Partono da oggi gli esami di Maturità per gli studenti del quinto anno delle scuole superiori. Per conoscere le ansie e le aspettative degli studenti abbiamo deciso di incontrarli davanti agli istituti scolastici di Macerata e Civitanova Marche.
Durante l'anno si è lavorato per la maggior parte del tempo in DAD, cioè didattica a distanza. Sono saltati tutti gli appuntamenti che rendono leggendario l'ultimo anno di scuola, cioè la gita e i 100 giorni. Anche l'alternanza scuola lavoro è stata fatta in gran parte online.
Le modalità degli esami stessi sono cambiate già dallo scorso anno: non ci sono più gli scritti, si fa tutto in un solo giorno, in circa un'ora di orale. Prima di tutto si presenta l'elaborato (una sorta di tesina) sulle materie di indirizzo. Dopo la discussione dell’elaborato, il colloquio proseguirà con la discussione di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di Lingua e letteratura italiana, con l’analisi di materiali (un testo, un documento, un’esperienza, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione con trattazione di nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline. Infine il PCTO ossia il power point sull'alternanza scuola lavoro.
All'esame lo studente è seduto in un banco circondato dal plexiglass e i docenti sono a distanza, dunque è possibile abbassare la mascherina mentre si parla.
Francesca e Anna frequentano l'Ite Gentili di Macerata. Quando le incontriamo hanno appena concluso la prova d'esame: "Pensiamo che il carico di ansie legate alla maturità sia sempre lo stesso per tutti - dicono -. Il secondo lockdown ha reso bruttissimo questo quinto anno, abbiamo saltato tutte le tappe fondamentali che le persone ricordano per una vita, come la gita di quinto e i 100 giorni: noi invece non avremo nessun ricordo di queste cose. Per il futuro pensiamo di iscriverci all'università".
Anche Eva è una studentessa dell'Ite di Macerata che ha appena terminato le sue fatiche scolastiche: "Non so ancora il voto ma secondo me l'esame è andato bene, i professori sono stati comprensivi e mi hanno aiutato. Non ho ancora realizzato bene quello che è successo, non ho quella felicità che si dovrebbe avere quando si esce da una prova di questo tipo. In futuro farò l'università, non so ancora quale"
Ci spostiamo all'ITAS Matteo Ricci di Macerata, indirizzo economico sociale delle scienze umane dove incontriamo Elena: "Me la sono cavata abbastanza bene, meglio di come me lo aspettavo, i prof sono molto alla mano e ti fanno sentire a tuo agio. Ho vissuto l'esame in maniera positiva, nonostante i protocolli anti-covid. Durante l'anno ho sentito la mancanza della scuola fisica: siamo stati per la maggior parte dell'anno a casa, la soglia di attenzione diminuisce quando sei nella tua abitazione davanti al computer, un po' ascolti il professore e un po' ti fai gli affari tuoi".
"Ha inciso psicologicamente molto il fatto di stare sempre soli - aggiunge Elena -, faremo una cena di classe per recuperare. Per il futuro sono un po' indecisa e spero che l'estate mi porti consiglio, forse farò psicologia criminale".
Martina ha dato l'esame al liceo classico Giacomo Leopardi, nel capoluogo di provincia: "È andato tutto bene, nella mia tesina ho affrontato la condizione della donna partendo dall'antica Grecia, passando per Roma fino ai giorni nostri. E' stato difficilissimo il fatto che dopo una settimana dura di scuola il sabato non si potesse uscire ma anche un input per studiare di più. Nel futuro vorrei fare medicina, proverò i test tra un paio di mesi, speriamo bene".
Anche Alissa ha già fatto l'esame di maturità classica: "Ho portato un elaborato sulla peste, ma ho vissuto male il resto dell'anno con il covid perche secondo me la preparazione a casa è molto meno efficace, si perde la concentrazione e le lezioni diventano più difficili da seguire. E' stato bruttissimo anche non poter fare la gita né in quarto nè in quinto, nè il ballo delle debuttanti in quarto, e i vari viaggi che erano organizzati dalla scuola. Anche l'alternanza scuola-lavoro è stata fatta online, dunque abbastanza inutile. Tutto molto pesante. Per il futuro vedremo, intanto provo medicina".
Martina e Marialaura frequentano, invece, il liceo scientifico IIS Da Vinci a Civitanova Marche e hanno già dato l'esame: "È andato bene a tutte e due. E' stato difficile recuperare quando siamo tornati a scuola dopo la didattica a distanza, a casa è ovvio lasciarsi un po' andare. Siamo comunque soddisfatte per come è andata, certamente non avremmo potuto sostenere gli scritti come in una prova normale. Immaginavamo questi due anni diversi, per il futuro ci sentiamo impaurite, sicuramente però faremo l'università!"
