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Covid-19, il caso Juventus-Napoli: risvolto giudiziario

Covid-19, il caso Juventus-Napoli: risvolto giudiziario

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.  In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente le vicende riguardanti il protocollo da seguire nell’esercizio dell’attività sportiva fino ad arrivare al caso specifico della partita non giocata tra Juventus-Napoli del posticipo della terza giornata di andata del campionato di calcio di Serie A. Di seguito l’analisi dell’avvocato Pantana in merito al risvolto giudiziario della partita Juventus-Napoli.  È la vigilia della sfida valida per la 3^ giornata di Serie A, sabato che registra la mancata partenza del Napoli destinazione Torino. Per decisione dell'Azienda Sanitaria Locale del capoluogo campano, il viaggio degli azzurri viene bloccato dopo l'ordine di rimanere in "isolamento fiduciario per 14 giorni dopo la data dell'ultima esposizione con il caso positivo in oggetto (1 ottobre)" e di comunicare il domicilio presso il quale verrà effettuato l'isolamento. Tutto inizia dopo la notizia della positività di Elmas, di 24 ore successiva a quella di Zielinski e di un membro dello staff (riscontrate venerdì 2 ottobre). Secondo il parere dell'Asl di Napoli, è troppo pericoloso far spostare un così alto numero di potenziali positivi, entrati in stretto contatto coi primi due positivi del Napoli e a soli 6 giorni dalla partita contro il Genoa, che nei giorni seguenti al match del San Paolo aveva fatto registrare ben 22 casi di positività (19 giocatori e 3 dello staff). Assenza determinata quindi da un'autorità locale, ma per la Lega Serie A il match resta programmato per domenica 4 ottobre così come annunciato dalla Juventus attraverso un comunicato: il club bianconero anticipa che si presenterà allo stadio per scendere regolarmente in campo. Da ricordare come le norme pubblicate dalla Lega Serie A, il 2 ottobre precedente in un comunicato ufficiale, affermano che se una squadra ha almeno 13 giocatori negativi e dunque disponibili (compreso un portiere) e non si presenta, rimedierà una sconfitta a tavolino per 3-0. Il 14 ottobre arriva la decisione del giudice sportivo: 0-3 a tavolino per il Napoli e 1 punto di penalizzazione per il club campano, con la seguente motivazione: "Gli atti delle Aziende sanitarie delineano un quadro che non appare al Giudice affatto incompatibile con l'applicazione delle norme specifiche dell'apposito Protocollo sanitario FIGC e quindi con la possibilità di disputare l'incontro di calcio programmato a Torino". Il giudice ha deciso sulla mancata presenza del Napoli a Torino e sulle "cause di forza maggiore" rivendicate dal Napoli, applicando l'articolo 10 della giustizia sportiva (giudicata assente la "fattispecie della forza maggiore"). Fissata per il 9 novembre, la sentenza della Corte d'Appello Federale (ovvero il secondo grado di giudizio): respinto il ricorso del Napoli e confermato il 3-0 a tavolino per la Juve (con un punto di penalizzazione a carico degli azzurri). La motivazione: "Contrariamente a quanto sostenuto in ricorso, la Società ricorrente non si è trovata affatto nella impossibilità oggettiva di disputare il predetto incontro, avendo, invece, indirizzato, in modo volontario e preordinato, la propria condotta nei giorni antecedenti all'incontro nel senso di non disputare lo stesso, con palese violazione dei fondamentali principi sui quali si basa l'ordinamento sportivo, ovvero la lealtà, la correttezza e la probità". E ancora: "Il fine ultimo dell'ordinamento sportivo è quello di valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità e il sano agonismo. Tale principio non risulta essere stato rispettato, nel caso di specie, dalla Società ricorrente (Napoli), il cui comportamento nei giorni antecedenti Juventus-Napoli, risulta teso a precostituirsi, per così dire, un 'alibi' per non giocare quella partita. La mancata disputa non è dipesa da una causa di forza maggiore bensì da una scelta volontaria, se non addirittura preordinata. Infine, annullato senza rinvio è la formula con la quale il Collegio di Garanzia del Coni (ovvero il terzo grado di giudizio) ha accolto il ricorso del Napoli contro la Figc e le sentenze che infliggevano lo 0-3 a tavolino e un punto di penalizzazione al club partenopeo per non essersi presentato a Torino per la gara con la Juve dello scorso 4 ottobre. La decisione di fatto cancella il risultato a tavolino e il punto di penalizzazione alla squadra azzurra, che dunque sale a quota 24 punti raggiungendo la Roma al quarto posto. Come conseguenza, inoltre, la Juve perde i 3 punti della vittoria a tavolino, scivolando anche lei a 24 in attesa di recuperare la partita contro il Napoli. Tale vicenda, sotto il profilo giuridico, ruota intorno all'interpretazione dell'art. 55 N.O.I.F., il quale disciplina i casi di mancata partecipazione alla gara per causa di forza maggiore. Il primo comma prevede che "Le squadre che non si presentano in campo nel termine di cui all'art. 54, comma 2, sono considerate rinunciatarie alla gara con le conseguenze previste dall'art. 53, salvo che non dimostrino la sussistenza di una causa di forza maggiore.". Mentre il secondo comma statuisce che la declaratoria della sussistenza della causa di forza maggiore compete al Giudice Sportivo in prima istanza e alla Corte Sportiva d'Appello in seconda e ultima istanza. L'art 55 delle NOIF (norme organizzative interno federali) stabiliscono la mancata partecipazione alla gara per forza maggiore. Ovvero la dottrina, per forza maggiore si intende, ogni forza esterna contro la quale il soggetto non può resistere e che lo determina, contro la sua volontà ed in modo "inevitabile", al compimento di un'azione(C.S.A. UU, DEL 15/1/18) In buona sostanza se una società dimostra di aver fatto di tutto quanto in proprio potere per disputare la gara(in questo caso si dimostra aver seguito i protocolli sanitari antecedenti alla gara), nessun giudice sportivo potrà mai condannarla alla punizione sportiva della perdita della gara! E invero, ove la società avesse deciso di partire il giorno 3 ottobre per raggiungere il luogo dell'incontro, avrebbe violato proprio le disposizioni che l'autorità sanitaria avrebbe meglio specificato il giorno seguente, con il risultato di non poter ugualmente giocare la partita e di aver anche aggravato il rischio di diffusione della pandemia sul territorio nazionale, non potendosi peraltro escludersi - dato il carattere volontario e consapevole della condotta - l'insorgenza di ulteriori profili di responsabilità, anche penali. Tali considerazioni, trasposte sul piano giuridico, conducono ad escludere una responsabilità della parte asseritamente inadempiente, non solo e non tanto sotto il profilo della sussistenza di una causa di forza maggiore, ma in base al diverso principio dell'inesigibilità ex fide bona, avendo tenuto la SSC Napoli un atteggiamento improntato a diligenza e orientato sulla base degli elementi di fatto (e di diritto) nella propria sfera di conoscenza. In sintesi, la condotta della SSC Napoli non appare passibile di sanzione ai sensi dell'art. 53 N.O.I.F. e dei richiamati principi di origine civilistica. Pertanto la sentenza del Collegio di Garanzia sicuramente ha applicato i principi sopra richiamati, pur esprimendo dubbi sulla sua competenza a decidere in materia di sanzioni disciplinari. In data 07.01.2021 le Sezioni Unite del Collegio di Garanzia del Coni hanno depositato le motivazioni della sentenza del 22.12.2020, nelle quali si legge che le decisioni dei giudici di primo e secondo grado non hanno tenuto conto del sistema legislativo emergenziale e della gerarchia delle fonti. Il Napoli ha applicato il protocollo FIGC vigente all'epoca dei fatti, che rimandava la decisione alla competenza, in caso di positività, all'ASP territorialmente competente. Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

