Proseguono sulla strada statale 77 “della Val di Chienti” i lavori di manutenzione programmata e riqualificazione avviati da Anas (Gruppo FS Italiane). In particolare da domani, martedì 8 novembre, saranno eseguiti gli interventi di risanamento profondo della pavimentazione su un tratto della carreggiata sud in corrispondenza dello svincolo di Morrovalle.
Per consentire le attività, il transito in corrispondenza del cantiere sarà regolato a doppio senso di marcia in carreggiata opposta mentre lo svincolo di Morrovalle sarà temporaneamente chiuso in ingresso e in uscita per chi viaggia in direzione Foligno. Il completamento di questa fase è previsto entro il 7 dicembre.
"Il cratere, così, rischia di sprofondare ancor di più. Se, a causa delle bollette elettriche, un esercizio commerciale che ha sempre lavorato, e bene, nel nostro paese, è costretto a chiudere, allora vuol dire che stiamo scomparendo". È amaro il commento del sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, di fronte alla comunicazione del titolare della pizzeria 'Pievetorina Saloon' che ha deciso di sospendere l’attività a causa dell’incremento non sostenibile dei costi dell’energia elettrica.
"Fa male al cuore, perché noi tutti, qui, paghiamo le tasse, pur lavorando in contesti emergenziali; e le nostre famiglie, come anche le attività commerciali, spendono di più rispetto a prima perché nelle Sae, come nei container, tutto funziona ad elettricità: niente camini, niente legna da ardere, niente di quella microeconomia che consentiva a tanti di poter tirare avanti - prosegue Gentilucci -. Tutto ciò fa, dei cittadini che hanno deciso di rimanere a vivere qui, gli ultimi. E pensare che ci siamo rimboccati le maniche dopo il sisma, abbiamo superato il covid, insomma una emergenza dopo l’altra".
"E adesso questa nuova batosta che rischia davvero di metterci ko. Se cominciano a mancare punti di aggregazione, rischia di sfaldarsi il tessuto sociale. La cittadinanza e gli esercenti, tutti insieme, hanno mostrato di saper resistere e cercare soluzioni tant’è che abbiamo costituito a Pieve Torina una comunità energetica per ridurre il devastante impatto della speculazione sul fronte energia. Confidiamo che venga finanziata anche se i tempi non saranno brevissimi. Ecco perché mi rivolgo allo Stato affinché questo appello non rimanga inascoltato: fate qualcosa per la nostra gente, e fatelo subito, non possiamo più aspettare" conclude Gentilucci.
La Collegiata di San Biagio, resa inagibile dal sisma del 2016, torna finalmente ad accogliere i suoi fedeli. Nella conferenza tenutasi questa mattina presso la Domus San Giuliano di Macerata, responsabili e addetti ai lavori hanno presentato e descritto nel dettaglio alla stampa l'intera opera di restauro che ha permesso, in tempi record, la riapertura della chiesa.
I lavori hanno visto, nel complesso, la collaborazione di imprese e professionisti del territorio maceratese e del centro Italia, come l'azienda iGuzzini e la società Eures Arte. Presenti all'incontro anche il Vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, l'architetto Alessandro Nardi, gli ingegneri Daniele Menghi e Aldo Tuzio, e il rappresentante dell'azienda romana E.A. Mattia Mangalo.
La chiesa nell'arco della sua storia è stata ricostruita ben tre volte, l'ultima nel 1834-1844 con uno stile neoclassico derivante dal progetto dell'architetto De Mattia; in seguito al sisma del 2016, la struttura presentava comunque importanti e profondi danni.
In particolare, l'ingegnere Menghi ha evidenziato la presenza di lesioni in tutte le pareti ortogonali alla facciata e tra l'attacco delle pareti verticali e la volta, che hanno causato al tempo un allontanamento dei controsoffitti: gli interventi necessari sono stati realizzati attraverso il posizionamento di cordature metalliche all'esterno dell'immobile e all'interno del sottotetto. Per il consolidamento murario, invece, la tecnica utilizzata è stata quella di 'scuci e cuci', con maggiore attenzione al rinforzo dei controsoffitti per evitarne il crollo.
Il rappresentante della società di restauro di beni artistici Eures Arte, Mattia Mangalo, ha successivamente illustrato le modalità di ripristino per le opere presenti nelle pareti della chiesa: attraverso la tecnica della 'bussatura' è stato possibile dapprima individuare dove l'intonaco ha ceduto e rafforzare quindi la struttura. Per far ciò è stato necessario rimuovere la porzione di intonaco decorato e inserire una serie di piastre di metallo. Grazie agli interventi realizzati, sono stati recuperati ben 1000 mq di decorazioni murarie, tra cui il dipinto situato nella cupola sopra l'abside.
Infine, dopo aver terminato i lavori di messa in sicurezza della struttura, si è proceduto al rifacimento dell'impianto elettrico, che presentava scarsa funzionalità e sicurezza: sono stati eliminati, allo scopo, i precedenti cavi elettrici a vista e implementato il servizio streaming. Grazie al contributo di iGuzzini, la collegiata dispone ora un'illuminazione che risponde a quattro necessità: rispristinare una corretta percezione visiva, evitare l'alterazione dei colori, dotarsi di una luminaria uniforme e pulita, puntare sul risparmio energetico. Infatti, i consumi stimati per l'accensione di tutto l'edificio sono di 2440 kW ("quanto un ferro da stiro in funzione").
La conferenza si è conclusa con l'intervento di Mauro Romoli, sindaco di Pollenza, che ha ringraziato tecnici e professionisti che si sono impegnati nell'impresa di restauro: "Quando si è celebrata la messa di riapertura, io che sono nato e cresciuto in questo territorio ho avuto la sensazione, entrando in chiesa, che fosse la prima volta: uno scenario completamente diverso. Si tratta di un lavoro straordinario."
Al termine, anche Sua Eccellenza Nazzareno Marconi, è voluto intervenire rimarcando l'importanza dei lavori della Collegiata di San Biagio come modello per le future ricostruzioni; e cogliendo l'occasione per annunciare inoltre la fine delle attività per la chiesa di San Giovanni di Macerata (prevista al 10 dicembre 2022). "Il costo dei lavori ha superato il milione di euro: tenendo conto che i fondi sono stati depositati oramai quattro anni fa, e che i costi nel frattempo sono duplicati nel migliore dei casi a causa di pandemia e guerra, credo sia stata un'impresa riuscire a completare il tutto entro i tempi previsti e senza superare le spese preventivate".
