Babbo Natale sbadato cercasi. Sembrerebbe, infatti, che il Babbo Natale in questione, forse nella fretta, abbia dimenticato un sacco con i doni sul marciapiede mentre caricava "la sua slitta".
È quello che ci piace pensare leggendo il post che un correttissimo ragazzo di Macerata ha divulgato su Facebook.
"Passeggiando per le mura - si legge - mi sono imbattuto in questo sacchetto dei regali che probabilmente qualcuno ha dimenticato di caricare in macchina. Se il proprietario li riconosce mi contatti e lo restituirò".
Un magnifico gesto di correttezza e onestà nel tipico clima natalizio che in moltissimi hanno apprezzato chiedendo di divulgare il più possibile la storia, una vera caccia al tesoro è così iniziata per ritrovare il proprietario dei doni.
Occhio ai furbetti però, perché l'onesto ragazzo ha già sbirciato il contenuto dei pacchetti e chiederà la descrizione del contenuto a chi ne rivendicherà la proprietà.
Un encomiabile gesto degno delle fiabe più belle con un Babbo Natale davvero spontaneo quest'anno. Chiunque riconosca i pacchetti come suoi può contattare la redazione.
Il Made in Marche del gusto colleziona trionfi. Ennesimo riconoscimento per il Salumificio Monterotti. L’azienda di Sarnano si é aggiudicata il premio ”Pepe e Sale”, consegnato nel weekend ad Asciano, in provincia di Siena, al Museo Palazzo Corboli.
Qualità il tuo nome è donna. Così reciterebbe un ipotetico Amleto contemporaneo se si trovasse di fronte a Genny e Katia Monterotti, sorelle titolari dell’omonima company del sapore che sta inanellando alcuni dei più prestigiosi ed ambiti allori nazionali nel settore alimentare.
L’azienda di Sarnano si è aggiudicata il primo posto per la realizzazione del miglior salume di fegato nell’ambito di una delle più importanti istituzioni per la valorizzazione e sensibilizzazione di allevamento, metodi di trasformazione delle carni, qualità e aspetto nutrizionale del prodotto finito.
Si tratta del Premio “Pepe e Sale”, nato per la promozione dei salumi tipici derivati dalle carni delle razze autoctone. il concorso sostenuto dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste intende inoltre valorizzare i relativi utilizzi successivi alla lavorazione, anche nell’ottica della “filiera corta” e della tracciabilità del prodotto tradizionale.
Dopo aver vinto il “Premio Dino Villani” per la tipicità locale e aver ritirato l'ambita "palma" al miglior salame spalmabile IGP, le sorelle Monterotti tornano in cima alle classifiche della buona cucina. La cerimonia di premiazione si è tenuta ad Asciano (Siena) presso i locali del Museo Palazzo Corboli.
Un successo che premia e rinnova la mission dell’azienda marchigiana: conservare il “gusto dei Sibillini”. Un atto d’amore per la propria terra possibile anche grazie ad un caratteristico modello di difesa del sapore comprendente la stagionatura naturale artigianale capace di conquistare un gusto antico ed eterno non raggiungibile da nessuna tecnologia.
Il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha preso parte, a palazzo Buonaccorsi sede dei Musei civici di Macerata, alla cerimonia di consegna dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana alla dottoressa Benedetta Ferretti, conferitale con decreto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
La dottoressa Ferretti ha ricevuto la pergamena con il titolo di Cavaliere dalle mani del Prefetto di Macerata, sua eccellenza Isabella Fusiello. Ad accompagnarla, oltre al primo cittadino settempedano, anche il nuovo direttore generale dell’Ast 3 di Macerata, il dottor Marco Ricci.
Ex primario di Oncologia dell’ospedale civile “Bartolomeo Eustachio”, Ferretti ha diretto la stessa unità operativa per ben 23 anni. Laureatasi con lode all’Università di Ancona e poi specializzatasi in Oncologia, sempre con lode, nello stesso Ateneo, ha conseguito una seconda specializzazione anche in Cardiologia e un master di secondo livello in prevenzione e terapie innovative integrate in Oncologia alla Sapienza. Autrice di diverse pubblicazioni, oggi presta la propria attività per visite specialistiche in un centro medico settempedano. Stimatissima professionista, la dottoressa Ferretti è stata sempre amata e benvoluta da colleghi e pazienti che, oltre alle doti mediche, ne hanno sempre apprezzato le doti umane.
