Francesco Massi Gentiloni Silveri sarà il nuovo segretario comunale del Comune di Macerata. Prenderà il posto di Paolo Cristiano che dal capoluogo andrà a Camerino.
Sessantadue anni, nato a Macerata e residente a Tolentino, Massi Gentiloni Silveri è laureato in Giurisprudenza e prenderà servizio presso il Comune di Macerata a partire da lunedì primo febbraio.
Massi Gentiloni Silveri, da oltre 35 anni svolge l’incarico di segretario comunale. Da ultimi, gli incarichi che ricopre attualmente, sono quelli di segretario comunale di Porto Recanati (dal 2015), di Recanati (dal 2018) e di Montefano (dal 2019).
Massi Gentiloni Silveri, dal 1990 al 1993 è stato sindaco di Tolentino e dal 2000 al 2015 è stato consigliere regionale dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche."Rivolgiamo il nostro benvenuto al nuovo segretario Massi Gentiloni Silveri che prenderà servizio il primo febbraio – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Siamo molto felici che abbia deciso di mettere la sua professionalità, la sua esperienza e la sua preparazione al servizio del Comune di Macerata. Un ringraziamento al segretario uscente Paolo Cristiano per quanto fatto fino a oggi; persona di grande capacità e professionalità alla quale auguriamo il massimo successo per la sua carriera".
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 7122 tamponi: 4876 nel percorso nuove diagnosi (di cui 2955 nello screening con percorso Antigenico) e 2246 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari all'8,6%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 417 (86 in provincia di Macerata, 135 in provincia di Ancona, 76 in provincia di Pesaro-Urbino, 65 in provincia di Fermo, 38 in provincia di Ascoli Piceno e 17 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (46 casi rilevati), contatti in setting domestico (84 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (158 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (18 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (17 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (10 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (16 casi rilevati), screening percorso sanitario (4 casi rilevati). Per altri 64 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 2955 test e sono stati riscontrati 62 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 2%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 8,55% oggi, contro il 14,46% di ieri.
Scende di quindici unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 657, di cui 84 in terapia intensiva (-1 rispetto a ieri). Sono, invece, 39 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali. Nel Maceratese sono accolti 123 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 55 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altri 7 sono accolti nel pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche, 4 nel pronto soccorso dell'ospedale di Macerata.
In considerazione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 Poste Italiane ha comunicato che, come già avvenuto nei mesi scorsi, procederà anche per il mese di febbraio all’erogazione anticipata delle pensioni che avverrà a far data dal 25 e fino al 30 gennaio.
L’azienda adotterà misure di programmazione all’accesso degli sportelli dei soggetti titolari del diritto alla riscossione consentendo l’ingresso anche nell’arco dei giorni lavorativi precedenti al mese di competenza.
In particolare il calendario sarà il seguente:
i cognomi dalla A alla B lunedì 25 gennaio; dalla C alla D martedì 26 gennaio; dalla E alla K mercoledì 27 gennaio; dalla L alla O giovedì 28 gennaio; dalla P alla R venerdì 29 gennaio; dalla S alla Z sabato mattina 30 gennaio.
Gli utenti sono invitati ad indossare la mascherina protettiva, a tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca dell’Ordinanza con la quale aveva dichiarato non utilizzabile un edificio in viale Santa Margherita, nella frazione di Cesolo, a seguito delle scosse di terremoto dell’ottobre 2016.
Dopo i lavori di riparazione del danno con miglioramento sismico della struttura lo stesso immobile, una abitazione singola con pertinenza, potrà tornare ad essere nuovamente abitato dai proprietari.
Le opere di riparazione, con ricorso alla ricostruzione pesante, sono state finanziate con un contributo pubblico da parte dell’Usr della Regione Marche di oltre 350mila euro.
Serrande abbassate e vetrate tappezzate di manifesti con sopra scritto “Basta! Chiuso fino al 30 gennaio”. E’ stata questa la risposta di Marco Servidei, titolare dell’omonimo bar di via Saragat a Civitanova Marche, alle recenti disposizioni anti-covid emanate nell’ultimo Dpcm dove è stato, tra le altre cose, è previsto il divieto per le attività ristorative di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18. (leggi l'articolo)
“Il settore dei pubblici esercizi è al collasso – si legge nel volantino – Chiediamo rispetto e interventi urgenti che diano alle nostre imprese un orizzonte certo. Non sappiamo più come dire alla politica che molti di noi rischiano di chiudere per sempre”.
Un protesta silenziosa ma allo stesso tempo volta ad accendere l’adeguata attenzione da parte delle istituzioni verso uno dei segmenti economici più duramente colpiti dalle limitazioni governative. “Nonostante tutto non ci arrendiamo – recita una parte del manifesto – Ci rivolgiamo quindi agli italiani; vi chiediamo di esserci vicini e di continuare a sceglierci, dove possibile, anche in queste difficile giornate”.
Parole incisive ma non di rassegnazione quelle scritte dal titolare di una realtà che da più di vent’anni opera nel tessuto sociale civitanovese e che oltre all’attività di bar affianca anche quella di pizzeria: “Ho già chiuso ieri – osserva Servidei - mentre l’altro esercizio che avevo a Macerata l’ho proprio venduto a fine anno in quanto la situazione non era più sostenibile”.