17/01/2021 12:42
Taglio del nastro per il bar 'Cotto e Mangiato': "Frontignano torna a vivere"

Taglio del nastro per il bar 'Cotto e Mangiato': "Frontignano torna a vivere"

Inaugurata la struttura delocalizzata del bar pizzeria dell’Hotel Felycita di Ussita. “Alle attività di verifica della ricostruzione si è anche reso necessario monitorare la branca attinente a quella della rivitalizzazione economica delle aree terremotate perché questi due obiettivi devono andare di pari passo, al fine di evitare che il territorio si spopoli. Per favorire questo obiettivo ci siamo prodigati sotto la spinta del Commissario Legnini affinché ci fosse nella legge di bilancio 2021 uno stanziamento pari a 160 Milioni di euro per il Contratto istituzionale di sviluppo. Una misura che unitamente alla porzione di Recovery plan dedicata alle aree del sisma mira al recupero di competitività economica delle montagne e dei borghi colpiti dal terremoto, come il comune di Ussita che ha sempre avuto una economia turistica di grande tradizione e potenzialità. Questi Comuni devono essere aiutati perché la crisi economica prima e la crisi prodotta dal sisma dopo, si trovano in una condizione di non poter autonomamente curare i propri comprensori. Il fatto che si sia curata la delocalizzazione di strutture ricettive turistiche come quella che abbiamo inaugurato è sicuramente un segnale di incoraggiamento che va nel verso giusto”. Così l’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli accompagnato dal direttore dell’Usr Stefano Babini e accolto dalla sindaca di Ussita, Silvia Bernardini, ha inaugurato la struttura delocalizzata del bar pizzeria dell’Hotel Felycita.“Oggi dopo tanto tempo – ha sottolineato Bernardini - Frontignano torna a vivere e vedere tanta grinta e gioia dei gestori di questa struttura delocalizzata ci fa ben sperare che Ussita torni ridente e bella come prima”. È di circa 105 mq l’area dove è stata posizionata la struttura temporanea situata a ridosso degli impianti sciistici. La Regione Marche ha provveduto a stanziare un apposito fondo per l’acquisto di moduli prefabbricati composti da elementi in acciaio e da pannelli in lamiera zincata preverniciata e per la realizzazione delle relative opere di urbanizzazione. Con la buona notizia dello studio condotto dall’Università di Camerino che non ci sono faglie attive e capaci sul territorio sarà possibile riprendere la ricostruzione. 

17/01/2021 11:43
Coronavirus Marche, 440 nuovi casi in 24 ore. Acquaroli: "Dati in miglioramento"

Coronavirus Marche, 440 nuovi casi in 24 ore. Acquaroli: "Dati in miglioramento"

Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 6346 tamponi: 4147 nel percorso nuove diagnosi (di cui 2268 nello screening con percorso Antigenico) e 2199 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 10,6%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 440 (93 in provincia di Macerata, 117 in provincia di Ancona, 124 in provincia di Pesaro-Urbino, 43 in provincia di Fermo, 52 in provincia di Ascoli Piceno e 11 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (50 casi rilevati), contatti in setting domestico (98 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (124 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (19 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (8 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (12 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (17 casi rilevati), screening percorso sanitario (2 casi rilevati). Per altri 110 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 2268 test e sono stati riscontrati 71 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 3%. Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 10,61% oggi, contro il 12,73% di ieri. "Anche oggi il dato dei positivi sintomatici è in miglioramento rispetto alla scorsa settimana - afferma il presidente regionale Francesco Acquaroli -  quando manca ancora un giorno registriamo 50 casi in meno, 370 la scorsa e 320 questa. Tendenza che, se confermata, rappresenta un sensibile miglioramento anche rispetto alla penultima settimana". Scendono di tre unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 673, di cui 83 in terapia intensiva (-2 rispetto a ieri). Sono, invece, 25 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali. Nel Maceratese sono accolti 122 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 54 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altri 8 sono accolti nel pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche, quattro nel pronto soccorso dell'ospedale di Macerata. 

17/01/2021 11:26
"Io apro", niente protesta bis: il ristorante di Carriera resta chiuso

"Io apro", niente protesta bis: il ristorante di Carriera resta chiuso

Dopo sanzione, chiusura di 5 giorni e multe non riapre come invece aveva annunciato. Contrariamente a quanto annunciato ieri mattina e ribadito nel pomeriggio dal titolare Umberto Carriera, nell'ambito della protesta #ioapro contro le chiusure dei ristoranti dopo le 18, è rimasto chiuso stasera il ristorante "La Grande Bellezza" a Mombaroccio (Pesaro Urbino). Lo hanno confermato fonti delle Forze dell'ordine che hanno verificato sul posto se l'esercizio fosse aperto, trovandolo invece serrato. Il ristoratore aveva annunciato la protesta bis dopo l'apertura del locale il 15 gennaio, a seguito della quale gli era stato notificato, da polizia e carabinieri, il provvedimento del Questore con la sanzione della chiusura del ristorante per 5 giorni mentre i clienti erano stati identificati e verranno sanzionati. (Leggi qui per saperne di più)   (Fonte Ansa)

17/01/2021 08:40
'Io apro' non cattura la provincia di Macerata. Parla l'unica luce accesa:"Vogliamo solo lavorare"

'Io apro' non cattura la provincia di Macerata. Parla l'unica luce accesa:"Vogliamo solo lavorare"

