Pulizia, decoro urbano e attenzione agli amici a quattro zampe. Castelraimondo si conferma città attenta all’ambiente grazie all’impegno dell’amministrazione comunale sul fronte ecologico: dopo l’installazione dei green point per un maggiore controllo e decoro urbano per quanto riguarda i rifiuti domestici, ora si compie un ulteriore passo in avanti grazie al posizionamento degli “ecodog”, ovvero dei cestini per la raccolta delle deiezioni canine.
Distribuiti in varie parti della città e anche nella frazione di Crispiero, i raccoglitori di colore verde sono ben visibili e utilizzabili da tutti. “Chi raccoglie semina civiltà”: è questo l’invito che si legge sui nuovi secchi e che sintetizza in breve il concetto di decoro e responsabilità rivolto ai possessori dei cani.
«Avevamo promesso che ci saremo occupati anche di questo aspetto e lo abbiamo fatto», ha commentato l’assessore ai Servizi Ecologici Elisabetta Torregiani. «Siamo attenti alle esigenze dei cittadini che giustamente avevano bisogno di cestini per la raccolta delle deiezioni canine, ora ci auguriamo che tutti li utilizzino in maniera corretta e civile, in modo da tenere pulite strade, marciapiedi e aree verdi evitandone un uso improprio. Dopo l’installazione dei green point abbiamo voluto integrare il sistema con questi “ecodog”, in modo da poter coprire le varie zone della città pensando anche agli amici a quattro zampe».
Numeri del Covid in ulteriore calo nelle Marche: i ricoverati sono scesi a quota 88 (-6) rispetto a ieri, di cui 3 in terapia intensiva, 2 in semi intensiva e 83 in reparti non intensivi. Diminuiscono anche le persone in osservazione nei pronto soccorso: 9.
I dati sono stati resi noti nelle ultime 24 ore dalla Regione Marche. I nuovi contagi registrati nell'ultima giornata sono 742 (ieri 846), e continua a scendere anche il tasso di incidenza cumulativo, che arriva a 382,85 su 100mila abitanti (ieri 395,15). Due i decessi segnalati, che fanno salire il totale a 4.090 dall'inizio della pandemia.
Un altro nome, Alessandra Matteuzzi, un'altra donna uccisa dall'ex compagno. La storia era finita ma lui non si era rassegnato. Minacce, pedinamenti, agguati. Lei comincia ad avere paura, teme per la sua incolumità. Trova il coraggio di denunciarlo per stalking. Ma ciò non è stato abbastanza. Perché? Perché l'uomo cui era stato imposto il divieto di avvicinamento, di fatto ha continuato a mettere in atto comportamenti persecutori nei confronti della donna. E quella misura cautelare per lui era tale e quale non fosse stata ordinata.
Alessandra nel tentativo di proteggersi è ricorsa persino al sostegno delle vicine di casa, raccomandando loro di non aprire mai il portone qualora lui avesse suonato per cercare di entrare. C'è chi parla di mala giustizia. Il ministro Cartabia ha chiesto agli uffici dell'ispettorato di "svolgere con urgenza i necessari accertamenti preliminari, formulando all'esito valutazioni e proposte". C'è chi parla di vuoti normativi, perché dopo aver denunciato, alla vittima non é assicurata un'efficace tutela.
Il procuratore di Bologna ha sollevato a questo proposito il problema sull'utilizzabilità del braccialetto elettronico, dichiarando: "Il problema è quello dei costi. Già oggi potremmo utilizzarli per alcuni reati, ma quando li vai a richiedere non si trovano. Quindi ci vuole la norma, ma poi anche la forza di poter creare dal punto di vista economico gli strumenti che quella norma la fanno funzionare".Il tema non è tanto trovare la falla del sistema, dopo che le aggressioni sono avvenute, dopo che lo stalker è divenuto tale, dopo che si è consumato l'omicidio. L'argomento dovrebbe essere affrontato in via preventiva: interventi sociali educativi e formativi ma anche e soprattutto certezza della pena.Sul primo versante si è già autorevolmente espressa anche la Convenzione di Istanbul, uno dei trattati più incisivi a livello mondiale per il rispetto dei diritti umani, dal punto di vista giuridico, culturale e politico. Oltre a condannare ogni violenza sulle donne, riconosce "la natura strutturale della violenza contro le donne in quanto basata sul genere" chiarendo l'essenzialità dell'elemento culturale da porre alla base dei piani di intervento.Quanto alla certezza della pena, La risposta dello Stato al crimine dovrebbe essere immediata. Già Cesare Beccaria, giurista, filosofo, economista dell'Illuminismo italiano, la cui opera principale è il trattato "Dei delitti e delle pene" (1764), aveva espresso questo concetto “il primo fattore di deterrenza è la certezza della punizione; esiti disastrosi si devono attendere da un sistema che, all’opposto, produce nei destinatari una convinzione prossima alla certezza che le pene minacciate non saranno eseguite”.Il codice rosso, in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, con i suoi 21 articoli e successive modificazioni ha l'indubbio merito di: aver inasprito le pene per alcuni reati, aver introdotto nuovi delitti, aver introdotto nuove aggravanti su misura delle vittime; aver previsto la fondamentale obbligatorietà dell’arresto in flagranza per chi violi le misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa.Tuttavia nella sostanziale attuazione molti sono i punti critici su cui dovrebbe aprirsi il dibattito politico, tra questi: una stretta sulla concessione delle misure alternative alla detenzione, il miglioramento applicativo dell'uso del braccialetto elettronico, la tutela e la protezione, fisica e psicologica, delle donne nel momento immediatamente successivo alla denuncia e per tutto l'iter giudiziario che le attende.
