L'amministrazione comunale di Caldarola, tramite un'ordinanza sindacale del primo cittadino Luca Maria Giuseppetti, ha reso obbligatorio l'uso di mascherine protettive nei luoghi pubblici, negli esercizi commerciali, uffici pubblici, uffici postali, banche e in ogni altro luogo nel quale sia previsto l'accesso generalizzato di persone. L'obbligo è valido dal 16 maggio sino a comunicazione contraria.
Nell'ordinanza si legge come l’utilizzo della mascherina sarà obbligatorio anche per o luoghi pubblici all'aperto, nel caso in cui venga meno la condizione di isolamento ovvero la distanza interpersonale di un metro.
Chiunque non si adegui agli obblighi, rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro.
Il Gores, come di consueto, ha trasmesso la scheda relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 25 sugli 863 analizzati: 3 nella provincia di Pesaro Urbino, 6 ad Ancona, 11 a Macerata, 3 a Fermo, 1 ad Ascoli e 1 fuori regione.
I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 6667 su un totale di 55667 campioni testati. Aumenta lievemente l'incidenza giornaliera del numero dei positivi rispetto alla giornata di ieri (si è passati dal 2,32% al 2,89%). Il rapporto totale tra tamponi effettuati e il numero di positivi continua la sua lenta e costante discesa (12,11% ieri, 11,97% oggi).
Continua, invece, ad aumentare il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti: si è passati dai 3.003 di ieri, ai 3.118. Allo stesso tempo scendono i contagiati ancora in isolamento domiciliare: sono 2.396 oggi, rispetto ai 2.486 di ieri.
I pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali sono 169, 18 quelli in terapia intensiva: 5 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (2 a Civitanova Marche, 3 a Camerino).
Di seguito le tabelle rese note dal Gores:
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante le locazioni ai tempi del Coronavirus e pertanto gli interventi governativi intrapresi. Ecco la risposta del legale Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Tolentino che chiede: “Ai fini del calcolo dell'ammontare del credito d'imposta riconosciuto al conduttore dal d.l. Cura Italia, si deve tenere conto anche delle spese condominiali addebitate al conduttore?”
Il d.l. n. 18/2020 (c.d. Cura Italia) ha previsto (art. 65, d.l. n. 18/2020), in favore del conduttore un credito di imposta pari al 60% dell'ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1– Negozi e botteghe. Su tale aspetto, la Circolare 8/E dell'Agenzia delle Entrate del 3 aprile 2020, tra i chiarimenti sulle norme del Decreto Cura Italia, ha fornito anche delle delucidazioni sul credito di imposta per le locazioni commerciali: il credito d'imposta, pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo 2020, è riconosciuto solo sui canoni effettivamente pagati; un canone di locazione non pagato non produrrà il credito d'imposta in quanto la norma intende ristorare il conduttore del canone versato a fronte della sospensione dell'attività di impresa in questo periodo.
Premesso quanto innanzi esposto, in merito ai quesiti in esame, con la Circolare numero 11/E del 6 maggio 2020, il Fisco ha chiarito che qualora le spese condominiali siano state pattuite come voce unitaria con il canone di locazione e tale circostanza risulti dal contratto, si ritiene che anche le spese condominiali possano concorrere alla determinazione dell'importo sul quale calcolare il credito d'imposta. Tutto ciò varrà anche con il nuovo “bonus affitto” del “Decreto Rilancio” approvato col Consiglio dei Ministri del 13 maggio 2020, che prevede la formula rinnovata del credito di imposta sugli affitti contenuta nel precedente Decreto “Cura Italia”; difatti il nuovo bonus affitto assume tre diverse forme:
1) ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del testo spetta un credito di imposta pari al 60% per il canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo, non più solo C1, destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, in caso di una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento rispetto all’anno precedente. Questa tipologia di agevolazione spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale;
2)un credito di imposta del 30% in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, come nel caso precedente, la diminuzione del fatturato o dei corrispettivi è un requisito fondamentale;
3) un credito di imposta del 30% o del 60%, secondo le distinzioni evidenziate in precedenza, per le strutture alberghiere indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.
Quindi, chi ha i requisiti previsti potrà beneficiare del novo bonus affitto per i tre mesi di marzo, aprile e maggio 2020, non cumulabile però con quello previsto dal DL Cura Italia per il mese di marzo; il credito di imposta maturato, del 30% o 60%, potrà essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, solo dopo aver effettivamente pagato i canoni di locazione.
Pertanto, dopo aver analizzato gli interventi governativi in tema di agevolazioni sulle locazioni, in risposta alla domanda della nostra lettrice, si può affermare che se soddisfatte entrambe le condizioni quali, le spese condominiali rientrano in un'unica voce con il canone di locazione, e tale circostanza risulti dal contratto, si ritiene che anche le spese condominiali possano concorrere alla determinazione dell'importo sul quale calcolare il credito d'imposta.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Da lunedì 18 maggio APM integra il servizio feriale di trasporto urbano per seguire il progressivo ritorno alla normalità dopo la fase più acuta dell'emergenza covid 19 .
