Una scossa di magnitudo 3.1 è stata registrata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella provincia di Macerata alle ore 23:13 della serata odierna.
Il comune più vicino all'epicentro, a 3 chilometri dallo stesso, è Valfornace. Il terremoto è stato registrato ad una profondità di 9 chilometri. La scossa è stata avvertita anche nei paesi vicini ma non si registrano danni o feriti tra la popolazione.
Di seguito la tabella rilasciata da INGV dei comuni inclusi entro 20 chilometri dall'epicentro:
Nella notte, inoltre, è stata registrata un'ulteriore scossa di magnitudo 3.0 a 10 chilometri da Visso e con epicentro a Preci, in provincia di Perugia. Il terremoto è stato registrato ad una profondità di 10 chilometri.
È stata attivata la fermata autobus davanti al nuovo polo vaccinale di Piediripa. L’Apm, in accordo con l’assessore con delega alla Mobilità Laura Laviano, ha istituito nei giorni scorsi la fermata presso il polo di vaccinazione a Piediripa.
Il servizio viene svolto nell’ambito dei percorsi e sulle fermate delle linee ordinarie. Le prenotazioni vanno effettuate con un congruo anticipo nella giornata precedente in cui si richiede il servizio al numero 0733-492152. Il servizio è attivo nei giorni feriali dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 13:45 alle 20:45.
Il servizio è stato reso disponibile per evitare inevitabili disservizi all’utenza attualmente servita dalla linea 7/8 (Giardini Diaz – Piediripa) e offrire un servizio più flessibile che possa raccogliere richieste provenienti da tutte le zone di Macerata, comprese le altre frazioni.
"Stiamo studiando altri servizi di mobilità per la cittadinanza cercando di usufruire anche di quelle corse che, vista l’emergenza pandemica che stiamo vivendo, alcune volte viaggiano senza passeggeri – ha detto l’assessore Laviano -. Stiamo quindi pensando all’utilizzo della circolare per offrire un servizio completo ai cittadini soprattutto in questo periodo in cui i maceratesi hanno la necessità di raggiungere il polo vaccinale di Piediripa".
“Continua la fase di discesa del contagio nella nostra regione, anche se il numero giornaliero dei positivi resta ancora alto. Continuiamo su questa strada perché è importante abbassare ulteriormente la curva del contagio e di conseguenza ridurre la pressione delle strutture ospedaliere”. Lo ha dichiarato, in un post Facebook, il presidente regionale Francesco Acquaroli nel consueto punto settimanale sulla situazione pandemica nelle Marche.
“Sono felice che durante questa settimana alcune attività siano tornate a lavorare – ha aggiunto Acquaroli - e l’auspicio è che nelle prossime si possa restituire la stessa opportunità anche ad altri settori. Mi riferisco, in particolare, a quelli che hanno pagato di più gli effetti della pandemia: la filiera della ristorazione, gli operatori turistici, la moda, le cerimonie, la cultura e lo spettacolo, i negozi, il commercio, anche quello ambulante, ma in particolare oggi vogliono rivolgere il mio pensiero alle attività sportive, a palestre e piscine, che da oltre un anno hanno visto purtroppo azzerata la loro possibilità di operare. Si tratta di settori che rischiano di essere estinti se non possono trovare delle certezze. Per questo, come già fatto in passato, continueremo a chiedere al Governo di iniziare a immaginare una prospettiva, qualora il livello epidemiologico lo consenta e nel rispetto di stringenti protocolli di sicurezza, per tutte le attività ma in particolare per questo settore, che aspetta, insieme a delle risposte, anche ristori congrui e tempestivi”.
Nel frattempo – ha proseguito – voglio complimentarmi e ringraziare tutti gli operatori degli enti e dei servizi del sistema sanitario regionale che stanno costantemente incrementando la nostra capacità vaccinale. Ieri, fra punti vaccinali territoriali e ospedalieri e i medici di medicina generale, abbiamo raggiunto il traguardo di 11 mila inoculazioni in un giorno, risultato che ci fa ben sperare per le prossime settimane. Ringrazio per la visita nelle Marche il Commissario Figliuolo e il Capo della protezione civile, Curcio, per il loro prezioso supporto e contributo in questa fase difficile di gestione della pandemia e della campagna vaccinale”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4438 tamponi: 2416 nel percorso nuove diagnosi (di cui 561 nello screening con percorso Antigenico) e 2022 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 16,8%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 406 (93 in provincia di Macerata, 114 in provincia di Ancona, 123 in provincia di Pesaro-Urbino, 14 in provincia di Fermo, 43 in provincia di Ascoli Piceno e 19 fuori regione).
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (62 casi rilevati), contatti in setting domestico (108 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (112 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (10 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (3 casi rilevati), contatti rilevati in setting assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (1 caso rilevato), screening percorso sanitario (2 casi rilevati) e 1 caso proveniente da fuori regione. +
Per altri 106 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 561 test e sono stati riscontrati 28 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 5%.
