Attualità

Urbisaglia, i carabinieri avranno accesso diretto alla videosorveglianza: firmato l'accordo

Urbisaglia, i carabinieri avranno accesso diretto alla videosorveglianza: firmato l'accordo

Accesso diretto per i carabinieri al sistema di videosorveglianza del comune. È questo il contenuto dell’accordo siglato dall’amministrazione di Urbisaglia con l’arma. I militari si aggiungono così all’assistente di polizia locale, che fino ad oggi era l’unica ad avere l’accesso diretto al sistema. I carabinieri avranno inoltre a disposizione un apparato installato direttamente in caserma. L’accordo è stato firmato dal sindaco di Urbisaglia Paolo Francesco Giubileo e dal comandante della Compagnia di Tolentino, il capitano Giulia Maggi. Alla sottoscrizione hanno partecipato anche il luogotenente Rosario Cianci, comandante dalla locale stazione carabinieri e l'assistente Alessandra Spurio Deales, unico componente della polizia locale di Urbisaglia. "La collaborazione tra polizia locale e le altre forze dell’ordine – commenta il capitano Maggi – ha già dimostrato in numerosi casi la sua efficienza sul territorio per quanto riguarda le indagini, il contrasto alla criminalità e la prevenzione dei reati, come recentemente accaduto per la cattura dei rapinatori dell’autogrill". "Ora, con la condivisione delle immagini riprese dalle telecamere, potremo usufruire di una sicurezza integrata ancora più capillare, dando risposte sempre più puntuali alla cittadinanza. Siamo convinti che le telecamere di videosorveglianza, per la rilevazione dei reati, abbiano un’importantissima funzione di deterrenza sulle aree pubbliche" conclude il capitano Maggi. Il Comune di Urbisaglia metterà a disposizione della locale stazione carabinieri un proprio apparato di sistema di videosorveglianza, costituito da una rete di comunicazione dati, collegata alla centrale operativa della Polizia locale. "Il costante ampliamento della rete di videosorveglianza – afferma il sindaco Giubileo – è stato possibile grazie ai bandi del Ministero dell’Interno a cui abbiamo partecipato e che ci hanno consentito per tre volte, dal 2018 ad oggi, di determinare un completo ampliamento degli 'occhi elettronici' a copertura di diverse zone della cittadina. Lo sviluppo della rete di videosorveglianza, che abbiamo installato fra i primi tra i comuni della zona, è stato possibile grazie alla attenzione alla partecipazione ai vari bandi di finanziamento e alla cura nella stesura dei relativi progetti". Il comandante della locale stazione dei carabinieri Rosario Cianci conclude affermando che "il sistema di videosorveglianza di Urbisaglia è stato utile anche per indagini svolte da forze di polizia di comuni limitrofi per la repressione di reati. Va sottolineato inoltre che l'individuazione dei punti dove installare le telecamere è frutto della collaborazione tra la stazione dei carabinieri e la polizia locale di Urbisaglia, che hanno concordato insieme la loro dislocazione". L’assistente Alessandra Spurio Deales ha ringraziato l’amministrazione e il proprio responsabile, Stefano De Angelis, per la fiducia accordatale per la realizzazione dei vari progetti a cui il comune ha partecipato e della collaborazione della stazione dei carabinieri di Urbisaglia.  

04/08/2022 12:03
Nuovo guard rail sulla provinciale Apirese, gli abitanti della zona protestano

Nuovo guard rail sulla provinciale Apirese, gli abitanti della zona protestano

Protesta in atto lungo il ciglio della strada provinciale Apirese: dopo i lavori di ricostruzione del ponte al km 3+400 della SP2, alcuni abitanti di diverse frazioni del comune di San Severino Marche, rimasti praticamente isolati per un mese a causa del cantiere aperto per un intervento di manutenzione straordinaria, fanno sentire la propria voce contro un’opera che non solo non avrebbe migliorato la viabilità ma che avrebbe addirittura peggiorato, e di molto, in termini di sicurezza e manutenzione il tratto d’asfalto che corre tra le campagne settempedane. La realizzazione del ponte, infatti, non avrebbe previsto l’allargamento della carreggiata, ma avrebbe finito per veder installato un guard rail che ora corre per diverse decine di metri sul ciglio della stessa provinciale. L’intervento portato a termine dalla Provincia, secondo gli abitanti della zona, sarebbe davvero inutile e, anzi, d’inverno renderebbe praticamente impossibile le operazioni di sgombero della neve. Il nuovo guard rail, infatti, rischia di causare cumuli di neve sulla stessa carreggiata che sicuramente finirà per restringersi con pericoli per le auto e i mezzi in transito. L’andamento delle protezioni che costeggiano la strada poi sarebbe molto “spigoloso” e pericoloso in caso di incidenti. La speranza è che i progettisti rimettano mano all’opera riutilizzando il guard rail a monte per proteggere invece la strada sul lato a valle.      

04/08/2022 09:46
Tolentino, nuovi vertici per l'Assm: Stefano Servili nominato presidente

Tolentino, nuovi vertici per l'Assm: Stefano Servili nominato presidente

Nei giorni scorsi si è ufficialmente insediato il nuovo cda dell’Assm SpA, Azienda Specializzata Settore Multiservizi, i cui soci sono, oltre al Comune di Tolentino che detiene le quote di maggioranza, anche i comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Serrapetrona, Camporotondo, Camerino, Cessapalombo, Castelsantangelo sul Nera e Valfornace. La prima seduta del Consiglio di Amministrazione ha visto l’ufficializzazione del presidente Stefano Servili, nominato direttamente dal neo sindaco Mauro Sclavi; con lui l’imprenditore Roberto Lombardelli, l’avvocato Valeria Attili, l’imprenditrice Monica Martarelli, l’ingegner Stefano Birrozzi nominato dai sindaci soci di minoranza. A far parte del collegio sindacale sono stati chiamati Alessandra Massi, in qualità di presidente, Francesco Macarra e Alessandro Cimarelli revisori dei conti.  