Un inizio di 2021 tutt’altro che felice quindi per tutto il settore nonostante i sacrifici fatti durante le festività natalizie: “A Civitanova gestisco un locale molto florido e per questo non mi sono mai lamentato però nell’ultimo periodo mi sono trovato ad affrontare restrizioni su restrizioni e un continuo via vai di controlli, che mi hanno portato anche a delle sanzioni da parte delle Forza dell’Ordine - racconta - in pratica sono rimasto aperto più per i miei dipendenti che per me stesso in quanto, se per assurdo, avessi tenuto chiuso le spese sarebbero sicuramente minori. Solo aprendo le porte del locale vado a spendere 500 euro al giorno ma al mio fianco ho delle persone che lavorano con me da oltre vent’anni e sono tutti dipendenti con famiglia e che hanno solo questa come fonte di reddito – dichiara Servidei - adesso sono arrivato ad un punto dove ho deciso di chiudere fino a quando qualcuno non deciderà di darci più di spazio “.
“Abbiamo sempre lavorato rispettando tutte le misure anti contagio; comprando mascherine e tutti i dispositivi possibili – spiega il proprietario di ‘Cafè Servidei-’ nel mio caso ho anche investito dei soldi per mettere a norma la parte del mio locale dove c’è la pizzeria – sottolinea - Nonostante questo ogni volta arrivano le Forze dell’Ordine ti controllano ogni minimo particolare e in alcuni casi mi sono trovato con la Polizia Locale fuori dalla mia attività manco fossi un ricercato. Mi hanno addirittura elevato una multa per il biliardino e così, alla fine, preso dallo sconforto ho preso la decisione di chiudere”.
Un futuro incerto ma allo stesso tempo ondivago quello che si staglia all’orizzonte per tutti quei titolari dei bar e ristoranti italiani costretti ad adattarsi all’intermittenza di Dpcm e ordinanze: “Speriamo di ripartire in condizioni più consone – tuona Servidei - chiuderò fino a al 30 gennaio a meno che non cambia qualcosa nell’immediato considerando che ogni settimana si presenta una novità – prosegue - fino all’ultimo momento non si ha mai la certezza di nulla e in tutto ciò ho 10 dipendenti che hanno bisogno di turnazione e ordinazioni da effettuare per i generi alimentari; ecco perchè diventa impossibile programmare qualsiasi cosa”.
Un’iniziativa quella del ristoratore civitanovese che va nella direzione opposta di #ioapro1501 ovvero la ‘disobbedienza civile’ di alcuni esercenti che nei giorni scorsi hanno lanciato uno guanto di sfida verso il nuovo Decreto del Governo Conte, rimanendo aperti con le serrande alzate oltre l’orario consentito: “Ero anche a favore però ma ho notato che a Civitanova, anche se aprono in cento, le Forze dell’Ordine solo al mio a locale arrivano tutti i giorni per effettuare i controlli e non ne capisco il motivo– si chiede Servidei - forse perché c'è più giro; fatto sta che non riesco più a vivere in questo clima di paura. Io apro è una valida iniziativa ma di contraltare c’è timore di aderirvi per via delle sanzioni che rischiano non solo i titolari delle attività ma anche gli stessi clienti perciò è come un cane che si morde la coda”.
In questo scenario non proprio roseo per la categoria si s’inserisce anche la problematica relativa ai Ristori annunciati dal Governo che ad oggi risultano insufficienti per far fronte anche alle spese più elementari : “Io li ho ricevuti in percentuale a quello che ho fatturato nell'aprile del 2020 ma mi è stato elargito semplicemente il 100% del 20% di un periodo che è diverso da quello invernale dove magari si lavora di più – illustra il titolare del bar del litorale civitanovese - la verità è che i ristori non coprono nemmeno le spese dell'affitto quindi risultano veramente come una goccia in mezzo al mare”.
Nonostante il momento pieno di difficoltà, Marco Servidei non si rassegna. forte della sua esperienza e passione per un lavoro che porta avanti da oltre 25 anni: “Sono sempre ottimista altrimenti non potrei più andare avanti e spero che sia con i vaccini e sia con il periodo primaverile la pandemia si attenuti – chiosa - ripartirò di sicuro ma la mia unica paura riguarda il fatto che le persone si possano essere abituate a rimanere in casa e non sarà più come prima. Il pericolo esiste ma c’è anche il rovescio della medaglia fatta di realtà economiche che rischiano il collasso se non si interviene in maniera incisiva”.
Si estende la sperimentazione del badge elettronico per il monitoraggio dei flussi di manodopera impiegata nei lavori di ricostruzione delle aree dei comuni colpiti dal sisma, grazie alle segnalazioni di altre stazioni appaltanti conseguenti ad una intensa e capillare attività di sensibilizzazione portata avanti con costanti interlocuzioni dal tavolo di monitoraggio costituito in Prefettura.
In particolare oltre alla disponibilità del Presidente della Provincia hanno aderito alla procedura Arcidiocesi di Camerino, Cedam Cassa Edile delle Marche, M.I.C. srl .