"Testimonianza di un salvataggio in mare, quando a vincere è la solidarietà". Titola così la lettera di una lettrice, Gabriella Zagaglia, arrivata questa mattina alla nostra redazione. I fatti fanno riferimento a quanto accaduto domenica scorsa, 21 agosto, sulla spiaggia libera di Porto Potenza Picena, quando il suo compagno ha accusato un improvviso malore mentre era in acqua.
Ma, grazie all'aiuto di tanti, gli attimi di paura vissuti non si sono trasformati in tragedia. Un modo per ringraziare proprio i tanti che, con il loro contributo, hanno fatto la differenza "perché ogni essere umano è un anello che, isolato, non farà mai catena". Di seguito proponiamo il contenuto integrale della lettera:
"Ultimi riflessi di una torrida estate, quando il mare s'increspa e scalpita, come un puledro capriccioso. Ultimi giorni di sana spossatezza, dopo le fatiche dei mesi precedenti. Siamo una coppia tranquilla, due neo pensionati attivi e, per indole, di poche pretese. "Stessa spiaggia, stesso mare" da anni. Un parcheggio fortuito lungo la nazionale, un pezzo di sabbia libera, attrezzatura facile da trasporto e uno spicchio di mare.
"Quel mare" tra il lido bello e Fontespina di Porto Civitanova. Non chiediamo altro. La gente qui non è mai la stessa, ogni volta si incontrano facce nuove. Ognuno prende silenziosamente posizione e c'è rispetto tacito nelle distanze, misurate a colpo d'occhio, all'arrivo.
Due fra tanti, due come tanti. C'è la postazione di un bagnino, ci sono i venditori di routine, i bimbi che “starnazzano” allegramente sulla riva, i “passeggiatori” che sfilano da nord a sud della costa. Ci sono i “creativi” che allestiscono sculture sonore con sassi, conchiglie, pezzi di legno in magici equilibri o appesi a fili di nylon e quanto altro rigurgiti il mare di notte. Sotto ad ogni ombrellone, un piccolo mondo discreto. È domenica mattina, 21 agosto 2022. Ferragosto è passato e non c'è più la "calca".
Troviamo facilmente posto per l'auto e, come siamo soliti fare, scarichiamo lettino, sdraio e ombrellone. Attraversiamo, come sempre, il piccolo sottopasso e ci ricaviamo un privato spazio sulla striscia sassosa, quella a pochi passi dalla riva. A noi piace così, io lo chiamo “l'avamposto”.
Sono sul lettino ad oziare, vorrei dormire e accantono il mio cellulare e i miei appunti (che ho sempre con me) da un lato sulla sabbia. V. mi tiene il broncio, abbiamo avuto un piccolo battibecco, poi si eclissa dietro al suo libro, sprofondando nella sua sdraio blu. Questa è l'ultima immagine che il mio cervello ha registrato, prima di tutto, prima che il cielo mi si frantumasse addosso. Squilla il mio cellulare. Sono intorpidita e accaldata. Mi accorgo di essermi addormentata sotto il sole.
Sollevo il busto istintivamente e metto le gambe fuori dal lettino, la mano sinistra ha il cellulare vicino all'orecchio. È la mia amica infermiera, ma la sua voce mi arriva da lontano. Ora il mio sguardo (grazie alla posizione in avamposto) è fisso sulla riva, a circa dieci metri da me, verso sud. Vedo V. arrancare sul bagnasciuga, procedere gattonando e strisciando. La testa bassa e i movimenti lenti e pesanti.
La mia mano scaglia in aria il cellulare mentre, di corsa, vado verso di lui che, nel frattempo, si siede di fronte alla riva accasciato su sé stesso. Nessuno si accorge di lui, data la posizione di spalle verso la gente. Sono sola, tragicamente sola con il mio uomo che rigurgita schiuma e acqua di mare, farfugliandomi di avere bevuto. Lo trascino un po' indietro afferrandolo per le ascelle. Gli parlo, è vigile ma ha gli occhi stravolti, è cianotico. Intervengo come posso.
Faccio appello a tutte le mie conoscenze in materia di pronto soccorso, da fisioterapista veterana. La disperazione lascia il posto ad una lucida razionalità. Esce acqua, a fiotti. Mi guardo intorno con supplica di aiuto e gli aiuti arrivano. La gente ha il cellulare in mano, chiama il pronto intervento. Arriva il bagnino (Riccardo Damiani), e gli cedo il mio posto: anche lui fa quello che può e come può, con grande coraggio e determinazione. Un altro prezioso e provvidenziale aiuto, arriva alle mie spalle, qualificandosi.
È un infermiere del reparto di rianimazione, Giordano Garbuglia che dà il cambio al bagnino. È un lavoro a tre, pressioni, posizionamenti, spostamenti. La gente non è inerme o indifferente. In molti aiutano a prendere asciugamani e a trascinarlo verso la sabbia. È una gara di solidarietà. Tempestivamente arriva lo staff del 118. Sono in 6 tra medici, infermieri e volontari. Veloci, efficienti, professionali.
L'aria è satura di paura, panico, emotività e timore, ma in questa staffetta di salvataggio, c'è la gente intorno. Estranei che improvvisamente diventano cordiali e premurosi, dando anche loro un prezioso contributo. Due uomini, in pochi minuti, mi sistemano lettino, ombrellone e sdraio nel portabagagli.
Ho le lacrime agli occhi. Per V., per la paura, per riconoscenza verso tutti questi fortuiti angeli. Arrivo dopo l'ambulanza e riferisco i fatti al medico del pronto soccorso. V. è ancora vigile e respira a fatica. Sanitari attenti, esperti ed efficienti. V. viene portato in rianimazione e la dottoressa responsabile, ci accoglie con grande umanità e disponibilità. Giornata critica, ma poi, il sole! Lunedì ha tolto il casco e ora, respira con la mascherina.