04/08/2022 09:25
Omicidio Alika, l’avvocato Mantella: “Basta strumentalizzazioni, le tragedie non hanno colore di pelle” (FOTO e VIDEO)

Omicidio Alika, l’avvocato Mantella: “Basta strumentalizzazioni, le tragedie non hanno colore di pelle” (FOTO e VIDEO)

Non è neppure trascorsa una settimana dalla tragedia costata la vita al 39enne Alika Ogorchukwu per mano di Filippo Ferlazzo, e già si è perso il numero delle dichiarazioni e dei commenti che (a mezzo stampa o tramite social) continuano in queste ore a rincorrersi. Messaggi sicuramente di affetto e cordoglio da parte di una buona parte della comunità civitanovese (e maceratese in generale) nei confronti della vedova Charity Oriakhi, ma anche di accesa polemica da parte di chi lamenta una ‘esasperata attenzione mediatica’ rispetto al dramma del 29 luglio scorso. Probabilmente, anche in virtù delle prossime elezioni politiche, che lasciano sempre in agguato lo spauracchio della strumentalizzazione in piena campagna elettorale. Nel frattempo, i famigliari di Alika possono godere dell’assistenza legale dell’avvocato Francesco Mantella, il quale – nell’attesa di raccogliere tutti gli elementi opportuni – sta preparandosi al futuro processo che lo vedrà confrontarsi faccia a faccia con l’imputato Ferlazzo.   “Tra pochi giorni avremo i risultati ufficiali dell’autopsia”, dichiara Mantella. La morte ingiustificabile di Alika ha sicuramente sollevato molti dubbi e polemiche: ciononostante, la vedova Charity confida molto nella giustizia, e tante persone continuano a mobilitarsi per organizzare incontri e manifestazioni non solo per ricordare Ogorchukwu, ma anche per ribadire l’importante messaggio di solidarietà, umanità e rispetto che dovrebbe esserci tra popoli conviventi nella stessa comunità”. E in merito alle dichiarazioni e alle provocazioni finora pronunciate, sottolinea: “Bisogna abbassare i toni: gli errori da non commettere sono quelli di strumentalizzare simili tragedie o cominciare a puntare il dito in cerca di uno o più colpevoli, al di là dal colore della pelle. La collettività sana, che intende sinceramente dimostrare vicinanza ed affetto ai famigliari di Alika, lo fa indipendentemente dalle polemiche e dalle voci che si stanno rincorrendo in questo momento. L’obbiettivo rimane quello di una convivenza pacifica fra le parti”. Di seguito, il servizio:

03/08/2022 15:56
Mille euro per famiglie in difficoltà: il dono del Rotary club Tolentino

Mille euro per famiglie in difficoltà: il dono del Rotary club Tolentino

Mille euro per chi si trova in situazioni di difficoltà. Il presidente del Rotary Club di Tolentino Distretto 2090, Stefano Ferranti, accompagnato da Carla Passacantando e da Alessandro Massi Gentiloni Silverj nella doppia veste di presidente del consiglio comunale della Città di Tolentino e di prefetto del club tolentinate ha incontrato il sindaco Mauro Sclavi e l’assessore alle politiche sociali Elena Lucaroni. Nel perseguimento degli obiettivi del service del Rotary, il presidente ha consegnato un assegno di mille euro che saranno destinati a sostenere alcune iniziative promosse dai Servizi Sociali con la volontà di essere di ausilio a chi si trova in situazioni di difficoltà. “Vogliamo ringraziare il Rotary Club di Tolentino – ha sottolineato il sindaco Sclavi – e il suo presidente Stefano Ferranti per questo contributo che consentirà all’amministrazione comunale di essere concretamente vicini ad alcune famiglie anche grazie all’interessamento del presidente Massi che ha sensibilizzato il direttivo del Rotary per questa donazione”. L’assessore Elena Lucaroni ha precisato che a breve verrà diffuso un avviso rivolto alle famiglie con figli disabili che hanno dovuto sostenere spese per gli assistenti nei centri estivi per ragazzi non direttamente gestiti o finanziati dal Comune. I fondi messi a disposizione dal Rotary Club saranno destinati a questi nuclei familiari.

03/08/2022 14:34
Enrico Letta: "Sarò presente ai funerali di Alika, andrò a Civitanova"

Enrico Letta: "Sarò presente ai funerali di Alika, andrò a Civitanova"

“Io ci sarò  ai funerali sabato di Alika, andrò a Civitanova. L’assassinio di Alika è stato un momento drammatico nella vita del Paese e la nostra comunità deve rispondere unita”. Questa la dichiarazione che ha rilasciato il segretario del Pd, Enrico Letta al Tg3.In realtà non ci sono ancora notizie ufficiali riguardo la data del funerale del 39enne nigeriano, dopo che ieri è stata svolta l'autopsia. Sabato 6 agosto, intanto, è stata indetta dalla Comunità Nigeriana  una manifestazione  in memoria di Alika Ogockukwu. Il sit-in è organizzato per esprimere solidarietà alla famiglia di Alika, per chiedere giustizia e per scuotere le coscienze dalla chiusura nell'indifferenza. “La manifestazione di sabato sarà un appuntamento iniziale per un percorso di ricostruzione della convivenza in città, in modo che essa diventi accogliente e sicura per tutti. Il ritrovo per sabato sarà dalle ore 14.00 presso il piazzale antistante lo stadio per concludersi in piazza XX Settembre”, concludono in una nota gli oraganizzatori.