“Il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana conferito alla dottoressa Ferretti – sottolinea il sindaco della città di San Severino Marche – premia la migliore sanità del nostro Paese. Le conoscenze, l’umanità, l’impegno profuso dalla dottoressa in tantissimi anni di attività come primario dell’Oncologia settempedana le sono stati riconosciuti non solo a livello provinciale e regionale ma addirittura nazionale. Come settempedani siamo orgogliosissimi di lei e come sindaco sono stata felicissima di accompagnarla nella cerimonia di consegna dell’onorificienza assegnatale dal Presidente della Repubblica Mattarella”.
Il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana è un riconoscimento destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte ai fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.
La faggeta di Canfaito, incantevole bosco di faggi secolari che si trova all'interno della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino, è stata scelta dalla Regione Marche per le riprese dei nuovi spot social, destinati alla promozione del turismo marchigiano, che hanno come digital ambassador Gianmarco Tamberi, campione di salto in alto italiano ai Giochi di Tokyo 2020 e campione del mondo a Budapest 2023.
I nuovi spot, oltre che a Canfaito, saranno girati al castello di Gradara, alla rotonda di Senigallia, nel borgo di Torre di Palme e in piazza del Popolo ad Ascoli Piceno.
Il sindaco Sandro Parcaroli ha incontrato questa mattina, a Palazzo Conventati, il neo direttore dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata Marco Ricci. Presenti anche il consigliere delegato alla Sanità del Comune di Macerata Giordano Ripa e il direttore amministrativo dell’Ast di Macerata Milco Coacci.
“Al neo direttore e a tutto il personale sanitario e non dell’Ast di Macerata auguriamo buon lavoro – ha commentato il sindaco Parcaroli -. Insieme a Ricci abbiamo affrontato le principali questioni che riguardano la sanità maceratese e garantito, reciprocamente, la completa sinergia e collaborazione. Abbiamo il proposito di organizzare degli incontri, a breve termine, per focalizzare le tematiche sanitarie contingenti che, di volta in volta, si presentano per dare risposte concrete al territorio su uno dei temi di maggiore importanza per la comunità”.
C’è anche la preziosa opera di Bernardino di Mariotto da Perugia databile agli inizi del Cinquecento, “Madonna col Bambino in gloria e i Santi Severino, Caterina da Siena, Domenico, Ansano e Giovannino”, un olio e doratura su tavola delle dimensioni di 280 centimetri di altezza per 190 di larghezza, tra quelle che Intesa San Paolo ha selezionato per la realizzazione della ventesima edizione di “Restituzioni”, una delle più importanti iniziative del progetto cultura che l’istituto di credito ha deciso di mettere in atto a tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico del Paese.
Il capolavoro, custodito nell’altare centrale della chiesa di San Domenico, è stato consegnato al restauro della bottega di Giacomo Marenesi di Fermo dopo una delicatissima operazione di movimentazione affidata al comando provinciale dei vigili del fuoco di Macerata con il coinvolgimento del distaccamento di Tolentino ed eseguita sotto la supervisione del funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno – Fermo e Macerata, dottor Pierluigi Moriconi. Presenti anche il vicario foraneo, monsignor Aldo Romagnoli, il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di San Severino Marche, Vanna Bianconi, e l’ufficio Cultura del Comune.
La ventesima edizione del progetto “Restituzioni” prevede il restauro di 61 “nuclei” di opere appartenenti al patrimonio artistico di diverse Regioni tra cui le Marche, per un totale di 114 singoli manufatti restaurati, e coinvolge 50 enti di tutela tra Soprintendenze, direzioni regionali musei e musei autonomi e 61 ben enti proprietari, tra musei, chiese, siti archeologici.
Nel 2025 tutto confluirà in una grande mostra a livello nazionale alla quale la pala di Bernardino di Mariotto sarà presentata dopo il necessario restauro di cui è stato scritto finalmente il primo capitolo.
