Nel pomeriggio il generale di brigata Fabiano Salticchioli, comandante della legione carabinieri “Marche”, ha visitato il comando provinciale di Macerata per il saluto di commiato. L’ufficiale generale, infatti, il prossimo 29 settembre, lascerà il comando della legione Marche per assumere un nuovo prestigioso incarico a Roma.
Al suo arrivo, in via XX Settembre, è stato ricevuto dal colonnello Nicola Candido, comandante provinciale di Macerata, e ha incontrato tutti gli ufficiali e una rappresentanza dei militari dell’arma maceratese, comprese le compagnie di Camerino, di Tolentino e di Civitanova Marche.
Il colonnello Candido, a nome di tutti i carabinieri del comando provinciale di macerata, ha espresso parole di profonda gratitudine al generale Salticchioli per essere stato “un comandante costantemente presente, con passione e competenza, in tutti i settori, dal personale al logistico, dall’addestramento all’attività operativa”.
Salticchioli, nel porgere il proprio saluto, ha rivolto ai militari presenti il proprio plauso per i risultati conseguiti nei due anni di permanenza nelle Marche, esprimendo stima e gratitudine profonde per il loro operato e, in particolare, "per l’impegno e la professionalità dimostrata a sostegno della popolazione nel corso dell’emergenza pandemica", complimentandosi "per le elevate capacità umane e professionali, l’intuito investigativo, l’alto senso del dovere e l’altruismo".
Il comandante della legione ha evidenziato anche l’importanza della funzione sociale quotidianamente assolta dal personale delle stazioni carabinieri, “baluardo imprescindibile della presenza rassicurante dello Stato, autentica espressione di prossimità dell’istituzione al cittadino, manifestata attraverso la costante azione di sostegno e vicinanza alla collettività e soprattutto nelle piccole comunità”.
Ha sottolineato, inoltre, "l’importanza di proseguire, con determinazione, la proficua azione di contrasto a tutte le forme di criminalità e di continuare ad assicurare al territorio e a tutti i cittadini della provincia di Macerata la massima disponibilità e vicinanza".
La Regione Marche istituirà "una Commissione tecnica" per svolgere un'indagine finalizzata all'accertamento della regolarità e dell'appropriatezza delle procedure adottate e dei comportamenti assunti da parte delle competenti strutture organizzative della Protezione civile regionali" per l'alluvione del 15 settembre. Lo annuncia il presidente Francesco Acquaroli via Facebook.
La commissione dovrà evidenziare "eventuali disfunzioni e responsabilità". Il governatore ha chiesto al segretario generale dell'ente di istituire l'organismo. "È un atto necessario a garanzia di tutti", conclude.
Non si è fatta attendere la replica da parte dell'esponente PD Romano Carancini, comparsa sul proprio profilo facebook e rivolta direttamente al presidente della regione e alla sua giunta. "Prima delle Commissioni tecniche, prima delle inchieste della magistratura, prima di ogni indagine ci sono le responsabilità politiche, caro presidente Francesco Acquaroli. Avrebbe dovuto sentire il dovere dell’autocritica pubblica, esplicita, semplice, senza se e senza ma, perché è stato evidente fin da subito che qualcosa non ha funzionato".
"Invece di fare lo 'scaricabarile' - continua il post - dando in pasto ai cittadini il messaggio che le responsabilità non sono le sue e dei suoi dipendenti, Acquaroli avrebbe dovuto avere il coraggio e la personalità di chiedere al proprio assessore Stefano Aguzzi (dopo le dichiarazioni di quest'ultimo) di fare immediatamente un passo indietro perché, sopra ogni altra cosa, non è accettabile leggere che lo stesso assessore, per esercitare le proprie importanti responsabilità di protezione civile, nella consapevolezza dei minuti drammatici in cui si stavano decidendo le vite delle persone, dal dibattito elettorale a Senigallia prima è tornato a Fano per indossare il giaccone della protezione civile e solo dopo è andato nella sala operativa di Ancona".
"Francesco Acquaroli è un Governatore che non è capo - conclude Carancini - che scappa dalle responsabilità, che non riconosce l’onere e l’onore di governare tutta la struttura regionale e quando un’Istituzione, quella che lui stesso incarna, prende le distanze dai propri dipendenti, non è un’Istituzione. Questo è solo l'ultima storia, la più drammatica, di un governo regionale che da quasi 2 anni ha imposto questa filosofia. Il modello delle destre nelle Marche è questo".
Due nuovi ufficiali dei carabinieri entrano in servizio in provincia di Macerata. A presentarli alla stampa, nel corso di una conferenza, è stato il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri.
Il maggiore Giorgio Picchiotti, 49 anni, è il nuovo comandante della compagnia dei carabinieri di Macerata. Proviene dalla compagnia di Castelnuovo di Garfagnana, in provincia di Lucca: "Sono arrivato a Macerata per una progressione di carriera - sottolinea -. Quando mi è stata prospettata questa possibilità ho accettato volentieri. Mi sono, infatti, riavvicinato ai miei affetti e alla mia famiglia, essendo di origini abruzzesi e residente a Rimini".
"A Macerata si vive abbastanza bene - aggiunge -. È un capoluogo di provincia, ma con non molti abitanti. C'è, quindi, la possibilità di instaurare rapporti con i cittadini, le autorità locali e le altre istituzioni. Nella mia precedente esperienza toscana, ho imparato cosa significhi essere un carabiniere di prossimità, considerato che a Castelnuovo di Garfagnana l'Arma è l'unica forza di polizia presente".
Il sottotenente Cristian Mucci, 38 anni e originario della provincia di Teramo, è arrivato lo scorso 30 agosto in sostituzione del sottotenente Alfredo Russo, al comando del nucleo operativo e radiomobile di Civitanova Marche: "Si tratta di una bellissima realtà e di una città che d'estate accoglie moltissime persone, in cui c'è un tessuto sociale florido, anche dal punto di vista economico - dice -. Sarà la mia prima esperienza al comando da ufficiale".
Il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca dell’Ordinanza con la quale, a seguito delle scosse di terremoto dell’ottobre 2016, aveva dichiarato non utilizzabile un immobile sito in via Enrico Mattei.
