Da Cingoli all’Ucraina nel segno della solidarietà. La Giunta del comune del maceratese, guidata da Michele Vittori, ha deciso di istituire una raccolta fondi come prima iniziativa solidale a sostegno della popolazione colpita dalla guerra.
Il denaro sarà destinato ad iniziative rivolte ai bambini in età scolare. "Sono infatti loro a trovarsi nella situazione più difficile, costretti a rinunciare all’istruzione - sottolinea il sindaco Michele Vittori -. Senza contare che in questi 8 anni di conflitto latente nel Paese case, asili, scuole e persino ospedali sono stati già colpiti e lesionati".
I cittadini possono aderire all'iniziativa tramite l’IBAN IT 15 G 08549 68860 0000 3016 2066, intestato a Comune di Cingoli, con causale: "donazione Cingoli per l'Ucraina", a cui cittadini e aziende potranno donare per dare il loro sostegno.
"La scelta è dettata dalla consapevolezza della necessità di risorse economiche per aiutare i civili. Donne e bambini, in molti casi, cercano infatti di lasciare l’Ucraina ma anche chi resta ha bisogno di aiuto e di protezione. Si tratta di un gesto simbolico - ha aggiunto il primo cittadino - che vuole essere di stimolo. In questo momento, migliaia di bambine e di bambini hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria e tutto ciò non può lasciarci indifferenti”.
In occasione della manifestazione studentesca programmata per venerdì prossimo (11 marzo) dagli studenti dell’Itts “Divini”, il comando della Polizia Locale del comune di San Severino Marche ha emesso un’ordinanza che disciplinerà, dalle ore 9:30 alle 11:30, il transito dei veicoli in piazza Del Popolo con l’istituzione del divieto di transito in via Garibaldi, l’obbligo di proseguire dritto da via Massarelli verso via Salimbeni e piazza Duomo, all’intersezione con via Nazario Sauro.
L’ingresso in piazza Del Popolo sarà consentito solo da via Eustachio con obbligo di uscita in via Ercole Rosa. I veicoli già in sosta nell’area interdetta alla circolazione potranno uscire dalla piazza scortati dalla Polizia Locale.
In occasione del passaggio della carovana della corsa ciclistica Tirreno-Adriatico, in programma per venerdì 11 marzo, lo svincolo della superstrada (SS77 della Val di Chienti) di Morrovalle resterà chiuso, sia in entrata che in uscita, tra le 14:15 e le 16:30 circa.
La tappa Sefro-Fermo, infatti, vedrà entrare i ciclisti nel territorio di Morrovalle provenendo da Piediripa lungo la strada provinciale 485, in direzione mare. Ciclisti e ammiraglie arriveranno a Trodica per poi svoltare verso sud e dirigersi verso Monte San Giusto, passando dal ponte sul Chienti e transitando da Villa San Filippo.
Il passaggio a Trodica, in base alle velocità medie orarie, è previsto tra le 15:24 e le 15:37. Chiusura al traffico in vista anche a Pollenza. Si prevede per venerdì 11 marzo, a partire dalle ore 14.00 e fino alle ore 15.25, la chiusura temporanea della Strada Provinciale 124 Passo di Treia - Pollenza - Pollenza Scalo e della Strada Regionale 77 Pollenza Scalo - Casette Verdini.
Un viaggio disperato e non ancora concluso. Marco Frusca, 49enne finanziere di Ravenna, si trovava nella città di Chernihiv, a 150 km dal confine biellorusso, quando il 24 febbraio scorso le truppe russe hanno cominciato a bombardare. Con lui la compagna Viktoriia. Da allora, è cominciata una corsa contro il tempo per riuscire a fuggire e tornare in Italia.
Il destino o la "fortuna" hanno voluto affidare la vita di Marco, di Vika e di sua sorella (insieme a due nipotine di 12 e 14 anni) alle mani di Paolo, Rosita ed Elena - rispettivamente, gli zii e la cugina di Marco, residenti nel Maceratese - e soprattutto alla loro amica ucraina Tetyana, che dal 1996 vive a Trodica di Morrovalle.
Nell’arco di dieci giorni dall'inizio del conflitto, una fitta rete di contatti si è attivata per cercare di riportare a casa Marco e le sue "compagne di viaggio”, impegnati nel frattempo a spostarsi per evitare di finire in mezzo agli scontri.
Ora Marco si trova a Rivne, una delle pochissime città dove la guerra ancora non è arrivata: e anche ultimo spiraglio di speranza verso la fine di questa drammatica avventura. Nell’attesa di salire sull’ultimo pulmino della Croce Rossa e attraversare il confine polacco, Marco ha voluto raccontare la sua personale battaglia per la sopravvivenza.
Dopo due settimane di guerra, come ti senti? Al momento più sereno, anche se la paura rimane. Le sirene suonano tutto il giorno anche qui a Rivne: i russi stanno arrivando, a 50 km di distanza sentiamo i bombardamenti.
Come definiresti questa tua vicenda? Drammatica e surreale: chi avrebbe mai pensato di finire in mezzo a una guerra? Il 24 febbraio scorso avevo il volo per tornare in Italia, e invece sono rimasto bloccato a Chernihiv, la prima città attaccata. Confesso che nessuno qui si aspettava scoppiasse una guerra.
Come sei finito da quelle parti? Io e la mia compagna stiamo insieme da tre anni, e da maggio scorso – quando la situazione Covid si è un po’ allentata – ho ripreso a viaggiare ogni due settimane dall’Italia all’Ucraina.