03/08/2022 12:25
Una nuova casa dell'acqua a Castelsantangelo sul Nera

Una nuova casa dell'acqua a Castelsantangelo sul Nera

È stata inaugurata oggi, alla presenza del sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci, la nuova “Casa dell’Acqua” installata presso il piazzale “Pietro Piccinini”, nell’area commerciale post sisma. Un servizio già disponibile per i cittadini, in funzione 24 ore su 24, che potranno rifornirsi di acqua refrigerata naturale e frizzante, prelevata direttamente dall’acquedotto cittadino. "Il progetto, portato a termine con Assm SpA, ha lo scopo di agevolare ed incentivare i cittadini ad utilizzare l’acqua del nostro acquedotto, che è sicura e controllata, e soprattutto fa bene all’ambiente sotto il profilo ecologico, usando bottiglie di vetro si contribuisce a ridurre l’impatto ambientale legato al quantitativo di plastica da smaltire e non c’è trasporto su autoarticolati", afferma il sindaco Falcucci. L’impianto è dotato di un sistema a carbone attivi, tale da eliminare l’eventuale retrogusto di cloro, e di una lampada UV, che ha la funzione di abbattere l’eventuale presenza di batteri Il servizio sarà gratuito per i primi 60 giorni, dopodiché avrà un costo simbolico di 5 centesimi al litro e per usufruire del distributore sarà necessaria una tessera ricaricabile, fornita dai negozianti locali individuati tra quelli disponibili.  

02/08/2022 19:55
Delitto Alika, comunità nigeriana e sindaci Ciarapica e Piermattei incontrano il prefetto. "Lavoriamo insieme per la pace" (FOTO e VIDEO)

Delitto Alika, comunità nigeriana e sindaci Ciarapica e Piermattei incontrano il prefetto. "Lavoriamo insieme per la pace" (FOTO e VIDEO)

Si è concluso da pochi minuti l'incontro presso il palazzo del Governo di Macerata fra il prefetto Flavio Ferdani, i sindaci Fabrizio Ciarapica e Rosa Piermattei (rispettivamente, Civitanova e San Severino), i funzionari e i rappresentanti della comunità nigeriana, coadiuvati dal presidente della Provincia Sandro Parcaroli. Un meeting necessario, di conoscenza e confronto, nato dall'esigenza di offrire ulteriore sostegno e vicinanza ai familiari di Alika Ogochukwu (assistiti dall'avv. Francesco Mantella): il 39enne, vittima il 29 luglio del raptus di violenza feroce da parte di Filippo Ferlazzo (confermato agli arresti), lascia un figlio di 8 anni e la moglie Charity Oriakhi, che in queste giorni si è concessa alla stampa rivendicando a gran voce e tra le lacrime il proprio diritto alla giustizia. A fronte della sensibile mobilitazione sorta negli ultimi giorni, e che porterà sabato 6 agosto ad una vera e propria manifestazione di piazza 'contro ogni forma di razzismo', i presidenti dell'Associazione nigeriana della Toscana, Evelyn Etedheke, e della NIDOE (Nigerians in Diaspora Organisation Europe) George Omo Iduhon si sono detti felici di aver avuto l'occasione di conoscere i rappresentanti delle istituzioni locali. "Quello che è successo è assurdo - ha dichiarato commossa Evelyn a fine incontro - e lo dimostra il fatto che il video di questa tragedia ha fatto il giro del mondo. Ora vogliamo solo giustizia: così si costruisce la pace fra persone che vivono nella stessa comunità" Parole forti e inappellabili, ribadite con sincera partecipazione dai sindaci Piermattei e Ciarapica. "Ci auguriamo che il colpevole paghi per ciò che ha fatto, e allo stesso tempo continueremo ad impegnarci perché l'intera comunità maceratese sia partecipe e costruttiva anche a questo tipo di dinamiche sociali. Alle nostre città non appartiene l'etichetta del 'razzismo': dimostreremo ancora una volta, al di là delle voci e delle strumentalizzazioni in corso, che siamo capaci di accoglienza, rispetto e inclusività". Di seguito, il servizio: 

02/08/2022 19:42
San Severino, il Comune apre una raccolta fondi per aiutare la famiglia di Alika

San Severino, il Comune apre una raccolta fondi per aiutare la famiglia di Alika

La Città di San Severino Marche ha aperto una raccolta fondi per dare un aiuto alla famiglia di Alika, l’ambulante 39enne ucciso per strada a Civitanova Marche venerdì scorso dopo essere stato pestato a morte da un passante cui aveva chiesto l’elemosina. È possibile contribuire attraverso sottoscrizione a mezzo bonifico utilizzando il seguente Iban  IT36W0306969150100000046015. Nella causale di versamento si dovrà scrivere “Donazione a favore della famiglia di Alika Ogorchurkwu” ma sarà sufficiente anche scrivere il solo nome di Alika.  

02/08/2022 12:30
Razzismo e disagio sociale. Alika è stato ucciso dalla politica italiana, che fa finta di niente

Razzismo e disagio sociale. Alika è stato ucciso dalla politica italiana, che fa finta di niente

