Svolta a Jesi per il progetto del grande polo logistico di Amazon nel territorio dell'Interporto Marche, con il completamento dell'iter di autorizzazione ministeriale. Lo annuncia il Comune in una nota stampa, dopo i timori che il proposito non potesse andare in porto (leggi qui).
"Amazon, ci siamo! È giunta questa mattina in Comune la comunicazione del Ministero della Transizione Ecologica dell'esclusione della procedura di Via (Valutazione impatto ambientale) per l'insediamento della piattaforma e-commerce in zona interporto", si legge nel comunicato.
L'amministrazione chiarisce che "per il Ministero sono sufficienti le informazioni già in possesso per prendere atto che l'insediamento non avrà impatti significativi, e dunque ha dato ufficialmente il via libera".
In ragione di questo, i tecnici del Comune hanno trasmesso alla Provincia la richiesta di esclusione della procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica), ultimo atto autorizzativo necessario per poter attuare la variante urbanistica.
"È un traguardo straordinariamente importante per Jesi ed il suo territorio" fa sapere il sindaco Massimo Bacci, che parla di "grandi opportunità che l'insediamento garantirà sotto il profilo dell'occupazione e dell'indotto. Si parla di migliaia di posti di lavoro, una enorme boccata d'ossigeno per l'economia e lo sviluppo non solo della Vallesina".
La città di Castelraimondo si mobilita per aiutare le famiglie ucraine in fuga dalla guerra che sta interessando in questi ultimi giorni la loro nazione.
Persone di ogni età sono state costrette a rifugiarsi e a scappare per non essere coinvolte in bombardamenti e combattimenti, ovviamente provocando una richiesta enorme di beni di prima necessità.
L’amministrazione comunale di Castelraimondo non è rimasta con le mani in mano ed ha subito attivato una raccolta di medicinali e generi alimentari nei tre supermercati cittadini (il "Sì con Te" di via Piancatelli, il "Sì con Te" di piazza Dante e il "Conad City" di via Mattei) e presso la Farmacia Grelloni.
Nella giornata di sabato 5 marzo i volontari della Protezione Civile e gli scout del gruppo cittadino saranno presenti in queste quattro attività per raccogliere beni da chiunque li vorrà donare. Una volta terminata la giornata tutto sarà impacchettato e consegnato alla Caritas che provvederà al trasporto nelle zone di confine con l’Ucraina.
«Un’occasione per essere vicini a un popolo che si è trovato nel mezzo di una guerra che sicuramente non voleva – spiega il sindaco Patrizio Leonelli –. Invitiamo chi può a donare qualcosa perché anche un piccolo gesto, in questo momento, è prezioso per aiutare chi sta soffrendo e sta scappando dal conflitto. Sono sicuro che la città come sempre risponderà presente anche a questa richiesta di aiuto».
A pochi giorni dalle dimissioni presentate in via ufficiale da Pierluigi Marconi - dovute alla mancanza di personale, di garanzie e di uno staff adeguato come da accordi col Ministero della Cultura - è stata pubblicata la domanda per eleggere il suo immediato successore alla Soprintendenza Marche Sud (province di Ascoli, Fermo e Macerata). La scadenza per presentare le candidature è prevista per venerdì 11 marzo.
«Ringrazio il Mibact per essersi attivato tempestivamente - ha dichiarato con soddisfazione l'assessore regionale alla Cultura Giorgia Latini -. Poche ore dopo la rinuncia del dottor Moriconi mi sono recata a Roma per incontrare il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni con la quale ho avuto modo di discutere anche di questo. Il suo interessamento era già stato in passato essenziale: sia perché il Ministero scegliesse Ascoli per la nuova sede della Soprintendenza, sia per dare avvio alla procedura amministrativa per la nomina del direttore.
Ora l'auspicio è che si possa ripartire con maggiore serenità. Stiamo attraversando una fase complessa della ricostruzione e il ruolo della Soprintendenza è fondamentale».
Si è concluso oggi il XIII Congresso della Cisl Marche con la riconferma di Sauro Rossi come Segretario generale del sindacato cislino regionale.
La due giorni congressuale ‘Esserci per cambiare le Marche. Curando l’oggi e costruendo il domani’ che si è tenuta a Colli del Tronto (AP) - si legge nel comunicato stampa diffuso - ha visto la partecipazione, nel rispetto della normativa anti-covid, di oltre 300 persone (tra invitati e delegati eletti) provenienti dalle 19 Federazioni sindacali di categoria della Cisl Marche e nelle assemblee pre-congressuali Ast, Aree sindacali territoriali, attraverso un percorso congressuale che negli ultimi mesi ha coinvolto migliaia di lavoratori e pensionati in rappresentanza dei 154.291 iscritti alla Cisl delle Marche.
Sauro Rossi, sarà affiancato nella nuova segreteria da Cristiana Ilari e Marco Ferracuti, nei prossimi quattro anni di mandato.