Anche Francesca si è appena diplomata al liceo scientifico civitanovese: "Esame ok, ma è stato difficile terminare la scuola in questa situazione Covid, non per le materie più semplici ma per quelle più difficili come matematica e fisica. Spiegato tutto a distanza, quando sono ritornata a scuola, non ho capito nulla. Mi è pesato molto dover stare a casa perchè si perdono tante cose, non sei più tutti i giorni a scuola in compagnia, ma sei solo. Sono comunque contenta di concludere questo percorso, mi sono levata questo esame e ora si va all'università".
Patrizia, Camilla ed Eva sono venute a fare il tifo per la loro compagna, avranno l'esame nei prossimi giorni al liceo linguistico IIS Da Vinci: "Siamo emozionate, in ansia ma si sente la libertà dei compagni che escono. Non vediamo l'ora di farlo e vivere l'estate. In DAD è più difficile concentrarsi e rivedere gli argomenti ma nell'ultima parte in cui eravamo più in presenza, siamo riuscite un po' a recuparare. Senza questa situazione potevamo dare di più. Il bello di stare a scuola è passare il tempo con i compagni, l'ultimo anno invece lo abbiamo passato in solitudine. Stiamo per terminare il nostro percorso scolastico e per il futuro dobbiamo vedere: siamo impaurite perchè finisce un capitolo e non sai cosa c'è dopo, dipende tutto dalle tue scelte e con il Covid spaventa ancora di più visto che l'esperienza dell'università è diversa, la paura è di non riuscire a fare amicizia se non si è in presenza. Ora però ci concentriamo su noi stesse".
Federico ha avuto l'esame oggi alle 12:30, si diploma al liceo scientifico IIS Da Vinci, indirizzo scienze applicate: "I protocolli Covid non mi hanno svantaggiato, anzi mi è andata meglio perchè preferisco fare l'esame solo orale in un'ora, gli scritti mi avrebbero penalizzato. Con la DAD è ovvio che è più difficile assimilare i contenuti tuttavia dipende da persona a persona: è facile distrarsi durante la lezione online ma se sai che quell'argomento è importante e ti devi diplomare stai attento a capire la spiegazione. In questo modo è mancato il confronto con i compagni per capire come vivevano questa situazione, avere altri spunti di riflessione, la maggior parte del lavoro era autonomo, questo ha penalizzato, i prof però sono riusciti ad adeguarsi alle esigenze e ci hanno preparato bene fin dall'inizio dell'anno, ora siamo pronti. Non sono tranquillo per l'esame ma penso di riuscire a superarlo, l'importante è non interrompersi. Prima o poi la scuola sarebbe dovuta finire, ora mi basta capire quello che voglio fare dopo, comunque mi aspettano delle sfide".
Il suo compagno di classe Ludovico avrà l'esame sabato mattina: "In parte i protocolli anti-covid ci hanno svantaggiato, ma ce la siamo cavata al meglio. Più in quinto che in quarto servivano contatto e coinvolgimento che a casa non c'erano, questo mi ha creato dei problemi sopratutto con gli insegnanti, specialmente con quelli che si sono insediati in questo anno scolastico e con cui il rapporto è stato quasi totalmente indiretto. Nonostante tutto, mi sento tranquillo ad affrontare l'esame, se hai una buona preparazione e ti metti d'impegno non hai difficoltà, dipende tanto da quanto una persona si applica. Sono contento perchè si chiude un capitolo e se ne aprirà un altro, sono felice e non spaventato. Il mio obiettivo è entrare subito nel mondo del lavoro".
Un grande in bocca al lupo a questi piccoli eroi che hanno continuato la loro strada fino a completarla e ora si apprestano a entrare in un mondo che non è certo pieno di sicurezze.
Resta alta l’attenzione dell’Amministrazione Comunale di Potenza Picena nei confronti di Villa Buonaccorsi. Nella recente Commissione Consiliare, richiesta dai consiglieri di minoranza, alla presenza anche dell’Associazione VILLAE rappresentata dal dott. Gabriele Cingolani, e dell’On. Mario Morgoni, presieduta dal consigliere di maggioranza Catia Mei tenutasi lo scorso 10 giugno il Vicesindaco, Giulio Casciotti, ha informato i presenti dei molteplici incontri avvenuti tra il Comune e le figure interessate all’acquisto, dei momenti di confronto avuti con il curatore fallimentare nonchè con gli Uffici della Regione Marche per approfondire le diverse opportunità da cogliere.