La novità rispetto alla situazione in vigore è l’aggiunta di due corse a servizio delle frazioni di Sforzacosta e Piediripa. Pertanto il sistema di trasporto sarà garantito con le linee festive 8, 9 e 10, la circolare festiva, la circolare feriale con frequenza ogni 30 minuti, a cui si aggiungono appunto una corsa della linea 7 con partenza dai giardini Diaz alle 7,42 e una corsa della linea 10 con partenza da Casette Verdini alle 8,15 e transito diretto in via Roma.
Resta attivo il servizio feriale a chiamata dalle 7 alle 20 e prenotabile allo 0733 492152. Il dimensionamento del servizio di Trasporto Urbano operato da Apm segue in questo periodo di emergenza le linee guida fissate dalla Regione Marche.
L'Apm fa presente che l’organizzazione del servizio di trasporto urbano è in continua evoluzione e sta valutando modifiche ed eventuale ampliamento delle corse, sulla base della domanda di mobilità che si presenterà nei prossimi giorni anche a seguito delle riaperture delle attività commerciali.
Nella serata di venerdì 15 maggio è crollata una parte di tetto presso l’ex stabilimento produttivo "Fornace Smorlesi" in località Vallecascia di Montecassiano. Un episodio che ha generato forte preoccupazione tra i residenti della frazione, visto che il manto in eternit è rovinato a terra.
In zona, infatti, sono presenti molte abitazioni.
"Da subito abbiamo chiamato i vigili urbani, i carabinieri, l'Asur e il sindaco Leonardo Catena - ci dicono i cittadini -. Da gennaio assistiamo a un continuo via vai di persone che svolgono dei lavori nello stabilimento. Più volte abbiamo chiesto informazioni in merito, visto che l'azienda è in fallimento e ha un custode fallimentare. Ci è stato risposto che i lavori in questione riguardano la pulizia dell'azienda, ma niente di più specifico ci è stato detto. Non sappiamo come vengano svolti i lavori né chi li svolga".
Molta è l'apprensione nei riguardi di una situazione di cui i cittadini non riescono a comprendere i contorni: "Dopo il crollo del tetto, gli operai presenti all'interno dello stabilimento sono subito fuggiti. Alle nostre richieste iniziali, in un primo momento, è stato risposto soltanto di chiudere le finestre - raccontano -. Vorremo conoscere in maniera più dettagliata la situazione visto che i nostri bambini, dopo essere stati in quarantena a causa del coronavirus, ora sono costretti a restare in casa per timore dell'amianto. Siamo molto preoccupati, anche perché questo non è il primo grave episodio che riguarda la ditta. Il capannone non può rimanere a lungo in queste condizioni: vanno presi provvedimenti immediati".
A seguito delle continue segnalazioni da parte dei residenti, nella mattinata di ieri - intorno alle ore 9:45 - la responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di Montecassiano ha eseguito un sopralluogo per la verifica dello stato di consistenza e accertamento dei luoghi.
Non riuscendo a contattare il curatore fallimentare, inizialmente è stato fatto un sopralluogo speditivo esterno. È stata quindi contattata la proprietà Smorlesi, la quale ha fornito telefonicamente le seguenti informazioni:
- Nell’insediamento sono in corso i lavori di smantellamento dei macchinari e pulizia dell’area per recupero di tutto il materiale in ferro; i suddetti lavori sono stati commissionati direttamente dalla curatela fallimentare;
- Sono altresì in corso le vendite dei laterizi presenti;
- Il referente per tali lavori è esclusivamente la curatela in quanto la proprietà non ha più possibilità di gestire alcuna operazione sia in merito di vendite che di lavori.
Alle ore 10.15 è stato aperto lo stabilimento permettendo all’Ufficio Tecnico di entrare e di fare l’accertamento dello stato dei luoghi. Parte del tetto è crollata in quanto è caduta metà della capriata in ferro e di conseguenza il manto in eternit è rovinato a terra.
A seguito di questo primo sopralluogo speditivo, si è evito che i lavori di smantellamento hanno probabilmente provocato danni alla struttura portante del tetto e pertanto risulta necessario ed urgente che venga rimosso sia tutto ciò che è caduto a terra sia la restante parte del tetto attualmente pericolante.
"A tal fine, dopo essere riuscito a raggiungere telefonicamente la curatela - sottolinea il sindaco di Montecassiano Leonardo Catena -, è stato convocato il liquidatore per lunedì 18 maggio alle ore 9.30. A lui è stato chiesto di far presenziare anche la ditta esecutrice del lavori, per l’accertamento formale di quanto verificato oggi. Alla luce di quanto accertato, lunedì 18 maggio emanerò immediatamente un’ordinanza per la rimozione dell'amianto. Nel frattempo come misura precauzionale (non abbiamo un’analisi tecnica che ci dica se e quanto sia pericoloso il materiale caduto) si invita la cittadinanza residente nelle immediate vicinanze della fornace Smorlesi a tenere chiuse le finestre".