"Avvisiamo tutti i nostri clienti che aderiamo alla manifestazione Ioapro, dalle 18 in poi noi ci opporremo pacificamente alle ulteriori restrizioni del governo tenendo aperta la nostra attività". Lo aveva annunciato proprio ieri tramite la propria facebook il 'Il Caffè del Corso' di Porto Recanati; dichiarandosi appunto pronto a tenere alzate le serrande oltre l'orario consentito dall'ultimo Dpcm emanato dal Premier Giuseppe Conte. Una 'protesta gentile' volta a dare una risposta forte a delle limitazioni sempre più pesanti che ancora una volta andranno a colpire tutti quei bar ristoranti già duramente provati dalle passate misure di contenimento del contagio da Coronavirus e che tutt'ora stanno nuovamente tentando di rimettersi in carreggiata. L'iniziativa in questione, nelle Marche, era partita dal ristoratore pesarese Umberto Carriera (leggi l'articolo) che nella serata di ieri ha tenuto aperto la sua "Grande Bellezza" di Mombaroccio servendo la cena ad oltre 40 clienti salvo poi trovarsi Polizia e Carabinieri all'interno del locale che hanno disposto, come da norma, la chiusura della sua attività per 5 giorni. Nonostante le serene intenzioni, il ‘Decalogo Pratico Commercianti Motivati’ non sembra aver fatto molta breccia nei commercianti della provincia di Macerata, che hanno preferito tenere le saracinesche abbassata. Uno dei pochi fari accessi durante la prima serata del nuovo Dpcm è stato quello del bar situato nel cuore della città del litorale maceratese dove all'interno era presente la proprietaria Emanuela Addario che ha raccontato così la sua esperienza: “Abbiamo tenuto le luci accese del locale fino alle 20:30 ma già poco dopo le 18 sono arrivati i Carabinieri ci hanno invitato, molto educatamente, a chiudere perché comunque il loro ordine era quello - dichiara la titolare del bar di corso Matteotti - Devo dire però che durante la prima mezz'ora sono passati molti clienti per esprimerci la loro vicinanza ma ci tengo a dire che questa protesta, del tutto pacifica, non è stata fatta per mancare  di rispetto nei riguardi degli uomini delle Forze dell'Ordine, a cui va il mio grande ringraziamento in quanto durante questo duro periodo si sono sempre dimostrati molto comprensivi”. “La nostra aperura oltre l’orario previsto è una un dire no a queste ulteriori restrizioni che servono solo ed esclusivamente ad ammazzare un tipo di segmento economico che già sta soffrendo pesantemente - precisa Addario - abbiamo subito delle grosse perdite che non sono state rimborsate con i famosi ristori, che tra l'altro noi ancora non abbiamo ricevuto, se non la tranche di luglio che non ci consente nemmeno di far fronte a quelle che sono le spese base. Non possiamo andare più avanti così - tuona - ci siamo adeguati tutte quelle che erano le prescrizioni e adesso addirittura vietano l'asporto dopo le 18 che poi sinceramente non è di certo una situazione che generi un grosso movimento". La perdurante fase di lockdown a singhiozzo non sta logorando soltanto i gestori di bar e ristoranti ma anche ai loro dipendenti costretti a subire l'intermittenza delle limitazioni governative: "A lavorare siamo rimasti solo noi titolari perché non si riesce più a mantenere lo stipendio di un dipendente e mi dispiace quando sentiamo dei commenti che ci dipingono come se avessimo incassi di chissà quale entità - spiega Addario - Abbiamo tutti delle famiglie da mantenere e dei figli ai quali dover dare risposte e  non esistono alternative a questo posto di lavoro perchè in ogni caso quando si abbassa le serrande di una attività ci sono sempre degli strascichi non indifferenti; inutile che ce lo stiamo a nascondere". Ristori insufficienti così come le entrate derivanti dalle attività commerciali, dovute soprattutto al lockdown natalizio che ha tolto un bella fetta di guadagno ma di concerto ordini fatti ai fornitori sono rimasti in atto: "Quello che chiediamo al Governo è veramente il rispetto della Costituzione e del diritto al lavoro, lungi da tutti noi, caffè del Corso in primis, sottrarsi a quelle che sono le regole anti covid vigenti -  e aggiunge - Tra l'altro oggi nemmeno sapevamo se eravamo in zona gialla o arancione tant'è che ieri sera abbiamo dovuto chiederlo più volte; ecco perchè è problematico avere delle direttive emanate all'ultimo momento”. “Questa continua incertezza non ci ha permesso di programmare niente – incalza la titolare del bar del litorale maceratese - a questo punto penso che chi di dovere doveva prendersi la responsabilità di chiudere veramente tutto e quando dico questo intendo bloccare anche le spese a carico dei proprietari dei locali che a loro volta magari vivono di un affitto che non può essere pagato così come le spese relative alle società che forniscono luce acqua e gas che per mesi non prenderanno i soldi delle bollette – e illustra - non mi dimenticherò mai  quando durante il lockdown di marzo mi arrivò una bolletta dell'acqua da 1.200 euro della quale ho chiesto la rateizzazione e alla fine sono riuscita a pagare due soluzioni da 600 euro ma con il locale chiuso". #ioapro1501 ovvero l'hashtag rimbalzando sui social nell'ultima settimana non sembra però aver trovato un terreno fertili nel maceratese in termini di adesioni: "Ora vedremo quelle che sono le intenzioni del gruppo considerando che a Porto Recanati. ma penso in tutta provincia di Macerata, ero la sola ad essere rimasta aperta ieri – osserva Addario - mi auguro solo che queste manifestazioni simboliche possano aprire uno spiraglio per un dialogo sul da farsi. Non è una questione politica  e mi rendo conto che in questo momento è difficile gestire questa situazione - prosegue - E’ vero che sono stata candidata per la Lega alle ultime regionali ma ci tengo a dire che non ho chiesto niente al partito in quanto la mia attività viaggia da sola e personalmente non vorrei essere nei panni del Premier Conte in questo momento -  chiosa la titolare del Bar del Corso - è necessario però che chi ci governa sia più lineare nel prendere decisione e ritengo che sia anche necessaria una maggiore sinergia da parte di tutti”.  

16/01/2021 19:55
Esanatoglia,  focolaio Covid alla casa di riposo: 5 ospiti deceduti. "Aspettiamo personale sanitario"

Esanatoglia, focolaio Covid alla casa di riposo: 5 ospiti deceduti. "Aspettiamo personale sanitario"

"Nella Casa di Riposo purtroppo negli ultimi giorni registriamo 5 decessi di ospiti risultati positivi al contagio, dovuti a complicanze legate a patologie preesistenti". È una sofferenza per tutti noi aver perso, nonostante tutti gli sforzi e le cure, quelli che consideriamo dei nostri familiari, alle loro famiglie tutta la nostra commossa partecipazione. A comunicarlo  è il sindaco di Esanatoglia, Luigi Nazzareno Bartocci,  riguardo l’evolversi della situazione legata alla pandemia da Covid-19 nella Rsa. “Ad oggi nella struttura per anziani – spiega il primo cittadino -  risultano positivi ancora 30 ospiti, oltre a 12 operatori della struttura ed abbiamo in corso un ulteriore screening di controlli con tampone molecolare. La situazione è gestita dalla struttura con il supporto del personale messo a disposizione dall'Asur competente e dalle squadre Usca e 118 a supporto. Settimana prossima arriveranno un medico e due infermieri assegnati dal Ministero della Difesa, che confidiamo ci aiuteranno a far respirare il personale ed alleggerire la situazione socio sanitaria. Nella prossima settimana è prevista, situazione generale e quadri clinici permettendo, la somministrazione dei vaccini al personale non ancora vaccinato ed a tutti gli ospiti della struttura che potranno averlo, spiega Bartocci. Alla Direzione della struttura a tutto il personale di supporto dell'ASUR ed al nostro personale in particolare, infermieristico, OSS e di supporto logistico un grande in bocca al lupo, un caro augurio di pronta guarigione a tutti quelli che hanno incontrato il virus e soprattutto un grazie per il prezioso lavoro che stanno facendo anche sopra le loro forze. Oggi abbiamo ricevuto la visita del nuovo Direttore della ASUR 3, dottoressa Daniela Corsi che ringraziamo di cuore per la disponibilità e soprattutto per il prezioso supporto, competente, qualificato e soprattutto umano”.