Quanto tempo sei rimasto bloccato a Chernihiv? Per due giorni, poi mi sono spostato in un villaggio poco distante, dai genitori di Viktoriia. Con noi, anche la sorella e le sue bambine.
Poi sono cominciati i primi tentativi per tornare in Italia. Grazie ai miei parenti nelle Marche e a Tetyana che li conosceva, siamo potuti entrare in contatto con alcune persone del posto. La situazione stava rapidamente peggiorando, e stavamo sempre rinchiusi dentro i bunker con almeno altre 40 persone.
Come siete riusciti a muovervi e ad evitare gli scontri? Da giovedì 3 marzo i nostri contatti hanno iniziato ad inviarci le informazioni che ci servivano attraverso le chat: non potevamo percorrere le strade principali, quindi attraversavamo la campagna pregando di non incontrare i carri armati russi.
Ci sono state altre tappe prima di arrivare a Rivne? Il 5 marzo siamo arrivati a Kiev, ma è stato un 'viaggio della speranza'. La nostra fortuna è stata che dal lato Ovest l’esercito di Putin non avesse ancora sfondato, grazie alla resistenza della città di Kharkiv. A Kiev siamo stati ospiti per una notte degli amici di Tetyana, e il giorno dopo abbiamo fatto tappa a Vinnytsia. Che nel frattempo, però, era stata bombardata.
E poi? Siamo arrivati a Rivne dopo tre giorni di viaggio senza sosta, e passando in mezzo agli scontri delle città di Zaporizhzhya – dove peraltro c’è una delle centrali nucleari - e Mariupol. Ora dobbiamo solo attendere che la Croce Rossa ci aiuti ad attraversare il confine polacco e, da lì, a tornare in Italia. Non avremo altre possibilità per fuggire da qui.
Come mai? La guerra sta arrivando dappertutto, e presto sarà il turno di Rivne e Leopoli. Persino portare gli aiuti è diventato pericoloso: Putin dice di aprire i corridoi umanitari, ma nel frattempo continua a bombardare senza sosta. Vuole prendersi tutta l’Ucraina, non solo le regioni di Donetsk e Luhansk.
C’è stato un momento in cui hai pensato di non farcela? Nel viaggio da Kiev a Rivne. Il rischio di finire in mezzo agli scontri era molto alto, e io avevo paura per la vita della mia compagna, di sua sorella e delle bambine. Non eravamo mai al sicuro, ma volevo fare tutto il possibile per portarle in salvo. Ora voglio essere ottimista e spero di tornare a casa.
Emergenza Ucraina, le Marche si organizzano per accogliere i profughi. Partito un primo Tir della Protezione civile con aiuti sanitari. Aguzzi: “Operativi con breve preavviso per ogni esigenza”. È partito dalle Marche, destinazione Avezzano, un Tir di aiuti sanitari della Protezione civile regionale per l’Ucraina. La città abruzzese è il luogo di raccolta dei soccorsi per il centro sud dell’Italia. Il carico è composto da medicinali e dispositivi sanitari messi a disposizione del sistema sanitario regionale (Asur, Inrca e Aziende ospedaliere di Ancona e Marche Nord).
“Uno sforzo organizzativo collettivo che, come sistema regionale, stiamo gradualmente allestendo per affrontare l’emergenza in corso e risultare immediatamente operativi per ogni richiesto di aiuto e accoglienza”, evidenzia l’assessore alla Protezione civile Stefano Aguzzi. Impegnato in una serie ininterrotta di riunioni e tavoli tecnici, l’assessore sottolinea la grande partecipazione e disponibilità che le istituzioni e le associazioni stanno mostrando per “essere pronti a ogni evenienza.
C’è molto fermento da parte di tutti. Richieste operative specifiche non sono arrivate dal Governo nazionale. Flussi ucraini di profughi stanno giungendo, nelle Marche, in maniera occasionale e in ambito familiare, ma siamo pronti a gestire ogni scenario possibile”.
Aguzzi riferisce che è in corso un confronto con l’associazione degli albergatori marchigiani per disporre, “con un brevissimo preavviso, di stanze diffusamente ripartite sul territorio, da mettere a disposizione dei profughi che dovessero arrivare”. Si sta lavorando anche per fronteggiare eventuali necessità sul fronte del Covid-19. Per la durata del mese di marzo è operativo il Covid Hotel di Gabicce Mare.
Al cessare dello stato di emergenza pandemica, i profughi che dovessero risultare positivi al loro arrivo o che necessitassero di una quarantena verranno ospitati in un’altra struttura alberghiera che verrà individuata a breve. Lunedì 7 marzo, anticipa l’assessore Aguzzi, la Giunta regionale insedierà poi il Comitato organizzativo regionale che coordinerà la gestione dell’emergenza. Sarà composto dalle prefetture, dall’Anci, dai dipartimenti della Regione coinvolti (Protezione civile, Salute, Sociale, Bilancio). Comprenderà anche quello del Lavoro per supportare ogni esigenza occupazionale richiesta.
Il sindaco di Civitanova Marche ha inviato questa mattina una lettera al primo cittadino di Skawina, Norbert Rzepisko, per chiedere informazioni sulla drammatica situazione dell’Ucraina, terra vicina alla Polonia. "Attraverso i media - scrive Ciarapica - apprendiamo che la vostra nazione, con molto spirito di fratellanza, spiccato senso dell’accoglienza, grande sentimento di umanità e collaborazione sta dando ospitalità a gran parte dei civili in fuga da quella guerra”.
