Il sindaco Sandro Parcaroli e il delegato funzionale alla Sanità, Giordano Ripa, tornano a fare il punto sulla situazione pandemica da covid-19 nell’ambito del territorio comunale di Macerata.
“La situazione a Macerata, -interviene Parcaroli -, che si evidenzia dai dati degli ultimi venti giorni, vede una tendenza alla stabilizzazione del numero dei nuovi casi di positività al Covid-19. Si intravede finalmente uno spiraglio di luce ed è proprio per non rendere vane tutte le nostre rinunce, torno ad appellarmi al senso di responsabilità dei cittadini chiedendo di osservare scrupolosamente le dovute precauzioni come indicato dai vari protocolli soprattutto in occasione delle intercorrenti festività. E’un enorme sacrificio per tutti, saranno brindisi sotto tono ma serviranno per farci tornare a festeggiare tutti insieme senza distanze”.
Il delegato alla sanità Giordano Ripa osserva che “dopo la progressiva flessione del numero dei contagi e, parallelamente, dei soggetti in isolamento domiciliare, successiva al picco della seconda ondata di pandemia verificatesi nelle prime due decadi del mese di novembre, registriamo una fase di plateau nelle ultime due settimane per quanto riguarda i casi di nuova positività rilevati, mentre si è verificato un progressivo moderato incremento delle persone in isolamento fiduciario da interpretare con verosimile probabilità a maggiori situazioni di contatto stretto. Continueremo giornalmente a monitorare l’andamento epidemiologico locale”.
“Da circa un mese prosegue Ripa - non ci sono pervenute segnalazioni di particolari criticità negli accessi e nella gestione di pazienti covid positivi presso il pronto soccorso dell’ospedale cittadino. Con l’occasione vogliamo ricordare il recente screening di massa eseguito dal 18 al 23 dicembre per la lotta alla diffusione ed al contenimento del diffondersi dell’infezione da Covid 19, promosso e deliberato dalla Giunta della Regione Marche e coordinato dall’assessore alla Sanità regionale Filippo Saltamartini e magistralmente organizzato dalla dirigenza ASUR Marche sotto la direzione della dottoressa Nadia Storti e dalla dottoressa Daniela Corsi, recentemente nominata direttrice di Area Vasta 3.
"Diverse attestazioni di plauso per la puntuale ed impeccabile macchina organizzativa, che si è avvalsa di un sistema di prenotazione on line, oltre che di un servizio telefonico attivo dieci ore al giorno, sono giunte al Sindaco da parte di cittadini che si sono recati a Villa Potenza per sottoporsi al test. L’Amministrazione comunale ha inoltre curato la parte logistica mettendo a disposizione personale comunale, vigili urbani, ufficio Tecnico e ufficio Economato sempre presenti nel padiglione della polistruttura di Villa Potenza adeguatamente allestito per l’esecuzione dello screening. Questa fase - prosegue ancora Ripa - ci ha consentito di rodare un sistema basato sulla collaborazione fra Enti che, in maniera sinergica, hanno operato per il raggiungimento di un obiettivo comune e utile per la collettività. Non hanno mai fatto mancare la loro presenza il personale della Croce Rossa di Macerata e la rete comunale delle associazioni di volontariato della Protezione Civile.
A tutti coloro che a vario titolo hanno prestato il loro prezioso ed insostituibile servizio va il sincero e sentito sentimento di riconoscenza e ringraziamento del Sindaco e di tutta l’Amministrazione comunale”.
Il delegato alla Sanità Giordano Ripa informa, con molta soddisfazione, che finalmente ha avuto inizio il 27 dicembre la somministrazione del vaccino anti Covid 19 ai primi 20 operatori sanitari dipendenti ASUR scelti secondo un criterio di selezione basato su un modello matematico che tiene conto di diverse variabili (età, fattore di rischio tipo di operatività ecc…). A brevissimo intervallo di tempo inizierà la vera campagna vaccinale con modalità di esecuzione indicate nella tabella sottostante “Sorveglianza AIFA” dell’Agenzia Italiana Farmaco”.
Di seguito l’andamento dei contagi di Macerata città:
DATA
ISOL.TO FIDUCIARIO
POSITIVI
TOTALE IN QUARANTENA
30-dic
179
225
404
29-dic
177
223
400
28-dic
176
242
418
27-dic
161
241
402
26-dic
161
240
401
25-dic
165
239
404
24-dic
169
248
417
23-dic
157
256
413
22-dic
139
259
398
21-dic
110
257
367
20-dic
91
252
343
19-dic
90
256
346
18-dic
140
270
410
17-dic
225
267
492
16-dic
224
264
488
15-dic
237
283
520
14-dic
300
292
592
13-dic
350
276
626
12-dic
320
291
611
11-dic
338
310
648
10-dic
268
317
585
Nelle Marche prorogate al 14 gennaio 2021 le vendite promozionali. Dal 16 gennaio poi partiranno i saldi invernali. Carloni: “Un sostegno al settore del commercio e ai consumatori penalizzati dal Covid”.
La Regione Marche ha prorogato, dal 31 dicembre 2020 al 14 gennaio 2021, le vendite promozionali. Su proposta del vicepresidente Mirco Carloni, la Giunta regionale – nella seduta odierna - ha incaricato il dirigente della P.F Commercio a emanare il decreto autorizzativo. “Mi sono fatto carico delle preoccupazioni che provengono dalla comunità marchigiana, pesantemente colpita, anche sul fronte economico, dalla persistenza della pandemia – evidenzia Carloni – Molti comuni della nostra regione, associazioni private di commercianti, singoli commercianti e le stesse associazioni di categorie hanno evidenziato lo stato di grave crisi derivante proprio dagli ultimi provvedimenti normativi che hanno causato, durante il mese di dicembre, la sospensione delle vendite dei beni non essenziali e conseguentemente hanno chiesto l’anticipo dei saldi invernali o la ulteriore proroga delle vendite promozionali almeno fino al 14 di gennaio 2021. L’alternanza tra Zona Rossa e Zona Arancione, nonché le chiusure delle attività nei prefestivi e festivi, ha aggravato la pesante situazione di crisi del commercio, con un ulteriore calo delle vendite, penalizzando gli stessi consumatori. Diamo ora la possibilità a tutto il settore, sentite le organizzazioni di categoria, di recuperare terreno, per quanto possibile, prorogando di due settimane le vendite promozionali.
Poi dal 16 di gennaio inizieranno i saldi invernali”.
Una busta in plastica con le compere natalizie in una mano e nell'altra, al guinzaglio tiene una...pecorella. Il curioso avvistamento, che risale a qualche giorno fa, è avvenuto in piazza della Libertà, a Tolentino, e ritrae un signore intento a sedersi sulle panchine del centro assieme al suo animale da passeggio.
Un'immagine candida che a molti, visto il periodo festivo, ha ricordato un pastore con la sua pecorella "in cerca di un presepe". Su Facebook la foto è divenuta virale, scatenando l'ilarità generale con commenti pieni di umorismo.
Incontro istituzionale questa mattina, a Palazzo Sforza, tra il sindaco Fabrizio Ciarapica e il nuovo dirigente del Commissariato Fabio Mazza, che da pochi giorni ricopre in città l’incarico lasciato da Lorenzo Sabatucci.
Il commissario capo Fabio Mazza, 36 anni, originario di Ferrara, ha avuto modo questa mattina di scambiare con il Primo cittadino le prime impressioni dopo l’insediamento a Civitanova, ed ha tenuto a ringraziare il Sindaco per l’accoglienza assicurando massima collaborazione.
In precedenza Mazza è stato dirigente della sezione Polizia Stradale di Belluno e arriva dal Commissariato di Polizia di Fabriano. Laureato in Giurisprudenza, ha conseguito il master universitario in Scienze della Sicurezza durante la frequentazione del corso biennale presso scuola superiore di Polizia di Roma.
“Già dalle prime battute che ho potuto scambiare con il nuovo dirigente – ha detto il sindaco Ciarapica – sono stato colpito da una elevata attitudine all’operatività. Cerchiamo di fare sempre meglio per garantire la sicurezza della nostra comunità, un’importante strada è stata già tracciata in questi anni grazie ad un lavoro in sinergia con le Forze dell’ordine di cui andiamo molto orgogliosi. Sono certo che il dott. Mazza potrà trovarsi molto bene a Civitanova, una città che già conosce e che, sono sicuro, saprà collaborare e fare la sua parte. Come Amministrazione comunale garantiremo tutte le risorse che abbiamo a disposizione per la sicurezza di tutto il territorio, in accordo con la Polizia locale”.
Il dirigente ha sottolineato l’importanza della presenza degli uomini della Polizia sul territorio e del lavoro di squadra con tutti i soggetti preposti. La vicinanza è utile anche a prevenire reati e in particolare in questo difficile momento legato alla pandemia, è particolarmente importante essere nelle strade e nei loghi di aggregazione.