Tra queste spiccano le risorse destinate alla valorizzazione di parchi e giardini storici inserite nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 gennaio scorso, e oggetto di particolare esame durante l’incontro che lo scorso 24 maggio il sindaco e il vicesindaco hanno avuto con due funzionari della Regione Marche e l’Assessore regionale al bilancio.
Opportunità ricordata anche dall’Onorevole Morgoni nel corso dei lavori della predetta commissione consiliare, accanto all’auspicio manifestato dal dott. Gabriele Cingolani di vedere il coinvolgimento dei tanti cittadini, e dei numerosi professionisti provenienti da diversi Paesi europei, che hanno già dimostrato importante interesse per il futuro sviluppo di Villa Buonaccorsi.
Resta il nodo dell’acquisto del bene che potrà districarsi nella prossima asta fissata per il giorno 29 luglio il cui prezzo base fissato in euro 2.970.000,00.
Sono rimasti lontani dal clamore giornalistico i dettagli circa gli incontri che si sono tenuti nel tempo tra il Comune e le varie figure interessate all’acquisto della Villa che hanno richiesto un atteggiamento di riserbo anche in ragione della procedura in corso che, come noto, prevede la vendita mediante asta pubblica.
Così come reso noto in diversi comunicati stampa, il lavoro dell’Amministrazione Comunale ha guardato con particolare favore ad un accordo pubblico-privato al fine di poter dare, anche in futuro, la possibilità ai cittadini di continuare a vivere la Villa Buonaccorsi. Un’operazione complessa che merita grande attenzione e allo stesso tempo la necessaria delicatezza nella gestione.
Bentrovati cari lettori, nella regione Marche i casi positivi sono ancora in calo, rispetto alla settimana precedente, anche se la riduzione si fa meno marcata. Probabile che ciò sia dovuto al fatto che il 2 giugno siano stati effettuati meno tamponi.
Anche i dati ospedalieri continuano nella stessa direzione, mentre vi è uno "sbandamento" dei decessi ma quasi certamente è dovuto a qualche riconteggio.
Tra le regioni, insieme al Piemonte, le Marche sono quelle migliorate maggiormente. Come analizzavo due settimane fa (leggi qui) purtroppo non siamo andati in zona bianca per una concomitanza sfortunata di numeri, infatti vediamo che dietro di noi ci sono regioni bianche con una situazione peggiore della nostra.
Per concludere ripropongo l'osservazione su cosa sta succedendo nel Regno Unito, dove il 17 maggio si aveva il minimo degli ingressi ospedalieri a 98.14, per poi 22 giorni dopo (l'8 giugno) avere 144 ingressi giornalieri, ovvero +46.72%.
Sul versante contagi, lo scorso 5 maggio, si registravano 1850.71 casi medi giornalieri e dopo 22 giorni 2587.57: un +39.81%.
Da questo primo periodo di rialzo possiamo desumere che rimane una proporzionalità diretta fra la crescita dei casi ed i ricoveri ospedalieri. Se contagi e ricoveri riguardano maggiormente i non vaccinati è normale che si mantenga una certa proporzionalità.
L'area adibita a verde pubblico che ricade sul lato mare corrispondente al cortile dell'ex Casa del Balilla di viale Vittorio Veneto sarà intitolata al professor Edmondo Brunellini, figura storica di Civitanova Marche, insegnante di educazione fisica presso la scuola media "Annibal Caro".
La Commissione Toponomastica, nella seduta del 11 maggio 2021, ha espresso parere favorevole alla intitolazione dell’area verde, che dispone anche di un'area di gioco e di spazi per attività ludico-sportiva e dopo il passaggio in Giunta, l’Amministrazione comunale provvederà far installare nel parco la targa in memoria dell’insegnante civitanovese.
Il professor Edmondo Brunellini, insegnante di educazione fisica presso la scuola media "Annibal Caro", svolgeva in quel luogo le lezioni di educazione fisica ai tanti studenti che negli anni hanno frequentato la scuola media. Oltre ad essere uno stimato ed apprezzato professore di educazione fisica, il professor Brunellini era attivo nella società civile cittadina. Indimenticato presidente dei Bersaglieri in congedo era stato tenente colonnello nei Bersaglieri e viene ricordato anche per un eroico gesto, attuato con altri commilitoni. Alla firma dell'armistizio del 1943 i tedeschi considerarono traditori i soldati italiani, i quali dovettero riconsegnare armi e bandiera ai tedeschi. Allora la bandiera era il simbolo di valore e di appartenenza per la quale si combatteva e tanti uomini, donne, giovani e bambini perirono con coraggio in gesti eroici.