L’indifferenza di Civitanova, la componente razzista prontamente sgonfiata, le prossime elezioni alzate subito a vessillo di un furbo silenzio "per evitare strumentalizzazioni". Comunque la si giri, Destra e Sinistra italiana sono ugualmente coinvolte nell’ultimo dramma consumatosi il 29 luglio (leggi qui) dove Alika Ogorchukwu ha perso la vita. E, come a fare da èco, anche nella tragedia sfiorata di Recanati la stessa notte (leggi qui) e nel più tragicomico episodio di sabato 30 luglio (leggi qui). Che lo si voglia ammettere o meno, "la paura dell’uomo nero", dello straniero che sbarca a Lampedusa o arriva dall'Est, si prende il lavoro che spetterebbe ad altri, e approfitta dove può della libertà concessagli dallo Stato (magari soverchiandone le leggi), continuano ad essere argomenti (se non disfunzioni ataviche) ben radicati nel background culturale di questa nostra società. Conseguenza, inutile negarlo, di certuni discorsi di piazza, oggi sicuramente ridimensionati, ma comunque figli di una mentalità rimasta ferma al secolo scorso. Il che, ovviamente, non fa che alimentare quelle ideologie che, come semi di pianta, trovano sempre terreno fertile laddove ignoranza e sofferto disagio predispongono al maggese in vista della futura mietitura. I frutti della rabbia e dell’insofferenza, buoni in ogni stagione, diventano presto cavalli di battaglia per il nostro teatro politico, che di utile e costruttivo non riesce più a offire nulla se non del mediocre intrattenimento da prima serata. L’importante, questa è l’impressione che traspare, è avere sempre “il diverso” a cui imputare ogni colpa, assieme alla compagine politica che lo difende sbandierando con poca convinzione il gonfalone dei diritti umani e civili. Una modus operandi ormai fin troppo prevedibile, ma che rispecchia fedelmente la democrazia rappresentativa di cui facciamo parte. Il tutto, alla luce del fatto che il cosiddetto “razzismo” rimane di per sé un concetto privo di ogni valenza scientifica, che pretende di basarsi sullle variabilità fenotipiche della specie umana per giustificare l'esistenza di una sorta di gerarchia sociale, dove una certa comunità di individui è da considerarsi superiore rispetto a un’altra. Lo stesso motivo per cui, oggi, queste presunte "razze inferiori", le chiamiamo più semplicemente “minoranze”. Almeno così si scongiura il rischio di facili fascismi. Ecco che allora lo sforzo da compiere, anzitutto, dovrebbe essere quello tornare ad indagare con ossequiosa umiltà sulle radici di quell’odio malcelato (di razza, pensiero, colore della pelle o religione che sia) di cui rischiamo di riconoscerci - prima o poi - tutti portatori “sani”. E che silente come lava vulcanica rimane in attesa di eruttare con tutte le sue disastrose conseguenze. Altrimenti, tanto vale prepararsi a nuove, scioccanti scene riprese col cellulare, a fare i conti con l’insensibilità strutturale che ormai ci appartiene rispetto a certe immagini, e ai filtri da pellicola cinematografica con i quali tendiamo puntualmente a descrivere eventi di straordinaria realtà. Questo, almeno, per come siamo abituati a intenderla qui nel ricco occidente; altrove, la violenza è persino all’ordine del giorno. Può darsi che Filippo Ferlazzo abbia asserito il vero quando, nel giustificare il suo insensato quanto definitivo gesto, ha confessato che non vi fosse alla base alcuna “motivazione razziale”. Ma la psicologia, in questi casi, insegna a volgere la lente d’ingrandimento lì, dove termina la giurisdizione della coscienza e inizia quella del subconscio (fatto di altri linguaggi e forme di espressione, spesso prodotti di somatizzazioni, rielaborazioni o rigetti della razionalità stessa). Il che, magari, potrà aiutare noialtri a comprendere come, dopo almeno 5 minuti di blackout mentale, abbia fatto seguito alla feroce e inconsapevole violenza, la fredda lucidità di portare via (per non dire rubare) il cellulare del povero Alika. Nel frattempo, l’attuale politica italiana (guidata da Partito Democratico, Lega e Fratelli d’Italia, e appresso tutte le liste e i mini gruppi) rischia di perdere un’altra occasione per farsi un serio esame di coscienza. Preferendo, nel proprio immobilismo morale ed etico, dar vita ancora una volta a nuove forme di meschinità e ipocrisie di una società divisa fra ricchi e poveri, inautentica, convenzionale, sdoppiata falsamente da ciò che ciascuno pensa, e immersa in un clima di costante menzogna. Un po’ come “gli indifferenti” borghesi di Alberto Moravia. Noi cittadini, nell’attesa che qualcosa cambi, possiamo pure continuare a manifestare come meglio crediamo il nostro dissenso, a scendere in piazza, a provare ad alzare la voce ogni volta che lo riteniamo opportuno, a metterci una pezza sopra, a dire che ‘non dimenticheremo’. E, infine, a domandarci: “se Alika Ogorchukwu fosse stato italiano o di qualsiasi altra nazionalità, sarebbe morto lo stesso o avremmo assistito a un finale diverso?”    

02/08/2022 10:00
L'allarme: "Entro il 2023 il 25% degli agenti in meno nel Maceratese". Il sindacato Polizia lancia iniziativa

L'allarme: "Entro il 2023 il 25% degli agenti in meno nel Maceratese". Il sindacato Polizia lancia iniziativa

"Il sisma del 2016, il delitto Pamela, il caso Traini e ora il dramma di Civitanova Marche. Cosa deve succedere ancora? In ogni Paese democratico i cittadini misurano la capacità dello Stato di garantire la loro sicurezza dall'efficienza delle forze dell’ordine e della loro presenza sul territorio". Questo quanto dichiara il segretario generale provinciale del sindacato Siulp della Polizia di Stato, Damiano Cioppettini.  Il suo è un chiaro invito rivolto all'opinione pubblica affinché le forze di polizia possano superare la carenza di personale che sta segnando gli ultimi anni: "Se non si interviene immediatamente il numero di agenti della Polizia di Stato in provincia diminuirà di almeno un quarto entro il 31 dicembre 2023. Prevenzione e soccorso pubblico sono la priorità a garanzia della sicurezza dei cittadini e degli operatori che, nella quasi totalità dei casi, sono costretti ad intervenire con una sola pattuglia". In questo senso, Cioppettini lancia un'iniziativa rivolta all'intera cittadinanza: "Inviate una email all’indirizzo macerata@siulp.it . Nel testo dell’email scrivete: 'Abbiamo bisogno di sicurezza'. È possibile aggiungere qualche vostra considerazione. Il Siulp chiederà un incontro alle massime autorità politiche provinciali dove consegnerà le vostre e-mail insieme a quelle inviate dai nostri iscritti". 

