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Cronaca Macerata

Macerata, scoperto deposito illecito di batterie e oli esausti: nei guai il titolare di un'autofficina

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MACERATA – Un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi, tra batterie esauste, fusti contenenti oli esausti e liquidi inquinanti che fuoriuscivano sul terreno. È quanto hanno scoperto nei giorni scorsi gli agenti della Polizia Locale di Macerata, insieme ai militari del Nucleo Carabinieri Forestale e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, nel corso di un controllo congiunto effettuato presso un'attività di autoriparazione del territorio comunale.

L'ispezione ha fatto emergere diverse irregolarità sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello urbanistico.

Nel corso degli accertamenti è stata rilevata la presenza di manufatti e locali utilizzati a servizio dell'attività che, secondo quanto emerso, non risultavano accatastati. Sono in corso ulteriori verifiche per accertarne la regolarità sotto il profilo edilizio.

L'aspetto più grave riguarda però la gestione dei rifiuti. I militari hanno infatti riscontrato un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi, costituito da decine di batterie per autotrazione e numerosi contenitori, tra cui fusti da 200 litri contenenti oli esausti.

Secondo quanto accertato, i rifiuti erano custoditi senza i prescritti sistemi di sicurezza, come bacini di contenimento o contenitori idonei a evitare la dispersione di sostanze inquinanti. L'olio esausto fuoriusciva dai fusti, percolando sul terreno e contaminando gli altri rifiuti accatastati senza alcuna separazione.

L'intera area interessata è stata posta sotto sequestro penale, mentre il legale rappresentante dell'attività è stato deferito all'Autorità giudiziaria con l'accusa di deposito incontrollato di rifiuti pericolosi, reato che il Codice dell'Ambiente punisce con la reclusione da uno a cinque anni e sei mesi.

Durante i controlli è emersa anche un'ulteriore violazione: il titolare non era in possesso del registro di carico e scarico dei rifiuti, obbligatorio per la tracciabilità dei rifiuti speciali. Per questa omissione gli è stata contestata una sanzione amministrativa superiore ai 4.000 euro.

Le conseguenze non si fermano qui. In applicazione delle più recenti disposizioni del Codice dell'Ambiente, che hanno inasprito le sanzioni per alcuni illeciti ambientali, al responsabile è stata inoltre ritirata la patente di guida, provvedimento finalizzato alla successiva sospensione, che potrà avere una durata compresa tra due e otto mesi.

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