V. è un atipico sessantacinquenne. È un uomo forte, un ex paracadutista arruolato in gioventù nelle forze speciali del G.I.S e, soprattutto, un nuotatore eccezionale. Soltanto un malore poteva essere la causa di tutto l'accadimento. Soprattutto, soltanto la sua grande energia e coraggio, potevano riportarlo a riva, pur avendo bevuto almeno una decina di litri d'acqua.
Ecco, tutto questo, ha dato il via alla dinamica che ho raccontato. Di sicuro, è la storia di un uomo che ha lottato tenacemente per la sua vita. Ora che l'adrenalina si sta riassorbendo gradualmente e la mente è lucida, vedo oltre i fatti, oltre il terrore di una sfiorata tragedia. Ora vedo, nitidamente, quello che di solito non trapela dagli altri, quella parte compressa e offuscata che fa di ogni individuo un essere umano: l'amore per i propri simili.
E mi nasce, da dentro, un immenso senso di gratitudine per questo angolo di luce insito in ognuno di noi. Una luce che sa accendersi nei momenti bui, per ricordarci il nostro senso di appartenenza ad un'unica grande specie. È questa la gente che amo, quella di cui non si parla spesso nelle cronache, quella che fa poca notizia, quella che ti tende una mano anche se non ti ha mai visto prima. Non ci sono altri termini per dire "grazie", altrimenti li userei tutti in ogni declinazione.
Ma, e parlo specialmente a nome di V. non finirò mai di ripetermi. E allora grazie a Dio che ha dato forza e coraggio al vero protagonista della storia, grazie al bagnino Riccardo Damiani, grazie all'infermiere Giordano Garbuglia, grazie a tutto lo staff del 118, ai medici del pronto soccorso e della rianimazione dell'Ospedale di Civitanova Alta, e grazie agli “angeli” occasionali della spiaggia di Porto Potenza, preziosi come l'acqua nel deserto.
A volte, le brutte storie possono lasciarci grandi insegnamenti e indurci a riflettere sul nostro atteggiamento verso gli altri. Soprattutto, da quanto è accaduto, risalta una fondamentale, grande verità: un uomo, da solo, è una goccia che non potrà mai essere pioggia o mare, perché ogni essere umano è un anello che, isolato, non farà mai catena".
Riprenderanno lunedì prossimo i lavori per il completamento della rotatoria provvisoria sul tratto finale della SS77, a Civitanova Marche. La struttura andrà a sostituire l’attuale semaforo e consentirà un migliore raccordo tra la SS77 “Val di Chienti” e la ex SS.16 “Adriatica”, evitando il formarsi di lunghe code di automobili.
Per consentire all’impresa Gatti e Purini snc di allestire la fase conclusiva del cantiere, il comando della polizia locale e l’Anas hanno pubblicato le rispettive ordinanze per le necessarie modifiche alla viabilità.
"I lavori sono in avanzata fase di esecuzione, essendo stata realizzata la rampa bypass lato sud e parte del sottofondo della rotatoria stessa. In vista dunque della ripresa dell’intervento dopo una pausa opportuna a non creare disagi durante il periodo del maggior afflusso turistico, scatta da lunedì 29 agosto l’ordinanza per la disciplina della circolazione stradale per una durata stimata di circa 20 giorni" puntualizza il sindaco Fabrizio Ciarapica.
"Era necessario intervenire senza ulteriori attese per snellire il traffico sulla Strada Statale 16 Adriatica - aggiunge il primo cittadino. In accordo con l’Anas, durante i mesi estivi i lavori sono stati sospesi per evitare disagi e ora riavviamo il cantiere per un celere completamento. Probabile possano crearsi situazioni di difficoltà al transito in questi giorni, ma cercheremo di intervenire e di disciplinare il transito dei veicoli in base all’occorrenza”. Il Servizio comunale Viabilità provvederà all’installazione della segnaletica verticale indicante anche le principali direzioni di marcia.
COSA PREVEDE L'ORDINANZA - Traffico chiuso sulla Ss77, direzione Ancona, sia sulla rampa di uscita che di ingresso, con decorrenza da lunedì 29 agosto fino alla mezzanotte del 20 settembre, e comunque fino al termine dei lavori. L’afflusso veicolare verrà pertanto deviato come di seguito indicato:
- direzione obbligatoria a destra per i veicoli in uscita dalla rampa bypass lato sud SS77;
- direzione obbligatoria a destra per tutti i veicoli in uscita da via Fontanella;
- divieto di accesso sulla SS77 per tutti i veicoli provenienti da sud che circolano in via Martiri di Belfiore;
- l’ingresso alla SS77 per i soli veicoli che provengono da nord;
- doppio senso di circolazione in via Martiri di Belfiore con direzioni di marcia consentite solo verso nord e verso sud nel tratto corrispondente all’innesto della SS77 con la SS16.
Il traffico verrà canalizzato mediante l’utilizzo della rotatoria di via Indipendenza e la rotatoria di via Aldo Moro. Verrà disattivato l’impianto semaforico attualmente presente nell’incrocio tra la SS77 e la ex SS16, fino alla messa in esercizio della rotatoria provvisoria oggetto dell’appalto.
Il Comune di San Severino Marche ricostruirà la porzione del muro contro terra a protezione della strada di via Madonna dei Lumi crollato nel marzo scorso a seguito di infiltrazioni meteoriche.
La Giunta settempedana ha approvato il progetto esecutivo delle opere di rifacimento, redatto dall’ufficio Lavori Pubblici, impegnando la somma di 60mila euro che sarà coperta con il contributo, relativo all’anno 2022, per investimenti finalizzati alla messa in sicurezza del territorio assegnato con decreto del Ministero dell’Interno.