L’edificio, composto da due abitazioni e da un’attività commerciale, è stato interessato da lavori di riparazione del danno con miglioramento e adeguamento sismico grazie a un contributo di 844mila euro concesso dall’Ufficio speciale per la Ricostruzione della Regione Marche.
“Il Governo Draghi ha dato il colpo di grazia a un Paese che già faticava a reggere i colpi della crisi economica”, si legge in una nota stampa diffusa oggi dal movimento di Casapound a seguito di un blitz nel centro storico di Macerata. Un gruppo di militanti, infatti, hanno affisso alcuni cartelli la scorsa notte sulle vetrine di alcuni locali situati in via Tommaso Lauri: il messaggio riportato - “Grazie all’Agenda Draghi” - lancia una chiara accusa contro l’ultimo governo tecnico, ritenuto incapace di contrastare la crisi di imprese e famiglie a seguito degli effetti della pandemia (caro vita ed energia).
“L'incapacità e la miopia di questa classe politica - prosegue la nota - compresi i partiti che hanno colpevolmente sostenuto il governo, sono la causa di quello che si preannuncia essere un disastro economico e sociale senza precedenti. Mentre ci si interroga su falsi problemi, compreso il reddito di cittadinanza, nessuno interviene su quello che veramente sta affossando il paese: la mancanza di reali sostegni alla piccola e media impresa, e di un piano energetico ed economico di ampio respiro.
“I risultati li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno”, conclude il comunicato. “Aziende che chiudono, mancanza di posti di lavoro, famiglie sul lastrico. La politica italiana, invece di occuparsi di falsi problemi, inizi a parlare delle reali priorità del Paese: siamo sull'orlo di un disastro, non possiamo più attendere”
Anpas avvia una raccolta fondi destinata a far fronte alle prime urgenze dei cittadini e delle imprese duramente colpiti dal maltempo dei giorni scorsi. "Le nostre numerose associazioni si sono prodigate da subito, mettendo a disposizione volontari, sedi associative e mezzi, per prestare i primi soccorsi e per dare assistenza alla popolazione – ha dichiarato il presidente Anpas Marche Andrea Sbaffo -. Il nostro impegno continua, anche grazie a UniCredit, con questa raccolta fondi a favore delle comunità colpite affinché possano tornare quanto prima alla normalità".
Per partecipare alla raccolta fondi di solidarietà è possibile effettuare un bonifico sull'Iban del conto corrente aperto presso UniCredit: IT 43 U 02008 02626 000106528797 intestato a Anpas Comitato Regionale Marche Odv.
"Volontarie e i volontari Anpas, altamente specializzati e provenienti da tutta Italia, stanno lavorando nella Marche per portare assistenza e supporto psicologico" ha affermato Fabrizio Pregliasco, Presidente Anpas "chiediamo un aiuto a tutti e a tutte per sostenere la popolazione colpita".
"Aderiamo alla raccolta fondi di Anpas - ha sottolineato Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit - come ulteriore segno di attenzione e vicinanza da parte del nostro gruppo nei confronti dei cittadini e degli imprenditori marchigiani".
L’iniziativa si aggiunge, infatti, agli interventi di sostegno attivati tempestivamente da UniCredit a favore della comunità marchigiana, come la moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui ipotecari e chirografari per le imprese con sede legale/operativa nelle zone interessate dal maltempo e per tutti i clienti privati intestatari di mutui ipotecari residenti nei territori colpiti dall’evento atmosferico.
A ciò si aggiunge la possibilità di accedere a un prestito con tasso agevolato per i clienti privati residenti nei comuni che hanno subìto danni a causa del maltempo e il "Pacchetto nuovo credito alle imprese", con linea di finanziamenti chirografari/ipotecari a condizioni agevolate, in favore di clienti imprese con sede legale/operativa nei Comuni colpiti dall'evento.
Taglio obbligatorio fino al 10% sul consumo di elettricità per ridurre la domanda, tassazione sugli extra-profitti per le multinazionali, contributi di solidarietà da parte delle società che lavorano i combustibili fossili: sono le direttive principali dettate dal pacchetto energetico tuttora in fase di elaborazione presso i piani alti di Palazzo Berlaymont a Bruxelles.
Misure tappabuchi, le ennesime, attraverso le quali l’Ue - e quindi l’Italia - sperano di poter fronteggiare la stagione fredda dei rincari energetici esplosi con la pandemia e ancora influenzati dalla guerra russo-ucraina. Ma per il nostro paese, la ‘logica delle pezze’ è prassi tradizionale da almeno 20 anni, complici l’instabilità politica e un iter amministrativo-procedurale troppo complesso per riuscire a mettere sul campo interventi decisivi in tempo utile. Si pensi all’attuale caro vita, al rincaro di energia e materie prime, ma anche a tutte quelle circostanze più pratiche in cui determinati ritardi hanno comportato una serie conseguenze sul piano sociale e civile: fra i più rilevanti, il sisma 2016 per il centro Italia e, non ultimo, i dissesti idrogeologici emersi nell’Anconetano con l’ultima alluvione del 15-16 settembre.
“La situazione si prospetta drammatica sotto vari aspetti: quello delle bollette è un tema gravoso e sicuramente lo Stato dovrà mettere a disposizione tutti i sussidi e gli indennizzi possibili per alleviarne l’impatto”, esordisce nell’intervista che segue il direttore di Confindustria Macerata, Gianni Niccolò.
Sale l’inflazione, e i consumatori consumano sempre meno. Quali soluzioni occorre mettere subito in campo? Le aziende sono molto preoccupate. Bisogna puntare sul tetto al prezzo del gas e al disaccoppiamento energetico: sarebbe un segnale di coesione e coerenza anche da parte dellla Comunità europea. La riflessione, però, è anche di carattere strategico. Nelle Marche, per esempio, dovremmo spostare l’attenzione sul concetto di autosufficienza, di indipendenza, essenziali anche in termini di competitività. I mancati interventi nel corso degli ultimi 10 anni hanno avuto conseguenze non solo sul piano energetico, ma anche sulle questioni piu pratiche, come la ricostruzione post sisma.
