Il Gores ha fornito - attraverso il quotidiano aggiornamento delle ore 12:00 - la provenienza provinciale dei 6533 positivi al coronavirus nella Regione Marche. Sono 2.667 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino (7 in più di ieri), 1.837 in provincia di Ancona (7 in più di ieri), 1.067 in provincia di Macerata (11 in più di ieri), 455 in provincia di Fermo (numero invariato), 287 in provincia di Ascoli Piceno (numero invariato), 220 extra regione.
Il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti continua ad aumentare: sono infatti arrivati a 2.322 e allo stesso tempo salgono anche i contagiati ancora in isolamento domiciliare: sono 2.937 oggi
Scende, invece, il numero dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali ora 314 e altresì - rispetto a ieri - il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, sono 30: 6 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (2 a Civitanova Marche, 4 a Camerino).
Ecco la tabella rilasciata dal Gores:
Aveva 59 anni e ieri pomeriggio, alle 18.30, all’Ospedale Torrette di Ancona, a causa delle complicanze connesse al covid-19, è morto Federico La Rotonda, addetto alla Stazione Carabinieri di Macerata.
Nato a Genova e cresciuto a Santa Margherita Ligure (GE), Federico era figlio d’Arma: infatti, il papà Emilio – che è venuto a mancare a settembre del 2019 – era Appuntato dei Carabinieri. Federico segue le orme del papà e a 22 anni si arruola nell’Arma, precisamente il 7 giugno 1983.
Dopo aver frequentato il 70° corso presso la Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso, il successivo 22 ottobre viene destinato alla Stazione CC di Torino Mirafiori dove presta servizio per circa 1 anno e mezzo. Dopo aver lavorato in provincia di Torino tra il 1985 e il 1987, successivamente e fino al 1993 presta servizio presso la Stazione Carabinieri presso l’Arsenale della Marina Militare di La Spezia, dove viene promosso al grado di Carabiniere Scelto.
Dal 30 maggio 1993 viene trasferito in provincia di Macerata, alla Stazione Carabinieri di Apiro dove vi rimane per 3 anni. Dal 28 maggio 1996 al novembre 2009 lavora presso il Nucleo Carabinieri Banca d’Italia di Macerata.
Nel frattempo, nel giugno 1997 si sposa con la Signora Sabrina e il 29 giugno del 1999 nasce Mirko, loro figlio unico. Sempre nel 1999 Federico indossa il grado di Appuntato Scelto.
Il 9 novembre 2009 viene trasferito alla Stazione CC di Montecassiano dove vi lavora per 3 anni, prima di giungere alla Stazione Carabinieri di Macerata esattamente il 15 ottobre 2012, fino al 17 aprile scorso. Proprio da quel giorno Federico si è ammalato, dapprima è stato ricoverato all’Ospedale di Macerata. Le sue condizioni si sono aggravate tanto da essere trasferito all’ospedale di Camerino in terapia intensiva e in prognosi riservata. Dalla sera del 7 maggio le cose purtroppo sono peggiorate e il giorno seguente è stato trasferito presso l’ospedale “Torrette” di Ancona, dove si è spento nella serata di ieri.
Unanime il cordoglio di tutta l’Arma dei Carabinieri. Una vita, quella di Federico, dedicata al dovere, all'Istituzione e ai cittadini. Il 9 gennaio prossimo avrebbe compiuto 60 anni e si sarebbe congedato. Lo ricordano tutti come un Carabiniere dalle straordinarie qualità umane, sempre disponibile, generoso verso i colleghi e animato da un elevatissimo senso del dovere.
Federico lascia la moglie Sabrina, il figlio Mirko e l’anziana mamma di 91 anni, che vive in provincia di Teramo.
Il Colonnello Michele Roberti, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Macerata lo ricorda così: “Marito e padre devoto, un esemplare servitore dello Stato che sapeva svolgere il suo lavoro con grande umiltà e fermezza, ma senza mai perdere la capacità di dialogare con tutti. Uno di noi che se ne va e ci lascia con un vuoto angosciante. Il nostro commosso abbraccio va alla moglie Sabrina e al figlio Mirko”.
"Emergenza Covid-19 - APM a sostegno delle famiglie in difficoltà", questo è il titolo del comunicato a firmato dal Presidente Giorgio Piergiacomi che da qualche giorno è stato affisso sulla bacheca dei dipendenti dell'APM, Azienda Pluriservizi Macerata spa.
La nota dell’azienda è un invito a tutti i dipendenti ad autorizzare la trattenuta di un importo della retribuzione inerente al prossimo mese di giugno per poi devolvere la somma raccolta per l'acquisto di prodotti per l'infanzia e beni di prima necessità con buoni spendibili nelle tre farmacie comunali che sono sempre tra l’altro sotto l’egida dell'APM group.
Non si è fatta attendere molto la risposta dei dipendenti e non è stata certo delle più serene, come si può chiaramente evincere dalla parola "Vergogna" scritta in fondo al comunicato. Una risposta forte che certifica il malcontento dei lavoratori del servizio di trasporto pubblico maceratese a cui dall'inizio dell'epidemia sono state ridotte drasticamente le ore di lavoro mensili, con un conseguente perdita in termini di retribuzione che in questo periodo diventa un pesante macigno da sopportare.
Stando alle segnalazioni fatte da parte dei dipendenti dell’APM arrivate alla nostra redazione, sembra che l'iniziativa non abbia riscosso molto successo. Tant'è che quasi nessuno di loro ha aderito alla decurtazione volontaria del compenso per fini benefici, in quanto in totale dissonanza con la politica dell'azienda che ad inizio dell'emergenza sanitaria aveva ridotto i servizi del 75%,quindi ben più di quanto aveva disposto la Regione Marche (50%).
La beneficenza e la solidarietà sono senza dubbio due strade nobili da perseguire, soprattutto in una fase così drammatica della nostra storia recente, ma in un caso come quello che vede coinvolti i collaboratori dell'APM, sarebbe buona cosa anche essere messi in condizione di aderire, ed è ovvio, che con stipendi già tagliati per via delle politiche aziendali, diventa quasi assurdo "invitarli" a fare donazioni.