Simpatici personaggi coloratissimi che sorridono divertendosi in sella alla bici. È questa l’immagine del nuovo murale, dedicato alla mobilità sostenibile e ideato nell’ambito del progetto Vedo a Colori, che ha trasformato la prima facciata della scuola elementare Don Bosco, in via Saragat (oggi ospita anche il Nido d'infanzia Grillo Parlante) in una vera e propria attrattiva. Promosso e voluto fortemente dall’assessore Roberta Belletti, è stato realizzato da Olivier Jacobs in arte Resto1981, il quinto artista internazionale che arriva a Vedo a Colori e il secondo artista belga che arriva da Ghent, città che sta dialogando già da un anno con Civitanova Marche grazie a uno scambio culturale tra artisti urbani promosso da Giulio Vesprini.
“Questi murales - dice l’assessore Roberta Belletti - sono un metodo efficace per diffondere, soprattutto tra i più piccoli, l’importanza della mobilità sostenibile. Insieme all'amministrazione comunale stiamo portando avanti un grande lavoro di sensibilizzazioni anche con incontri e iniziative per promuovere e incoraggiare comportamenti sempre più “green” e rispettosi dell’ambiente, tra cui anche quello di scegliere la bici come mezzo per muoversi in città. Ringrazio l’artista e Giulio Vesprini per essere al mio fianco in questo percorso e per aver creato nel tempo, grazie al suo progetto Vedo a Colori, un inedito percorso di visita della nostra città”.
Il nuovo murale, che attraverso colori vivaci vuole sottolineare l'importanza di usare mezzi alternativi ed ecologici come la bicicletta, è il terzo dei quattro muri previsti dedicati ai temi della transizione ecologica e della mobilità sostenibile. “Ringrazio l’ amministrazione comunale in particolar modo l'assessore Roberta Belletti per la sensibilità nei confronti di questi temi - dice Giulio Vesprini - Ringrazio le maestre della scuola elementare Don Bosco con le quali continueremo a lavorare, le educatrici del Nido Grillo Parlante e i bambini che ci accompagnano e ci accolgono sempre con grande affetto in queste lunghe giornate di lavoro con disegni e tante attività all'aperto".
"Vedo a Colori è un cantiere aperto - continua - una fucina di idee e collaborazioni continue; da sempre diamo voce e spazio agli street artist emergenti e quelli più affermati, italiani e da qualche anno abbiamo ospitato i primi artisti internazionali; il risultato è una narrazione fantastica, eterogenea, che si espande in tutta la città, fatta di immagini, forme, colori e messaggi importanti sempre diversi tra loro".
"Il progetto che dal porto si è esteso alle scuole porta all'interno degli ISC cittadini arte e cultura attraverso una della più belle discipline artistiche: la street art. È un impegno ed un lavoro molto faticoso che ci restituisce però esperienze uniche di crescita professionale e umana”.
Una nuova struttura, all’avanguardia, per i vigili del fuoco volontari di Apiro. È stato presentato questa mattina nella sede della Prefettura di Macerata il progetto della nuova caserma che sorgerà nell’area dell’ex campo sportivo grazie al finanziamento di 3 milioni di euro individuato dalla Struttura commissariale, guidata dal commissario alla Riparazione e alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.
All'appuntamento odierno, oltre al commissario Castelli, erano presenti il prefetto di Macerata Isabella Fusiello, il sindaco di Apiro Ubaldo Scuppa e il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mauro Caprarelli. La nuova sede dei vigili del fuoco volontari (unico caso di questo tipo di distaccamento presente nelle Marche, conta su 26 unità attive) e del C.O.C. Protezione civile di Apiro sarà realizzata in via Borgo Trento, ed è stata progettata per essere un punto di riferimento moderno e funzionale per le operazioni di emergenza.
L'edificio, collocato in un'area precedentemente adibita a campo sportivo, diventerà un avamposto strategico per il pronto intervento e il coordinamento delle emergenze in un’area ad alto rischio sismico e incendi.