Presente per i saluti anche l’assessore alla Sicurezza urbana Giuseppe Cognigni.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 7315 tamponi: 3346 nel percorso nuove diagnosi (di cui 1293 nello screening con percorso Antigenico) e 3969 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 17,5%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 585: 125 in provincia di Macerata, 207 in provincia di Ancona, 125 in provincia di Pesaro-Urbino, 79 in provincia di Fermo, 25 in provincia di Ascoli Piceno e 24 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (67 casi rilevati), contatti in ambito domestico (118 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (153 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (34 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (29 casi rilevati), contatti in ambito assistenziale (14 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (20 casi rilevati), screening percorso sanitario (12 casi rilevati) e 2 rientri dall'estero.
Per altri 136 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 1293 test e sono stati riscontrati 108 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari all'8%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 17.48% oggi, contro il 19,14% di ieri.
In aumento di 4 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 530, di cui 62 in terapia intensiva (+1 rispetto a ieri). Sono, invece, 23 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali. Nel Maceratese sono accolti 115 pazienti (+1 rispetto alle ultime 24 ore): 48 all'ospedale di Macerata, 49 al Covid Hospital e 18 a Camerino.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità regionale:
Il Maresciallo Giordano Novelli dopo 14 anni lascia il Nucleo TPC di Ancona, lo stesso dopo la promozione a Maresciallo è stato trasferito quale addetto alla Stazione Carabinieri di Cupramontana.
Il Maresciallo Novelli è nativo di Apiro ed ha quarantasette anni , è sposato e padre di tre figli , una delle quali lo ha reso da poco nonno, si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri nel 1991 . La sua attività professionale si è sviluppata tra le regioni Marche ed Emilia Romagna, ove è stato in forza a Stazioni e Nuclei Operativi fino al 2006 anno in cui ,dopo un corso di specializzazione in materia di tutela dei beni culturali è entrato a far parte dei “ Carabinieri dell’arte” .
Durante tutta la sua carriera si è sempre distinto per le sue doti di onestà, umanità, serietà e professionalità. Nel reparto specializzato dell’Arma si è messo in luce come abile e infaticabile investigatore nel settore dei beni culturali .
Tante le operazioni a cui ha partecipato e che ha portato avanti in prima persona. Una tra tutte quella denominata “pellegrinaggio criminale” ove ha individuato dei soggetti dediti ai furti in chiese dell’Abruzzo, Marche, Emilia Romagna , Toscana , Lombardia e Piemonte. Attività conclusa con l’arresto dei rei e il recupero della refurtiva costituita da preziose corone, calici, pissidi e gioielli che adornavano le sculture presenti in varie chiese. Inoltre è stato uno dei Carabinieri che ha individuato in una biblioteca americana il “Messaletto” di Apiro. Prezioso volume del XII secolo , reliquia di San Domenico Loricato, rubato da Frontale di Apiro nel 1925 e per cui è in corso una rogatoria internazionale da parte dell’A.G. di Macerata tesa al recupero del bene che si trova in una biblioteca americana.
Infaticabile la sua attività nelle zone colpite dal sisma del 2016 , infatti sin dalle prime luci dell’alba del 24 agosto 2016 si trovava in quello che restava di Arquata e Pescara del Tronto, in un primo momento ha collaborato alle ricerche dei dispersi successivamente si è occupato con incessante e instancabile lavoro al recupero di beni culturali dai luoghi feriti dal sisma. Anche alla sua sana cocciutaggine si deve il recupero della Madonna delle Rose di San Placido di Ussita, una scultura in terracotta del XVI secolo andata in frantumi dopo il sisma. Il Maresciallo Novelli con encomiabile pazienza ha raccolto oltre 500 frammenti che giacevano tra le macerie e che tali sarebbero rimasti senza il suo intervento. I frammenti recuperati e ricomposti dall’Istituto Centrale per la Conservazione e il Restauro hanno permesso di far rinascere “La Madonna delle Rose” a cui sono molto legati gli abitanti di San Placido rendendola segno di speranza e rinascita per una intera comunità .
“Sono già operative nel Comune di Potenza Picena le prime cabine per la Fibra Fttc ed entro il mese di gennaio 2021, le 30 cabine previste saranno attive, coprendo così tutto il nostro territorio”. Lo comunica l’Assessore ai Lavori Pubblici ed Urbanistica Luisa Isidori.
“I contratti per l’allaccio a privati potranno essere fatti con qualsiasi gestore - aggiunge l'assessore -. Constatati i ritardi nell'attuazione del piano telematico regionale, la lentezza di Open Fiber nella realizzazione delle infrastrutture (non solo nel comune di Potenza Picena ma in molti altri), considerata la particolare necessità del momento dove la mancanza di una connessione veloce ha causato enormi disagi, recepite le numerose segnalazioni, mi sono attivata, come molti altri Enti, per trovare una soluzione e poter concretizzare la proposta della Tim a realizzare la rete a fibra ottica anche sul nostro territorio".
"Avendo una convenzione in essere con Open Fiber – ha sottolineato l’Assessore Isidori - affinchè i lavori potessero essere eseguiti, si è doverosamente aperto un dialogo tra tutti gli enti e le società coinvolte: Regione, Infratel, Open Fiber, Tim e il nostro ufficio comunale preposto. Per il lavoro svolto, e la volontà di questa Amministrazione Comunale, dal momento della presentazione del progetto da parte di Tim all’inizio dei lavori i tempi sono stati brevi. Un ringraziamento doveroso a Tim per la collaborazione e la serietà dimostrata nel mantenere l'impegno ad intervenire”.
Il Comune di Recanati sferra un nuovo decisivo attacco con la notifica di documenti e motivi aggiuntivi al Tar nella battaglia per l’annullamento della Delibera dell’Assemblea Territoriale d’Ambito che prevede la localizzazione preferenziale dei siti da destinare al nuovo impianto di discarica proprio nel territorio recanatese.
“Parallelamente al ricorso che abbiamo depositato al Tar Marche per l’annullamento della delibera di localizzazione dei siti da destinarsi a discarica, abbiamo lavorato con un tavolo tecnico di esperti appositamente dedicato per predisporre nuovi e più approfonditi documenti –ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi - atti che oggi rendono sempre più palese l’evidente erroneità dello studio preliminare realizzato dal Piano d’Ambito per la imprecisa e parziale applicazione dei criteri localizzativi.”
Un nuovo determinate attacco inferto dal Comune di Recanati che vede coinvolta anche la Fondazione I.R.C.E.R.- Assunta di Recanati, in quanto proprietaria di diversi terreni agricoli segnalati nei siti del Piano di Ambito. Terreni che permettono il sostentamento delle prestazioni socio-assistenziali che la Fondazione offre alla comunità recanatese in linea con gli obiettivi di solidarietà sociale perseguiti dal Comune di Recanati.
“La Fondazione I.R.C.E.R. svolge alcune delle funzioni assistenziali previste dagli obblighi di assistenza sociale per conto del Comune di Recanati - ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente Avv. Michele Moretti - pertanto, il pregiudizio che potrebbe derivare dalla decisione impugnata agli interessi della Fondazione è un pregiudizio che colpisce anche l’intera collettività, potendo compromettere il perseguimento di alcuni degli obiettivi di solidarietà sociale di cui il Comune è fautore istituzionale. Ringrazio la Fondazione I.R.C.E.R.- per averci messo a disposizione la documentazione tecnica e illustrativa necessaria per la notifica dei nuovi atti.”
Tra i motivi aggiunti presentati dal team di professionisti incaricati dal Comune di Recanati anche l'evidenziazione delle violazione delle norme che regolano l’avvio e la modalità di svolgimento della procedura di VAS “Valutazione Ambientale Strategica” per l'approvazione del Piano d’Ambito. In particolare viene fatto emergere il non coinvolgimento della Soprintendenza per i Beni culturali delle Marche che ha lamentato con una nota di essere venuta a conoscenza solo in via informale della previsione dei siti potenzialmente idonei nel Comune di Recanati per l'installazione di una discarica. Considerato che, secondo la Soprintendenza per i Beni culturali delle Marche le discariche potrebbero avere un impatto negativo sul “Paesaggio Leopardiano”, ha chiesto all'ATA 3 quali criteri fossero stati adottati nella scelta dei suddetti siti, rammentando che in fase preliminare della VAS del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti il medesimo ufficio aveva domandato che i criteri localizzativi dei nuovi siti di discarica avrebbero dovuto escludere il coinvolgimento delle parti di territorio interessate dai Beni Paesaggistici e Culturali e che occorreva valutare con attenzione gli effetti di tipo indiretto, sotto il profilo dell'impatto paesaggistico-percettivo e verificarne la coerenza con il Patrimonio Culturale.
Alla luce della documentazione presentata è manifesta la totale illogicità del comportamento tenuto dagli Enti preposti nel corso del procedimento amministrativo per l'elaborazione del Piano d'Ambito relativo all’individuazione di una nuova discarica a livello provinciale nel territorio Recanatese.