Forse il buon esempio potrebbe venire dall' "alto": con un impegno diretto da parte dei singoli (come ad esempio il direttore generale Stefano Cudini, il quale percepisce un compenso di circa 150 mila euro annui) considerando le diverse possibilità, non solamente limitandosi a raddoppiare le cifre donate dai lavoratori che è quantomeno la via più semplice, ma dai vertici dell'APM tutto tace. Gli unici sacrifici sono chiesti proprio ai loro dipendenti, ignorando del tutto il fatto che già da mesi li stanno affrontando con una invidiabile dignità.
AGGIORNAMENTO: LA REPLICA DEI DIPENDENTI DELL'APM CHE HANNO ADERITO ALL'INIZIATIVA
"Ci vediamo costretti ad intervenire per precisare che quanto pubblicato sul quotidiano locale online PICCHIO NEWS nella giornata del 10/05/2020 , non rappresenta in alcun modo la realtà ed il sentimento dei lavoratori del settore trasporti dell’APM Spa.
Probabilmente qualche collega ha espresso quelle considerazioni al giornalista , ma da questo ,a generalizzare ed estendere a tutti o alla gran parte dei lavoratori questi argomenti e considerazioni, ce ne corre.
La beneficienza è un azione individuale libera e spontanea che rafforza il senso di comunità, esattamente come la solidarietà, che sono valori positivi ,di cui in queste settimane, per fortuna, sono piene le cronache.
Non è la prima volta che APM ed i suoi dipendenti decidono azioni di beneficienza anzi, in questa occasione ,alcuni di noi avevano sentito li bisogno di sollecitare la Società a farsi promotrice e partecipe.
E’ vero che per alcuni mesi il nostro stipendio subirà una decurtazione salariale, anche significativa, ma questo non ci può far dimenticare i molti che vivono situazioni ben più gravi.
La solidarietà di chi, come molti di noi del gruppo settore trasporti, ha un valore aggiuntivo che compensa ampiamente la misura. In ogni caso nessuno è costretto! La sottoscrizione alla solidarietà è libera e volontaria"
AGGIORNAMENTO: LA REPLICA DEI DIPENDENTI DELL'APM CHE HANNO ADERITO ALL'INIZIATIVA
"Ci vediamo costretti ad intervenire per precisare che quanto pubblicato sul quotidiano locale online PICCHIO NEWS nella giornata del 10/05/2020 , non rappresenta in alcun modo la realtà ed il sentimento dei lavoratori del settore trasporti dell’APM Spa.
Probabilmente qualche collega ha espresso quelle considerazioni al giornalista , ma da questo ,a generalizzare ed estendere a tutti o alla gran parte dei lavoratori questi argomenti e considerazioni, ce ne corre.
La beneficienza è un azione individuale libera e spontanea che rafforza il senso di comunità, esattamente come la solidarietà, che sono valori positivi ,di cui in queste settimane, per fortuna, sono piene le cronache.
Non è la prima volta che APM ed i suoi dipendenti decidono azioni di beneficienza anzi, in questa occasione ,alcuni di noi avevano sentito li bisogno di sollecitare la Società a farsi promotrice e partecipe.
E’ vero che per alcuni mesi il nostro stipendio subirà una decurtazione salariale, anche significativa, ma questo non ci può far dimenticare i molti che vivono situazioni ben più gravi.
La solidarietà di chi, come molti di noi del gruppo settore trasporti, ha un valore aggiuntivo che compensa ampiamente la misura. In ogni caso nessuno è costretto! La sottoscrizione alla solidarietà è libera e volontaria"
Sono arrivati in piazza Del Popolo solo in sei, sul tettino dell’auto che apriva il piccolo corteo una bandiera tricolore. L’emergenza sanitaria da Covid-19 quest’anno ha fatto saltare il tradizionale raduno delle mitiche nonnine di casa Fiat che avrebbe invaso, come sempre, l’ovale simbolo della città di San Severino Marche ma presidente e soci del Gruppo Amatori 500 non si sono dati per vinti e così hanno organizzato una piccola sfilata a bordo delle loro graziose utilitarie per consegnare al sindaco, Rosa Piermattei, 300 mascherine lavabili con filtri di ricambio per adulti e 20 mascherine taglia piccola per bambini. Materiale prezioso che sarà utilizzato dal Comune per le esigenze della popolazione. Alla cerimonia di consegna ha preso parte anche l’assessore comunale alle Attività Produttive, Jacopo Orlandani.
“Speriamo di tornare l’anno prossimo chiassosi e festanti come sempre - sottolinea Giovanni Cavallini, presidente del Gruppo Amatori 500 a capo dell’organizzazione del 500 Septempeda Meeting che nell’ultima edizione del raduno riuscì a condurre ai nastri di partenza ben 250 mini bolidi con la partecipazione di oltre 500 persone tra equipaggi e piloti - L’appuntamento resta confermato, come sempre, per il secondo fine settimana di maggio. L’edizione 2020 sarà ricordata come l’edizione della solidarietà: anche noi appassionati di Cinquecento abbiamo voluto dare un piccolo contributo alla comunità locale che sta attraversando, come molte altre realtà d’Italia cui siamo legati dal rombo dei nostri piccoli bolidi, un momento veramente difficile”.
Il Gores come di consueto ha trasmesso la scheda relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 40 sui 1367 analizzati.
I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 6533 su un totale di 49.194 campioni testati. Scende l'incidenza giornaliera del numero dei positivi riseptto la giornata di ieri , con un calo della numero totole dei casi positivi (leggi qui).
Il rapporto totale tra tamponi effettuati ed il numero di positivi continua a scendere, seppur in maniera lieve
7 nella provincia di Pesaro Urbino, 7 ad Ancona, 11 a Macerata, 0 a Fermo, 0 ad Ascoli e 5 fuori regione.
Si conferma la tendenza positiva già registrata, anche se il dato in valore assoluto è più alto rispetto a quelli dei giorni precedenti poiché include una serie di pazienti già in quarantena nelle province di Pesaro e di Macerata, ai quali è stato effettuato il tampone per la diagnosi definitiva.