"Prenderemo subito tutti i provvedimenti rendendoli esecutivi più rapidamente possibile. Faccio anche presente che l'amministrazione comunale ha chiesto e ottenuto un piano di monitoraggio delle condizioni del capannoni della fornace Smorlesi, in particolare sullo stato di conservazione delle coperture in amianto. Così come negli anni scorsi sono stati bonificati quelli indicati come pericolosi dall'Asur, il piano ci indica tempi e modalità di intervento da qui in avanti. Quindi vi posso assicurare che la situazione viene costantemente seguita dall'amministrazione per gli aspetti ambientali e di salute pubblica" ha concluso il sindaco.
“Grazie fratello, la tua vocazione, nostra luce, ieri, oggi e per sempre”. Così recita lo striscione in ricordo di Don Giuseppe Branchesi, affisso oggi sopra la porta della Chiesa di Santa Maria in Selva.
La comunità parrocchiale della frazione di Treia ha voluto ricordare in questo modo il parroco, scomparso lo scorso 19 aprile a causa del Coronavirus. (Leggi qui)
Don Peppe era molto conosciuto in tutta la Provincia di Macerata per la sua attività di insegnante di religione svolta negli anni e per il suo coordinamento del Comitato Parrocchiale di Santa Maria in Selva, grazie al quale ha fatto divenire una tradizione immancabile quella della Sagra della Polenta.
Lo striscione appeso oggi nella sua chiesa, è un fulgido esempio di come il suo ricordo sia ancora vivo nei cuori e nella menti di tutti coloro che lo hanno conosciuto, una figura che ha lasciato il segno in tantissimi fedeli, e non solo.
"Pronti per ripartire. Le misure della Fase 1 hanno prodotto i risultati attesi, quindi si può ripartire, con fiducia e senso di responsabilità". Ad annunciarlo è il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa tenuta questa sera a Palazzo Chigi . Il presidente del Consiglio conta sulla collaborazione delle Regioni "che dovranno assumersi le loro responsabilità. Affrontiamo un rischio calcolato, la curva dei contagi potrà tornare a salire, e saranno possibili nuove chiusure". Questo il nocciolo delle parole del premier, che ha toccato vari temi in vista delle riaperture di lunedì.
Conte ha confermato le misure che sono contenute nel decreto legge, che oggi è stato firmato dal capo dello Stato Sergio Mattarella.
Riaperture nelle quali permane l’obbligo del distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine. "Riaprono negozi di vendita al dettaglio i servizi legati alla cura della persona come barbieri, parrucchieri e centri estetici, ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, pub, riprendono le funzioni religiose, ma anche gli allenamenti degli sport di squadra (Serie A inclusa). Riaprono anche gli stabilimenti balneari, via alla libera circolazioni nei comuni, possibile incontrare gli amici, e spariscono le autocertificazioni, necessarie soltanto per gli spostamenti tra Regioni che restano limitati fino al 3 giugno ai soli casi di emergenza e urgenti. Nella stessa giornata l'Italia riaprirà le frontiere". Dal 25 maggio riapriranno le palestre, le piscine e i centri sportivi e dal 15 giugno cinema e teatri, e per i bambini "ci sarà un ventaglio di offerte varie a carattere ludico-ricreativo". Il premier ha spiegato che Regioni e sindaci potranno intervenire per modificare le norme, ricordando che "occorre cautela ovunque”. Infine Conte ha parlato anche del decreto rilancio: “Con questa manovra gettiamo un ponte per contenere l'impatto della crisi" e ha annunciato che il governo lavora a un decreto Semplificazione per passaggi amministrativi più rapidi”.
Si è tenuta oggi pomeriggio alle 16, la cerimonia che ha sancito il passaggio di consegne tra l’Ordine dei Cavalieri Malta e la Regione Marche del Covid-Center di Civitanova, la struttura da 84 posti letto che dovrà aiutare la sanità regionale a combattere la battaglia contro il coronavirus.
Una celebrazione sobria iniziata con il vescovo di Fermo monsignor Rocco Pennacchio, che ha seguito in processione la statua della Madonna di Loreto posta all’ingresso del lungo corridoio che conduce ai padiglioni che ospiteranno i malati di Covid-19. Erano presenti, tra gli altri, tutti protagonisti principali del percorso che ha portato in poco meno di due mesi alla realizzazione dell’opera: dal commissario Guido Bertolaso al presidente della Regione Luca Ceriscioli, dal sindaco Fabrizio Ciarapica al capogruppo del Pd in Regione Francesco Micucci, passando per il presidente del Cisom Gerard Solaro del Borgo, il direttore dell’Area Vasta Alessandro Maccioni.