01/08/2022 19:36
Giovani senza lavoro e che non studiano: Macerata vince il bando Neet

Giovani senza lavoro e che non studiano: Macerata vince il bando Neet

Macerata è tra i 154 comuni italiani selezionati da Anci per partecipare al percorso di formazione e accompagnamento sui Neet. Neet è l’acronimo inglese derivante dall’espressione “Not in Employment, Education or Training” che sta a indicare i giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o formazione. Il percorso promosso da Anci, in attuazione dell’accordo stipulato a novembre dello scorso anno con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e del Servizio Civile Universale, è finalizzato a promuovere la realizzazione di progetti comunali volti a sensibilizzare e includere i giovani Neet all’interno delle politiche pubbliche. "La riflessione di intervenire in maniera organica su un target molto difficile come quello dei Neet è emersa all’interno dei tavoli interni di progettazione e confronto che hanno coinvolto in questi ultimi mesi i vari servizi comunali del Servizio Civile, dell’Informagiovani, della Scuola e dei Servizi Sociali" ha detto l’assessore alle Politiche Giovanili Marco Caldarelli. "Nel corso delle varie progettualità, l’inattività dei giovani, la difficoltà di agganciarli a percorsi formativi (Fse) o a esperienze come quella del servizio civile, hanno aperto un dibattito sulla necessità di 'fare qualcosa'. L’opportunità offerta da Anci rappresenta per Macerata l’occasione per iniziare, già da questo autunno, un percorso di analisi del fenomeno e una contestuale costruzione di strategie e metodologie di intervento che andranno a coinvolgere tutti gli attori istituzionali, compresi i comuni limitrofi, e del terzo settore interessati" conclude Caldarelli. Le prime attività proposte da Anci partiranno a settembre con l’avvio del percorso di formazione e accompagnamento sui Neet. Il percorso, che andrà a coinvolgere in questa prima fase la struttura comunale impegnata nelle politiche giovanili e nella gestione del Servizio Civile, avrà la finalità di incrementare la capacità progettuale dei comuni, individuare metodologie applicabili ai diversi contesti socioculturali di riferimento e facilitare la co-progettazione con il partenariato locale.  

01/08/2022 19:11
Covid Marche, in discesa ricoverati e incidenza del virus

Covid Marche, in discesa ricoverati e incidenza del virus

In discesa il numero di ricoveri per Covid-19 nelle Marche (213; -6 rispetto a ieri) ma risultano raddoppiati i degenti in Terapia intensiva (9; +5). Invariati, inotre, i pazienti in Semintensiva (8), mentre sono in forte calo i ricoveri nei reparti non intensivi (196; -11). Lo rende  noto la Regione Marche nel consueto bollettino giornaliero. Sono 677 i casi di positività rilevati nelle ultime 24ore (numero basso come di consueto dopo il weekend), sulla base di 1.785 tamponi, con l'incidenza ogni 100mila abitanti che scende a 914,43 (il giorno precedente era 932,787). Cinque le persone decedute in un giorno; il totale regionale di vittime sale a 4.031. In forte diminuzione il numero di quarantene: ora sono 25.454 (-1.802) tra le quali sono 94 con sintomi. Attualmente sono 50 le persone in osservazione nei pronto soccorso e due ospiti di strutture territoriali.

01/08/2022 17:54
Tolentino, demolizione di un immobile in via Santini: come cambia la viabilità

Tolentino, demolizione di un immobile in via Santini: come cambia la viabilità

Per consentire i lavori di svuotamento e successiva demolizione di un fabbricato sito a Tolentino in via Santini, angolo via Sisto V, la ditta incaricata necessita di occupare porzione del suolo pubblico con area di cantiere e mezzi d’opera e si rende necessaria la modifica della viabilità ordinaria per permettere l’esecuzione dei lavori stessi. Pertanto è stata emessa una ordinanza con la quale “dalle ore 07,00 di oggi fino alle ore 24,00 del 5 agosto, o comunque fino al termine dei lavori di svuotamento del fabbricato sito in via Carlo Santini n° 5, nonché al completo ripristino della sicurezza stradale a tutela della pubblica incolumità, sono disposte modifiche della circolazione veicolare:  divieto di transito e sosta a tutte le categorie di veicoli nel tratto di via Santini compreso tra l’intersezione di via Sisto V fino a circa 30 metri dall’intersezione con via Benadduci”. “Esclusivamente i residenti ed i proprietari delle autorimesse sono autorizzati ad entrare da via Benadduci in via Santini (controsenso di marcia) fino al raggiungimento delle stesse.  La ditta esecutrice dei lavori provvederà all'installazione della relativa segnaletica stradale da cantiere con le relative limitazioni, obblighi e preavvisi necessari alle modifiche apportate alla circolazione veicolare e pedonale e alla copertura della segnaletica esistente se in contrasto con quanto disposto dalla presente ordinanza”. “Agli agenti ed ufficiali della Forza pubblica è demandata la vigilanza per l’esatta osservanza della ordinanza che vige per il periodo ed i luoghi in essa indicati”.

01/08/2022 15:07
Morrovalle, riqualificazione dell'area comunale in via Rossini: ok al progetto esecutivo

Morrovalle, riqualificazione dell'area comunale in via Rossini: ok al progetto esecutivo

Nella seduta di giovedì scorso, la giunta comunale ha dato il via libera al progetto esecutivo per la riqualificazione dell’area comunale in via Rossini. L’intervento prevede la pulizia integrale dell’area, con scorticamento e livellamento del terreno dove necessario, e in seguito vi sarà posato un impianto di irrigazione sotterraneo, con piantumazione di un nuovo tappeto erboso. Anche i muri a pietra subiranno un corposo lifting e saranno piantumate, lungo i tre gradoni, cespugli di diverse specie. L’opera più rilevante sarà però l’installazione di un manufatto piramidale a base triangolare di circa 250 cm di base e 300 cm di altezza, rivestito di gres porcellanato con effetto “martellato”. Sulle pareti del manufatto saranno presenti degli squarci dove saranno posizionate delle strisce led che esalteranno gli stessi nelle ore notturne. Tutto intorno saranno piantumati tre cipressi e lateralmente sarà posizionata la targa che riporterà la scritta “Città di Morrovalle”. Infine, davanti alla struttura sarà posizionata una targa commemorativa rivolta ai giovani morrovallesi scomparsi.