Il PAI del 2016 è stato un esempio di programmaticità, ma per lo più rimasto sulla carta. Abbiamo l’abitudine in Italia di guardare al fatto patologico del momento e trarre subito delle conclusioni. Penso invece che si debba migliorare sul piano amministrativo, essere più flessibili in termini legislativi in modo da intervenire più rapidamente e con strumenti adeguati.
Serve anche una stabilità politica, o no? E’ un problema di invarianti: la sicurezza del cittadino è un tema fondamentale sul quale non si può non convergere politicamente. Accorciare l’iter burocratico - che passa già per bandi, gare di appalto, distribuzione degli incarichi, individuazione delle aziende ecc. - è utile per riconferire valore anche al meccanismo della deroga e dell’urgenza in virtù di interventi immediati laddove occorrono. Dovremmo, inotre, essere più vigili nell’affidarci a figure professionali competenti: nelle Marche paghiamo lo scotto di una struttura amministrativa insufficiente.
A tal proposito, per lei quanto è significativo che quattro assessori su sei alla Regione stiano cercando di accaparrarsi una poltrona in Parlamento piuttosto che rimanere qui a fare il loro dovere? Come cittadino ho fatto le mie valutazioni e ho le mie idee, ma in quanto rappresentante di Confindustria mi interessa solamente il metodo con cui andiamo a selezionare la classe dirigente adeguata. Quest'ultima, poi, dovrebbe restituire valore e tutelare tutte quelle che sono le tipicità e le vocazioni del nostro territorio, come il settore manifatturiero. Così si garantiscono occupazione e produttività, oltre alla possibilità di puntare su una maggiore indipendenza economica.
Non aver saputo valorizzare le proprie eccellenze è stata una mancanza del tutto marchigiana o anche di livello nazionale? Temo che questo paese non abbia avuto finora una vera politica industriale e strategica, colpa del retaggio culturale che ci portiamo appresso (contrapposizioni varie, instabilità politica). In Regione si guarda molto ai fondi comunitari e ad altri canali di finanziamento, ma occorre fare di più: le aziende, alla fine, chiedono un minimo di sostegno, non contributi a pioggia in maniera indiscriminata.
La progressione del caro vita porterà alla perdita di quasi 600 mila posti di lavoro. Cosa si sente dire alle famiglie degli operai in vista dell’inverno nero? Questo territorio ha sempre dato segnali di coesione e compattezza nei momenti di crisi: l’imprenditore non ha mai lasciato soli i propri collaboratori. Confindustria ha un rapporto strutturale con tutte le realtà aziendali e sociali: sicuramente si dovranno fare delle scelte sofferte, ricorrere nuovamente alla cassa integrazione come fu durante il covid. Ma il problema rimane di natura strategica. Gli imprenditori stanno gia cercando soluzioni alternative, anche se i primi bandi del PNRR riguardano il settore pubblico. Il tempo, purtroppo, non è una variabile gestibile: la rapidità e l’impegno lungimirante saranno decisivi nei prossimi mesi, anche per quanto riguarda il sostegno alle fasce sociali più deboli. E dire che già ad ottobre 2021 avevamo avvisato chi di dovere sulle varie criticità e sulla necessità di intervenire.
Perché secondo lei non siete stati ascolati? Le priorità di governo spesso non tengono conto degli asset principali, e le dinamiche inseguono logiche di consenso a breve termine piuttosto che di programmazione a lunga scadenza. Una caratteristica ormai tipica della nostra politica.
A Pianello di Ostra c’è stato l’ultimo saluto a quattro delle undici vittime dell'alluvione. La cerimonia funebre per Andrea e Giuseppe Tisba, padre e figlio, Diego Chiappetti e Ferdinando Olivi, si è svolta nel pomeriggio sul manto verde del campo sportivo della piccola frazione dell'Anconetano.
Tanta la gente accorsa, la tribuna e il campo sportivo si sono gremiti di parenti e amici delle vittime. I feretri sono stati accolti con compostezza. Tra le numerose autorità istituzionali, presente il governatore delle Marche Francesco Acquaroli.
"Ti ho fatto attendere tante volte, ma adesso sono io ad aspettare te e non dovrai avere fretta, perché io ti aspetterò per sempre": sono state le parole di Emma, la fidanzata di Andrea Tisba, il 25enne morto insieme al padre Giuseppe, di 65 anni, nell'alluvione.
Emma si è rivolta ai presenti e ha parlato di Andrea con il tempo del presente, come se quel ragazzo di cui era ed è profondamente innamorata, fosse ancora accanto a lei. La ragazza ha raccontato piccoli aneddoti della loro vita insieme. E se all'inizio del suo discorso ha detto di aver "conosciuto l'amore" grazie a questo ragazzo, ha concluso ringraziandolo per averle dato il loro "piccolo infinito".
(Foto Ansa)
“Abbiamo deciso di utilizzare i camper che vaccinavano la popolazione nei picchi pandemici come ambulatori itineranti di supporto psicologico e sociale nelle zone alluvionate”. Lo comunica l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini, rilevata la necessità dei cittadini dei comuni del pesarese e dell’Anconetano più colpiti dall’alluvione del 15 e 16 settembre. “Ci sono persone che hanno perso familiari e amici – prosegue – ma anche che hanno visto gravemente danneggiate abitazioni, aziende: il tutto in pochi minuti, temendo per la loro stessa vita”.
Il servizio di supporto psicologico è stato attivato da subito in postazioni fisse, ma per raggiungere le località più piccole la soluzione dei camper è sembrata la più adeguata. I mezzi utilizzati per le vaccinazioni da Asur erano tornati nella disponibilità della Protezione Civile Regionale, che li ha messi a disposizione in comodato d’uso gratuito”.
Sui pulmini saranno disponibili un assistente sociale e uno psicologo, dotati di opuscoli informativi differenziati per bambini, anziani, adulti, soccorritori. In campo ci saranno una cinquantina di operatori tra volontari delle associazioni di riferimento (Ares, Sipem, Anpas, Cisom, Cri, Asproc ) e personale Asur a fare anche da coordinamento, ai quali si aggiungono psicologi arrivati da fuori regione.