Nella fase 2 di gestione della pandemia si allarga la platea delle persone sottoposte a tampone, per garantire il contenimento nel momento delle riaperture, con un capillare controllo, oltre che dei casi positivi, dei loro familiari e contatti anche se asintomatici.
Ecco, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Gores:
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante i rapporti tra condomini ai tempi del Coronavirus e nello specifico i comportamenti eccedenti che si tramutano in rumori molesti. Ecco la risposta dell’avvocato Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Civitanova Marche che chiede: “In tempo di isolamento da Covid-19 sono diventati popolari i flash mob sul terrazzino di casa per cantare, applaudire, conversare a distanza e che possono essere anche fonte di disturbo per i vicini. Nonostante l'emergenza, queste condotte sono lecite?
L'emergenza da Coronavirus ha modificato le abitudini di vita degli italiani, ora costretti a rimanere il più possibile all'interno delle mura domestiche per arginare la diffusione del virus. L'impossibilità di spostarsi da casa, se non per determinate ragioni di necessità, ha inevitabilmente ridotto i rapporti tra le persone, ora limitati alle conversazioni virtuali con gli amici e i parenti e agli occasionali incroci “a distanza” tra vicini di casa. Nonostante tali premesse, alla luce dell'attuale scenario di emergenza nazionale, ad oggi, non esistono disposizioni che hanno considerato lecite le “attività fonte di disturbo e rumore per i vicini del condominio”. Pertanto, nel caso in cui l'attività disturbante arrechi solo fastidio e immissioni intollerabili a danno di singoli condomini (si pensi ad esempio alla musica ad alto volume che danneggi solo i condomini confinanti con lo stabile in cui e non determini rumori fastidiosi all'interno dell'atrio condominiale), sono solo loro ad essere legittimati ad agire ed in questo caso civilmente, diversamente integra reato penale, ai sensi dell’art. 659 c.p., le urla e i rumori di un condomino le cui emissioni sonore siano potenzialmente idonee a disturbare un numero indiscriminato di persone secondo il parametro della normale tollerabilità, indipendentemente da quanti se ne possano in concreto lamentare (Cass. Pen., sez. II,1 marzo 2018, n. 9361). La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che il Giudice, nel ritenere il singolo condomino responsabile del reato di cui all'art. 659 c.p. per avere mediante rumori, urla e schiamazzi durante l'orario notturno all'interno di un edificio condominiale disturbato il riposo dei condomini, desumendo dalla diffusività del rumore, percepibile al di fuori dell'edificio da cui proveniva, la sua la capacità di propagarsi all'interno dell'intero stabile condominiale, arrecando così potenziale disturbo ad un numero indeterminato di persone, costituite dai condomini residenti e da chiunque altro si trovasse in quel frangente nell'immobile, e non soltanto agli occupanti degli appartamenti ubicati in prossimità del luogo in cui il prevenuto stava dando sfogo ai suoi impeti iracondi.
Pertanto, in risposta alla domanda del nostro lettore, si può affermare che il lockdown forzato non deve essere motivo di gestire la quarantena violando i principi generali di legge in tema di rumori, art. 844 c.c. e art. 659 c.p., altrimenti si rischia di andare incontro a delle responsabilità civili e/o penali.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
È libera Silvia Romano la 24enne cooperante milanese rapita in Kenya nel villaggio di Chakama nel novembre 2018, da una milizia armata di fucili e machete. La ragazza stava lavorando a un progetto educativo per l'infanzia con l'organizzazione non governativa Africa Milele di Fano. In un tweet il premier Giuseppe Conte ha ringraziato "le donne e gli uomini dei nostri servizi d'intelligence. L'operazione dell'Aise, diretta dal generale Luciano Carta, è stata condotta con la collaborazione dei servizi turchi e somali ed è scattata la scorsa notte. La volontaria si trova ora in sicurezza nel compound delle forze internazionali a Mogadiscio. "Sono stata forte e ho resistito. - le prime parole di Silvia dopo la liberazione - Sto bene e non vedo l'ora di tornare in Italia".
Anche il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ha commentato la notizia in un post su facebook: "Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per riportarla a casa dove potrà riabbracciare i suoi cari e tutte le persone che le vogliono bene".
(Fonte Ansa)
Nuova e bella iniziativa dell’Avis Comunale Macerata in questo periodo delicato a livello sanitario. Una delegazione dell’associazione guidata dalla presidente Elisabetta Marcolini, il presidente onorario Gianni Ornelli e Francesca Cesaretti, si è recata alla Casa di Riposo di Villa Cozza consegnando 3 tablet di ultima generazione alla struttura residenziale per anziani, rappresentata per l’occasione dal direttore generale Francesco Prioglio e dalla responsabile Eleonora Morelli. Una donazione che consentirà ai familiari di restare più in contatto e accorciare le distanze imposte per poter fronteggiare la pandemia di covid-19.
L'Azienda Ircr Macerata gestisce, oltre a Villa Cozza, altre 5 strutture in provincia e sin dall'inizio dell'emergenza ha attivato procedure precauzionali per limitare rischio di contagi, già dai primi di marzo limitando ad esempio gli accessi. Grazie a prevenzione, attenzione ed efficienza, ad oggi non si registrano casi positivi (su una popolazione anziana di oltre 250 unità) ma naturalmente la concentrazione di tutto il personale rimane alta.
Intanto, grazie alla donazione dell’Avis è stato ampliato il numero di tablet e smartphone, cosicché figli o nipoti possano non solo sentire ma anche vedere, attraverso uno schermo e le applicazioni video, i loro amati genitori o nonni. L’Avis all’inizio della pandemia aveva concretizzato un’altra iniziativa. Nel periodo in cui le mascherine erano introvabili, ne aveva date 250 al Dipartimento Immuno-Trasfusionale dell’ospedale di Macerata.
“In questo periodo l’Avis sta attivandosi anche in modalità diverse dalla donazione del sangue -spiega Elisabetta Marcolini- e abbiamo pensato a questa azione di aiuto e sollievo sempre legati al concetto di cercare e fare il bene comune. A proposito del sangue, dopo il tipico calo dei primi mesi del nuovo anno, le donazioni sono tornate alte. Tutto del resto viene fatto nella massima sicurezza. Anche il plasma è importante. Non solo perché sembra la nuova frontiera contro il virus, ma perché, voglio ricordare, serve sempre, per i farmaci o altre terapie”.