Resta invariato, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 857, di cui 129 in terapia intensiva (-3 rispetto a ieri). Sono, invece, 47 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 172 pazienti (-1 rispetto alle ultime 24 ore): 53 all'ospedale di Macerata, 68 al Covid Hospital, 17 al nosocomio di Civitanova e 34 a Camerino. Altre 16 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Questa volta tappa del mio viaggio fotografico tra i paesini del maceratese sarà Pioraco, qui primi insediamenti abitativi risalgono al 215 A.C, il ridente paesino è stata anche, tra le altre cose, un importante stazione Romana.
Ha avuto il suo massimo splendore sotto la dinastia dei Da Varano.
Pioraco è città della carta per legge regionale; la produzione cartacea a vi è presente da almeno 1264, così si apprende da un documento ritrovato nell’ archivio di Camerino.
Volendo visitare Pioraco si può visitare il polo museale, qui si può assistere alla produzione della carta a mano, esperienza interessante ed affascinate, anche da un punto di vista cultural-artigianale.
Non distante si può esplorare il sentiero naturalistico “de li Vorgacci”, si può anche visitare il bel sentiero francescano, inserito nella via lauretana.
Per chi è in cerca di maniere indirette e “femminili” per dichiararsi, si può portare la propria favorita sulla passerella del bacio e poi “casualmente” fargli notare, tramite l’apposito cartello, che su quella passerella è obbligatorio baciarsi.
Nel mio tour fotografico in questo quieto e incantevole paesino, ho iniziato fotografando i fiumi Potenza e Scarsito che passano all’ interno del paesino, l’ ingresso del municipio, poi mi sono addentrato per i vicoletti di Pioraco che rivelano scorci caratteristici, quieti e senza tempo.
Ho finito poi con la passerella del bacio da cui ho fatto una panoramica del bel paesino
Oggi si celebra la Giornata del Mare: novità sulla app della Guardia Costiera
Istituita dal decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229 di Revisione ed integrazione del Codice della nautica da diporto, l’11 aprile ricorre la “giornata del mare e della cultura marinara”, che vede anche la Guardia Costiera impegnata nell’obiettivo di promuovere e sviluppare presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado la cultura del mare intesa come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico, sostenendo la promozione di iniziative volte a diffonderne la conoscenza, nella consapevolezza che la scuola rappresenti il miglior veicolo per educare i giovani anche in tale ambito.
Proteggere il mare e preservare il suo inestimabile patrimonio ambientale, sociale e culturale a beneficio delle nuove generazioni: fedele alla sua missione istituzionale, la Guardia costiera rinnova l’ormai consolidata collaborazione con il Ministero dell’Istruzione con un nuovo protocollo d’intesa che il Ministro Patrizio Bianchi e il Comandante Generale, l’Ammiraglio Giovanni Pettorino hanno siglato lo scorso 9 aprile a Roma.
Diverse le iniziative poste in essere a livello territoriale dalla Guardia Costiera, oltre al lancio a livello nazionale del concorso scolastico dal titolo “La cittadinanza del mare - 2021”, incentrato sul tema della sostenibilità ambientale e dei cambiamenti climatici, giunto ormai alla terza edizione.
Un’importante novità che coinvolge tutti i cittadini: disponibile da oggi la nuova “funzione-avvistamenti” dell’App #PlasticFreeGC nata nell’ambito dell’omonimo progetto di comunicazione ed educazione ambientale sul contrasto alla dispersione delle microplastiche in mare, lanciato dal Comando generale della Guardia Costiera nel 2019 su diretto mandato dell’allora Ministero dell’Ambiente. Con la nuova funzionalità “avvistamenti”, il cittadino avrà l’opportunità di segnalare in diretta, attraverso il proprio smarthphone, la presenza in mare di particolari specie marine.Tutte le informazioni confluiranno presso la Centrale operativa nazionale del Comando generale, per essere sottoposte a una verifica di carattere scientifico curata dall’Istituto Tethys Onlus - che si adopera per la conservazione dell'ambiente marino e con il quale la Guardia Costiera ha sottoscritto uno specifico protocollo operativo – e per poi essere condivise con le Istituzioni e con l’intera comunità scientifica.