Il programma verrà deciso in accordo coi sindaci del territorio, a conoscenza delle situazioni più specifiche, e verrà comunicato in anticipo ai cittadini che potranno così decidere di usufruire di questo importante servizio di ascolto e sostegno.
“Si tratta di una idea condivisa con il dottor Massimo Mari, Responsabile del reparto ssichiatrico di diagnosi e cura Spdc dell'ospedale Principe di Piemonte di Senigallia” – ha detto la direttrice generale Asur Nadia Storti – i camper che utilizzavamo per le vaccinazioni covid oggi sono certamente il mezzo più efficace per raggiungere le località più piccole devastate dall’alluvione. Intanto oggi le attività del distretto di Senigallia sono tornate totalmente fruibili dopo l’allagamento di venerdì scorso che aveva danneggiato anche ascensori e sistema informatico”.
Il 21 settembre viene celebrata la Giornata Mondiale Alzheimer. Istituita nel 1994, dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'Alzheimer's Disease International, ha come obiettivo accrescere la sensibilità e la consapevolezza su una patologia che rappresenta circa il 60-70% dei casi di demenza.
Il viola è il colore scelto dalla Federazione Alzheimer Italia perché è il colore del fiore “Non ti scordar di me”. A Tolentino, nella mattinata di mercoledì 21 settembre, un gruppo di cittadini ha colorato, appunto di viola, i giardini John Lennon affiggendo palloncini colorati e una cartellonistica esplicativa.
L’iniziativa testimonia la crescita di un movimento internazionale che vuole creare una coscienza pubblica sugli enormi problemi provocati da questa malattia. E ogni anno riunisce in tutto il mondo malati, familiari e associazioni Alzheimer. L’evento vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica a “non dimenticare chi dimentica”
I malati di Alzheimer e di altre demenze sono oggi stimati 36 milioni nel mondo, un milione nel nostro Paese, numeri destinati ad aumentare drammaticamente nel giro di pochi anni. Il morbo è la forma più comune di demenza senile, caratterizzata da un progressivo declino della memoria e di altre funzioni cognitive, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane.
Riguardo a questa particolare patologia, a Tolentino, l’assessorato ai Servizi Sociali ha predisposto un servizio di trasporto a Macerata che consente ai soggetti malati di partecipare ad attività laboratoriali organizzate dall’Afam. Inoltre è stato praticato, nei mesi scorsi, uno screening sulla popolazione a rischio.
Alla casa di riposo Porcelli è attivo un Centro diurno Alzheimer con spazi riservati, appositamente allestiti e progettati, per accogliere le persone malate dando ausilio alle famiglie per tutta la giornata.
L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Tolentino Elena Lucaroni informa “che si sta lavorando per offrire sempre più servizi alle famiglie in collaborazione con l’Afam di Macerata. Inoltre la Giunta sta seguendo l’esperienza del Caffè Alzheimer, una sperimentazione che vorrebbe replicare anche a Tolentino”.
“Il disastro del Misa non è imputabile a un’alluvione di entità eccezionale come quella occorsa nella notte tra il 15 e il 16 settembre, ma ai 40 anni di interventi mancati - in primis, la cassa di espansione per il fiume”. E’ questa la principale spiegazione ad oggi formulata da organi di stampa e addetti ai lavori, senza prendere troppo in considerazione i 400 millimetri di pioggia caduti in appena sei ore nell’Anconetano (quella di tre mesi tutti insieme, per capirci) : altrimenti si dovrebbe tirare in causa anche la questione legata più strettamente all’emergenza climatica.
Passata la tempesta, però, rimangono il dramma di chi ha perso tutto e, soprattutto, la paura che simili fenomeni possano a ripetersi. Un allarmismo che in poco tempo si è riverberato anche sulla provincia di Macerata, in virtù della presenza dei fiumi più importanti quali il Chienti e il Potenza (rispettivamente, 91 e 95 km di lunghezza) e dei loro affluenti (circa 20). “L’evento dello scorso weekend - spiega il geologo e professore presso UniCam, Marco Materazzi - rientra nella cosiddetta configurazione barica: l’estate particolarmente secca di quest’anno ha determinato l’insorgere di perturbazioni e precipitazioni la cui entità, purtoppo, non è prevedibile né tantomeno registrabile dai modelli metereologici correnti in maniera localizzata”.
(fiume Potenza)
A giustificare l’esondazione del Misa, dunque, concorrono altri fattori critici di diversa natura: il bacino più piccolo rispetto a quello di altri fiumi marchigiani, l’alveo fluviale più stretto, la mancanza di interventi strutturati anche presso l’affluente Nevola. “Come è stato per il Burano che ha rigettato fango su Cantiano e Pietralunga (PU) - continua il geologo - il problema parte dalle ostruzioni che i corsi d’acqua possono incontrare, solitamente dovuti a manutenzione incompleta o del tutto assente: questo comporta l’accumulo di melma e vegetazione per lo più morta che di conseguenza va a incidere sugli argini, agevolando il rischio di piena”.
Nel Maceratese, il Potenza ha già avuto in passato i suoi problemi: è del 2013 l’ultima esondazione davvero significativa che rischiava di avere ripercussioni gravi soprattutto sulla comunità di San Severino Marche e Sambucheto. Nello stesso anno, anche il Chienti si rivelò minaccioso per le zone di Montecosaro, Morrovalle e Civitanova, con acqua, fango e detriti che invasero persino la superstrada.
(fiume Chienti)
“Dopo quanto è accaduto nell'Anconetano - continua Materazzi - il rischio di alluvioni e straripamenti rimane alto anche nei territori di Macerata e provincia. Il genio civile, a suo tempo, è intervenuto nei punti principali del Chienti e del Potenza, ma è senz’altro opportuno riprendere i lavori in maniera selettiva presso gli altri reticoli idrografici: ripulire i fossi, rimuovere la vegetazione morta, preservare quella sulle sponde per impedire che crollino gli argini. In questo senso, le criticità sono ancora molto sensibili, e persino eventi atmosferici di minore entità possono determinare serie conseguenze per i centri abitati e la comunità maceratese”.