Oltre sessanta i negozi chiusi nei vari anni nel centro storico di Macerata e le loro vetrine desolatamente abbandonate danno un’immagine certamente non positiva del cuore della città, per questo il Comune si è attivato con un’iniziativa che vuol dare una nuova immagine al centro storico partendo proprio dall’allestimento e dall’utilizzo delle vetrine abbandonate. Un piccolo passo per realizzare quel progetto di riqualificazione e rinascita del centro storico che sta a cuore all’Amministrazione comunale guidata da Sandro Parcaroli.
Vetrine tornate a nuova vita
Sono tornate così a nuova vita le vetrine dei locali dell’ex Upim in via Matteotti e in galleria del Commercio e si sta lavorando per quelle del bar Venanzetti, di corso della Repubblica e altre in via Gramsci, grazie alla collaborazione e creatività degli studenti del liceo artistico di Macerata, la Pro Loco Macerata e ai privati.
Ecco allora una via del Fashion in galleria del Commercio con bozzetti e creazioni sartoriali realizzati dalla sezione Design della Moda e Tessuto del liceo Cantalamessa, mentre le vetrine su via Matteotti propongono opere e materiali delle sezioni Arti Figurative, Architettura e Ambiente e la sezione di Scultura.
La via degli Orafi è quella tra via Gramsci e piazza Cesare Battisti dove nelle due vetrine all’angolo della via si possono ammirare attrezzature, strumenti e creazioni frutto dei laboratori orafi della sezione Design e Metalli dello stesso liceo, in aggiunta alle installazioni già presenti nelle vetrine dei negozi.
In corso della Repubblica la vetrina tra l’ingresso della provincia e lo IAT è stata illuminata invece un’opera di grandi dimensioni realizzata da un artista locale, Ruben Boari, che l’ha messa a disposizione per questo progetto.
E ancora, le vetrine del bar Venanzetti espongono le opere vincitrici delle sette edizioni del concorso di pittura della Pro Loco Macerata “Il segno d’inizio”, tutte custodite nella pinacoteca di Macerata Musei.del degrado all’arte della rinascita sottolineano i promotori.
“Scuola, cultura, giovani, studenti, creatività, artigianato, arte, eccellenze del territorio sono gli ingredienti di questa iniziativa per rendere più accogliente il centro di Macerata – sottolinea l’assessore alla cultura Katuscia Cassetta – .È questo un primo esempio di come intendiamo lavorare, mettendo in rete più competenze e risorse, dimostrando così che si può collaborare per il bene della città. Vedere questi spazi abbelliti e ripuliti rimanda già un’idea diversa della città”.
Cari lettori benvenuti a questa puntata natalizia della nostra rubrica. Questa settimana notiamo un calo dei contagi in Italia mentre nelle Marche rimangono stabili; ciò potrebbe non essere dovuto neanche troppo allo screening di massa poiché risultano stabili anche i sintomatici che ovviamente sono più semplici da individuare. C’è la possibilità inoltre che i dati possano essere viziati dai pochi tamponi durante i giorni di festa ovvero in realtà la situazione potrebbe essere peggiore di come sembra.
Alcune puntate fa dicevo che qualcosa non sta tornando nelle Marche. Abbiamo una densità abitativa inferiore a molte altre regioni eppure i nostri contagi sono rimasti più alti e anche la zona arancione non ha inciso molto. Dall'altro lato nella seconda ondata siamo una delle regioni con meno decessi. è stato identificato a Loreto un caso della variante inglese senza che abbia avuto contatti diretti con la UK. Questo significa che la variante sia già diffusa sul territorio, se ciò fosse vero spiegherebbe il numero di casi maggiori da un lato e sembrerebbe meno letale dall'altro.
Notiamo che questa settimana il calo dei decessi è stato abbastanza marcato mentre sono stabili le terapie intensive e ricoveri.Come detto le Marche perdono posizioni; addirittura stiamo andando peggio della media nazionale come contagi. Altri regioni registrano cali sensibili dei casi ma ancora nessuna riesce ad andare sotto i 100 giornalieri per milione di abitanti mentre la maglia nera rimane al Veneto che vede ancora in aumento le terapie intensive.I prossimi mesi saranno cruciali nella speranza che operatori sanitari ed anziani si vaccinino in massa, in quel caso vedremo probabilmente un drastica riduzione dei casi gravi e critici.
Falla in una tubatura: intervengono i Vigili del Fuoco
I pompieri sono intervenuti alle ore 09,20 circa nel Comune di Poggio San Vicino per una richiesta pervenuta alla sala operativa, riguardante la tamponatura di una tubazione dell'acqua posta nel bosco limitrofo.
Essendo il tubo interessato posizionato in una zona impervia, la Squadra di Macerata e intervenuta utilizzando delle tecniche SAF ( Speleo Alpino Fluviali) per poter raggiungere il tubo ed applicare delle fasce specifiche atte ad otturare la falla che si era formata nel condotto. I Vigili del fuoco hanno successivamente messo in sicurezza la zona interessata dall'intervento.
A seguito dei periodici controlli all’interno dell’ASP – “Vincenzo Porcelli” di Tolentino, sono risultati positivi al Covid-19 tre operatori di una cooperativa che opera all’interno e dodici ospiti sui 90 attualmente presenti nella struttura. Dati che sono stati confermati dai tamponi molecolari praticati subito dopo i tamponi cosiddetti “veloci”. Lo screening ha riguardato tutti gli ospiti presenti. Va precisato che le dodici persone risultate positive sono tutte asintomatiche, solo due di loro presentano un lieve stato febbrile.
Immediatamente, avvertito il Sindaco Giuseppe Pezzanesi, il Presidente Giorgio Sbaraglia e il Direttore Simone Ricci, informati i familiari degli ospiti, hanno attivato tutte le procedure atte a contenere il contagio. Tutte le persone risultate positive sono state isolate in una zona appositamente allestita, evitando ulteriori contatti con gli altri ospiti e seguiti e curati dal personale interno coadiuvato dal nucleo Usca del Distretto sanitario.
Sono state anche interrotte tutte le attività rivolte ai semi residenti e che passano solo parte della giornata o consumano i pasti presso la Casa di Riposo.
"Purtroppo – ha dichiarato il Presidente Sbaraglia – malgrado tutte le nostre attenzioni, il covid è riuscito a entrare anche nella nostra struttura. Alziamo ulteriormente il nostro livello di guardia per contenere i contagi e i disagi. Ora vogliamo tornare quanto prima alla situazione dei giorni precedenti con la nostra residenza per anziani covid free".
Il Direttore Ricci ha precisato che tutti gli operatori hanno lavorato e lavorano con la massima attenzione. Purtroppo non è bastato ad evitare il contagio: "Siamo intervenuti in maniera repentina, adottando tutte le profilassi necessarie per isolare gli ospiti risultati contagiati in una zona appositamente attrezzata della nostra struttura, a cui accede solo il personale sanitario - ha spiegato - Dispiace molto aver preso atto di questa situazione proprio mentre si sta avviando la campagna vaccinale. Sembra quasi un beffa. Quando eravamo vicini al traguardo purtroppo è arrivato il contagio".
"Malgrado le nostre continue precauzioni – ha affermato il Sindaco Giuseppe Pezzanesi – il covid colpisce i nostri ospiti della Residenza per Anziani. Possiamo ipotizzare che qualcosa possa essere avvenuto attraverso servizi che riceviamo dall’esterno. Per tutti questi mesi abbiamo lavorato per scongiurare possibili situazioni di contagio ma purtroppo non è bastato. E’ questa la dimostrazione di un virus in continua evoluzione, capace di colpire anche se si presta la massima attenzione.
Cdo Opere Sociali, con la sua sede regionale nelle Marche, attraverso l’attività delle sue associate sul territorio partecipa al progetto “Riesco Marche (Reti inclusive e solidali per la comunità) - Terzo settore in rete per l'emergenza Covid 19” finanziato dalla Regione.
Obiettivo del progetto è promuovere una serie di azioni integrate su tutto il territorio regionale relative a 4 macroaree strategiche: contrasto alla povertà estrema, interventi domiciliari di supporto alle fasce deboli, compresa la consegna di pasti e medicine a domicilio, supporto a distanza per situazioni di disagio causato, o acuito, dall’emergenza epidemiologica e il supporto al tessuto associativo regionale, volto al sostentamento delle Odv e delle Aps.
Il progetto “Riesco Marche” ha supportato la onlus “Cavalli delle Fonti” nelle sue attività a favore di bambini e ragazzi: la natura e il cavallo, protagonisti di ogni percorso proposto, hanno rappresentato per ognuno di loro nuove opportunità di partecipazione, condivisione, dialogo e soprattutto cambiamento.
L’equipe della onlus si è messa a disposizione per accogliere bambini ed adolescenti con disabilità o provenienti da contesti famigliari caratterizzati da fragilità. Il personale coinvolto ha applicato tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza dei partecipanti, riorganizzando le attività, tenendo conto delle difficoltà di mantenere il distanziamento, così come della necessità di accompagnare bambini ed adolescenti con disabilità nel comprendere il senso delle misure di precauzione. Educatori e psicologi si sono occupati della co-progettazione, con i servizi sociosanitari di riferimento e le famiglie, di percorsi mirati e individualizzati per ogni bambino, favorendo così la loro inclusione; sono stati progettati percorsi che hanno previsto interventi a valenza riabilitativa, terapeutica e di reinserimento sociale ed inclusione lavorativa.
