possibile, in relazione alla ridotta attività ma anche la possibilità di eventualmente prolungare la stagione consueta. È stato ribadito che, a nostro parere, dovremo ancora attendere almeno la fine del mese per avere concretamente il quadro della situazione sanitaria nella nostra Regione ma che siamo anche convinti che, per quanto riguarda Porto Recanati, essa potrebbe normalizzarsi entro la fine del mese. Abbiamo concordato che il servizio che dovrà essere offerto quest'anno dovrà essere qualitativamente eccellente e di sicurezza assoluta in modo che il turista, che presumiamo sarà prettamente dell'area centrale, possa raggiungerci con piena fiducia. Studieremo insieme le iniziative da intraprendere in via eccezionale e partirà prima possibile una campagna pubblicitaria che miri a sollecitare il desiderio di raggiungerci. Ho comunicato che si procederà al riposizionamento dei massi caduti nella zona centrale con il progetto che ha già visto l'intervento negli anni precedenti a partire dalla Fiumarella fino al Balneare Annito e che quest'anno proseguirà fino al Circolo della Vela. Molti i timori della vigilia ma abbiamo anche potuto registrare una grande fiducia nella sfida che attende loro e insieme a loro, tutta la città che fonda la sua economia principalmente nel turismo balneare e nei settori collegati. L'appuntamento è prossimo, non appena a conoscenza di nuove direttive. Mara Petrelli continuerà, come pure l'Amministrazione Comunale, a rappresentare le tante problematiche nei confronti della Regione e dell'Assessore Pieroni in modo da individuare le soluzioni possibili ad una problematica molto seria e del tutto nuova”.
Da giovedì prossimo (23 aprile) nel Comune di San Severino Marche diventa obbligatorio l’utilizzo delle mascherine. Questo è quanto disposto da un’Ordinanza del Sindaco, Rosa Piermattei.
L’accesso nei luoghi pubblici, anche all’aperto, negli esercizi commerciali, negli uffici pubblici, negli uffici postali, nelle banche e in ogni altro luogo chiuso nel quale sia prevista la presenza di più persone, sarà consentito solo indossando i dispositivi di protezione individuale in modo da limitare al massimo la contaminazione degli ambienti.
I responsabili o i dirigenti degli uffici pubblici e i titolari o responsabili degli esercizi commerciali saranno tenuti a richiedere, all’ingresso dei locali, di indossare i presidi le mascherine. In caso di rifiuto dovranno avvertire le autorità di polizia, tra cui il locale Comando della Polizia locale.
Le persone che invitate ad indossare i presidi non si adegueranno senza giustificato motivo, saranno sanzionate con l’applicazione della sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, ai sensi dell’articolo 7 bis del Testo Unico Enti locali di cui al D.Lgs. n. 267/2000. La stessa sanzione si applicherà anche ai responsabili o ai dirigenti degli uffici pubblici e ai titolari o responsabili degli esercizi commerciali.
Il provvedimento si è reso necessario, come viene specificato nella premessa dell’Ordinanza, valutate le informazioni pervenute dal Gores, il Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie, e dal Dipartimento di Protezione Civile in ordine al numero dei contagi nel Comune di San Severino Marche che risulta in preoccupante crescita e anche alla luce del fatto che la Città di San Severino Marche ospita l’unico presidio ospedaliero No-Covid dell’intera Area Vasta 3.
Stante questa situazione diventa strategico contenere la diffusione del virus sull’intero territorio comunale, è scritto sempre nella premessa del provvedimento assunto dal primo cittadino settempedano, affinché sia preservata anche l’incolumità dell’utenza e del personale che gravitano, provenienti da gran parte della provincia, proprio attorno all’unico presidio No-Covid dell’Area Vasta 3.
Come specificato più volte con appositi decreti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, le amministrazioni locali e regionali possono, nella attuale fase di emergenza sanitaria, imporre vincoli ulteriori rispetto a quelli dettati dai provvedimenti nazionali a condizione che essi siano finalizzati a garantire la tutela del bene primario della salute. Resta inteso che tra le misure certe di prevenzione rimane il rispetto delle distanze interpersonali. L’invito, quindi, è di mantenere almeno un metro di distanza gli uni dagli altri.
Il Gores ha trasmesso le schede relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 51 sui 1084 analizzati. I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 5877 su un totale di 29.090 campioni testati. L'incidenza giornaliera sul sul numero dei positivi, rispetto ai tamponi analizzati è del 4,70. Si registra, dunque, un decremento rispetto alla giornata di ieri, quando l'incidenza era del 6,28.