01/08/2022 09:52
Successi e incertezze: la cena sociale dell’imprenditore Ercoli saluta i dipendenti e critica il governo italiano (FOTO e VIDEO)

Successi e incertezze: la cena sociale dell’imprenditore Ercoli saluta i dipendenti e critica il governo italiano (FOTO e VIDEO)

Musica, brindisi, buon cibo. Dopo due anni di stop forzato - causa Covid - gli oltre trecento dipendenti di Eurosuole e Goldenplast si sono ritrovati sabato 30 luglio nella rituale cena sociale offerta dal patron Germano Ercoli (75 anni), eccezionalmente organizzata nel Canale restaurato che volge le spalle alla Zona Industriale A di Civitanova. A prendere parte alla serata di gala anche le autorità civili, fra i quali i sindaci Fabrizio Ciarpica e Noemi Tartabini (rispettivamente, Civitanova e Potenza Picena), l’assesore regionale al bilancio e ricostruzione Guido Castelli, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni. Grande ospite di cerimonia, l’aquila di Ligonchio Iva Zanicchi, che ha intrattenuto i presenti con aneddoti, barzellette e, ovviamente, l’esecuzione di alcune delle sue canzoni più celebri. Una festa elegante, popolare a suo modo, ma in qualche modo dal retrogusto agrodolce. Molti, infatti, sono stati i meriti e gli obbiettivi centrati dalle rinomate aziende (calzature e produzione compound termoplastici) nel primo semestre del 2022: oltre 60mln di euro di fatturato (il 60% in più rispetto all'anno precedente), come ha ricordato lo stesso Ercoli nel suo discorso di apertura, prima di dare il via libera ai commensali. Ma non sono mancati, allo stesso tempo, i dubbi e le incertezze rispetto all'immediato futuro, che sia a livello locale sia nazionale vedrà le imprese e i suoi titolari impegnati a fronteggiare le ripercussioni di crisi di governo, dell'energia, del lavoro, e non ultime quelle legate al conflitto russo ucraino. "Putin non ha avuto torto nel dire che le sanzioni avrebbero fatto più male a noi che ai russi", ha commentato l'imprenditore civitanovese. "L'Italia avrebbe dovuto trovare alternative valide prima di rinunciare al gas metano del Cremlino. Se in questa guerra non ci discosteremo dalla linea di Bruxelles al momento opportuno, aumenteranno i morti da una parte e i disoccupati dall'altra". A fare da èco alle dure parole pronunciate dal palco, una serie di dati alla mano, rendiconto di quelli che sono oggi considerati i due principali problemi endemici del Bel Paese: l'altissimo debito pubblico e le paghe insufficienti ai dipendenti (diminuite negli ultimi 30 anni di quasi il 3%), a fronte di un conseguente e sensibile calo dei consumi e di aumento della soglia di povertà (assoluta, 4 mln di italiani; relativa, oltre 6 mln). Il commendatore Ercoli ha poi voluto chiudere la propria dissertazione con un pensiero rivolto al drammatico episodio di cronaca nera consumatosi nel pomeriggio di venerdì 29 luglio in Corso Umberto I a Civitanova (leggi qui). "Si tratta di una vicenda che rischia di marchiare a vita la città: mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e che il balordo, assassino responsabile paghi per ciò che ha fatto. Noi di Eurosuole e Goldenplast, nel frattempo, ci impegneremo a devolvere 10 mila euro in favore della famiglia nigeriana che ora sta vivendo colpita da questa tragedia". Significativo anche l’intervento a metà serata dell’assessore Castelli, che sull’aria delle riflessioni imprenditoriali di Ercoli, ha aggiunto: “Abbiamo avuto a che fare in questi ultimi due anni con eventi eccezionali, che hanno portato al pettine tutti i nodi dell'Italia. Per ripartire senza gravare ulteriormente sul debito pubblico dobbiamo abbandonare i pregiudizi e cambiare mentalità, riconoscendo la profonda ricchezza che porta con sé l’impresa privata. Ricordiamoci che dei 192 mld di euro previsti dal Pnrr, 122 dovremo restituirli: questo mette in serio pericolo la nostra finanza. A maggior ragione, dunque, i fondi dovranno essere adeguatamente finalizzati, restituendo valore e fiducia agli imprenditori privati. Il che vuol dire di conseguenza aumento dei posti di lavoro, dei consumi e una risoluzione efficace al problema demografico in corso: un così tangibile calo delle nascite, infatti, non lo si registrava in Italia dal lontano 1917”. Di seguito, il servizio:

31/07/2022 15:00
Omicidio Alika, nasce il Comitato 29 luglio: "Subito una manifestazione contro violenza e razzismo"

Omicidio Alika, nasce il Comitato 29 luglio: "Subito una manifestazione contro violenza e razzismo"

Una manifestazione programmata per sabato 6 agosto, per dire no alla violenza e al razzismo. Si è svolta ieri a Civitanova Marche un’affollata assemblea per costituire un comitato di iniziative per la tutela dei diritti di tutti, contro il razzismo e l’esclusione sociale, per il rilancio della convivenza civile accogliente e democratica. È nato il “Comitato 29 luglio”, così chiamato in memoria di Alika Ogochukwu. “Al Comitato – spiegano gli organizzatori - si aderisce come persone, non è un insieme di sigle di organismi politici o sociali.Tutti hanno espresso l’esigenza di allargare il più possibile l’adesione al “Comitato 29 luglio” superando ogni divisione ideologica, politica, etnica o sociale". “Molti sono stati gli interventi e si è deciso di dare vita a iniziative che siano del tutto estranee a qualsiasi strumentalizzazione politica e siano realizzate d’intesa con la comunità nigeriana della città. Particolarmente importante e apprezzato è stato l’intervento di alcuni esponenti della comunità nigeriana, che hanno evidenziato l’esigenza di dare all’omicidio di Alika una risposta di giustizia e di buona convivenza nel rispetto reciproco. È anche intervenuto un esponente della comunità peruviana, sottolineando l’importanza di stimolare la conoscenza reciproca delle diverse etnie e culture", sottolineano. “Tra le proposte approvate c’è una manifestazione programmata per sabato 6 agosto, per dare parola alla condanna della violenza e del razzismo da parte della città. Poi si è chiesto all’amministrazione comunale di deliberare subito una giornata di lutto cittadino, di costituirsi parte civile nel processo penale a carico dell’omicida, di aprire uno sportello antirazzista e di attivarsi per un vasto programma di collaborazione con le scuole per l’educazione al rispetto e alla solidarietà tra i popoli”. “È necessario anche portare alla luce le situazioni di sfruttamento lavorativo, di caporalato e di esclusione sociale. È emersa con forza da parte di tutti i presenti la proposta di una vicinanza concreta alla vedova e al figlio di Alika: a lei il Comune o la stessa Regione Marche, che ha condannato l’omicidio di Alika Ogochukwu, possono offrire un lavoro stabile”. “È stata inoltre sottolineata la necessità di riattivare la partecipazione dei quartieri, per promuovere a Civitanova una socialità accogliente e solidale verso tutti. Altri hanno proposto di coinvolgere i parroci della città e le diverse comunità religiose. Lunedì si terrà una nuova riunione del “Comitato 29 luglio” per dare seguito a queste proposte”, concludono i componenti del Comitato 29 luglio.

