"Sono 1.200 i profughi ucraini giunti nelle Marche". Lo fa sapere l'assessore regionale alla Protezione Civile, Stefano Aguzzi, fornendo il dato all'undici marzo, in base agli arrivi comunicati alle Questure marchigiane.
"Circa 700 profughi sono stati già sottoposti a test per valutare l'eventuale positività al covid - aggiunge - e di questi 8 sono risultati positivi al virus e ora sono in isolamento nelle abitazioni dove sono stati accolti: tre le persone risultate vaccinate contro il Covid. Circa la metà dei profughi giunti nelle Marche sono bambini. Non c'è stata ancora necessità di accogliere i positivi nel Covid Hotel".
Ad oggi, spiega Aguzzi, "i profughi sono giunti nelle Marche in maniera autonoma, con auto, treni, pullman e, nei giorni scorsi, anche con un aereo, ma, tranne qualche caso sporadico, sanno tutti dove andare, accolti da familiari, amici, e anche da alcune parrocchie".
Però, aggiunge l'assessore, "ci aspettiamo un flusso più massiccio di arrivi, per questo lunedì verrà sottoscritto l'accordo con la Federazione degli albergatori marchigiani per avere a disposizione già dai prossimi giorni circa 50 posti letto in ogni provincia per eventuali arrivi coordinati tramite le Prefetture marchigiane e la Protezione civile".
"Stiamo ricevendo numerose segnalazioni da parte di famiglie che hanno accolto i profughi ucraini - prosegue Aguzzi - alcuni chiedono se possono usufruire di contributi per l'accoglienza, ma al momento non sono previsti a livello nazionale né comunitario". "Non è escluso però - conclude -, che nelle prossime settimane qualche profugo possa essere preso in carico dalla Protezione civile e dalle Prefetture se chi ha fornito l'ospitalità (parrocchie, familiari e conoscenti) non è più in grado di sostenere i costi".
Il timore di un pericolo nucleare nella guerra in Ucraina ha fatto scattare anche nelle farmacie delle Marche la corsa all'accaparramento di prodotti a base di iodio. "Gli integratori sono andati a ruba negli ultimi giorni" riferisce ad Ansa Andrea Avitabile, presidente regionale Federfarma Marche.
"Non appena è stato paventato il rischio di un attacco nucleare o di una possibile esplosione delle centrali atomiche in Ucraina - racconta Avitabile -, c'è stata subito una richiesta esponenziale di integratori a base di iodio, tanto che le scorte si sono esaurite rapidamente in molte farmacie".
"Si tratta di un prodotto di nicchia, per cui le disponibilità non erano elevate, e con l'enorme richiesta, è subito terminato" chiarisce il presidente Federfarma Marche "nel caso in cui dovesse rendersi necessaria una iodoprofilassi, occorre intervenire con farmaci a dosaggi specifici e soggetti a prescrizione medica, da utilizzare solo in caso di esposizione e non in via preventiva. Non bisogna farsi prendere la mano dalla psicosi". Sconsigliato, dunque, il fai da te.
La guerra in Europa orientale peserà in modo considerevole sulle tasche delle aziende italiane attive nell'export verso Russia e Ucraina. Le Marche saranno tra le regioni più penalizzate di tutto il Paese. A dirlo è Gerardo Villanacci, professore ordinario di Diritto Privato all'Università Politecnica delle Marche e autore di Giustizia Cinica, edito da Pendragon e con la prefazione del direttore del Corriere della Sera, Lucio Fontana.
Le sanzioni inflitte alla Russia di Putin stanno già avendo una pesantissima ricaduta con il prezzo del barile ai massimi dalla crisi del 2008, gli aumenti fuori controllo di gas, luce e carburanti che hanno indotto aziende importanti del Maceratese, come la cartiera di Tolentino, a chiudere pur di contenere le perdite. Ma le sanzioni saranno utili o rischiano di essere solo un boomerang per l'Italia?
"Per ripristinare la pace, non vi è alternativa alla diplomazia. Per sollecitarla, le sanzioni internazionali rappresentano una via. Bisogna però scongiurare effetti indesiderati. I provvedimenti sanzionatori già approvati e quelli annunciati, inducono a ritenere che questa volta è stata intrapresa una strada corretta", spiega Villanacci.
Gli effetti indesiderati riguardo le azioni che potrà intraprendere la Russia, al momento, sono un rischio calcolato da parte della comunità internazionale: "Le sanzioni possono evitare conseguenze irreparabili per l’intero globo, a condizione che si prenda atto che quelle precedenti, non a caso qualificate smart sanctions, hanno portato ad una politica ancora più espansiva da parte della Russia".
Le aziende messe in ginocchio dalla guerra in Ucraina rischiano di essere la punta dell'iceberg di quanto potrà avvenire nei prossimi mesi: "Per giungere ad un ripensamento della Russia, se non ad un collasso della governance attuale, bisogna essere consapevoli e pronti a sopportare considerevoli disagi e danni economici, anche rilevanti, causati dalle sanzioni".