Il prof. Brunellini e gli altri soldati italiani furono costretti a consegnare le armi e altro che avessero con sé, tra cui la bandiera italiana di guerra. Ubbidirono e consegnarono tutto, ma con un espediente salvarono la bandiera, a loro rischio e pericolo. Qualcuno propose di bruciarla per non consegnarla al nuovo nemico, ma scelsero un altro sistema: tagliarono la stoffa tricolore in sei pezzi che altrettanti ufficiali conservarono celandoli alla meglio ai tedeschi; l’asta che la reggeva fu divisa in cinque parti, anch’essi presi in custodia da altri ufficiali. Furono salvate anche medaglie e poco altro, anch’essi consegnati al gruppo formato da tredici soldati. L’auspicio era che finita la guerra e scampati alla prigionia, quel simbolo di un’Italia ferita potesse essere riscostruito.
E così fu: dodici pezzi vennero recuperati, il tredicesimo no perché il suo possessore venne meno. Le cose andarono poi come tutti pensarono: Brunellini e compagni furono tradotti nel lager, subirono fame, freddo, umiliazioni e minacce, ma alla fine si salvarono e tutti tornarono in patria, tranne uno. Dopo qualche anno, cominciò la ricerca dei lembi di stoffa della bandiera e riuscì nell’intento: venne ricostruita e nel 1982, solennemente consegnata all’allora ministro della difesa Giovanni Lagorio. Oggi la bandiera è conservata nel sacrario dell’Altare della Patria a Roma.
Un’abitazione, con relative pertinenze esterne, e un capannone per mezzi agricoli sono tornati agibili, a San Severino Marche, dopo che il sindaco, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca delle Ordinanze con le quali, a seguito delle scosse di terremoto del 2016, aveva dichiarato non utilizzabili le strutture.
I provvedimenti, a seguito dei necessari adempimenti tecnici e dei lavori di riparazione dei danni con rafforzamento localizzato dell’immobile, hanno permesso a una famiglia di rientrare nella propria abitazione sita in località Parolito. La proprietà dello stabile ha ricevuto un contributo pubblico dall’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche di circa 190mila euro.
E altri 175mila euro sono stati riconosciuti al titolare di un’attività produttiva sita in località Marciano. Anche in questo caso i lavori di riparazione del danno con miglioramento sismico dell’edificio, hanno permesso la riapertura dello stesso dopo le scosse.
Nuovo casello autostradale, 10 milioni di euro per la viabilità e la realizzazione della rotatoria fra la Statale e la Regina.
“Tre buone notizie per la vallata del Potenza che, certamente, andranno a ridurre il gap infrastrutturale di quest’area, rafforzando anche la sicurezza e snellendo la viabilità in generale”. Questo il commento del consigliere di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, Elena Leonardi, all’indomani del sopralluogo effettuato nella zona interessata insieme all’assessore regionale con delega alle Infrastrutture, Francesco Baldelli, ai tecnici regionali e di società Autostrade, coinvolgendo anche Noemi Tartabini e Roberto Mozzicafreddo, sindaci delle due Amministrazioni comunali interessate, Potenza Picena e Porto Recanati.
“Nelle scorse settimane è stata firmata la Convenzione tra Regione Marche e Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile (MIMS) per la realizzazione del collegamento della vallata del Potenza a Macerata, importo pari a 10 milioni di euro, con affidamento dei lavori previsto entro l’anno e conclusione calendarizzata nel 2024. “Si tratta di lavori alla viabilità fondamentali per una vallata dove sono presenti importanti insediamenti industriali e artigianali. Un progetto di grande respiro che vedrà un tassello importante nella realizzazione del casello autostradale sulla A14 fra Potenza Picena e Porto Recanati, inserito tra gli interventi prioritari del Masterplan delle Infrastrutture approvato dalla Giunta Regionale e fortemente voluto dal Presidente Francesco Acquaroli. Infine, per migliorare ulteriormente il collegamento tra la costa e l’entroterra maceratese è previsto un altro strategico intervento. Mi riferisco – prosegue il consigliere Leonardi – alla realizzazione di una rotatoria all’incrocio della strada Regina con la Statale Adriatica finanziata dalla Regione Marche con un milione di euro e che sarà realizzata da Anas”.
Dunque, “opere strettamente legate fra loro, con un ingente investimento, tese a ridurre il gap infrastrutturale della valle del Potenza, garantire una viabilità maggiormente scorrevole per i cittadini, per le imprese, rafforzando anche la vocazione turistica dei due Comuni e della Vallata tutta. Interventi tesi anche a migliorare e rafforzare la sicurezza di pedoni e residenti grazie al fatto che alleggerirebbero il traffico pesante nei centri abitati”, conclude il consigliere regionale di FdI, Elena Leonardi.
Percepisce il reddito di cittadinanza, ma è emigrato all’estero.