Fermi a Casette Verdini dall'inizio della quarantena.
E' il circo Universal, che ha piazzato i tendoni nel comune di Pollenza poco prima dell'inizio dell'emergenza Covid-19 ed è rimasto li fin ora, senza poter fare spettacolo e quindi senza poter guadagnare
Ma se lo spettacolo si ferma, non si ferma la normale attività di assistenza e cura degli animali e del personale
E' l'allarme lanciato dal circo in italia, una settantina in tutto le realtà, che si trovano in situazioni precarie nel periodo Covid. Da qui le iniziative di assistenza volontaria nate dalla generosità dei produttori agricoli
Sotto l'egida della sempre attenta Coldiretti, sono stati raccolti generi alimentari di prima necessità come latte, verdura, frutta, carne e sopratutto paglia e fieno in quantità sufficente per poter sopperire almeno in parte all'emergenza
Gli aiuti saranno consegnati domattina, 10 Maggio 2020 alle ore 11 direttamente al circo Universal, a casette verdini di Pollenza.
Un'iniziativa che è gia stata messa in atto, sempre da Coldiretti, in altre regioni. Ultima in ordine di tempo la basilicata, esattamente a Matera dove Coldiretti si è mobilitata per aiutare il circo Wigliams
Con il decreto n. 148 del 9 maggio 2020, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha stabilito che, in adeguamento alle previsioni del Dpcm 26 aprile 2020 a far data dal 9 maggio è consentita la vendita anche di sole bevande da asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, delle attività agrituristiche, e da parte delle attività artigianali quali a titolo esemplificativo: rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio, con esclusione degli esercizi e delle attività localizzate in aree o spazi pubblici in cui è vietato e/o interdetto l’accesso.
La vendita per asporto sarà effettuata esclusivamente previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamenti, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all'esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce e nel rispetto delle misure di contenimento del contagio.
E’ consentito anche l’asporto in quegli esercizi di ristorazione per i quali sia prevista l’ordinazione e la consegna al cliente direttamente dal veicolo. Resta vietata ogni forma di consumo sul posto.
Il Comune di Recanati lancia un avviso pubblico per ricercare soggetti interessati ad organizzare in sicurezza i Centri Estivi sul territorio comunale, per co-progettare e realizzare con l’Ente attività ludico, ricreative, aggregative estive per le bambine, i bambini, e le ragazze e i ragazzi di Recanati. “Abbiamo realizzato un bando specifico per i centri estivi che rientra nella nuova strategia dei servizi dedicati a infanzia e adolescenza in tempi di Covid19 - ha detto Il Sindaco di Recanati Antonio Bravi - Vogliamo essere pronti con una co-progettazione da fare insieme ai soggetti proponenti, per fornire una rapida risposta ai genitori e a tutti i nostri piccoli cittadini, non appena arriveranno le specifiche indicazioni nazionali e regionali in merito alle modalità di organizzazione. Attivarsi subito ci permette di garantire che già dal mese di giugno, in caso di direttive del Governo, saremo pronti a far partire le attività'. “L’attuale situazione di emergenza da diffusione del contagio da COVID-19 comporta inevitabilmente la necessità di una riconsiderazione dei bisogni delle famiglie e di una riorganizzazione dei servizi a loro dedicati - ha aggiunto l’Assessora alle Politiche Sociali Paola Nicolini - è necessario favorire una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei genitori e al contempo occasioni di svago e aggregazione per i minori, tra i più penalizzati in questo lungo periodo di isolamento.”
Possono presentare la propria candidatura per la co-progettazione e la realizzazione dei “Centri Estivi 2020” di Recanati associazioni, cooperative, polisportive e tutti coloro che operano in ambito educativo, ludico e culturale, con sede a Recanati.
I soggetti che manifesteranno il proprio interesse a collaborare con il Comune di Recanati per la co-progettazione e la realizzazione delle attività estive per i minori nella fascia di età tra i 3 mesi e i 14 anni, dovranno proporre un progetto educativo, ludico e ricreativo, da realizzare nel territorio del Comune di Recanati nel periodo compreso tra l’8 giugno e il 31 agosto 2020, e comunque fino alla ripresa delle attività scolastiche, per una durata minima di almeno 2 settimane, con un orario giornaliero di almeno 4 ore continuative, per almeno 5 giorni a settimana. L’idea è quella di creare gruppi ristretti di bambini impegnati in attività da svolgere prevalentemente in aree esterne, parchi, giardini pubblici, giardini delle scuole, in un clima emotivamente coinvolgente. È prevista una parte di formazione obbligatoria, per gli aderenti al bando, così da garantire sicurezza e qualità. Sarà cura del Comune di Recanati verificare le forme di aiuto più opportuno alle famiglie in difficoltà, per una copertura parziale o totale dei costi delle rette dei centri estivi, nel caso non vengano previsti contributi nazionali o regionali a sostegno delle spese per la frequenza dei servizi.
“Le nostre aziende devono ripartire e devono poter guardare avanti con fiducia e ottimismo. Stiamo uscendo dalla crisi più difficile che ci siamo trovati ad affrontare d’improvviso dal dopoguerra ad oggi, una crisi più forte di quella che sicuramente ha fatto seguito alle scosse di terremoto. Le nostre aziende sono il nostro tessuto produttivo e rappresentano la spinta dorsale della nostra società e della nostra comunità, con il lavoro che danno a tantissime famiglie di nostri concittadini e non solo. Sono qui perché le istituzioni, in un momento così difficile e complicato, devono saper essere accanto a chi fa impresa”.
Così il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in visita allo scatolificio Sios, una delle realtà leader nel centro Italia nella produzione di imballaggi. Una visita istituzionale che il primo cittadino settempedano ha voluto compiere in queste settimane anche in altre attività produttive del territorio costrette al fermo dall’emergenza sanitaria.
Tre soci, una quarantina di dipendenti, una costruzione che supera i 17mila metri quadrati, Sios è un’azienda moderna che produce scatole e fustellati in cartone ondulato, dal micro onda al tre onde, imballaggi giganti, scatole americane di vario genere, espositori, pal box, bauletti per capi d’abbigliamento appesi, carton pallets, angolari, carta ondulata e stampe flexografiche in quadricromia.