Presente anche una delegazione della Lega, partito che ha criticato l’opera nel corso dei mesi e che invece si è schierato in prima fila con i parlamentari Luca Paolini e Giuliano Pazzaglini e con l’assessore comunale Giuseppe Cognigni.
“Molti non hanno capito – ha esordito Ceriscioli - che le terapie intensive degli ospedali non nascono per gli infettivi come i pazienti covid, la loro presenza ha stravolto i flussi degli ospedali normali – ha spiegato il governatore – oggi abbiamo 17 ricoverati in terapia intensiva sparsi su sette ospedali. Spostandoli qua li avremo tutti in un solo blocco e saranno necessari 9 medici, non 21 come ora. Stesso ragionamento per i semi intensivi. In un solo colpo si liberano molti spazi ospedalieri che, a loro volta, non erano certo nati per quello. Sono stati adibiti in fretta e furia per ospitare i malati covid, con una sola parete a dividerli dal resto delle rianimazioni. Qui non c’è meno sicurezza in fatto di contagio, ce n’è di più”.
Ceriscioli ha precisato che il piano pandemico per le Marche del 2007 prevedeva per la nostra regione la necessità di avere almeno 300 posti di terapia intensiva disponibili per combattere efficacemente una crisi del genere. “Grazie a questa struttura arriviamo proprio a quel numero",ha proseguito il presidente di Regione. Il problema è che lo si fa con una struttura provvisoria. O almeno così è stata prospettata. Ma potrebbe essere vero solo a metà. "Ci siamo resi conto che una struttura del genere alla nostra Regione serve – ha aggiunto il presidente – è provvisoria la sua collocazione qui alla fiera di Civitanova, come abbiamo sempre detto. Ma dovremo ragionare su dove e come realizzarne una in pianta stabile”.
“Più che un’inaugurazione – ha esordito Bertolaso - quella odierna è la presa d’atto del lavoro straordinario che è stato fatto, grazie alla collaborazione fra la Regione Marche, il Comune di Civitanova e il Corpo italiano del soccorso dell’Ordine di Malta. È la dimostrazione che quando si vuole, anche il Italia, si riescono ad abbreviare i tempi e a superare qualsiasi ostacolo burocratico.È stata un’opera a costo zero per la comunità. Spiace che non ci siano politici nazionali per prendere esempio e replicare il progetto anche in altre regioni”. Fa rumore infatti l’assenza alla cerimonia dei ministri della Salute e degli Affari regionali, invitati dallo stesso ex Capo della Protezione Civile.
“Ricordo il 20 marzo quando con le prime telefonate si è deciso di dare avvio a questo progetto. Dove c’era uno spazio fieristico vuoto oggi c’è un ospedale di emergenza che ci consentirà di recuperare le nostre strutture ospedaliere e recuperare prestazioni e interventi – ha affermato Ciarapica – ma ci consentirà anche di essere preparati per una nuova recrudescenza. Oggi per me è una giornata importante, se in tutta Italia si parla del Covid center di Civitanova qualcosa di buono è stato fatto, tutti abbiamo remato insieme e questo è qualcosa di meraviglioso”.
Lunedì arriveranno i medici a prendere possesso degli spazi per proseguire con la formazione necessaria. Ogni blocco da 14 posti letto necessiterà di 13 anestesisti e 9 medici per coprire le 24 ore facendo dei turni. “ pazienti arriveranno solo quando ci sarà la sicurezza totale che tutto sia pronto – ha poi precisato Ceriscioli – per i costi di gestione attendiamo anche che arrivino 70 milioni promessi dal Governo. Ancora non sono nero su bianco, ma quando ci saranno una parte saranno destinati anche qui”.
Al termine la statua della Madonna di Loreto è stata portata in processione fino alla nicchia e lì benedetta dal vescovo, con il Corpo di soccorso dei Cavalieri di Malta che ha “consegnato” la struttura alla Regione.
Di fuori dai cancelli la contestazione di alcuni esponenti delle associazioni Cittaverde e Civitasvolta, le più attive contro la realizzazione della struttura.
Attenzione all'ambiente e alla mobilità sostenibile a Camerino, per una città sempre più eco.
Sarà realizzata, infatti, una stazione di ricarica per bici e auto elettriche anche nel quartiere Vallicelle. La città ducale si è aggiudicata un bando che finanzia con fondi europei l'acquisto e l'installazione di colonnine di ricarica per mezzi pubblici e privati alimentati anche da fonti alternative. Un progetto a cui l'amministrazione ha iniziato a lavorare appena insediata, lo scorso giugno, affidando all'ingegnere Stelvio Calafiore l'incarico di redazione di uno studio di fattibilità per la realizzazione del progetto così da poter presentarsi al bando, decidendo di stabilire la nuova area di ricarica auto e bici elettriche a Vallicelle. Il finanziamento di 34.375,88 euro andrà dunque a ricoprire quasi totalmente l'intero importo dell'intervento di 49.108,40 euro.