I carabinieri della Stazione di Cingoli nel corso di verifiche a persone che percepiscono il reddito di cittadinanza, hanno appurato che un cittadino del posto aveva richiesto tale beneficio in quanto in difficoltà economiche, dichiarando di averne diritto e di aver la propria moglie come carico famigliare.
Gli opportuni e approfonditi accertamenti dell’Arma di Cingoli hanno permesso di accertare che il richiedente del reddito di cittadinanza era emigrato all’estero sei mesi prima, dopo aver lasciato la casa di cui usufruiva. La moglie, per la quale era stata concessa un’integrazione del beneficio economico di circa 200,00, tra l’altro, non era mai stata residente a Cingoli.
I carabinieri del posto hanno pertanto appurato, che l’uomo aveva indebitamente usufruito della somma di euro 3.610,00. Per tale reato veniva denunciato alla Procura della Repubblica del tribunale di Macerata e immediatamente il beneficio veniva sospeso da parte dell’inps.
Si è spento ieri all’ospedale di Torrette, a causa di complicanze dovute al Covid-19, Guglielmo Cervigni. L’uomo, ingegnere 45 enne residente nella frazione di Passo di Treia, due mesi fa era stato colpito dal terribile virus e da qui il ricovero al nosocomio dorico.
Guglielmo Cervigni lavorava nel settore Servizi Tecnici del Comune di Macerata, lascia una moglie e due figli. Era molto conosciuto, sia per il suo lavoro, che per le varie attività di volontariato che svolgeva.
Da tempo l’ingegner Cervigni era divenuto ufficialmente responsabile dell’ambito ingegneristico dell’ufficio sisma della Curia Vescovile.
"Perdiamo un ottimo tecnico, un esempio di vita retta e cristallina, un amico e confidente, una splendida persona - comunica la Diocesi -, la nostra preghiera al Signore in modo particolare per la moglie Jenny e i figli. Un ricordo per tutti i familiari".
In quanto parte dell’ufficio sisma la celebrazione delle esequie sarà presieduta dal Vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, domani, mercoledì 16 giugno, alle ore 16, presso la chiesa della Natività della Beata Vergine Maria di Passo di Treia.
Incontro importante avvenuto presso il borgo di Aschio di Visso, tra il Direttore dell’Ufficio per la Ricostruzione Marche Ing. Stefano Babini, il Sindaco di Visso Gian Luigi Spiganti Maurizi, l’assessore Regionale Guido Castelli e l’amministratrice del Consorzio di proprietari di case della frazione, Deborah Pantana, con a fianco i tecnici del Consorzio: Marco Baraldi e Luciano Rosseti.
Un sopralluogo proficuo quello dell’Ufficio ricostruzione da parte dell’Ing. Babini per approfondire e valutare da vicino il sistema di ricostruzione messo in atto da diversi proprietari della frazione di Aschio di Visso.
Grazie alla collaborazione del Comune di Visso diversi proprietari si sono costituiti in un consorzio volontario per la ricostruzione delle loro case, avvalendosi di uno staff unico di tecnici ed un’unica impresa di ricostruzione per accelerare i tempi di ricostruzione.
Proprio in queste zone dove vi sono difficoltà di viabilità i proprietari di queste case hanno accettato la proposta della dott.ssa Pantana di costituirsi in un consorzio per unire le forze ed affrontare insieme i problemi legati alla ricostruzione anche quello di prevedere un unico cantiere di lavoro.
L’ing Babini grato al Sindaco di Visso per l’incontro, ha dato delle indicazioni importanti allo staff tecnico incaricato ovvero quello di uniformare i materiali per la ricostruzione in modo tale che ritorni ad essere un borgo di montagna con le medesime caratteristiche di un tempo, ma tecnologicamente avanzato, grazie alle possibilità offerte dalla
L’ing. Babini e l’Assessore Guido Castelli hanno sottolineato più volte "come il recupero delle aree interne fa parte di una strategia sostenuta dalla Regione Marche e dal Presidente Acquaroli, in quanto al borgo si pensa come un luogo dove vivere, continuare la propria professione o magari iniziare nuovi lavori".
È stato attivato nella giornata di ieri il collegamento autobus tra Macerata e le terme di Sarnano.
Il sindaco Sandro Parcaroli, in collaborazione con i primi cittadini di Sarnano e Urbisaglia, ha richiesto alla Regione Marche l’istituzione della tratta in questione. Il collegamento, dedicato esclusivamente al trasporto presso le terme di Sarnano, è gratuito.