16/01/2021 19:24
Marche, Acquaroli studia la curva dei contagi: "Possibile rientro a scuola anticipato" (VIDEO)

Marche, Acquaroli studia la curva dei contagi: "Possibile rientro a scuola anticipato" (VIDEO)

"Stiamo vivendo un momento difficile, sia per la forte ripresa della pandemia nella nostra Regione e nazione, sia perché i vari provvedimenti che si alternano dal mese di novembre ad oggi creano difficoltà e non riescono a dare risposte a tante categorie che vedono ristrette le  loro possibilità di movimento, di lavoro e di riuscire a costruire un futuro". Così il presidente regionale Francesco Acquaroli, in una diretta facebook, fa il punto della situazione all’indomani del passaggio delle Marche in zona arancione. “Mi hanno accusato di metterci la faccia solo nei momenti belli – dichiara il presidente -  ma chi mi segue sa che non è così. Non posso negare - prosegue Acquaroli - una perplessità di fondo per questa decisione presa dal Governo, visto che abbiamo una Rt sotto a uno.  . Nella settimana in corso c’è una diminuzione soprattutto dei casi sintomatici. La scorsa settimana ogni giorno erano intorno ai 65-70, questa settimana invece intorno ai 50 e solo un giorno abbiamo raggiunto i 60. In considerazione di questa evoluzione sicuramente c’è stato un aumento del numero dei ricoverati – aggiunge Acquaroli -. Ma a fronte di questo numero c’è anche quello, sempre da tenere in considerazione, dell’andamento del periodo che conosciamo. Perché l’Rt risale sempre alla settimana precedente. E in questi giorni la curva sembra un po’ in rallentamento”. Poi il presidente regionale affronta il tema scuola: “abbiamo posticipato il rientro delle superiori in un momento in cui c’era un peggioramento della curva. Il problema è che  non sappiamo l’effetto del movimento di una massa importante di persone. È stata una misura a scopo precauzionale. E vi anticipo che se l’andamento della curva resterà così anche la prossima settimana: potremmo pensare a un provvedimento che anticipi il rientro in presenza al 50% delle superiori. Tutto sta nei numeri e nella verifica giorno dopo giorno. Nel frattempo abbiamo provveduto a potenziare il sistema di trasporto scolastico, che sarà pronto per il rientro in classe" “Perciò non vogliamo creare contrasti col Governo, ma vogliamo rappresentare quella che è la reale situazione attuale e collaborare in maniera fattiva. I numeri che vengono trasmessi al dal ministero andrebbero letti a ragion veduta considerando che non c’è scritto. ad esempio, che fra pochi giorni il numero di terapie intensive sarà superiore perché andremo ad implementarle di 17 unità”. Acquaroli, che si è detto preoccupato della tenuta economica della regione. “La nostra è una preoccupazione forte e fondata, provvederò a convocare una riunione con i parlamentari marchigiani per fare il punto della situazione. Massima attenzione e rispetto alla pandemia oltre che alla curva epidemiologica, ma dall'altra parte dobbiamo guardare il risvolto sul lavoro, quindi economico della nostra Regione. La disperazione dei cittadini, che noi sentiamo, sono sentimenti che non possono essere ignorati” conclude Acquaroli.            

16/01/2021 17:50
"In 5 mesi sequestrati oltre 180kg di droga": Il Prefetto di Macerata stila il bilancio del 2020

"In 5 mesi sequestrati oltre 180kg di droga": Il Prefetto di Macerata stila il bilancio del 2020

Lo spaccio minuto di stupefacenti rientra tra i fenomeni delinquenziali che incidono maggiormente sulla sicurezza pubblica; infatti, oltre ad accrescere il senso di insicurezza della comunità, il traffico illecito di droga condiziona negativamente la percezione della legalità all’interno di un certo contesto socio-economico incidendo negativamente sia sull’integrità personale dei singoli individui sia sullo stile di vita della collettività, specie su quello adottato delle nuove generazioni. Su tale tema il Ministero dell’Interno ha fornito un report aggiornato sullo stato del narco traffico in Italia nonché sull’incidenza percentuale dei dati regionali sul complesso nazionale. Una relazione che conferma ancora una volta il ruolo fondamentale dell'attività repressiva svolta da parte delle Forze dell’Ordine nella funzione di vigilanza e di prevenzione e sequestro. Per far fronte a tale situazione il Prefetto di Macerata, Flavio Ferdani, ha voluto, fin dai primi momenti del suo insediamento, dare nuovo impulso alla lotta contro lo spaccio degli stupefacenti attraverso una costante opera di coordinamento delle Forze dell’Ordine. La programmazione delle attività di prevenzione e contrasto al fenomeno del traffico illecito di droga, definita nell’ambito dei Comitati provinciali per l’Ordine e la sicurezza pubblica, ha permesso di raggiungere obiettivi importanti ed in particolare negli ultimi cinque mesi del 2020 sono stati sequestrati 181,832 chilogrammi di sostanze stupefacenti. Risultati, quelli finora ottenuti, che costituiscono il punto di partenza nel rafforzamento della cornice di legalità all’interno della quale può e deve svolgersi l’ordinaria convivenza della comunità maceratese

16/01/2021 13:38
Macerata, al via sistemazione dei cespugli del Monumento ai Caduti: "intervento necessario"

Macerata, al via sistemazione dei cespugli del Monumento ai Caduti: "intervento necessario"

Partiranno lunedì mattina, 18 gennaio, i lavori per procedere alla sistemazione dei cespugli - che sarebbero dovuti essere siepi, e che con l’incuria, nel tempo, sono diventati alberi - presso il Monumento ai Caduti. Una situazione che, oltre a rappresentare un problema per il decoro urbano, favorisce purtroppo anche il proliferare di atti osceni in luogo pubblico. Molte segnalazioni da parte dei cittadini riferiscono anche che l’incuria ha favorito il verificarsi di altre e varie situazioni di degrado. Durante i lavori verranno anche eliminate tutte le erbacce intorno al Monumento ai Caduti. "Un intervento necessario e non prorogabile per la manutenzione del patrimonio arboreo e per evitare che il Monumento ai Caduti diventi luogo di spaccio o di atti osceni – ha commentato l’assessore alla Sicurezza e al decoro Paolo Renna -. L’incuria, nel tempo, ha causato l’innalzamento dei cespugli e quindi abbiamo deciso immediatamente di procedere con i lavori di sistemazione". La fine dei lavori, che saranno eseguiti dagli operai comunali, è prevista in giornata.  