Infine, in occasione della giornata del mare verrà presentato ufficialmente anche un rinnovato rapporto di collaborazione tra il Comando generale della Guardia Costiera e il Ministero della Cultura, in forza del quale la Guardia Costiera collaborerà con l’Istituto centrale per il patrimonio immateriale, in mirate iniziative per la promozione dei valori legati alla conservazione della memoria sulle tradizioni marittime delle realtà costiere per le quali oggi come in passato – le Capitanerie di porto rappresentano riferimento imprescindibile nella propria funzione di garante della sicurezza degli usi civili del mare. Ciò, con lo scopo di recuperare e consegnare alle future generazioni quel patrimonio immateriale - rappresentato da tradizioni verbali, racconti legati al mondo del mare, ricordi di pescatori e naviganti – che costituisce identità unitaria e patrimonio collettivo.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall'avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato tematiche riferibili alla somministrazione del vaccino Covid-19 e nello specifico il profilo della responsabilità penale del personale sanitario addetto alla loro somministrazione. Di seguito le riflessioni sul tema dell’avvocato Oberdan Pantana.
Sin dai momenti nei quali le associazioni di categoria degli esercenti le professioni sanitarie ne avevano invocato l'introduzione, si era giunti alla conclusione che lo “scudo penale” per danni (o morte) cagionati dalla somministrazione del vaccino sarebbe stato, nella migliore delle ipotesi, un ritrovato normativo del tutto inutile. Intanto perché creare zone franche nel settore della tutela della salute è un'operazione in sé e per sé pericolosa, e poi in ragione della necessità – anzi – di rimarcare la delicatezza della fase di approccio medico-paziente antecedente alla vaccinazione, nonostante la spinta a correre il più possibile verso l'immunità di massa dell'intera popolazione nazionale. Sono indubbiamente due segmenti d'interesse quasi contrapposti: da un lato vaccinare pur di farlo, dall'altro lato scongiurare il rischio che la vaccinazione possa produrre conseguenze pregiudizievoli per chi vi si accosta. Non era nemmeno pensabile fare uso dello scudo penale per mandare esenti da responsabilità i sanitari nel caso in cui dovesse per ipotesi stabilirsi che uno dei prodotti somministrati fosse difettoso: in questo caso, già si diceva, farebbe comunque difetto la riferibilità soggettiva e oggettiva del fatto alla condotta dell'autore materiale della somministrazione; eppure uno scudo, o sarebbe forse il caso di dire uno scudetto – per le sue dimensioni ridotte e non per una qualche somiglianza col trofeo calcistico – è stato introdotto lo scorso primo aprile con il d.l. n. 44/2021.
Un solo articolo, il numero 3, dedicato dal decreto appena entrato in vigore al tema dello scudo penale, la cui portata è alquanto ristretta sia temporalmente, sia sul versante oggettivo.
Costruita secondo lo schema delle cause di non punibilità, l'esenzione da responsabilità riguarda, come si deduce dal richiamo degli articoli 589 e 590 c.p. sia la fattispecie di lesioni, sia quella di omicidio colposo; a questo punto però, non è chiara la ragione per la quale non si è rimandato alle condotte descritte nell'art. 590-sexies c.p., introdotto nel 2017 proprio per delimitare i confini della responsabilità colposa in ambito sanitario (anche in questa norma, come è noto, vi è al secondo comma una causa di esclusione della punibilità per imperizia, nel caso in cui le linee guida adatte al caso concreto siano rispettate). Siamo forse di fronte ad una svista del legislatore d'urgenza?
Lo scudo penale opera soltanto nel caso in cui l'evento lesivo o mortale sia stato cagionato dalla somministrazione di un vaccino anti-COVID; e qui si entra nell'argomento più dibattuto, che è appunto quello della ravvisabilità di un nesso eziologico tra la vaccinazione e la reazione avversa: inutile sottolineare che si tratta dell'aspetto più controverso, talvolta considerato con fredda rassegnazione come un male minore da annegare nella logica dei grandi numeri. Soprattutto è una questione di pressoché totale appannaggio degli accertamenti tecnici volta per volta necessari, con tutte le conseguenze in termini di univocità che ben possiamo immaginare.
La norma che manda esenti da responsabilità non ha una efficacia illimitata nel tempo: si riferisce espressamente alla campagna vaccinale straordinaria tutt'ora in atto e, in ragione di questa specifica indicazione, va escluso che – fatti i debiti scongiuri – dietro questo “scudo” ci si possa riparare nel corso di future, eventuali altre campagne di vaccinazione.
Andiamo alle condizioni oggettive che devono sussistere: occorre che l'uso del vaccino sia conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione al commercio e alle circolari pubblicate dal Ministero della Salute; è senz'altro la parte meno chiara della norma, la più oscura proprio perché generico e incondizionato è il richiamo a queste “indicazioni”, soprattutto non si specifica quale valore ad esse debba assegnarsi.
Sono assimilabili alle linee guida? Contengono specifiche prescrizioni che servono ad individuare, caso per caso o per categorie, le ipotesi in cui deve farsi utilizzo di questo o di quel vaccino? Continua a sussistere – come nel caso delle linee guida – il dovere del sanitario di discostarsi dalle indicazioni quando le circostanze del caso concreto lo richiedano? Dove inizia e dove termina il dovere di diligenza del medico che, prima di inoculare il vaccino, deve considerare queste “indicazioni”?