I venti di guerra spirano gelidi anche sulle Marche, con una crisi che investirà le aziende attive nell'export con la Russia: "Con il loro ottavo posto, le Marche sono una delle regioni più importanti tra quelle partner commerciali della Russia. Il blocco dell’interscambio dell’Italia con la Russia è giunto a pesare 21,7 miliardi, 5,4 quello con l’Ucraina. Le Marche, con 231 milioni di euro di export nei primi 9 mesi dello scorso anno, ne risentiranno pesantemente".
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente le controversie che possono insorgere tra committente e professionista in esecuzione della disciplina del “Superbonus” 110%.
Di seguito la risposta dell’avvocato Pantana alla domanda posta da un ingegnere della provincia di Macerata, che chiede: “In esecuzione della procedura del “Superbonus 110%”, in quali responsabilità potrei essere coinvolto?"
La disciplina del “Superbonus 110%”, introdotta dal cosiddetto decreto rilancio sta dando grande slancio al settore delle costruzioni e pone i professionisti che operano nel settore tecnico-edile al centro e quale fulcro di una serie di verifiche e attestazioni sui presupposti per accedere alle agevolazioni.
Tali attività spaziano dalla verifica della conformità urbanistica alla idoneità dell'immobile e del committente fino ad orientare quest'ultimo sulle spese detraibili con la verifica dei massimali, per non dimenticare la duplice verifica, sia durante i lavori che alla fine degli stessi, in ordine al rispetto dei requisiti tecnici richiesti e della congruità della spesa sostenuta.
Ma che cosa succede in caso di danno dovuto a negligenza professionale, imperizia o errata applicazione delle norme?
In questi casi il professionista potrebbe essere chiamato a rispondere in sede civile, amministrativa e penale del danno causato da solo o in solido con l'impresa, dal momento che l'articolo 2055 codice civile stabilisce che, se un fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in via tra loro solidale a risarcire il danno nei confronti del cliente/committente.
Pertanto, in risposta al nostro ingegnere, ne deriva che gli ingegneri e le altre figure professionali quali, architetti, geometri, costruttori, fornitori, commercialisti che rilasciano il visto di conformità, potrebbero essere solidalmente responsabili se a loro è imputabile il danno.
Gli articoli 119 e 121 del Decreto Legge n. 34/2020 attribuiscono ai tecnici incaricati della progettazione di edifici, impianti e strutture, della direzione lavori e del collaudo statico un doppio ruolo: quello di attestatore ed asseveratore ("asseverare" in questo senso va inteso come sinonimo di "assicurare" e "garantire") della presenza dei requisiti tecnici che consentono di accedere al “Superbonus” e quella di prestatore di opera intellettuale, disciplinato dall'art. 2230 codice civile e seguenti.
In particolare, l'articolo 121 del decreto rilancio stabilisce che, nel caso in cui vengano meno anche in via parziale i requisiti che garantivano ai soggetti beneficiari (di norma, il committente) il diritto al “Superbonus”, l'Agenzia delle Entrate provveda al recupero nei loro confronti dell'importo corrispondente alla detrazione non spettante, maggiorato di interessi (4% all'anno) e sanzioni tributarie (30% dell'importo non versato, ridotta alla metà in caso di ravvedimento entro 90 giorni nell'ipotesi più favorevole).
In primo luogo, è quindi il committente o, meglio, il soggetto beneficiario a subire il recupero da parte dell'Agenzia delle Entrate, ma tale recupero si potrebbe estendere ai professionisti e alle imprese se venissero riconosciuti corresponsabili dell'evento dannoso; in altre parole, il comma VI dell'articolo 121 legittima l'Agenzia delle Entrate ad agire anche nei confronti di soggetti diversi dal contribuente, quali responsabili in via solidale, nell'ipotesi in cui i soggetti che intervengono nei lavori (denominati "fornitori") abbiano concorso nella violazione.
Venendo a questo rischio il professionista dovrà operare con prudenza e perizia per quanto riguarda la propria parte specialistica, ma dovrà anche cercare di mantenere un minimo di controllo su tutta la pratica; fondamentale è la sinergia tra i soggetti coinvolti, il progettista strutturale e quello architettonico, il collaudatore, l'impresa e il professionista fiscale (che attesta la regolarità dei crediti fiscali oggetto di cessione), perché un errore dell'uno di fatto potrebbe coinvolge anche l'altro.
In merito al “Sismabonus”, ad esempio, l'asseverazione rilasciata dal progettista strutturale si estende anche alla congruità degli importi relativi alle opere di manutenzione edilizia (pavimenti, massetti), ma tale valutazione può essere compiuta solo in sinergia con il progettista architettonico, la cui opera si intreccia con quella del progettista della struttura.
Nel caso di un contenzioso per un errore progettuale sono numerose le sentenze che condannano in solido tutti i professionisti coinvolti e l'impresa; è anche vero che qui non esiste alcun automatismo, ma nell'ambito della responsabilità civile viene in rilievo l'articolo 1176 comma secondo del codice civile, secondo cui la diligenza del professionista si deve valutare caso per caso con riguardo alla natura dell'attività esercitata.