16/01/2021 13:06
Coronavirus Marche, 467 nuovi casi: 87 quelli in provincia di Macerata. Ricoverati a quota 676

Coronavirus Marche, 467 nuovi casi: 87 quelli in provincia di Macerata. Ricoverati a quota 676

Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 5682 tamponi: 3668 nel percorso nuove diagnosi (di cui 2057 nello screening con percorso Antigenico) e 2014 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 12,7%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 467 (87 in provincia di Macerata, 137 in provincia di Ancona, 132 in provincia di Pesaro-Urbino, 58 in provincia di Fermo, 37 in provincia di Ascoli Piceno e 16 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (52 casi rilevati), contatti in setting domestico (84 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (132 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (26 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (14 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (9 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (13 casi rilevati), screening percorso sanitario (3 casi rilevati) e 1 rientro dall'estero. Per altri 133 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 2057 test e sono stati riscontrati 80 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 4%. Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 12,73% oggi, contro il 14,57% di ieri. Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche dall'inizio dell'emergenza sanitaria è di 49.671per un totale di 366.327 campioni testati. In aumento di 7 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 676, di cui 85 in terapia intensiva (+3 rispetto a ieri). Sono, invece, 29 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali. Nel Maceratese sono accolti 122 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 54 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altri 10 sono accolti nel pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche.  Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:  

16/01/2021 12:16
Macerata, la zona ristoro per dipendenti diventa off-limits: l'APM chiude le porte all'ex ParkSì (FOTO)

Macerata, la zona ristoro per dipendenti diventa off-limits: l'APM chiude le porte all'ex ParkSì (FOTO)

L’acqua continua a salire ma l’A.P.M. chiude le porte. Potrebbe essere una parte della trama di un film thriller invece è il perdurante e irrisolto scenario dei servizi igienici, riservati agli autisti e controllori dell’Azienda Pluriservizi Macerata, ubicati Parcheggio Centro Storico (ex ParkSì). Tasso di umidità alle stelle e infiltrazioni ovunque; nulla oggi è cambiato dalle ultime segnalazioni fatta dagli stessi dipendenti lo scorso di dicembre che ora oltre a fare i conti con un ambiente tutt’altro che salubre, si vedono chiusa in faccia anche la stanza in cui erano soliti passare il tempo tra una corsa e l’atra. La situazione precaria, in cui si trovavano i bagni dell’immobile, richiedeva un pronto intervento di manutenzione ma l’attesa risposta invocata non è arrivata dai vertici aziendali. Il Direttore Generale dell’APM Stefano Cudini ha invece deciso di blindare la ‘zona relax’ mettendo una ‘pezza’ quantomeno desueta che, oltre a non risolvere la problematica, va a sottrarre uno spazio solitamente frequentato dagli stessi dipendenti come appoggio durante gli, a volte prolungati, momenti di attesa. Di certo ‘ospitale’ non è il termine più consono per descrivere quella stanza dedicata ad autisti e controllori, considerando che era martoriata da annose criticità che con il tempo avevano generato muffa, pareti scrostate e un soffitto consumato dall’umidità. Nonostante ciò all'orizzonte, non si vedono neanche l’ombra di lavori relativi a manutenzione o migliorie varie. Tuttavia, stando ai fatti, per alcuni lavoratori dell’APM le alternative si biforcano tra passare il tempo in giro per la città oppure trascorrerlo in un locale dove mancano anche i riscaldamenti. Scelta sicuramente non facile vista la scarsità di alternative e il clima rigido di questo periodo ma che si rivelava tale soprattutto nelle giornate di pioggia dove quel luogo vetusto diventava, nonostante tutto, un simil rifugio. Da qualche in giorno il cartello firmato ‘Apm’ è stato quindi affisso sul portone giallo della ‘zona ristoro’ dove si vieta appunto l’accesso alle persone non autorizzate. Una misura tanto inutile quanto incomprensibile quella presa dei vertici dei vertici dell'Azienda Pluriservizi Macerata Spa che si pone ancora una volta a discapito dei dipendenti stessi costretti ancora a subirne le conseguenze in attesa di tempi migliori.      

16/01/2021 11:57
Carriera riapre il ristorante ma trova le Forze dell'Ordine: multa ai clienti e 5 giorni di chiusura

Carriera riapre il ristorante ma trova le Forze dell'Ordine: multa ai clienti e 5 giorni di chiusura

Chiusura per 5 giorni del ristorante "La Grande Bellezza" di Mombaroccio al termine della cena organizzata dal titolare Umberto Carriera nell'ambito dell'iniziativa #ioapro, in violazione delle norme anti covid. Il provvedimento del questore di Pesaro Urbino è stato notificato a Carriera da Polizia e Carabinieri nella serata di ieri. I titolare, che aveva annunciato l'intenzione di riaprire anche domani, aveva consegnato il conto agli ultimi commensali alle 21:45, in modo da consentire loro di far ritorno nelle proprie abitazioni senza violare il coprifuoco. Ma i clienti (poco meno di 40) sono stati fermati dalle forze dell'ordine a valle del borgo di Mombaroccio e identificati: saranno sanzionati.

16/01/2021 09:45
Treia, il vicesindaco Buschittari annuncia: "In arrivo 11 nuove telecamere intelligenti"

Treia, il vicesindaco Buschittari annuncia: "In arrivo 11 nuove telecamere intelligenti"

L'Amministrazione comunale di Treia, riconoscendo alla tecnologia un ruolo importante per il contrasto ed il contenimento dei fenomeni criminosi, ha provveduto alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa con la Prefettura di Macerata per un progetto di sicurezza urbana integrata (leggi di più).  Il Comune di Treia è tra gli 11 Enti della provincia di Macerata beneficiari del finanziamento ministeriale per l'installazione di ulteriori 11 telecamere intelligenti per il monitoraggio, in tempo reale, delle arterie stradali principali di accesso alla Città caratterizzate da flussi viari rilevanti: i finanziamenti stanziati copriranno il 50% del costo di realizzo della progettualità stimata in 40 mila euro.  "La realizzazione del progetto, che rappresenta una continuità con quanto già fortemente voluto e realizzato da questa Amministrazione in materia di sicurezza urbana - sottolinea il vicesindaco David Buschittari - è il frutto di un qualificato lavoro del nostro Comando di Polizia Locale, condotto in sinergia con la locale stazione dei Carabinieri, collaborando per l'individuazione dei punti nevralgici per i flussi viari del territorio". "L’utilizzo di 'occhi elettronici' consente l'effettuazione in tempo reale della lettura delle targhe dei veicoli in transito - spiega ancora Buschittari -, con capacità di trasformare le targhe rilevate in files digitali trasferibili ad un server centralizzato e da qui indirizzati ad un data base del sistema targhe e transiti per la segnalazione, se necessaria, in tempo reale, del passaggio di un’auto con targa attenzionata o di veicoli sprovvisti di copertura assicurativa o di revisione, requisiti imprescindibili sia per la tutela dell’ordine pubblico sia per la sicurezza della circolazione stradale". "Ci stiamo muovendo per dare una risposta tangibile e concreta per la sicurezza urbana. Il Comune di Treia è dotato di 51 telecamere di contesto e 8 telecamere OCR: arriveranno a 19 gli occhi elettronici intelligenti da collocare nei punti strategici della viabilità comunale con previsione di realizzazione entro il prossimo mese di marzo" conclude Buschittari.    