“Nel programma che avevamo presentato c’era proprio un’attenzione particolare all’ambiente e all’ecosostenibilità - spiega il Consigliere comunale Riccardo Pennesi che ha curato il bando – Così, appena insediati, a giugno abbiamo iniziato a lavorare anche in questa direzione, cogliendo l’occasione dei fondi europei per presentare un progetto che avesse la finalità di offrire un servizio aggiuntivo per il collegamento del quartiere Vallicelle con il resto della città. La stazione sorgerà in un terreno di proprietà comunale antistante il centro commerciale “Vallicenter” dove attualmente sono presenti alcune delle attività delocalizzate a seguito degli eventi sismici del 2016. Il nostro auspicio è che possa essere un altro modo per dare un nuovo impulso all’economia della città che è stata messa a dura prova dal terremoto e ora anche dalla situazione causata dal Covid-19. Sono estremamente soddisfatto che il bando sia andato in porto. Camerino merita di essere valorizzata. Bisogna riprogettare il futuro della città sfruttando tutte le occasioni che si presenteranno”. L'incarico di progettazione esecutiva è stato affidato allo stesso ingegnere Calafiore e una volta redatto si potrà procedere con la gara di affidamento dei lavori. In città sono già presenti colonnine di ricarica per auto e bici, installate dalla Contram, all'esterno della sede via Le Mosse, che studenti e residenti possono noleggiare.
“Il virus è stato sconfitto, spero di tornare il più in fretta possibile alla vita di prima”. Sono le parole di Laerte Tombesi, 56enne capo reparto dei vigili del fuoco di Macerata, che - dopo il secondo tampone risultato negativo - ha ricevuto la notizia dell’effettiva guarigione dal Coronavirus.
L’incubo per Laerte è iniziato il 23 marzo, quando è stato ricoverato all’ospedale di Civitanova in seguito ad una crisi respiratoria, dopo che da una settimana era stato costretto in casa con la febbre.
Dopo il ricovero, è stato trasferito in vari reparti dell’ospedale fino al momento più buio, ovvero quando è stato intubato per alcuni giorni. Infine il ritorno a casa e ora la fine della battaglia, non contro il fuoco come è abituato nel suo lavoro, ma contro quel nemico invisibile chiamato Covid-19. (Leggi qui la sua storia)
“Dopo il ritorno a casa – racconta Laerte – sono stato costretto in isolamento come da prassi e sottoposto a ben tre tamponi”. Il primo il 28 di aprile è risultato ancora positivo, poi un altro l’8 maggio che ha dato esito negativo ed infine un altro tampone il 13 che ha sancito (con la risposta arrivata ieri) l’effettiva guarigione”.
“Ora mi sento meglio, non ho più quell’affanno che avevo appena ritornato a casa". Laerte ha voglia di ritornare alla normalità. “Abbiamo accolto l’attesa notizia dell’effettiva guarigione con gioia, finalmente sono potuto uscire dall’isolamento e ho potuto pranzare con la mia famiglia e questa è stata già una grande emozione – racconta il pompiere in servizio a Macerata, ma residente a Petriolo -. Quando si vive una terribile esperienza come questa, dove si ha paura di non farcela, si vede la vita da una prospettiva diversa, ci si rende conto di quali sono le priorità e per me gli affetti vengono prima di tutto. Ciò che ho vissuto ha aumentato questa mia consapevolezza".
Riguardo al voler tornale alla normalità e quindi anche al suo amato lavoro da Vigile del Fuoco, Laerte ha specificato che sarà il suo medico curante a dare il via libera affinché possa tornare in servizio: "Purtroppo il Coronavirus ha lasciato alcuni strascichi. Il mio fisico è ancora debilitato, ho perso parecchi chili, quindi deciderà il dottore quando potrò tornare completamente operativo, certo è che il peggio è passato".
Infine un ringraziamento particolare da parte di Laerte, oltreché per tutto il personale sanitario sanitario dell’ospedale di Civitanova che lo ha curato, ai parenti e ai suoi vicini di casa che hanno supportato la sua famiglia in questo periodo così difficile. “Anche con piccole cose come fare la spesa – racconta –, per me sono stati molto importanti. Inoltre ringrazio anche il Comune di Petriolo che ci ha fatto sentire la sua vicinanza”.
Il Sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, ha inviato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri per sollecitare un suo intervento sulla stabilizzazione del personale impiegato nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione, questione peraltro già anticipata nella visita dello stesso Presidente Conte a Castelsantangelo sul Nera nel settembre dello scorso anno (leggi qui).
E’ prossima, infatti, la scadenza dei tre anni dall’assunzione del personale a tempo determinato, che a suo tempo fu ripartito tra la struttura del Commissario, le Amministrazioni Comunali, USR-Regionali, Provincie e Università.