Per fare un esempio, appare evidente che un termotecnico non potrà essere ritenuto responsabile in solido nel caso della revoca del contributo per problematiche connesse alle asseverazioni del “Sismabonus”; viceversa, il progettista strutturale non dovrebbe rispondere nei casi di problematiche agli impianti e al cappotto; questo per chiarire che ogni caso andrebbe valutato singolarmente e in concreto.
Sono molteplici i controlli a cui può essere sottoposta la pratica; eventuali problematiche potrebbero emergere sotto il profilo:
- mancanza dei requisiti soggettivi in capo al beneficiario;
- mancanza dei requisiti tecnici-prestazionali degli interventi;
- errata attestazione degli stessi da parte del tecnico;
- errata attestazione della congruità della spesa per irregolarità urbanistiche o edilizie preesistenti, eccetera.
Nel momento in cui il professionista rilascia la dichiarazione di asseverazione dichiara che i dati forniti sono veri e potrebbe astrattamente essere chiamato a rispondere del reato di cui all'articolo 481 del codice penale.
È il caso della falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, in cui il professionista risponde penalmente per eventuali falsi ideologici e materiali contenuti nella dichiarazione di asseverazione.
Sono, inoltre, previsti alcuni illeciti amministrativi in caso di "asseverazioni non veritiere" e di "APE infedele", che prevedono sanzioni pecuniarie di alcune migliaia di euro. Una importante annotazione è quella relativa alla polizza di assicurazione, che non copre le sanzioni amministrative né tantomeno quelle penali.
Con riferimento, infine, ai controlli di natura tecnica e fiscale è previsto che l'Enea li effettui a campione in una percentuale che non supera lo 0,5 delle richieste, dando priorità agli interventi che godono del bonus 110% e a quelli che prevedono una spesa maggiore.
Mentre, dal lato fiscale i poteri di accertamento dell'Agenzia delle Entrate si estendono al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui si è presentata la dichiarazione dei redditi con l'ultima rata di beneficio.
Esempio: lavori nel 2022 con recupero di somme in 5 rate annuali a partire dalla dichiarazione 2023 per i redditi 2022; ultima dichiarazione con agevolazioni 2027 per i redditi 2026; scadenza poteri di controllo dell'Agenzia delle Entrate: 31 dicembre 2032.
Invece, nell'ipotesi di cessione del credito o sconto in fattura la notifica dell'atto di recupero da parte dell'Agenzia delle Entrate potrà essere effettuata entro il 31 dicembre dell'ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo. Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
"Stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. La crescita non è correlata alla realtà dei fatti è una spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi. Una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini". Così il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani a Sky Tg 24.
Sul gas "è necessario stabilire prezzo massimo oltre il quale gli operatori europei non possono andare, è fondamentale. Chiunque esporta gas non può fare i conti senza l'Europa: serve un tetto massimo per il prezzo del gas, un costo appetibile da non affossare il mercato; si può discutere intorno ad una cifra di 80 euro megawatt/ora che è già il doppio di quanto pagavamo un anno fa", ha detto Cingolani sottolineando che se lo fa uno Stato da solo è un mercato troppo piccolo; se lo fa la Ue no. "E se fisso il prezzo del gas, fisso anche il prezzo per l'energia elettrica", ha aggiunto.
"L'Italia - ha detto il ministro - non può cambiare ora il proprio paesaggio energetico, si impiegherebbe troppo tempo: possiamo però sfruttare al massimo i giacimenti di gas già esistenti. Ciò significa 2,5 miliardi di metri cubi di gas in più che possiamo offrire a prezzo controllato alle pmi energivore".
Sul nucleare, invece, afferma: "C'è stato un referendum e ora non avrebbe senso costruire centrali nucleari in Italia". Il ministro sottolinea che, però, "quello che dobbiamo fare è prendere l'occasione delle nuove tecnologie investendo ora in ricerca e sviluppo in modo almeno da preparare il futuro".
Dopo 7 giorni di crescita, sia pure graduale, il tasso cumulativo di incidenza nelle Marche scende, anche se di poco, a 752,36 (ieri 753,76) su 100mila abitanti, mentre si registrano nelle ultime 24 ore 1.512 nuovi positivi al Covid, che rappresentano il 37,9% dei 3.985 tamponi analizzati del percorso diagnostico su 4.975 tamponi complessivi.
Le persone con sintomi sono 333 (il 22% del totale), i contatti stretti di casi positivi 485, i contatti domestici 332, i positivi in ambito scolastico formativo sono 21, i contatti in ambito lavorativo 4, i contatti in ambiente di vita/socialità 2, così come i contatti in ambito assistenziale, 3 invece i casi emersi dallo screening sanitario. Sono 299 i casi in fase di approfondimento epidemiologico.
La provincia di Ancona resta quella con il maggiore numero di nuovi contagi, 461, seguita da quella di Macerata con 321, Ascoli Piceno con 244, Fermo con 213, Pesaro Urbino con 208, oltre a 65 casi di fuori regione.
Le fasce di età più interessate dal virus restano quelle 25-44anni con 418 casi e 45-59 anni con 334. A seguire quella 60-69 con 146. Nelle fasce di età tra zero e 18 anni sono stati rilevati 340 positivi.