15/01/2021 19:27
Recanati, il sindaco Antonio Bravi incontra il questore Vincenzo Trombadore

Recanati, il sindaco Antonio Bravi incontra il questore Vincenzo Trombadore

Il nuovo questore di Macerata, Vincenzo Trombadore, che ha sostituto Antonio Pignataro nel dicembre scorso, ha fatto visita questa mattina al Sindaco di Recanati Antonio Bravi, nel Palazzo Comunale della città. “È stato un piacevole momento di confronto, con interessanti scambi di vedute e valutazioni. – ha affermato il Sindaco Antonio Bravi – Entrambi abbiamo sottolineato l’importanza della collaborazione fra istituzioni, l’obiettivo comune e quello di far si che la sicurezza non sia solo repressione ma percezione diffusa da parte di tutti i cittadini. Non si tratta di essere né permissivi, né duri. Va riscoperta la giusta misura della giustizia, che chiede legalità e sicurezza e allo stesso tempo ottiene solidarietà, concordia e integrazione. Soltanto così potremo assicurare una città migliore e contribuiremo a creare quel clima di serenità che vogliamo per i nostri concittadini.” Nell’incontro, il Sindaco Bravi ha avuto modo di raccontare  al nuovo Questore di Macerata  la realtà recanatese e le peculiarità storiche e culturali del territorio e ha donato a Trombadore due libri su Recanati scritti dal Prof. Marco Moroni: “Recanati in età medioevale” e “Recanati in età moderna”.  

15/01/2021 16:30
Civitanova, la pandemia mette in ginocchio lo sport: il Comune va in soccorso con fondi ad hoc

Civitanova, la pandemia mette in ginocchio lo sport: il Comune va in soccorso con fondi ad hoc

“L’incidenza della pandemia da Covid-19 sullo svolgimento delle attività sportive nel Comune di Civitanova Marche è stata enorme, ma ogni società ha ricevuto il costante supporto dell’Amministrazione comunale, che ha tra l’altro messo in campo diverse misure per consentire una gestione senza soluzione di continuità degli impianti cittadini” – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica, assessore allo Sport, riferendo alcuni dati dell’anno che si è chiuso da poco.  “Il settore sportivo è stato fortemente colpito dalla pandemia – spiega il Primo cittadino. La Giunta ha voluto fornire massima attenzione alle società sportive, che non si sono arrese, pur con tutte le specifiche imposte dalla pandemia in atto. Fatta salva l’interruzione dell’utilizzo delle strutture per alcuni periodi circoscritti, in conformità ai provvedimenti che hanno imposto il lockdown generalizzato a salvaguardia della salute pubblica, le attività sono proseguite ed hanno consentito a tanti ragazzi di allenarsi . Inoltre, l’Amministrazione ha compartecipato, nello scorso mese di settembre, in piena sicurezza, all’organizzazione di grandi eventi di specifico interesse per l’ambito sportivo, come l’International Motor Days, il King & Queen Beach Volley Tour, oltre alla Gara nazionale di Triathlon”.  Il Comune di Civitanova Marche ha garantito a ciascun soggetto gestore degli impianti sportivi comunali il consueto contributo annuale in misura piena, senza decurtazioni riferite ai disposti lockdown e conseguente mancato utilizzo. Il relativo onere sostenuto dal Comune, per il complessivo importo di € 205.997,86, ha così consentito, pure in un periodo connotato dalle criticità riconducibili alla pandemia in essere, la regolare fruibilità da parte della cittadinanza tutta dei seguenti impianti, in gestione alle società/associazioni di seguito indicate: Asd United Civitanova - campo di calcio "Don S. Contigiani" – Quartiere Risorgimento, Via U. Bassi; asd vis civitanova - campo di calcio Fontespina, Via Saragat; ssd a rl virtus basket - palestra comunale, Via Ginocchi; asd fe.ba civitanovA - palestra comunale di Civitanova Alta; sacrata pallavolo srl ssd - tensostruttura comunale di Via Tacito; Asd Roller Civitanova - pattinodromo comunale "A. Campitelli", Via Carnia; Academy Civitanovese Ssdrl - campo di calcio comunale di Civitanova Alta; circolo Acli S.M.A. - Complesso Polisportivo di Santa Maria Apparente. Per quanto concerne l’attività di custodia del Polisportivo Comunale, comprendente il campo di calcio principale, il campo in sintetico c.d. antistadio e la palestra annessa, come previsto per le altre realtà, nonostante i periodi di ‘fermo’ imposti dai vari lockdown non si è provveduto ad alcuna decurtazione del compenso spettante all’associazione Anthropos di Civitanova Marche.  Oltre al contributo di gestione, l’Ente, per meglio supportare le società sportive in un periodo di forte crisi legato a stretto filo alla pandemia in essere, ha ulteriormente disposto (delibere di Giunta n. 160 e n. 224) di mettere in campo una serie di interventi di protezione sociale, tra cui un contributo aggiuntivo alle associazioni sportive che gestiscono impianti comunali, da erogare a domanda dei soggetti interessati e pari al canone di concessione 2020 dovuto da ciascun singolo gestore di impianti. In concreto, a ciascuno dei soggetti gestori degli impianti sopra menzionati è stato erogato un contributo di € 5.000,00, vale a dire l’importo del canone annuo di gestione per ciascun impianto (di diverso importo per il circolo Acli sma, essendo per questo soggetto più contenuto il canone annuo di concessione).  Inoltre, l’Amministrazione Comunale, nell’ambito delle misure economiche varate a sostegno dei redditi colpiti dall’emergenza da Covid-19, con proprio atto n. 472 del 26/11/2020, ha costituito un fondo di € 100.000,00 da destinare a contributi in favore di società sportive (importo unitario massimo di ciascun contributo di complessivi € 1.000,00).  “Mi preme ringraziare – conclude Ciarapica – quanti si sono impegnati ed hanno lavorato per garantire in corso d’anno il rispetto delle direttive da parte dei numerosi fruitori. Non è stato facile stare dietro all’eterogenea produzione normativa adottata (ai vari livelli, nazionale, regionale, locale) da parte delle autorità competenti. Ma grazie all’impegno di tutti, possiamo dire che anche il 2020 è stato un anno di sport”.    