I percorsi sono stati preceduti da un colloquio di ingresso con ogni famiglia, e da un colloquio con le strutture che hanno in carico bambini e ragazzi, con lo scopo di conoscere il livello funzionale di ogni individuo e creare percorsi ad hoc.
L’attività ippoterapica facilita l’intervento psicologico, poiché consente interventi che in studio sarebbero difficilmente realizzabili, osservando azioni e movimenti dei partecipanti che possono servire a rinforzarne l’autostima. L’obiettivo specifico del lavoro psicologico è quello di fare in modo che i bambini e i ragazzi coinvolti trasferiscano gli apprendimenti acquisiti sul campo nel loro quotidiano, facendo nascere una nuova fiducia nelle loro potenzialità e facilitando il desiderio di nuovi apprendimenti e di nuove relazioni.
L’Amministrazione Comunale, con apposita determina, ha affidato all’Arch. Roberta Angelini l’incarico per il “Recupero della Torre civica e del contesto urbano del centro storico di Potenza Picena”. Un importante provvedimento inserito all’interno del progetto di valorizzazione e recupero del capoluogo per il quale Giunta e Consiglieri di maggioranza, unitamente all’Ufficio Tecnico Comunale, hanno lavorato in questi ultimi mesi in maniera sinergica: “La valorizzazione del centro storico costituisce un obiettivo primario dell’Amministrazione Comunale rispetto a cui si intende promuovere un progetto urbano di insieme – ha precisato l’Assessore ai Lavori Pubblici ed Urbanistica, Luisa Isidori – nel corso degli incontri preliminari e propedeutici all’avvio del progetto è stata espressa la volontà di inserire tale intervento all’interno di una cornice di più ampio respiro che coinvolge necessariamente il contesto urbano in cui si colloca con interventi importanti come il recupero della torre civica ma anche interventi legati all’accessibilità come il parcheggio in via Le Rupi, il collegamento della zona Fontanelle-Pincio e il contesto di Porta Galiziano. In questa ottica – aggiunge la Isidori – andranno valutate proposte che interpretino il progetto nel complesso urbano, articolandolo in un masterplan generale e nell’approfondimento di specifiche aree ed edifici”.
L’Arch. Roberta Angelini è stata scelta per le adeguate competenze tecniche, la formazione specifica e le consolidate esperienze professionali con particolare riferimento a processi di riqualificazione dei centri storici, di sviluppo sostenibile e progetti di recupero urbano e di edifici in ambito storico. I tempi per l’esecuzione della documentazione progettuale sono fissati in dodici mesi.
Un bel biglietto da visita per chi arriva a San Severino Marche, un biglietto di saluti unico per chi lascia la città.
L’imprenditore settempedano Gianni Ciriaci, titolare di Palazzo Gentili, residenza d’epoca trasformata in suites, Spa e centro beauty, ha donato al Comune l’allestimento della grande rotonda di via San Michele.
“Un bellissimo gesto che dimostra il grande attaccamento nei confronti dell’intera comunità” – sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei, ringraziando l’imprenditore e la sua famiglia per l’abbellimento della rotonda posta ad uno degli snodi più importanti della città, poco fuori dal centro storico.
Il totem mostra due facciate identiche che riprendono il mascherone del portale di ingresso di palazzo Gentili, opera dell’artista Venanzio Bigioli.
Chi ha donato l’allestimento ha immaginato un elemento distintivo che svelasse una icona della cultura settempedana che, nel rispetto della classicità, fosse un elemento contemporaneo, memoria della città per tutti i settempedani e stimolo per i forestieri. Una realizzazione che non lascia certo indifferenti.
Le sculture di Venanzio Biagioli e i dipinti del figlio, Filippo Bigioli, sono per San Severino Marche un segno d’identità. Vere e proprie opere d’arte che ritroviamo nei mascheroni del portale di ingresso di palazzo Gentili ma anche nel portale del palazzo comunale e in altri luoghi d’arte come nelle pubbliche vie tra bassorilievi, cornici, portali, bugne che raccontano anche della presenza in città di maestranze qualificate, di artigiani, artisti, la cui attività ha segnato la storia di uno dei centri dell’arte più vivi di tutto il centro Italia.
L’allestimento si presenta come una lastra piegata in acciaio corten, poggiata su un basamento a pianta circolare con pavimento di ciottoli lavati che porta, sul suo lato maggiore, una replica del mascherone di Bigioli parzialmente nascosto dalla piega su cui giace il lettering scatolato, verniciato in arancio e retroilluminato con un effetto di svelamento della parte nascosta dei ritratti tridimensionali lungo il percorso della rotonda e una enfatizzazione del volume dei mascheroni con ombre proprie e portate ben delineate.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentasei onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute. Più della metà, 21 su 36, sono donne e la più giovane ha 18 anni.
Tra loro una marchigiana, la camerte Nazzarena Barboni, 51 anni (Camerino - MC), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per la sua generosa dedizione al supporto ai piccoli pazienti oncologici e alle loro famiglie" Dopo la morte del figlio, affetto da neuroblastoma, avendo conosciuto la condizione dei bambini malati oncologici e la loro vita "rinchiusi" in un ospedale, nel 2007 ha fondato, con l'aiuto dell'ex marito Andrea, l'Associazione Raffaello Onlus per "creare uno spazio di vita normale" per i piccoli pazienti, ricoverati nel Centro di Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale Salesi di Ancona, per aiutare loro e le loro famiglie a dimenticare la malattia per qualche ora.Le attività sono pianificate in accordo con i sanitari ed il responsabile del Reparto del Centro di Oncoematologia dell'Ospedale Salesi.
Alle attività nel reparto si sono aggiunte due "case Raffaello", punti di appoggio gratuiti per le famiglie dei bambini ricoverati. Ha scritto Nazzarena: "è proprio dal dolore della perdita, dal dolore di quella che sembra una sconfitta irreparabile che è nata la voglia di usare la mia energia per i bimbi, per dargli la possibilità di sorridere, di divertirsi anche tra quelle mura strette".
Ecco l'elenco e le motivazioni dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato. Chiara Amirante, 54 anni (Roma), Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo straordinario contributo al recupero delle marginalità e fragilità sociali e al contrasto alle dipendenze".
Dominiziana Avanzini, romana di nascita ma triestina di adozione, 48 anni, nel 2000, coinvolta da una amica, si avvicina all'Avo (Associazione volontari ospedalieri) e nel marzo 2009 viene eletta presidente della rappresentanza dell'Avo triestina, una delle prime associazioni di questo genere in Italia. Oggi conta più di 150 soci e volontari che, dopo un periodo di formazione teorica e pratica, prestano assistenza ai degenti, soprattutto nelle ore dei pasti, nei reparti dell'Ospedale Maggiore e di Cattinara, contribuendo a «umanizzare» l'ambiente ospedaliero.
Carolina Benetti, 89 anni, di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, nel 1983 perde il primogenito in un incidente stradale. Per lei e per il marito Carlo, a preoccupazione del futuro del secondogenito Stefano, disabile a causa di una sofferenza neonatale. Nel 1984, Carlo fonda, insieme ad altre famiglie con figli 'specialì, una associazione in cui anche Carolina sarà molto attiva. Venti anni dopo si impegnano in un nuovo percorso associativo come fondatori di 'Amici del Tesorò Onlus dedicandosi, anche in ragione dell'avanzare dell'età, al tema del 'dopo di noì. Nutrono il sogno di poter realizzare una casa famiglia che possa accogliere in un clima familiare il loro Stefano ed altri ragazzi. Dopo la morte del marito, al quale è rimasta legata in matrimonio per 57 anni, nel 2014, Carolina porta avanti questa missione e due anni dopo, impegnando i risparmi di una vita, dona all'Associazione una villetta a San Giovanni Lupatoto, la 'Casa di Carlò, per Stefano e altri giovani con disabilità. Un luogo dove promuovere una cultura dell'integrazione e che rappresenta un'occasione di incontro e conoscenza della diversità, un laboratorio in cui sviluppare potenzialità inespresse e progetti, un punto di socializzazione tra le persone disabili e la comunità.