Imballaggi certificati Iso 9001 e Fsc, partono da San Severino Marche e fanno il giro del mondo per essere utilizzati da tante aziende leader nei vari settori produttivi.
“Il prodotto inizia dall’imballaggio. In oltre cinquant’anni d’attività abbiamo sviluppato e ammodernato il nostro concetto d’impresa senza mai perdere di vista però questo elemento di fondo – spiega Gualtiero Taborro imprenditore e presidente di Sios srl che sottolinea - Gli ultimi mesi, a causa l’emergenza Covid, sono stati difficilissimi per tutti: ci riteniamo particolarmente fortunati rispetto ad altri colleghi imprenditori visto che siamo riusciti ad attenuare gli effetti negativi del periodo restando operativi seppur parzialmente. Infatti la nostra attività è rientrata nella lista dei codici Ateco chiamata a supportare con le forniture di imballaggi i settori essenziali. Le preoccupazioni ora sono tutte rivolte al futuro per capire cosa potrà accadere quando l’economia si stabilizzerà. Probabilmente tutti dovremo ripartire da livelli più bassi e adeguarci a ritmi produttivi e di vita sociale ovviamente diversi. In ogni caso abbiamo cercato di non perderci d’animo e, dopo l’emergenza, è stato progettato, brevettato e prodotto un utilissimo display che abbiamo chiamato “Punto di sanificazione”. Si tratta di un espositore multifunzione che unisce in un’unica struttura tutto il necessario per la corretta gestione delle precauzioni igieniche personali per contrastare la diffusione del Coronavirus. Questo tipo di display è posizionabile in tutte le attività commerciali, professionali, produttive come pure gli enti pubblici.
“Siamo stati i primi nei giorni scorsi ad aver ricevuto in dono diversi espositori che verranno ora montati agli ingressi delle nostre varie sedi e uffici – spiega il sindaco Piermattei, che aggiunge – Ci ha fatto molto piacere che la Sios abbia pensato a noi e a tutti gli utenti che torneranno a frequentare gli uffici pubblici della città oltre che ai nostri dipendenti che già ne fanno uso ad ogni ingresso e ad ogni uscita”.
La consegna dei “Punti di sanificazione” è avvenuta alla presenza dei soci Sios, Gualtiero Taborro, Sante Taborro e Fabio Taborro. “A nome dell’Amministrazione tutta vorrei ringraziare per questo bel gesto – conclude il sindaco Piermattei – molto utile per noi e simbolo della vicinanza reciproca tra gli amministratori e le aziende del nostro territorio”.
Una maratona di danza per aiutare l’ospedale di Camerino. È l’iniziativa “Choreographic Tools.1” ideata da Valerio Longo e sostenuta da Performazioni cinetiche, associazione artistico culturale emiliana, di cui è presidente la camerte Lorenza Paniccià, che ha lanciato la piattaforma coreografica "#ladanzacheunisce”.
Lunedì e martedì (11 e 12 maggio) si svolgeranno esibizioni in diretta attraverso lo strumento Zoom Meeting, che consente di mettere in contatto numerosi utenti distanti tra loro.
In questo difficile periodo a causa dell’emergenza Covid19 l’unicità dell’iniziativa è proprio quella di offrire ai partecipanti la possibilità di esibirsi in diretta davanti a importanti personalità del mondo coreutico come Kristian Cellini, Gabriella Furlan Malvezzi, Marika Mazzetti, Michele Merola, Angelo Murdocco, Simona Tartaglione.
Sarà possibile partecipare all’iniziativa, patrocinata dal Comune di Camerino, versando una quota d’iscrizione il cui importo sarà direttamente destinata all’associazione “A Cuore Aperto” di Camerino per sostenere iniziative rivolte al territorio e in particolare all’ospedale della città, interamente riconvertito e dedicato all’emergenza Covid19, dallo scorso 8 marzo.
“Sono davvero molto contenta di questa collaborazione che conferma quanta solidarietà si è mossa a sostegno del nostro ospedale, che oggi rappresenta ancora un punto di riferimento regionale per il Covid e che a breve ritornerà presidio ospedaliero di riferimento per tutta la zona montana e non solo arricchito di tante nuove strumentazioni – ha detto l’assessore Giovanna Sartori - L'idea di Lorenza Panniccià, camerte affezionata al territorio nonché ballerina, e di Longo, stimatissimo coreografo, mi ha subito entusiasmato, anche perché Camerino con il suo teatro Marchetti, che ha ospitato tantissimi corpi di ballo anche di fama internazionale, ha sempre rappresentato in passato, e dovrà tornare a farlo in futuro, un punto di riferimento per la danza non solo locale. Questa iniziativa spero sia la prima di una lunga collaborazione. Già sono in cantiere tantissime idee per il 2021”.
La coreografia dovrà essere sviluppata in un ambiente chiuso: la sperimentazione consisterà proprio nel coreografare il dialogo tra spazio non convenzionale e corpo, con il sostegno di un oggetto che per l’occasione acquisirà una valenza scenica e artistica. La durata della singola coreografia potrà variare tra un minuto e trenta secondi, due minuti.
“La scelta di devolvere a Camerino le quote di partecipazione di Choreographic Tools.1 è dettata da un rapporto che lega Performazioni cinetiche al territorio marchigiano ormai da parecchi anni - spiega Valerio Longo, coreografo associato e direttore artistico di molte iniziative di Performazioni Cinetiche - soprattutto in seguito all’emergenza del terremoto del 2016. Le mie origini sono marchigiane, di Castelsantangelo sul Nera, così come quelle di mia moglie per cui mi sento molto convolto da ciò che avviene in queste aree. Anche partendo da piccole cose credo che si possa fare tanto. Poi, ho trovato una grande disponibilità e sensibilità nell’assessore alla cultura Giovanna Sartori che si è subito resa disponibile anche per altre future iniziative culturali. Mi piacerebbe riuscire a impegnarmi sempre di più su questo anche perché l’intenzione è di continuare a sostenere con forza un territorio che in questi anni è stato duramente messo alla prova, augurandoci che questo piccolo gesto possa essere d’aiuto. Sarà, inoltre l’occasione per offrire una preziosa vetrina a tutti i coreografi e artisti che vorranno mettersi in gioco e sperimentare con i propri allievi e danzatori un lavoro, chiaramente a distanza, di ricerca coreografica con oggetti”.