La procedura coglie appieno le opportunità assicurate dalle nuove tecnologie consentendo di implementare un sistema informativo e di tracciabilità delle imprese e delle risorse impiegate; tutto questo attraverso l’inserimento dei dati forniti a seguito delle nuove adesioni che permetteranno di proseguire nella sperimentazione della procedura e nel superamento di eventuali problemi e criticità nel caricamento dei dati nel software gestito da Casse edili Edilcassa, dati che confluiranno nella piattaforma realizzata dal Commissario Straordinario.
La procedura, ha affermato il Prefetto Ferdani, è espressione di un coordinamento tra tutte le varie istituzioni e rappresenta una grande opportunità e consentirà un sempre maggiore consolidamento del principio di legalità: un principio che assume una sua espressione di concretezza con comportamenti quotidiani coerenti e conseguenti attraverso una piena trasparenza sulle presenze nei cantieri.
Una buona pratica per arginare situazioni di opacità e forme di lavoro “in nero”, garantendo sia la tutela delle condizioni di lavoro delle maestranze che possibili infiltrazioni criminali nonché favorire l’espansione di una economia legale e concorrenziale a favore delle aziende virtuose.
Le segnalazioni dei cantieri che aderiscono all’iniziativa è un risultato importante reso possibile dall’apporto e dalla collaborazione delle stazioni appaltanti e delle organizzazioni sindacali che hanno collaborato per un cammino comune finalizzato ad un obiettivo di legalità condiviso.
L’Amministrazione comunale ha stabilito la sospensione dell’imposta di soggiorno anche per l’anno 2021. Le strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta, le residenze turistico-alberghiere, campeggi e centri vacanze, villaggi turistici e le altre strutture ricettive non dovranno versare pertanto alcuna tariffa giornaliera per l’anno in corso.
“A causa della crisi epidemiologica da Covid-19 – spiega il sindaco Fabrizio Ciarapica, assessore al Turismo – avevamo già deciso di sospendere l’applicazione dell’imposta di soggiorno dal 17/4/2020 al 31/12/2020 (deliberazione C.C. n. 22 del 13/5/2020). Lo scenario purtroppo è completamente cambiato dal 2018, quando veniva introdotta nel territorio comunale di Civitanova Marche e veniva approvato il Regolamento comunale per l’applicazione e la disciplina della stessa.
L’Amministrazione comunale vuole porre in essere tutte le misure di propria competenza volte ad agevolare la ripresa delle attività turistiche e commerciali locali e sostenere i titolari delle strutture, soprattutto in questo particolare momento. Le imprese del territorio sono di massima importanza per il tessuto economico di tutta la città e la sospensione dell’imposta di soggiorno va ad integrare gli altri ristori messi in campo durante questa emergenza”.
La giunta ha quindi deliberato l’azzeramento delle tariffe giornaliere, che comporterà una minore entrata nel Bilancio comunale 2021 stimabile in € 150.000,00 compensabili con le risorse vincolate attribuite con il Fondo per le funzioni fondamentali di cui all’art. 106 del D.L. n. 34/2020.
In precedenza, con la deliberazione G.C. n. 86 del 9/3/2018 venivano determinate per l’anno 2018, le tariffe giornaliere dell'imposta di soggiorno da 1 a 1,5 euro al giorno per alberghi 5 stelle.
Due casi Covid tra i dipendenti: chiuso il Comune di Caldarola.
“Oggi martedì 19 gennaio gli uffici comunali resteranno chiusi al pubblico per la sanificazione dei locali.
Verranno garantiti, solo ed esclusivamente, i servizi essenziali e di massima urgenza. Tutte le richieste dovranno essere inoltrate solo telefonicamente”.
Così , in una nota ufficiale, il sindaco Luca Maria Giuseppetti annuncia la chiusura della sede comunale per effettuare la sanificazione dei locali e attua lo smart working per il personale.
Nella giornata di domani saranno effettuati i tamponi a tutti i dipendenti.
Bentornati cari lettori, dopo le fiammate di contagi delle feste i nuovi casi positivi subiscono una generale frenata tanto che sembra che la zona gialla rafforzata sia stata sufficiente a fermare l'avanzata del virus. Ricordiamo che questa settimana vedremo ancora effetti della zona gialla e le prima zone arancioni della settimana scorsa i provvedimenti entrati in vigore domenica scorsa si vedranno solo da metà della prossima settimana.
Notiamo che le Marche si allineano alla media nazionale, finalmente, dopo che per parecchio tempo siamo stati peggiori. Anche l'andamento dei sintomatici nella nostra Regione è in discesa. Il rapporto sintomatici/positivi rimane stabile attorno al 10/11% confermando un certo calo di aggressività del virus.
Anche le terapie intensive, i decessi e i ricoveri iniziano a scendere lievemente e dovrebbero accelerare la loro discesa durante questa settimana.
Vediamo anche, nella classifica delle Regioni, un generalizzato calo con poche eccezioni, in particolare da notare un crollo del 44% dei casi in Veneto tanto che, alcune volte, sembra che il cambio di colore della zona sia abbastanza tardivo ovvero arrivi quando i problemi si stanno risolvendo.
Il Veneto passa la maglia nera a Bolzano che vede un significativo aggravio della situazione, la Toscana invece la settimana prossima potrebbe scendere sotto i 100 casi per milione medi giornalieri.