Tutti questi interrogativi non hanno risposta, e non possono nemmeno averne in termini preventivi. E' la riprova che quando si cerca di generalizzare ed astrarre una causa di non punibilità il migliore risultato che si riesce ad ottenere è quello di non dire nulla di concreto, ma di dirlo molto bene, lasciando soli però ancora una volta al loro destino i cittadini e gli stessi operatori sanitari.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Un battello privo di equipaggiamento, abbandonato al suo destino e alle correnti. Una realtà fatta di forti speranze ma scossa da venti estenuanti. Una barca che cerca il mare eppure lo teme. Potremmo scomodare Arthur Rimbaud per spiegare le sensazioni di chi gestisce un’attività durante la pandemia. Lo smarrimento è quello descritto nel 'Battello ebbro', celebre testo del poeta, e la citazione arriva direttamente da uno dei proprietari balneari di Civitanova, Mirco Ciavattini, titolare del Veneziano.
Con l'arrivo del bel tempo l’intera categoria si appresta a programmare la stagione estiva con ben poche certezze.
Dalle parole di tutti gli intervistati è palese la consapevolezza che molte altre categorie son state penalizzate ancor più duramente dai continui start and stop delle restrizioni, è pur vero che le attività estive di successo progettano gran parte del lavoro d’inverno dando spazio ad idee e proposte, ora inevitabilmente ridotte.
“Il Veneziano è sul territorio da tanto tempo e la scorsa estate non abbiamo avuto particolari difficoltà, speriamo in bene anche quest’anno. La nostra realtà è strutturata e si basa su un parco clienti fedele – sostiene Mirco Ciavattini – ma le continue aperture e chiusure danneggiano chi è più in difficoltà e ‘naviga a vista’ per tornare alla metafora iniziale. Conosco molti colleghi agli inizi e in difficoltà che sono andati incontro alla bufera completamente scoperti. La categoria è attraversata da inquietudine. Siamo ottimisti di natura e aspettiamo solo ci diano l’ok per partire ma la percezione (e la speranza) era che tutto finisse prima e che non si arrivasse ad aprile senza indicazioni”.
Anche Rolando Cardelli, proprietario dello stabilimento G7, guarda con fiducia alla stagione ma sono ancora molte le incertezze: “Non sappiamo quando apriremo e come. C’è dialogo con le istituzioni ma ancora non ci sono date e linee operative. Mentre aspettiamo si muova qualcosa facciamo lavori di manutenzione. Vorremmo aprire a fine aprile ma staremo a vedere. E per chi ha ristorante, stabilimento e zona bar come noi non è chiaro cosa predisporre per la partenza. Qua è molto frequentato dai giovani ma per le serate, a meno di una repentina accelerazione della campagna vaccinale, non ci sono troppe speranze.
Ed è Emilio, tra i fondatori del balneare La Contessa, attivo dal 1780, a dare il senso della resistenza alla tempesta: “Per tradizione noi iniziamo la stagione quando il termometro della spiaggia segna 25 gradi, che sia aprile, maggio o giugno, noi apriamo. Speriamo di non doverci smentire quest'anno. Stiamo predisponendo, per il secondo anno di fila, passerelle più ampie per mantenere le distanze, docce adatte e plexiglas ove necessario. Ovviamente non ospiteremo le grandi feste del passato ma ci stiamo attrezzando ad accogliere tutto il possibile”.
Lo Shada Beach Club rappresenta un altro riferimento del litorale Civitanovese e nelle parole di Aldo Ascani, responsabile della struttura, coesistono speranze e frustrazioni: “Ci stiamo preparando con le opere di manutenzione. Proveremo ad essere pronti quando ci sarà dato il via libera. Non abbiamo riferimenti per spiaggia e ristorante, men che meno per la predisposizione e la gestione dell’intrattenimento che ci caratterizza, per tornare a ballare si parla di ottobre o novembre? chissà… siamo in attesa degli eventi e speriamo siano prese misure davvero efficaci”.
Per quel che concerne i ristori nel periodo di chiusura tutti i coinvolti hanno espresso dubbi sull’efficacia e la pertinenza degli stessi, concordando su un’unica grande convinzione: riprendere a lavorare nel rispetto di tutti i protocolli (già predisposti e implementati con successo lo scorso anno) è giusto e possibile, è l’unica vera soluzione per uscire dalle sabbie mobili.