Di seguito, il servizio:
Le segreterie regionali di Cgil Cisl e Uil Marche hanno istituito un fondo di solidarietà per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dall’alluvione che ha sconvolto il territorio marchigiano, in particolar modo le zone del Senigalliese e del Pesarese. Per aderire, basta fare una semplice donazione sul conto corrente: IT32U0538702684000003692832 attivato presso BPER e intestato a Cgil, Cisl, Uil delle Marche fondo di solidarietà per le popolazioni colpite dall’alluvione.
Le organizzazioni sindacali effettueranno una valutazione puntuale sulle modalità dell’intervento in coerenza con le indicazioni delle istituzioni locali e delle autorità preposte, nei modi e con le forme che ne garantiscano la certezza e la trasparenza nella destinazione e la rapidità nella realizzazione.
Sono in fase di valutazione altre iniziative congiunte con le associazioni datoriali. La raccolta fondi avrà termine il 31 dicembre 2022.
Via a un primo censimento dei danni nel territorio della città di Matelica. Il Comune mette a disposizione dei cittadini due moduli da compilare: il modulo B1 è per la “Ricognizione dei danni subiti e domanda di contributo per l’immediato sostegno alla popolazione”, mentre il modulo C1 è per la “Ricognizione dei danni subiti e domanda di contributo per l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive”.
Una volta compilati i moduli vanno consegnati all’Ufficio Protocollo del Comune di Matelica (orari lunedì-sabato: ore 8.00-14.00; martedì e giovedì anche pomeriggio ore 15.00-18.00). Questo è il primo passo per fare una stima dei danni al patrimonio privato nel territorio matelicese che l’ente comunicherà come da indicazioni alle strutture governative.
Al momento la zona della provincia di Macerata non è stata compresa all’interno del decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri di sabato scorso che disciplina i primi interventi urgenti nelle province di Pesaro e Ancona. Tuttavia, è stato già precisato che il suddetto decreto è solo un primo provvedimento iniziale che sarà seguito da ulteriori disposizioni per aiutare tutti i comuni colpiti dal maltempo della scorsa settimana. Per questo motivo è necessario censire i danni in vista di uno stanziamento futuro delle risorse. I moduli sono disponibili sul sito del Comune di Matelica.
Tutelare la qualità dell’ambiente, migliorare le condizioni di vita economica e sociale dei cittadini, contrastare la povertà energetica grazie ai risparmi sulla bolletta elettrica, e favorire con la transizione ecologica l’insediamento e il rientro delle famiglie e delle imprese nei territori interessati dalla ricostruzione post-sisma.
Nei comuni dell’Appennino colpiti nel 2009 e nel 2016 dal terremoto, è pronto a partire il piano per il finanziamento dei nuovi impianti di produzione dell’energia rinnovabile. È stato pubblicato oggi, infatti, il bando del programma NextAppennino, finanziato dal Fondo nazionale complementare al Pnrr per le aree sisma, che mette a disposizione dei comuni e degli enti territoriali dei due crateri sismici 68 milioni di euro per favorire la nascita delle Comunità Energetiche Rinnovabili.
Si tratta di organismi nei quali tutti i soggetti partecipanti, come comuni, imprese, esercizi commerciali, cittadini, condividono l’energia prodotta con i propri impianti rinnovabili, come il fotovoltaico, godendo dell’autoconsumo e di consistenti sconti sulla bolletta relativa all'energia eventualmente prelevata dalla rete.
Ai contributi sono ammessi sia gli enti e le amministrazioni pubbliche territoriali, che le comunità energetiche in via di costituzione promosse dagli stessi enti. In questo caso, o se gli enti promotori si impegnano a creare sistemi di condivisione o reti di teleriscaldamento, il contributo a fondo perduto è pari al 100% della spesa prevista dal progetto. Nel caso di realizzazione, ammodernamento o potenziamento degli impianti di produzione delle rinnovabili, il contributo concesso agli enti è limitato al 50% della spesa.
Con i fondi ricevuti i soggetti beneficiari potranno finanziare anche l’eventuale acquisto degli impianti dei membri privati della Cer, stabilendo i meccanismi nei regolamenti della comunità. Le spese ammissibili al contributo pubblico sono: l’assistenza progettuale, l’acquisto degli impianti di produzione e dei componenti, le opere di connessione, i costi per l’elettrificazione dei consumi, l’acquisto di sistemi di accumulazione dell’energia, di monitoraggio dei consumi, di gestione dei flussi, l’assistenza per la definizione degli accordi per la gestione delle Cer.
I criteri di premialità stabiliti dal bando per definire la graduatoria dei progetti ammessi al contributo favoriscono quelli aperti alla partecipazione del maggior numero possibile di soggetti privati, che prevedano la realizzazione di nuovi impianti da 500 a 999 kW, e nei comuni più piccoli, quelli fino a 3 mila abitanti. Vengono inoltre premiate le Cer che garantiscono il miglior equilibrio tra l’energia consumata e quella prodotta, penalizzando quelle dove i consumi sono molto inferiori alla capacità dei nuovi impianti.
Questi ultimi potranno essere realizzati sia nelle aree già a disposizione dell’amministrazione che presenta la domanda, che in quelle dei privati che stipulano, nell’ambito della Cer, accordi specifici con l’amministrazione.
Il bando, con tutta la documentazione allegata, può essere scaricato dal sito di NextAppennino (https://nextappennino.gov.it/), dal sito del Commissario Sisma 2016, a questo indirizzo (https://sisma2016.gov.it/bando-comunita-energetiche), e dal sito della Struttura di Missione Abruzzo 2009 (http://sisma2009.governo.it/).
Le domande di partecipazione al bando potranno essere presentate dal 30 settembre al 31 ottobre prossimi inviando una pec all’indirizzo e-mail energia.pncsisma@pec.governo.it. Eventuali richieste di informazioni, chiarimenti o assistenza possono essere inviate all’indirizzo e-mail energia.sismapnrr@governo.it.