Choreograpic Tools.1 prevede 2 livelli:
- Junior 13/17 anni
- Senior over 18 anni
Al termine dei due giorni di manifestazione, verrà individuata la migliore idea coreografia a cui sarà assegnato il Premio Choreografic Tools 2020. Inoltre verranno assegnate numerose borse di studio per appuntamenti formativi e performativi.
Per ulteriori informazioni si può consultare il seguente link: https://www.facebook.com/choreographictools/?modal=admin_todo_tour
Promette battaglia l'associazione Città Verde contro la realizzazione dell'ospedale Covid a Civitanova. Portavoci e attori della protesta l'ex sindaco di Civitanova Ivo Costamagna e l'avvocato Federico Valori, uniti nel voler veder chiaro sulla struttura creata all'ente fiera.
Una battaglia iniziata dall'ex sindaco che aveva incaricato, qualche giorno fa, l'Avvocato Valori di avviare anche una raccolta firme (un migliaio le adesioni), dichiarando: "L’uso giudiziario della politica l’ho sempre subito, ma questa volta sono determinato a utilizzarlo io. Stiamo lavorando a esposti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti sui quali metterò la mia firma. Sono state superate le regole che devono esserci anche in un momento di emergenza. Non si può non tener conto del parere dei cittadini e degli operatori, chiamati “eroi” e poi dimenticati"
Dello stesso avviso l'avvocato Valori: "Insieme ad una squadra di colleghi stiamo studiando eventuali profili di illegittimità nelle dinamiche adottate dalla Regione, bisogna partire da un tema: i soldi utilizzati sono pubblici, perché nel momento in cui il privato effettua la donazione tali diventano. Ed è singolare che un ente pubblico non sia tenuto ad alcuna rendicontazione di quanto sta facendo"
"È gravissimo - continua Valori - perché qualsiasi emergenza può giustificare la compressione delle procedure ma mai l’assenza di una rendicontazione, perché significherebbe aprire strade enormi ad appropriazioni indebite di denaro. Sarà necessario chiedere, e lo faremo, alla Corte dei Conti perché un ente pubblico stia realizzando un’opera pubblica e non stia rendicontando le spese"
"Vorremmo anche capire - insiste l'avvocato - perché un posto letto al Covid Hospital costi 140 mila euro, cifra che a noi sembra a prima vista eccessiva, e la Corte dei Conti potrebbe andare a vedere come sono stati spesi questi soldi ed eventualmente capire chi ha beneficiato di questa spesa. Metteremo in campo queste azioni nei prossimi giorni, cercando di risalire lungo la linea dei soldi"
Contro le scelte fatte dalla Regione si è recentemente schierato anche il Movimento 5 Stelle, con il candidato alle regionali Gian Mario Mercorelli e per voce della deputata 5 Stelle Mirella Emiliozzi dichiara che si tratta di "un lavoro imponente, ma di sicuro nel posto sbagliato. Non si può mettere una struttura di questo tipo al centro di un’area fieristica".
"Da una parte c’è uno dei più grandi centri commerciali del Centro Italia - commenta Mirella Emiliozzi - dall’altra il palazzetto dello sport dove gioca la Lube. Logisticamente, è una follia. Tutti i soldi che è costato sarebbe stato meglio investirli su una struttura sanitaria esistente e permanente, potenziando il sistema regionale con un investimento di ampio respiro".
"Penso all’ospedale di Civitanova - conclude Emiliozzi - dove ci sono tre piani della nuova ala completamente vuoti che sarebbero potuti diventare un centro emergenziale d’eccellenza della sanità pubblica, oggi dedicato alla cura del Covid e domani a disposizione per altri utilizzi, sempre pronto per i cittadini delle Marche. Peccato: un’altra occasione sprecata".
Si comunica che martedì 12 maggio sarà nuovamente allestito e aperto al pubblico il mercato dei soli prodotti ortofrutticoli e generi alimentari. Saranno allestite due postazioni: una in piazzale Gabrielli, tra lo stadio e il circolo tennis e la seconda in viale Giovanni XXIII, nella piazzetta adiacente ai giardini.
Il mercato sarà allestito garantendo al sicurezza sia degli operatori che dei clienti. Le bancarelle saranno distanziate l’una dall’altra di almeno cinque metri, saranno ammesse poche persone alla volta e per regolare l’afflusso ci saranno i volontari del gruppo comunale di Protezione civile e gli agenti della Polizia Locale.
Tutta l’area dei due mercati sarà circoscritta e sarà previsto un solo ingresso per l’accesso degli acquirenti.
Si raccomanda di indossare mascherine e possibilmente anche guanti usa e getta e di rispettare le distanze di sicurezza, almeno un metro tra una persona e l’altra, evitando di creare assembramenti.
La manifestazione di protesta degli imprenditori, prevista per domenica 10 maggio (leggi qui) a Civitanova Marche, è stata sospesa.
A dare l'annuncio è Roberto Buratti, imprenditore e uno dei fondatori del movimento "Art.1", che riunisce altri imprenditori ed esercenti che si battono contro l'inedia delle istituzioni e il rischio di collasso dei piccoli e medi imprenditori.
"Abbiamo raggiunto un accordo con le forze dell'ordine" annuncia Buratti in un video "per poterci mettere seduti con il Signor Prefetto, il Questore e con gli organi regionali competenti per portar loro le nostre proposte. L'incontro, che era il vero obiettivo della nostra manifestazione, è in programma per la prossima settimana".
Una situazione ottimale anche se ci tiene a precisare che "non siamo scesi a compromessi con nessuno, abbiamo ottenuto quello che volevamo ottenere con la manifestazione"
"Siamo in attesa di essere ascoltati, se non succederà passeremo alla fase 3" continua Buratti "e se dovremo andare in piazza per portare avanti i nostri diritti e farci rispettare, io ci sarò" dichiara deciso. "Spero che tutti quelli che ora commentano, saranno vicino a me e ai miei collaboratori perchè vorrà dire che saremo tanti e ci faremo rispettare".