«Per la Cisl - ha dichiarato Rossi - lo sviluppo delle Marche deve essere connotato da una netta impronta sociale; è per noi necessaria un’innovazione di sistema, un cambio di paradigma che deve mettere al centro sempre le persone per realizzare equità e giustizia sociale, per affermare il lavoro di qualità, per qualificare il nostro sistema manifatturiero e dei servizi, per rafforzare le reti di welfare, con un forte investimento nella formazione e colmando i divari territoriali.
La transizione ecologica e digitale è un potente fattore di cambiamento per la nostra regione, a patto che sia governata dai principi della prossimità e della partecipazione, senza lasciare nessuno indietro, attraverso un grande patto tra istituzioni e forze sociali».
«La rotta da seguire in tutto il paese - ha aggiunto il segretario generale Cisl Luigi Sbarra - deve essere quella di un modello di sviluppo sostenibile ed equo, mettendo al centro la transizione ecologica e quella digitale, welfare, lotta al precariato, adeguata formazione, la creazione di lavoro di qualità»
«Anche nelle Marche persiste il problema storico delle infrastrutture che vanno connesse meglio sull’asse est-ovest, rafforzando le tratte ferroviarie lungo la dorsale adriatica e un’opera come la Falconara-Roma, che non può più essere ritardata, ovviamente, al completamento dei collegamenti con il porto di Ancona. Occorre anche investire nella sanità spostando il baricentro dall’ospedale al territorio, incrementando attività, tecnologie, e nuove figure professionali. Sono obiettivi oggi raggiungibili grazie al PNRR e con i finanziamenti previsti dal nuovo ciclo di fondi strutturali europei.
È un’opportunità unica - ha concluso Sbarra - Fa bene la Cisl Marche ad incalzare la Regione affinché attivi subito il confronto su come procedere negli investimenti previsti nel PNRR, anche per sostenere il ruolo centrale degli enti locali. Occorre la massima condivisione sugli obiettivi e sugli strumenti da utilizzare per vincolare le risorse alla valorizzazione del capitale umano, al lavoro stabile, di qualità e soprattutto in assoluta sicurezza».
Stamattina il vicesindaco Fabiana Scarpetta e l’assessore Stefano Montemarani, delegati dal sindaco Andrea Staffolani, hanno incontrato in Comune il capogruppo consiliare di Cura e Partecipazione Silvia Dalloro e il consigliere comunale Francesco Sopranzi. Tutti hanno voluto esprimere il proprio no alla guerra in Ucraina e deciso di avviare una costante collaborazione su iniziative di solidarietà rivolte alla popolazione ucraina.
"A nome del consiglio comunale tutto - si legge nel comunicato diffuso - esprimiamo la ferma e unanime condanna alla brutale invasione perpetrata dal presidente della Federazione Russa Vladimir Putin nei confronti di uno stato sovrano come l’Ucraina. Un’aggressione che ci sconvolge ma che ci impone anche la necessità di una risposta decisa a difesa dei diritti inviolabili dell’uomo e dei valori fondanti delle democrazie. Su questo aspetto ribadiamo la nostra volontà di andare oltre le divisioni politiche per compattarsi intorno ai valori della libertà, della pace e della fratellanza".
I consiglieri hanno rimarcato il comune intento di concordare iniziative per dare risposte alla popolazione ucraina, iniziative che sono in fase di articolazione, di concerto con le istituzioni provinciali, regionali e nazionali.
"In questa fase - conclude il comunicato - preme a tutti noi di ringraziare i cittadini e le associazioni che si sono già mobilitati per sostenere la popolazione colpita dai drammatici fatti di questi giorni".
La giunta comunale di Recanati ha approvato nelle ultime ore lo schema di convenzione con la Regione Marche per poter accedere agli 850mila euro di finanziamento per la realizzazione della bretella stradale di collegamento tra la Z.I. Castelfidardo e la Z.I. Squartabue nel tratto compreso all'interno dell'area abitata di Villa Musone.
“La convenzione ci permette di procedere nei lavori per la costruzione dell’importante arteria stradale che decongestionerà il traffico veicolare pesante in questa zona - ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi – Una bella notizia sia per gli abitanti che vedranno diminuire il traffico pesante e sia per gli imprenditori e i dipendenti delle tante aziende che hanno sede nella zona industriale che potranno finalmente superare difficoltà logistiche e gli imbottigliamenti del traffico nelle ore di punta. Un’opera che nasce da una complessa collaborazione istituzionale congiunta tra i Comuni di Loreto, Castelfidardo e le aree delle Provincie di Ancona e Macerata che vedrà, come da crono programma, l’appalto dei lavori entro l’anno.”