La Struttura Commissariale 2016 e la Struttura tecnica di missione 2009 approveranno l’elenco delle richieste ammesse ai contributi e i soggetti beneficiari entro il 15 dicembre. La valutazione dei progetti sarà effettuata da un apposito Comitato di Valutazione, nel quale sono rappresentati anche Regioni e Comuni.
Nei prossimi giorni il Comune procederà al posizionamento di nuovi cestini per il conferimento delle deiezioni canine in varie zone cittadine che sono state scelte dopo un’attenta analisi volta a conciliare la volontà dell’Amministrazione – assessorato all’Ambiente con delega agli Animali d’Affezione - con la necessità di avere un impatto estetico minimo, in particolare nelle aree del centro storico.
I cestini saranno posizionati in piazza Vittorio Veneto, piazza Oberdan, via Montalto, via Cardona, viale Indipendenza, via Verga, via Capuzi, piazza Nazario Sauro, nel quartiere Pace e nella frazione di Sforzacosta. L’iniziativa è volto anche a sensibilizzare i proprietari dei cani sul corretto conferimento delle deiezione dei loro amici a quattro a zampe.
Il regolamento comunale per la tutela del benessere animale, approvato ad aprile, stabilisce che il conduttore del cane deve essere sempre munito di idonea attrezzatura per la raccolta delle deiezioni ogni qualvolta il cane viene condotto in un’area pubblica ed è tenuto a raccogliere tempestivamente le deiezioni in tutte le aree aperte al pubblico compresi gli sgambatoi, ricorda l’Ente.
“ Le feci devono essere raccolte in un sacchettino biodegradabile chiuso e conferite negli appositi cestini o, in alternativa, nell’organico. In tutti gli altri casi si procede con lo smaltimento attraverso il rifiuto secco non riciclabile. La violazione delle disposizioni del Regolamento comunale, secondo l’articolo 29 dello stesso, è soggetta a sanzione amministrativa che varia dai 25 ai 500 euro”.
L’Amministrazione comunale, raccogliendo l’invito anche da parte di alcuni cittadini, ha attivato un centro di raccolta di materiali a sostegno delle comunità colpite dall’ alluvione. I recenti avvenimenti calamitosi avvenuti a poca distanza dal nostro Comune, pure colpito in lieve misura dai nubifragi della scorsa settimana, hanno scosso notevolmente le comunità limitrofe, suscitando interventi di supporto e di azioni di solidarietà.
“Il desiderio di collaborare è molto sentito anche nella nostra città - ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi - un segno di un’attenzione verso gli altri che una gran parte dei nostri concittadini ha mostrato in ogni occasione e per il quale esprimiamo senso di orgoglio e gratitudine”.
Grazie a contatti diretti tra le Amministrazioni locali e le associazioni, si è potuto attivare il gruppo Caritas Recanati che opera nella parrocchia di San Francesco e creare una collaborazione con il gruppo Caritas di Senigallia che in questo momento sta gestendo l’accoglienza degli sfollati nel proprio territorio e coordinando alcune operazioni di supporto alla popolazione.
In particolare il gruppo Caritas di Recanati ha messo a disposizione un locale all’interno della sede parrocchiale che fungerà temporaneamente da centro di raccolta, oltre ad assicurare la copertura di alcuni turni di personale che si dedicherà alla ricezione dei materiali.
“L’intera operazione sarà supportata dal locale gruppo di Protezione Civile che in questi giorni è stato continuamente operativo sia nel nostro Comune che in quelli alluvionati a noi vicini” ha aggiunto il vice Sindaco Mirco Scorcelli che non manca di sottolineare “l’importanza di tali fondamentali supporti, prestati a titolo totalmente volontario”.
Sono richiesti prodotti per la pulizia e l’igiene, come detersivo per i pavimenti, candeggina, sgrassatori, igienizzanti, spugne, stracci per pavimenti, rotoloni di carta tipo scottex, guanti usa e getta, scope, palette, prodotti per l’igiene personale, soprattutto saponi.
Si raccomanda di attenersi a quanto elencato o a prodotti simili, perché null’altro verrà recepito dagli addetti alla raccolta, riferendosi unicamente alla lista delle richieste direttamente pervenute.
A partire da mercoledì 21 settembre e fino a tutto venerdì 23 settembre, dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 15 alle 19, sarà possibile conferire i materiali che saranno consegnati nel fine settimana direttamente alla Caritas di Senigallia, in collaborazione con il gruppo di Protezione Civile di Recanati.
La popolazione è invitata a contribuire per quanto possibile alla raccolta, perché oltre agli indispensabili aiuti materiali, arrivi alle comunità più colpite dal maltempo della scorsa settimana, il segno della vicinanza e della solidarietà, fondamentali elementi di supporto allo stato psicologico di grande fatica che stanno patendo.
“Solidarietà, comunità, partecipazione attiva sono elementi chiave per la tenuta e la valorizzazione dei legami sociali – ha affermato l’assessora alle Politiche Sociali Paola Nicolini - Questa iniziativa di solidarietà si connette a quella di pulizia dell’ambiente che avrà luogo nel fine settimana, perché la salvaguardia e la cura del territorio hanno bisogno sia del governo politico a tutti i livelli, ma anche della sensibilità di ogni concittadino e concittadina che, a qualsiasi età e con il proprio comportamento virtuoso, possono aiutare a prevenire disastri come quelli che abbiamo visto e che vogliamo contribuire a rimediare, con un nostro seppur piccolissimo apporto”.
Il comune di Recanati rende omaggio alla figura dell’illustre concittadino Piero Cesanelli intitolandogli il largo antistante il Teatro Persiani. La cerimonia avrà luogo il prossimo 28 settembre, nel giorno della ricorrenza dei tre anni dalla scomparsa di Cesanelli, alle ore 18.
Subito dopo, all’interno del teatro, verrà inaugurata la mostra fotografica "Piero Cesanelli in cento scatti", ideata e prodotta dall’Associazione Musicultura con la preziosa collaborazione della moglie Paola Promisqui.
"Con l’intitolazione del largo antistante il teatro cittadino, vogliamo rendere omaggio alla memoria di Piero Cesanelli spirito libero, geniale e illustre operatore culturale della nostra città che tanto ha amato e alla quale tanto ha dato nel corso della sua intera vita - ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi – Ideatore e anticipatore di nuove formule di comunicazione culturale e musicale, Piero Cesanelli rimarrà per sempre nel cuore e nella storia della nostra città".