Di seguito, il servizio:
Il commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, il subcommissario Gianluca Loffredo, e il dirigente del settore attuazione ordinanze speciali dell’Uuficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche, Giuseppe Laureti; nel corso di due riunioni operative succedutesi negli ultimi giorni hanno incontrato il sindaco Rosa Piermattei per definire ulteriori dettagli in vista dell’emissione di una ordinanza speciale per la città di San Severino Marche.
“I due incontri, ospitati in Comune e in Prefettura – spiega il sindaco Piermattei – rappresentano un’ulteriore tappa di avvicinamento per un’ordinanza speciale che sarà chiamata a dare risposta alla ricostruzione della Casa di riposo e alla sistemazione del ponte dell’Intagliata, opera d’importanza strategica in tema di nuova viabilità che si ricollega alla realizzazione della bretella San Severino Marche–Tolentino”.
Il commissario Legnini e la sua struttura hanno condiviso con il sindaco Piermattei e la struttura comunale le priorità anche sulla base del prossimo piano delle opere pubbliche, che è in via di elaborazione, e del programma di rigenerazione urbana e del piano speciale per la ricostruzione, che prevedono altri importanti investimenti sul territorio.
Anche altre le opere di cui si è discusso: l’ultimazione dei lavori all’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, quelli all’ex palestra Gil, al teatro Italia, al Duomo antico di Castello al Monte, al santuario della Madonna del Glorioso.
Un altro cantiere in corso, nell’ambito degli interventi del piano strade e marciapiedi dell’amministrazione Ciarapica. Questa mattina sono iniziati i lavori in via Cecchetti, nel tratto che dalla rotatoria di San Marone fino al sottopasso Buozzi, vedrà il ripristino del manto stradale e l'installazione di una nuova segnaletica.
"Anche questa era una strada che necessitava di manutenzione - dice il sindaco Fabrizio Ciarapica - . Stiamo riqualificando arterie che non vedevano interventi da anni, dando priorità a quelle in condizioni più critiche. A breve partiranno anche i lavori in Via Verga i cui lavori saranno affidati entro metà novembre. Faremo tutto il possibile, dunque, per mettere in sicurezza molte zone della nostra città. L’esigenza di una Civitanova sicura è una priorità assoluta. Mi scuso per i disagi al traffico - conclude il sindaco - ma gli uffici mi hanno garantito che i lavori termineranno entro questa settimana".
“Continua incessante l’attività dell’amministazione per il ripristino della messa in sicurezza delle sede viarie in tutto il territorio – fa sapere Ermanno Carassai, assessore ai Lavori Pubblici -. Questa maggioranza ha già destinato una somma rilevante dell’avanzo di amministrazione per il rifacimento dei marciapiedi, dei tappetini bituminosi, per l’eliminazione delle barriere archietttoniche presenti e il rifacimento della segnaletica stradale. Segno tangibile della volontà di migliorare l’aspetto esteriore e la fruibilità della città”.
Per gestire la viabilità sarà garantito il doppio senso di marcia. L'importo dei lavori ammonta a circa 46mila euro e la ditta realizzatrice è la Edil Cerquetti di Civitanova.
Scatterà dal 15 novembre prossimo, lungo le strade provinciali, l’obbligo per tutti i veicoli a motore (esclusi le moto e i ciclomotori) di munirsi di pneumatici invernali o di avere a bordo catene da neve. Da questa stagione, quindi, anche sulle strade provinciali sarà esteso l’obbligo già previsto da diversi anni su alcune autostrade e superstrade.
“Nel periodo di vigenza dell’obbligo – si legge in una nota della Provincia di Macerata - i mezzi a due ruote e i motocicli potranno circolare solo in assenza di neve, ghiaccio o fenomeni nevosi in atto”. L’ordinanza, che resterà in vigore fino al 15 aprile 2023, è stata firmata nei giorni scorsi dal dirigente dell’ufficio Viabilità della Provincia, Matteo Giaccaglia, per tutelare la pubblica incolumità degli utenti della strada e per uniformarsi alla “Direttiva sulla circolazione stradale in periodo invernale e in caso di emergenza neve” emanata dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. L’inosservanza dell’obbligo comporterà l’applicazione della relativa sanzione amministrativa.
“Contestualmente l’ufficio Viabilità ha emanato il bando per il Piano neve per la gestione del servizio di sgombero e spargimento di sale lungo le strade provinciali per un importo complessivo di 4.083.131 euro per tre stagioni (2022-2023, 2023-2024 e 2024-2025)”.
“Per una maggiore efficienza nella gestione, le strade sono state suddivise in 57 lotti. Ciascun lotto potrà essere aggiudicato con il criterio del minor prezzo e i diversi operatori potranno presentare l’offerta per uno o più lotti, con la precisazione che la ditta appaltatrice dovrà mettere a disposizione un autocarro e/o una macchina operatrice da abbinare esclusivamente alla zona in questione. In caso di necessità la Provincia è pronta a intervenire anche con mezzi propri, una ventina quelli a disposizione, tra cui anche cinque turbine”.
È stato celebrato anche a Tolentino, quest’oggi, il centoquattresimo anniversario della ricorrenza del IV Novembre, Festa delle Forze Armate e dell’Unità nazionale. Come tradizione, nel corso della mattinata sono state deposte corone di alloro al Famedio dei Caduti al Cimitero comunale e in via IV Novembre.
Dopo la pausa dovuta alla pandemia, l’amministrazione comunale ha predisposto una manifestazione a cui hanno preso parte, oltre al sindaco Mauro Sclavi e al presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj, il comandante della compagnia dei carabinieri maggiore Giulia Maggi, tutti gli assessori, diversi consiglieri comunali sia di maggioranza che di minoranza e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.