Torna a scendere il numero di ricoverati per Covid-19 nelle Marche: -8 in 24 ore (ora sono 175). Tre i deceduti nell'ultima giornata e il totale regionale di vittime correlate alla pandemia si porta a 3.634; sono morti un 83enne di Porto San Giorgio, un 80enne di Sant'Elpidio a Mare e un 91enne di Ancona. Sul fronte ospedaliero ci sono 14 degenti in Terapia intensiva (-2 rispetto a ieri), 47 in Semintensiva (-1) e 114 in reparti non intensivi (-5), 21 i dimessi.
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, si è recata in visita alla sede dell’Istituto Croce Bianca, in località Berta di San Severino Marche, che da giovedì scorso ospita quindici profughi ucraini in fuga dalla guerra di Putin.
Il sindaco ha portato la voce della solidarietà e dell’accoglienza da parte di tutta la comunità settempedana alla piccola colonia composta da un anziano, quattro donne e dieci bambini d’età compresa tra i 3 e i 15 anni, quasi tutti accompagnati dalle proprie mamme.
Per uno degli ospiti, un minore di 7 anni, l’arrivo in città è coinciso con la festa di compleanno salutata dall’Istituto Croce Bianca, alla presenza del sindaco e dell’assessore ai Servizi Sociali, Michela Pezzanesi; con una torta gelato. Ai bambini sono stati donati anche giochi e tanti sorrisi con un grande augurio di benvenuto.
La Città di San Severino Marche dall’inizio del conflitto sta accogliendo anche altri profughi che hanno trovato alloggio e sistemazione presso famiglie del posto, dove da anni vivono cittadini ucraini, o in abitazioni messe a disposizione da chi, in questo particolare momento, ha bisogno d’aiuto e assistenza.
Il Comune ricorda che chi fosse interessato a segnalare disponibilità ad accogliere persone, a fornire aiuti o ad organizzare qualsiasi tipo di attività di solidarietà nei confronti del popolo ucraino, può farlo utilizzando la mail info@comune.sanseverinomarche.mc.it
L’Amministrazione settempedana ha anche messo a disposizione di chiunque voglia contribuire con un aiuto economico il proprio conto corrente per offerte che andranno indirizzate seguendo la causale “Comune di San Severino Marche a favore del popolo ucraino”. Il codice Iban è il seguente: IT36W0306969150100000046015.
Prima la pandemia, poi il caro carburanti, adesso la crisi ucraina che ha fatto esplodere le speculazioni in atto sui mercati internazionali e fatto salire alle stelle il prezzo delle materie prime. Per protestare contro i rincari lunedì 14 marzo è stato indetto lo sciopero nazionale degli autotrasportatori.
L'intero comparto – che in Italia conta 99.500 aziende con 335mila lavoratori, e un giro di affari pari al 7% del Pil nazionale – si prepara a uno stop che rischia di avere ripercussioni ancora più significative per tutta l'economia nazionale.
Le motivazioni – secondo l’associazione “Trasporto Unito” che ha promosso l’iniziativa - non riguardano solamente l’aumento vertiginoso del prezzo del gasolio, ma anche quello dei costi per i trasporti marittimi, per la manutenzione dei mezzi e la sostituzione degli pneumatici.
La protesta – alla quale associazioni di categoria e sindacati non hanno voluto aderire – minaccia uno stop di almeno due settimane, che inevitabilmente andrà a ripercuotersi soprattutto sulla consegna dei beni di prima necessità (cibo, medicinali e altro ancora).
Anche per le Marche l’effetto sciopero rischia di pesare in maniera sensibile, nonostante il recente stanziamento da parte del governo Draghi di 80 mln di euro (“Decreto Energia”): un provvedimento solo momentaneo e che sa più di propaganda politica che di reale soluzione, secondo i manifestanti.
Sul tema è intervenuta anche Confcooperative Marche. «Servono prospettive strutturali – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Autotrasportatori Massimo Stronati -. Non è solo una questione rincaro energetico e dei carburanti, ma di una vera e propria crisi senza precedenti. Temiamo gli effetti della prossima inflazione, e per questo chiediamo al governo l’accesso al credito facilitato e l’abbassamento del cuneo fiscale».
Nel frattempo, molta merce comincia a non arrivare più sugli scaffali dei negozi. Rispetto alla filiera agroalimentare – l’85% delle merci viaggia proprio su strada, secondo i dati di Coldiretti – frutta e verdura sono i prodotti maggiormente a rischio essendo non solo quelli destinati a deperirsi più in fretta, ma anche quelli per cui la distribuzione è già rimasta bloccata. Questo potrebbe indurre supermercati e piccoli negozi a cercare una temporanea àncora di salvezza nei produttori locali.