Rachid Berradi, nato a Meknes, in Marocco, ma palermitano di adozione (da quando aveva 10 anni), oggi quarantacinquenne, è stato campione europeo nei 10.000 metri e finalista alle Olimpiadi di Sydney. Ha fatto della sua passione e professione uno strumento di inclusione sociale a favore dei ragazzi e delle famiglie residenti in aree disagiate e a forte rischio emarginazione sociale, dove lo sport assume il significato di «riscatto e legalità», come lui stesso afferma. Così nel 2009 ha aperto la società sportiva Atletica Berradi 091, successivamente l'Atletico Zen, squadra di calcio da lui stesso allenata, composta da ragazzi provenienti dal quartiere omonimo, con cui ha partecipato nel 2019 al primo Memorial Calcio a 5 'Paolo Borsellinò, organizzato negli impianti sportivi situati nei pressi del luogo della strage. Con l'obiettivo di creare una rete di legalità sul territorio, Rachid ha poi organizzato stage di atletica coinvolgendo le Forze dell'Ordine che hanno partecipato in borghese come allenatori per poi rivelare la loro professione ai ragazzi solo alla fine, quando si era già instaurato un rapporto di fiducia. Coinvolge nei vari progetti sportivi solidali, campioni olimpici, allenatori e calciatori professionisti.
Nicoletta Cosentino, 49 anni, palermitana, vittima di violenza domestica, dopo un percorso di recupero intrapreso nel centro antiviolenza Le Donne Onlus di Palermo, e con il sostegno del Centro Astalli e dell'Associazione Pellegrino della Terra, riesce a superare una storia personale di abusi e a ricostruire la propria vita. Frequenta uno stage formativo presso un laboratorio di produzione alimentare che la porterà a ricostruire e riscoprire sé stessa e anche la sua passione per la cucina. Da qui l'idea di avviare un'attività imprenditoriale: grazie anche al supporto della rete Di. Re. (Donne in rete contro la violenza) ottiene la copertura per un finanziamento da Banca Etica e crea «Le Cuoche Combattenti», un laboratorio artigianale di conserve e prodotti da forno. Con questa iniziativa mette a disposizione delle altre donne il suo difficile trascorso ma soprattutto la sua esperienza di riscatto e lancia un messaggio di incoraggiamento e di speranza per quante ancora non riescono a fuggire da una vita di violenze. Nel suo laboratorio coinvolge otto donne sottratte alla violenza, non solo fisica, ma anche psicologica e familiare; offre loro stage formativi e lavoro come presupposto per riacquistare libertà, dignità e indipendenza economica e riprendere così il controllo delle proprie vite. Il suo motto è «mai più paura, mai più in silenzio, non siamo vittime, ma combattenti».
«Come tanti altri a Scampia, non ho scelto la strada della camorra e neppure quella della fuga. Ne ho scelto una terza: quella di restare, di resistere ed esistere». Ciro Corona, 40 anni, lo racconta nel suo libro «(R)esistere a Scampia», edito nel 2019. Laureato in filosofia, dal 1998 lavora come operatore sociale nel ruolo di educatore di strada e di comunità. Socio fondatore, nel 2008, dell'associazione (R)esistenza anticamorra (di cui è presidente) e, nel 2012, della Cooperativa sociale (R)esistenza (di cui è legale rappresentante). «(R)esistenza -spiega- ha sempre avuto una idea di sociale differente, un sociale non assistenziale ma responsabile. Pensiamo che sia dal basso che si producano gli anticorpi per contrastare malapolitica e camorra. Mostrando alla gente nuovi modelli di sviluppo e generando una possibilità di scelta. Quella possibilità di scelta che per tanti anni è mancata. È solo vivendo il territorio che si fa antimafia». Attraverso l'associazione gestisce anche il Fondo rustico Amato Lamberti, il primo bene agricolo confiscato di Napoli sul quale vengono ora prodotti vino, miele, confetture e birra artigianale secondo la logica dell'agricoltura sociale (in particolare, ad esempio, con percorsi lavorativi individualizzati per detenuti). Punto di riferimento per quanti resistono alla criminalità organizzata, ha creato uno sportello anti-camorra ed è coordinatore del polo socio-culturale intitolato a Gelsomina Verde, giovane ventiduenne vittima della camorra.
Angela Buanne, 54 anni, di Napoli, perde la figlia Livia Barbato poco più che ventenne nel luglio 2015, per le ferite riportate in un incidente stradale causato dal fidanzato, che in stato di ebrezza, guida contromano per diversi chilometri. Nello stesso incidente perde la vita anche il conducente dell'auto proveniente dal senso giusto di marcia. Una vicenda raccontata nel libro «Viaggio al centro della notte» del giornalista Luca Maurelli che affronta più in generale la piaga delle stragi del sabato sera, dell'alcolismo giovanile e degli sballi facili. Grazie al sostegno della Fondazione Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) e della fondazione Exodus di don Antonio Mazzi, Angela, accompagnata da Luca Maurelli, gira le scuole per incontrare gli studenti e sensibilizzarli sul tema della sicurezza stradale.
Laura Bruno, 91 anni, di Crotone, ma volontaria Vincenziana presso una Parrocchia della borgata romana di Ottavia, nel 1995 fonda il Centro odontoiatrico «Solidarietà Vincenziana», che interviene sui problemi odontoiatrici con un duplice obiettivo: curare un problema sanitario e migliorare l'aspetto della persona, passaggio spesso fondamentale per recuperare la dignità e per l'accettazione da parte della 'società civilè di soggetti che vivono in condizione di povertà e trascuratezza. In sintesi «cura della persona come elemento di integrazione sociale». Nel centro prestano attività volontaria 48 persone tra odontoiatri, odontotecnici, assistenti alla poltrona e 22 addetti all'accoglienza e alla segreteria. Ogni anno il Centro assiste circa 800 pazienti e vengono erogate circa 2.500 prestazioni sanitarie completamente gratuite: dalle sedute di igiene dentale alla chirurgia orale. Inoltre, a fronte di un minimo rimborso spese, è possibile effettuare la riabilitazione protesica degli adulti e l'ortodonzia per i bambini.
Alma Broccoli, 92 anni, di Dormelletto, in provincia di Novara, in pensione da trenta anni, ha deciso di dedicarsi al volontariato ed è la centralinista della Croce Rossa di Arona. Coordina i soccorsi dei volontari rispondendo alle chiamate. Nel 2019 ha anche donato un mezzo, una Fiat Panda, alla stessa associazione.
Valentina Bonanno, 30 anni, di Palermo, sin da bambina ha vissuto tra Italia e Kenya, dove insieme alla madre ha fondato l'associazione Maharagwe Fauzia Onlus che presiede. Un'idea nata dopo la morte nel 2008, per setticemia conseguente al parto, di Fauzia, giovane ragazza keniota, a cui Valentina era molto legata. La finalità dell'associazione è infatti quella di sviluppare una rete sicura di supporto alla gravidanza, parto e puerperio attraverso la formazione di ostetriche e personale qualificato. In un contesto caratterizzato da elevata mortalità durante il parto, diventa infatti essenziale garantire ad ogni mamma la possibilità di partorire seguendo le proprie tradizioni e culture ma in assoluta sicurezza. Inoltre, qualora la madre sia affetta da malattie trasmissibili come l'Hiv, per limitare la possibilità di contagio al neonato, l'associazione si impegna a garantire un parto cesareo e nutrimento alternativo rispetto all'allattamento al seno. Ad oggi l'associazione si avvale di una squadra di ostetriche tradizionali, sparse sul territorio, a cui offre strumenti e formazione, contatti e appoggio. È anche impegnata in attività di assistenza presso la clinica di Mambrui.
Don Luigi D'Errico, 58 anni, referente del settore disabili e catechesi dell'Ufficio catechistico della diocesi di Roma, dal 2007 parroco nella Chiesa dei Santi Martiri dell'Uganda nel quartiere Ardeatino, dove da tempo è stata avviata un'esperienza di catechesi per e con le persone disabili. Non solo. Occorre ricordare anche l'istituzione delle case famiglia «Rifugio per Agar», dedicata a donne e bambini vittime di maltrattamenti, e «Casa Betlemme», per accogliere famiglie senza fissa dimora, in collaborazione con altre parrocchie. La parrocchia di don Luigi inoltre, anche attraverso il coinvolgimento dei parrocchiani, offre servizi di distribuzione di pasti caldi ai senza tetto, doposcuola per bambini in difficoltà, un centro di ascolto, assistenza domiciliare per gli anziani, aiuti alimentari.
Aldo Andrea Di Cristofaro, 77 anni, originario di Bagnaturo di Pratola, in provincia di L'Aquila, presidente (per il terzo mandato consecutivo) dell'associazione Valle Peligna di Toronto. Da sempre impegnato in iniziative di solidarietà verso gli italiani che vivono in Canada così come in progetti di beneficenza e solidarietà verso la sua terra di origine. Nel 2009, in occasione del terremoto a L'Aquila, ha donato un prefabbricato per gli incontri di socializzazione delle persone anziane, borse di studio agli studenti rimasti orfani, un parco giochi per i bambini. È stato, inoltre, protagonista di una importante raccolta di finanziamenti a supporto della popolazione locale nel caso del più recente sisma di Amatrice. Nel 2019 ha ricevuto il riconoscimento di «Eroe civico» dal Consiglio comunale di Vaughan, cittadina canadese a pochi chilometri da Toronto, per il suo contributo di solidarietà.