Il tratto della bretella ricadente nel territorio recanatese ha una lunghezza di 450 m e una rotatoria dal diametro di 50 m. per un costo d’intervento pari a 995.000 euro, finanziato per 850.000 euro dalla Regione Marche nell’ambito degli investimenti per l’ampliamento ed il potenziamento delle infrastrutture stradali regionali. I restanti 145.000 euro verranno finanziati dal Comune di Recanati tramite un mutuo, per gli indennizzi di esproprio e le spese tecniche.
“Un ulteriore passo avanti dopo la predisposizione del progetto e la variante urbanistica che ha completato il percorso - ha affermato l’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Fiordomo - Qualche giorno fa la Regione, che gestisce i fondi dello Stato per questo intervento, ci ha invitato lo schema di convenzione che ora possiamo sottoscrivere arrivando alla stesura finale del progetto. Possiamo anche attivare il mutuo per la parte di nostra competenza in modo da avviare la gara di appalto.”
A seguito dell'ultimo Tavolo di Coordinamento per discutere sugli aiuti a sostegno del popolo ucraino, la giunta Comunale di Civitanova ha deciso di attivare canali di contatto per coordinare gli aiuti e raccogliere le disponibilità di cittadini e aziende. A presiedere la decisione anche la Protezione Civile, la Caritas diocesana, la Croce Verde e SVAU.
In pochi giorni sono arrivate tante chiamate telefoniche e email da parte dei cittadini civitanovesi volenterosi di offrire il proprio contributo a sostegno di chi sta subendo gli orrori della guerra in Europa Orientale. Oltre alla raccolta di beni di prima necessità, alcuni hanno scelto di mettere a disposizione persino i propri alloggi e, addirittura, di proporsi volontari facendo da spola per portare gli aiuti nelle zone prossime al confine ucraino.
“Non avevo dubbi sul grande cuore della gente civitanovese – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica – che non finisce mai di sorprendere. In Comune e presso le Associazioni di volontariato stanno arrivando tantissime offerte di aiuto che noi convoglieremo al meglio per non disperdere la grande ondata di solidarietà che come sempre contraddistingue l’anima dei nostri cittadini. Stiamo per dare avvio ad una raccolta fondi per poter offrire un ulteriore aiuto concreto al popolo ucraino sostenendo interventi di assistenza umanitaria ed emergenziale. Un sentito ringraziamento va a chi sin da subito si è reso disponibile ad offrire il proprio contributo”.
Il sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha revocato due Ordinanza con le quali, a seguito delle scosse di terremoto dell’ottobre 2016, aveva dichiarato non utilizzabili la casa parrocchiale della chiesa di Santa Maria della Pietà, in località Pitino, e una singola abitazione in località Serripola.
Per i lavori di riparazione del danno, con rafforzamento localizzato della struttura, nei due immobili l’Ufficio speciale per la Ricostruzione della Regione Marche aveva concesso due contributi di circa 70mila e 30mila euro ciascuno.
Madre, figlia, fidanzato, cane e gatto in fuga dalla guerra e salvati sul confine tra Ucraina e Slovacchia. Sono loro i protagonisti del trasporto straordinario che proprio in queste ore ha visto in prima linea la spedizione partita da Matelica e giunta ai confini della guerra. I tre adesso saranno ospitati nel B&B di uno dei promotori dell'iniziativa.
La conferma arriva da Fabio Barboni, tra gli organizzatori della spedizione: "Ieri notte abbiamo scaricato tutte le provviste e i materiali raccolti per i profughi e siamo riusciti a convincere una famiglia a salire sul nostro van per essere ospitati da noi nelle Marche. Erano estremamente provati".
Una missione umanitaria nata per caso grazie a un post su Facebook da parte di Ives-Heidi Van Couwenberghe-Bosmans, ragazzo belga proprietario di un B&B a Matelica. Da quel momento Fabio, Ives e Leonardo hanno radunato le forze e in poche ore, grazie all'intervento della comunità ucraina nelle Marche e dall’Associazione il Lume di Treia, hanno caricato il proprio furgoncino a Morrovalle dirigendosi al confine con l'Ucraina.
"Siamo partiti senza sapere chi caricare, poi lungo il viaggio un contatto ucraino ci aveva indicato delle persone da prelevare al confine tra la Slovacchia e l'Ucraina. Ma il nostro contatto è saltato e abbiamo dovuto cambiare i programmi e accogliere chi era lì e aveva bisogno - racconta Fabio. Tutto è stato fatto con fondi privati per lasciare sul posto beni di prima necessità e tornare indietro con gli amici ucraini che vorranno venire nelle Marche".
"Per i tre ucraini in fuga dalla guerra ci siamo già attivati per effettuare i pass sanitari e richiedere tutta la documentazione necessaria che consenta loro di poter accedere alle cure mediche e a un codice fiscale di riferimento", ha aggiunto Fabio, che ha coordinato la spedizione dall'Italia e promosso un crowfunding destinato ai bisogni della popolazione ucraina.