"Utilizzare le case SAE (Soluzione abitativa in emergenza) acquistate per ospitare le famiglie nelle regioni colpite dal terremoto per accogliere parte dei profughi provenienti dall'Ucraina". Si tratta della proposta avanzata dalla deputata marchigiana Alessia Morani (Pd)."Molte case destinate ai cittadini di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria colpiti dal sisma del 2016 - spiega Morani - attualmente sono libere. I presidenti delle quattro regioni terremotate, che sono anche commissari per l'accoglienza, potrebbero chiedere ai Comuni una verifica per capire esattamente quante non sono attualmente abitate. In questo modo sarebbe possibile metterle a disposizione della Protezione civile e utilizzarle per famiglie, donne e bambini in fuga dall'Ucraina, offrendo una casa confortevole e immediatamente abitabile".Una soluzione che si unisce a finora prospettate, come quella da Stefano Aguzzi (FI). Nelle ultime settimane, infatti, l'assessore regionale aveva avanzato l'ipotesi di sfruttare i circa quaranta posti del Covid Hospital di porto Sant'Elpidio, destinanti originariamente all'isolamento temporaneo dei malati di Coronavirus. La struttura, quasi vuota, risulta convenzionata fino al 31 marzo, con la possibilità di una proroga in base alle necessità e all'evoluzione - nelle prossime settimane - della corrente emergenza umanitaria.
“Esprimo forte preoccupazione per la situazione che sta determinando il conflitto russo-ucraino, è a rischio la 'tenuta' del sistema produttivo provinciale e la ripresa del nostro Paese” – questo è quanto afferma il Presidente di Confindustria Macerata Sauro Grimaldi.
“Il conflitto – seguita Grimaldi – ha accentuato alcuni problemi che già c’erano, ad esempio i rincari dei costi dell’energia: dall’indagine 'Caro Energia' effettuata dai nostri uffici, sui costi effettivi dell’energia elettrica e del gas sostenuti dalle imprese nel mese di gennaio 2022, sono emersi aumenti medi del 70% sul costo a kwh nella bolletta elettrica e di circa il 200% sul costo a Smc nella bolletta del gas, rispetto a gennaio 2021.
Tali aumenti sono al netto delle agevolazioni sugli oneri di sistemi introdotti dal Governo che, per l’energia elettrica, consentono di frenare l’aumento del costo medio a kwh che altrimenti sarebbe superiore al 100%. Ne emerge un quadro previsionale preoccupante aggravato dalle quotazioni per i prossimi mesi.
Se non si interviene con rapidità c’è il pericolo reale di sospensioni e/o interruzioni di processi produttivi. Inoltre è sempre più difficile l’approvvigionamento delle materie prime e, anche in questo caso, i costi sono altissimi, il rischio serio è di compromettere la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma e la catena importante data dal valore della manifattura.
C’è poi un'altra minaccia, questa strettamente legata al recente conflitto, l’impatto cioè della crisi Ucraino-Russa per un numero sempre più crescente di operatori economici nei differenti settori, dalla Moda alla Calzatura all’Agroalimentare, senza dimenticare tutte le imprese coinvolte nelle relative filiere.
Un problema che sta diventando sempre più di sistema. Abbiamo bisogno di interventi risolutivi e urgenti per cui faccio appello alle Istituzioni, alla Regione Marche in particolare, agli Istituti di Credito, al sistema Confidi marchigiano, alla Camera di Commercio Unica delle Marche.
Occorre pensare ad un fondo speciale regionale per la crisi 2022 (ovviamente senza un intervento sostanziale e strutturale dello Stato qualunque soluzione rischia di essere non significativa), ciò si rende indispensabile per tentare di attenuare gli effetti dirompenti di questo periodo. Il fondo sarebbe di aiuto in maniera diretta e semplice alle imprese sul fronte della liquidità, così che possano affrontare i maggiori costi; servirebbe per dare ristori alle aziende che lavorano con il mercato russo-ucraino (che stanno compromettendo i ricavi del primo trimestre 2022 rispetto all’analogo precedente periodo 2021) e per consentire di sostenere l’impennata dei costi energetici (in quest’ultimo caso occorre solo contare su aiuti nazionali).
Inoltre – conclude il Presidente Grimaldi – è indispensabile prevedere una Cigo in deroga per le aziende italiane operanti in Ucraina-Russia ed è opportuna una possibile rinegoziazione in corsa dell’utilizzo delle risorse del PNRR e laddove possibile rimodulando i fondi della programmazione europea 21-27 in quanto sono stati sconvolti i paradigmi economici e finanziari pre-esistenti”.
Una presenza costante quella degli agenti della Polizia locale, guidati dal Comandante Danilo Doria, che presidiano il centro storico della città, non soltanto nelle ore notturne, ma ora anche nel pomeriggio e la sera per evitare che si possano verificare atti di prepotenza e fenomeni di bullismo, come quelli che si sono registrati recentemente, e non arrivare a situazioni estreme. Per questo l’Amministrazione comunale ha programmato una serie di controlli per monitorare la situazione in alcuni punti del cuore della città, dove i ragazzini sono soliti ritrovarsi per giocare e stare in compagnia.
“L’Amministrazione, grazie al lavoro della Polizia ha deciso di attenzionare maggiormente un fenomeno che, al giorno d’oggi, è purtroppo esteso e, spesso, silente proprio perché i giovani fanno difficoltà a raccontare e denunciare – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Informazione, prevenzione e rieducazione alla socialità sono dei punti fermi da perseguire contro il bullismo e chiediamo, in questo, il coinvolgimento di tutte le istituzioni e, soprattutto, del mondo della scuola”.