La tratta, percorsa da Autolinee S.A.S.P. Srl, è di due corse feriali (andata e ritorno) dal lunedì al venerdì (esclusi i festivi). A Macerata il collegamento parte dal terminal di piazza Pizzarello, alle 8, e arriva a destinazione alle 9.05 con fermate a Urbisaglia, Colmurano, Passo Colmurano e Passo Ripe. Si riparte poi con il pullman dalle terme alle 12, per essere di nuovo in città alle 13.05 con le stesse tappe intermedie fatte anche all’andata.
Il Servizio Sanità delle Marche rende noto che nelle ultime 24 ore sono stati testati 2330 tamponi: 1113 nel percorso nuove diagnosi (di cui 357 screening con percorso Antigenico) e 1217 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 1,4%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 16 (3 nella provincia di Macerata, 3 nella provincia di Ancona, 2 nella provincia di Pesaro-Urbino, 1 nella provincia di Fermo, 4 nella provincia di Ascoli Piceno e 3 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (4 casi rilevati), contatti in setting domestico (2 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (6 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (1 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (0 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (0 casi rilevati), Contatti con coinvolgimento studenti di ogni grado di formazione (0 casi rilevati), screening percorso sanitario (0 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 casi rilevato) e di 2 casi sono in fase di approfondimento epidemiologico. Nel percorso Screening un totale di n.357 test antigenici effettuati e n.0 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 0%.
Torna “Ci sto? Affare Fatica!”, il progetto estivo che punta a coinvolgere i giovani nella cura e la bellezza del territorio e della propria città.
I ragazzi, dai 16 ai 21 anni, con la guida di giovani tutor saranno impegnati in azioni di cittadinanza attiva per la cura e valorizzazione di beni e spazi pubblici. Dopo il grande successo dello scorso anno, Camerino ripropone l’iniziativa al via dal 21 giugno. I ragazzi al termine di ogni settimana saranno ricompensati con appositi “buoni fatica” del valore di 50 euro, spendibili nei negozi convenzionati.
Ogni giovane potrà scegliere di partecipare per una o più settimane per una durata totale di due settimane, a scelta. Per iscriversi, basta accedere al sito www.cistoaffarefatica.it Sono già aperte le iscrizioni. In base alle adesioni pervenute, verranno formate le squadre a cui verrà assegnato un giovane tutor e un volontario adulto con competenze artigianali, che saranno impegnati dal lunedì al venerdì con orario 8,30-12,30, affrontando insieme le mansioni assegnate, che si svolgeranno prevalentemente all’aria aperta e nel rispetto delle misure per la sicurezza sanitaria (mascherine, distanziamento, igienizzazione mani, sanificazione oggetti e spazi…). “È una proposta originale per il giovanissimo target che racchiude in sé più temi – commenta l’assessore Marco Fanelli – educare al bene comune è importante e i giovani spesso sono da esempio anche per gli adulti. I temi del progetto sono lo scambio intergenerazionale, il valore della fatica e il suo riconoscimento; un investimento educativo sul tempo estivo; la dimensione del gruppo, con attività che mettono al centro le relazioni tra pari, affiancati da adulti; la cura e la tutela dei beni comuni, educando le giovani generazioni a un processo virtuoso di custodia del proprio territorio, fornendo loro l’occasione di sentirsene responsabili”. Aperte on line le iscrizioni dei partecipanti e le adesioni per giovani dai 21 ai 35 anni per il ruolo di tutor. L’iniziativa è promosso dal CSV Marche, con il sostegno della Regione.
Una cerimonia in ricordo del Maggiore Pasquale Infelisi.
Questa mattina la Sezione dell'Associazione Nazionale Carabinieri, presieduta dal Cav. Giovanni Colucci, alla presenza del Colonnello Nicola Candido, Comandante provinciale dei carabinieri di Macerata a Collevario, ha depositato una corona davanti alla stele che ricorda il sacrifico del Maggiore Pasquale Infelisi, comandante del Gruppo carabinieri di Macerata, assassinato il 14 giugno del 1944 dalle truppe nazifasciste che si vollero vendicare in questo modo del fatto che l'ufficiale non volle aderire al governo anticostituzionale, mantenendo fede al giuramento prestato.