"Da parte nostra abbiamo attivato, insieme alle associazioni cittadine, una macchina della solidarietà per aiutare i civili ucraini a cui abbiamo e continuiamo a manifestare tutta la nostra vicinanza avendo nella nostra comunità circa 300 residenti di quella nazione, persone laboriose, ben integrate e rispettose delle nostre leggi.
Questa mia missiva vuole essere un gesto di vicinanza anche nei confronti della tua nazione e in particolare della tua città Skawina a cui siamo legati ormai da 17 anni in un gemellaggio che non si è mai interrotto e che può essere ancor più rafforzato tenendoci in contatto e informandoci su qual è la vostra attuale situazione rispetto al flusso dei profughi e se in qualche modo possiamo esservi di concreto aiuto.
La nostra memoria - conclude Ciarapica - non si è interrotta, proprio a giugno del 2019 in occasione del 75°anniversario della Liberazione del nostro territorio da parte delle vostre truppe nel ’44 dall’oppressione tedesca, abbiamo celebrato insieme questa importante data, ribadendo la nostra ferma condanna alle guerre e alle privazioni delle libertà individuali".
Cambia la viabilità in occasione del passaggio nel territorio comunale della 57° edizione della “Tirreno Adriatico”. La carovana ciclistica della gara dei due mari venerdì prossimo (11 marzo) transiterà anche nel territorio del Comune di San Severino Marche con la tappa Sefro – Fermo di 155 chilometri.
Il passaggio dei professionisti delle due ruote è previsto indicativamente per le ore 13,40 ma il blocco alla circolazione sarà imposto tra le ore 13 e le ore 14 in tutti i sensi di marcia delle strade interessate dalla competizione. La viabilità tornerà normale solo una volta che sarà transitata l’auto con il cartello di fine corsa.
I partecipanti, provenienti da Castelraimondo, percorreranno la Sp. 361 “Septempedana” fino alla rotatoria del Glorioso e svolteranno a sinistra per poi proseguire sulla Sp. 502 “Cingolana” in direzione Cesolo e proseguire per Cingoli. Il traffico sarà interdetto con una chiusura totale su disposizione della Questura di Macerata.
Tutti gli incroci saranno presidiati da personale della Polizia Locale, volontari del gruppo comunale di Protezione Civile, volontari della sezione settempedana dell’Associazione Nazionale Carabinieri. L’ordine pubblico sarà garantito dalla presenza di Carabinieri e delle altre forze di polizia.
Chiusura anticipata per gli gli alunni dell’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi”: quelli della Secondaria usciranno alle ore 12.05 così come quelli della Primaria “Luzio”, classi 4^A e B. Cinque minuti dopo, vale a dire alle ore 12,10, usciranno gli alunni della Primaria “Luzio” frequentanti le classi 1^A e B, 2^A e B, 3^A e B, 5^ A e B. Gli alunni delle Scuole Primarie “Luzio” e del plesso di Cesolo iscritti al tempo pieno e gli alunni delle Scuole dell’Infanzia usciranno regolarmente come negli altri giorni.
Sono 1.748 nuovi positivi al Covid nelle Marche (ieri erano 2.213), con una percentuale di positività del 38,8% (dal 43,4%) sui 4.500 tamponi analizzati (ieri erano stati 5.054). L'incidenza si attesta a 703,07 casi settimanali ogni 100mila abitanti (ieri 659,38). Questo secondo i dati resi noti dall’Osservatorio epidemiologico regionale. Nel giro di cinque giorni l’incidenza del virus si è riportata sopra quota 700 (da 584,38 a 703,07).
Sono sempre le due fasce di età 25-44 e 45-59 quelle che alimentano la circolazione del virus: nelle ultime 24 ore sono 848 su 1.748 nuovi infettati. Rispettivamente 469 nella fascia 25-44 e 379 in quella 45-59. C'è anche un rimbalzo dei contagi di questa quarta ondata tra i più giovani, specie in età scolare.
Oggi sono 131 i nuovi positivi tra 6 e 10 anni, 147 tra gli adolescenti tra 14 e 18. Tra 19 e 24 anni i nuovi contagi sono 148. La provincia di Ancona ha registrato 522 positivi; a seguire, sempre a livello provinciale, Macerata (366), Pesaro Urbino (309), Ascoli Piceno (290) e Fermo (200); 91 i casi da fuori regione.
Cresce, sia pure di una sola unità, il numero dei ricoveri legati al Covid negli ospedali delle Marche, arrivati nell'ultima giornata a 188 (+1 su ieri), di cui in terapia intensiva 17 (invariato su ieri), in semi-intensiva 41 (-3), in reparti non intensivi 130 (+ 4 su ieri), a fronte di 19 dimessi, secondo i dati della Regione Marche.
Non ci sono stati nuovi decessi e il totale resta quindi fermo a 3.624. Ci sono 22 persone in osservazione nei pronto soccorso e 130 ospiti in strutture residenziali a Campofilone, Galantara, Macerata Feltria e Ripatransone. I positivi alla data di oggi sono 14.283 (tra ricoverati e in isolamento), le persone in quarantena o in isolamento domiciliare 16.946, di cui 778 con sintomi. I dimessi/guariti salgono a 322.725 dall'inizio della pandemia.
Via i cassonetti per educare la cittadinanza al corretto conferimento, ma i rifiuti rimangono in strada e scatta la protesta. È successo a Scossicci di Porto Recanati, dove, già nei giorni scorsi, il sindaco Andrea Michelini, aveva annunciato che sarebbero stati tolti i cassonetti dei rifiuti per evitare che i cittadini non rispettassero il calendario del Cosmari, tuttavia le problematiche sono rimaste.