Al momento, la normativa prevede la possibilità di applicare una limitatissima deroga/proroga ai contratti del personale impiegato, fino al termine dello stato d’emergenza fissato dal Decreto Sisma centro Italia al 31 dicembre 2020.
Il personale in scadenza - stante le pochissime figure professionali dei piccoli Comuni - ha ricoperto quasi sempre il ruolo, non solo di Responsabile dell’Ufficio Sisma, ma anche di Responsabile Unico del Procedimento e di Direttore Esecuzione Contratto, acquisendo comprovata esperienza. "Questa modalità ha consentito agli Enti di far fronte alle difficoltà connesse all’iniziale emergenza - sottolinea il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci -. Sono evidenti le difficoltà tecniche/operative che l’Amministrazione dovrà gestire, quando il dipendente, suo malgrado, terminerà il rapporto di lavoro con l’Ente di appartenenza. I Comuni si vedranno costretti ad interrompere, bruscamente, tutte le attività procedurali, di gara, di contratti, di verifiche, con i diversi operatori/enti, che la normativa vigente in ambito di codice degli appalti e di T.U.E.L., affida al Responsabile dell’Ufficio, nonchè al Responsabile Unico del Procedimento e Direttore all’esecuzione del contratto, di tutti i procedimenti sia in ambito di Emergenza che di Ricostruzione".
"Purtroppo i Comuni possono stabilizzare i dipendenti a tempo determinato solo con risorse finanziarie proprie - sottolinea Falcucci -. Va da sé che, specialmente per i piccoli comuni, come quello che il sottoscritto rappresenta, si tratta di uno sforzo insostenibile e, quindi, impossibile! Per ironia della sorte ci troviamo di fronte a casi in cui i nostri dipendenti, dopo aver acquisito presso di questi Comuni la dovuta esperienza e formazione, vengono reclutati a tempo indeterminato dagli Enti più grandi, i quali hanno ben altre capacità assunzionali rispetto alle nostre. I nostri Comuni subiscono, quindi, danni enormi da questo inutile processo migratorio tra Enti/Istituzioni, con interruzione del servizio, perdita del know how e necessità di formare ex novo il personale".
"La necessità di stabilizzare a tempo indeterminato una parte del personale che da oltre tre anni lavora negli Uffici Sisma e che ricopre ruoli apicali di Responsabilità nei Comuni terremotati è nota anche al Commissario Legnini - aggiunge Falcucci -. E’ auspicabile che vengano individuati al più presto, e prima delle imminenti scadenze contrattuali, i criteri e modalità per stabilizzare il personale già formato, anche prevedendo che lo stesso, una volta terminata l’esperienza lavorativa per il Sisma del Centro Italia, possa rientrare alle dipendenze, ad esempio, del Dipartimento di Protezione Civile, del Dipartimento CasaItalia o della Regione, al fine di essere impiegato nella gestione di altre calamità naturali/emergenze, che sempre più spesso stanno interessando il nostro territorio Nazionale".
Oltre che al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il sindaco Falcucci ha inviato la nota anche allo stesso Commissario Legnini, al Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli, al Vice Commissario della Regione Marche Ceriscioli e al Presidente dell’Anci Marche Mangialardi: "Ad essi ci affidiamo fiduciosi per una decisione tempestiva e assolutamente non rinviabile considerato che finalmente si registrano significativi segnali positivi sulla ricostruzione con l’insediamento del Commissario Legnini".
Il Gores ha fornito - attraverso il quotidiano aggiornamento delle ore 12:00 - la provenienza provinciale dei 6642 positivi al coronavirus nella Regione Marche. Sono 2.723 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino (4 più di ieri), 1.853 in provincia di Ancona (13 più di ieri), 1.092 in provincia di Macerata (5 in più di ieri), 455 in provincia di Fermo (numero invariato), 289 in provincia di Ascoli Piceno (1 più di ieri), 226 extra regione.
Il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti continua ad aumentare: è stata infatti superata la soglia delle tremila dimissioni (3.003), rispetto ai 2.847 di ieri. Allo stesso tempo scendono i contagiati ancora in isolamento domiciliare: sono 2.486 oggi, rispetto ai 2.599 di ieri.
Scende, invece, il numero dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali: ora sono 171 rispetto ai 196 di ieri. Si riduce anche il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva rispetto a ieri (17 rispetto ai 18 di ieri): 5 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (2 a Civitanova Marche, 3 a Camerino).
Ecco le tabelle con i grafici resi noti dal Gores:
L’Azienda dei Teatri comunica che da lunedì 18 maggio la Pinacoteca “Moretti” di Civitanova Alta rimarrà chiusa.
Anche se il Governo ha dato il via all’apertura dei musei dopo circa 70 giorni di stop, l’Azienda dei Teatri ha ritenuto che, per l’attenzione alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e dei frequentatori, lo spazio culturale della Città Alta debba ancora essere chiuso al pubblico.