"Il nostro settore, quello turistico-alberghiero, si trova in un'emergenza senza precedenti. Non sappiamo più come poter fronteggiare questa situazione e continuare a pagare le bollette, senza introiti e incassi. Siamo inattivi da tre mesi". Questo il grido di dolore dello chef Giuseppe Giustozzi, proprietario del "Gruppo Giustozzi Hotels - Banqueting & Catering" che, tra dipendenti diretti e indiretti, offre lavoro a circa 35 persone.
La crisi economica conseguente all'emergenza sanitaria innescata dall'epidemia del Covid-19, rischia di mettere in ginocchio l'intero indotto turistico. "Penso che per quest'anno sia andato tutto in malora, non vedo la luce - osserva affranto lo chef -. Non lo so come faremo ad andare avanti. Ci troviamo come chi è in mezzo al mare e continua ad annaspare per restare a galla. Non so quanto resisteremo. Siamo all'osso. Per il nostro personale abbiamo scelto la cassa integrazione, ma ad oggi non è ancora arrivato un euro. Molta gente fa fatica a mettere insieme il pranzo e la cena e pagare gli affitti, parliamo di sopravvivenza. I problemi sono giganteschi".
"Già dagli ultimi giorni di febbraio abbiamo ricevuto soltanto disdette e annullamenti delle prenotazioni - aggiunge -. In parecchi casi abbiamo anche dovuto restituire le caparre, che si vanno a sommare alla perdita del 100% dei nostri profitti".
L'unica boccata di ossigeno sembra essere arrivata con lo stop al pagamento dei mutui. "Lo abbiamo richiesto alle banche e sembra che lo abbiano accettato" dice.
"Noi saremmo anche pronti a ripartire - prosegue -, ma se non arrivano le telefonate per le prenotazioni è un disastro. Non possiamo riaprire strutture da 50 o 100 camere, per averne soltanto 2-3 prenotate per sera. È impossibile rientrare coi profitti in questo modo. Inoltre, non abbiamo più una prenotazione per pranzi di cresima, matrimonio o comunione fino ad ottobre".
La situazione critica in cui versa attualmente dal punto di vista lavorativo, non ha impedito allo chef e a suo figlio Samuele, di curare il servizio mensa per coloro che sono stati impegnati nella costruzione del Covid Center di Civitanova Marche (leggi qui). " Ogni giorno abbiamo cucinato come volontari e quindi a titolo gratuito per 400-450 persone, ma è stato un grosso piacere. È stato il nostro modo di offrire un contributo. La gente che ha fatto parte del gruppo di lavoro guidato da Guido Bertolaso è eccezionale".
L'unica speranza, in un momento in cui tutto sembra nero, viene riposta nel decreto da 55 miliardi che dovrebbe essere annunciato dal Governo entro la giornata di oggi: "Quello che serve è un innesto di liquidità importante per sostenere un settore come quello turistico, che è uno dei traini per l'economia italiana".
Il Gores ha comunicato i dati relativi ai tamponi processati nelle ultime 34 ore: i positivi sono 23 su 735 analizzati. Dei 23 positivi registrati oggi, 11 sono della provincia di Pesaro Urbino, 4 di Ancona, 5 di Macerata, 1 di Fermo, 0 di Ascoli e 2 residenti fuori regione.
I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 6493 su un totale di 47.827 campioni testati. Sale leggermente l'incidenza giornaliera del numero dei positivi rispetto alla giornata di ieri (si è passati dal 2,15% al 3,12%).
Il rapporto totale tra tamponi effettuati ed il numero di positivi continua a scendere, seppur in maniera lieve (dal 13,73% di ieri al 13,57% di oggi).
Ecco, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Gores:
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“Secondo il Governatore Ceriscioli, sulla base della simulazione di oggi ci sono già le garanzie per la riapertura delle attività del settore benessere in tutta la regione già dal 18 maggio, o forse anche prima, ma per avere risposte ufficiali dovremo attendere ancora qualche giorno".
Così si è espresso Rossano Trobbiani, Presidente Regionale Acconciatori Confartigianato, in merito alla simulazione svoltasi questa mattina in due attività di estetica ed acconciatura ad Ancona, seguita anche dalle telecamere dell’emittente televisiva Canale 5, per verificare se le linee indicate dal protocollo regionale fossero sufficienti alla sicurezza dei lavoratori e dei clienti di saloni di parrucchieria e centri estetici che hanno chiuso i battenti ormai da due mesi per contenere i contagi da Covid-19 (leggi di più).
Al test, al quale hanno partecipato il governatore Luca Ceriscioli, l’assessore regionale all’ Industria, Commercio ed Artigianato Manuela Bora, il direttore dell’Asur Nadia Storti, era presente per Confartigianato Marche il Segretario Regionale Giorgio Cippitelli.
"Sarà determinante ai fini dell’emanazione del Decreto Regionale sulla riapertura il parere definitivo da parte dell’Asur -prosegue Trobbiani -, che si pronuncerà sull’esito della sperimentazione non prima di lunedì prossimo. Siamo comunque soddisfatti dei risultati ottenuti fino ad ora, che ci hanno portato ad essere apripista a livello nazionale su questa strada, una responsabilità che ci siamo voluti assumere per andare incontro alle esigenze della categoria e per contenere il fenomeno dell’abusivismo dilagante”.
“Ieri il ministro Boccia ha parlato dell possibilità di concretizzare la riapertura del settore il 18 maggio - aggunge Rosetta Buldorini, Presidente Confartigianato Estetica Macerata-Ascoli Piceno-Fermo -. Come Confartigianato stiamo verificando la possibilità di anticipare ancora. Tuttavia mi preme sottolineare che non ci saranno conferme finché non sarà sciolto il nodo sulla sperimentazione, che in caso positivo da parte dell’azienda sanitaria darà l’operatività alle disposizioni contenute nel protocollo, a cui abbiamo lavorato insieme a Regione ed Asur”.