“Purtroppo il fenomeno del bullismo è più esteso di quello che si pensa e magari, a volte, dietro un gesto considerato come una banale ‘ragazzata’ si nascondono problematiche serie quanto delicate. È quindi importante attenzionare e svolgere servizi di prevenzione. Durante la pandemia giovani e adolescenti hanno subito una forte restrizione a livello di socializzazione" – commenta il vice sindaco e assessore alle Politiche sociali Francesca D’Alessandro -.
"Di conseguenza atteggiamenti aggressivi e difficoltà a controllare le proprie emozioni a volte si traducono in varie forme di bullismo. L’Amministrazione comunale, sensibile al fenomeno sta lavorando per mettere in campo azioni per contrastarlo, attraverso l’educazione alle buone pratiche relazionali”.
“Tutelare e valorizzare la crescita educativa e sociale dei ragazzi, soprattutto minorenni, e in particolare dei soggetti più fragili e prevenire i rischi che possono minare il loro benessere è una cosa importante e fondamentale, anche al di fuori dei luoghi deputati all’educazione e allo studio" – interviene l’assessore alla Sicurezza Paolo Renna -.
"In questo senso monitorare le aree dove i ragazzi si ritrovano al di fuori dell’orario scolastico è un’azione di prevenzione, condivisa anche dai genitori, che indubbiamente può rappresentare un deterrente incisivo. L’Amministrazione comunale esorta le famiglie a segnalare qualsiasi episodio al fine di scongiurare conseguenze peggiori come già avvenuto recentemente per cui, grazie ad una segnalazione tempestiva, si è potuto operare preventivamente".
«D’intesa con il Governo prenderemo presto delle misure per evitare che i cantieri della ricostruzione si blocchino». Lo ha detto il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini, partecipando oggi all’Aquila al convegno "Ricostruire l'economia", dedicato al pacchetto di misure per le aziende previste nel Fondo complementare del PNRR per lo sviluppo delle aree del centro Italia colpite dal sisma nel 2009 e nel 2016.
Il Commissario ha spiegato che si interverrà sul prezzario, e quindi sui costi riconosciuti, non solo per i cantieri ancora da avviare ma anche per quelli in corso. La prossima settimana, a questo scopo, il commissario incontrerà i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) e i professionisti che operano nella ricostruzione.
«Lo scorso anno abbiamo ottenuto risultati molto importanti nelle quattro regioni colpite dal sisma con l’apertura di oltre 5.200 cantieri. Mi auguro che si possano replicare anche quest’anno, nonostante le enormi difficoltà, dovute soprattutto al fortissimo aumento dei prezzi, che abbiamo davanti. Dobbiamo evitare che quanto di buono è stato fatto in questi due anni per la ricostruzione, mettendo in campo tutte le risorse e le innovazioni procedurali possibili, sia vanificato», ha concluso il Commissario Legnini.
Sono 1.528 nuovi positivi (ieri erano 1.893) al Covid, con un tasso di positività del 41,4% (dal 47,5%) sui 3.687 tamponi analizzati (ieri erano stati 3.989). Continua, seppur di poco, la risalita dell'incidenza, che oggi si attesta a 753,76 casi settimanali ogni 100mila abitanti.
Questo è il quadro che emerge dal bollettino odierno diffuso dall’Osservatorio epidemiologico delle Marche. Contagi, dunque, in salita, ma con il numero delle ospedalizzazioni che resta da zona bianca.
Restano sempre Ancona e Macerata le province più colpite dai contagi con rispettivamente, 464 e 303 nuovi casi. A seguire Ascoli Piceno (261) Pesaro Urbino (228) e Fermo (199); sono 73 i contagiati provenienti da fuori regione.
In salita i contagi tra i più giovani, in particolari nelle fasce tra 14 e 24 anni, ma i numeri tornano ad impennarsi anche tra i 60-69enni (158 casi), probabilmente tra coloro che ancora non hanno fatto il booster vaccinale.
Tra i ragazzi preoccupano gli aumenti nella fascia delle scuole superiori (129 casi tra 14 e 18 anni) e tra i 19-24enni (129). Nel quadro generale, il maggior numero di casi si è verificato nella fasce tradizionalmente più colpite: 376 casi per i 25-44enni e 355 per i 45-59enni.
Domani 11 marzo, il Comune di Civitanova Marche aderisce all’iniziativa “M’illumino di meno 2022”, la campagna nazionale ideata da Rai Radio Due e Caterpillar che ha preso il via nel 2005.Con un gesto simbolico domani dalle ore 20.00 alle ore 20.30 verranno spente temporaneamente le luci di Piazza XX Settembre, vialetto sud e Vialetto Nord.
“Non volevamo mancare neppure in questo anno 2022 all’iniziativa di Radio Due Caterpillar. Anzi quest’anno così delicato per i rincari della bolletta energetica e per le preoccupazioni dovute al conflitto in atto in Ucraina ci impongono ancor di più di essere responsabili e maggiormente sensibili rispetto ad un problema di grande attualità come un consumo più oculato dell’energia. Il nostro è, certamente, un gesto simbolico” . Ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica.