Al termine della breve cerimonia è stato commentato e ricordato l'eroico comportamento tenuto dal Maggiore Infelisi, decorato con la medaglia di bronzo al valor militare.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, nelle ultime 24 ore, sono stati testati 719 tamponi: 274 nel percorso nuove diagnosi (di cui 74 screening con percorso Antigenico) e 445 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 1,1%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono soltanto 3 di cui 2 nella provincia di Ancona e uno nella provincia di Pesaro-Urbino.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (2 casi rilevati) e contatti stretti di casi positivi (1 caso rilevato). Nel percorso Screening sono stati effettuati 74 test antigenici, da cui nessuno è risultato essere positivo.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra una notevole diminuzione rispetto alla giornata precedente: incidenza all'1,1% oggi, contro la percentuale del 3,2% di ieri.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, nelle ultime 24 ore, sono stati testati 2162 tamponi: 1043 nel percorso nuove diagnosi (di cui 297 screening con percorso Antigenico) e 1119 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 3,2%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 33 di cui 17 nella provincia di Macerata, 2 nella provincia di Ancona, 6 nella provincia di Pesaro-Urbino, 2 nella provincia di Fermo, 3 nella provincia di Ascoli Piceno e 3 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (8 casi rilevati), contatti in ambito domestico (11 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (8 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (2 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (1 casi rilevato).
Tre casi sono in fase di approfondimento epidemiologico, mentre nel percorso Screening sono stati effettuati 297 test antigenici con la conseguente rilevazione di un soggetto positivo (da sottoporre al tampone molecolare): un rapporto positivi/testati inferiore all'1%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un'assoluta stabilità rispetto alla giornata precedente: incidenza al 3,2% oggi, stessa percentuale avuta ieri.
Scendono ancora i ricoveri per Covid nella regione Marche. Il dato emerge nel bollettino odierno diramato dal Servizio Sanità che evidenzia una decrescita di 6 posti letto rispetto alle ultime 24 ore, portando il numero di pazienti presenti nelle strutture sanitarie a 61, di cui 9 in terapia intensiva (-1 rispetto a ieri).
Sono, invece, 8 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali. Nel Maceratese sono accolti 13 pazienti, tutti al Covid Hospital di Civitanova Marche.
La Regione Marche ha reso noto, inoltre, che nelle ultime 24 ore non si sono verificati decessi.
Edi Cruciani ha 76 anni e da quaranta fa la sarta. All'inizio il suo titolare era il calzolaio in corso Cairoli a Macerata, poi si è messa in proprio come artigiana affittando una stanza sopra la bottega.
"Ho iniziato che avevo 30 anni e 3 figli piccoli, lavoravo in casa ma volevo fare altro. Ho imparato tutto da sola, all'inizio un paio d'ore al giorno poi è venuto da sè, con gli anni impari sempre di più - ci dice Edi -. Mi sono sempre arrangiata, sono riuscita a tirare avanti ma non l'ho tramandato ai miei figli. Lavoro perchè mi piace e sono rimasta sola, mio marito non c'è più, a spasso non ci so andare: c'è sempre bisogno di qualcosa da fare. I miei clienti mi hanno conosciuta quando ero dal calzolaio, oggi vengono anche da Roma per i miei lavori".
Mentre attacca gli strap alle scarpe da ginnastica di un bambino, Edi ci racconta il suo mestiere. La sua giornata inizia alle nove e stacca a mezzogiorno, poi fa dalle quattro alle sette.
Le persone arrivano e portano di tutto: borse, cerniere, manici, jeans, valigie, giubbotti, accorciare, tagliare, stringere! Lasciano il lavoro e vengono richiamate una volta completato.
Nella stanza c'è molto disordine: metro, pinze, martello, forbici, stoffe, filo, macchina da cucire...ma lei trova tutto, nel disordine c'è un ordine.
"Il lato positivo di questo lavoro è che ti dà tanta soddisfazione e questo per me conta più dei soldi, i miei clienti non sono avari di complimenti. Parlando del risvolto negativo, non nego che tanti si dimenticano di venire a riprendere le cose, io le tengo un anno e poi le butto via".
Purtroppo, come gli altri di questa rubrica, è un mestiere che i giovani non vogliono più fare: "Ho cercato di chiamare qualcuno che mi venisse ad aiutare ma non ho trovato nessuno, l'età avanza e quando smetto io qui finisce tutto. Per mandare avanti l'attività basterebbe che qualcuno venisse qui una mezza giornata ad imparare. Ci vuole una guida, se non stai qui almeno un mese non ci riesci".
Ma i suoi sono servizi ancora molto richiesti, c'è molta differenza infatti nella qualità tra i vestiti di un tempo ed oggi: le stoffe di una volta erano vere stoffe, ora è tutto sintetico e si rovina subito.
Ogni lavoro è a sè, ha una sua importanza particolare e porta un certo tipo di esperienza. Se non raccoglieremo presto questo appello smetteremo di avere prodotti originali e di qualità come quelli fatti da un vero artigiano.
(Foto di Lucia Montecchiari)
Presentata stamani a San Ginesio, nel 'cratere' maceratese, l'ordinanza speciale con la quale si dà avvio alla ricostruzione del Polo scolastico, finito tre anni fa al centro di una controversia che ne aveva bloccato l'iter dopo il parere negativo all'opera da parte della Soprintendenza archeologica nelle arti e paesaggio delle Marche.