“Abbiamo provveduto a rimuovere tutti i cassonetti presenti a Scossicci - scrive Michelini via social-. La misura, che presto verrà adottata anche in alcune zone del centro, non va intesa come un atto di vessazione nei confronti dei cittadini di quel quartiere, piuttosto come una decisione che deve essere propedeutica ad educare la cittadinanza a conferire correttamente i rifiuti secondo il calendario Cosmari”.
“ La foto - pubblicata in un gruppo Facebook dei cittadini e ricondivisa dal sindaco - dimostra la poca sensibilità verso un corretto smaltimento dei rifiuti. Nella giornata del lunedì, infatti, è previsto lo smaltimento dell’indifferenziato, con il sacchetto giallo, ma nell’immagine c’è un misto di rifiuti di ogni genere lasciati in mezzo alla strada senza un minimo di senso civico”.
“Dobbiamo convincerci – insiste il sindaco - che non può e non deve esistere un quartiere della città dove le regole non esistono e ognuno può conferire i rifiuti urbani a proprio piacimento e discrezione. Le regole vanno rispettate e, per questo, dopo un primo periodo in cui sarà svolta un’adeguata opera di informazione e sensibilizzazione, non si potrà fare altro che procedere sanzionando chi trasgredisce”.
“In città sono presenti e lo rimarranno i cassonetti destinati ai pannolini di ogni tipo - spiega -, come pure quelli per l’umido e per il vetro. Per quanto riguarda strettamente il quartiere di Scossicci - continua Michelini -, speriamo che con l’avvento dell’estate i proprietari delle case ed i loro affittuari si adegueranno alle regole ormai note. È necessario fare un salto di qualità nei comportamenti, chiede il sindaco .
“Siamo una comunità dove non può vigere né l’anarchia né il concetto di essere liberi di trasgredire come si vuole. Nella classifica provinciale dei comuni virtuosi in relazione alla raccolta differenziata, Porto Recanati si trova da anni agli ultimi posti, e un nostro obiettivo primario è quello di migliorare la situazione favorendo l’emergere nei cittadini di una cultura della raccolta dei rifiuti”, conclude Michelini.
Cingoli rinnova l'adesione per il terzo anno consecutivo, al progetto NoiMarche e NoiMarche BikeLife, ideato della Miconi srl. Si è svolta giovedì 3 marzo a Civitanova Marche presso la sala Consiliare del comune, la cerimonia della Firma del Protocollo d’Intesa NoiMarche.
Presente per Cingoli l'assessore al turismo Cristiana Nardi. "In questo momento di grande risalto e rilancio della nostra Regione, grazie anche e soprattutto alle azioni messe in campo dalla Regione Marche pensiamo che unire idee, forze e collaborare tra le amministrazioni e gli operatori del settore turistico di territori diversi e distanti, sia davvero importante per una promozione intelligente e coesa."
Presente all’incontro, oltre ai comuni soci, il governatore Francesco Acquaroli che si è complimentato con tutti gli amministratori di NoiMarche per la testimonianza data a tutta la Regione dicendo: “La vostra unione dimostra che si può e si deve andare oltre i campanilismi per far conoscere le nostre meravigliose Marche.”
Aderenti al progetto sono 26 comuni tra la zona del maceratese, del fermano e dell’anconetano: Civitanova Marche - comune capofila, Apiro, Appignano, Castelplanio, Cingoli, Cupramontana, Falerone, Fiastra, Genga, Grottazzolina, Gualdo, Jesi, Magliano di Tenna, Maiolati Spontini, Matelica, Monsano, Montegiorgio, Montegranaro, Morrovalle, Penna San Giovanni, Ponzano di Fermo, Potenza Picena, Rosora, Sarnano, San Severino Marche, Treia.
Lo scorso anno, grazie alla sinergia con Mauro Fumagalli della MarcheBikeLife, si è realizzato il progetto NoiMarcheBikeLife: un percorso cicloturistico permanente che abbraccia tutti i comuni appartenenti e una rete tra tutte le realtà legate al bike. Ad oggi le strutture che hanno aderito e diventare Bike Friendly o Bike Hotel sono 205 e saranno oggetto di corsi di formazione e aggiornamento per tutto il 2022. L’intenzione è quella di creare un territorio attrezzato ad accogliere al meglio il cicloturista.
Sono oltre due milioni secondo l'Onu i profughi ucraini fuggiti nel corso di questi primi tredici giorni di guerra. Una marea umana in marcia verso Occidente per quella che si prefigura come una delle più grandi emergenze umanitarie nella storia dell'Europa. Non solo Polonia e Romania come frontiere di passaggio ma anche la Moldavia, paese che teme una avanzata in direzione Transnistria da parte delle truppe russe.
Negli obiettivi di Putin c’è anche Odessa, principale porto ucraino sul Mar Nero. Se dovesse cadere in mano russa, il corridoio verso la regione filo-russa e separatista della Transnistria sarebbe la riproposizione di un copione già visto per le repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk. "Una situazione annunciata", secondo i maggiori analisti, tanto da spingere Moldavia e Georgia a richiedere l’adesione immediata all’Unione Europea.
Gli aggiornamenti dalla capitale Chișinău arrivano direttamente da Stefano Mercuri, originario di Tolentino e residente da oltre vent'anni proprio in Moldavia.
Che aria si respira in queste ore? Cerchiamo di rimanere sereni il più possibile. Al momento non abbiamo neppure problemi di cibo, valuta o carburanti. Ma i prossimi sviluppi della guerra si fanno sempre più incerti.