La struttura è divisa in due parti principali: una sarà dedicata all'autorimessa e all'officina per la manutenzione dei mezzi, l’altra agli uffici e alle sale operative. Situato in posizione elevata vicino al centro storico, il sito garantisce un accesso agevole alle principali vie di comunicazione.
Infine, la sostenibilità è una componente chiave del progetto, come evidenziata dall'installazione di pannelli solari sul tetto. Queste caratteristiche renderanno la caserma un punto di riferimento non solo per Apiro, ma anche per le aree circostanti.
“Questo è un bel giorno per Apiro e sono felice di presenziare a un momento che fa parte suo percorso di crescita - dichiara il commissario Guido Castelli -. Il distaccamento dei vigili volontari è frutto di una decisione assunta attraverso l'Ordinanza 137 per le Opere pubbliche delle Marche, condivisa con il presidente Francesco Acquaroli che ha fortemente voluto quest’opera”.
“Questo specifico caso non riguarda il recupero di un bene danneggiato dal sisma ma un'opera strategica che abbiamo voluto realizzare attraverso l'utilizzo dei cosiddetti fondi Camera. La nostra scelta è stata quella di individuare per finalità, appunto, strategiche un edificio destinato a ospitare, nell'entroterra tra Macerata e Ancona, quei volontari che sono decisivi per gli interventi post-incendio e le attività di prevenzione. La scelta adottata è coerente con la strategia che stiamo adottando che prevede di ricostruire e di riparare là dove, con il principio di riparazione, si intende anche l'attivazione dei presidi di sicurezza e prevenzione. Questa di Apiro è dunque un’'opera importante, frutto della sinergia con la Regione che si aggiunge alle attività di sostegno all'economia e alle azioni di ricostruzione delle caserme che sono in corso nel territorio marchigiano. Il governo e le istituzioni dimostrano ancora una volta di essere costantemente al fianco delle comunità”.
"La realizzazione di questa caserma rappresenta un traguardo di fondamentale importanza per il nostro territorio e un risultato non scontato per un piccolo Comune - ha dichiarato il sindaco Ubaldo Scuppa -. Desidero esprimere la mia profonda riconoscenza e ringraziare il commissario Castelli, il cui sostegno è stato determinante per la realizzazione di questa opera strategica. La mia amministrazione e io siamo immensamente soddisfatti di questo risultato, che non solo migliora la sicurezza dei nostri cittadini e di tutto il territorio circostante, ma consolida anche l'impegno del nostro distaccamento dei vigili del fuoco volontari”.
Cambia la circolazione stradale in piazza Nazzario Sauro per il trasferimento temporaneo del mercato settimanale del sabato, in aree circoscritte della piazza stessa, durante il completamento del cantiere stradale di viale Trieste.
Il provvedimento, emesso dal Comando della polizia locale, valido tutti i sabati a partire dal prossimo 16 dicembre fino al 31 gennaio 2024, dalle 6 alle 15, prevede: piazza Nazzario Sauro (tutta l’area parcheggio, anche lato residenti) divieto di sosta con rimozione coatta e divieto di transito per tutti i veicoli prevenienti da viale Trieste e corso Cairoli eccetto operatori commerciali titolari di concessione in sede fissa o a spunta.
Infine l’ordinanza prevede che dovrà essere garantita una corsia di marcia di larghezza minima 3 metri per il transito dei mezzi di soccorso e pubblica utilità in caso di emergenza.
Nuovi alberi su aree verdi e giardini e sostituzione di quelle malate. L'amministrazione di Civitanova investe 50mila per ringiovanire e mettere in sicurezza il patrimonio arboreo, ma anche per abbellire la città.
"Dopo un’analisi dello stato di salute del patrimonio arboreo abbiamo deciso di intervenire in diverse vie per abbattere e sostituire le piante malate e piantumarne altre. Non è mai bello dover rimuovere una pianta – dice il sindaco Fabrizio Ciarapica – ma quando le alberature sono malate o non possono più garantire la sicurezza delle persone diventa inevitabile".