31/07/2022 14:31
EDITORIALE - Omicidio di Civitanova. Sbatti razzismo, indifferenza e sicurezza in prima pagina

EDITORIALE - Omicidio di Civitanova. Sbatti razzismo, indifferenza e sicurezza in prima pagina

Brutta storia a Civitanova. Bruttissima. Letta si dice “sgomento”, Salvini non va perché teme la strumentalizzazione, s’assembrano nugoli di politici locali alla ricerca disperata di un posto per Roma che tirano fuori dal cilindro il consueto mix 'razzismo, indifferenza e sicurezza', snocciolando la lista della spesa delle banalità di facciata. Eppure, ancora una volta, nessuno osa dire la verità: siamo di fronte ad un episodio di violenza inaudita, da cronaca nera pura, che poteva capitare ovunque in Italia, e che solo gli inquirenti potranno decifrare e stabilire. Ma siamo alle solite. Espletato il rito delle condoglianze nei confronti della famiglia della vittima, i benpensanti etichettano l’episodio a proprio misero favore, veleggiando nel mare delle frasi fatte con tutte le migliori condizioni a sostegno di tesi di parte. Una tempesta perfetta: città governata dal centrodestra, italiano che uccide un uomo di colore, schieramento di persone che, invece di intervenire, filmano la scena con i loro telefonini, nella migliore tradizione dell’indifferenza digitale più pura. Neanche a dirlo, tutta la nomenclatura di sinistra scende in campo, sui giornali, tv e social, a sfruttare, miserevolmente, questo episodio a suo vantaggio, proprio agli albori di una campagna elettorale che vede il centrodestra ampiamente in vantaggio, un 40% per meriti suoi, un altro 20% per demeriti altrui. E tra i demeriti mettiamoci pure questo vizio di strumentalizzare ogni episodio di cronaca a proprio vantaggio, un’operazione meschina che testimonia l’enorme difficoltà di una sinistra priva di argomenti, prigioniera della sindrome degli “–ismi” (fascismi, sovranismi e populismi) e degli "–anti" (anti-Meloni), attendista per il post-sconfitta, dove si tifa per le manifestazioni di piazza, per una tensione sociale a mille, per un’inflazione a doppia cifra e una recessione a go go. Sono sicurissimo che Civitanova Marche, città guidata dal Sindaco Ciarapica, saprà fare la sua parte per assistere la famiglia dell’ambulante nigeriano, sostenendo concretamente – e non a parole – le persone afflitte e colpite da una tale perdita. Tutti noi ci ricordiamo il triplice suicidio nel 2013 a Civitanova Marche, quando in molti etichettarono il triste episodio di tre italiani, in forte difficoltà economiche, “omicidio di Stato”, ricevendo le lacrime della Ministra Fornero, della Presidente della Camera Boldrini e dell’allora sindaco di centrosinistra, di cui ho dimenticato il nome. Un ricordo amaro che, però, i giornali di regime oggi evitano di citare, preferendo una linea editoriale da “macchina del fango” verso la destra, riesumando il sempreverde Luca Traini. Sono sicuro, però, che altri “dispensatori d’inchiostro” saranno presto all’altezza della situazione, nel loro disperato tentativo di rovesciare le sorti di un’inesorabile sconfitta, dipesa soprattutto da una negligenza di base: che la sinistra ha smesso di essere tale, allontanandosi dal "popolo" e avvicinandosi troppo alle lobbies bancarie, finanziarie, editoriali di un’Italia che meriterebbe qualcos’altro che un’eterna campagna elettorale.  

31/07/2022 12:15
Abbandoni il tuo cane: condanna penale

Abbandoni il tuo cane: condanna penale

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avvocato Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato maggiormente il tema della tutela degli animali e nello specifico il caso in cui gli amici a quattro zampe vengano abbandonati dai propri padroni, orrenda circostanza questa spesso posta in essere proprio in questo periodo in quanto a ridosso delle ferie estive. Il caso in parola ci offre la possibilità di esaminare giuridicamente tale deplorevole condotta penalmente rilevante. Ecco la risposta dell’avvocato Oberdan Pantana alla domanda posta da una lettrice di Civitanova Marche che chiede: “Il proprietario di un cane abbandona l’animale ai bordi di una strada proprio prima di partire per le proprie ferie estive senza essere visto da alcuna persona che potrebbe denunciare immediatamente tale fatto alla Polizia Giudiziaria. L’animale viene poi salvato da un passante che denuncia tale ritrovamento all’Autorità Pubblica: quali le responsabilità in capo al proprietario dell’animale?”. Il caso di specie ci porta ad analizzare il reato di “Abbandono di Animali”, previsto e disciplinato dall’art. 727 del codice penale, secondo il quale: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze”. A tal proposito, il concetto di abbandono va ricondotto alla trascuratezza o al disinteresse verso l’animale e non invece all’incrudelimento nei suoi confronti o all’inflizione di sofferenze gratuite, atteggiamenti questi rientranti, di fatto, nel reato di “Maltrattamento di animali” previsto e punito dall’art. 544- ter del codice penale. L’abbandono, in ogni caso, non va individuato nella sola precisa volontà di abbandonare l’animale, ma nell’intento più generale di non prendersene più cura nella consapevolezza dell’incapacità dell’animale di provvedere autonomamente a se stesso. Pertanto, nel caso che ci occupa, risulta evidente l’applicazione dell’art. 727 c.p. nei confronti del proprietario del cane abbandonato, il quale, pur non essendo stato visto da alcuna persona, non ha tenuto conto della presenza del microchip addosso all’animale; per tali ragioni, sarà poi agevole per il Servizio Veterinario, poter risalire al proprietario del cane abbandonato per poi denunciarlo all’Autorità Giudiziaria per il reato di abbandono di animali. Difatti, la stessa Corte di Cassazione specifica che la nozione di abbandono di animali è da intendersi non solo come precisa volontà di abbandonare definitivamente l'animale ma anche come il non prendersene più cura, "ben consapevoli dell'incapacità dell'animale di non poter più provvedere a sé stesso come quando era affidato alle cure del proprio padrone". Pertanto, in risposta alla nostra lettrice risulta corretto affermare che, "Il concetto di abbandono, come delineato dall'art. 727 c.p., implica semplicemente quella trascuratezza o disinteresse che rappresentano una delle variabili possibili in aggiunta a chi addirittura abbandona il proprio cane ai bordi di una strada circostanza questa che va a palesare ancor più la commissione del reato di abbandono di animali (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 18892/11). Nel consigliare a tutti di denunciare prontamente tali spregevoli comportamenti penalmente rilevanti, come sempre rimango in attesa delle vostre richieste via mail dandovi appuntamento alla prossima settimana.  