Nella stasi forzata c’è anche chi prova a mettere le basi per un nuovo futuro. Lo stabilimento Gigetta ha appena cambiato gestione e Gabriele Micarelli, attuale proprietario, presenta la nuova esperienza: “Abbiamo voglia di metterci in gioco e speriamo ci facciano aprire presto. Dopo il Verde Cafè di Macerata e la Vela Verde di Civitanova pensiamo sia arrivato il momento di portare in spiaggia centrifughe, prodotti vegetariani, alimenti sudamericani e una zona wellness con yoga e sala fitness. Quest’anno gestiremo la struttura così com'è e cercheremo di onorarne la tradizione ma già da ottobre inizieranno i lavori di rinnovamento – doppia sfida, dunque, e sul restyling Micarelli concede un piccolo indizio – forse rimarremo Gigetta, ma anche nel nome arriverà…il dna della Vela.
Il Madeira non vuole solo farsi trovare pronto ma ampliare l’offerta: “l’obiettivo è fare il salto di qualità raddoppiando l’area buffet, resa agibile da nuovi accorgimenti – dice Mauro Aliberti – responsabile del locale. C’è voglia di tornare a uscire e faremo di tutto per organizzare cene spettacolo. L’anno scorso la situazione ha preso tutti alla sprovvista e c’era più pessimismo, ora è doveroso essere ottimisti”.
In attesa di un porto rifugio il battello ebbro del lungomare Civitanovese sta surfando tra le onde con grande impegno e atteggiamento proattivo. Alla tormenta segue sempre il sereno e col sereno la speranza di tutti è ritrovarsi, il prima possibile, in spiaggia.
Escrementi di piccione al cimitero: cittadini costretti ad attrezzarsi con mezzi di fortuna.
E' quanto segnalato da Pierluca Trucchia, Consigliere Comunale del gruppo Lega Salvini Recanati, che ha presentato una interrogazione all'Amministrazione Comunale per spingerla a trovare una soluzione definitiva sulla problematica presente in diversi settori del civico cimitero: "lavori, da quanto mi hanno riferito i cittadini presenti, più volte promessi". Afferma Trucchia.
I punti lamentati dal Gruppo Lega recanatese vertono su alcune zone del cimitero della città che, nonostante le numerose segnalazioni, sono in parte occupate dai piccioni che nidificano negli spazi liberi di alcuni padiglioni lasciando sporcizia ed escrementi.
Inoltre l'esposto rende noto come i cittadini si siano dovuti attrezzare con sistemazioni di fortuna in quanto debbono provvedere a pulire continuamente i disimpegni e le tombe dei loro cari dagli escrementi.
Il Comune di San Severino Marche ha pubblicato un avviso pubblico di manifestazione di interesse per la progettazione definitiva ed esecutiva riferita ai lavori di manutenzione straordinaria e miglioramento sismico del ponte di via Varsavia e del ponte di Taccoli.
La manifestazione di interesse è unica per entrambi gli interventi ma l’eventuale invito ad una procedura esclude automaticamente la partecipazione alla seconda.
Si precisa inoltre che la procedura si svolgerà esclusivamente attraverso l’utilizzazione della piattaforma telematica disponibile all’indirizzo internet:
https://umpotenzaesino-appalti.regione.marche.it/PortaleAppalti/it/homepage.wp
L’indagine di mercato è finalizzata ad individuare dieci soggetti da invitare alle successive procedure negoziate. Per la messa in sicurezza del ponte di Taccoli l’importo della prestazione professionale sarà di 65.994,38 euro oltre Iva e oneri previdenziali, per quella del ponte di via Varsavia l’importo della prestazione professionale sarà di 71.897,97 euro oltre Iva e oneri previdenziali.
La gara verrà aggiudicata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il termine per la presentazione delle istanze è fissato alle ore 13 del giorno 24 aprile 2021.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4753 tamponi: 2450 nel percorso nuove diagnosi (di cui 769 nello screening con percorso Antigenico) e 2303 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 16,9%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 414: 76 in provincia di Macerata, 113 in provincia di Ancona, 107 in provincia di Pesaro-Urbino, 37 in provincia di Fermo, 58 in provincia di Ascoli Piceno e 23 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (59 casi rilevati), contatti in ambito domestico (112 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (123 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (9 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (2 casi rilevati), contatti rilevati in ambito assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (1 caso rilevato), screening percorso sanitario (1 caso rilevato) e 2 casi provenienti da fuori regione.
Per altri 104 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 769 test e sono stati riscontrati 73 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 9%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra una sostanziale stabilità rispetto alla giornata precedente: incidenza al 16,9% oggi, rispetto al 17% di ieri.
Diminuiscono di 23 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 857, di cui 132 in terapia intensiva (-2 rispetto a ieri). Sono, invece, 51 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 173 pazienti (+1 rispetto alle ultime 24 ore): 53 all'ospedale di Macerata, 68 al Covid Hospital, 18 al nosocomio di Civitanova e 34 a Camerino. Altre 16 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Confermata la zona arancione per le Marche. Lo ha annunciato ufficialmente, il presidente regionale Francesco Acquaroli.