"Le piante che saranno abbattute sono piante per cui non ci sono più cure o rimedi perchè attaccate da una serie di parassiti - fa sapere l'assessore al decoro Giuseppe Cognigni - Le sostituiremo e pianteremo ulteriori nuovi alberi in alcune aree verdi. Il decoro è sempre stata una priorità di questa amministrazione, così come la sicurezza. Per questo continueremo a prenderci cura del nostro verde".
I lavori partiranno a gennaio “ma già nel 2024 – annuncia l’assessore Cognigni - ho altri due progetti per la piantumazione di nuovi alberi in altre zone di Civitanova”.
Le zone interessate: in Largo Italia è previsto l’abbattimento di sei esemplari di Chamaerops Excelsa esistenti con la rimozione delle relative ceppaie e la messa a dimora di sette palme tipo Washingtonia; nell'area verde di via Piermanni antistanti il ristorante Hops si prevede la messa a dimora di cinque esemplari di Tamarix a cespuglio.
Nell'area verde di via Piermanni antistante il ristorante Officina è previsto l’abbattimento di quattro esemplari di palme tipo Chamaerops Excelsa e rimozione delle relative ceppaie con conseguente messa a dimora di quattro nuove essenze tipo oleandro ad alberello: in via Piermanni lungomare sud (spartitraffico centrale e aree verdi laterali) è previsto l’abbattimento di due esemplari di palme tipo Phoenix Canariensis e rimozione delle relative ceppaie con conseguente messa a dimora di due nuove alberature tipo Washingtonia.
Nelle aiuole lungo via Gentile è previsto l’abbattimento di due esemplari di querce secche e di un pitosforo ad alberello, la ricollocazione di una quercia su via delle Fosse con conseguente messa a dimora di quattro nuovi esemplari di acero campestre, varietà “Elsrijk”; nell'area verde attrezzata con giochi di via Balbo è prevista la messa a dimora di quattro alberature tipo pino d’Aleppo e quattro prunus Pissardi “Nigra”; nelle aiuole di piazzale Gramsci è previsto l’abbattimento di sei palme tipo Camerops humilis, la rimozione di dodici ceppaie esistenti e la messa a dimora di quattro pitosfori ad alberello, tre oleandri ad alberello e un Tamarix, a cespuglio e una palma tipo Washingtonia; in piazza S. Francesco di Sales è prevista la rimozione di quattro ceppaie interrate e messa a dimora di 4 tigli “Greenspire” all’interno delle aiuole esistenti presenti sul parcheggio pubblico. Infine, nelle aiuole di viale Vittorio Veneto è prevista la rimozione di 3 lecci secchi con rimozione delle relative ceppaie e messa a dimora di otto nuovi lecci in zolla.
Parlano sempre più settempedano le eccellenze marchigiane nel mondo. Nell’olimpo dei volti noti c’è anche Federica Cianficconi, nata a San Severino Marche e oggi interprete del presidente della Repubblica di Francia Emmanuel Macron e, prima ancora, di Francois Hollande.
A lei è stato assegnato il Premio Dorico 2023, ambito riconoscimento pensato per valorizzare i marchigiani che si stanno distinguendo nel proprio campo di attività, sia in Italia che all’estero, ma che sono poco conosciuti nelle Marche.
Alla festa per la consegna del premio, organizzata dalla cantina Moroder e dal Consiglio dei Marchigiani all’Estero con il patrocinio della Regione Marche, hanno preso parte anche il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e il governatore, Francesco Acquaroli.
Federica Cianficconi lavora per l’Eliseo da tempo: ha seguito diversi capi di Stato francesi nelle visite ufficiali in Italia e capi di Stato italiani nelle visite ufficiali in Francia: dagli incontri tra Hollande e Mattarella a quelli dell’ex premier Matteo Renzi.
Nella sua cara San Severino Marche fa ritorno spesso. Qui conserva tante amicizie e legami familiari. Suo papà era uno straordinario, stimato ed amato professionista, sua mamma una brava insegnante di lingue. Molto nota, e a lei legatissima, anche la zia Fernanda, docente all’Università di Perugia e notissima per i suoi studi dedicati alla tricotterologia.