Tra questi i Carabinieri in Congedo con il capitano Giuseppe Losito, l’Anpi con il presidente Lanfranco Minnozzi, l’Associazione delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra e degli studenti degli istituti Comprensivi Don Bosco, Lucatelli e Filelfo, oltre a tantissimi cittadini.
Le celebrazioni sono iniziate con la santa messa celebrata a San Catervo dal parroco Don Gianni Compagnucci. A seguire autorità e cittadini hanno formato un corteo che, accompagnato dal Corpo Bandistico “Nicola Simonetti” dell’Associazione musicale “N. Gabrielli – Città di Tolentino”, diretto dal maestro Luigino Ferranti, ha raggiunto il monumento della Vittoria, in via Nazionale, dove dopo il Silenzio d’Ordinanza e la deposizione di una corona di alloro è stato eseguito l’Inno Nazionale.
Successivamente il corteo ha sfilato per via Nazionale fino a raggiungere piazza della Libertà dove, dopo l’alzabandiera è stato eseguito l’Inno Nazionale e sulle note del Silenzio d’Ordinanza il sindaco Sclavi e il maggiore Maggi hanno deposto una corona d’alloro sulla lapide che ricorda il messaggio di Diaz del IV Novembre 1918.
Come previsto dal cerimoniale si sono susseguiti gli interventi del primo cittadino, del presidente del Consiglio comunale Massi, del sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi Benedetta Cotognini dell’Istituto Don Bosco e del presidente del Consiglio comunale dei Ragazzi Filippo Pisani dell’istituto Lucatelli.
A chiudere le celebrazioni le letture e i messaggi dei rappresentanti degli studenti dell’Istituto comprensivo d’istruzione superiore Filelfo Katerina Semino, Viola Schiavoni, Daniele Spalvieri, Caterina Sbaraglia e Azzurra Salvatori.
Nel corso dei vari interventi è stato ricordato il grande sacrificio di chi ha combattuto la Prima Guerra Mondiale e non solo per l’affermazione dei più alti valori quali la Democrazia, la Libertà e la Pace. Sacrificio che deve essere tramandato alle giovani generazioni.
È stata, inoltre, sottolineata l’importanza del lavoro delle forze armate che oggi, fortunatamente sono soprattutto Forze di Pace e di cooperazione. I ragazzi, in particolare, hanno evidenziato come anche la Costituzione preveda in un proprio articolo il chiaro enunciato: “L’Italia ripudia la guerra”.
Nello spirito di FareAmbiente, associazione ambientalista che coniuga la volontà di tutelare l’ambiente con la necessità di promuovere lo sviluppo economico della comunità, il Commissario per le Marche, Mirko Giordani, ha incontrato ad Ancona l’assessore allo Sviluppo Economico Andrea Maria Antonini.
“Mai come in questi anni, al centro dell’agenda politica ed economica sia locale che nazionale c’è il tema dell’energia” - ha dichiarato Antonini - fondamentale anche in chiave ambientale e agricola per sviluppare nuove opportunità economiche nel rispetto della sostenibilità. Servono politiche che coniughino attenzione per l’ambiente, ma che siano attente alle esigenze economiche della cittadinanza".
"Non escludo - ha aggiunto Giordani - la possibilità di una sinergia profonda con la Regione Marche, magari anche attraverso un memorandum di cooperazione”.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana “Chiedilo all’Avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa ai rapporti in sede di separazione tra gli ex coniugi. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Monte San Giusto che chiede: “A quali responsabilità va incontro l’ex marito che stacca le utenze dell’abitazione assegnata all’ex moglie?”
Tale circostanza ci porta subito ad applicare il principio giuridico oramai divenuto consolidato espresso dalla Suprema Corte con la sentenza n. 13407/2019, secondo il quale: “Sussiste il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni laddove il diritto poteva essere esercitato dall’agente tramite ricorso al giudice a fronte della contestazione o dell’ostacolo posto da terzi, come nel caso di un ex marito che, a seguito della mancata voltura delle utenze domestiche dell’abitazione familiare assegnata all’ex moglie, aveva provveduto personalmente a staccare i contatori”.
Difatti, proprio in riferimento ad un caso simile a quello prospettato dalla nostra lettrice, nel quale l’ex marito, dopo aver intimato più volte all’ex moglie di procedere alla voltura delle forniture di energia elettrica e gas dell’abitazione familiare a lei assegnata in sede di separazione, aveva provveduto personalmente al distacco in quanto le spese in questione erano state accollate all’ex moglie in sede di separazione, costringendo la donna e i figli a stare nell’appartamento senza poter usufruire di tali servizi, la Corte di Cassazione ha confermato la configurabilità in capo all’imputato del reato di cui all’art. 393 c.p., in quanto, il diritto poteva essere esercitato dall’agente tramite ricorso al giudice di fronte alla contestazione o all’ostacolo posto da terzi; a tal proposito, la Suprema Corte aggiunge che, “non è consentito legittimare l’autosoddisfazione per il superamento degli ostacoli che si frappongono al concreto esercizio del diritto”.
Viene, infine, precisato che, “si ritiene legittima la violenza sulle cose solo quando sia esercitata al fine di difendere il diritto di possesso in presenza di un atto di turbativa nel godimento della res, sempre che l’azione reattiva avvenga nell’immediatezza di quella lesiva del diritto, non si tratti di compossesso e sia impossibile il ricorso immediato al giudice, sussistendo la necessità impellente di ripristinare il possesso perduto o il pacifico esercizio del diritto di godimento del bene”.
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice si ritiene corretto affermare che, “Nel caso dell’ex marito che stacca le utenze dell’abitazione assegnata all’ex moglie, lo stesso commette il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, previsto e punito ai sensi dell’art. 393 c.p., in quanto tale diritto poteva essere esercitato dall’agente tramite ricorso all’Autorità Giudiziaria”(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 13407/19; depositata il 27 marzo). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Eccezionalmente la caserma sede della Compagnia dei carabinieri di Tolentino si è tinta di arancione. È stata inaugurata oggi “una stanza tutta per sé”, ambiente dedicato all’audizione delle vittime vulnerabili, donato dalla Soroptimist Italia e in particolare dal club di Macerata nel marzo 2020.