Per la parentesi finale voglio riprendere quanto sostenuto la settimana scorsa (leggi qui la precedente analisi).
Riporto la tabella dei decessi per classi di età. Vediamo che dei 78597 decessi, 48342 (61.5%) sono di persone da 80 anni in su e ben il 95.5% da 60 anni in su.
Praticamente, una volta immunizzati gli anziani over 80 - fatto che potrebbe avvenire in due mesi - potremo più che dimezzare i decessi e ridurli di quasi 20 volte una volta vaccinati gli over 60. Forse si può vedere una luce alla fine del tunnel.
"L'Amministrazione comunale vuole portare all'attenzione dei cittadini la situazione in cui versa Palazzo Buonaccorsi, punto di riferimento a livello turistico, artistico e patrimoniale della nostra città, dopo anni di cattiva gestione da parte della precedente Amministrazione. Un'Amministrazione che, a parole, si è fatta promotrice dell'importanza dei beni culturali e artistici di Macerata ma, nel caso specifico e non solo, ha disatteso totalmente gli impegni con il rischio di deteriorare e danneggiare irreparabilmente uno dei simboli identitari della nostra città". A dirlo sono il sindaco Sandro Parcaroli e l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta dopo aver condiviso, durante l’ultima Giunta comunale svoltasi mercoledì, la relazione richiesta e approntata dagli Uffici tecnici su Palazzo Buonaccorsi.
"Nel dettaglio infatti non è mai stata effettuata una manutenzione ad hoc per salvaguardare e proteggere il cortile inferiore come quello superiore da tempo interessati da importanti infiltrazioni." Gli impianti di riscaldamento sono funzionanti solo in parte mentre condizioni di severa criticità interessano anche il Museo della Carrozza tanto che numerose doghe della pavimentazione si sono di molto sollevate e staccate.
"Oltre al dovere, nonché obbligo, di conservare il patrimonio artistico in luoghi idonei dal punto di vista ambientale, urge la prioritaria necessità di garantire luoghi di lavoro altrettanto “salubri” – hanno aggiunto il sindaco Parcaroli e l’assessore Cassetta -. In questi tre mesi abbiamo preso atto, con rammarico, del disinteresse verso il patrimonio artistico della nostra città degli ultimi anni e ora cerchiamo di correre ai ripari. Infatti ci stiamo adoperando per reperire fondi per intervenire il prima possibile a salvaguardia della tutela e conservazione del patrimonio artistico di Macerata restituendo a Palazzo Buonaccorsi, la dignità che merita" hanno concluso il sindaco e l’assessore.
++ AGGIORNAMENTO 20 GENNAIO ORE 16:30 ++
Vista la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria in quanto da circa tre anni non viene più assicurato un riscaldamento degli ambienti consono all'attività dei dipendenti e dell'utenza nonché alla corretta conservazione delle opere custodite presso Palazzo Buonaccorsi, la Giunta, questa mattina, ha deliberato la riparazione dell'impianto stesso per un importo di circa 36mila euro.
"Siamo intervenuti immediatamente nel risolvere uno dei problemi, tra i tanti, relativi a Palazzo Buonaccorsi - ha detto l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -; quello del ripristino dell’impianto di climatizzazione che veniva richiesto da tempo".
"Abbiamo ascoltato le sollecitazioni e le denunce dei dipendenti, che vanno avanti dal 2019, e abbiamo dato prontamente una risposta a una questione che non si riferisce solo al rischio di danneggiamento delle opere ma anche al fatto di garantire un luogo salubre per i dipendenti che lì lavorano" ha aggiunto l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4502 tamponi: 2481 nel percorso nuove diagnosi (di cui 1002 nello screening con percorso Antigenico) e 2021 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 14,5%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 359: 57 in provincia di Macerata, 115 in provincia di Ancona, 107 in provincia di Pesaro-Urbino, 38 in provincia di Fermo, 22 in provincia di Ascoli Piceno e 20 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (44 casi rilevati), contatti in setting domestico (68 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (97 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (24 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (19 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (6 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (8 casi rilevati), screening percorso sanitario (3 casi rilevati).
Per altri 90 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 1002 test e sono stati riscontrati 51 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 5%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 14,46% oggi, contro il 10,79% di ieri.
Scendono di quattro unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 672, di cui 85 in terapia intensiva (invariato rispetto a ieri). Sono, invece, otto le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali. Nel Maceratese sono accolti 122 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 56 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altri 5 sono accolti nel pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche, uno nel pronto soccorso dell'ospedale di Macerata e uno al pronto soccorso dell'ospedale di Camerino.
È terminata alle ore 20 di ieri l'operazione di screening tenutasi al PalaRisorgimento di Civitanova Marche, nell'ambito dell'iniziativa "Marche Sicure" organizzata dall'amministrazione regionale, per contrastare il diffondersi dell’epidemia da Covid-19. Lo screening, volontario e gratuito, oltre che ai cittadini civitanovesi è stato rivolto anche a quelli di Montecosaro, Monte San Giusto e Morrovalle.
I numeri definitivi dicono che sono stati effettuati, nelle complessive sei giornate di campagna, 6.491 tamponi a fronte di 71 casi positivi rilevati con un'incidenza di poco superiore all'1%. Numeri che fotografano una bassa partecipazione se si considera che il numero di tamponi potenzialmente messi a disposizione era di 18mila.