Il dato più rilevante è che continua a scendere, seppur in maniera lieve, la curva della progressione dei contagi rispetto ai tamponi totali analizzati dall'inizio dell'emergenza (20,20 di oggi, contro i 20,80 di ieri).
Di seguito le tabelle rese note dal Gores:
"La terribile notizia della scomparsa di Don Peppe si è diffusa nella nostra piccola comunità in un baleno, non appena le campane della chiesa hanno iniziato a suonare per annunciare la salita al cielo del nostro parroco - scrive in una nota il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari -. La comunità che aveva seguito con trepidazione l’andamento della sue condizioni di salute è rimasta attonita e impaurita, sentendosi all’improvviso indifesa senza più la guida, l’assistenza, i consigli del suo parroco. Un sacerdote forte nella fede, e bontà, ricco di vitalità e di idee, ma soprattutto di tanta umanità, sempre vicino ai malati, agli anziani e a chi aveva bisogno"
"Don Peppe era convinto assertore della dignità della persona, della famiglia, della solidarietà, come pure dell’ambiente, della cultura e dello sport, nonché dei diritti della salute, dell’istruzione, dell’uguaglianza - ricorda Pettinari - Un sacerdote che partecipava attivamente alla vita sociale della parrocchia e anche dell’intera comunità provinciale; i suoi interessi e le sue iniziative non avevano confini, né geografici, né tematici - e aggiunge -Tra le tantissime azioni ci sono le missioni in America latina (Argentina e Brasile) e in Africa, il sostegno ai terremotati del sisma del ’97 con le diverse città dei polentari d’Italia, i gesti di solidarietà alle zone terremotate del 2016 quali Castalsantangelo, Muccia e altri Comuni, le collaborazione con diverse pro loco, tra cui Treia, Macerata e altre; né posso dimenticare la polenta offerta a tutti, durante la RACI negli anni in cui era organizzata dalla Provincia".
"Don Peppe sapeva arrivare al cuore delle persone, chi lo conosceva ne restava colpito per la simpatia, la curiosità, l’allegria e l’esuberanza - continua nel suo ricordo il Presidente - Sapeva farsi voler bene, amava la compagnia e utilizzava ogni occasione per dare insegnamenti e messaggi non solo religiosi, ma anche sociali, culturali e ambientali. Era un grande sostenitore delle nostre eccellenze paesaggistiche, storico, culturali e soprattutto agroalimentari; sempre al fianco delle campagne, della sua Coldiretti e delle altre associazioni in difesa e valorizzazione dei nostri prodotti tipici enogastronomici".
Il presidente della Provincia Antonio Pettinari ha concluso dichiarando : "Don Peppe è stato un vulcano di idee e iniziative, utilizzava ogni occasione e circostanza per stare tra la gente e in particolare tra i giovani, per svolgere al meglio la propria missione di prete. Ho avuto l’onore e il privilegio di trascorrere quarantacinque anni della mia vita con lui, è stato un dono del Signore. A noi che l’abbiamo conosciuto e amato resta il ricordo e soprattutto l’esempio. Don Peppe insieme a Giovanni e ai tanti amici ritrovati in cielo ci proteggerà da lassù"
"Il mio abbraccio forte forte a Maria Pia, a Francesco, ad Anna e a tutti i familiari"
"Ciao Don Peppe", "Ciao Fratello", "Grazie Don Peppe" sono questi i messaggi che nel piovoso pomeriggio di oggi erano presenti lungo la strada che dalla frazione di Santa Maria in Selva conduce a Treia.
L'ultimo viaggio di Don Giuseppe Branchesi, deceduto ieri all'età di 82 anni dopo una lunga battaglia iniziata a metà marzo contro il Coronavirus, ha visto la partecipazione di tanta gente che nonostante le limitazioni anti-Covid e la pioggia battente, è stata presente lungo le strade dove è passato il feretro con la salma del parroco della Chiesa di Santa Maria in Selva che ha poi raggiunto il cimitero di Treia per la tumulazione.
Una cerimonia funebre in forma ristretta ma nella quale non è mancato il calore e l'amore della gente, che attraverso i loro applausi hanno voluto rendere omaggio ad un uomo e un sacerdote la cui scomparsa ha gettato nel lutto l'intera provincia di Macerata.
La salma ha terminato il suo percorso al Cimitero di Treia dove erano presenti solo i parenti più stretti e il Vescovo della Diocesi di Macerata Monsignor Nazzareno Marconi, che insieme ad altri rappresentanti della Curia hanno dato l'ultimo saluto a Don Peppe.
(Foto di Giammario Scodanibbio)