La stanza ha le caratteristiche necessarie alla miglior gestione della vittima, in termini di riservatezza, arredo, colori, presenza di giochi per i bambini, possibilità di audio video registrazione, in un contesto più familiare e idoneo a instaurare un dialogo fiduciario.
Il taglio del nastro era stato rinviato a causa della pandemia, ma oggi finalmente le porte della caserma si sono aperte alle autorità del territorio, rappresentanti a vario titolo delle Istituzioni che costituiscono la “rete di protezione delle vittime vulnerabili”.
C'erano la pm Rita Barbieri, magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, Deborah Pantana, consigliera di Parità della Provincia di Macerata, Sabrina De Padova, presidente Consiglio delle Donne di Macerata, il primo cittadino Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio Comunale Alessandro Massi, gli assessori Elena Lucaroni e Flavia Giombetti, Maria Pia Branchesi, responsabile Servizi sociali Tolentino, il comandante della Polizia Locale Davide Rocchetti, medici, dirigenti scolastici e presidenti delle associazioni impegnate nel territorio. Presente ovviamente la comandante della Compagnia di Tolentino Giulia Maggi
Per la data dell’inaugurazione è stato scelto il mese di novembre proprio al fine tenere viva l’attenzione dei più giovani sull’argomento, in vista della data del 25, scelta dalle Nazioni Unite come giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, vista ancora oggi la frequenza inaccettabile di vittime anche nel nostro Paese.
La donazione della “stanza dedicata alle vittime vulnerabili” costituisce, oltre a un simbolo di affetto dell’associazione Soroptimist per le vittime vulnerabili anche un segno tangibile e concreto di vicinanza all’impegno quotidiano dell’Arma dei carabinieri in questo settore, che va costantemente gestito con professionalità e sensibilità.
L’associazione Soroptimist Club Macerata, presieduta da Maria Leonori, oltre a donare la stanza, ha partecipato all’organizzazione dell’inaugurazione, che è avvenuta alla presenza di Giovanna Guercio, astigiana, presidente nazionale Soroptimist Italia.
Ospiti di eccezione sono stati i rappresentanti degli studenti degli Istituti scolastici che hanno aderito, il mese scorso, ad incontri di formazione e sensibilizzazione sulla violenza di genere a cui ha partecipato anche il Pubblico Ministero Barbieri.
Accompagnati dalla dirigente scolastica Mara Amico (Istituto Renzo Frau), dal professor Gentili (Eustachio – Divini San Severino Marche) e dal professor Romagnoli (Filelfo), i giovani delle quinte superiori hanno accettato di indossare un nastro arancione, colore simbolo scelto dalle Nazioni Unite per il contrasto alla violenza di genere.
Il comandante provinciale dei carabinieri di Macerata, il colonnello Nicola Candido, nel corso della cerimonia, ha evidenziato il particolare impegno dei Carabinieri nel delicato settore, con taluni dati relativi ai reati perseguiti e sull’utilità della “stanza tutta per sé”.
"Dal 2020, nell'ambito della compagnia dei carabinieri di Tolentino, sono state denunciate 31 persone, per i reati di stalking, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e revenge porn, di cui 5 arrestate in flagranza di reato", ha sottolineato il colonnello Candido.
"Sulla base delle risultanze investigative, sono state emesse 18 misure cautelari nei confronti degli indagati da parte del Gip, su richiesta del Pubblico Ministero" (carcere, arresti domiciliari, allontanamenti dalla casa familiare con divieto di avvicinamento e applicazione del braccialetto elettronico per garantire il controllo del rispetto delle prescrizioni).
"Vi è stata collaborazione con la locale amministrazione per il collocamento in struttura protetta di 8 donne vittime di reati - ha spiegato ancora il colonnello Candido - spesso unitamente ai bambini, oltre al quotidiano dialogo con le assistenti sociali e con tutti i membri della rete istituzionale" (polizia locale, 118, medici, vigili del fuoco) "con i quali i carabinieri spesso si ritrovano nella gestione dell’intervento nelle più varie e complesse situazioni intra-familiari, emerse in maniera più evidente proprio nel periodo pandemico".
Giornata importante sul fronte della ricostruzione post sisma per la città di Matelica che ieri ha “recuperato” uno dei suoi condominii più grandi. A sei anni dal terremoto del 2016, è infatti tornato agibile il complesso residenziale “Belvedere” di via Bachelet, con ben 28 famiglie che sono potute rientrare nelle loro abitazioni.
In un clima misto tra gioia e commozione, al taglio del nastro simbolico sono intervenuti i parroci don Ruben Bisognin e don Lorenzo Paglioni per la benedizione di rito, insieme a loro anche il sindaco Massimo Baldini, il vicesindaco Denis Cingolani, il sindaco del consiglio comunale dei ragazzi Elia Pacini (residente del condominio), i responsabili della ditta esecutrice dei lavori e l’amministratrice del condomino Lucia Pettinelli.
«Un grazie particolare agli organizzatori della cerimonia, mentre a tutti i condomini va il nostro più vivo augurio – hanno detto Baldini e Cingolani -. Che questo importante taglio del nastro sia simbolo di speranza e di ripartenza per tutto il nostro territorio, con l’auspicio che a breve tutte le persone sfollate possano tornare nelle loro case».
Anche l’amministrazione comunale di Matelica, come tante altre in tutta Italia, ha provveduto a delle misure straordinarie per far fronte al caro energia. Attraverso l’assessorato ai Lavori Pubblici, presieduto dall’assessore Rosanna Procaccini, è stato predisposto lo spegnimento dell’illuminazione alle ore 4 di ogni giorno, compresi festivi e prefestivi.
Studiato anche un piano per lo spegnimento alternato dei lampioni nelle zone in cui è possibile, fatta esclusione in primis di quelli situati lungo la SP256, in piazza Enrico Mattei, corso Vittorio Emanuele e centro storico in generale. «La situazione straordinaria che si è venuta a creare negli ultimi mesi ci ha imposto lo studio di un significativo piano di risparmio energetico – spiega l’assessore Procaccini – parliamo di un aumento dei costi troppo importante per le casse comunali, per cui era necessario intervenire con azioni straordinarie proprio come stanno facendo tanti altri enti in giro per l’Italia».