Vittoria Ferdinandi, 34 anni, di Perugia, è la direttrice del ristorante (e centro polifunzionale) «Numero Zero»: aperto nel capoluogo umbro nel novembre 2019, impiega un gruppo di ragazzi e ragazze (pari al 50% del personale) che soffrono di disturbi mentali di diversa entità e che si alternano tra cucina, sala e bancone. L'iniziativa è nata per cercare di costruire un luogo di possibilità concreta per il reinserimento sia sociale sia lavorativo dei malati psichiatrici, per i quali il lavoro non esiste o, se esiste, si concretizza in mansioni decentrate rispetto alla socialità e alla comunità (in archivi, magazzini, etc). Insieme ai ragazzi indossano il grembiule anche operatori e psicologi dell'associazione RealMente, che ha ideato il progetto in collaborazione con la Fondazione La città del Sole-Onlus che ha preso in locazione lo spazio nel centro storico di Perugia. «Numero Zero» ha aperto dopo un lavoro di restauro e adeguamento realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e della Brunello Cucinelli S.p.a..
Anna Fiscale, 32 anni, di Verona, crea nel 2013 la cooperativa sociale Quid Onlus che presiede. Ragione sociale: riciclare stoffe in eccesso, provenienti da rimanenze di grandi marchi, dando lavoro a donne svantaggiate e in generale persone con fragilità. Il principio base è trasformare «le vulnerabilità in valore aggiunto». Grazie ai brand partner che forniscono le eccedenze, dai laboratori escono collezioni di alta qualità e a prezzi democratici. Impiega circa 100 lavoratori di molte nazionalità (per l'80% donne provenienti da categorie socialmente svantaggiate). Distribuisce le proprie collezioni in un centinaio di negozi multibrand, online e in alcuni negozi Quid. «L'impresa sociale -spiega l'amministratore delegato e cofondatore Ludovico Mantoan- non è un'esibizione di carità, ma la conferma che anteporre la persona al profitto oggi può generare un valore nuovo». La cooperativa è presente, con laboratori sartoriali, anche nel carcere di Montorio con un programma per i detenuti nel loro reinserimento. Nel 2014 ha vinto il premio europeo «Innovazione sociale» e nel 2018 il «Best Wwworkers 2018» quale impresa italiana che meglio ha saputo declinare il made in Italy alle nuove tecnologie. A causa della pandemia Covid19, Quid a marzo 2020 è costretta chiudere i punti vendita, ma collaborando con altre cooperative sparse su tutta la penisola riconverte la produzione, creando prototipi di mascherina protettiva riutilizzabile in tessuto anti-microbico e anti-goccia. Nasce così Co-ver, mascherina protettiva riutilizzabile certificata da filiera interamente Made-in-Italy.
Cinzia Grassi, 62 anni, di Roma, medico chirurgo, specialista in pediatria. Dal 1988 al 2018 dirigente medico della Polizia di Stato, impegnata nel contrasto all'abuso, al maltrattamento e alla pornografia a danno dell'infanzia. Nel 2006, in memoria del figlio, fonda la Onlus «Edoardo con noi» impegnata in attività di ricerca e di sensibilizzazione. In particolare, l'associazione raccoglie fondi da destinare alla ricerca scientifica per il diabete giovanile insulino-dipendente, promuove manifestazioni ed eventi sportivi dedicati agli atleti affetti da tale patologia, fa opera di sensibilizzazione nelle scuole e in altri luoghi di aggregazione giovanile per la conoscenza della stessa patologia al fine di contrastare la percezione di diversità che avvertono i giovani malati. L'associazione svolge attività divulgativa anche attraverso la realizzazione di cortometraggi e di spettacoli teatrali. Tra i corti, «Questa è la mia bici» (di Enzo Musmeci Greco) ha vinto, nel 2019, il Premio miglior opera in concorso al Festival nazionale dello sport integrato del cinema d'inclusione di Courmayeur ed è stato finalista al Festival tulipani di seta nera per Rai cinema channel nonché tra i 5 finalisti del Festival «Nastri d'argento» nella sezione «Corti, società, solidarietà». Nel 2019 è stata autrice e curatrice di «Suicidio e Law Enforcement», un volume che, nato dalla collaborazione tra il ministero dell'Interno e l'Università La Sapienza di Roma (Facoltà di Medicina e Psicologia), offre una rassegna delle principali linee di ricerca sul fenomeno del suicidio nelle Forze armate e di Polizia e sulla sua prevenzione.
Danilo Galli, 40 anni, quando una fermata allunga la vita. Romano, autista dell'Atac da 11 anni, nel settembre del 2020 sta effettuando la corsa quando vede una donna a cavalcioni sul parapetto del viadotto di via delle Valli, a Roma, che minaccia di gettarsi nel vuoto. Ferma l'autobus senza esitazioni, attraversa la strada e tira la donna via dalla ringhiera. Nel frattempo arrivavano in suo soccorso altri due colleghi e insieme chiamano il 118 e le Forze dell'Ordine.
Elisabetta Iannelli, romana, all'età di 24 anni (oggi ne ha 52) le viene riscontrato un cancro, ma, dopo il primo periodo, mette a disposizione le sue risorse per aiutare i malati come lei a convivere con la malattia senza rinunciare a una vita sociale e lavorativa. Il suo motto diventa «Il cancro ha cambiato la mia vita, io cambierò la mia vita con il cancro». A 33 anni diventa vicepresidente dell'Associazione italiana malati di cancro, parenti e amici (Aimac). Dal 2004 è segretario generale della Federazione italiana delle Associazioni di volontariato in oncologia (Favo). È inoltre componente del Comitato scientifico dell'Osservatorio permanente sulla condizione assistenziale dei malati oncologici e di vari organismi internazionali in ambito internazionale, fino a partecipare all'Assemblea generale delle Nazioni unite nel settembre 2011 come rappresentante della Favo, unica organizzazione di volontariato italiana ed europea a partecipare al vertice Onu sulle malattie non trasmissibili. Destinataria di numerosi premi e riconoscimenti, autrice di numerose pubblicazioni, il suo impegno è volto ad individuare e praticare azioni concrete finalizzate alla tutela dei diritti dei malati di cancro, affinché sia garantito il pieno ritorno alla vita sotto ogni aspetto: familiare, lavorativo, sociale, economico, previdenziale, assicurativo e riabilitativo. Si è battuta per i diritti dei malati di cancro: per la preservazione della fertilità dei giovani malati, per il diritto all'adozione dopo il cancro, per ottenere mutui e finanziamenti.
Sara Longhi, 38 anni, e Alfonso Marrazzo, 36 anni, di Bologna, entrambi non udenti, nel 2012, aprono il «Senza nome» caffè, un bar dove possano interagire i sordi con gli udenti, contribuendo a facilitare l'integrazione e il confronto e allo stesso tempo promuovere la lingua dei segni italiana. Situato nel centro di Bologna, è oggi considerato un riferimento per molti sordi di tutta Italia. A servire la clientela sono dei ragazzi sordi. Per l'ordinazione l'udente può utilizzare il linguaggio dei segni (in questo caso ha diritto ad uno sconto); bigliettini prestampati posti in bacheca (su «l'angolo del cocciuto»); scrivere su foglietti o ricorrere ai gesti più comuni. In sostanza non sono i non udenti a doversi sforzare per farsi capire, ma sono gli udenti a dover provare a utilizzare nuove forme di comunicazione per entrare in contatto con baristi e camerieri. Sulle pareti è attaccato un cartellone che propone il menù tradotto nella Lis e a chi non riesce proprio ad ordinare utilizzando il linguaggio dei segni, sono i ragazzi al bancone che cercano di insegnare qual è il gesto giusto da fare per poter avere il piatto o la bevanda preferiti. Il locale è frequentato da molti udenti anche per le sue numerose iniziative culturali: da laboratori di arte a mostre, proiezioni, testimonianze.
Don Tarcisio Moreschi, 73 anni, originario della diocesi di Brescia, appena ordinato (a Malonno, nel 1975), parte come Fidei Donum per l'Africa dove opera da 36 anni. Dal 1993, dopo il Burundi e l'ex Zaire (attuale Repubblica del Congo), è in Tanzania. In tutti questi anni realizza chiese, orfanotrofi, scuole, un ospedale, un centro per bambini disabili e un servizio di assistenza sanitaria per madri sole affette da Hiv/Aids. Fausta Pina, maestra di infanzia in pensione, è in Africa come volontaria da 15 anni e insieme a Don Tarcisio è l'anima di Tumaini (che in lingua swahili significa «speranza»), un villaggio per bambini orfani che fondano nel 2002. Oggi il centro ospita circa 100 bambini, di cui alcuni sieropositivi, e si occupa della loro istruzione primaria e secondaria.