“Piero in cento scatti” la mostra fotografica che Musicultura dedica per l’occasione a Cesanelli è curata da Benito Leonori e verrà allestita sul palco del Teatro Persiani” dal laboratorio scenografico della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e dalla light design Francesca Cecarini.
“Abbiamo cercato di condensare in cento scatti i tratti salienti della parabola umana di Piero, così ricca di incontri, slanci, sentimenti, attaccamento a Recanati. L’istallazione propone un percorso dove gli affetti familiari e le amicizie di Piero si intrecciano col suo orizzonte più prettamente artistico" ha affermato il direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri. La mostra "Piero in cento scatti" rimarrà aperta gratuitamente al pubblico dal 28 settembre al 9 ottobre, ogni giorno dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30.
Piero Cesanelli, personalità di spicco del mondo della cultura marchigiana e nazionale, docente e cantautore, crea nel 1990 insieme a Vanni Pierini "Musicultura–Premio Città di Recanati" e ne assume fin dall’inizio la direzione artistica.
Il progetto trova in Fabrizio De André e in Giorgio Caproni i primi firmatari di un Comitato Artistico di Garanzia che da subito è uno dei tratti distintivi dell’iniziativa e che da allora ha annoverato e annovera illustri protagonisti della musica, della letteratura e del cinema italiani. La scommessa è vinta.
Dal 2001 Piero prosegue l’avventura da solo. Le eccellenze della canzone e della poesia italiane, ospiti di spicco internazionali, i meritevoli giovani artisti selezionati annualmente con cura e passione attraverso il prestigioso concorso di Musicultura si esibiscono sul palco del festival.
Grazie anche alle partnership radio-televisive con la Rai, l’iniziativa contribuisce sempre più a promuovere, in tutta l’Italia e all’estero, le attrattive di Recanati e, successivamente, dello Sferisterio di Macerata, dove dal 2005 ha luogo la manifestazione,
Più di millecinquecento artisti da ogni parte del nostro Paese e del mondo danno vita nei trent’anni della direzione artistica di Piero a una delle più qualificate e dinamiche esperienze culturali e popolari nazionali, seguita con passione e attiva partecipazione dal pubblico e con vivo interesse dai media nazionali e che gli vale premi e riconoscimenti, tra i quali la "Medaglia del Presidente della Repubblica" per gli alti meriti artistici-culturali.
Tra le invenzioni spettacolari di Piero Cesanelli c’è anche Lunaria, la rassegna che dal 1996 caratterizza le estati recanatesi, che ha visto incontri memorabili come quelli tra Fernanda Pivano e Lorenzo Jovanotti, Dacia Maraini e Ornella Vanoni, Solomon Burke e Mons. Claudio Giuliodori, Gianna Nannini e Margherita Hack, fino alle più recenti partecipazioni di Joan Baez e Graham Nash.
L’ultima creatura artistica di Piero Cesanelli è "La Compagnia di Musicultura": un ensemble di musicisti, interpreti, attori, video maker, tutti volutamente originari del territorio marchigiano ed accuratamente scelti.
La Compagnia dal 2008, anno della sua nascita, ha infiammato piazze e teatri con oltre 250 rappresentazioni di spettacoli ideati, arrangiati e diretti da Piero, con la collaborazione ai testi, in alcuni casi, dell’amico Carlo Latini.
Accomunati da un’originale formula di teatro-canzone, le produzioni de "La Compagnia" si suddividono tra monografie artistiche e racconti della storia italiana del dopoguerra filtrati attraverso la canzone, colta nella sua valenza di importante specchio del costume e dell’identità di un popolo. È proprio in uno di questi spettacoli, ai quali negli ultimi anni della sua vita si è sentito più artisticamente ed umanamente legato, che abbiamo visto Piero per l’ultima volta felice in campo.
Passata la tempesta, anche Treia fa la conta dei danni subiti a causa dell’alluvione che nei giorni scorsi ha messo in ginocchio una parte delle Marche.
"Un pensiero di vicinanza va ai comuni dell’Alto Anconetano e del Pesarese maggiormente colpiti - esordisce il sindaco Franco Capponi che poi prosegue -Seppure la situazione sul nostro territorio non sia tragica come in quei posti in cui si sono anche registrate delle vittime, purtroppo la violenza dell’evento meteorologico, assolutamente non ordinario, ha creato danni e problemi anche sul nostro comune tant’è che abbiamo subito costituito il Coc, centro operativo comunale, per fronteggiare le emergenze di Protezione civile connesse deliberando anche lo 'Stato di emergenza' a causa della calamità naturale".
Quanto ai danni, il primo cittadino spiega: "Abbiamo registrato danni gravi alla viabilità comunale e vicinale di uso pubblico (nelle aree rurali) su circa 16 tratti stradali per 38 chilometri complessivi con frane, smottamenti, ruscellamenti di tratti viari, ostruzione di scoline e dei sistemi di deflusso delle acque portate dalle piogge. Frane e smottamenti di muri di contenimento stradale e di due zone abitate".
"Abbiamo cercato di fronteggiare subito l’emergenza con tutte le forze a nostra disposizione, ma anche ricorrendo a esterni per lavori di pulizia di caditoie, riattivazione di attraversamenti stradali e fogne ostruite dal nubifragio per ripristinare la piena funzionalità - sottolinea Capponi -. Così come per la riapertura delle strade a seguito della caduta degli alberi per il forte vento. In Via Valchiusa è stata necessaria l’evacuazione di un’abitazione invasa dalle acque scese dai terreni soprastanti".
"Ci sono aziende agricole che dovranno fare i conti con raccolti persi completamente, ma non solo - aggiunge il sindaco -. Per questo il comune ha inviato un avviso alla popolazione per la segnalazione di eventuali danni subiti da infrastrutture e danni al patrimonio privato". "Ora per qualche giorno si parlerà del dissesto idrogeologico, come fosse la prima volta che succede una catastrofe. Poi tra una settimana ci saranno le elezioni e l'ansia per l'approvvigionamento del gas. Tra due-tre settimane tutto sarà dimenticato, fino alla prossima tragedia, fino alle prossime vittime innocenti" conclude amaro Capponi.