31/07/2022 11:58
La storia di Olena: dalla guerra in Ucraina al sorriso ritrovato negli scatti di Guido Picchio (FOTO)

La storia di Olena: dalla guerra in Ucraina al sorriso ritrovato negli scatti di Guido Picchio (FOTO)

Passeggia a piedi nudi sulle rive dell’Adriatico, nel tratto del lungomare Piermanni di Civitanova, eseguendo col suo flauto traverso piccoli stralci ripresi da Bach o i Carmina Burana, oppure lasciando volteggiare il suo lungo abito nero mentre il fotoreporter d’assalto Guido Picchio la immortala con i suoi scatti. Olena Kocherga (39 anni) si mostra spensierata, ma al contempo impegnata nel ridare un senso alla propria vita dopo che il 20 febbraio scorso la Russia di Putin ha dato il via all’ ‘operazione speciale’ in Ucraina. Una guerra che ormai da 5 mesi viene documentata da tutti i media del mondo, ma della quale solo certi sopravvissuti o persone in fuga possono avere licenza di parlarne. Non senza il fragore dei bombardamenti ancora nelle orecchie. Olena si trova in Italia dal 15 marzo (ospite dell’amica Alena, che per noi di Picchio News ha fatto da inteprete nell’intervista che segue), dopo essere scappata dalla sua Žytomyr - a circa 190 km dal reattore nucleare di Rivne - con nient’altro che il suo strumento e la sua musica: lei, prima flautista dell’orchestra sinfonica della sua città, confessa nella sua timidezza di sentirsi come la protagonista di una brutta favola. “Quando sono fuggita - racconta - gli scontri erano ormai arrivati a 10 km di distanza: ho dovuto lasciare il mio ragazzo, che si trova ancora lì con i miei amici, poiché non possono lasciare la difesa dell’Ucraina, come da ordini del presidente Zelens'kyj”. Come ti senti oggi dopo 5 mesi dall’inizio del conflitto? Quando tutto è cominciato, non avevo idea di cosa fosse. Era tutto nuovo per me, non riuscivo a capire. Per la prima volta ho avuto paura per la mia vita: ero abituata come altri a vivere in un mondo sicuro, protetto. La guerra ha cambiato il mio modo di vedere la realtà. Cosa pensi che succederà quando tutto finirà? Per saperlo bisogna vedere intanto ‘come’ finirà. Non sappiamo nemmeno se dovranno passare ancora degli anni. E’ impossibile oggi fare programmi. Secondo te la visione o l’idea che gli italiani si sono fatti nel tempo degli ucraini in fuga sta cambiando in peggio? Forse non me ne accorgo, perché qui ho conosciuto tante persone gentili. Sono grata per l’accoglienza ricevuta da parte dell’Italia. Se la guerra finisse domani, torneresti subito in Ucraina? Probabilmente sì, se le condizioni dovessero permetterlo. Non sono nemmeno sicura di ritrovare la mia città intera, o se è stata rasa al suolo come Mariupol e altre. Qui a Civitanova sono ospite, ma vorrei vivere in autonomia. Non ho al momento né un lavoro fisso né una casa mia da abitare, e mi arrangio suonando per strada o collaborando con qualche band musicale del luogo. Sei riuscita ad usufruire del sostegno previsto con il decreto aiuti? Finora non ho ricevuto soldi, anche se ho fatto subito domanda: sembra ci voglia del tempo. Qualche volta per mangiare vado alla Caritas locale, ma ho bisogno comunque di denaro per i vestiti, i beni di prima necessità, e per spostarmi qualora riuscissi a trovare ovunque un ingaggio come musicista. Non voglio approfittarmi dello Stato italiano o risultare un peso, preferisco cavarmela da sola. Qual è la cosa più bella della tua città? L’isola di Khortytsia, la più grande del fiume Dnepr. Ha ua storia affascinante legata ai cosacchi zaporoziani. E poi è meraviglliosa: si vive in armonia, persino la caccia lì è bandita. Che idea ti sei fatta di questa guerra? Ricevo notizie tutti i giorni dai miei amici che stanno combattendo. Io mi sento un po’ come Alice nel Paese delle Meraviglie: questa guerra è incredibile, è fuori da qualsiasi immaginazione. Ogni giorno penso di vivere in un brutto sogno dal quale non riesco a svegliarmi. Qual è il tuo ultimo pensiero prima di dormire? Arrivo a fine giornata stanca morta, dopo aver studiato musica, seguito i corsi per imparare l’italiano, suonato per strada nel tentativo di racimolare qualche soldo. Eppure, prima di addomentarmi, ho ancora la forza di ricordare a me stessa quanto sono fortunata.  

31/07/2022 10:00
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