"Ognuno di noi può fare la propria parte con gesti quotidiani che siano rispettosi dell’ambiente in cui viviamo, a partire dallo spegnimento di luci inutili nelle nostre abitazioni”. “Ringrazio – ha concluso il sindaco – l’ATAC che insieme all’assessore Giuseppe Cognigni domani provvederanno allo spegnimento temporaneo delle luci nella nostra Piazza XX Settembre, la più simbolica e centrale della città”.
“L’iniziativa ‘M’illumino di Meno 2022’ invita a spegnere, pedalare, rinverdire e migliorare – ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente, Giuseppe Cognigni - la nostra Città sta facendo bene la sua parte su tutti questi fronti e partecipare a questa bella iniziativa anche quest’anno è quanto mai importante e attuale e Civitanova Marche lo farà insieme a migliaia di comuni in tutta Italia che stanno provvedendo a spegnere i loro luoghi simbolici’.
Firmata la consegna dei lavori per la demolizione del tribunale di Camerino. L’intervento, che rientra nella programmazione triennale 2021-2023, è finanziato con 640mila euro dall’ordinanza speciale del Commissario straordinario alla Ricostruzione Legnini, dedicata agli interventi nel Comune di Camerino.
Si tratta dell’opera di abbattimento più grande dopo il sisma 2016. Una struttura, risalente agli anni ’70, costruita nel 1966 e inaugurata nel 1970, gravemente danneggiata dalle scosse che hanno provocato il crollo di diverse parti e delle pareti esterne praticamente sventrate.
La demolizione rappresenta un passaggio importante ai fini della ricostruzione perché permetterà di predisporre un’area di cantierizzazione che consentirà di avviare anche altri interventi negli edifici vicini a piazza Giuseppe Mazzini, dove è ubicata la struttura del tribunale. Da lunedì prossimo la ditta incaricata comincerà ad allestire il cantiere per le operazioni di demolizione.
Questa mattina, nell’ufficio del sindaco presso il palazzo municipale, l’amministrazione comunale ha omaggiato con una targa ricordo il luogotenente Nicola Clemente, comandante della stazione dei Carabinieri di Morrovalle dal 1998 al 2021, che il 31 dicembre scorso ha concluso una carriera lunga 44 anni all’interno dell’Arma andando in pensione. Una piccola cerimonia per ringraziare Clemente del servizio svolto in questi 23 anni trascorsi a Morrovalle, dove il luogotenente ha fatto sapere che continuerà a vivere.
«In segno di gratitudine per il servizio svolto con professionalità, senso di abnegazione e appassionata dedizione a favore della comunità morrovallese», queste le parole incise sulla targa consegnata dal sindaco Andrea Staffolani all’ormai ex comandante della stazione cittadina, che ha trovato il suo successore nel luogotenente Emmanuel Moretti.
Oltre al primo cittadino, presenti gli assessori Fabiana Scarpetta, Stefano Montemarani e Mauro Baldassarri, i consiglieri comunali di maggioranza Roberta Palombini ed Emiliano Filippetti e il consigliere di opposizione Francesco Sopranzi.
Un protocollo che attesta la comune volontà e il comune impegno - nel rispetto dei rispettivi ruoli e attribuzioni - per sviluppare un rapporto di collaborazione finalizzato a favorire l’accesso alla giustizia e la migliore tutela per coloro che abbiano subito atti discriminatori. Si tratta del nuovo accordo siglato oggi presso la sala della Provincia di Macerata tra la consigliera di parità provinciale dott.ssa Deborah Pantana, la Presidente dell’Ordine degli avvocati di Macerata e Camerino Avv. Maria Cristina Ottavianoni e la Presidente del Comitato per le Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Macerata e Camerino Avv. Laura Bozzi.
Fra gli obbiettivi, quello di istituire una rete di collaborazioni fra gli enti locali per la promozione ed il controllo in materia di pari opportunità e discriminazione nel mondo del lavoro di rilevanza provinciale. Non solo: i firmatari si propongono di realizzare mediante avviso pubblico un elenco di avvocate/i specializzati in diritto del lavoro e diritto antidiscriminatorio.
Tale elenco sarà a disposizione della Consigliera di Parità Provinciale che - nel riconoscimento delle proprie funzioni - potrà decidere a chi affidare gli incarichi professionali volti a garantire la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazioni - in ogni tipologia di procedimento - sia in ambito, civile sia penale.
Ancora una volta Castelraimondo si dimostra città sensibile rispetto alla gestione dei rifiuti e alla raccolta differenziata. L’amministrazione comunale, dopo l’installazione dei tecnologici green point su tutto il territorio, ha infatti messo a disposizione dei cittadini uno spazio web con tutte le informazioni utili per il conferimento dei rifiuti: dal calendario della raccolta porta a porta, agli orari di apertura per il ritiro dei sacchetti, fino ai numeri telefonici per l’assistenza e tanti altri dettagli pratici per favorire gli utenti.