Per quale motivo? Io vivo a circa 30 km dalla Transnistria, regione indipendente dal 1991 – non riconosciuta - e tutt’ora protetta da oltre 2mila russi appartenenti all’ex 14esima Armata Sovietica. Gli animi per ora sono distesi, anche se negli ultimi giorni la regione ha chiesto ufficialmente di essere riconosciuta come Stato a sé stante.
E se ciò accadesse, quali sarebbero le conseguenze? Partiamo dal presupposto che la Moldavia si è opposta alla richiesta della Transnistria. Ma se questa dovesse venire accolta, Putin avrebbe campo libero per una nuova invasione. E la giustificherebbe con le stesse motivazioni legate alle regioni di Donetsk e Luhansk.
Sembra essere una possibilità molto concreta. Infatti la tensione qui sta salendo molto anche per questo motivo. Tutto dipende dal destino della città di Odessa: se verrà attaccata nei prossimi giorni allora poi toccherà a noi. E non potremo nemmeno difenderci: l’esercito moldavo conta a malapena 10mila soldati.
E ciononostante, lei ha deciso di rimanere in Moldavia. Da 22 anni ormai vivo qui, dopo aver passato buona parte della mia vita nel Maceratese. Sono stato direttore di Confindustria, e ora cerco solo di godermi la pensione. Di norma sono un ottimista, e non penso che Putin abbia interesse ad invaderci. Ma con lui abbiamo capito che non si può mai essere sicuri di niente.
C'è qualcosa che non sappiamo? Il giorno prima dell’attacco all’Ucraina ho parlato direttamente con un amico che lavora all’Ambasciata Russa, e lui era sicuro che Putin non avrebbe mai attaccato. E invece, ventiquattro ore dopo lo ha fatto. Le sue sono azioni senza scrupoli.
Nel frattempo, come state gestendo la crisi umanitaria? Le frontiere sono piene da giorni: arrivano più di 250mila profughi che hanno fretta di andarsene perché nemmeno da noi si sentono al riparo dalla guerra: hanno troppa paura di finire sotto le bombe. Quindi - se non si fanno sei ore di coda alla dogana - scelgono di trattenersi al massimo per tre giorni in uno dei centri di accoglienza allestiti dalla Caritas, dalla Fondazione Regina Pacis o dal governo stesso.
Sono arrivati da voi gli aiuti umanitari della Comunità Europea? Stiamo aspettando circa 15 mln di euro. Serviranno a sostenere lo sforzo di sanitari e doganieri. Anche io nel frattempo, mi sto attrezzando con alcuni amici dall’Italia per far arrivare qui i beni di prima necessità.
Guerra e rincari, ”la Conferenza delle regioni solleciti interventi“. "Mi ha chiamato un imprenditore che, confrontando le bollette, è passato da 170mila euro a un carico di 770mila euro quest'anno". L'esempio è stato fornito dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli a margine del Consiglio regionale di ieri.
Il governatore ha ricordato il "momento importante anche dal punto di vista dell'accoglienza a ai soccorsi a tutte le famiglie e persone provenienti dall'Ucraina per necessità logistiche, sanitarie e psicologiche". Un contesto, ha aggiunto, in cui "si inserisce una crisi economica gravissima, rincari energetici che stanno schizzando e molte imprese riflettono sulla possibilità o meno di continuare la propria attività.
Sul tema Acquaroli ha scritto "una lettera alla Conferenza delle Regioni e al presidente Draghi, chiedendo di inserire questo punto all'ordine del giorno, affinché si chieda, in una interlocuzione del governo, quali siano gli intendimenti, e misure urgenti per fronteggiare questa problematica che rischia di bloccare la nostra economia e la nostra produzione. Il tempo scorre molto velocemente - ha aggiunto il governatore - e questa volta occorre un intervento concreto e tempestivo".
"Sono molto preoccupato per gli effetti a catena che ricadono sull’occupazione e sulla tenuta sociale. La nostra Regione sta valutando alcuni interventi che potrebbero però risultare ininfluenti rispetto alla portata del fenomeno". Sul fronte accoglienza, ha riferito il presidente, "stiamo cercando di occuparcene, sappiamo che tante persone stanno raggiungendo l'Italia e anche le Marche trovando una prima accoglienza da famigliari".
"Credo che sarà consistente il numero di soccorsi umanitari previsti dalla Protezione civile, anche nella nostra regione. Stiamo lavorando per garantire e controllare la salute di tutti, dividendo i malati positivi e assicurando l'assistenza nei Covid hotel, d'altra parte invece una sistemazione adeguata alla tipologia di caso umanitario"
“Contro la violenza di genere "questo non è amore". Oggi pomeriggio, nella giornata internazionale della donna, la Questura di Macerata, insieme al centro antiviolenza Sos donna, è stata presente con un punto informativo presso il Centro Commerciale Valdichienti a Piediripa, per sensibilizzare e far conoscere gli strumenti di contrasto della violenza di genere.
Numerose sono state le persone che si sono avvicinate, anche solo per chiedere un consiglio, al personale specializzato della Polizia di Stato e del centro antiviolenza per il contrasto della violenza di genere, nella giornata internazionale della donna.
I poliziotti della Squadra mobile della sezione "Reati contro la persona" e della Divisione Polizia Anticrimine hanno avuto modo di illustrare alle persone interessate, le misure di prevenzione che vengono adottate in casi di violenza di genere tra le quali l'ammonimento del Questore. Nel corso del servizio è stato distribuito materiale illustrativo sulla tematica.