Egidio Marchese, 52 anni, nato in Calabria, nei primi anni Novanta si trasferisce in Valle d'Aosta per lavoro e nel gennaio del 1997 è vittima di un incidente stradale che lo costringe su una sedia a rotelle. Si avvicina così all'Avp (Associazione valdostana paraplegici), di cui oggi è rappresentante legale, che lo introduce nel mondo dello sport per diversamente abili. Così con il curling per disabili partecipa alle Paralimpiadi di Torino nel 2006 e a quelle di Vancouver nel 2010. Attualmente è anche presidente della Disval asd, società sportiva valdostana per persone con disabilità, gestita interamente da disabili, nata con l'obiettivo di raccogliere e diffondere le informazioni sulla disabilità e migliorarne le condizioni di vita nei diversi settori: dall'inserimento lavorativo, all'assistenza ospedaliera e sanitaria. La stessa associazione, con il sostegno dell'Inail, della Regione Valle d'Aosta e di Technogym, ha aperto la prima palestra inclusiva: attrezzata con macchinari a doppio uso, che si possono adattare anche alle persone con disabilità. Si tratta dell'unico centro in Italia che permette ad atleti disabili e normodotati di allenarsi insieme. La Disval organizza anche iniziative di avvicinamento allo sport per gli infortunati sul lavoro.
Immacolata (Titina) Petrosino, 73 anni, e Ugo Martino, 73 anni, di Isernia, nel 2007, dopo l'incontro con Padre Leòn Sirabahenda, fondano l'Associazione 'Oltre la vità Onlus in nome del figlio Francesco, giovane vittima nel disastro ferroviario di Roccasecca del 2005. A determinare la scelta i racconti del sacerdote sulla sofferenza delle popolazioni del Burundi dopo i conflitti etnici. «Venne spontaneo -racconta Ugo- unire il nostro dolore per Francesco con quello della gente del Burundi». L'associazione finanzia progetti in favore della popolazione di Makamba in Burundi dove, grazie alle donazioni di tante persone, è stato possibile costruire una scuola, un orfanotrofio, un centro per disabili, un piccolo ospedale e un dispensario. Prioritario per l'Associazione il rispetto degli usi e delle tradizioni del luogo, senza tentare di modificarle.
Valeria Parrini, 65 anni, di Piombino, in provincia di Livorno, giornalista del 'Tirrenò, moglie del padre di Ruggero Toffolutti, un operaio morto sul lavoro nel 1998 all'età di 30 anni nell'acciaieria Magona di Piombino, oggi Arcelor Mittal. Nello stesso anno fonda l'Associazione nazionale per la sicurezza sul lavoro 'Ruggero Toffoluttì di cui è presidente onoraria e anima da più di 20 anni. Si batte instancabilmente perché tragedie come quella che ha colpito la sua famiglia non accadano più.
Enrico Parisi, 28 anni, di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza. Dopo la Laurea in economia aziendale e management alla Bocconi e l'esperienza in Brasile con la Camera di commercio di Rio de Janeiro nel settore vitivinicolo, nel 2016 torna in Calabria a lavorare nell'azienda di famiglia che produce olio biologico «Dop Bruzio Colline ioniche presilane» da tre generazioni. All'interno dell'azienda crea «+ che olio coltiviamo cultura», una sezione che, nell'ambito della responsabilità di impresa, mira alla realizzazione di progetti di sostenibilità sociale, economica ed ambientale. Inaugura, in collaborazione con la cooperativa «I figli della luna» , il primo orto sociale di Corigliano Rossano, con il motto «crescere insieme per crescere meglio»: piante di pomodori e peperoni vengono utilizzate come strumento di «pedagogia agricola». In un'ottica di economia circolare, la cooperativa si finanzia con la vendita frutti prodotti. Dal 2017 al 2019 Parisi è stato il delegato provinciale di Giovani impresa Coldiretti Cosenza.
Padre Salvatore Morittu, 74 anni, di Sassari, da sempre impegnato nella lotta contro le tossicodipendenze e l'emarginazione sociale, nel 1980 fondato a Cagliari la Comunità San Mauro, prima comunità terapeutica residenziale per tossicodipendenti in Sardegna e il Centro di Accoglienza San Mauro per preparare i giovani al programma residenziale e allo stesso tempo per fare prevenzione sul territorio. Segue negli anni l'apertura di altri centri e dal 1985 comincia ad accogliere in comunità i giovani sieropositivi all'Hiv e i malati di Aids che, a partire dal 1998, verranno ospitati nella Casa famiglia Sant'Antonio abate, unica struttura socio-residenziale nell'isola che accoglie persone affette da Hiv e patologie correlate. È socio fondatore della Società italiana tossicodipendenze che raccoglie a livello nazionale i più celebri ricercatori in ambito medico-farmacologico-sociale.
Michela Piccione, 35 anni, di Sava, in provincia di Taranto, madre di due figli, fino ad oggi non ha mai avuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ha svolto vari lavori prima di arrivare al ruolo di centralinista in un call center a Taranto. Resasi conto da subito delle condizioni lavorative cui lei e suoi colleghi sono sottoposti, sfruttati per un compenso irrisorio, convince altre 20 colleghe a denunciare alla Slc Cgil tutte le irregolarità riscontrate e in seguito alla denuncia la struttura viene chiusa. «Questa storia -racconta- mi ha rafforzato e mi ha dato la consapevolezza che, se tutti alziamo la testa, forse le cose cambiano. La vergogna non può essere la nostra ma di chi ci sfrutta». Al momento è impiegata in un call center regolare con un contratto a progetto.
Serena Piccolo, 18 anni, di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, la più giovane dei premiati. Affetta da una rara malattia (aplasia midollare), da gennaio di quest'anno, su iniziativa della famiglia e con il sostegno dell'Avis di Sant'Anastasia e dell'Associazione Admo, si susseguono diversi appelli via social per trovare un donatore esterno compatibile. A giugno, ricoverata presso l'ospedale Bambin Gesù di Roma in attesa del trapianto, Serena lascia l'ospedale per sostenere l'esame di maturità in presenza presso il Liceo «Vittorio Imbriani» di Pomigliano d'Arco (che frequentava prima dell'insorgere della patologia) e ottiene 100/100. Avrebbe potuto svolgere l'esame a distanza, dall'ospedale, così come consigliato dai medici e dai docenti, ma vuole fortemente affrontarlo nella scuola. «Serena -commenta il padre- ha voluto la soddisfazione di confrontarsi, mettersi in gioco, avere paura e gioire come una qualsiasi ragazza di 18 anni». In agosto giunge la notizia che è stato trovato un donatore grazie al registro europeo, un ragazzo tedesco di 25 anni e il 21 dello stesso mese viene effettuato il trapianto.
Enrico Pieri, 86 anni, di Sant'Anna di Stazzema, superstite e testimone dell'eccidio: aveva dieci anni il 12 agosto del '44 quando, nascosto sotto la scala vide morire per mano nazista i genitori, due sorelle, nonni, zii e cugini. È presidente dell'associazione «Martiri di Sant'Anna di Stazzema» e ha donato all'associazione la sua casa di infanzia, la stessa in cui fu sterminata la famiglia, per favorire incontri e dare spazio alle delegazioni di studenti e ricercatori che si recano a Sant'Anna per informarsi e approfondire la conoscenza storica. E proprio ai più giovani Enrico non si stanca di raccontare di quella strage, mettendoli in guardia da ideologie e nazionalismi. «Viviamo da 76 anni in una condizione di pace e benessere -sottolinea- grazie a tutte le persone che hanno pagato per la guerra. Non dobbiamo perdere la memoria, la dobbiamo tenere viva». Emigrato in Svizzera, dove ha vissuto per 32 anni, è stato militante attivo nell'organizzazione «Colonia libera italiana». Per il suo impegno ha ricevuto nel 2011 il premio di cittadino europeo dell'anno dal Parlamento europeo.
Christian Plotegher, 45 anni, di Rovereto, in provincia di Trento. Titolare di Barber Factory 1975, dopo l'incontro con Tommaso, un bambino autistico di 2 anni, e sua madre, Barbara, decide di prevedere «l'ora della quiete» : un tempo dedicato a tagliare i capelli ai bambini autistici in un ambiente sereno e confortevole, poco rumoroso e non affollato, che li metta al riparo da fonti di stress e quindi rischi di crisi. Più di recente ha anche deciso di farsi promotore di un nuovo progetto e recarsi a tagliare i capelli direttamente nelle strutture che si occupano di autismo o a domicilio.
Fabiano Popia, 77 anni, di Valsinni, in provincia di Matera. Nel 1995 perde la figlia Rosella, vittima di un incidente stradale, e con la moglie Elvira, nel rispetto delle sue volontà, decidono di donare gli organi, facendo di Rosella il primo donatore multiorgano della Regione Basilicata: salva ben 7 persone. Fabiano non si ferma al dolore: decide di impegnarsi come volontario per divulgare il messaggio della donazione e del trapianto organi. Nel 1996 fonda il primo gruppo comunale Aido della Basilicata, dedicato alla figlia e nel 2000 diventa presidente della sezione provinciale Aido di Matera. Da quel 1996 Fabiano svolge un intenso lavoro di informazione e sensibilizzazione presso la popolazione lucana e grazie alla sua instancabile costanza, nasceranno, in vari Comuni della Basilicata, nuovi gruppi Aido. Ha pubblicato un libro «Il dono degli organi in Basilicata» in cui ha raccolto testimonianze di autorità locali, esponenti di ospedali, autorità ecclesiastiche e di amici, in ricordo di Rosella e del suo grande ed infinito dono della vita.