L'affluenza è stata inferiore rispetto a quella dello screening effettuatosi nei giorni precedenti al Natale nella sola città di Macerata: in quel caso furono oltre 9mila i tamponi effettuati in sei giorni. A commentare questi dati è il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, che si è sottoposto al tampone gratuito ieri, nell'ultima giornata di screening.
"Sui numeri la mia lettura è più ampia - dice -. Molte persone, prima di tornare dai parenti per le festività natalizie, hanno scelto di tamponarsi così come molti hanno sottoposto a tampone i loro figli prima del rientro a scuola. Quindi la base di soggetti non ancora tamponati è stata più bassa rispetto a quella, ad esempio, di Macerata. Per non parlare del drive-in organizzato in collaborazione con il gruppo Kos-Santo Stefano che va avanti da tre mesi. Inoltre, il Comune si era già attivato con lo screening di massa per gli over 65, grazie al quale sono stati effettuati quasi 800 tamponi. Per cui i dati, seppur non soddisfacenti, sono stati anche frutto di queste situazioni".
"Mi metto anche nei panni dei cittadini - ha aggiunto Ciarapica -, che, provenendo da altro Comune, dovevano spostarsi a Civitanova per effettuare il tampone, non era così agevole considerando che domenica ci trovavamo anche in zona arancione, sebbene lo spostamento in questi casi sia giustificato".
"Altro elemento su cui riflettere è la percentuale di positivi sul totale dei tamponi effettuati, pari a circa l'1% - sottolinea il primo cittadino -. Ciò significa che la maggior parte dei positivi, se non addirittura degli asintomatici, è già stata intercettata. Va comunque sottolineato come la partecipazione sia stata costante durante tutte le sei giornate di screening. Più volte in queste giorni mi sono recato al PalaRisorgimento e ho notato una popolazione variegata in termini di età".
A disposizione del sindaco di Civitanova Marche però non ci sono ancora i dati definitivi, provenienti dall'Asur, relativi all'età dei partecipanti così come alla percentuale, tra i partecipanti totali, costituita dai cittadini provenienti dai tre comuni limitrofi.
Dati che invece - per quel che riguarda il suo Comune - ha diffuso il sindaco di Monte San Giusto, Andrea Gentili: "Vogliamo ringraziare i cittadini di Monte San Giusto che nei giorni scorsi si sono sottoposti al tampone antigenico rapido al Pala Risorgimento di Civitanova Marche - ha scritto in una nota apparsa sui social Gentili -. Ben 807 sangiustesi hanno fatto questa scelta, il che significa l’11% dei residenti nel nostro comune, l’incidenza più alta fra i comuni coinvolti. I tamponi risultati positivi sono stati 6, cioè lo 0.7% di chi si è sottoposto al test. Questo ci mostra che, purtroppo, c’è una piccola percentuale di soggetti asintomatici che non sanno di essere positivi e quindi sono potenzialmente contagiosi".
Civitanova Marche resta, ad oggi, il Comune che conta il maggior numero di casi positivi della provincia di Macerata (sono 428, a cui si aggiungono 691 soggetti in quarantena): "Credo - sottolinea Ciarapica - che siano numeri in linea con quelli degli altri territori, considerato che siamo il comune più popoloso. L'attenzione ora dovrà concentrarsi sulla campagna vaccinale, in merito alla quale questa mattina ho avuto un confronto con la direttrice dell'Area Vasta 3 Daniela Corsi. Ho già qualche idea in mente, anche per quanto riguarda le strutture da destinare a tale scopo".
Tutto pronto per la riapertura di corso Vittorio Emanuele, il corso principale nel centro storico di Camerino. Una giornata chiave quella di oggi con l’ultimo sopralluogo, in quella che è ancora zona rossa, da parte del Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, insieme al sindaco Sandro Sborgia.
Lavori di messa in sicurezza che hanno visto le ditte impegnate anche di domenica e con la neve nelle ultime settimane, proprio nella volontà di non rimandare più un momento tanto atteso nella città ducale, come quello rappresentato dalla riapertura del corso che è così la prima via d’accesso a tornare fruibile nel centro storico, nonché quella principale.
Proprio ai suoi lati ci sono, infatti, la sede del Comune di Camerino, il teatro Filippo Marchetti e altri palazzi storici che necessitano di importanti interventi di ricostruzione.
“Terminiamo oggi le messe in sicurezza in una parte importante del centro storico che così torna fruibile e potremo riaprire, riappropriandoci di un’altra parte della città e strappando alla zona rossa ancora altri importanti metri – ha detto il sindaco Sandro Sborgia – Purtroppo mancava ancora la maggior parte delle messe in sicurezza da completare fino a un anno e mezzo fa, ora siamo oltre il 90 per cento e sono fondamentali per intervenire, altrimenti sarebbe impossibile entrarvi e garantire la tutela delle persone, anche quelle che lavoreranno per la ricostruzione".