Al momento la collezione antica e quella moderna, custodite all’interno del Palazzo, sono visitabili virtualmente sul sito http://www.pinacotecamoretti.it/.
Aggiornamenti saranno comunicati nei prossimi giorni.
"Se n'è andata una persona straordinaria, con la quale avevo instaurato un'amicizia decennale". Così Mauro Quacquarini, uno dei titolari dell'omonima azienda vinicola e dolciaria di Serrapetrona, ricorda commosso Sandro Petrone, il noto giornalista napoletano scomparso all'età di 66 anni a causa di un tumore ai polmoni.
Malattia con la quale lo storico volto del telegiornale di Rai Due combatteva da diverso tempo.
"Il ricordo più vivido che mi rimane di lui - racconta Mauro - è quello della serata di lancio del suo progetto discografico. Un evento che scelse di tenere al nostro Emporio di Civitanova Marche (leggi qui), due anni fa. Sandro era un grande appassionato di musica e un uomo dalla grande generosità. Ci ha aperto persino gli studi Rai di Saxa Rubra, dove era ormai di casa, durante una visita romana che feci assieme all'amico Guido Picchio. In quell'occasione ci svelò tutti i segreti del mestiere. Una giornata che ricordo con emozione".
L'ultima volta che Mauro ha parlato con Sandro risale a poco più di due mesi fa, poco prima della Santa Pasqua. "Non l'ho sentito cambiato. Non si è mai lasciato abbattere alla malattia, affrontava la vita con lo stesso entusiasmo di sempre, confidando nella guarigione. Ogni volta che veniva nelle Marche, non si lasciava sfuggire l'occasione di venirci a trovare in azienda. Era particolarmente colpito dai nostri appassimenti, che riteneva straordinari. Sandro mi ha omaggiato della sua amicizia per anni, la sua perdita è particolarmente dolorosa".
E' durata davvero poco la raccolta fondi per l'acquisto e la successiva donazione di un igenizzatore per la casa di riposo di Cingoli.
Il traguardo dei 1500 euro è stato, infatti, raggiunto in pochissimi giorni grazie alle donazioni fatte dagli aderenti al movimento CasaPound di Macerata, che hanno risposto all'iniziativa nata a seguito di un appello lanciato dalla struttura di accoglienza cingolana.
Stamattina una ridotta rappresentanza del movimento ha raggiunto il "Balcone delle Marche" per consegnare l'utile dono direttamente nelle mani del Sindaco Michele Vittori.
Il dispositivo permetterà di sanificare a norma di legge i locali abbattendo il pericolo di contagio da Coronavirus in una struttura che ha annoverato molti casi di contagio tra gli ospiti.
Consegna dai toni ufficiali, con immensa soddisfazione da parte dei donatori e sincera gratitudine dall'amministrazione e dalla struttura assistenziale.
Il Gores, come di consueto, ha trasmesso la scheda relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 23 sui 991 analizzati.
I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 6642 su un totale di 54804 campioni testati. Aumenta lievemente l'incidenza giornaliera del numero dei positivi rispetto alla giornata di ieri (si è passati dal 2,04% al 2,32%), ma il trend resta consolidato. Il rapporto totale tra tamponi effettuati e il numero di positivi, infatti, continua a rimanere sostanzialemente stabile (12,30% ieri, 12,11% oggi).
Di seguito le tabelle rese note dal Gores:
"Il nuovo accordo raggiunto da Federfarma, in sede nazionale, con il Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri ha confermato il grande senso di responsabilità dei farmacisti, che con spirito collaborativo, e nonostante le accuse di speculare su questi prodotti, si sono attivati immediatamente nell'interesse dei cittadini".
Questa la premessa del vice presidente di Federfarma Marche Stefano Golinelli che, con soddisfazione, ha annunciato che “nelle prossime ore la nostra cooperativa Farmacentro riuscirà a fornire alle farmacie di Marche, Umbria ed Emilia Romagna un importante quantitativo di mascherine a prezzo calmierato; metteremo infatti a disposizione dei cittadini più di 1.200.00 pezzi di questo articolo fondamentale nell’attuale momento di uscita dall’emergenza”.
Golinelli ha sottolineato che “questo approvvigionamento di mascherine sarà il primo di una serie di forniture , sempre a prezzo calmierato, che verranno assicurate nelle prossime settimane”. Con l’occasione il massimo esponente di Federfarma Marche ha anche reso noto che la cooperativa – in stretto raccordo con le strutture nazionali collegate a Federfarma - sta attivandosi, sul mercato internazionale, per reperire , a prezzi favorevoli, anche gli altri prodotti necessari ma introvabili come, ad esempio, i guanti in lattice.
È prevista per domani alle 16 l’inaugurazione del Covid Center di Civitanova, per il passaggio di consegne dal Cisom, il corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta guidato da Guido Bertolaso, alla Regione Marche.