Il Comune di San Severino Marche sta raccogliendo la disponibilità di alloggi, già dimostrata da alcune famiglie settempedane, e alcune offerte di ospitalità nei confronti dei cittadini ucraini in fuga dalle proprie terre coinvolte dall’invasione russa. Inoltre l’Amministrazione locale, oltre ad agevolare i contatti tra chi vive qui e chi è in fuga dalla guerra, sta organizzando, insieme a Caritas, Croce Rossa Italiana e altre associazioni, numerose iniziative allo scopo di aiutare chi sta vivendo in prima persona l’assurdo dramma.
“È vero che il coordinamento di questo genere di iniziative spetta alla Prefettura con la quale abbiamo attivato tutti i canali mettendoci a completa disposizione - spiega il sindaco, Rosa Piermattei - ma sul territorio ci stiamo già muovendo, com’è doveroso che sia, tant’è che ci sono famiglie che, scappate dall’Ucraina, hanno già trovato ospitalità presso amici e parenti che da tempo risiedono da noi. Attraverso altri canali, inoltre - aggiunge il primo cittadino settempedano - abbiamo convogliato diverse raccolte di generi alimentari e beni di prima necessità.
Come Comune abbiamo messo subito a disposizione alcuni nostri locali da adibire allo scopo e che possiamo volentieri continuare a mettere a disposizione anche secondo le indicazioni che ci giungeranno dalla Prefettura o da altri organi. A San Severino Marche ci sono proprietari di immobili vuoti che mi hanno contattata mettendo a disposizione alloggi ma anche famiglie che stanno dando disponibilità per l’accoglienza, in casa, di mamme con figli o famiglie con bambini in fuga dall’Ucraina.
Cerchiamo di coordinare in qualche modo anche questo genere di iniziative perché potrebbe esserci bisogno di strutture visti i venti di guerra che, purtroppo, continuano a soffiare nonostante i vari appelli alla pace da parte della comunità internazionale cui ci siamo uniti con forza e decisione”.
Chi fosse interessato a segnalare disponibilità ad accogliere persone, a fornire aiuti o ad organizzare qualsiasi tipo di attività di solidarietà nei confronti del popolo ucraino, può farlo utilizzando ma la mail info@comune.sanseverinomarche.mc.it Il sindaco Piermattei sta tenendo contatti con ucraini che vivono in città per cercare di monitorare costantemente la situazione mentre il Comune ha già messo a disposizione di chiunque voglia contribuire, secondo le proprie possibilità, il proprio conto corrente per offerte che andranno indirizzate seguendo la causale “Comune di San Severino Marche a favore del popolo ucraino”. Il codice Iban è il seguente: IT36W0306969150100000046015.
Intanto domani pomeriggio (5 marzo), alle ore 17, è previsto un sit – in piazza Del Popolo organizzato dall’Anpi “Cap. Salvatore Valerio” e dal circolo di Legambiente “Il Grillo”. Ad essere invitate alla manifestazione pubblica, supportata dal Comune, tutte le associazioni culturali settempedane. In piazza saranno presenti anche l’Uteam, la Caritas, il gruppo Scout, il Centro Tarkovskij, l’Associazione Maestri Cattolici, il Corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani”, l’associazione Il Sognalibro, l’associazione culturale La Zattera e il Gruppo vocale Tourdion Ensemble.
Frontignano riapre gli impianti: si torna a sciare. Grandissima attesa per i numerosi appassionati di sport invernali che finalmente potranno tornare a godere del Parco dei Monti Sibillini sotto la neve; tutte le informazioni sui servizi, meteo, piste, si possono trovare sul sito: frontignano360.it
In occasione dell’evento saranno in funzione le due seggiovie quadriposto Saliere e Belvedere, il tapis roulant del campo scuola e ad accogliervi il Saliere Sibillini Mountain Lounge tutto rinnovato. La Contram s.p.a. in accordo con Fontignano360 e Bolognola Ski, mette a disposizione un servizio navetta nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 marzo 2022 a partire dalle 08:30 e fino alle 16:30 per raggiungere il Rifugio Le Saliere (Seggiovia Schiancio/Saliere).
La navetta effettuerà un collegamento a circuito continuo partendo da via di Monte Bove all’altezza dell’incrocio con l’ex Hotel Domus fino al Piazzale Rifugio Le Saliere (Seggiovia Schiancio/Saliere). Gli utenti che vorranno fruire del servizio di bus navetta dovranno essere provvisti di mascherina FFP2 e Green Pass Rafforzato (vaccino o guarigione).
CIVITANOVA - Sottoscritto nel tardo pomeriggio di ieri, presso la Sala Consiliare del Comune, il protocollo d’intesa tra i Comuni aderenti al progetto “Noi Marche 2022/2023”. “Noi Marche” è nata, con il supporto della Miconi srl, nel 2012 per opera di 14 Comuni fondatori, con Civitanova Marche capofila, del progetto volto alla promozione turistica dei territori attraverso la conoscenza dei borghi, delle tradizioni, delle bellezze naturali sia della parte costiera che dell’entroterra dei Comuni coinvolti.