"La riapertura del corso rappresenta un momento fondamentale. È un simbolo per tutta la cittadinanza e un forte messaggio di speranza. A riprova di questo, per le feste di Natale appena passate abbiamo voluto riportare le luminarie anche in quella parte della città che per noi non è né va dimenticata – continua Sborgia - La presenza del commissario Legnini, che ha tenuto a battesimo quella che è la prima passeggiata in centro, è stata altrettanto fondamentale per discutere tutta un’altra serie di operazioni di ricostruzioni che saranno possibili grazie alla riapertura del corso”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, purtroppo, nelle ultime 24 ore si sono verificati 16 decessi correlati al Covid-19.
Quattro le vittime registrate in provincia di Macerata: una 95enne di Tolentino e una 80enne di Corridonia spirate all'ospedale di Macerata, un 89enne di Esanatoglia scomparso all'ospedale di Camerino e una 92enne di Potenza Picena scomparsa al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Nel territorio anconetano sono state tre le vittime: una 91enne e un 96enne dorici deceduti all'Inrca di Ancona, un 89enne di Fabriano spentosi nel nosocomio cittadino.
Tre le persone spirate all'ospedale di San Benedetto del Tronto: un 87enne del luogo, una 89enne di Santa Vittoria in Matenano e una 92enne di Petritoli.
Quattro persone hanno perso la vita al "Murri" di Fermo: si tratta di una 80enne di Monte San Martino, di una 89enne di Porto Sant'Elpidio e di due cittadine sangiorgesi di 75 e 78 anni.
Due vittime ci sono state anche all'ospedale di Pesaro, con la scomparsa di un 87 di Montefelcino e di una 92enne di Mondolfo.
Dall'inizio della pandemia, nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1810 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (768), mentre sono 305 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 96,1% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 82 anni.
Non solo un vuoto nella storia di Macerata ma anche una profonda ferita nei cuori di chi ogni giorno, fianco a fianco, ha lavorato con lui per far crescere e alimentare la fiamma di quel che è stato, ed è, il centro storico cittadino.
Parlare di Douglas Medori come un semplice gioielliere è quantomeno riduttivo considerando l'incredulità provata dagli esercenti maceratesi quando, sabato pomeriggio, hanno notato la serranda del suo negozio abbassata; anche se nessuno avrebbe mai pensato alla terribile notizia che sarebbe giunta di lì a poco.
Una vera e propria dinastia legata all'arte dell’oreficeria, iniziata con il bisnonno, e che Douglas ha saputo portare avanti con passione e anche ironia fino ai giorni nostri. Ecco perchè l’annuncio della sua scomparsa, avvenuta a 74 anni a causa di un malore in casa, ha gettato un'intera comunità nel più grande sconforto (leggi l'articolo).
Ad iniziare dal primo cittadino Sandro Parcaroli: "A nome di tutta l’Amministrazione esprimo la più profonda vicinanza alla famiglia di Douglas Medori per la sua scomparsa. Storico commerciante del centro storico che ha dedicato la propria vita al lavoro e a Macerata combattendo prima contro il terremoto e ora contro la crisi economica causata dalla pandemia - ha osservato - Ci stringiamo con affetto intorno a tutte le persone che gli erano care".
"Gioielleria dal 1850" ecco uno dei motivi del perchè quel locale dall'insegna d'altri tempi e la vetrina stile liberty ha da sempre rappresentato un punto fermo, oltre che di riferimento, per tutta la comunità maceratese.
Soprattutto per i commercianti del centro che oggi si sono stretti in un ideale abbraccio in piazza Cesare Battisti proprio davanti al negozio di Douglas. Prima del funerale, programmato alle 15.30 alla chiesa di Santa Madre di Dio, il feretro del noto gioielliere ha fatto tappa proprio davanti al suo negozio dove ad attenderlo erano presenti molti esercenti del centro di Macerata che hanno voluto porgergli l'ultimo saluto prima del rito funebre.
Al fianco di un commosso Sindaco Parcaroli era presente il fratello Douglas, l’artista William Medori che nel ricordare il suo caro ha anche ringraziato sentitamente tutti i partecipanti alla solenne cerimonia: “Una parte de mio dolore è con lui perciò in questi momenti le parole servono a poco – ha esordito - siamo nati per morire però quando ci sono così tanti amici nel momento dell’addio significa che la vita è stata spesa nella maniera migliore. Qui c’è la storia ma è dura lottare contro la banalità –ha aggiunto William - il silenzio e la quiete si trova nei parchi mentre il centro deve invece vivere così come tutta la città – negli ultimi 20 anni Macerata è sembrata morta ma non i maceratesi. Oggi bisogna convivere con la modernità, ma la storia è nel centro storico ecco perché le piazze devono essere aperte perché gli artigiani di Macerata hanno lavorato per questo".
"Ringrazio tutti i presenti dal profondo del cuore - ed ha concluso con un accorato messaggio - viva Douglas, viva Macerata e viva il centro storico"
Si terrà il 28, 29 e 30 gennaio 2021, presso il Palasport “G. Chierici” in viale della Repubblica, a Tolentino lo screening gratuito covid -19. In pratica, dopo il tampone antigenico rapido, se positivo, verrà effettuato il tampone molecolare.
Oltre che per i cittadini di Tolentino, lo screening sarà effettuato anche ai redidenti dei Comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Colmurano, Pollenza, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Serrapetrona, Treia e Loro Piceno.