L’area interessata dal crollo, nel parcheggio del piazzale antistante il santuario della Madonna dei Lumi, a Castello al Monte, era stata immediatamente messa in sicurezza e transennata dopo il cedimento.
Una fiammata porta il futures sul gas, negli scambi ad Amsterdam, che va a toccare i 315 euro (+8%). Poi si assesta su quota 310 euro, un rialzo comunque vertiginoso sulla peggiore crisi di approvvigionamento degli ultimi decenni che mette pressione ai Governi.
L'impennata ha anche portato i prezzi dell'energia in tutto il continente a livelli mai visti prima, contribuendo all'aumento dei costi per tutto, dalla produzione di zinco e alluminio ai fertilizzanti.
Secondo il piano europeo di razionamento l’Italia dovrà risparmiare circa il 7% del gas che ha consumato in media negli ultimi cinque anni. Il governo è al momento al lavoro su un piano del risparmio energetico e di taglio di consumi di gas e elettricità, che dovrebbe essere pronto entro il 31 agosto, data in cui il Nord Stream diventerà inattivo
«Sono disperata, mi hanno riconosciuta da quel video». Sono le parole della 55enne ucraina che ha subito una violenza sessuale in centro a Piacenza la mattina del 21 agosto. Parole che sono state riferite agli inquirenti nell’ambito dell’indagine sulla violenza.
L’aggressore è un ventisettenne della Guinea richiedente asilo, (che peraltro gli era stato rifiutato) e, da quanto emerso, dopo aver avvicinato la donna, l’avrebbe gettata a terra e avrebbe cominciato a spogliarla per abusare di lei, mentre la vittima tentava di difendersi con tutte le sue forze.
L’uomo è stato subito arrestato grazie ad un vicino di casa che ha allertato la Polizia, giunta prontamente sul posto. Lo stesso vicino avrebbe filmato la scena con il suo cellulare ed avrebbe consegnato il video alle forze dell’ordine. Poi lo stesso video è stato diffuso in rete, ma prima di finire sui social avrebbe girato sui telefoni di diverse persone senza alcuna precauzione.
Il Gip del Tribunale di Piacenza ha convalidato l'arresto per Sekou Souware il 27enne originario della Guinea, accusato di aver violentato la donna. Al termine dell'udienza preliminare, il gip ha riconosciuto un quadro indiziario particolarmente grave, desunto dal video e dalle dichiarazioni di chi ha ripreso la violenza, ed ha ravvisato esigenze cautelari per rischio di inquinamento probatorio, reiterazione e pericolo di fuga che hanno portato all’ordinanza di convalida.
La Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per diffusione illecita senza consenso del video, in violazione dell’art. 734 bis codice penale “Divulgazione delle generalità o dell’immagine di persona offesa da atti di violenza sessuale”. Facebook, Twitter ed Instagram hanno rimosso il video dello stupro perchè viola le loro regole.
Si è acceso un intenso dibattito politico dopo che la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha condiviso il video sui social. All’iniziale attacco di Enrico Letta «Il video postato da Giorgia Meloni su uno stupro è un video indecente e indecoroso», Meloni aveva replicato che la sua era stata un’espressione di solidarietà alla vittima, strumentalizzata per fare della “bieca propaganda” .
Concetto che ha ribadito martedì ad Ancona, dove ha aperto la campagna elettorale, dichiarando “Io ho preso un video pubblicato da un quotidiano, completamente oscurato, mi fido della stampa italiana.
Non ho parlato con questa persona, ma siccome sono molto sensibile a queste materie, non avrei mai pubblicato un video che potesse far riconoscere la vittima". Ed ancora “Quando il Pd ha pubblicato senza oscurarle le immagini di un omicidio, cioè dell'assassinio di Alika a Civitanova Marche, perché al tempo questa questione non ve la siete posta? (...) Le immagini della morte di quell'uomo sono state ampiamente pubblicate senza alcuna forma di oscuramento, tant'è che la famiglia disse che per loro rivedere quelle immagini è stato drammatico".
La questione focale è questa: una donna che ha subito una violenza, attraverso la diffusione del video ne sta subendo un’altra. Il suo consenso è stato violato nell’imposizione di un atto sessuale così come nella diffusione del video.
Vittima due volte anche per una propaganda elettorale che utilizza strumenti che non dovrebbero esserle propri. Si è perso di vista il reato che si è consumato nel pieno centro di una città. Si è persa di vista anche l’opportunità di fare eventuali riflessioni sulla circolazione di quel video.
Era necessaria la divulgazione di quel video per condannare la violenza sulle donne e per manifestare loro solidarietà? Quante violenze vengono perpetrate silenziosamente tra le pareti domestiche o nei luoghi di lavoro, riempiendo i fascicoli delle procure italiane, senza sollevare quotidianamente una “eco politica” così agguerrita? Una campagna elettorale non dovrebbe avere come unico fine quello di mostrare agli italiani i progetti per il futuro della loro Nazione?
Celebrazioni di San Giuliano senza fuochi d'artificio e spettacolo pirotecnico. A deciderlo è stata la Giunta comunale di Macerata nel dichiarare come le risorse saranno destinate alle famiglie maceratesi.
"Tutti sappiamo che lasciataci alle spalle l’estate ci attende un autunno complicato, delicato e difficile, soprattutto per le famiglie: basti pensare al caro energia, al carrello della spesa, all’acquisto dei libri di testo scolastici, al riavvio delle attività sportive per i giovani e molto altro" ha detto il sindaco Sandro Parcaroli.
"Dopo un’approfondita analisi della delicata situazione, la Giunta ha deciso di non fare lo spettacolo pirotecnico e destinare le relative risorse alle famiglie maceratesi con particolare attenzione, appunto, all’accesso all’attività sportiva di base, al diritto allo studio e quindi, più in generale, al sociale" conclude il primo cittadino.