Inoltre, l'amministrazione ha voluto mettere a disposizione dei residenti video in cui viene spiegato con precisione sia le modalità di utilizzo dei nuovi green point, sia il dato mensile relativo alla raccolta differenziata fornito dal Cosmari e aggiornato di volta in volta come per il resto delle informazioni contenute nel portale. Insomma, un vero e proprio “manuale” a disposizione sul sito ufficiale del Comune attraverso un semplice clic sul banner verde con scritto “Castelraimondo Ambiente”.
«Uno strumento in più per i cittadini – spiega l’assessore ai Servizi Ecologici Elisabetta Torregiani – è giusto che tutti possano vedere qual è il tasso aggiornato di raccolta differenziata a Castelraimondo. Così come è utile avere sempre a portata di smartphone orari e numeri utili. C’è ad esempio il numero telefonico per l’assistenza dei green point, una linea diretta con un operatore Cosmari pronto a rispondere a qualsiasi dubbio o domanda, in modo da evitare disagi, segnalare problemi e prevenire errori nel conferimento dei rifiuti».
Mentre proseguono i tentativi da parte dell’Unione Europea di sanzionare Mosca e i suoi oligarchi – ben protetti dalla strategia dei conti offshore – l’Italia di Draghi prova a tenere il passo, tra il benestare generale di tutte le forze politiche parlamentari e qualche uscita a vuoto come il "caso Salvini in Polonia".
Nell’arco di due settimane di conflitto, decenni di sforzo per costruire l’Europa unita – attraverso l'integrazione economica, politica e dei valori di libertà e democrazia – hanno dovuto scontrarsi contro i carri armati di Putin, riportando l’intero ordine internazionale indietro di 80 anni e rimettendo in discussione quegli obiettivi di pace, sicurezza e benessere che sembravano essere stati conquistati.
La crisi energetica e l'incertezza sulla durata della guerra, spingono Draghi a discutere – dopo ogni formale condanna alle azioni del Cremlino – degli effetti economici che il conflitto avrà sull’economia italiana e su come il Governo intenda porvi rimedio. Tutto questo, mentre si concorda con gli altri Stati dell’Unione l’invio di sostegni bellici alla resistenza ucraina (che comunque partiva già preparata al conflitto grazie a USA e UK).
“Sui rincari dobbiamo muoverci con rapidità e decisione, difendendo il potere di acquisto delle nostre famiglie e la sopravvivenza delle nostre imprese" – ha dichiarato Draghi nel suo ultimo intervento alla Camera, aggiornando il Paese sugli sviluppi del conflitto orientale. "Siamo al lavoro per ridurre la dipendenza dal gas russo e in tempi rapidi", ha aggiunto ribadendo l’intenzione di ripristinare le centrali a carbone. E su gli effetti che la crisi energetica avrà sul Pnrr ha detto: "È ancora prematuro prospettare ora una revisione. Ma molte regole Ue andranno sicuramente rilette".
Contemporaneamente, il colosso Eni ha deciso di sospendere i nuovi contratti d’acquisto del petrolio di Mosca, dimenticando che una simile manovra non andrà certo a beneficio degli italiani – che stanno facendo i conti con il caro carburanti – né tantomeno penalizzeranno Putin. In tal senso, la figura dell’ex Confindustria Ernesto Ferlenghi ha già messo al riparo gli interessi di tutti quanti, facendo a suo tempo da anfitrione per politici e imprenditori di berlusconiana memoria.
Il Governo ha parlato anche di riforma del catasto: “La riforma non porta ad alcun incremento delle imposizioni fiscali sugli immobili regolarmente accatastati - ha assicurato l'ex governatore di Banca d'Italia -. Nessuno pagherà più tasse: serve per eliminare abusi e le irregolarità, per una maggiore trasparenza”.
Il principio, dunque, sarebbe quello di riequilibrare il carico fiscale del Paese, per evitare disparità sociali anche nei pagamenti dovuti allo Stato. Come però il Governo intenda reperire le informazioni utili per evitare di gravare sulle finanze dei più deboli, non è dato ancora saperlo.
In rialzo per il sesto giorno consecutivo nelle Marche l'incidenza di casi di coronavirus ogni 100mila abitanti: nell'ultima giornata ha toccato i 752,03 (ieri 703,07) con i 1.893 positivi rilevati. Tra questi, secondo i dati dell'Osservatorio epidemiologico regionale, ci sono 379 persone con sintomi (il 20% dei casi totali).
I tamponi eseguiti sono 4.543 tra i quali 3.989 nel percorso diagnostico (47,5% di positivi) e 554 nel percorso guariti. I casi comprendono 496 contatti stretti di positivi, 491 contatti domestici, 23 in ambito scolastico/formativo, 2 rispettivamente in ambito lavorativo, di vita/socialità e assistenziale, 1 in ambito sanitario. Su 366 contagi è in corso un approfondimento epidemiologico.
Oltre i 600 casi giornalieri in provincia di Ancona (630); seguono per numero assoluto di positivi le province di Macerata (384), Ascoli Piceno (300), Pesaro Urbino (250), Fermo (225); 104 contagiati provenienti da fuori regione. Ancora le fasce d'età 25-44 anni (565) e 45-59 anni (412) quelle che hanno registrato in maggior numero di contagi; poi 14-18 anni (193).
(Servizio in aggiornamento)