Oggi i Comuni che partecipano al progetto sono Civitanova, Apiro, Appignano, Cingoli, Falerone, Fiastra, Grottazzolina, Gualdo, Jesi, Matelica, Monsano, Montegiorgio, Montegranaro, Morrovalle, Penna San Giovanni, Potenza Picena, San Severino Marche, Sarnano, Treia, a cui si sono recentemente aggiunti Castelplanio, Cupramontana, Genga, Magliano di Tenna, Maiolati Spontini, Ponzano di Fermo, Rosora.
Hanno partecipato all’evento il Sindaco Fabrizio Ciarapica, il Presidente della Regione Marche Francesco Aquaroli, i Consiglieri Regionali Elena Leonardi e Pierpaolo Borroni, i promotori Loredana Miconi per “Noi Marche” e Mauro Fumagalli per “Noi Marche Bike Life”, ed i rappresentanti dei Comuni aderenti al Progetto.
“Civitanova è stata tra i Comuni fondatori di Noi Marche, avendo firmato nel 2012, come capofila, il protocollo di intesa che oggi andiamo a rinnovare – ha dichiarato il Sindaco Fabrizio Ciarapica in apertura dei lavori - Abbiamo creduto fin dall’inizio che il progetto avesse ampie potenzialità a livello di crescita sociale, culturale e turistica, resa possibile grazie anche alla proficua e sincera collaborazione tra realtà locali.
Potenzialità che sono state in gran parte espresse nel corso di questi 10 anni e sono certo lo saranno anche in futuro. Una crescita a suo tempo da noi prevista ed auspicata, dove l'unione fa la forza e dove solo facendo rete si riesce a raggiungere alti traguardi. Lo stesso spirito che deve animare tutti noi in questo difficile momento storico, contrassegnato dalla paura per la guerra e dagli effetti della pandemia. La nostra Regione è una delle più belle d’Italia, spetta a tutti noi ora valorizzarla e farla conoscere attraverso tutti gli strumenti possibili ai nostri graditi visitatori”.
“In questi primi 17 mesi- ha dichiarato il Governatore Francesco Acquaroli - abbiamo cercato di immaginare un percorso per unire in un unico grande progetto tutte le peculiarità dei territori. Possiamo vantare borghi che sono musei a cielo aperto. Abbiamo approvato la legge sui borghi per la riqualificazione di luoghi che hanno rappresentato storia e tradizioni e ci siamo dedicati alla legge per la costituzione dell’agenzia per turismo e internalizzazione.
La capacità delle Amministrazioni di fare rete superando i campanilismi è determinante per costruire circuiti attrattivi agli occhi dei turisti. La pandemia ha condizionato lo sviluppo di promozione ma oggi viviamo una fase nuova che dobbiamo assolutamente cogliere. Tanti italiani non conoscono le nostre bellezze, per questo dobbiamo promozionare il nostro bellissimo territorio. Il Governo ha finanziato, anche con un contributo della Regione, la continuità territoriale che ci permetterà di essere presenti presso i grandi aeroporti. È nostra intenzione aprire al Nord Europa, sono tante le sfide per in unico grande progetto e sono sicuro che sapremo moltiplicare le nostre buone pratiche”.
Loredana Miconi e Mauro Fumagalli, ideatori e promotori di “Noi Marche” e di “Noi Marche Bike Life”, hanno illustrato ai presenti i progetti realizzati nel 2021 e quelli programmati per l’anno in corso, tra i quali trovano posto “Borghi Aperti”, “Noi Marche Outdoor”, la partecipazione a fiere, la presenza su giornali e riviste, gli eventi legati al progetto Bike e alla promozione del cicloturismo, la realizzazione di nuovi itinerari, gli sviluppi dei “Bike hotel” e “Bike friendly”. La parte finale dell’evento è stata dedicata al cerimoniale della firma del Protocollo d’intesa da parte dei rappresentanti dei 26 comuni aderenti al progetto.