"Non esistono 'province rosse'. Ma esistono amministratori locali che ribaltano lo stesso giorno il risultato delle europee convincendo i cittadini casa per casa". Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd, cita il risultato dell'esito del voto 2019 per rispondere alle dichiarazioni di Matteo Salvini (leggi qui) in visita ieri nella città marchigiana per la campagna elettorale.
Il leader della Lega ha pronosticato una vittoria del centrodestra nelle Marche "ovunque". "Quello ottenuto nel 2019 - dice il sindaco di Pesaro - è lo stesso risultato che porteremo anche alle elezioni politiche di settembre, vogliamo vincere il collegio e fare del Pd il primo partito delle Marche".
Ricci commenta anche le dichiarazioni di Giorgia Meloni, che ieri ha aperto la campagna elettorale di Fratelli d'Italia ad Ancona (qui le sue parole): "pur di far leva sul razzismo si passa sopra al corpo di una donna stuprata".
"Sul video (della donna violentata a Piacenza, ndr) Meloni doveva scusarsi, invece è stata patetica - attacca Ricci -. La verità è che la sua destra fa leva senza scrupoli sul razzismo". Quanto al modello Marche, sostenuto dalla presidente di FdI come base per conquistare l'Italia, Ricci cita la sanità: "partire dalla Marche significa partire dalla fotografia del nulla".
Dopo due anni di governo del centrodestra, la sanità è "peggiorata" e la Regione è " senza una guida, più frammentata e più debole". "Se l'idea di Italia che hanno è quella della giunta regionale delle Marche siamo rovinati - conclude Ricci -. Ma la campagna elettorale cambierà i pronostici e il Pd sarà il primo partito anche nelle Marche".
"Sono trascorsi sei anni da quel 24 agosto 2016 che ha cambiato la vita per sempre ai nostri territori", ma "c’è molto ancora da fare per accelerare la macchina della ricostruzione, sia dal punto di vista normativo, liberando la mente da opzioni vessatorie e ideologiche, sia dal punto di vista organizzativo ed operativo". A sottolinearlo è Vittorio Lanciani, presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Macerata.
In base alla fonte documentabile in possesso dell’ordine, “sulla base di uno screening tra i colleghi impegnati nella ricostruzione” spiega Lanciani, i tempi di progettazione per interventi di importi compresi tra 100.000 euro e 500.000 euro per danni lievi vanno da 160 a 700 giorni con una media di un anno e mezzo per ottenere il decreto di concessione di contributo, "sceso sotto l’anno di media se viene utilizzata l’ordinanza 100" puntualizza il presidente.
I tempi di progettazione per interventi di importi compresi tra 100.000 e 1.000.000 di euro per danni medi e gravi variano da 180 giorni a 1450 giorni "con una media di un anno e mezzo per ottenere il decreto di concessione di contributo in ordinanza 100", aggiunge Lanciani nel precisare come "il 20% del tempo impiegato per la progettazione è utilizzato dal professionista per il progetto tecnico, il restante 80% per adempimenti burocratici".
Tra cui "l'utilizzo di piattaforme di una lentezza esasperante, raccolta e produzione di documentazione demografica e documentale, redazione di relazioni, dichiarazioni, asseverazioni, modelli e schemi spesso ripetitivi nei contenuti, ottemperare a procedure e richieste, rispondere ad integrazioni e quesiti che hanno ragione di essere solo in funzione della procedura prevista" afferma Lanciani.
Il presidente dell'ordine degli architetti della provincia di Macerata si rivolge, poi, al commissario Giovanni Legnini, nell'apprendere "con piacere che ha rinunciato alla candidatura al parlamento per dedicarsi alla causa – dice Lanciani -. Lei ha già dato prova di volersi impegnare in prima persona, serve un ultimo scatto di intelligenza politica ascoltando finalmente nel vero senso della parola gli ordini professionali”.
“Sono i liberi professionisti che hanno in mano la soluzione per accelerare veramente la ricostruzione avendone subito fino ad ora tutte le inefficienze e sopperito con abnegazione e capacità professionale” precisa il presidente dell’ordine degli architetti maceratese.
Infine, un invito “ai politici che si candidano a rappresentare il territorio" che avranno il “compito di giungere il più velocemente possibile a sbloccare le risorse necessarie evitando il ricorso al superbonus 110% per l’accollo, e a ridare la giusta importanza e il riconoscimento del ruolo ai professionisti tecnici, troppo spesso non solo ignorati ma il più delle volte considerati pura manovalanza tecnica se non messi strumentalmente sul banco degli imputati”.
Il servizio Tutela del Territorio della Regione Marche sta realizzando alcuni lavori di ripristino della funzionalità idraulica di un tratto del fiume Potenza, nel territorio del Comune di San Severino Marche, che va da ponte Sant’Antonio alla frazione di Taccoli.
Le opere, appaltate dal Genio Civile di Macerata grazie ai fondi comunitari Por Fesr 2014 – 2020 asse 8 destinate ad interventi di mitigrazione del rischio idrogeologico nei Comuni del “cratere” già duramente segnati dall’emergenza terremoto 2016, sono stati affidati all’impresa Cagnini Costruzioni Srl di Maddalena di Muccia.
Il territorio del Comune di San Severino Marche in passato è stato interessato da eventi disastrosi a causa dello straripamento delle acque del Potenza che, in alcuni casi, hanno costituito anche un serio pericolo per la popolazione e per le attività presenti lungo le sponde.
La progettazione degli interventi, affidata sempre al Genio Civile di Macerata, ha dovuto seguire una serie di tutele ambientali, paesaggistiche e archeologiche e ha visto la collaborazione di alte professionalità universitarie.