Nel corso di un’iniziativa di solidarietà, i finanzieri del gruppo di Macerata hanno consegnato alla struttura "Attività Caritatevoli della Delegazione Marche Sud dell’Ordine di Malta", circa 250 capi di abbigliamento confiscati, tra camicie, polo, t-shirt, giubbini e pantaloni, per la successiva donazione a persone bisognose del territorio.
In particolare, gli articoli erano stati sottoposti a sequestro da parte delle Fiamme Gialle maceratesi nel giugno del 2017 nel corso di un’attività d’indagine finalizzata al contrasto della commercializzazione di prodotti contraffatti, in quanto recavano marchi e segni distintivi contraffatti dei noti brand Burberry, Colmar, Monclair, Stone Island, Tommy Hilfiger, Polo Ralph Lauren, Lacoste, Aereonautica Militare, La Martina, configurando, all’epoca dei fatti, il reato di commercio di prodotti con segni falsi.
Divenuta definitiva la sentenza di condanna, i militari del Gruppo, in relazione al considerevole quantitativo di materiale in argomento, hanno chiesto all’autorità giudiziaria la possibilità di devolvere in beneficenza gli articoli sequestrati che, altrimenti, sarebbero stati consegnati in discarica e distrutti.
Il Tribunale di Macerata ha quindi concesso la devoluzione con apposito provvedimento, per cui le Fiamme Gialle, nel corso di una simbolica cerimonia svolta presso la caserma di viale Indipendenza, dopo aver rimosso tutti i segni distintivi dei marchi contraffatti, hanno consegnato i capi di abbigliamento al personale della "Delegazione Marche Sud dell’Ordine di Malta" che provvederà a distribuirli alle persone colpite dalla recente alluvione nelle zone della provincia di Ancona.
All’alba dell’ultimo decreto “Aiuti Ter” varato il 16 settembre, il pensiero che si possa tirare un generale sospiro di sollievo sembra essere piuttosto pleonastico: famiglie e imprese italiane, infatti, sono più che consapevoli che la nuova misura servirà senz’altro a mettere una pezza (l’ennesima) sui vari rincari, ma anche che non basterà ad esorcizzare il sempre più realistico spettro della recessione.
Nella provincia di Macerata, come nel resto della regione Marche e dell’Italia, si respira ormai da mesi una forte aria di incertezza rispetto alla quale i vari imprenditori (piccoli e medi soprattutto) cercano costantemente - loro malgrado - di scendere a patti. Auspicando una soluzione che, però, potrebbe non giungere in tempo: anzi, per qualcuno siamo persino fuori tempo massimo.
A sostenerlo è Marco Ragni, figlio del fondatore Lino e oggi amministratore delegato della Fatar srl, azienda nata nel 1956 come piccolo laboratorio artigianale per la produzione di tasti per fisarmoniche e oggi leader mondiale in quella di strumenti musicali (in particolare, tastiere per pianoforti e sintetizzatori). Visitando gli uffici e le catene di montaggio all’interno della sede - situata nella zona industriale di Squartabue (Recanati) - l’a.d. ha raccontato del suo ‘esordio alla guida’ nel 2008 (nel pieno della crisi finanziaria), dei risvolti inaspettati della pandemia, e spiegato perché dovremmo prepararci al peggio in vista dell’inverno 2022.
“Gli anni d’oro dell’azienda sono stati senz’altro quelli a cavallo fra i ’60 e i ’70 - afferma - e oggi contiamo circa 75 operai qui nelle Marche più altri 170 nella sede di Tunisi. Il processo di delocalizzazione per noi è stato necessario a seguito della crisi del 2008, permettendoci di rilanciare l’intera macchina produttiva e tornare ad essere competitivi sul mercato: del resto, un patrimonio culturale legato agli strumenti musicali come quello che abbiamo qui da noi non potremmo trovarlo da nessun’altra parte”.
Una grande tipicità, dunque, che va ad unirsi a tutte le altre puramente marchigiane: e che (ahinoi!) le ultime politiche regionali e nazionali non hanno saputo tutelare a dovere. “Gli eventi legati alla pandemia hanno scosso il paradigma precedente del mercato e della produzione - continua l’a.d. di Fatar - che oggi si sono tradotte sempre più in caro vita e caro energia. Già nel 2010, dalle stanze di Confindustria, alcuni di noi imprenditori avevano avvisato i politici del fatto che l’Italia fosse il primo paese al mondo per dipendenza energetica, e che si dovesse progettare una soluzione prima che fosse troppo tardi. Ma non siamo stati ascoltati”.
Tornando ai giorni nostri, è di una vera e propria emergenza nazionale quella di cui oggi si parla a più riprese; e rispetto alla quale i vari governi succedutisi nelle ultime due decadi hanno saputo fare ben poco per scongiurarla. “Viviamo una stagione lunga vent’anni - spiega Ragni - di rincorsa al consenso a breve termine. E che stiamo pagando ancora in termini di instabilità, ritardi sugli interventi, rincari e mancanza di manodopera (visto che anche i giovani si specializzano in altri settori e vanno via da qui). E’ facile toccare la sensibilità delle persone quando si è sotto elezioni, ma questo è un chiaro sintomo di ciò che la politica ha perduto di vista: ovvero la propria funzione di organismo lungimirante e capace di fare il bene del paese.
“L’Italia ha vissuto per troppo tempo sugli allori del boom economico”, conclude l’amministratore delegato. “Ora, con l’inflazione che continua a crescere (siamo al 9%), l’erosione dei margini finanziari delle aziende, e il progressivo calo del potere d’acquisto delle famiglie, dovremo fare fronte a una situazione ben più grave di quella del 2008. Chiunque salirà al governo dopo il 25 settembre dovrà sedersi al tavolo con noi imprenditori ed elaborare un vero piano strategico che sappia contenere quella che ormai è una piena inevitabile. E, in un secondo momento, rilanciare il paese”.
Di seguito, il servizio: