Attualità

Recanati, si rafforza la rete antiviolenza per donne e minori. "Serve maggiore consapevolezza"

Recanati, si rafforza la rete antiviolenza per donne e minori. "Serve maggiore consapevolezza"

Il Comune di Recanati rafforza la rete anti violenza a supporto delle donne, dei minori e di tutti coloro che subiscono violenza di genere. Questo il tema dell’incontro che si è tenuto nella Sala del Consiglio del Comune con i protagonisti della rete che lavorano intorno alla sportello antiviolenza, aperto dall’Amministrazione di Recanati nel 2013 che con una reperibilità h 24, si rivolge alle vittime di violenza sessuale, psicologica, economica o di stalking, ai loro familiari, amici o conoscenti offrendo in maniera gratuita accoglienza, codifica del caso e consulenza psicologica presso l’Ospedale di comunità “Santa Lucia”. Alla presenza del sindaco Antonio Bravi, della Presidente del Consiglio comunale con delega alle Pari Opportunità Tania Paoltroni, dell’assessora alla Politiche Sociali Paola Nicolini, dell’assessora alle Culture Rita Soccio si sono riuniti i rappresentanti delle scuole, delle forze dell'ordine, dei medici, del Consultorio e dei Servizi Sociali del Comune di Recanati diretti dalla nuova dirigente Francesca Pallotta.     La presidente Tania Paoltroni ha riassunto i dati della situazione locale sulla violenza contro le donne, lo Sportello Antiviolenza di Recanati quest’anno ha seguito fino ad oggi 60 donne di cui 52 di nazionalità italiana e 8 da altre provenienze e 80 bambini e bambine. Un sensibile aumento registrato due mesi prima della chiusura dell’anno rispetto a quanto rilevato a fine 2021 dove in totale sono state prese in carico 57 donne e 64 bambini e bambine vittime a loro volta di violenza assistita. Le motivazioni per cui le donne si sono rivolte allo Sportello di Recanati vanno dalla necessità di avere informazioni legali e pratiche circa la loro situazione, al bisogno di trovare uno spazio dove poter portare, spesso per la prima volta, il proprio disagio e la propria sofferenza, sino alla necessità di denunciare di essere o essere stata vittima di violenza psicologica, stati di isolamento sociale e/o lavorativo, umiliazioni, violenza fisica, violenza economica e/o stalking. La dott.ssa Margherita Carlini, responsabile dello Sportello Antiviolenza, ha sottolineato all’inizio dell’incontro un dato culturale significativo: nonostante il problema della violenza sulle donne non è delle donne, ma degli uomini, alla riunione nella Sala del Consiglio comunale, a parte il sindaco Bravi,  non erano presente altri uomini. Si è parlato delle lacune generate da leggi che per tutelare donne e bambini, in caso di denuncia per violenze, li allontana dalle loro dimore abituali, dalla rete delle amicizie e delle relazioni, lasciando gli uomini a vivere nelle proprie case, mentre forse servirebbe il contrario, cioè avviare chi pratica la violenza a percorsi di recupero, magari in comunità. Sono stati numerosi gli interventi che hanno indicato in percorsi comuni di formazione una impellente necessità, a partire da protocolli condivisi per la presa in carico e l'accoglienza nell'immediatezza della denuncia. Tra i punti discussi la mancanza di una cultura delle pari opportunità dove ancora c’è molto da lavorare per colmare l'inconsapevolezza nel ricorso a stereotipi e pregiudizi che alimentano la violenza di genere.  

11/11/2022 18:30
Civitanova, il primo eco-murales per l'ambiente: "Eleviamo il decoro urbano"

Civitanova, il primo eco-murales per l'ambiente: "Eleviamo il decoro urbano"

La Street Art si fa green, a Civitanova Roberta Belletti, assessore alla Transizione ecologica lancia il primo eco-murales per l'ambiente. La firma è di Giulio Vesprini, nell'ambito del percorso museale "Vedo a Colori". Il luogo prescelto, è la sede di via De Pinedo dell’istituto comprensivo di via Regina Elena. "Non solo eleviamo il livello di pulizia e decoro urbano, riqualificando un'area civica, ma sono convinta che salvaguardare l'ambiente e quello che ci sta a cuore deve rientrare, oggi più che mai, nelle nostre priorità. L'immagine - dice l'assessore Roberta Belletti - è sicuramente uno dei metodi migliori per far restare più impresso nella mente e nel ricordo di chi guarda ciò che si vuole trasmettere. Una rappresentazione grafica può avere più impatto di mille parole". In programma anche l'organizzazione di un convegno "i cui dettagli sono in via di definizione - continua l'assessore - E' mio impegno coinvolgere persone di ogni generazione, a partire dai giovani, invitandole a modificare i loro comportamenti e abitudini”. “Questo murales - conclude - è uno dei progetti che come assessore alla Transizione ecologica sto elaborando. Riflessione e azione è il miglior binomio per vivere in un ambiente sempre più sano". “Vedo a Colori" è venuto alla luce dal 2009 con l’intento di portare l’arte all’interno di uno dei luoghi più iconici della città: l’area portuale. Inizialmente, i muri che hanno preso vita si sono concentrati sulla zona dei cantieri navali, poi il progetto è decollato ancora più in alto, arrivando ad interessare il molo sud, coprendo così 600 metri del braccio est del porto, con oltre 2000 mq di muro dipinto. In questi anni il progetto si è notevolmente evoluto, iniziando anche ad interessare le scuole cittadine, con l’intento di moltiplicare le incursioni e non solo.

11/11/2022 17:51
Macerata, inaugurato il primo sportello per uomini autori di violenza

Macerata, inaugurato il primo sportello per uomini autori di violenza

Inaugurato a Macerata il primo centro per uomini autori di violenza (Cuav). L'ambito territoriale sociale 15 - Comune è stato individuato dalla Regione Marche, con l'accordo degli altri Ambiti provinciali, come referente per realizzare il sistema regionale di servizi e interventi rivolti a uomini autori di violenza, in sinergia con la stessa Regione e gli Ambiti territoriali sociali capoluoghi di provincia. Il sistema prevede due diverse linee di azione interconnesse tra loro. La prima riguarda il set up e l'avvio di un centro per uomini autori o potenziali autori di violenza (Cuav Marche) con sede principale a Macerata e articolazioni dislocate una per ogni provincia della regione, anche implementando e potenziando i servizi esistenti, per diffonderne la presenza del servizio in territori sprovvisti, e garantire l'omogeneità di interventi e prese in carico nelle Marche. L'azione, finanziata con fondi del Dipartimento pari opportunità, inoltre, prevede la definizione di un sistema di intervento integrato con servizi specializzati per il supporto a donne vittime di violenza e ai loro figli, la redazione di prassi operative regionali in vista della stesura delle linee guida nazionali ancora in strutturazione. "Al 31 ottobre al Centro antiviolenza Cav Sos Donna -  ha riferito la vice sindaco e assessora a Pari opportunità e Servizi sociali Francesca D'Alessandro - sono arrivate 221 chiamate e 180 sono state prese in carico. Significa che nel 2022, 180 donne hanno deciso di intraprendere un percorso di accompagnamento sociale, legale e psicologico, e di fuoriuscita dalla situazione di violenza". All'inaugurazione presente tra gli altri il sindaco Sandro Parcaroli. “Il progetto regionale che vede l’ATS 15 come referente rappresenta uno strumento di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere che, nelle varie fasi di azione, ha coinvolto tutto il tessuto sociale della comunità, dalle istituzioni fino ai privati –  è intervenuto il sindaco -. È importante in primis offrire dei servizi specializzati per il supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli e, al contempo, avviare un percorso di rieducazione e riabilitazione nei confronti di chi compie atti di violenza o è un potenziale autore di violenza”. "La Cooperativa Il Faro lavora sul territorio provinciale ormai da 30 anni e si è sempre occupata di servizi socio-assistenziali e educativi a favore della comunità, minori, adulti, anziani, disabili – ha detto Andrea Tridico della cooperativa -. In particolare dal 2014 abbiamo scelto di occuparci di violenza di genere". "Abbiamo aperto uno sportello antiviolenza a Civitanova Marche, poi una casa rifugio e una casa di semiautonomia e nel 2019 abbiamo iniziato a gestire il Centro antiviolenza provinciale di Macerata e gli sportelli di Porto Recanati, Civitanova Marche e Castelraimondo. Nelle case di accoglienza le operatrici si occupano della gestione delle emozioni e delle paure dei bambini e delle bambine, testimoni e vittime al tempo stesso della violenza domestica. Sono diverse le attività laboratoriali ed educative che svolgiamo con loro oltre a quelle di sensibilizzazione che facciamo ogni anno nelle scuole". "Quindi - prosegue Tridico - abbiamo capito che mancava un pezzo del puzzle: il lavoro con gli autori di violenza. Ed è partito questo progetto condiviso che ci vedrà attori in primis ma anche destinatari di un pensiero che vede come possibile e necessario ‘il lavoro sul problema sociale maschile’ e dare la possibilità agli uomini che agiscono violenza di ‘scegliere il cambiamento’ e di ‘rifiutare il sistema di potere’, di dire ‘no’. Questo è un impegno civile e politico che deve vedere le operatrici dei Cav e noi operatori dei Cuav lavorare su due fronti diversi ma con un obiettivo comune che è quello della parità di genere".  “Il progetto CUAV Marche – ha affermato invece Antonella Ciccarelli coordinatrice Polo9  ente capofila azioni di progetto - rappresenta una opportunità per la rete delle relazioni territoriali e per le sinergie al contrasto delle violenze sulle donne. La violenza non è un fatto privato ma di interesse pubblico, che ha bisogno di interventi congiunti e coordinati”. La seconda azione prevede soluzioni abitative, a valenza regionale e idonee a far fronte alle necessità relative sia alla zona nord che alla zona sud delle Marche, per consentire, dove necessario, l’applicazione degli artt. 282 bis CPP e 384 bis CPP per favorire l’allontanamento d’urgenza del maltrattante dalla casa familiare. Dalla procedura di co-progettazione, sono stati individuati due appartamenti, uno ad Ancona, per la zona nord, uno a Macerata per la zona sud per un totale di cinque posti letto mentre sono stati anche definiti accordi con strutture ricettive per le urgenze.

11/11/2022 15:40
Passi avanti per la Pedemontana:"Opera imprescindibile per salvare l'entroterra"

Passi avanti per la Pedemontana:"Opera imprescindibile per salvare l'entroterra"

Importanti e concreti passi avanti per il nuovo tratto di Pedemontana delle Marche - quello che interesserà il collegamento da Caldarola a Servigliano -  sono stati illustrati in un incontro nella serata di ieri a Palazzo Raffaello tra il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, l’ingegner Fulvio Soccodato, commissario Anas e soggetto attuatore per gli interventi infrastrutturali nel cratere sismico 2016, i tecnici progettisti e i sindaci dei Comuni interessati dal miglioramento dei collegamenti sul territorio. Hanno portato il saluto da remoto anche il commissario Giovanni Legnini e il senatore Guido Castelli. Nel corso della riunione sono stati presentati i 3 progetti di prefattibilità tecnica rafforzata di seconda fase che saranno appaltati entro dicembre, i quali si aggiungono ai 3 interventi di prima fase già appaltati lo scorso settembre e che saranno aggiudicati entro l’anno e immediatamente cantierabili. I tratti coinvolti sono quelli tra Belforte del Chienti e Sarnano, tra Sarnano e Amandola e tra Amandola e Servigliano, per un investimento relativo a questi interventi di 171 milioni di euro. Il presidente Acquaroli ha espresso il ringraziamento a tutti coloro che si sono impegnati per il raggiungimento di obiettivi che non erano scontati: “Sono interventi complessi, oggi sentiamo parlare di cantieri e di una tempistica di realizzazione concreta, e solo due anni fa iniziavamo ad immaginare il percorso per realizzare questa opera di cui il territorio necessita da decenni”. “È un'opera a cui teniamo molto, c'è stata una forte volontà da parte di tutti di accelerare le fasi. Questi interventi sono imprescindibili per l'accessibilità e la raggiungibilità di questi territori: migliorare la viabilità in queste zone, sia come tempi di percorrenza, sia in termini di sicurezza stradale, significa richiamare flussi nell’entroterra, alleggerire l’Adriatica e quindi un beneficio generalizzato per tutto il territorio regionale e con auspicati vantaggi in termini economici”. “Se vogliamo salvare davvero le aree interne quest’opera viaria è fondamentale e non complementare ad altri assi viari, ma anzi nodo strategico di una rete infrastrutturale più ampia. Si tratta anche di opere – ha concluso il presidente – che rappresentano un modello funzionale di lavoro in perfetta collaborazione tra istituzioni regionali, nazionali e locali oltre che con le strutture di progettazione e realizzazione che hanno tenuto conto anche delle più piccole esigenze della popolazione interessata". “Abbiamo potuto lavorare bene e velocemente anche perché abbiamo trovato un territorio e una comunità coesa che ha collaborato costruttivamente – ha detto il commissario Soccodato. Sono interventi complessi, in un territorio montano e impervio, con tratti esistenti spesso molto tortuosi, che abbiamo ridefinito mirando ad un netto miglioramento della sicurezza e dei tempi di percorrenza, anche tenendo conto degli aspetti ambientali e di sostenibilità. Opere che grazie alla loro progressiva e veloce realizzazione garantiranno benefici concreti anche per la mobilità quotidiana”. L’intera opera, che migliorerà notevolmente la viabilità dell’entroterra e i collegamenti tra il territorio maceratese e fermano, prolungando così la Pedemontana verso il sud della regione, costerà all’incirca 400 milioni di euro, dei quali sono finanziati 194 milioni.

11/11/2022 15:00
Lavori in via Venanzi, martedì la riapertura. "La Regione inserisca Camerino nel cratere dell'alluvione"

Lavori in via Venanzi, martedì la riapertura. "La Regione inserisca Camerino nel cratere dell'alluvione"

Sarà riaperto nelle prossime ore il tratto di strada di via Viviano Venanzi chiuso ieri per i lavori di riparazione del danno provocato dall’alluvione dello scorso settembre. Lo ha comunicato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Camerino, Stefano Falcioni, lanciando anche un appello alla Regione Marche. “Gli uffici hanno attivato il cantiere per la riparazione dei danni causati in via Venanzi dall’alluvione – afferma l’assessore Falcioni - Per permettere l’esecuzione dei lavori è stato necessario chiudere la via, che, salvo imprevisti, sarà riaperta martedì 15 novembre". "Ringrazio gli uffici, gli operai del comune e le aziende coinvolte che dal giorno dell’alluvione sono incessantemente all’opera per il superamento dei danni riparabili. È inevitabile sottolineare come sia urgente che la Regione Marche inserisca Camerino nel cosiddetto ‘cratere dell’alluvione’, almeno per quanto riguarda la riparazione dei danni riconducibili all’evento meteorologico". "Senza questo sarà molto difficile trovare una soluzione ai problemi più grandi causati da quell’evento. Il riferimento, in particolare, è alla strada Caselle – Le Calvie e al ponte di Rocca d’Aiello, che dovrà essere demolito e ricostruito”.  

11/11/2022 12:50
San Severino, muro crollato nel piazzale Madonna dei Lumi: iniziati i lavori di ricostruzione

San Severino, muro crollato nel piazzale Madonna dei Lumi: iniziati i lavori di ricostruzione

Dopo il cedimento strutturale, causato dalle forti piogge di marzo, il Comune di San Severino Marche ha avviato i lavori di ricostruzione della porzione del muro di sostegno a protezione della strada e del parcheggio del santuario di Madonna dei Lumi. Le opere, affidate all’impresa settempedana Costrem di Michele Meschini, richiederanno alcuni giorni. Per evitare al massimo i disagi ai fedeli che frequentano il luogo di culto, è stata ristretta l’area del cantiere al minimo richiesto per la sicurezza. Le macchine per il movimento terra hanno demolito la struttura portate e rimosso parte del terreno della scarpata. Si procederà ora alla ricostruzione del muro. Il parcheggio del piazzale antistante il santuario della Madonna dei Lumi sarà comunque fruibile in parte e vi si potrà transitare con le auto. Per l’ingresso in chiesa i pedoni sono invitati ad utilizzare la strada più a monte.                        

11/11/2022 12:29
Ex case cantoniere nel Maceratese: al via il bando per la vendita

Ex case cantoniere nel Maceratese: al via il bando per la vendita

La Provincia ha emesso un bando per la vendita, mediante asta pubblica, di sei ex case cantoniere e di un’area edificabile di proprietà dell’Ente. Il termine per la presentazione delle relative offerte scade lunedì 12 dicembre 2022, entro le 13, mentre l’apertura delle buste avverrà giovedì 15 dicembre, alle 12. Gli immobili in vendita si trovano in località Favete ad Apiro, lungo la strada "Apirese" al km 26 + 300 (prezzo a base d’asta 40mila euro); a Penna San Giovanni in località Portone, lungo la strada 113 "Sant'Angelo in Pontano - Monte San Martino" al km 1 + 000 (58mila euro); a San Severino in località Ponte dei Canti, lungo la strada 502 "di Cingoli" al km 36 + 660 (79.400 euro).  A Caldarola in località Marignano, lungo la strada 502 "di Cingoli" al km 63 + 060 (37.080 euro); a Recanati in località Fontenoce, contrada San Francesco 45, lungo la strada provinciale 77 al km 103 + 594 (80mila euro); a Serrapetrona in località Caccamo, via Molino 1 (costituita da due distinte abitazioni una al piano terra e l'altra al piano prima - vendibili separatamente), lungo la strada 502 "di Cingoli" al km 59 + 900 (70mila euro) e, infine, un terreno in località Villa Mattei a Montecassiano (71.500 euro). Per partecipare al bando è richiesto un deposito cauzionale del 10% del valore a prezzo d’asta dell’immobile. Tutte le informazioni relative al bando, alle condizioni dell’immobile, al suo prezzo d’asta, ai requisiti generali di partecipazione e relativi allegati sono disponibili sul sito agli indirizzi: https://istituzionale.provincia.mc.it/albo-pretorio/ e https://istituzionale.provincia.mc.it/immobili-cms/

11/11/2022 12:11
San Severino, copertura di 1 posto come istruttore direttivo informatico: avviso di mobilità esterna

San Severino, copertura di 1 posto come istruttore direttivo informatico: avviso di mobilità esterna

Il comune di San Severino Marche ha pubblicato un avviso di mobilità esterna volontaria per la copertura di un posto, a tempo pieno e indeterminato di categoria D, con profilo professionale di istruttore direttivo informatico, presso l’area amministrativa - servizio Ced. Alla procedura di mobilità possono partecipare coloro che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso di alcuni requisiti: diploma di laurea triennale, vecchio ordinamento, magistrale o specialistica in informatica o laurea equipollente, risultino in servizio a tempo indeterminato con rapporto a tempo pieno presso una pubblica amministrazione da almeno due anni alla data di scadenza dell’avviso nella medesima categoria. I partecipanti alla selezione dovranno essere in possesso del nulla osta preventivo e incondizionato da parte dell’amministrazione di appartenenza al trasferimento presso il comune di San Severino Marche, avere idoneità fisica all'impiego, non dovranno aver riportato condanne penali, né avere procedimenti penali in corso, non aver riportato sanzioni disciplinari nei due anni precedenti la data di scadenza dell’avviso stesso, non avere contenziosi in corso in materia di inquadramento professionale con il proprio datore di lavoro. La domanda di ammissione, redatta in carta semplice, deve essere indirizzata all’ufficio protocollo del comune di San Severino Marche, ubicato in via C. Battisti  1, 62027 San Severino Marche, entro e non oltre il termine del giorno 09/12/2022 alle ore 14. La stessa dovrà essere inoltrata con uno dei seguenti mezzi: - presentazione diretta all’ufficio protocollo del comune negli orari di apertura al pubblico (dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 13), - raccomandata con avviso di ricevimento (A/R), - tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo protocollo.comune.sanseverinomarche@pec.it indicando nell’oggetto: "Domanda di partecipazione alla selezione di mobilità per la copertura di un posto da istruttore direttivo informatico – tempo pieno". L’avviso è pubblicato all’albo pretorio e sul sito web istituzionale del comune di San Severino Marche www.comune.sanseverinomarche.mc.it alla sezione "concorsi".

10/11/2022 17:02
Macerata, lavori in via Tucci e Mugnoz: aggiudicato finanziamento da 200 mila euro

Macerata, lavori in via Tucci e Mugnoz: aggiudicato finanziamento da 200 mila euro

Macerata si è aggiudicata il finanziamento previsto dal bando regionale relativo alla rete infrastrutturale stradale che prevede risorse per la manutenzione straordinaria delle vie Tucci e Mugnoz il cui progetto esecutivo è stato approvato nella Giunta del 12 ottobre. L’intervento, che verrà cofinanziato per oltre 200mila euro dalla Regione Marche, consisterà nel completo rifacimento della pavimentazione stradale di via Tucci e della rotatoria in prossimità del Palasport con posa di materiale adeguato per prevenire future fessurazioni, nonché nella realizzazione su via Mugnoz di scivoli per adeguare il percorso pedonale alle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche secondo il DM 236/1989 e nel rifacimento della segnaletica orizzontale. Il piano dei lavori prevede una spesa complessiva di circa 450mila euro. «Un ringraziamento alla Regione Marche e in particolare all’assessore Francesco Baldelli per l’attenzione che riserva alle comunità locali e ai cittadini – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Si tratta di un risultato positivo per Macerata, frutto di un lavoro sinergico per il bene della città che potrà contare sulla riqualificazione di due arterie viarie principali». «Siamo molto soddisfatti di esserci aggiudicati questo bando molto competitivo, a cui hanno partecipato circa 140 comuni e quello di Macerata è arrivato quarto nella graduatoria per entità del finanziamento – ha commentato l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -. Si tratta di un intervento strategico su una direttrice stradale di fondamentale importanza per la viabilità cittadina che, peraltro, era stata oggetto di recenti interventi per la ricostruzione della rete fognaria. Stiamo riqualificando l’intera area di Fontescodella: il Palsport, il grande parcheggio, la ciclovia, la fonte storica, la costruzione di alloggi di edilizia popolare e ora anche la viabilità. Avere una visione d’insieme e programmare i singoli interventi in modo coordinato è la filosofia della Giunta Parcaroli».

10/11/2022 15:54
Civitanova, pronti 130 mila euro per la riqualificazione urbana di via Ugo Bassi

Civitanova, pronti 130 mila euro per la riqualificazione urbana di via Ugo Bassi

Continua il progetto di riqualificazione urbana dell'amministrazione comunale. Dopo il restyling in via Cecchetti, la giunta ha approvato il progetto definitivo dei lavori di manutenzione straordinaria di via Ugo Bassi che prevede il rifacimento della sede stradale e dei marciapiedi. "Un'altra strada, molto trafficata, in avanzato stato di degrado - ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica - via Ugo Bassi, infatti, consente di raggiungere la scuola elementare e numerosi edifici che offrono servizi centrali per la cittadinanza. Intervento dunque necessario a cui ne seguiranno altri." "Nostro obbiettivo - aggiunge il sindaco - è di provvedere alla sistemazione di strade che maggiormente necessitano di interventi con lo scopo di garantire prima di tutto la sicurezza di pedoni e automobilisti, ma anche quello di riqualificare, centimetro dopo centimetro, la viabilità della città". L'intervento, per un importo totale di 130mila euro, rientra nel progetto "programmazione triennale delle opere pubbliche 2022-2024" e prevede il rifacimento dell'asfalto e la ricostruzione dei marciapiedi esistenti da via Martiri di Belfiore sino ai marciapiedi posti in prossimità della sede scolastica. La gara di appalto sarà indetta entro il 2022 e ad inizio anno partiranno i lavori.

10/11/2022 15:30
Recanati, il 15 novembre l'ultimo saluto al dermatologo Marco Simonacci

Recanati, il 15 novembre l'ultimo saluto al dermatologo Marco Simonacci

Sarà celebrato il prossimo martedì 15 novembre, alle ore 15:30 presso la Cattedrale di San Flaviano di Recanati, il funerale di Marco Simonacci, il dermatologo stroncato da un malore mentre si trovava in Spagna ad una battuta di caccia con amici (leggi l'articolo). “Salvo imprevisti legati al volo – fanno sapere i familiari del professionista - lunedì la salma rientrerà a Recanati presso la Casa Funeraria Bamo, dove sarà possibile porgere l'estremo saluto dalle ore 18 circa, fino alle 14 del giorno successivo 15 novembre, giorno delle esequie funebri. Marco Simonacci era conosciuto in tutto il maceratese, e non solo, per le sue doti professionali e umane. Era stato, per molto tempo, primario del reparto di dermatologia dell’ospedale di Macerata.

10/11/2022 13:10
Macerata, il ritorno di medici e infermieri no vax divide. “Scelta pratica, serve politica più risolutiva”

Macerata, il ritorno di medici e infermieri no vax divide. “Scelta pratica, serve politica più risolutiva”

C’è chi ha preferito astenersi dal commentare, chi la reputa una conquista per l’intero Sistema Sanitario nazionale, chi proprio non vuole misurarsi con il gineprario giuridico che si è sviluppato all’indomani del decreto legge n. 44 del 2021. Nell’ultimo caso, per non dover fare i conti con tutte le implicazioni etiche e/o ideologiche che ne deriverebbero. Fatto sta che, a partire dal 2 novembre 2022, gli operatori sanitari che più di un anno fa rifiutarono deliberatamente di sottoporsi alla vaccinazione obbligatoria da Covid-19 sono stati ufficialmente reintegrati. Un’altra pronuncia di spicco nell’arco di poche settimane da parte del nuovo governo Meloni che, per estensione autoritaria del suo ministro Orazio Schillaci, ha ritenuto opportuno anticipare di due mesi rispetto all’iniziale scadenza il ripristino delle figure professionali 'sospese per no vax'. Dividendo di fatto l’opinione pubblica e gli stessi addetti ai lavori. Si cerca di fare chiarezza anche fra i medici e gli OPI di Macerata e provincia, molti dei quali (come detto in apertura) preferiscono oggi astenersi dal commentare o, nel migliore dei casi, promuovere la scelta presa a monte in virtù del forte calo di personale presente in strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, nelle parafarmacie e negli studi professionali. “Essendo io un ente sussidiario dello Stato - spiega Sandro Di Tuccio, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Fnopi) di Macerata - sono tenuto ad applicare le norme a prescindere dalle idee private e deontologiche. La situazione pandemica oggi è diversa rispetto a un anno fa, e rimettere in corsia medici e infermieri rimasti sospesi sicuramente permette all’intero sistema sanitario di respirare”. Una scelta di natura pratica, dunque. Che però apre a tutte quelle altre questioni di carattere morale, meritocratico e, non ultimo, salariale. Soprattutto se, facendo appello alla memoria, si considera quella crisi della professione infermieristica iniziata alla fine degli anni ’90 (e mai sanata) che nel biennio del Covid ha pesato ulteriormente insieme al d.l. n. 44 di cui sopra. Creando di conseguenza vere e proprie divisioni interne fra colleghi. “Durante le emergenze più gravi - prosegue Di Tuccio - ha gravato il turnover di lavoro, più impegnativo in mancanza di coloro che erano stati sospesi senza retribuzione. I reintegrati ora sono tornati a percepire regolare stipendio, benefit compresi: nel mio reparto, ogni collega alla fine si è preso la responsabilità delle proprie scelte, e nessuno giudica l’altro”. Il problema reale, a questo punto, torna ad essere quello più legato al mancato reperimento di nuova forza lavoro: alla conta dei dati, il settore infermieristico rischia seriamente nel prossimo futuro di non trovare figure professionali adatte al ricambio generazionale. Soprattutto, se il neo esecutivo deciderà di andare fino in fondo con la proposta di Quota 41 (“pensioni anticipate senza limiti di età”). A questo, naturalmente, va aggiunto anche il già discusso aumento di passaggi degli operatori sanitari dal pubblico al privato financo alla libera professione: settori più appetibili dal punto di vista economico, soprattutto per i più giovani. Fra le ipotesi fin qui formulate, e già paventate da qualcuno, rientra quella di una immissione di personale dall’estero, con annesse tempistiche tutt’altro che stringate inerenti a formazione, regolarizzazione dei ruoli e gestione efficiente delle attività. Nel complesso, tutti aspetti per i quali si richiede (nuovamente) una politica di intervento davvero risolutiva. “Con la pronuncia dello scorso 2 novembre - aggiunge il presidente dell’Ordine degli infermieri di Macerata - coloro che sono rimasti sempre in prima linea negli anni della pandemia hanno ottenuto il rinnovo del contratto 2019-2021, con conseguente premio di prestazione (seppure minimo). Gli stipendi di un infermiere turnista, a seconda del reparto di appartenenza, oscillano in genere fra i 1400 e i 1700 euro: cifre decorose, ma che si scontrano con il mercato del lavoro, visto che da noi in Italia non vengono nemmeno considerati come si dovrebbero gli anni di esperienza maturati sul campo o i titoli di studio accumulati”. Insomma, una professione (quella infermieristica) che nel tempo si è sempre più spaccata, e che la normativa del 2021 ha contribuito ad aggravarne ancora di più 'lo stato di salute', con conseguenze pratiche nei confronti dei pazienti stessi. “Lavoriamo tutti con gli opportuni dispositivi di protezione - sottolinea Di Tuccio -, effettuando anche controlli e tamponi, limitando il più possibile i rischi per i soggetti fragili. Io stesso, in realtà, mi sono ammalato pur essendomi vaccinato”, ma qui il discorso rischia di generare ulteriore confusione fra chi ha scelto di credere fino in fondo alla scienza con la ‘S’ e chi (forse perché influenzato da esternazioni di altra matrice) ha preferito non farlo. O farlo solo a metà. “Il codice deontologico è molto chiaro in merito - conclude il presidente Fnopi di Macerata - anche se alla fine oguno può decidere liberamente in democrazia. Il problema vero è che nel corso del tempo, con i molti colleghi no vax che hanno fatto ricorso, si è generato un caos giuridico che ha coinvolto anche i diversi T.A.R.: chi ha ragione e chi ha torto? Ciascuno si espresso in maniera diversa, sia dal punto di vista scientifico, sia etico, sia legale. E’ diventato difficile orientarsi all’interno di questo sistema senza rischiare problematiche dispendiose per la pubblica amministrazione”.

10/11/2022 10:00
Terremoto, registrate 16 nuove scosse nel corso della notte: epicentro tra Pesaro e Ancona

Terremoto, registrate 16 nuove scosse nel corso della notte: epicentro tra Pesaro e Ancona

Prosegue la sequenza sismica davanti la costa delle Marche, dopo la forte scossa di magnitudo 5.7 registrata alle 7:07 di ieri (leggi qui). Secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), le scosse più rilevanti verificatesi nelle ultime ore sono state una di magnitudo 3.5 alle 23:05 di ieri e un'altra di magnitudo 2.7 alle 00:15. Entrambe hanno avuto ipocentro compreso tra gli 8 e i 4 chilometri di profondità ed epicentro a circa 30 km da Fano (Pesaro e Urbino). Le scosse registrate dalle 23 in poi della notte appena trascorsa sono state 16 con magnitudo superiore almeno a 2. Queste portano in totale, da ieri mattina, a oltre 80 scosse superiori alla magnitudo 2.0, incentrate soprattutto davanti alla costa centro-nord della regione, in particolare al largo del Pesarese (zone Marotta di Mondolfo-Fano) ma anche più a sud davanti alla costa nord anconetana. L'ultima scossa in ordine di tempo, alle 8.47 di questa mattina, è avvenuta sempre nello stesso epicentro pesarese e con una magnitudo di 2.1. Prosegue intanto la conta dei danni, ad Ancona, nella serata di ieri, è stata sgomberata una palazzina in via Macerata inagibile temporaneamente a seguito di crepe e fessurazioni che richiedono una verifica, da parte di tecnici e vigili del fuoco, prima di autorizzare l'eventuale rientro delle sette persone residenti.

10/11/2022 09:20
Terremoto, Acquaroli: "Nessun danno grave, ma allerta resta alta"

Terremoto, Acquaroli: "Nessun danno grave, ma allerta resta alta"

“Nessun danno grave a persone o edifici. In base agli accertamenti effettuati fino ad ora dagli organi competenti e dalla Protezione civile i danni riscontrati risultano lievi e la situazione è sotto controllo, ma sono ancora tante le verifiche in corso sia negli edifici pubblici e privati". Lo riferisce il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli al termine della riunione pomeridiana tecnico-operativa del Cor (Centro operativo regionale) dopo le forti scosse sismiche (leggi qui la notizia). "Ci siamo dati appuntamento, escludendo nuovi eventi, al pomeriggio di domani per fare una nuova ricognizione - aggiunge - a seguito degli ulteriori sopralluoghi. Rimane alta l'allerta e continua il monitoraggio dell'evoluzione della situazione. Ci sono state nella mattinata ripetizioni di nuove scosse, ma non paragonabili a quella di magnitudo 5.7 che stamattina ha svegliato con violenza l'intera regione". Per le scuole "ad ora non ci risultano edifici danneggiati. In ogni caso i rilievi non sono terminati in tutti i Comuni e quindi la decisione sulle aperture degli istituti sono affidate ai sindaci in base alle singole situazioni". LEGGI ANCHE - Scuole aperte in provincia di Macerata dopo i controlli per il sisma  Alla riunione erano presenti anche l'assessore alla Protezione civile, Stefano Aguzzi, il responsabile della Protezione civile regionale, Stefano Stefoni che ha coordinato gli interventi dei rappresentanti istituzionali coinvolti: Prefetture, Province, Comuni, Anas, Ferrovie, Forze dell'ordine, Vigili del Fuoco, Sistema operativo delle emergenze.

09/11/2022 19:30
Alluvione Marche, incontro Governo-Regione: "Messa in sicurezza per ripresa in tempi rapidi"

Alluvione Marche, incontro Governo-Regione: "Messa in sicurezza per ripresa in tempi rapidi"

Si è svolto, nella giornata di oggi, a Palazzo Chigi, un incontro tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e, in rappresentanza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, trattenuto ad Ancona a seguito degli eventi sismici di questa mattina, il capo di gabinetto Fabio Pistarelli e il vice commissario all'alluvione ingegner Babini. Erano presenti, assieme al sottosegretario Mantovano, il viceministro alle infrastrutture, Galeazzo Bignami e il sottosegretario al Mef, Lucia Albano. L'incontro si è svolto per confrontarsi sulle misure urgenti da intraprendere per famiglie, imprese e comuni colpiti e per il ripristino e la messa in sicurezza del territorio coinvolto dai recenti fatti alluvionali del settembre 2022. "Dal confronto sono emersi alcuni punti nevralgici sui quali il Governo e la Regione Marche hanno convenuto, si legge in una nota di Palazzo Raffaello. Prima di tutto la necessità di intervenire per la messa in sicurezza dei luoghi e il rispristino delle infrastrutture gravemente danneggiate, un obiettivo da perseguire nel più breve tempo possibile e per raggiungere il quale emerge la necessità di una semplificazione burocratica e legislativa". "In considerazione della straordinarietà dell’evento che ha colpito le Marche, occorre inoltre avere in tempi molto rapidi certezza di dotazioni finanziarie adeguate per le famiglie e le imprese per permettere loro il ripristino delle abitazioni e delle attività economiche". "L'impegno del sottosegretario, che ha avuto anche un colloquio telefonico con il presidente Acquaroli ed il capo della protezione Civile Curcio, è portare il quadro delle esigenze all'attenzione del primo Consiglio dei ministri utile con l'obiettivo che le misure ed i provvedimenti siano adottati entro la legge di bilancio prossima".