Nello specifico, hanno partecipato i seguenti rappresentanti Comunali: per Apiro il Vicesindaco Roberto Morelli, per Appignano il Sindaco Mariano Calamita e l’Assessore al turismo Stefano Montecchiarini, per Castelplanio il Sindaco Fabio Badiali, per Cingoli l’Assessore Turismo Cristiana Nardi, per Cupramontana il Sindaco Enrico Giampieri ed il Vicesindaco Stefania Sorana, per Falerone il Vicesindaco Pisana Liberati, per Fiastra il Sindaco Sauro Scaficchia, per Grottazzolina l’Assessore alle Politiche Sociali Samuela Andreoli, per Gualdo il Consigliere Monia Batassa, per Magliano di Tenna il Sindaco Pietro Cesetti, per Maiolati Spontini il Sindaco Tiziano Consoli, per Monsano il Sindaco Roberto Campelli, per Montegiorgio il Sindaco (e Presidente della Provincia di Fermo) Michele Ortenzi, per Montegranaro il Sindaco Endrio Ubaldi ed il Consigliere Cristiana Puggioni, per Penna San Giovanni il Vicesindaco Stefania Cardinali, i Consiglieri Claudia Santancini e Ruggero Cutini Calisti, per Ponzano di Fermo il Sindaco Ezio Jacopini e l’Assessore al Turismo Andrea Tortoni, per Potenza Picena il Sindaco Noemi Tartabini, per Rosora il Sindaco Fausto Sassi, per San Severino Marche il Sindaco Rosa Piermattei, per Sarnano il Sindaco Luca Piergentili e l’Assessore alla Cultura Stefano Censori, per Treia il Consigliere Sabrina Virgili.
Prosegue la discesa del tasso di incidenza cumulativo nelle Marche, arrivato a 584,38 su 100mila (ieri era 589,51), mentre si registrano nell'ultima giornata 1.502 nuovi casi di covid, secondo i dati dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale. La positività è 41,6% di 3.614 tamponi del percorso diagnostico, su 5.209 tamponi totali analizzati.
Le persone con sintomi sono 298, i contatti stretti di casi positivi 443, i contatti domestici 406, i positivi in setting scolastico formativo 22, i contatti in setting lavorativo 3, i casi in fase di approfondimento epidemiologico 319.
La provincia di Ancona totalizza 416 nuovi casi, seguita da Pesaro Urbino con 277, Macerata con 263, Ascoli Piceno con 244, oltre a 64 casi fuori regione. Il contagio interessa soprattutto le fasce di età 25-44 anni con 375 casi, 45-59 con 306, 14-18 anni con 200.
"Con il caro energia e carburanti, le spese sono aumentate a dismisura. Il prezzo del gasolio, arrivato a superare quota 2 euro al litro in autostrada, rappresenta di certo il danno maggiore. Non nego che mi preoccupa non quanto si è verificato fin qui ma quanto potrà accadere con la guerra".
A parlare è Manuele Maggi, ogni giorno in viaggio per lavoro tra la Puglia e le Marche. "Per lavoro mi sposto quotidianamente e per i nostri tre mezzi, solo nell'ultimo mese, c'è stato un aumento superiore a mille euro per le spese relative al gasolio", spiega Maggi.
Il caro prezzi non è però l'unica minaccia attualmente sul campo per agenti di commercio e imprenditori: "I margini di guadagno si stanno riducendo ancora di più sui nostri prodotti con l'aumento dei costi delle materie prime. Nonostante il mio settore di riferimento non abbia subito una crisi durante la pandemia, è pur vero che siamo pronti a tempi bui".
La preoccupazione si sposta adesso sul fronte dell'est Europa, con il pericolo di una guerra che coinvolga tutto l'Occidente: "Riteniamo gli impatti più impegnativi per chi lavora su strada non si siano ancora concretizzati. La protesta degli autotrasportatori che hanno bloccato alcuni porti o autostrade in Italia, è solo l'inizio. Eliminare accise ancestrali dal costo dei carburanti può essere un primo passo per calmierare i prezzi e dare una mano nell'immediato a milioni di lavoratori".
Nelle Marche finora gli "arrivi sono graduali e sporadici e organizzati da familiari e conoscenti e le esigenze logistiche da affrontare sono legate soprattutto agli aspetti sanitari, alla regolarizzazione della presenza dei profughi per i permessi di soggiorno, alle esigenze abitative e ai sostegni economici". Per "l'esame dei flussi dei profughi, legati all'evolversi del conflitto in atto, è stato costituito un coordinamento per la gestione dell'emergenza”.
La decisione è stata presa ieri durante una riunione in videoconferenza tra Regione, rappresentata dall'assessore Aguzzi, e dai vertici della Protezione Civile, dalle Prefetture delle Marche (prefetto di Ancona Pellos, prefetto di Fermo Filippi, prefetto di Ascoli Piceno De Rogatis, viceprefetto vicario di Pesaro e Urbino Milan e viceprefetto vicario di Macerata D'Amico) e dall'Anci Marche rappresentata dall'assessora comunale di Ancona Emma Capogrossi per affrontare congiuntamente aspetti organizzativi connessi all'arrivo di profughi ucraini nel territorio marchigiano.
È stato previsto che gli "enti Locali potranno segnalare tempestivamente alle autorità di pubblica sicurezza e sanitarie la presenza nei propri territori di cittadini ucraini arrivati a seguito del conflitto". Come stabilito dalle autorità statali, "ai profughi sarà rilasciato un permesso di soggiorno con validità per alcuni mesi". Il Sistema sanitario della Regione diramerà istruzioni per l'assistenza sanitaria del caso. La Regione valuterà l'utilizzo dell'Hotel Covid, per il quale era stata prevista la chiusura il 31 marzo prossimo, per la quarantena dei cittadini ucraini in questione. Il coordinamento "ricercherà soluzioni abitative disponibili alla ospitalità di profughi".