Al via la nuova stagione turistica di Pieve Torina: “è pronta l’area camper attrezzata in località Casavecchia” sottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci. “Dopo la pista ciclopedonale lungo il torrente Sant’Angelo e le altre che stiamo realizzando per gli amanti del bike tourism, abbiamo pensato anche al turismo plein air”. L’area, dislocata a pochi metri dalla provinciale 209 e destinata per ora ai camper, è dotata di tutti i servizi: dieci basi sosta, area ristoro, colonnine elettriche e servizi car WC Wash.
Successivamente verranno realizzati anche dei bungalow. “Uno spazio immerso nella natura, all’ingresso del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che costeggia il fiume Chienti: un richiamo al tema delle acque di cui il nostro territorio è ricco, per un servizio che arricchirà e qualificherà l’offerta turistica complessiva dell’intero comprensorio.
Poter offrire questa opportunità ai tanti appassionati di natura e plein air rappresenta un ulteriore passo avanti verso la normalità, quella ripartenza sociale ed economica dei nostri borghi che tutti auspichiamo, anche dal punto di vista turistico, e per la quale lavoriamo quotidianamente”.
Nel pomeriggio di ieri il Comitato Tecnico Mensa, alla luce dell’intenzione dell’Amministrazione Comunale ad aderire all’iniziativa “Green Food Week”, ha predisposto un particolare menu, sostenibile a livello ambientale, per la giornata nazionale del pasto sano a basso impatto ambientale “Amico del Pianeta” del prossimo 10 marzo.
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 10 del “Regolamento Servizio Refezione Scolastica” in vigore, considerato anche l’art. 3 dell’allegato al regolamento, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto doveroso coinvolgere il Comitato Tecnico Mensa sul cambio del menu.
Sulla base di quanto discusso nella seduta di ieri tra dirigenti scolastici, genitori, rappresentanti dei Consigli di Istituto ed insegnanti, il Comitato ha deciso di appoggiare l’iniziativa e di proporre, come menu, per gli alunni fruitori della mensa appartenenti agli istituti comprensivi cittadini, pasta con crema di verdure, hamburger di legumi impanato al forno, insalata mista, pane e frutta. Alla riunione erano presenti anche le due nutrizioniste che hanno offerto il proprio contributo professionale e, come da prassi, il menu è stato approvato dall’Asur territoriale.
“Per un’iniziativa così importante, visto anche il cospicuo numero dei bambini iscritti alla mensa (1626 iscritti al servizio, ndr) – ha dichiarato l’assessore Barbara Capponi – è stato coinvolto il Comitato Tecnico che racchiude i rappresentanti di ogni categoria interessata. E’ stato molto importante che la riunione di ieri abbia registrato parecchie presenze, comprese quelle dei dirigenti e delle due nutrizioniste, in un dibattito ponderato che ha portato a decisioni condivise”.
Al via la manutenzione straordinaria dei marciapiedi e della sede stradale vicino il casello dell’autostrada. Nei prossimi giorni lavori anche in via Giovanni XXIII. Partiranno domani i lavori di sistemazione dei marciapiedi e il rifacimento del manto stradale di via Sonnino, nel tratto compreso tra l’inizio della rotatoria di via Einaudi in zona Aurora e l’imbocco al casello dell’autostrada.
Ne ha dato notizia questa mattina l’assessore ai Lavori pubblici Ermanno Carassai, che aveva illustrato il progetto definitivo approvato nel novembre scorso. La sede stradale ed i marciapiedi di via Sonnino presentano un avanzato stato di degrado, dovuto principalmente ai ripristini effettuati nel corso degli anni per la realizzazione dei sotto servizi e al fisiologico deterioramento del conglomerato bituminoso e della struttura dei marciapiedi realizzati anni fa.
I numerosi avvallamenti necessitano anche di un risanamento del sottofondo, opere che saranno effettuate dalla ditta Co.Ri srl di Loreto per un importo di 150 mila euro. Consegna prevista entro 60 giorni. Responsabile del Procedimento è l’Istruttore Tecnico geometra Maurizio De Florio.
A breve, partiranno anche i lavori di rifacimento del manto stradale nel tratto di collegamento tra via Giovanni XXIII e via Costamartina, dove si registra un avanzato stato di degrado, che richiede continui interventi di manutenzione. In questo caso l’importo dei lavori è di 40 mila euro e la ditta è la Betonposa srl. L’Amministrazione comunale ha pianificato anche l’avvio dei lavori di sistemazione di via Argilofi, via Leopoldo Ori e piazzale della stazione ferroviaria.
Prosegue l’attività di contenimento della proliferazione dei piccioni nel tessuto urbano da parte dell’Amministrazione comunale di Macerata. La necessità di proseguire in modo sistematico nell'eliminazione degli effetti negativi, in termini igienici e sanitari, causati dalla proliferazione e dallo stanziamento degli animali, ha portato l’assessorato all’Ambiente, guidato da Laura Laviano, a continuare nella campagna di de-popolamento già in atto e a estenderla anche ad altre zone della città oltre al centro storico.
Dal 2016, infatti, la distribuzione di mangime antifecondativo da parte del Cosmari, in centro storico ha dato risultati positivi in termini di riduzione della presenza di piccioni, la quale, sulla base del monitoraggio effettuato, è stata superiore al 50%.