Per effettuare lo screening, saranno a disposizione cinque differenti postazioni bisogna prenotarsi compilando il modulo online sul sito http://prenotazioni.ats16.it oppure chiamando il numero di telefono fisso 0733.1873473, attivo dal Lunedì al Venerdi 11:00-14:00 / 16:00-19:00.
Inoltre si può chiamare l’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Tolentino, al numero 0733.901401, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle ore 14 e dalle ore 16 alle ore 19.
E’ obbligatorio portare con se, prima di fare lo screening, la tessera sanitaria originale (no fotocopia), mascherina, modulo compilato e scaricabile durante l'iscrizione online o sul sito www.ats16.it o sul sito del Comune di Tolentino www.comune.tolentino.mc.it Si ricorda che è preferibile la prenotazione on line.
Modalità esecuzione del test antigienico rapido
Il tempo complessivo richiesto è di circa 30 minuti. Dopo l'effettuazione del Tampone, si resta in auto nei successivi 20 minuti; se non si ricevono comunicazioni telefoniche il Test ha dato esito NEGATIVO, e si potrà successivamente controllare in piattaforma con le credenziali inviate in SMS. Solo in caso di esito positivo si viene richiamati telefonicamente nei 20 minuti successivi al test, e invitati a rientrare per effettuare seduta stante anche il Tampone Molecolare.
Rispettare l’orario di prenotazione concordato con l’operatore.
Criteri di esclusione: persone che hanno sintomi che indichino un’infezione da Covid-19: in questo caso, si deve contattare il Medico di Assistenza primaria (MMG/PLS); persone attualmente in malattia per qualsiasi altro motivo; persone in stato di isolamento per test positivo negli ultimi tre mesi; persone attualmente in quarantena o in isolamento fiduciario; persone che hanno già prenotato l’esecuzione di un tampone molecolare; persone che eseguono regolarmente il test per motivi professionali; minori sotto i 6 anni; persone ricoverate nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie comprese le case di riposo pubbliche e private.
Per maggiori informazioni circa le modalità visita il sito www.ats16.it e seguici su Facebook @Ambito territoriale sociale xvi oppure chiama l’Ufficio Servizi Soclai del Comune di Tolentino tel. 0733.901401 dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle ore 14 e dalle ore 16 alle ore 19.
Dopo i lavori di riparazione del danno sismico con rafforzamento localizzato della struttura, che hanno fatto seguito alle scosse di terremoto dell’ottobre 2016, tornato di nuovo agibili due singole abitazioni in località Cesolo e in località Serrone, nel Comune di San Severino Marche.
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca delle Ordinanze con le quali aveva dichiarato non utilizzabili i due edifici.
I proprietari del primo immobile, in viale Santa Margherita all’interno della frazione di Cesolo, hanno ricevuto per i lavori di ripristino 75mila euro da parte dell’ufficio speciale della Ricostruzione della Regione Marche.
Per il recupero del secondo stabile, in località Serrone, è stato riconosciuto un finanziamento pubblico di 120mila euro. Oltre all’abitazione in questo caso è stata recuperata anche una pertinenza.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 2340 tamponi: 1454 nel percorso nuove diagnosi (di cui 984 nello screening con percorso Antigenico) e 886 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 10,8%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 157 (25 in provincia di Macerata, 62 in provincia di Ancona, 13 in provincia di Pesaro-Urbino, 17 in provincia di Fermo, 37 in provincia di Ascoli Piceno e 3 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (22 casi rilevati), contatti in setting domestico (36 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (48 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (14 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (7 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (5 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (6 casi rilevati), screening percorso sanitario (3 casi rilevati). Per altri 16 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 984 test e sono stati riscontrati 22 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 2%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 10,79% oggi, contro il 12,73% di ieri.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche dall'inizio dell'emergenza sanitaria è di 50.268 per un totale di 371.928 campioni testati.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:
“Oggi ricordiamo l’immane tragedia di Rigopiano, l’enorme valanga di quattro anni fa che causò 29 vittime, e ci stringiamo nel dolore e nel ricordo ai famigliari, che attendono verità e giustizia. Il 17 e 18 gennaio del 2017 furono giorni drammatici, il terzo atto della sequenza di forti scosse sismiche che nei mesi precedenti avevano sconvolto il Centro Italia".
Queste le parole con cui il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma Giovanni Legnini ricorda quanti hanno perso la vita a seguito del terremoto.
"Il ricordo dei morti innocenti di Rigopiano, come quelli di Amatrice, Accumoli e Arquata, deve rappresentare un ammonimento costante. Sarà la Giustizia a stabilire la verità su Rigopiano - sottolinea Legnini -, chi ha perso i propri cari e tutta la comunità ne hanno diritto. Le istituzioni e coloro che le rappresentano hanno comunque il dovere di evitare che, per responsabilità degli uomini, i fenomeni naturali si trasformino in tragedie come quelle del Centro Italia e di tanti altri territori del nostro meraviglioso Paese. E’ per questo che abbiamo assunto l’impegno per una ricostruzione sicura e sostenibile".
Proprio in merito alla ricostruzione post-sisma il Commissario Legnini ricorda come "nei mesi della pandemia, grazie anche ad un rinnovato impegno ed attenzione del Governo e del Parlamento, abbiamo riscritto e fortemente semplificato le regole per i cittadini e le imprese, i professionisti e le istituzioni locali. Abbiamo aumentato gli organici del personale tecnico ed amministrativo, ottenuto maggiori risorse per la ricostruzione pubblica, ci siamo muniti di una strategia puntuale per ricostruire e ripartire".