Giovannella Porzio, 24 anni, torinese. Affetta dalla malattia rara Charcot-Marie-Tooth che l'ha costretta alla carrozzina dall'età di 10 anni, è vice campionessa italiana ed europea di danza paralimpica. Da sempre innamorata della danza, dopo il liceo ha potuto realizzare la sua passione grazie all'Associazione «Ballo Anch'io» di Torino dove pratica la danza in carrozzina. Fa parte del Gruppo Performer, che è quello più avanzato, composto sia da persone in carrozzina sia da ballerine in piedi. Propongono spettacoli ed esibizioni in teatri e manifestazioni in tutta Italia e partecipano ai campionati della Federazione danza sportiva. Il suo sogno è quello di fondare una scuola di danza e diventare insegnante di danza inclusiva. «Con la danza -spiega- si può dimostrare quanto possa essere semplice e concreta l'inclusione e la collaborazione tra realtà diverse, dove la differenza e la disabilità non sono impedimento ma diventano uno strumento artistico». È testimone per l'Associazione Progetto Mitofusina 2 Onlus e Telethon.
Sono stati numerosi gli aggiornamenti forniti nelle ultime 24 ore dalle amministrazioni comunali in merito all'evoluzione del contagio da coronavirus in provincia di Macerata.
Continua il sali-scendi di contagi a Tolentino. Secondo quanto comunicato dal sindaco Giuseppe Pezzanesi, infatti, sono ad oggi 89 i casi positivi (otto più dell'ultimo aggiornamento) e 47 le persone che si trovano in isolamento domiciliare (sette meno dell'ultimo aggiornamento). Contagi in lieve rialzo anche nel comune di Macerata dove sono 242 i cittadini che hanno contratto il virus, a fronte dei 239 di Natale.
A Camerino, l'ultimo dato diffuso riporta la presenza di 31 cittadini positivi (sei in più dell'ultimo aggiornamento datato 24 dicembre) e 24 persone in isolamento fiduciario.
Di poco superiore all'ultimo "bollettino" il numero dei positivi a Porto Recanati: 64 i contagiati, 133 le persone in isolamento preventivo. "Continua la diffusione del virus in ambito famigliare - ha sottolineato il sindaco Roberto Mozzicafreddo -. Laddove c'è un contagiato, nel giro di qualche giorno si scoprono positivi anche altri membri dello stesso nucleo. Vi preghiamo, ancora una volta, di prestare la massima attenzione e la massima prudenza nei contatti interpersonali. Consideriamo tutti come se tutti fossero positivi. Rimandiamo a tempi migliori baci ed abbracci".
All'Istituto Sassarelli di Fermo salgono a 14 i casi positivi tra gli ospiti della casa di riposo di Monte San Giusto. "Sono stati nuovamente effettuati i tamponi - ha sottolineato il sindaco Andrea Gentili - e sono risultati positivi altri tre ospiti provenienti dalla nostra casa di riposo, che si vanno ad aggiungere agli undici già comunicati in precedenza. Al momento due pazienti sono sintomatici con febbre".
Contagi stabili, invece, a San Ginesio dove si contano 5 casi positivi al Covid e 6 persone in isolamento fiduciario, mentre si segnala un nuovo incremento di contagi a Montecassiano: 74 positivi rispetto ai 64 del 23 dicembre, 79 soggetti in isolamento domiciliare rispetto ai 74 dell'ultimo report.
A Cingoli situazione stazionaria: il numero di positivi resta stabile (24), così come quello delle persone in quarantena (33). Stesso dicasi anche per il Comune di Petriolo, dove vi sono sei contagiati e tre persone in isolamento.
Dati in miglioramento, invece, a Loro Piceno dove i positivi sono oggi 8 (-3 rispetto all'ultima comunicazione), con una sola persona in isolamento fiduciario a breve termine.
Ultimo Consiglio comunale dell’anno a Camerino, dove domani alle 18 si svolgerà la seduta convocata in videoconferenza nel rispetto delle norme imposte dall’emergenza sanitaria.
Sarà trasmesso in diretta streaming sul canale Youtube del Comune di Camerino. Al centro dell’ordine del giorno ci sarà l’approvazione del Programma straordinario per la ricostruzione, presentato al tavolo per la ricostruzione e al commissario Giovanni Legnini nelle scorse settimane e successivamente condiviso con la cittadinanza, nonché alla conferenza dei Capigruppo. Anche il Commissario Legnini, invitato dall’Amministrazione, parteciperà al Consiglio. “In un anno non semplice come quello che ci stiamo lasciando alle spalle – commenta il sindaco Sandro Sborgia – abbiamo continuato a lavorare sulla ricostruzione riuscendo così a consegnare alla città il documento fondamentale affinchè possano essere avviati i lavori. Parliamo della città con la zona rossa più grande di tutto il cratere, dunque abbiamo lavorato senza sosta, nonostante le difficoltà e un’altra emergenza, quella sanitaria, che ci ha visto tutti coinvolti. Il PSR rappresenta un passo importantissimo per Camerino, che deve vederci tutti uniti e speriamo trovi la condivisione di tutti. È passato troppo tempo, purtroppo, e la situazione chiede di agire; questo è ciò che si aspettano i cittadini da noi: di avere un piano, fare delle scelte, metterle in atto. Chiudere l’anno con l’approvazione delle perimetrazioni, il completamento di tutti gli aggregati e i consorzi, quella del PSR, l’aggiudicazione dell’appalto per la redazione dei piani attuativi significa davvero dare una nuova svolta per il nuovo anno”.
Tra i punto all’ordine del giorno anche l’approvazione del regolamento per la tutela e la valorizzazione delle attività agroalimentari e tradizionali locali istituendo la DE.C.O. (Denominazione comunale d’origine) per il torrone di Camerino, riconoscimento comunale che viene attribuito quindi dall’amministrazione comunale, dimostra l’origine locale del prodotto, ne racconta e fissa la sua composizione e ne garantisce gli ingredienti ai produttori del territorio e ai consumatori.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati undici decessi correlati al Covid-19.
All'ospedale di Pesaro hanno perso la vita quattro persone: una 95enne del luogo, un 77enne pesarese, un 71enne e un 90enne di Fano. Una vittima anche all'ospedale di Fossombrone dove si è spenta una 87enne di Urbino.
Due decessi si sono verificati all'ospedale "Murri" di Fermo, dove sono spirati un 91enne e un 76enne di Porto Sant'Elpidio. Quattro vittime anche nelle strutture sanitarie dell'Anconetano: un 72enne di Cingoli all'ospedale di Jesi, un 83enne di Genga all'ospedale di Fabriano, un 64enne di Fabriano all'ospedale Torrette di Ancona e una 97enne di Porto San Giorgio alla residenza sanitaria Villa Serena di Jesi.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita 1546 persone a causa del Covid-19. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (658), mentre sono 263 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,5% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
Il Presidente della Provincia Antonio Pettinari ha approvato, con proprio decreto, il progetto esecutivo, dal costo complessivo di 2.367.000 euro, per i lavori di ripristino e di messa in sicurezza della provinciale 115, “Sant’Ilario”. Le risorse derivano dal programma di ricostruzione dell’ANAS, a seguito del sisma.
La strada collega la provinciale 98 “Polverina-Fiastra”, nel Comune di Fiastra, e la statale 209 “Valnerina”, nel Comune di Pieve Torina, e attraversa il centro abitato di Fiordimonte, nel Comune di Valfornace. L’intervento era previsto nel quinto stralcio del programma dei lavori di ripristino e di messa in sicurezza della rete stradale nelle aree interessate dagli eventi sismici del 2016.
Si tratta di numerosi interventi necessari per la sistemazione di muri dissestati, cedimenti delle scarpate di valle, caduta di sassi da scarpate di monte, forti dissesti del corpo stradale e del piano viabile, barriere di sicurezza e attraversamenti idraulici danneggiati. Si effettueranno pertanto lavori di consolidamento delle rete stradale tramite palificate, di rifacimento della pavimentazione stradale e delle opere di protezione, e alcuni casi di rafforzamento dei versanti per evitare cedimenti e caduta detriti, anche attraverso la demolizione e la realizzazione di nuovi muri di sostegno. Progetto, appalto e lavori saranno seguiti dal personale della Provincia.
“Si tratta di un intervento articolato e molto importante - dichiara Pettinari - su un collegamento fondamentale per l’entroterra colpito dal sisma. Sebbene non sia un’arteria primaria, il suo ripristino è necessario per la ripresa delle attività economiche e sociali delle comunità locali. Desidero ringraziare il personale della Provincia che, con il suo impegno e professionalità, ci consente ancora una volta di realizzare, in grande anticipo, la maggior parte delle opere pubbliche previste per il 2021”.