09/11/2022 19:16
Terremoto Marche, Legnini: "Serve più prevenzione, riorientare il Superbonus"

Terremoto Marche, Legnini: "Serve più prevenzione, riorientare il Superbonus"

"Esprimo la mia vicinanza ai cittadini, ai sindaci, al governo della Regione Marche, ancora una volta interessata da un forte sisma, che per fortuna non ha avuto conseguenze per la popolazione e prodotto apparentemente solo danni lievi. Aspettiamo gli accertamenti, ancora in corso, anche nelle aree già colpite dal sisma del 2016".  Lo dichiara il commissario straordinario sisma 2016 Giovanni Legnini.  "Non c’era bisogno di questo nuovo evento per ricordarci che le Marche, come le aree interne dell’Appennino e molte altre del Paese, sono caratterizzate da un rischio sismico elevato, che richiede il massimo sforzo sulla prevenzione. Con la ricostruzione dopo il terremoto del 2016 - aggiunge - stiamo restituendo ai cittadini case e strutture pubbliche sicure, ma dobbiamo pensare anche alla messa in sicurezza degli edifici che allora non furono danneggiati, molti dei quali hanno caratteristiche di forte vulnerabilità".  "Serve un approccio sistemico, che non si limiti alla riparazione dei danni, ma che punti alla riduzione del rischio, anche riorientando a questo fine il superbonus 110% e l’intero sistema delle detrazioni fiscali sull’edilizia" conclude Legnini.  

09/11/2022 17:30
Il sismologo Tondi sul terremoto nelle Marche: “Un bene che sia avvenuto in mare, siamo in allerta"

Il sismologo Tondi sul terremoto nelle Marche: “Un bene che sia avvenuto in mare, siamo in allerta"

Un terremoto che, per similarità geologiche, rimanda a quello che scosse profondamente l’Emilia Romagna fra il 20 e il 29 maggio 2012. Al tempo, la magnitudo rilevata oscillò fra 5.9 e 5.8, con conseguenze tangibili riferite a edifici e persone (27 le vittime, 22 in seguito ai crolli). Con il 5.7 registrato stamattina al largo della costa marchigiana (leggi qui), geologi ed esperti sono tornati a puntare i riflettori sulla medesima responsabile dei citati eventi sismici, ovvero la placca adriatica associata a una faglia sita sul fronte Appenninico e tuttora attiva. “E’ stato sicuramente un bene - spiega Emanuele Tondi, sismologo e direttore Centro INGV di Unicam - il fatto che il terremoto si sia verificato a 30 km dalla costa: questo ha permesso alle onde sismiche di attenuarsi prima di coinvolgere le abitazioni e le infrastrutture. Se si fosse verificato in terraferma l’intensità sarebbe stata maggiore di qualche grado sulla scala Mercalli (MCS)”. Quanto avvenuto ci dice qualcosa riguardo i movimenti della placca adriatica? “Da un punto di vista geodinamico, il terremoto è generato dal movimento associato alla subduzione della placca adriatica che scivola al di sotto dell’Appennino, in crescita in questo settore della costa marchigiana. Nella sezione litosferica schematica (gentilmente concessa dal prof. Carlo Doglioni) sono evidenziate le faglie responsabili dei terremoti del 30 Ottobre 2016 (Mw=6.5) con epicentro a Norcia (Umbria) in Appennino e del 9 Novembre 2022 (Mw=5.5) con epicentro a largo della costa di Pesaro in Adriatico. La faglia che ha generato il terremoto in Appennino è una faglia diretta, mentre la faglia che ha generato il terremoto a largo della costa marchigiana è una faglia inversa. Si attivano in risposta a campi di sforzo differenti, determinando estensione in Appennino e contrazione lungo la costa adriatica”. fig. 1 fig. 2 Faglia diretta (fig. 1): il blocco di roccia al di sopra al piano di faglia si abbassa rispetto all’altro, determinando una estensione dell’ammasso roccioso. Faglia inversa (fig. 2): il blocco di roccia al di sopra al piano di faglia si solleva rispetto all’altro, determinando una contrazione dell’ammasso roccioso). Dobbiamo temere future scosse in breve tempo? “L’area è stata anche in passato interessata da terremoti, si ricorda quello del 1916, poco più a nord, nella costa riminese e quello del 1930, a Senigallia, tutti e due di magnitudo stimata Mw=5.8 (https://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15/). Una descrizione accurata degli effetti sul costruito e sull’ambiente è presente nel catalogo CFTI di INGV ai seguenti link: 1916 riminese https://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?25486IT; 1930 Senigallia https://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?25486IT. Le faglie attive che generano terremoti in questo settore del fronte appenninico sono presenti e caratterizzate nel database DISS di INGV (https://diss.ingv.it/)”. (Mappa delle Faglie attive presenti nel database DISS - clicca qui) Quali sono eventualmente le misure da adottare preventivamente? “Le misure da adottare preventivamente sono sempre le stesse e cioè verificare se gli edifici in cui si abita e/o si frequentano sono vulnerabili al sisma oppure no. Questo è possibile farlo consultando il proprio ingegnere strutturista che valuterà il progetto dell’edificio”. Quanto è reale il rischio di un eventuale tsunami in caso di scosse più forti? “Quando un forte terremoto avviene in mare c’è la possibilità che si verifichi anche uno tsunami. Tuttavia, affinché si formino onde anomale nel mare, la deformazione del fondale marino deve essere importante e/o la faglia deve arrivare in superficie e dislocare il fondale stesso. Generalmente, queste condizioni si verificano per magnitudo Mw ≥ 6.0”. (Schema di formazione di uno tsunami associato ad una faglia che si attiva al di sotto del livello del mare/oceano - clicca qui)     

09/11/2022 16:51
Porto Recanati, le reazioni dei cittadini dopo il terremoto. "Nessun danno, ma tanta paura" (VIDEO)

Porto Recanati, le reazioni dei cittadini dopo il terremoto. "Nessun danno, ma tanta paura" (VIDEO)