"Nonostante il COVID19, i primi concreti risultati sono arrivati - aggiunge Legnini -: 4 mila famiglie sono già rientrate nelle loro case, 1.700 l’anno scorso, e a fine 2020 avevamo 3.200 cantieri aperti, con 8 mila domande di contributo in più. Abbiamo definito scadenze e programmi per far sì che nel corso del 2021 altre miglia di cantieri privati e pubblici possano partire. Ne daremo più puntuale conto nel rapporto che presenteremo agli inizi di febbraio. Ciò che è certo è che il 2021 dovrà essere l’anno dell’operosità e delle realizzazioni per recuperare quella fiducia che stava scemando".
"Soprattutto, in questi mesi, abbiamo assunto decisioni concrete affinché, nel ricostruire, quei territori diventino luoghi di vita e di lavoro sicuri. Molta cura dovrà essere riservata alla sicurezza sismica degli edifici, da ricostruire nel rispetto della legge e anche con l’utilizzo dei superbonus edilizi, e molta attenzione dovremo riservarla alla cura di un territorio di per sé fragile. Per questo stiamo portando avanti con rapidità, grazie alle competenze scientifiche dell’INGV e delle Università lo studio delle Faglie attive e capaci, e abbiamo disposto la realizzazione, insieme all’Autorità di Bacino dell’Italia Centrale, degli approfondimenti degli studi sulle frane che interessano i centri da ricostruire, per poi intervenire con un nuovo piano di interventi di mitigazione e contrasto ai dissesti idrogeologici. Si ricostruirà solo dove sarà possibile assicurare la sicurezza degli edifici e dei cittadini, non arrestandosi di fronte alla necessità di eventuali dolorose scelte di delocalizzazione” conclude il Commissario Giovanni Legnini.
"Ancora una volta ribadiamo che per quanto riguarda la nostra ASP Porcelli stiamo facendo e continueremo a fare il massimo. I nostri infermieri ed operatori interni hanno davvero fatto il possibile e l’impossibile coadiuvati dal prezioso apporto del personale sanitario dell’Usca e dal personale dell'Assistenza domiciliare integrata. Dobbiamo ringraziare l’Assessore regionale alla Sanità Saltamartini e il Direttore dell’Area Vasta 3 Storti che hanno tenuto in debita considerazione la nostra condizione, per coadiuvarci, nei limiti del possibile, in una situazione davvero difficile".
Ad affermarlo è il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi che sottolinea inoltre l'importante apporto assicurato dal tenente medico e dai marescialli della task force dell’Aereonautica Militare che, insieme all’Usca, hanno preso in carico la gestione sanitaria della residenza protetta.
"Anche il Presidente Sbaraglia con il CdA e il Direttore Ricci, insieme al sottoscritto, hanno sempre seguito l’evolversi della pandemia che ha interessato la quasi totalità degli ospiti. Quanto sinora fatto - puntualizza Pezzanesi - è il frutto del lavoro di una squadra complessa, costituita da più persone che hanno ampiamente dimostrato tutta la loro professionalità e la loro abnegazione. Tutti abbiamo cercato e crediamo di esserci riusciti, per quanto di nostra competenza, di prendere le decisioni giuste e di fare tutto quanto potesse assicurare continuità ai servizi sanitari, nonostante la forte carenza di organico, sia di infermieri che di operatori, avuta a seguito della positività di buona parte di loro".
"Infatti, da residenza protetta, la nostra struttura è divenuto un vero e proprio reparto covid e a tutti gli effetti è come se fosse un reparto di un ospedale, dove tutti i pazienti, necessitano, anche in considerazione dell’età e delle patologie pregresse, di continue attenzioni e cure sanitarie che siamo sempre riusciti, seppur tra diverse difficoltà, a garantire a tutti" aggiunge il primo cittadino tolentinate.
Un pensiero particolare Pezzanesi lo rivolge alle famiglie degli ospiti: "Crediamo che questo non sia il momento di attribuire colpe o di stressare ulteriormente la struttura e il personale, con richieste e sollecitazioni ricorrenti. Chiediamo che si continui a capire tutte le difficoltà date da una pandemia che ha sconvolto le nostre vite e che purtroppo ha colpito la quasi totalità di strutture socio sanitarie, in tutta Italia. E’ bene precisare che quando le condizioni di salute lo necessitano il 118 viene allertato per ogni emergenza. Ogni valutazione di competenza sanitaria viene effettuata dai medici dell’Usca, del 118 e dell’Aereonautica. Anche i medici di base stanno dando il loro supporto con visite sistematiche all’interno della struttura. Noi siamo solidali con le famiglie e comprendiamo tutte le loro ragioni del cuore, che sono anche le nostre ma chiediamo di non farsi prendere dal nervosismo o dall’impeto del momento".
"Rivolgiamo, infine, un appello al personale Oss, attualmente disponibile, a contattare con urgenza la segreteria della nostra ASP Porcelli per inviare il proprio cv, per una eventuale assunzione" conclude il sindaco.