Da qui, in seguito alle segnalazioni dei residenti, i tecnici dell’ufficio Ambiente, con il supporto del consulente della ditta produttrice del mangime, hanno effettuato numerosi sopralluoghi in vari quartieri della città per verificare la sussistenza dei presupposti necessari per individuare ulteriori zone idonee alla distribuzione del prodotto.
Ricognizione che ha portato alla selezione di ulteriori nuove 9 aree nella quali eseguire il trattamento di contenimento, che avverrà ad opera della Cooperativa Risorse, e che sono piazza Garibaldi, piazza della Vittoria – Monumento ai Caduti, via Spadoni, via Verga (lastrico supermercato), viale Piave, piazza XXV Aprile (stazione ferroviaria), via Aleandri, via della Pace (zona le Spighe) e a Villa Cozza. In quest’ultimo caso il servizio, grazie a una collaborazione virtuosa, verrà affidato all’Ircr che impiegherà il proprio personale già in servizio nella casa di riposo.
“I piccioni e i colombi che hanno deciso di fare delle città e delle nostre abitazioni la propria casa oltre a rovinare, sporcare e imbrattare possono essere anche una fonte non trascurabile di problemi per la salute – interviene l’assessore all’Ambiente Laura Laviano -. Vista la mia formazione da un anno, in collaborazione con il personale dell'ufficio Ambiente e da poco anche della Tutela del benessere animale, sto cercando di studiare un piano che possa essere un primo passo verso il contenimento della proliferazione dei colombi nella nostra città mediante somministrazione di mangime antifecondativo, fino ad oggi utilizzato solo nel centro storico".
"E' importante che tale operazione venga effettuata anche al di fuori del centro storico. In questo anno sono stati fatti numerosi sopralluoghi - prosegue Laviano - e sono stati individuati dei punti critici in cui verrà somministrato questo mangime. Certo è che la collaborazione di tutti i cittadini deve essere massima, è severamente vietato dar da mangiare ai colombi, perché si vanificherebbe tutto il progetto".
"E' altrettanto importante dire che gli effetti di tale operazione non saranno immediati, ci vorranno anni di costante e capillare monitoraggio. I colombi scelgono solitamente un punto specifico delle nostre case (o più punti se sono una colonia affollata) e qui preparano il loro ambiente ideale che comprende un abbondante quantitativo di feci - spiega l'assessore -. Molto spesso parliamo di condotti di areazione o comunque canali di circolo dell’aria che portano germi e batteri accumulati nel guano di piccione entrando fino nelle nostre case".
"Tutti possono essere soggetti alle infezioni trasmesse dagli escrementi di piccione, semplicemente respirando o ingerendo particelle di agenti patogeni che si depositano in casa o viaggiano con le correnti d’aria (non è necessario il contatto diretto). Ma sono soprattutto anziani e bambini a essere più esposti per la minore efficacia delle loro difese immunitarie. Inoltre spesso anche i nostri animali domestici possono essere a rischio contaminazione e potrebbero a loro volta diventare vettori di alcune di queste malattie. Questa un'altra dimostrazione che la profilassi parte proprio a livello comunale ecco quindi l'importanza di aver istituito un ufficio specifico che cura tutta la parte dell'Igiene Urbana Veterinaria. A breve partiremo con una formazione sanitaria specifica per tutta la cittadinanza tenuta da professionisti del settore”. conclude Laviano.
Inoltre, da sottolineare che è anche in vigore un’ordinanza che vieta la cattura dei piccioni a scopo alimentare e di dare cibo ai volatili per evitarne la proliferazione. I proprietari di edifici pubblici e privati devono provvedere a propria cura e spese a ripulire, risanare e disinfettare locali e anfratti dove i piccioni hanno nidificato o depositato guano.
Devono inoltre precludere, con interventi fissi o amovibili, gli accessi dove i volatili si possono introdurre, e impedire su terrazzi, davanzali e cornicioni che si creino nidi e situazioni di sosta abituale e permanente. "L’Amministrazione comunale svolge un’azione di sollecito nei confronti dei cittadini, ma in caso di inadempienza si ricorda che la sanzione va da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro" ribadisce l'assessore Laviano.
"In questi momenti difficili, che toccano le coscienze di tutti noi, è meraviglioso e commovente vedere l’enorme solidarietà e supporto che Croce Rossa sta ricevendo da tutto il mondo". A dirlo è il presidente Croce Rossa Italiana e presidente della IFRC – Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca.
"La nostra priorità in questo momento è assicurarci che le persone ricevano l’aiuto di cui hanno realmente bisogno - precisa Rocca -. I beni materiali sono difficili da smistare, immagazzinare e trasportare: il rischio è di rendere vani gli sforzi di generosità di tutti, lasciando inutilizzate le donazioni".
Per questo Croce Rossa Italiana, al fine di gestire al meglio i bisogni in continua evoluzione delle persone, ha avviato una raccolta fondi: il ricavato servirà per acquistare aiuti a livello locale con il coordinamento della Croce Rossa locale. "Solo in questo modo riusciremo a permettere alle persone di acquistare quello di cui hanno realmente bisogno e sostenere l’economia locale" evidenzia il presidente.
"Con grande rispetto per la generosità mi preme dire che noi come Croce Rossa non abbiamo avviato raccolte alimentari. I beni in Romania o in Polonia ci sono e la logistica è molto più semplice. Il tema vero è quello di avere dei passaggi sicuri, il problema vero dei civili è quello di poter uscire dal Paese in sicurezza. Questa è l’unica cosa che stiamo disperatamente aspettando" chiarisce il presidente Croce Rossa Italiana.