“Al fine di fornire alle imprese del settore benessere un’informazione certa e priva di fraintendimenti in merito ai protocolli organizzativi ed igienico-sanitari da seguire al momento della ripresa dell’attività – dichiara Eleonora D’Angelantonio, Responsabile Confartigianato Benessere – abbiamo programmato per martedì 12 maggio alle ore 15.00 una videoconferenza aperta a tutti gli operatori dei settori coinvolti, alla quale parteciperanno l’Assessore Regionale all’Industria, Commercio ed Artigianato, Manuela Bora, oltre ai Dirigenti dell’area Salute e Sicurezza del lavoro e del Servizio Industria e Artigianato della Regione Marche e dell’Asur Regionale. In quella sede saremo in grado di presentare ed illustrare le disposizioni definitive del protocollo igienico-sanitario ora in fase di approvazione, fornendo indicazioni finalmente chiare e circostanziate agli operatori. Confartigianato avrà inoltre cura di inoltrare ai partecipanti alla videoconferenza, a tutti gli operatori associati e coloro che ne faranno richiesta, i contenuti del documento igienico-sanitario approvato e valido per tutti gli operatori della Regione Marche”.
E’ possibile iscriversi alla videoconferenza “Protocollo organizzativo ed igienico-sanitario per le imprese del benessere della Regione Marche. Tutte le indicazioni operative per imprenditori e collaboratori”, attraverso il sito dell’Associazione.
Prove di ripartenza. Gli scenari operativi per riaprire in sicurezza le attività lavorative di parrucchieri, barbieri ed estetiste nella Regione Marche sono stati testati, oggi, nel corso di una simulazione che si è svolta in due saloni di parrucchieria ed estetica di Ancona, a cura delle associazioni di categori Confartigianato e Cna.
Alla simulazione erano presenti il presidente Luca Ceriscioli e l’assessora Manuela Bora. I tecnici della Regione Marche, il direttore generale di Asur Nadia Storti e i vertici regionali delle associazioni di categoria hanno operativamente verificato la validità delle disposizioni anti Covid-19, codificate da un protocollo d’intesa che, una volta firmato il decreto attuativo, potrebbe consentire di anticipare nelle Marche la riapertura delle attività rispetto alle indicazioni nazionali.
Nel corso della simulazione, con alcune clienti e dipendenti, sono state concretamente messe in atto le forme di protezione e di contenimento del contagio e sono stati mostrati i percorsi per gli spostamenti sicuri all’interno dei negozi e la cartellonistica, che dovranno essere adottati in tutti locai al momento della riapertura.
"La prova di questa mattina, che si è svolta in due saloni di Ancona, è stata superata brillantemente - ha sottolineato il governato della regione Marche Luca Ceriscioli -. Ho visto dispositivi di sicurezza, cartellonistica informativa e strumenti per la sanificazione. Le dimostrazioni di questa mattina hanno messo in evidenza un’attenzione e un livello notevole, che deve essere lo standard per la ripartenza, con la consapevolezza per noi importantissima, che per riaprire bisogna trasmettere sicurezza, ai clienti e agli operatori".
"Le linee guida non esprimono la volontà di ostacolare le attività, ma piuttosto di creare un percorso con le giuste indicazioni giuste - ha aggiunto Ceriscioli -. Per la realizzazione di questo protocollo abbiamo agito in sinergia con le associazioni di categoria e la parte sanitaria. A questo punto la nostra responsabilità è di garantire che il livello dei contagi non cresca, la ripartenza di quella curva non ce la possiamo permettere".
Ad ora, però, ancora nessuna data ufficiale per la riapertura è stata confermata dal governatore marchigiano.
“Dalla fine di aprile – ha detto l’assessora alle Attività produttive Manuela Bora - le associazioni di categoria hanno chiesto un incontro urgente alla Regione facendo presente che stavano già lavorando su un protocollo di sicurezza e che c’erano già tutti i presupposti per poter ripartire, quindi abbiamo cominciato insieme con loro, abbiamo coinvolto l’ufficio Igiene della Regione Marche, che ha dato un contributo molto importante. Abbiamo deciso di sperimentare questa simulazione dal vivo visto che non ce n’erano altre a livello nazionale e così la Regione Marche può funzionare da apripista per vedere se il protocollo funziona effettivamente. Oggi direi che la simulazione è andata molto bene, per cui partirà una campagna di informazione su tutto il territorio regionale. Tutti gli operatori di questo settore hanno dimostrato una grande voglia di riaprire insieme con la consapevolezza della estrema delicatezza di questo momento, quindi la volontà di riaprire in sicurezza non solo per i dipendenti ma anche per le clienti”.
“Sono molto soddisfatta – afferma il direttore generale Asur Nadia Storti - perché questo è il frutto del lavoro svolto insieme tra le categorie, la Regione Marche, l’Asur, i servizi competenti. Abbiamo insieme costruito un protocollo che possa dare sicurezza sia ai lavoratori, sia ai clienti. Nel sistema che abbiamo creato non ci sono controllato e controllore, ma c’è la volontà di tutti di far ripartire questa nostra regione e questa nostra economia. E’ un segnale importante sia da un punto di vista sociale che economico”.
In base al protocollo, durante la fase di emergenza e fino a nuove disposizioni, per evitare gli assembramenti delle persone, l’orario di lavoro si svolgerà dalle 8.00 alle 21.30, con possibilità di estenderlo anche nei giorni festivi e su turnazione. Le attività si organizzeranno esclusivamente su appuntamento, sempre con il rispetto delle distanze di sicurezza e con l’uso di appropriati dispositivi anti contagio.
Sarà obbligatorio l’uso della mascherina chirurgica per il lavoratore e per il cliente, con scrupolosa cura per l’igiene delle mani. Ogni dipendente seguirà e gestirà lo stesso cliente in tutte le fasi della lavorazione, per evitare promiscuità all’interno della struttura.
Sono previste disposizioni specifiche per i saloni di acconciatura che non dispongono di spazi chiusi in cui ospitare un solo cliente per operatore. Misure aggiuntive varranno per i centri estetici, come l’utilizzo di scarpe, camici, teli monouso, mascherine a presidio medico e un’accurata sanificazione dei lettini.