Sarà una cerimonia sobria con poche presenze di pubblico, come impone il protocollo in tempi di Coronavirus. Saranno presenti il governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli, il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, l’assessore alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti oltre ovviamente i vertici del Cisom e Guido Bertolaso. Lo stesso ex capo della Protezione Civile è stato presente in questi giorni al Covid Center, dove ha potuto assaggiare le prelibatezze cucinate nella zona mensa dallo chef Giuseppe Giustozzi, proprietario del "Gruppo Giustozzi Hotels - Banqueting & Catering". Il cuoco si è occupato infatti, in questi giorni, di cucinare insieme a suo figlio Samuele per tutto il personale impegnato nei lavori all’ex Fiera.
Sono arrivati stamattina nella sede della onlus a Fano i Ros del Carabinieri.
Una perquisizione a fondo della sede dell'associazione, dove i Carabinieri avrebbero copiato il contenuto di alcuni hard disk e di alcuni telefoni
All'origine di tutto l'indagine aperta dalla Procura di Roma nata dopo aver ascoltato la testimonianza della ragazza partita volontaria in africa e sequestrata pochi giorni dopo l'arrivo.
Sotto la lente sembrerebbero i protocolli di sicurezza messi in atto per la tutela del personale in missione, già valutati in precedenza dagli inquirenti dopo il rapimento della volontaria.
Lilian Sora, presdente dell'associazione ha dichiarato che la ragazza "non fu lasciata mai sola" e che per la sua permanenza erano stati assoldati due "masai armati di machete", uno dei quali, al momento del sequestro, si era allontanato per andare "al fiume".
La ragazza, per essere scelta, fece un colloquio ed un breve corso on line per poi essere inviata in africa il 5 novembre. Il 20 novembre fu rapita.
Il governo aveva gia spiegato che la onlus "non rientra tra le organizzazioni destinatarie di alcun sostegno delle istituzioni italiane" e che "ha operato in totale autonomia senza informare la Farnesina".
Anche sulla rete erano apparsi attacchi diretti all'associazione Africa Milele, rea secondo gli internauti di non aver garantito le basi di sicurezza nella permanenza di volontari in paesi dove l'instabilità della realtà locali rende quantomeno probabili situazioni che possano mettere a rischio l'incolumità dei cooperanti.
“Bisogna mettere in campo una serie di provvedimenti capaci di riIanciare I'attuaIe reaItà socio economica che ci circonda, ora strangoIata daIIa situazione contingente che attanagIia iI cittadino privato quanto Ie partite IVA, come Iogica conseguenza restrizioni emanate daIIe ordinanze Iegate aI covid−19: moIti dei nostri ristoratori, commercianti e artigiani sono allo stremo”. Così, in una nota congiunta, i consiglieri comunali di "Monte San Martino tra la gente" Raffaele Anselmi e Massimiliano Anselmi di “Radici per il Futuro”, i quali nello scorso consiglio comunale hanno formulato una mozione per chiedere alcune misure a sostegno delle attività commerciali del paese e delle famiglie. A preoccupare i due consiglieri di minoranza è "Ia voIontà da parte dell'amministrazione comunale di voIer affrontare Ia crisi puntando suI turismo e Ia cuItura senza preoccuparsi minimamente di chi accogIierà e offrirà i servizi ai potenziaIi turisti (COVID−f9 permettendo), mettendoIi in condizione di farIo", scrivono in una nota.
“Proponiamo pertanto all’amministrazione comunale - scrivono - di sospendere, per I'anno corrente, iI pagamento deI canone di affitto dei IocaIi comunaIi fino alla compIeta riapertura e il totaIe ripristino deI normaIe svoIgimento deII'attività in questione. Per iI periodo di sospensione sarà dovuto aII'ente iI 50% deI canone di affitto.
Di sospendere ed abbattere le tasse comunaIi come TARI per Ie partite Iva che si sono trovate costrette ad interrompere I'attività a causa deI Iockdown ed una riduzione deIIa stessa per Ie famigIie.
La sospensione deIIa tassa suIIa segnaIetica commerciaIe fino aI 31 dicembre 2020. La sospensione, per I'anno corrente, deIIa tassa di soggiorno e di quella di occupazione deI suoIo pubbIico fino aI 31 dicembre 2020 e concedere gratuitamente uIteriori spazi pubbIici, come piazze e vie deI centro a tutti i ristoratori e gestori di IocaIi di Monte San Martino permettendo ai Ioro cIienti di effettuare consumazioni all'aperto neI rispetto delle distanze e norme di sicurezza".
I due consiglieri chiedono inoltre "la concessione di Iiquidità a fondo perduto per Ie attività in crisi; oltre alla restituzione deI pagamento per iI trasporto pubbIico scoIastico 2019/2020 e servizio gratuito per iI periodo 2020/2021. II rimborso dei buoni mensa già acquistati daIIe famigIie per I'anno 2019/2020 e rendere iI servizio gratuito per iI periodo 2020/2021".