Sono iniziati i lavori di costruzione di un’antenna 5G nel quartiere Rione Marche, a Macerata. Un’antenna che era originariamente stata destinata a un'area privata in via Bizzarri, ma che l'amministrazione comunale ha deciso di spostare in via Cincinelli, a seguito di una protesta dei residenti.
Il cantiere è aperto da quasi due settimane e il basamento della struttura è già presente in loco, con l’amministrazione stavolta sorda alle lamentele dei cittadini. Le contestazioni non sono infatti mancate nemmeno da parte degli abitanti del quartiere, che nel giro di due giorni hanno formato un comitato per fermare i lavori e raccolto una petizione che conta circa 230 firme.
"Non riteniamo giusto che l’antenna venga costruita nel nostro quartiere senza essere interpellati - racconta uno dei membri del comitato - i residenti di via Bizzarri hanno ottenuto lo spostamento con le proteste, mentre le nostre voci sono rimaste inascoltate. Non ci hanno nemmeno avvisato dell’inizio dei lavori e siamo ancora in attesa di una risposta del Comune".
Nonostante i decenni di ricerca, la sicurezza di questa tecnologia è stata spesso messa in discussione da una larga fascia dell’opinione pubblica, la quale sostiene un rapporto causale fra le onde elettromagnetiche e alcune patologie: non ultimo lo stesso coronavirus. Eppure ancora oggi non ci sono dati scientificamente affidabili a sostegno di questa tesi.
A rispondere alle perplessità del comitato, è l’assessore all’ambiente di Macerata, Laura Laviano, incaricata al piano antenne e all’approvazione dei lavori: "A dirimere il piano antenne è un’azienda terza, la Polab Srl di Pisa, che ha disposto la posizione dei ripetitori nel rispetto della conformazione geografica di Macerata e delle norme vigenti. Il piano non è ancora stato approvato in Comune perché nell’ultimo anno sono occorse molte nuove norme comunitarie e nazionali, che hanno rivisto e modificato il piano".
"Le antenne sono considerate ‘beni di pubblica utilità’ e non ci si può opporre alla loro installazione - continua -: se arriva la proposta di un operatore, come Iliad in questo caso, corredata degli appositi studi sui campi elettromagnetici, non possiamo fare nulla per negarne la costruzione. Il nostro compito si limita a valutare l’impatto urbanistico ed ambientale dei lavori, mentre l'Arpam certifica che la propagazione delle onde non abbia effetti sulla salute”.
"L’antenna in questione, ora in costruzione nel piazzale dell’Oasi, non è diretta verso il Rione Marche ma verso il centro storico. Le onde non si propagano quindi in direzione delle case. Per quanto riguarda la scelta di spostare l’antenna da via Bizzarri in via Cincinelli, c’è stata una valutazione di maggioranza – sottolinea Laviano, prendendone le distanze – che ha optato per un posto pubblico anziché per quello privato. Fra le aree individuate dalla Polab c’era quella in questione e Iliad preferiva questa seconda opzione, per cui c’è stato questo spostamento”.
"Posso comprendere la posizione degli abitanti del quartiere e aggiungo che per me anche la prima domanda poteva andar bene - spiega l'assesore -, ma ha pesato il fatto che quella dell’Oasi fosse un’area pubblica, mentre via Bizzarri era un’area privata. Voglio rassicurare comunque sulla sicurezza delle posizioni individuate".
"Prima il canone annuo arrivava fino a 15mila euro anche per le aree pubbliche – specifica l’assessore -, mentre ora c’è un tetto massimo fissato a 800 euro. Non c’è un business che favorisce i privati, al contrario anche a Iliad conviene pagare 800 euro al Comune, contro i 15mila che avrebbe invece dovuto pagare al privato. Se vogliamo continuare a vivere in questo modo – conclude Laviano -, ad utilizzare i telefoni ed internet, dobbiamo anche accettare questi compromessi".
Oltre all’Istituto Superiore di Sanità e al Comitato scientifico della Commissione Europea, che rassicurano sull’affidabilità di questa tecnologia, la comunità scientifica si occupa di monitorare e raccogliere dati per testare l’impatto che la costruzione di una rete 5G su larga scala avrebbe sulla popolazione.
Le frequenze radio utilizzate in questo caso non sono dissimili da quelle emesse dai telefoni cellulari a partire dal 1998, quando la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (Icnirp) aveva pubblicato le prime linee guida sull’esposizione ai campi elettromagnetici: "L’elemento principale è che la fondamentale valutazione del rischio è rimasta invariata – traducendo le parole del dottor Jack Rowley, direttore al Gsma riportate dal Guardian -. I limiti che avevamo nel 1998 ci proteggono ancora oggi".
E ancora: "Attualmente l’unico effetto comprovato dell’esposizione ai campi elettromagnetici, comprese le frequenze del 5G, è un leggero surriscaldamento dei tessuti – sostiene Steven Novella, fondatore ed editore della rivista ‘Science-Based Medicine’ -. Ci sono diversi altri effetti suggeriti dalla ricerca, ma nessuno di questi si è ripetuto al punto di essere considerato rilevante".
Giovanni Legnini, commissario straordinario per la ricostruzione post sisma del Centro Italia, è stato insignito dell'onorificenza di Grande ufficiale della Repubblica. Stamani la consegna del titolo al Teatro Lauro Rossi di Macerata, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze armate.
"Una onorificenza che voglio dedicare a tutti i marchigiani colpiti dai terremoti e che stanno ancora soffrendo, ma anche a tutti gli alluvionati", ha detto il commissario. Che ha poi voluto dedicare il titolo anche a "tutta la struttura commissariale e a tutti coloro che lavorano per la ricostruzione". Il discorso pronunciato da Legnini si è poi concentrato sull'onore. "L'onore non è solo una condizione soggettiva, ma è anche il mondo in cui si svolgono gli incarichi pubblici", ha sottolineato. Aggiungendo che "l'onore deve interessare anche le amministrazioni pubbliche impegnate nel percorso di ricostruzione e nel dare risposte per soddisfare le richieste dei cittadini".
Rientra nella propria abitazione una famiglia residente a Ripe San Ginesio. L’inagibilità dell’immobile era stata dichiarata a seguito delle scosse sismiche iniziate il 24 agosto 2016.
Interessata da un intervento di demolizione e ricostruzione, portato a compimento nei tempi stabiliti, l’abitazione è stata “inaugurata” alcuni giorni fa, alla presenza delle Istituzioni locali, rappresentate dal vicesindaco Pierino Gasparini, dai responsabili dell’ufficio tecnico e dell’ufficio sisma comunali, dal coordinatore del progetto, geometra Rossano Paoloni.
Proprio il tecnico rivolge un particolare ringraziamento al proprietario dell’immobile per l’opportunità ricevuta, così come alle imprese coinvolte, che hanno lavorato con precisione e puntualità.
"L’Amministrazione comunale è molto soddisfatta dell’intervento eseguito, anche in considerazione del rientro nell’abitazione di una arzilla novantaduenne, che ha posto fine al disagio causatole dall’uscita forzata dalla propria residenza", ha dichiarato il vicesindaco Gasparini.
"Assisto con grande soddisfazione alla consegna delle chiavi dell’abitazione ai legittimi proprietari. Il sisma è stato un evento traumatico per tutti, particolarmente per coloro che, ormai anziani, si sono trovati costretti a lasciare le proprie case e le proprie abitudini”
“Questo è il primo intervento di demolizione totale e ricostruzione del nostro Comune portato a compimento con efficienza e rapidità, che si aggiunge agli altri interventi minori oggetto di riparazione, che si sono già conclusi. L’Amministrazione confida che tutti gli edifici danneggiati con cantieri ancora in corso possano procedere celermente con la stessa efficienza ”.
Lunedì 7 novembre alle ore 21.00, presso l’Asilo Ricci di Macerata, Adelmo Cervi, figlio del terzogenito Aldo della famiglia di Alcide Cervi e Genoeffa Cocconi, presenterà il suo ultimo libro “I miei sette padri - Storia di una grande famiglia antifascista raccontata da un figlio”.
Da decenni l’autore è un instancabile testimone dei valori riportati nella nostra Carta Costituzionale attraverso il racconto della vita di suo padre, dei suoi zii e dei suoi nonni: tra i primi coraggiosi in Italia a opporsi al regime fascista unendosi alla resistenza, una scelta che pagarono con la vita.
Casa Cervi, oggi luogo di primaria importanza per la memoria storica, fu un punto nevralgico della Resistenza reggiana, nazionale e internazionale e, dal dopoguerra, ha sempre rappresentato un punto di aggregazione, riflessione e formazione per quanti si riconoscono nei valori antifascisti. Tra le pagine del libro trovano spazio non solo lotte politiche e ideali trasmessi da padre in figlio, voglia di rivalsa e di giustizia sociale, ma anche autentiche fotografie di vita quotidiana e di un mondo contadino ormai scomparso.
Aldo fu uno dei più militanti dei sette fratelli: passando dagli ambienti dell’antifascismo cattolico frequentati dal padre Alcide a quelli comunisti, è una figura paterna assente fisicamente nella vita di Adelmo – di pochi mesi quando fu ucciso – ma onnipresente nei suoi scritti guidati da un’enorme eredità di virtù civiche e sociali.
Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore furono fucilati il 28 dicembre del 1943 presso il poligono di tiro di Reggio Emilia, assieme al compagno Quarto Camurri. I repubblichini, dopo aver incendiato Casa Cervi, infierirono sui sette fratelli torturandoli, e Alcide, anch’egli detenuto, seppe di aver perso i sette figli solo l’8 gennaio. Ai fratelli Cervi, la cui storia è ancora troppo poco conosciuta, soprattutto alle nostre latitudini, è stata conferita la Medaglia d’argento al valor militare.
Nell’evento maceratese porteranno il saluto Piergiorgio Gualtieri Presidente del Circolo Aldo Moro, Chiara Bonotti Presidente della Sezione ANPI di Macerarta, l’Avv. Alessandra Piccinini Presidente della Sezione Anpi di Cingoli-Apiro. Introdurrà la serata il giornalista Maurizio Blasi.
Prima giornata di autunno, prima giornata di pioggia, ma questo non ha impedito l’amministrazione comunale, le massime autorità delle Forze dell’ordine e soprattutto i trecento ragazzi di partecipare all’iniziativa con i loro approfondimenti preparati a scuola con l’ausilio degli insegnanti. Una bella partecipazione collettiva che ha onorato chi ha perso e sacrificato la propria vita nelle guerre e soprattutto per l’unità della Patria e per i valori della democrazia.
Dopo le deposizioni delle due corone d’alloro da parte delle autorità civili e militari, iniziate nei luoghi simbolo della memoria nella Città Alta: la prima presso la lapide in memoria dei Caduti di tutte le Guerre in viale della Rimembranza e poi della seconda a Piazzale Italia, presso il Monumento ai Caduti, è stata la volta – a partire dalle 10.30 - in Piazza XX Settembre, la celebrazione della Festa del 4 organizzata con collaborazione dell’ANC (Associazione Nazionale Carabinieri) e tutte le altre Forze dell’Ordine presenti le massime autorità cittadine.
In piazza sotto il loggiato di Palazzo Sforza c’è stato anche lo scoprimento della lapide ideata e realizzata lo scorso anno in occasione del Centenario del Milite Ignoto, che era stata presentata in anteprima dall’ex presidente del Consiglio Morresi.
A condurre la cerimonia in fascia tricolore il presidente del Consiglio, Fausto Troiani accompagnato dall’assessore ai Servizi Sociali e all’Istruzione, Barbara Capponi e dall'assessore Roberta Belletti; assenti giustificati il sindaco Fabrizio Ciarapica che ha accettato l’invito del prefetto Ferdani a Macerata dove si è svolta la tradizionale cerimonia insieme agli altri sindaci della provincia e, assente anche il vice sindaco Claudio Morresi, causa malattia.
Il primo intervento – come da Cerimoniale - è stato quello del presidente del consiglio Troiani che ha anche portato prima il messaggio di saluto del sindaco in cui Ciarapica oltre a ricordare il significato di questa giornata si è soffermato sui principi che ispirano “questa festa che oggi più che mai hanno un grande valore per le giovani generazioni, poiché non c’è futuro senza il ricordo e il ringraziamento verso chi ha perso la propria vita in difesa dei valori della nostra Patria e la costruzione della nostra democrazia”.
Il sindaco nel suo messaggio ha proseguito con uno sguardo preoccupato all’attualità - “È questo un giorno particolare per l’Italia che sta attraversando un momento molto difficile dovuto a una crisi economica aggravata dalla pandemia, dal caro energia e delle materie prime, del rincaro del carrello della spesa ed, infine, di un conflitto in atto alle porte della nostra Europa che preoccupa tutto il mondo e che tutti auspichiamo cessi il prima possibile.”
“Per questo il ricordo deve rimanere vivo affinché una sciagura immane come quella della Prima Guerra e poi della Seconda, impedisca al mondo intero di ripetere ancora una volta una tragedia che nel terzo millennio significherebbe la fine del mondo, a causa del possesso di molti stati di armamenti nucleari. Per questo – ha concluso nel suo messaggio Ciarapica - la parola “‘unità”’ nel 2022, appare quanto mai attuale e deve concentrarsi, da parte di tutto il mondo, nella stessa direzione che è la Pace”.
Troiani nel suo discorso si è soffermato, oltre a ricordare i valori della festa, anche a ricordare il Milite ignoto cui è stata dedicata la nuova lapide affissa a Palazzo Sforza ‘un soldato sconosciuto divenuto simbolo dei tanti caduti in guerra’.
‘Il primo pensiero – ha dichiarato Troiani - è per tutti quegli uomini e tutte quelle donne che hanno sacrificato la propria vita per l’Italia. A loro va la nostra eterna gratitudine e il nostro commosso ricordo. La memoria è, dunque oggi, un tributo di riconoscenza che dobbiamo ai tanti padri di famiglia caduti, a chi ha lasciato le proprie case e a tante donne che furono chiamate a occuparsi di famiglia e figli, a badare al lavoro, e a far fronte a responsabilità immani’. Poi il ringraziamento alle Forse Armate ‘che con prontezza e professionalità, dimostrano di essere risorsa preziosa e insostituibile’.
‘Questa ricorrenza – ha proseguito il presidente del Consiglio - deve essere occasione di studio, di riflessione, perché il passato ci aiuti a comprendere il significato del presente e del nostro ruolo di adulti, di giovani, di politici, di educatori, di responsabili dell'oggi’.
Poi l’appello: "rivolgo un invito agli studenti qui presenti: siate curiosi, appassionatevi del vostro e del nostro passato, studiate la storia e la nostra Costituzione dove c’è un messaggio forte e chiaro: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Ripudiare la guerra vuol dire vincere l'egoismo umano. Conquistare la libertà e la pace significa consolidare ogni giorno, nelle nostre famiglie, sui luoghi di lavoro, nei luoghi della politica, il rispetto per la vita, per la democrazia, il rispetto per gli altri, l’aiuto per i più deboli".
"Non dobbiamo mai perdere lo spirito di unità e collaborazione - ha proseguito Troiani - che in molti momenti decisivi della nostra storia ha fatto la differenza, consentendo di reagire anche alle situazioni peggiori mettendo in campo la nostra capacità di rimboccarci le maniche, la solidarietà nazionale, il nostro saper fare e quel desiderio di riscatto che sono patrimonio della nostra terra e insegnamento dei nostri Padri’. Infine i ringraziamenti: ‘grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa commemorazione. Grazie a tutti quelli che s’impegnano e s’impegneranno per un futuro di democrazia e di libertà, grazie a tutte le Forze Armate che tantissimo hanno fatto e ancora stanno facendo in favore della democrazia e della Pace nel mondo".
A prendere la parola, in conclusione della cerimonia, fra le autorità presenti, è stata Barbara Capponi, assessore ai Servizi Sociali e all’Istruzione che in questi giorni ha lavorato fianco a fianco con gli Istituti scolastici cittadini per preparare l’iniziativa istituzionale.
"Oggi è una giornata speciale – ha dichiarato Capponi nel suo intervento - che offre molti spunti di riflessione. Ma ce n'è uno in particolare, ed è che questa festa ci invita a guardare anche altri aspetti di questo giorno. Il 4 novembre commemoriamo l'unità, celebriamo chi ha lasciato delle tracce. Per questo - ha aggiunto con lo sguardo rivolto agli studenti presenti - vi invito, attraverso il vostro talento, a pensare sin da oggi, a cosa significhi unità per voi e a come costruire quella traccia che vorrete lasciare per voi stessi e per gli altri. Ringrazio tutti i presenti, le associazioni, le Forze armate, i rappresentanti del Consiglio Comunale e naturalmente tutti gli istituti scolastici, dirigenti, insegnanti e i ragazzi per la loro partecipazione".
Terminati gli interventi istituzionali è stata la volta degli studenti – circa 300 - che molto coinvolti e preparati hanno presentato i loro lavori e letto brani di storia e letteratura legati alla Giornata del 4 Novembre e al suo ricordo. In rappresentanza di tutte le scuole civitanovesi hanno partecipato e preso la parola gli studenti dell'Istituto Comprensivo Regina Elena, dell’Istituto Comprensivo Via Tacito, dell’Istituto Comprensivo Sant'Agostino, dell’Istituto Superiore Bonifazi, dell’Istituto Professionale G.Corridoni, dell’ITCG G. Corridoni e del Liceo Da Vinci.
La cerimonia è stata condotta dal colonnello Nicola Ciccarelli, già presidente dell'Associazione Nazionale Bersaglieri. All’iniziativa hanno partecipato oltre all’associazione nazionale carabinieri, anche l’Unione nazionale ufficiali in congedo, l’associazione nazionale finanzieri, l’associazione nazionale alpini, l’associazione nazionale Polizia di Stato e l’associazione nazionale marinai d'Italia.
“Oggi ricordiamo l’anniversario di una vittoria che pose fine a un conflitto, celebriamo l’Unità d’Italia, e i caduti che si sono sacrificati per dare vita al nostro Paese, festeggiamo le Forze Armate che sono state protagoniste del formarsi dell’Italia unita e che ne presidiano il ruolo nel mondo”. Con queste parole il presidente del Consiglio comunale di San Severino Marche, Sandro Granata, è intervenuto alla cerimonia ufficiale in occasione del 4 Novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate.
La pioggia non ha impedito al corteo, partito da piazza Del Popolo, di raggiungere il monumento ai Caduti. Ad aprire la parata il Gonfalone del Comune. A prestare servizio anche il Corpo filarmonio bandistico 'Francesco Adriani'. Sotto un rovescio battente la deposizione di una corona d’alloro mentre gli studenti delle scolaresche cittadine assistevano in piedi e in rispettoso silenzio all’interno del teatro Italia.
Alla cerimonia le bandiere e i labari dell’Associazione Combattenti e Reduci, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Granatieri, dell’Associazione Arma di Cavalleria, dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, della Croce Rossa Italiana, gli stendardi delle scuole e la presenza dei militari della locale stazione dell’Arma dei Carabinieri, dei Carabinieri Forestali, della Polizia Locale, dei volontari del gruppo comunale di Protezione Civile. Nel corteo delle autorità anche gli assessori Jacopo Orlandani e Michela Pezzanesi, il consigliere comunale Tiziana Gazzellini.
“Quella odierna – ha ricordato ancora Granata - è una giornata che viviamo, quest’anno più che mai, come una richiesta di pace. Una pace che già cento anni fa si identificava nel rifiuto dei conflitti e che, ancora oggi, non riusciamo a mantenere, che sia ripudio della guerra, come sancito nella nostra Costituzione, nonché la traduzione in termini comuni e condivisi, del superamento di quelle situazioni che provocano ingiustizie, distorsioni, diseguaglianze, generatrici, a loro volta, di conflittualità tra popoli, nazioni, comunità. Mai come oggi, soprattutto nella nostra terra colpita dal terremoto prima di essere travolta come tutto il mondo dall’emergenza pandemica e da una guerra che bussa prepotente alle porte, abbiamo poi bisogno di creare unità quale condizione che rende forte una Nazione”.
Nel suo saluto il presidente Granata ha infine rivolto un ringraziamento alle scolaresche poco prima che alcuni alunni dell’Istituto comprensivo 'P. Tacchi Venturi' dessero lettura di significativi brani legati alla ricorrenza alla presenza di alcuni docenti e del dirigente scolastico, professor Sandro Luciani.
Nuova ordinanza della polizia locale di Macerata che modificherà temporaneamente la circolazione stradale in via Spalato, nel tratto compreso tra viale Carradori e via Roma, per consentire i lavori di rifacimento dei marciapiedi e del manto stradale che verranno eseguiti in tre fasi per affrontare meglio i problemi di viabilità che l’intervento inevitabilmente creerà.
Il provvedimento prevede: da lunedì 7 a mercoledì 16 novembre e comunque fino al termine della prima fase dei lavori manutenzione straordinaria dei marciapiedi con regolamentazione temporanea della sosta secondo l’avanzamento del cantiere senza modifiche alla circolazione.
Da giovedì 17 a sabato 26 novembre e comunque fino al termine della seconda fase di lavori: inizio lavori di fresatura, riasfaltatura e messa in quota dei pozzetti, di una corsia per volta, mantenendo il flusso di traffico a scendere dall’incrocio con viale Carradori fino a via Ettore Ricci.
Percorso consigliato per raggiungere le scuole e via Roma: deviazione in via Tibaldi – via Rosati – bretella via Vanvitelli/via Resse – via Resse – via Mazenta ecc. Senso unico di marcia nel tratto di via Spalato tra viale Carradori e via Ettore Ricci con deviazione in quest’ultima via per i veicoli che circolano in via Spalato con direzione piazza Indipendenza.
Via Spalato: senso unico di marcia, dall’incrocio con viale Carradori fino a via Ettore Ricci, limite di velocità massimo 30 km/h, nel tratto a senso unico di marcia, divieto di sosta con rimozione coatta, nel tratto compreso tra il civico 39 e l’incrocio con via Ettore Ricci, divieto di transito ai pedoni nel tratto interessato dai lavori di rifacimento marciapiedi, creazione di strettoia, e convogliamento dei veicoli in transito su una sola corsia di marcia a destra con inizio posto all’incrocio largo Belvedere Sanzio, divieto di transito con sbarramento all’incrocio con via Vanvitelli e con via Resse, divieto di transito per autocarri con m.p.c > 3,5 t, posto all’inizio di piazza Indipendenza e in prossimità dell’incrocio con via Tibaldi con obbligo di direzione dritto; - via Tibaldi: divieto di sosta con rimozione forzata nei primi dieci metri a sinistra dell’imbocco della via.
Bretella di collegamento fra via Vanvitelli e via Resse: inversione del senso di marcia con istituzione di senso unico nella direzione opposta a quella attuale, transennamento del marciapiede su tutta la lunghezza per evitare l’uscita e l’entrata dei pedoni alla pista di pattinaggio.
Via Resse: divieto di sosta con rimozione forzata nella porzione di area di parcheggio che si trova a destra nella parte in uscita rispetto il temporaneo nuovo senso di marcia della bretella, divieto di sosta con rimozione forzata su tutta la via, dall’area di sosta “Italgas” fino all’incrocio con via Mazenta, orario 0/24, limite massimo di velocità 30 Km/h. Via Mazenta: divieto di sosta con rimozione forzata posizionato all’incrocio con via Resse per 10 metri in entrambi i lati, direzione via Valadier.
L’Amministrazione comunale di Civitanova Marche intende procedere all’abbellimento dell’isola centrale della nuova rotatoria provvisoria realizzata a fine settembre all’intersezione tra la superstrada Valdichienti e la statale 16.
A tal fine, dopo l’approvazione dell’atto di indirizzo da parte della Giunta comunale, gli uffici provvederanno ad emanare un avviso pubblico teso alla ricerca di potenziali soggetti interessati all’allestimento o abbellimento della corona circolare e dell’isola interna, con possibilità di installazione del proprio logo e nome.
Le opere sono subordinate all’emissione di specifica autorizzazione da parte di Anas Struttura Territoriale Marche, in conformità al vigente Codice della Strada.