15/01/2021 15:36
Macerata, processionaria del pino: il Comune emana un'ordinanza per il contenimento

Macerata, processionaria del pino: il Comune emana un'ordinanza per il contenimento

Torna in questo periodo il consueto quanto naturale fenomeno della processionaria del pino, dovuta a un insetto, il Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa, capace di defogliare vaste aree alberate e le cui larve sono particolarmente urticanti per l’uomo e gli animali. Gli uffici comunali competenti hanno attivato il servizio di asportazione dei nidi sericei nei siti di proprietà comunale con significativa presenza di alberi sensibili al fitofago. La processionaria del pino è un fitofago parassita principalmente del genere Pinus, la sua caratteristica è quella di formare nidi sericei sugli alberi all’interno dei quali si sviluppano le larve che, a fine inverno/inizio primavera, in processione, scendono per interrarsi e divenire prima crisalide poi farfalla. La particolarità dell’insetto è quella di essere un vorace fitofago capace di defogliare vaste aree alberate e inoltre le larve, a causa dei peli urticanti posti sul dorso, possono provocare irritazioni cutanee ed altre anomalie di tipo dermatologico a persone e animali. L’azione di contrasto alla processionaria del pino è regolata da un Decreto Ministeriale di lotta obbligatoria del 2007, dove è fatto obbligo di procedere contro il lepidottero, “…a cura e spese dei proprietari e dei conduttori delle piante infestate”. In relazione a questo il Comune ha anche emesso un’ordinanza, la n. 5 del 13 gennaio scorso, per il contenimento della popolazione del fitofago e a salvaguardia della salute pubblica. Si ricorda che la processionaria del pino è un insetto endemico in Italia e nel Mediterraneo, parte della complessità dell’ecosistema, che quindi può essere contenuto ma non debellato e l’aspetto quantitativo della sua presenza è regolato da fenomeni climatici e dalla presenza o meno di antagonisti naturali. Naturalmente si raccomanda ai proprietari di animali di effettuare una vigilanza più assidua sulla presenza di eventuali “processioni”, per evitare che gli animali stessi entrino in stretto contatto con le larve a terra.  

15/01/2021 15:17
Ok agli spostamenti tra piccoli comuni ma stop all'asporto dalle 18: Conte firma il nuovo Dpcm

Ok agli spostamenti tra piccoli comuni ma stop all'asporto dalle 18: Conte firma il nuovo Dpcm

Scuola, bar, spostamenti, musei, concorsi. Il nuovo dpcm in vigore dal 16 gennaio è stato firmato dal presidente Giuseppe Conte. Il provvedimento, valido fino al 5 marzo, introduce una serie di misure, regole e divieti. In particolare , da lunedì 18 gennaio studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado tornano in classe :"Almeno il 50% fino a un massimo di 75%". Stretta sulla movida, con lo stop agli asporti per bar, enoteche e attività commerciali simili. Musei aperti nelle zone gialle mentre piscine e palestre restano chiuse fino al 5 marzo. Piste da sci chiuse fino al 15 febbraio. Rischi per le regioni Come stabilito dal decreto, se una Regione presenta un indice Rt a livello 1, o se riscontra un’incidenza di 50 casi ogni 100 mila abitanti, si va automaticamente in zona arancione. Se invece l’Rt è uguale o superiore a 1,2, va in rossa. Gli esperti hanno già evidenziato come in questa settimana tutti gli indicatori siano peggiorati. Con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. Tutte le altre, invece, rischiano l’arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa. La zona bianca Il decreto ha introdotto la zona bianca, in cui le uniche restrizioni sono quelle sperimentate in estate, cioè il distanziamento e l’uso della mascherina. I parametri per entrarci, però, sono molto rigidi: presentare un rischio basso e avere 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100 mila abitanti. Un traguardo lontano mesi per molti territori. Zona gialla: divieto di spostamento fino al 15 febbraio Il decreto di gennaio ha stabilito anche il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, che resterà in vigore fino al 15 febbraio (e non più, come inizialmente previsto, fino al 5 marzo). Zona rossa: sì alle visite ai parenti e agli amici Nella bocca del Dpcm sembrerebbe esserci l’ok agli spostamenti nel comune anche se è in zona rossa. Anche nel rischio alto, quindi, sarà concesso andare a trovare o ricevere parenti e amici, per un massimo di due ospiti alla volta. «Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata – si legge nella bozza – è consentito nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso tra le 5 e le 22 e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale». Zona arancione: ok agli spostamenti tra piccoli comuni Resta valida la possibilità di spostarsi nelle Regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5 mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia. Scuola Da lunedì 18 gennaio riapriranno le scuole superiori, con una didattica in presenza «almeno al 50% e fino a un massimo dl 75%». Lunedì tornano quindi Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Molise e Puglia. A patto che non vengano messe in zona rossa: in quel caso si torna alla Dad al 100%. Bar e ristoranti Per i bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come anche per le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto a partire dalle 18. Il provvedimento è stato fortemente criticato dalle Regioni, che per bocca del presidente della Conferenza Stefano Bonaccini, hanno commentato che «non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori». Le Regioni avevano chiesto che l’asporto venisse vietato solo per le bevande alcoliche, ma per ora non sembra che la richiesta sia stata accolta. Musei Confermata l’apertura dei musei, chiusi ormai da novembre, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. «Si tratta di un servizio ai residenti – ha sottolineato il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini – è un primo passo, un segnale di riapertura” per il futuro». Impianti sciistici Gli impianti sciistici non riapriranno almeno fino al 15 febbraio. Alcuni presidenti hanno chiesto che almeno, nelle zone gialle, sia consentita l’attività ai soli residenti. Ma al momento la richiesta non è stata accolta. Palestre e piscine Restano chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire almeno la ripresa degli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri.      

15/01/2021 14:26
Tolentino, focolaio Covid alla casa di riposo: ad oggi sono 6 i decessi. Arrivata la task force dell'Aeronautica

Tolentino, focolaio Covid alla casa di riposo: ad oggi sono 6 i decessi. Arrivata la task force dell'Aeronautica

In perfetto orario, alle ore 9, la Task Force Covid dell’Aeronautica Militare, dopo i saluti di rito con il Presidente Giorgio Sbaraglia, accompagnati dal Direttore Simone Ricci, hanno fatto il loro ingresso ai reparti dell’ASP Porcelli di Tolentino. La squadra è composta da quattro elementi, provenienti da diversi reparti, che hanno già operato, nelle scorse settimane in Sardegna, sempre presso una residenza protetta con ospiti positivi al covid. Ne fanno parte il Tenente Medico Silvio Pallone, il Luogotenente Vincenzo Serpico, il 1° Maresciallo Ludovico De Marco, il Maresciallo di 2° Classe Anselmo Pacifico. L’unità militare composta da sanitari era giunta a Tolentino nella tarda serata di giovedì 14 gennaio e subito aveva incontrato il Cda e il Direttore dell’Asp e si è intrattenuta a lungo con il Sindaco Pezzanesi. “I sanitari militari hanno fatto un sopralluogo operativo, si sono coordinati con l’Usca e subito si sono messi al lavoro, prendendo coscienza della struttura con l’intento di essere immediatamente utili. Ovviamente si sono anche resi conto della difficoltà nel gestire una situazione così complessa anche per l’alto numero dei pazienti” , spiega il sindaco  Giuseppe Pezzanesi - . Attualmente operano all’interno della residenza protetta tolentinate, oltre alla task force dell’Aeronautica Militare, il personale sanitario dell’Usca, il personale Adi, gli infermieri e il personale Oss interno alla struttura, oltre a un fisioterapista esterno. La situazione dei contagi invariata,  con alcuni soggetti che necessitano di ossigeno e altri pazienti che sono asintomatici e senza febbre. Purtroppo, in questi giorni, sono stati registrati alcuni ricoveri, attualmente 5 e 6 decessi, tutti pazienti con patologie pregresse". "Si continua a lavorare con grande impegno per garantire i servizi sanitari essenziali ai nostri ospiti – sottolinea il primo cittadino – e speriamo di cominciare anche a vedere qualche segnale di ritorno alla normalità, almeno per i primi ospiti contagiati. Ringraziamo le Istituzioni che hanno accolto il nostro appello e che hanno inviato i sanitari dell’Aereonautica Militare per dare supporto a chi già opera all’interno della nostra struttura. Li accogliamo nella nostra Città e siamo certi che sapranno essere di ausilio al nostro personale, consentendoci di continuare ad assicurare l’assistenza sanitaria necessaria a superare questo momento così difficile”.    Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi informa , inoltre sulla situazione Covid-18 nel territorio comunale Alle ore 12.00 di venerdì 15 gennaio 2021, secondo quanto comunicato dalla Regione Marche – Coesion work, questi sono i dati ufficiali relativi alla Città di Tolentino: 171 positivi e 53 persone che sono in isolamento domiciliare. In confronto alla precedente comunicazione aumentano i positivi (+3) e il numero delle persone in quarantena (+11). Ovviamente il numero dei positivi cresce ogni giorno anche con l’inserimento delle persone contagiate all’interno dell’ASP “Porcelli”, la cui positività viene confermata dai risultati dei tamponi molecolari. “Si raccomanda – afferma il sindaco -  di continuare a rispettare le disposizioni per evitare il propagarsi del Covid-19. Bisogna sempre seguire le normative e non vanificare il lavoro fatto fino ad ora. Indossiamo le mascherine, anche all’aperto, disinfettiamo le mani, evitiamo assembramenti e rispettiamo il distanziamento sociale”.

15/01/2021 13:59
Marche, per due settimane sarà zona arancione: "mi sembra un provvedimento eccessivo"

Marche, per due settimane sarà zona arancione: "mi sembra un provvedimento eccessivo"

"Mi dispiace dovervi comunicare che da domenica saremo in zona arancione e lo resteremo per almeno due settimane. Temo che anche la terza sia da mettere in preventivo ma attendiamo l’evolversi delle cose - ad annunciarlo è il Governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli - La situazione è praticamente simile alla scorsa settimana, anzi i rilevamenti della settimana in corso sono in miglioramento, ma così è stabilito nel nuovo Dpcm". "Va bene essere prudenti, per questo anche noi avevamo deciso di rinviare l’apertura delle scuole superiori in presenza, infatti già la zona gialla prevede diverse restrizioni - aggiunge il Presidente regionali- Tornare in zona arancione, con un RT ormai stabilmente sotto a 1 da un mese e mezzo, mi sembra un provvedimento eccessivo più che una scelta precauzionale. Sono amareggiato e dispiaciuto e continuerò a fare di tutto affinché il Governo comprenda le nostre richieste e modifichi il Dpcm, ma le norme vanno sempre rispettate anche quando non condivise e questo è l’invito che rivolgo a tutti voi". Conclude Acquaroli

15/01/2021 13:22
Macerata, ancora orari ridotti all'ufficio postale di Collevario: "criteri di scelta non chiari "

Macerata, ancora orari ridotti all'ufficio postale di Collevario: "criteri di scelta non chiari "

Il primo cittadino Sandro Parcaroli è intervenuto dopo che Poste Italiane, in seguito all'interessamento del Comune di Macerata e dell'Anci Marche, ha comunicato la riapertura su sei giorni (a partire da lunedì 18 gennaio,)degli uffici postali di Colleverde e del quartiere Pace mentre è stato mantenuto l'orario ridotto relativo alla sede di Collevario. Lo scorso ottobre il Sindaco aveva inviato una lettera alla responsabile di filiale, la dottoressa Beatrice Bacchiocchi, in cui metteva in evdienza la situazione di difficoltà dei  cittadini maceratesi residenti nei quartieri di Collevario, Colleverde e della Pace e per tali motivi aveva appunto richiesto il ripristino degli orari di apertura dei rispettivi uffici postali. Le aperture a giorni alterni infatti (tre giorni a settimana e solo la mattina) non permettono un accesso agevole agli uffici postali in quanto causa di prolungate attese all'esterno delle tre filiali - esponendo le fasce deboli al clima freddo - e con la possibilità di una concentrazione cospicua in un solo ufficio con effetti più rischiosi in relazione al contagio epidemiologico. Della situazione era stato interessato anche il Questore Vincenzo Trombadore. La direttrice Bacchiocchi, nella sua risposta, aveva parlato di un aggravamento della situazione epidemiologica che non aveva permesso di "dare seguito alla sua richiesta di ampliamento offerta dai predetti uffici". Anche il presidente Anci Marche Valeria Mancinelli era intervenuta sulla questione, che riguardava anche altri uffici della regione Marche, chiedendo un incontro a Giuseppe Lasco, vice direttore di Poste Italiane Spa. Nei giorni scorsi è arrivata la comunicazione da parte di Poste Italiane della riapertura, a partire da lunedì 18 gennaio, degli uffici di Macerata 5 (Colleverde) e di Macerata 3 (Pace) ma non dell’ufficio postale di Collevario (Macerata 4). "Ringraziamo Poste Italiane per la decisione della riapertura dei due uffici a Macerata e l'Anci Marche per l'interessamento sul tema - commenta il sindaco Parcaroli -. Ci chiediamo, allo stesso tempo, quali sono stati i criteri di scelta secondo i quali si è deciso di aprire gli uffici postali di Colleverde e della Pace lasciando invece con gli orari ridotti quelli di Collevario. È stata eseguita un’attenta analisi del territorio, con dati alla mano, per far ricadere la scelta sull’uno piuttosto che sugli altri? Auspichiamo che anche per l’ufficio postale di Collevario si proceda con la riattivazione degli orari su sei giorni". È noto infatti che il quartiere Collevario e Pace sono i più popolosi e soprattutto quelli che hanno un'utenza più anziana.

15/01/2021 13:12
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