Il nuovo polo ospiterà il complesso per l'infanzia, la primaria e gli istituti Superiori.
Alla presentazione, tra gli altri, anche il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli e l'assessore alla ricostruzione, Guido Castelli.
"Questa ordinanza - ha detto il sindaco Giuliano Ciabocco - segna la rinascita di San Ginesio, perché le scuole in questa comunità sono parte integrante della sua storia". Dopo aver ripercorso le travagliate tappe che hanno portato all'ordinanza, il primo cittadino ha sottolineato che "a questo risultato siamo arrivati grazie alla determinazione e al lavoro svolto dal commissario Legnini e dalla sua struttura commissariale".
Con un iter ordinario, ha spiegato Legnini, "ci sarebbero voluti almeno 5-6 anni" per avviare i lavori del Polo scolastico. Acquaroli ha evidenziato "la necessità di progettare il futuro di queste terre, oltre che ricostruirne gli edifici".
Per l’esecuzione di opere di manutenzione straordinaria ai marciapiedi di viale Varsavia, il comando della Polizia Locale del Comune di San Severino Marche ha istituito da lunedì prossimo (14 giugno), e fino al termine dei lavori, il divieto di transito lungo lo stesso viale nel tratto compreso tra l’intersezione con via Padre Giuseppe Zampa e via Eustachio Divini.
Il traffico proveniente da via Padre Zampa dovrà obbligatoriamente svoltare a destra verso via Varsavia, con direzione di marcia a senso unico in via San Michele, mentre il traffico proveniente da via Brodolini dovrà obbligatoriamente svoltare a destra verso via Varsavia con direzione di marcia a senso unico in via San Michele.
Inoltre sarà istituito il divieto di accesso da via San Michele in viale Varsavia con deviazione per altre direzioni su percorso alternativo consigliato per viale Mazzini – Matteotti – Eustachio – Settempeda con rientro da viale della Resistenza nel varco più utile.
Con lo stesso provvedimento, infine, verrà istituito il divieto di transito ai pedoni sul marciapiede, lato opposto alla sede della Croce Rossa, nei tratti interdetti e segnalati da opportune indicazioni di cantiere.
A ciò si aggiunga come, tramite apposita ordinanza del comando della Polizia Locale del Comune di San Severino Marche, dalle ore 6 di lunedì prossimo (14 giugno) e fino alla mezzanotte di venerdì prossimo (18 giugno) verrà istituito il divieto di circolazione e sosta in via Giovan Battista Pergolesi fino all’intersezione con via Adriani, ad eccezione degli automezzi di cantiere autorizzati, per lavori di demolizione di un fabbricato danneggiato dal terremoto.
Il sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni è tornato ad aggiornare la propria cittadinanza in merito alla situazione relativa al contagio da Covid-19 nel territorio comunale: al momento sono 32 le persone positive al virus e 54 quelle poste in quarantena.
"Si vuol precisare - spiega il primo cittadino - che i numeri che descrivono i casi in quarantena e Covid a Loro Piceno sono in netto miglioramento. La situazione che sta determinando, in questo momento, un aumento è sempre legata al Centro di Accoglienza Straordinaria (Cas) che si trova all'Hotel le Grazie. Infatti, leggendo i numeri, su 86 situazioni riportate in paese ben 72 (19 positivi e 53 persone in quarantena ndr) si riferiscono alla struttura".
Numeri, in ogni caso, diversi da quelli comunicati ieri dal sindaco, che vedevano un totale di 21 persone positive al Covid e 5 soggetti in quarantena. Il nuovo aumento viene, in realtà giustificato dallo stesso Paoloni: "In questo periodo - ha puntualizzato - non sono arrivate altre persone al centro di accoglienza. Se il numero totale era diminuito e poi è riaumentato è dovuto solo a una gestione non perfetta del sistema Cohesion, più volte evidenziata ai cittadini. Per cui nella struttura la situazione è statica e sotto stretto controllo dell'Asur, della Prefettura e della Praxis".
"Dalla prossima settimana la situazione si andrà a tranquillizzare. Si raccomanda di utilizzare sempre la massima attenzione e adottare tutte le precauzioni così da evitare il contagio da Covid-19" ha concluso il sindaco.
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha revocato l’Ordinanza di inagibilità con la quale, a seguito delle scosse di terremoto dell’ottobre 2016, aveva dichiarato non utilizzabile un casale di campagna in località Paterno.
La dimora è stata nel frattempo interessata da lavori di riparazione del danno con miglioramento sismico per un importo complessivo di 450mila finanziato dall’Usr della Regione Marche.