"Le condizioni nella nostra regione stanno migliorando, ma sicuramente non potremo tornare in zona gialla perché in questo momento non è consentita dalla normativa nazionale. Raccomando a tutti di fare sempre la massima attenzione, perché dobbiamo mantenerci nelle condizioni che ci permetteranno le riaperture non appena saranno consentite e che auspichiamo possano avvenire quanto prima" ha affermato il governatore.
La conferma del miglioramento della curva pandemica del coronavirus arriva con il primo dato importante: il valore dell'Rt nazionale che scende a 0,92, quando la scorsa settimana era a 0,98. In calo anche il valore dell'incidenza dei casi ogni 100mila abitanti che arriva a 185 dai 232 della scorsa settimana, anche se i giorni festivi e il relativo calo di tamponi, potrebbero avere falsato il dato.
I cambiamenti entreranno in vigore lunedì 12 aprile.
Il Terminal Bus di Macerata si rifà il look: inaugurato stamane il nuovo impianto di diffusione sonora e lo schermo informativo ledwall targato Contram, che si aggiunge a quelli già presenti.
Presenti per illustrare le novità: il presidente Contram Stefano Belardinelli, il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e Stefano Gregori amministratore delegato Terminal Macerata Bus .
“Si tratta di due dispositivi hi-tech molto importanti che servono per andare sempre più incontro alle esigenze dei numerosi viaggiatori che quotidianamente frequentano il Termina bus del capoluogo – ha esordito Belardinelli - .
L’impianto audio diffonde, infatti, messaggi in italiano e in inglese con informazioni di servizio e indicazioni di sicurezza per gli utenti sugli schermi ledwall, i viaggiatori possono così trovare gli orari dei bus aggiornati in presa diretta e alcuni video illustrativi riguardo le nuove norme per viaggiare in sicurezza.
“Terminal Marche Bus ha attivato già dall’inizio dell’emergenza pandemica numerose altre accortezze per la sicurezza degli utenti – ha continuato il presidente Contram – oltre al servizio di biglietteria sempre attivo, da settembre 2020 sono presenti due emettitrici automatiche attive h/24 che in sicurezza rilasciano titoli di viaggio".
"Fondamentale la presenza di numerosi steward che controllano il rispetto delle normative anti –Covid e aiutano gli utenti a dirigersi velocemente presso il bus – ha spiegato ancora Belardinelli – è stata fatta inoltre una revisione delle indicazioni per la sicurezza delle viabilità pedonale interna , anche per evitare assembramenti durante gli orari di punta. Numerosi anche i cartelli informativi presenti e i distributori di gel disinfettante”.
“Il nuovo Terminal Bus si può definire all’altezza degli standard delle stazioni nelle grandi città, ha sottolineato il sindaco Sandro Parcaroli. Si tratta di una struttura che ci invidierà tutta Italia, grazie alla Contram per tutto quello che sta facendo “.
Un’intera palazzina di 5 abitazioni, che ospita anche uno studio tecnico e un locale commerciale, è tornata agibile a San Severino Marche a seguito dei lavori di riparazione del danno e rafforzamento localizzato della struttura finanziati dalla Regione per un importo di circa 200mila euro.
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca dell’Ordinanza con la quale, dopo le scosse dell’ottobre 2016, aveva dichiarato non utilizzabile l’immobile sito in piazza Don Minzoni
Il Comune di San Severino Marche sta procedendo al pagamento del Cas, il contributo per l’autonoma sistemazione, relativo al primo stralcio del mese di febbraio. Complessivamente sono 456 i nuclei familiari destinatari del contributo che ammonta, in totale, a 335.394,53 euro.
L’ufficio Servizi alla Persona del Comune ricorda agli interessati di comunicare tempestivamente ogni variazione del nucleo familiare, qualsiasi spostamento e l’eventuale nuova sistemazione avente carattere di stabilità, la revoca dell’inagibilità della propria abitazione lesionata dal sisma oppure l’eventuale variazione del proprio Iban e del conto corrente.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 5122 tamponi: 2661 nel percorso nuove diagnosi (di cui 721 nello screening con percorso Antigenico) e 2461 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 17%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 452 (75 in provincia di Macerata, 124 in provincia di Ancona, 96 in provincia di Pesaro-Urbino, 36 in provincia di Fermo, 93 in provincia di Ascoli Piceno e 28 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (65 casi rilevati), contatti in setting domestico (115 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (124 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (7 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (3 casi rilevati), contatti rilevati in setting assistenziale (2 casi rilevati), screening percorso sanitario (1 caso rilevato). Per altri 135 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 721 test e sono stati riscontrati 31 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 4%.
Diminuiscono di 13 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 880, di cui 134 in terapia intensiva (-4 rispetto a ieri). Sono, invece, 59 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 172 pazienti (+2 rispetto alle ultime 24 ore): 53 all'ospedale di Macerata, 69 al Covid Hospital, 17 al nosocomio di Civitanova e 33 a Camerino. Altre 14 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata (+2 rispetto a ieri).
“Per noi operatori sanitari le prime ore di lavoro sono state particolarmente emozionanti – ha raccontato Michela Ballini una delle operatrici sanitarie impegnate nelle postazioni vaccinali – l’organizzazione di questa struttura è ottima e noi sentiamo parte di un sistema che aiuta le persone a fronteggiare un emergenza che può generare timore – ed infine ha aggiunto – durante l’emergenza non ci siamo mai tirati indietro, ovviamente la paura c’è stata e c’è ancora ma adesso siamo in grado lavorare con più serenità”.
La storia dell'hub vaccinale sito nell’area Valleverde a Piediripa è iniziata alle 8.30 in punto, molto prima dello start ufficiale decretato dai rappresentati delle istituzioni nazionali e regionali che nella giornata di oggi hanno preso parte anche alle inaugurazioni dei punti di in via Silvio Pellico a Civitanova Marche e presso l’impianto sportivo Paolinelli di Ancona.
Personale medico e paramedico era già li in prima linea, come sempre del resto ha dimostrato dall'inizio della pandemia. Tutta un'altra storia il capannone da 900 metri quadri messo a disposizione gratuitamente dall'UniCredit Leasing rispetto al centro di via Capuzi; ampi parcheggi, distanziamento garantito e nemmeno l'ombra di una fila.
Tutti elementi imprescindibili in questa fase cosi complessa della campagna vaccinale per un punto che dovrà servire i residenti dei 24 comuni del Distretto di Macerata e che rappresenterà una snodo cruciale nel raggiungimento del target delle 15mila inoculazioni giornaliere.
Sono state tante le anime che hanno partecipato attivamente e senza sosta alla realizzazione di questa opera e molti di loro erano presenti oggi alle prime ore 'di vita' della sede in via Teresa Noce. Stefano Giorgini, vice Direttore Generale Business UniCredit Leasing, Silvano La Ghezza, Area Manager UniCredit Area Commerciale Marche Sud, la presidente della Fondazione Carima Rosaria Del Balzo Ruiti e l’amministratore del Gruppo Lube Fabio Giulianelli.
Tutte realtà decisive nei propri ruoli per far sì che le operazioni di allestimento del polo vaccinale si svolgessero nel più breve tempo possibile.
A ripercorrere l’iter che ha portato alla buona riuscita del progetto è stato il primo cittadino di Macerata Sandro Parcaroli: “Alla fine del mese di Febbraio avevo capito che il centro vaccinale di via Capuzi non era più in grado di reggere quel flusso di persone che stava arrivando e così mi sono messo alla ricerca di un posto a Macerata che fosse congruo per la molo di lavoro derivante dai vaccini – ha illustrato il Sindaco del capoluogo di provincia - la prima idea fu quella di realizzare una tensostruttura ma poi ho notato questo capannone dotato di un ampio parcheggio e per questo la sera stessa ho contatto Unicredit Leasing".
"Il direttore oggi mi ha ricordato che la prima chiamata intercorsa tra noi due si tenuta esattamente il 5 marzo e dopo un po’ di giorni ci siamo messi al lavoro – ha proseguito - voglio anche ringraziare la Lube per l’arredamento e la Fondazione Carima per il supporto, senza dimenticare il mio l’ufficio tecnico e gli operai del comune che hanno lavorato anche durante le festività di Pasqua –ha chiosato Parcaroli - quando le dosi dei vaccini saranno pienamente disponibili noi potremo vaccinare anche più di 1200 persone”.
Dello stesso avviso la vicesindaco di Macerata: “In appena un mese è stato fatto un lavoro straordinario – ha esordio Francesca D’Alessandro - abbiamo messo in piedi un centro vaccinale che, oltre ad essere esteticamente molto bello, risulta molto funzionale. Come amministrazione è stato fatto un gran lavoro soprattutto grazie al Sindaco Parcaroli che ha messo anima e cuore affinché questo progetto si potesse realizzare nel minor tempo, possibile anche grazie la sinergia virtuosa che si è creata tra pubblico e privato – ed ha concluso - auspichiamo che si possano somministrare più vaccini possibili in modo tale da uscire da quest’incubo che ci vede purtroppo tutti protagonisti”.
“Oggi è un momento di grandissima soddisfazione per noi perché siamo riuscito ad allestire questo centro in poco più di un mese partendo dal niente – ha affermato il dottor Giordano Ripa, delegato alla sanità del comune di Macerata -. Sono state tante le anime che hanno contribuito affinché si potesse aprire in tempi coincidenti con la vaccinazione di massa ed infatti adesso i numeri delle persone da vaccinare sono cresciuti di molto rispetto alla prima fase dove vaccinale dove sono stati interessati personale sanitario, forze dell’ordine e operatori scolastici – ha sottolineato -. Era normale che con l’aggiungersi delle categorie over 70 occorreva una struttura senza dubbio diversa rispetto a quella dell’Oratorio Santa Madre di Dio e dal punto di vista logistico siamo stati molto fortunati ad aver trovato questa sede a Piediripa – ha spiegato Ripa – il personale medico e paramedico messo a disposizione dall’Asur al momento è sufficiente per iniziare a processare un numero giornaliero di somministrazioni importante – ha terminato – come prima giornata abbiamo inoculato circa 800 dosi ma nei prossimi giorni ci adegueremo per arrivare anche oltre le 1200 per mantenerci in linea con il programma nazionale sottolineato dal Commissario Figliuolo”.
“Ora che la prima gamba, quella della ricostruzione materiale degli edifici distrutti dal sisma sta cominciando a camminare, occorre mettere in funzione la seconda, quella dello sviluppo economico che deve accompagnare questi territori verso il futuro ed uno sviluppo sostenibile. Confidiamo, per questo, nel Contratto Istituzionale di Sviluppo previsto dall’ultima Legge di Bilancio, dotato di 160 milioni di euro, ma soprattutto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che abbiamo messo a punto nelle scorse settimane e che prevede per le aree del sisma uno stanziamento di 1.7 miliardi di euro, che dovranno essere confermati nella versione definitiva del Piano, attesa a fine mese".
Lo ha detto oggi il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, che ha partecipato a Fermo, ad un incontro sul Recovery Plan tra il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e i sindaci dei Comuni colpiti dal sisma.
"Ringrazio il presidente del Consiglio, Mario Draghi, per le parole e gli impegni sulla ricostruzione pronunciati oggi nel corso della Conferenza Unificata. La posizione del Presidente del Consiglio ci incoraggia ad andare avanti sulla strada tracciata che con le risorse del Recovery Plan potrà essere ulteriormente rafforzata sul versante della rinascita economica e sociale” ha aggiunto Legnini.
“Nei primi tre mesi di quest’anno - ha detto ancora Legnini - sono state approvate oltre 1.600 richieste di contributo, che nel giro di poche settimane porteranno all’apertura di altrettanti cantieri, in aggiunta ai quasi 3.500 aperti in questo momento. Quest’anno, inoltre, grazie all’accelerazione delle procedure puntiamo ad aprire anche 600 cantieri per le opere pubbliche, che sono ancora in ritardo” ha concluso il Commissario, annunciando la firma della prima Ordinanza Speciale, che riguarderà l’Università di Camerino, che darà attuazione ai nuovi poteri in deroga concessi al Commissario.
Nella mattinata dello scorso primo aprile, la Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Civitanova Marche ha ricevuto diverse segnalazioni relativamente alla presenza di chiazze di colore rossastro lungo il tratto di mare antistante il litorale Nord del Comune di Civitanova Marche.
A seguito di un sopralluogo effettuato dal personale della Guardia Costiera, il fenomeno è risultato esteso in più punti e anche in prossimità della battigia.
È stato pertanto richiesto l’intervento dei tecnici dell’ARPAM di Macerata per i prelievi delle acque di mare interessate dal caso.
L’esito delle analisi di laboratorio ha evidenziato la presenza di fioritura della dinoflagellata “Noctiluca Scintillans”, microalga che fiorisce ciclicamente nelle nostre acque nel periodo primaverile e che non arreca implicazioni di carattere igienico – sanitario.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, purtroppo, nelle ultime 24 ore si sono verificati 15 decessi correlati al Covid-19.
Cinque vittime sono state registrate presso le strutture ospedaliere del Maceratese: un 85enne di Tolentino al Covid Hospital di Civitanova Marche, una 76enne e una 85enne maceratesi all'ospedale di Camerino a cui si aggiungono un 86enne di San Severino Marche e una 86enne di Recanati all'ospedale di Macerata.
Sono stati, invece quattro i decessi che si sono verificati nei presidi sanitari della provincia di Ancona: una 87enne di Osimo al Por Inrca di Ancona, una 96enne di Camerano all'Inrca Residenza Dorica, un 86enne di Ostra all'ospedale di Senigallia e una 74enne di Ancona all'ospedale Torrette.
Due persone sono decedute all'ospedale di Urbino: un 84enne di Mercatello sul Metauro e un 88enne di Belforte all'Isauro.
Tre vittime sono state segnalate anche nella provincia di Fermo: si tratta di un 95enne di Porto Sant'Elpidio all'ospedale 'Murri', di un 80enne di Porto Sant'Elpidio spirato presso il proprio domicilio e di una 80enne sambenedettese presso la Residenza Valdaso.
Una 92enne di San Benedetto del Tronto è morta, infine, nel nosomio cittadino.
Dall'inizio della pandemia, nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 2752 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (917), mentre sono 460 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 97,1% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 82 anni.