Due scosse di terremoto sono state avvertite in quasi tutta Italia e in particolare nella regione Marche. La prima, di magnitudo 5.7, è stata registrata alle 07.07 del mattino: un'ora di punta per tanti lavoratori e studenti. L’immediata ordinanza regionale, che ha disposto la chiusura delle scuole, ha permesso di effetturare i primi controlli delle strutture pubbliche per scongiurare possibili danni. Il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, ha accolto positivamente la scelta di chiudere gli edifici scolastici: “Per la sicurezza pubblica bisogna prendere decisioni non semplici, la salute e l’incolumità prima di tutto. Stiamo effettuando i controlli di edifici pubblici grazie all'intervento della polizia locale e della protezione civile: al momento non risultano danni”. Infine, il sindaco ha voluto ringraziare il personale Ata e i docenti delle scuole che, in attesa dell’arrivo dei genitori, hanno tenuto al sicuro gli alunni nei giardini scolastici. “Un mercoledì che sembra sabato”: questa la sensazione condivisa dalla maggior parte dei cittadini, molti dei quali hanno confidato di non aver avvertito le scosse e di esserne venuti a conoscenza direttamente dai giornali locali.   Approfittando della bella giornata, genitori e bambini hanno esorcizzato le proprie preoccupazioni affollando piazze e spiagge per trascorrere in sicurezza del tempo all’aria aperta. Di seguito, il servizio:

09/11/2022 15:50
Terremoto, nessun danno a Macerata: domani scuole regolarmente aperte

Terremoto, nessun danno a Macerata: domani scuole regolarmente aperte

Domani scuole aperte a Macerata. A seguito della scossa di terremoto registrata questa mattina a largo della costa pesarese e avvertita distintamente anche a Macerata, il sindaco Sandro Parcaroli ha disposto, tramite ordinanza sindacale, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado della città e la struttura comunale ha attivato, sin dalle ore successive all’evento sismico, il Coc comunale sotto il coordinamento dell’assessore con delega alla Protezione Civile Paolo Renna. «In via precauzionale abbiamo deciso di chiudere le scuole - dai nidi fino alle superiori - e l’Università sia per permettere ai tecnici degli enti interessati di effettuare i relativi sopralluoghi e verificare la presenza o meno di danni, ma anche perché dato il rilevante sciame sismico che si è succeduto alla scossa iniziale, era importante evitare il generarsi di fenomeni di panico che potessero creare conseguenze alla sicurezza collettiva di studenti, docenti o personale scolastico» ha detto Parcaroli. «Siamo consapevoli dei disagi ma sospendere le lezioni è un atto dovuto nei confronti dei nostri ragazzi e ragazze, la loro sicurezza è la cosa più importante – ha aggiunto l’assessore Renna -. Tutte le funzioni del Coc sono state attivate, sin da questa mattina, in collaborazione con la Protezione Civile e la Polizia locale, e si sono costantemente coordinate con la Prefettura, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco per verificare la situazione nelle varie zone della città. Un ringraziamento, infine, agli Uffici comunali per il grande lavoro che hanno svolto con celerità e altrettanta attenzione». «In mattinata, il Servizio Tecnico comunale ha eseguito, con quattro squadre operative, i sopralluoghi in tutte le scuole di competenza comunale e all’interno dei siti museali cittadini; non sono state rilevate evidenze di particolare criticità alle strutture a seguito del sisma odierno. Domani le attività scolastiche riprenderanno regolarmente. La situazione è costantemente monitorata dal Coc e dal Ccr Marche».    

09/11/2022 14:53
Terremoto costa marchigiana, Ingv: "Lo sciame sismico continuerà anche nei prossimi giorni"

Terremoto costa marchigiana, Ingv: "Lo sciame sismico continuerà anche nei prossimi giorni"

A spiegare la natura dell'evento sismico che ha colpito la costa marchigiana nella mattinata di oggi è l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Si è trattato di una scossa di magnitudo 5.7, con epicentro a 30 chilometri dalla costa marchigiana, in Adriatico, susseguita poco dopo da un’altra scossa di forte intensità. A partire da questo momento sono cominciate una trentina di repliche di magnitudo maggiore di 2, di cui una decina di magnitudo maggiore di tre. Gli strumenti dell’Ingv stanno rilevando ancora repliche. La distanza dalla costa dell’epicentro ha probabilmente favorito l’impatto meno importante del sisma, evitando così di creare danni ingenti, specialmente lungo i centri abitati della costa. Si prevede che lo sciame sismico continuerà anche nei prossimi giorni. "Alcune di queste repliche potrebbero essere risentite dalla popolazione, specie quella residente lungo la costa, senza escludere altri eventi di altrettanta entità, anche se al momento è impossibile fare previsioni" spiega l'Ingv.  L’assessore alla protezione civile della regione Marche Stefano Aguzzi ha riferito che “dalle prime ipotesi sembrava che l’epicentro fosse di fronte a Falconara Marittima, poi si è riorientata la rilevazione verso Senigallia e infine Fano. Mentre raggiungevo la Sala operativa ad Ancona, ho sentito il prefetto di Pesaro, i sindaci di Fano e Pesaro. Ho chiesto subito alla Protezione civile regionale di invitare i sindaci della provincia di Ancona e di Pesaro e Urbino di evitare l’apertura delle scuole. Ho sentito anche i presidenti di provincia del sud delle Marche (più lontane dall’epicentro) invitandoli ad assecondare eventuali remore dei sindaci nell’aprire le scuole".  Il terremoto è stato di meccanismo compressivo, cioè legato alle strutture di compressione off shore. Evento simile a un altro terremoto avvenuto nel 1930 a Senigallia, seppure l’epicentro di quello odierno sia localizzato più lontano rispetto alla costa. Dal raffronto delle testimonianze non sono emersi danni a persone, nonostante le numerose chiamate (oltre mille) al 112, arrivate soprattutto dalla provincia di Ancona e Pesaro e Urbino. La linea ferroviaria, nel tratto da Rimini fino a Varano (Ancona), è stata dapprima interrotta, nell’attesa delle necessarie verifiche tecniche e successivamente riaperta. Nessun danno alle reti stradali e autostradali. Segnalazioni di danni lievi ad edifici. Sono in corso tutte le verifiche tecniche da parte dei vigili del fuoco.  Verifiche anche sulle strutture sanitarie, senza finora segnalazioni di danni, e presso le scuole. Il presidente Acquaroli ha raccomandato tuttavia la chiusura degli istituti scolastici specie nelle due province maggiormente coinvolte: Pesaro e Urbino e Ancona. Chiuse anche le Università in via precauzionale.  

09/11/2022 14:30
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