Torna come ogni domenica la rubrica curata dal legale Oberdan Pantana “Chiedilo all'Avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla responsabilità medica; ecco la risposta dell’avvocato Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: “È responsabile il medico specialista ospedaliero il cui paziente a seguito di una colonscopia muore?”
Ci è utile riguardo il caso di specie approfondire una recente vicenda nella quale un medico specialista ha eseguito un esame di colonscopia per finalità diagnostiche, stante la manifestazione di dolore continuo lamentato dalla donna all'emiaddome destro. Il medico nell'eseguire l'esame ha provocato la morte della paziente in conseguenza di una lacerazione della parete colica.
Il medico è stato quindi ritenuto responsabile del reato di omicidio colposo per colpa generica dovuta a negligenza, imprudenza e imperizia e colpa specifica in quanto lo stesso ha eseguito l'esame, che nel caso di specie appariva sproporzionato tenuto conto anche delle avanzata della paziente, senza rispettare le linee guida, omettendo di eseguire un preliminare approfondimento diagnostico con tecniche meno invasive ed in assenza di adeguata preparazione intestinale.
Anche per la Cassazione, a cui il medico ha ricorso per contestare la condanna, non sono in discussione le cause della morte della paziente in quanto entrambi i giudici di merito hanno ritenuto che l'imputato non ha valutato le linee guida in materia, in quanto le stesse prevedono che la colonscopia è un esame invasivo a rischio di perforazione nelle donne in età avanzata.
Prima di eseguire un esame del genere lo specialista deve quindi procedere a un corretto inquadramento anamnestico e clinico e a una corretta valutazione della indicazione dell'esame prescritto dal medico generico o da altro specialista, ciò perché, secondo la concorde valutazione dei giudici di merito, non si può ritenere che lo specialista endoscopista sia il "mero esecutore" di indagini richieste da altri, non fosse altro perché tale valutazione è necessariamente richiesta al fine di procedere ad un'informazione adeguata necessaria al fine di "raccogliere una valida disposizione di volontà del paziente".
Pertanto, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che, “In tema di colpa professionale medica, qualora ricorra l'ipotesi di cooperazione multidisciplinare, ancorché non svolta contestualmente, allorquando venga prescritto un esame diagnostico invasivo (nel caso esaminato una colonscopia), il medico specialista chiamato ad effettuare l'esame non può esimersi dal valutare, oltre che la presenza di fattori che possano condizionare negativamente l'esame stesso (assunzione di farmaci, parametri vitali, esito esami ematochimici), anche la bontà della scelta diagnostica operata dal medico richiedente in relazione alla sintomatologia lamentata dal paziente ed all'esistenza o meno di precedenti indagini diagnostiche che avvalorino il sospetto della malattia ipotizzata".
"Questo soprattutto allorquando l'esame in questione sia stato prescritto da un medico non specialista (nel caso in esame il medico di medicina generale che seguiva la paziente)".(Cass. Pen., sentenza n. 30051/2022). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Il comune di San Severino Marche ha deciso di installare due nuovi punti luce in località Frustellano, nella zona del castello di Pitino, in prossimità di un punto di raccolta dei rifiuti al fine di scongiurare l’abbandono degli stessi ma anche di migliorare la sicurezza pubblica e quella della circolazione stradale.
Le opere, per una spesa stimata di circa 4mila euro, saranno realizzate utilizzando fondi derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative elevate per la mancanza osservanza delle norme del Codice della strada.
"I fuochi d'artificio, che a causa delle condizioni del mare avverse non si sono potuti svolgere né il 15 né il 16 Agosto, avranno luogo domenica 28 agosto alle 23:30". Ad annunciarlo, in una nota diffusa sui social, è il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini.
"Inutile dire che ci auguriamo che le condizioni del tempo siano clementi e possano permettere il posizionamento delle piattaforme a mare in modo da consentire lo svolgersi dello spettacolo pirotecnico" aggiunge il primo cittadino dopo che - a causa del doppio rinvio - aveva incassato le lamentele provenienti dal coordinatore cittadino della Lega, Luca Davide.
L’evento pirotecnico portorecanatese rappresenta da sempre una manifestazione di riferimento per l’intera Riviera del Conero e, tradizionalmente, vanta presenze di decine di migliaia di persone.
Il Comune di Valfornace ha pubblicato due avvisi pubblici per la selezione di proposte progettuali ai fini dell’attuazione del bando “Rilancio economico sociale”, sub misura B2 “Turismo, cultura, sport e inclusione” linea di intervento B2.2.
Il bando fa riferimento a una delle due Ordinanze attuative del Pnrr, emanate dal Commissario straordinario Sisma 2016 il 30 giugno scorso, che è destinata a dare contributi a soggetti pubblici per iniziative di partenariato speciale pubblico - privato per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale, ambientale e sociale nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del territorio.
Il primo dei due avvisi, con una dotazione che non può superare i 2,5 milioni di euro, riguarda il cinema teatro comunale ubicato in via Roma. L’edificio si sviluppa su due livelli: al piano terra si trovano il foyer, i servizi e la platea, mentre al piano primo si trovano la galleria e la saletta di proiezione.
Il secondo avviso, invece, interessa l’ex scuola di Fiordimonte, con una dotazione anche in questo caso che non può superare i 2,5 milioni di euro. Realizzato negli anni ‘50, e utilizzato come tale fino agli anni ‘90 e solo successivamente destinato ad ospitare attività commerciali, l’edificio si estende su un unico piano fuori terra ed occupa circa 350 metri quadrati.
“Scopo dei due bandi è favorire lo sviluppo, la crescita occupazionale, l’inclusione sociale anche attraverso il terzo settore, il turismo, la cultura, valorizzando il patrimonio storico-culturale, ambientale sociale del territorio”, si legge in una nota del sindaco Massimo Citracca.
“L’Amministrazione del Comune di Valfornace, attraverso le due proposte, intende selezionare i progetti più idonei e coerenti con le finalità descritte mettendo a disposizione di privati il patrimonio pubblico per il recupero e la valorizzazione per scopi utili alla stessa comunità”.
"Dopo essersi sbloccata nel 2020, la ricostruzione nel centro Italia dopo i terremoti del 2016-2017 è entrata in una fase matura. Negli ultimi due anni ha fatto registrare un avanzamento importante, con l’apertura di 10 mila cantieri dell’edilizia privata, ed un’accelerazione molto significativa degli interventi pubblici, con 365 opere terminate e altre 315 oggi in fase di completamento".
“Risultati che solo un difficilissimo contesto esterno, segnato dalla pandemia, dall’esplosione dei prezzi, dalla saturazione del mercato edilizio, dalle conseguenze della guerra, ha impedito fossero ancora più consistenti”. Questo quanto si legge nel rapporto 2022 sulla ricostruzione nel centro Italia, presentato oggi dal commissario straordinario Giovanni Legnini.
Il rapporto fa il punto sullo stato di avanzamento della ricostruzione privata, di quella pubblica e della riparazione delle chiese e degli edifici di culto, proponendo per la prima volta anche un quadro completo del danno causato dal sisma di sei anni fa, pari nel complesso a 26,5 miliardi di euro, anche a livello dei singoli comuni. Amatrice è il comune con i maggiori danni, per oltre 1,3 miliardi di euro, seguita da Camerino con 1,2 miliardi di danni, e da Norcia, con 1,1 miliardi.
Per la ricostruzione privata, nel complesso, si registravano a fine giugno scorso 22.700 richieste di contributo per 7,6 miliardi di euro, delle quali 14.234 approvate con 4,3 miliardi di contributi concessi. Le domande di contributo già avviate rappresentano il 45% di quelle attese in termini numerici ed il 39% in valore. Negli ultimi due anni le richieste sono raddoppiate e i contributi concessi triplicati.
I cantieri privati completati sono 7.256, con la riconsegna alle famiglie di 16.520 singole unità immobiliari, il 92% di tipo residenziale e l’8% a carattere produttivo. I cantieri autorizzati oggi sono circa 7 mila. Anche gli interventi pubblici, nonostante le difficoltà generali, registrano passi avanti importanti. La spesa effettiva, grazie anche alle procedure veloci delle Ordinanze speciali per i comuni più colpiti, è arrivata a luglio a 768 milioni di euro, rispetto ai 559 di fine 2021 e i 265 milioni di fine 2020.
Nel giro di un anno, considerando anche i lavori sulle chiese, il numero dei cantieri pubblici chiusi è salito da 151 a 365. Quello dei cantieri aperti, 316, è raddoppiato, ed è destinato a crescere sensibilmente entro la fine del 2022, sia per l’avanzamento della programmazione, che oggi vede quasi un miliardo di interventi in fase di progettazione e sempre più vicini alla cantierizzazione, sia per l’avvio concreto, entro dicembre, dei 525 interventi previsti nel cratere da NextAppennino, il Fondo complementare al Pnrr per le aree sisma 2009 e 2016.
“Non è irrealistico immaginare che, compatibilmente con le condizioni di mercato, che oggi restano difficili, si possano vedere all’opera entro sei mesi un migliaio di cantieri pubblici, e che si possa riprendere un ritmo di maggior crescita dei cantieri privati anche grazie al ritorno di interesse delle imprese e dei tecnici, di cui si vedono i primi segnali, che attualmente operano in numero insufficiente alla ricostruzione”, ha affermato Legnini.
“Il lavoro che resta da fare è ancora enorme. Si attendono altre 28 mila richieste di contributo da parte dei privati, occorre realizzare 4.300 interventi pubblici ed impostarne quasi altri 2 mila nuovi. Le nuove procedure e le semplificazioni introdotte garantiscono oggi un buon funzionamento della macchina della ricostruzione, come riconoscono anche le istituzioni internazionali che forniscono la provvista finanziaria alla ricostruzione e la stessa Corte dei Conti, e un ulteriore passo avanti per consolidare e rendere più efficiente e veloce questo difficilissimo processo, potrà arrivare dal Testo Unico della ricostruzione privata, atteso ad ottobre, e dalla nuova piattaforma telematica per la gestione delle pratiche, che da gennaio 2023 sostituirà quella attuale, ormai obsoleta”.
“Oggi – ha proseguito- le risorse garantite da NextAppennino, 1 miliardo e 780 milioni, dei quali 700 sotto forma di incentivi ai nuovi investimenti delle imprese, possono rappresentare un ulteriore volano alla crescita e allo sviluppo dell'Appennino Centrale, oltre la ricostruzione materiale degli enormi danni causati dai terremoti”.
Commissario straordinario che in vista delle elezioni politiche del 25 settembre ha aggiunto: "Nessuno mi ha chiesto di candidarmi e comunque in maniera preventiva avevo già chiaramente manifestato la mia intenzione di non essere in nessun modo coinvolto nella tornata elettorale”. "Non era assolutamente di mio interesse una eventuale candidatura, non sarebbe stata rispettosa del lavoro che tutti insieme stiamo facendo".
"Il ruolo che sto svolgendo l'ho sempre interpretato con alto senso delle istituzioni e libero da vincoli di partiti e così intendo portarlo avanti fino alla scadenza del mio mandato", ha concluso Legnini.
(Foto Ansa)
Le ha fatto coraggio, una mano sulla sua spalla mentre insieme guardavano il punto in cui Alika è morto e che ora è diventato un altare pieno di fiori e pensieri affettuosi. Ilaria Cucchi ha raggiunto Civitanova Marche oggi pomeriggio e insieme al suo compagno, l'avvocato Fabio Anselmo, ha voluto incontrare Charity Oriakhy, la vedova di Alika Ogorchukwu, il venditore ambulante nigeriano di 39 anni, ucciso a mani nude lungo corso Umberto lo scorso 29 luglio.
Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il giovane massacrato in caserma dai carabinieri la notte tra il 15 e il 16 ottobre del 2009 a Roma dopo un arresto, è in vacanza nelle Marche, dove ha una casa nel Pesarese e amici a Civitanova.Tramite il suo compagno, e l'avvocato Francesco Mantella che tutela la famiglia di Alika dopo l'omicidio, si è messa in contatto con la moglie del nigeriano ucciso perché voleva farle visita per portarle la sua vicinanza.
Le due donne si sono incontrate in un bar pasticceria, lungo corso Umberto I, non molto distante dal punto in cui Alika è stato ucciso."Di indifferenza si può morire" ha detto la sorella di Cucchi, che indossava una maglietta gialla in memoria del fratello Stefano, pensando a chi girava il video poi diventato virale che riprendeva l'aggressione all'ambulante.
"Il valore di una vita barbaramente tolta non può essere quello dell’attenzione effimera degli spazi che eventualmente gli possano essere dedicati in un telegiornale", ha continuato Ilaria Cucchi."Il dolore resta".
"Il vuoto di una solitudine definitiva non verrà mai più riempito. Il ricordo le restituisce dignità. Particolarmente dolorosa è, per me, l’immagine di coloro che, presenti all’omicidio, non hanno fatto nulla se non preoccuparsi di riprenderne le immagini crudeli e barbare.
"Quel corpo che soccombeva alle esigenze di spettacolo da web. Di cinismo si può legittimare una tortura per il solo inaccettabile fatto di sentirsi protagonisti. Nessuno dimentichi mai quelle terribili immagini che purtroppo sono diventate figlie del nostro tempo".
Le due donne hanno poi fatto due passi insieme: Ilaria Cucchi - che sarà candidata al Senato per Sinistra italiana e Verdi nel collegio di Firenze - ha mostrato a Charity le foto di Stefano e insieme hanno condiviso il loro dolore.
Intanto, oggi in Nigeria, i fratelli di Alika dovevano ritirare i passaporti per venire in Italia. "I fratelli dovranno poi vedersi rilasciare il visto che permetterà loro di partire per l'Italia - ha informato l'avvocato Mantella - appena arriverà il via libera sarà fissato il funerale".
Sono due i fratelli di Alika in partenza per la Nigeria, altri due sono già arrivati perché residenti tra l'Europa e l'Italia; tutti ci tengono a partecipare alla cerimonia funebre. Le esequie, che per volontà della famiglia si terranno a San Severino Marche dove la salma verrà anche tumulata, non ci saranno prima del 20 agosto prossimo.
Nelle aule della scuola primaria De Amicis e della secondaria di primo grado dell’Istituto Strampelli saranno installati impianti di ventilazione meccanica controllata. Via libera dalla Regione Marche al finanziamento per l’acquisto e l’installazione dei suddetti impianti nelle scuole di Castelraimondo. La comunicazione è arrivata al Comune direttamente dall’assessore regionale con delega all’edilizia scolastica Francesco Baldelli, che ha scritto al sindaco di Castelraimondo Patrizio Leonelli per comunicargli l’arrivo di 64mila euro da destinare alla cosiddetta “VMC”.
«Un passo avanti per le nostre scuole e per il bene di alunni e personale – commenta il primo cittadino Leonelli – mi congratulo con l’ufficio tecnico del nostro Comune, sempre preparato e pronto a partecipare a questi bandi con precisione e puntualità. Finalmente potremo godere di aule con maggiore aereazione, rendendo più fruibili gli spazi scolastici».
Grande soddisfazione per tutta l’amministrazione comunale, in special modo per l’assessore ai Servizi Scolastici Elisabetta Torregiani, soprattutto alla luce della recente ricerca della Fondazione Hume, che ha dimostrato che la presenza di impianti di ventilazione meccanica controllata nelle aule scolastiche abbatte di più dell’80% il rischio di infezione da Covid.
«Siamo molto soddisfatti dell’arrivo di questi fondi – conferma Torregiani – ringraziamo la Regione Marche per averci messo a disposizione delle risorse utili al miglioramento dei nostri istituti scolastici. Ora ci metteremo subito al lavoro per installare quanto prima gli impianti, in modo che i nostri ragazzi e il personale scolastico possano godere subito di questi benefici».
"Nell'unico ufficio postale presente in città lo sportello automatico è fuori servizio da diversi giorni". A denunciarlo, in una lettera inviata alla nostra redazione, sono un gruppo di cittadini di San Severino Marche, a seguito del prolungato disservizio che ha colpito il Postamat di via Gorgonero.
"Pur di evitare le commissioni appllicate dalle altre banche, in molti fanno la fila agli sportelli che, peraltro, in questo periodo estivo, sono aperti soltanto al mattino" aggiungono i residenti. "Una situazione che causa non pochi disagi a coloro che si potrebbero recare alle Poste soltanto nel pomeriggio - dicono -, e che si vedono costretti a recarsi ai postamat più vicini, nei comuni di Castelraimondo o Tolentino".
++ AGGIORNAMENTO ++
Poste Italiane comunica che il guasto tecnico che ha interessato l’Atm di via Gorgonero 30 a San Severino è stato risolto il 20 agosto e che il Postamat è tornato regolarmente operativo.