Il presidente del Comitato Regionale Croce Rossa Italiana - Marche, Andrea Galvagno, si unisce alle parole del presidente Rocca, ringraziando tutto il popolo marchigiano che in questi giorni ha "dimostrato un’infinita generosità, offrendo spontaneamente beni di prima necessità, vestiario e beni alimentari, ma in questo momento per non vanificare questi gesti altruistici non possiamo accettare questi beni".
"Ci tengo altresì a ribadire che Croce Rossa non ha avviato nessun tipo di raccolta porta a porta - prosegue il dott. Galvagno -. Ci è giunta notizia che purtroppo, a livello nazionale, girano delle persone non autorizzate, con false divise CRI chiedendo soldi, vestiario, beni alimentari e farmaci. Ringrazio chiunque in questo momento decida di supportare le popolazioni in difficoltà: per ottimizzare queste risorse vi invito a visitare il sito https://cri.it/emergenzaucraina/ e aderire alla raccolta fondi, con una donazione online, con l’invio di un SMS o facendo un bonifico. Vi chiedo inoltre di segnalare alle forze dell’ordine eventuali atteggiamenti suddetti non autorizzati".
Come stabilito dal Decreto legge del 21 dicembre 2021, dall’8 marzo tutti i canali tv nazionali trasmessi sul digitale terrestre verranno convertiti nel nuovo formato Mpeg4. Inizia quindi il conto alla rovescia per il passaggio della regione Marche alla nuova tecnologia digitale terrestre.
Sostanzialmente tutti i canali che hanno deciso di rimanere sulla piattaforma trasmetteranno, da questa data, attraverso la codifica Mpeg-4 e saranno trasferiti all’inizio della numerazione. I pochi rimasti che trasmetteranno ancora con la vecchia codifica, Mpeg-2 cioè non in alta definizione, verranno spostati dal numero 500 in poi.
Tutti i cittadini, per visualizzare correttamente i programmi, dovranno effettuare la risintonizzazione del proprio televisore o decoder al momento del passaggio alla nuova tecnologia trasmissiva. Gli utenti con televisori non HD potrebbero non ricevere il nuovo segnale.
Per non rischiare l’oscuramento (da gennaio 2023) e per ricevere i canali della piattaforma di ultima generazione e in alta definizione occorre verificare la compatibilità del proprio televisore con il nuovo standard.
Per chi possiede un televisore o un decoder compatibili con il nuovo digitale terrestre, i primi 9 canali saranno solo in HD e il loro corrispettivo non in alta definizione, se ancora esiste, si troverà a partire dalla posizione 500. Ad esempio, Rai 1 HD sarà visibile solo al numero 1 del telecomando, mentre il suo corrispettivo in Mpeg-2 lo si troverà al numero 501.
Sul sito tematico del Mise (clicca qui) è possibile trovare tutte le informazioni per beneficiare dei contributi messi a disposizione dell’acquisto di nuovi apparecchi o decoder nonché le indicazioni e i tutorial utili per procedere alla verifica della compatibilità del proprio apparecchio.
Nella nostra Regione, il via allo switch off verrà dato dalla provincia di Pesaro Urbino che passerà alla nuova tecnologia tra il 15 e il 17 marzo, seguita da Ancona e parte della provincia di Macerata (17 – 18 marzo). Quest’ultima concluderà la transizione al nuovo digitale il 21 marzo, mentre tra il 22 e il 24 marzo sarà la volta del Piceno e del Fermano.
Non tutti i canali nazionali avranno il clone disponibile nella vecchia tecnologia e saranno garantiti solo alcuni tra quelli che trasmettono informazioni di pubblica utilità o altre emittenti che attualmente preferiscono mantenere la duplice versione: per questo è consigliato dotarsi di apparecchi idonei a recepire la nuova modalità di trasmissione.
Ciò consentirà inoltre, ai marchigiani, di ricevere i canali nazionali sulle prime nove posizioni (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, Tv8, Nove) del telecomando e le emittenti locali dalla 10 alla 19. Dal canale 20 si troveranno tutti gli canali nazionali, mentre dal 500 a seguire, tutti quei canali che hanno un clone nella vecchia tecnologia Mpeg-2.
"Siamo dovuti andare via da Kiev giovedì sotto i bombardamenti, è davvero triste e non crediamo ancora a quello che sta accadendo. Adesso con mia mamma ci troviamo in stallo a Leopoli, dove siamo arrivate dopo un viaggio infinito, e poi non sappiamo cosa ne sarà di noi".
A parlare è Nataliia Chulaievska, giovane dottoressa ucraina che a Kiev è stata costretta a lasciare parte della sua famiglia: "Mia nonna è anziana e non autosufficiente, quindi non è potuta andar via da casa. Mio papà è rimasto con lei per non abbandonarla, è stata la decisione più difficile della nostra vita".
Mentre Mosca prosegue la sua avanzata verso la capitale ucraina, sono decine di migliaia i civili che quotidianamente abbandonano le proprie vite per cercare riparo dai bombardamenti verso l'Europa. Con i corridoi umanitari prospettati da russi e ucraini che fin qui non hanno prodotto i risultati sperati.
Il destino di Nataliia è ancora incerto: "Non sappiamo dove andremo né se potremo tornare a casa in futuro. La mia paura è vivere nell'incertezza di aver perso tutto e nella convinzione che sarà difficile ricominciare altrove. Io sono una cardiologa e non so neppure se la mia laurea sarà riconosciuta. Non parlo altre lingue oltre ucraino e inglese: con mia mamma dovremo imparare anche quelle".