Ribadita la possibilità di utilizzo di Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) gestite dalle prefetture e Sai (Sistema di Accoglienza ed Integrazione) gestite dagli enti locali, destinate ai richiedenti protezione internazionale. Il coordinamento regionale resta in stretto contatto con il Sistema Nazionale di Protezione Civile, il Ministero dell'Interno e il Ministero della Salute per adeguare gli aspetti organizzativo-logistici legati all'accoglienza dei profughi
"Ieri abbiamo voluto dare indicazione ai profughi che eventualmente arriveranno dall'Ucraina al nostro Paese che, se vorranno, potranno vaccinarsi, noi lo faremo gratuitamente, come lo stiamo facendo per tutte le persone". Lo detto l'assessore regionale alla Sanità delle Marche Filippo Saltamartini, il quale ha sottolineato la necessità di "non abbassare la guardia" davanti al virus, ricordando lo sforza fatto dalla campagna vaccinale, quando l'intervallo tra la seconda dose e il booster è stato accorciato a 4 mesi. Le parole dell’assessore sono in linea con quanto già dichiarato, ieri, dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, il quale ha precisato come lo status di rifugiato non preveda l’obbligo di Super Green Pass (leggi qui).
(Foto Ansa)
Le conseguenze già discusse del "Decreto Ucraina" (leggi qui) – comprese quelle derivanti dalle sanzioni promosse dall’Ue – rischiano di pesare ancora di più sulla crisi energetica già in atto. Se la Russia chiudesse i rubinetti, come potrebbe sopperire il nostro Paese al 38% di gas naturale da cui dipende? E dove andrebbe presa l’energia per scongiurare il rischio di un collasso?
Tutta l’Italia per funzionare – abitazioni, riscaldamento, fabbriche, industrie, trasporti – ha bisogno di un quantitativo di energia che viene per il 20% circa dalle rinnovabili (la gran parte dall'idroelettrico), per il 33% circa dal petrolio e per il 40% circa da gas naturale. Più un 7% preso da altre fonti secondarie.
Nel 2020 gli italiani hanno consumato consumato circa 71 mld di Smc (metri cubi di gas naturale); di questi 66 mld sono importati dall’estero. Praticamente il 95% di gas naturale proviene da altri Paesi, e il restante 5% è prodotto direttamente in Italia. Le nostre maggiori importazioni vengono da Olanda e Norvegia (2,9%), Libia (4,2%), Azerbaijan (9,5%), Algeria (27,8%) e, soprattutto, Russia (38,2%). C’è poi il 13,1% che passa dal mare: il cosiddetto GNL o gas naturale liquefatto.
COSA ACCADREBBE SE LA SITUAZIONE IN EUROPA ORIENTALE DOVESSE PEGGIORARE?
Le rinnovabili sono da escludere del tutto. Non solo perché al momento non riuscirebbero a compensare adeguatamente il nostro fabbisogno energetico – soprattutto per industrie e trasporti pesanti -, ma anche perché i tempi di approvazione e messa in atto richiederebbero tempi estremamente lunghi. Con effetti visibili solo nel lungo termine.
E nemmeno il nucleare può essere considerato: un po’ per le stesse ragioni delle rinnovabili, e un po’ perché nel nostro Paese rimane ancora un argomento fortemente dibattuto. La necessità di soluzioni a breve termine riguardano l’incremento delle importazioni da altri paesi di gas naturale e GNL, la riapertura delle centrali a carbone e l’utilizzo di gas di stoccaggio.
Nel primo caso, però, bisognerebbe fare i conti con i Paesi dai quali già importiamo gas naturale in rapporto anche ai loro altri accordi commerciali - oltre che del loro personale fabbisogno. Sul fronte GNL, invece, sono gli Stati Uniti a rivestire un ruolo decisivo: a loro spetta infatti l’ultima parola sugli accordi con la Cina e con la regione del Qatar (secondo esportatore mondiale).
Con quest’ultima, in particolare, gli USA vantano accordi di "joint venture" – si pensi alle multinazionali americane che lì si trovano: "ExonMobil" e "ConocoPhilips" – per la gestione degli impianti di liquefazione situati nel polo petrolchimico di Ras Laffan. In più, l’amministrazione Biden dovrebbe persuadere Giappone e Corea del Sud a rinunciare a parte del loro GNL, in modo da dirottarlo verso l’Europa.
Infine, rispetto al gas dello stoccaggio – nove giacimenti in Italia* -, la compensazione sarebbe minima: solo 17 mld di Smc sui 75 mld di cui avremmo bisogno. Stesso discorso per le centrali a carbone – due di queste già riattivate a fine 2021 - poiché riuscirebbero a coprire solamente un 5% del fabbisogno energetico nazionale.
* Otto siti appartengono alla Stogit (gruppo Eni): Brugherio, Minerbio, Settala, Ripalta, Sergnano, Sabbioncello, Cortemaggiore, Fiume Treste (ex San Salvo). Mentre i giacimenti di Collalto (Treviso) e Cellino (Teramo) sono di proprietà dell'Edison
Fonte dati MISE (Ministero dello Sviluppo Economico)
Lo Sferisterio si illumina con i colori della bandiera ucraina. Dalle18 il monumento simbolo di Macerata si è colorato di giallo e azzurro, ovvero il grano e il cielo.
La proposta era pervenuta nei giorni scorsi alla maggioranza dai consiglieri del Pd e subito è stata accolta in segno di solidarietà nei confronti del popolo ucraino. Intanto, in tutte le Marche si moltiplicano le iniziative per dire no alla guerra.
“Anche grazie alla vicinanza di moltissimi di voi, abbiamo già versato al vescovo di Kiev una prima somma per aiuti immediati di 10 mila euro che stanno già utilizzando per le primissime emergenze”. Lo fa sapere il vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi, che successivamente lancia un appello riguardo l’accoglienza profughi.
“Cari sacerdoti, diaconi, consacrati e fedeli tutti, in riferimento all’accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina stiamo in contatto quotidiano con Caritas Nazionale e con le Autorità locali a partire dalla Prefettura che ha il primo compito di coordinare questa tipologia di attività”.
“L’accoglienza di stranieri provenienti da zona di guerra non può essere svolta in maniera caotica o improvvisata, per non aggiungere problemi a una situazione già complessa e drammatica, aggiunge il vescovo. Molti profughi sono minori e la legislazione che li tutela è giustamente molto severa. In ogni caso le persone che arriveranno devono essere presentate alla Prefettura per le necessarie autorizzazioni”.
“Siamo ancora in regime di emergenza Covid pertanto devono essere adottate le necessarie precauzioni e rispettati tutti i protocolli disposti dalle autorità. La maggior parte delle persone che arrivano non parlano altra lingua se non la propria o una lingua slava, pertanto anche questo aspetto va tenuto in debita considerazione".
"La Caritas Diocesana – precisa ancora il vescovo - resta a disposizione per chiarimenti a riguardo e aiutare a risolvere eventuali problematiche burocratiche. Caritas Italiana ribadisce che al momento organizzare raccolte di cibo o abiti non serve, anzi potrebbe creare problemi non avendo percorsi certi per farli arrivare; si corre il rischio di inviare materiali in luoghi dove la gente non c’è più, perché intanto è fuggita altrove”.
Un furgone pieno di aiuti umanitari. Destinazione: Ucraina. Questa l’iniziativa portata avanti nelle ultime ore da Fabio Barboni, Leonardo Profili, e Ives Van Couwenberghe e Heidi Bosmans, grazie al supporto ricevuto dai Matelicesi e dall’Associazione il Lume di Treia – che ha messo a disposizione il mezzo.
La richiesta – via social – era già partita nella giornata di mercoledì e, in appena 24 ore, ha raccolto centinaia di prime adesioni e donazioni (altre sono ancora in corso). Il gruppo ora è in viaggio verso il confine ucraino per portare cibo, coperte e altri beni di prima necessità ai profughi in fuga dalla guerra.
“Si tratta della più grande tragedia umanitaria dal dopoguerra – ha commentato Fabio – e per questo abbiamo voluto attrezzarci e mettere in piedi una rete di contatti con i residenti e le associazioni locali in modo da poter organizzare, per il futuro, altri viaggi. Grazie anche al coordinamento con la Comunità Ucraina delle Marche, abbiamo la possibilità di dare un contributo concreto.
Il nostro obbiettivo inoltre – ha aggiunto Fabio - è di riuscire a raggiungere il confine Polacco/Ucraino in modo da poter tornare indietro con almeno una famiglia di persone in fuga dall'invasione delle truppe russe. Chiunque voglia aiutarci economicamente, mettendo a disposizione mezzi di trasporto o fornendoci beni di prima necessità non esiti a contattarci attraverso i nostri canali social. C’è bisogno dell’aiuto di tutti”.
"Lo status di rifugiato consente l'accesso alla nostra sanità, oggi o domani uscirà la circolare del nostro ministero, verranno fatte tutte le procedure, compreso il tampone per chi arriva e verrà offerta loro la possibilità di vaccinazione". Lo dice a Rai Radio1 Pierpaolo Sileri, sottosegretario al ministero della Salute.
Lo status di rifugiato, ha precisato, "non prevede l'obbligo del super Green Pass, è chiaro che noi offriremo la vaccinazione ma quello che serve alle persone che giungono da noi ora è un abbraccio". Per prendere treni o bus "si procederà ad un controllo mediante tampone" dei rifugiati.