“Siamo orgogliosissimi di professionisti come Federica Cianficconi, una nostra concittadina illustre che da anni traduce le parole dei grandi presidenti francesi ma anche dei nostri capi di Stato e di Governo – sottolinea il sindaco Piermattei che è salita sul palco con lei per ritirare il premio – Mi ha fatto davvero piacere rappresentare la comunità settempedana al suo fianco durante la consegna del Premio Dorico 2023, un premio meritatissimo che ci riempie tutti di gioia”.
Procede la sistemazione delle asfaltature ammalorate nelle vie del territorio comunale. Nella seduta di ieri pomeriggio, la Giunta comunale ha approvato il progetto rifacimento del manto stradale in contrada Piane Chienti, nel quartiere di Santa Maria Apparente, in tre tratti che vanno dalla Strada della Chiusa n. 1, con inizio dal passaggio a livello, alla Strada del Vallato.
L’intervento consiste nella rasatura dell’attuale fondazione stradale e successiva sistemazione del piano viario mediante applicazione di uno strato finale in conglomerato bituminoso. Per l’esecuzione delle opere occorreranno circa 45 giorni dalla data di consegna dei lavori. L’importo complessivo dell’opera è di euro 195.000,00.
Nel piano strade, la Giunta ha previsto anche il rifacimento dell’asfalto e l’ampliamento dei marciapiedi di via Zara, intervento che rientra nell’ambito della riqualificazione già attuata in diverse vie del Borgo Marinaro. In questo caso, l’azienda Atac spa si occuperà prima della sistemazione dei sottoservizi e della rete idropotabile, mentre l’Amministrazione comunale predisporrà il progetto esecutivo relativo alla demolizione dei marciapiedi attuali e al loro rifacimento in pietra naturale tipo “quarzarenite”.
Grazie all’allargamento si riuscirà a garantire un passaggio pedonale minimo di 1,20 m, a differenza dei 60 cm attuali, rendendoli adeguati al transito pedonale, previa eliminazione delle barriere architettoniche. Dopo la fresatura della sede carrabile, si procederà alla realizzazione di uno strato finale in conglomerato bituminoso. Il costo dell’opera è di 185 mila euro. Per l’esecuzione dei lavori si stima una durata di 120 giorni.
Inoltre in questi giorni è stato ripristinato il transito delle automobili in via Giusti a San Marone, dove l’azienda “Betonposa srl” ha provveduto a sistemare i marciapiedi, che presentavano un avanzato stato di degrado. Per il rifacimento di alcuni tratti è necessario attendere la conclusione dei lavori in alcuni dei cantieri edili che si affacciano sulla via.
Infine, la Giunta ha stanziato la somma di 30 mila euro per il risanamento degli asfalti nelle zone più ammalorate e che maggiormente necessitano di sistemazione per garantire un adeguato standard di sicurezza.
“L’Amministrazione comunale prosegue la programmazione degli interventi per la sistemazione di varie vie del territorio, dal centro alla periferia – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Ermanno Carassai. Una pianificazione dei lavori cui potremo dare seguito dopo l’approvazione del bilancio e che ci consentirà di approntare progetti anche per corso Garibaldi e viale Vittorio Veneto”.
Grande soddisfazione espressa dal direttivo dell’associazione “Il Madiere” alla notizia che la Regione Marche ha finanziato con 10 milioni di euro le opere per la messa in sicurezza del porto di Civitanova. Il provvedimento è contenuto nel “Piano Regionale delle Infrastrutture Marche 2032” recentemente adottato dalla giunta regionale; l’opera sarà finanziata con i fondi “POC 2021/2027”, già disponibili.
“Diamo volentieri atto al presidente Acquaroli di aver mantenuto gli impegni riguardanti il finanziamento della messa in sicurezza del porto - ha dichiarato il presidente del Madiere Santori - un’opera urgente e necessaria allo sviluppo del settore che attendevamo da ben 18 anni”.
“Ora si apre una fase molto importante e delicata: la progettazione dell’intervento di messa in sicurezza del nostro porto e la modifica del suo ingresso che dovrà conseguire una serie di obiettivi molto attesi da tutta la marineria. In primo luogo l’opera dovrà assicurare la protezione dell’area del diporto che occupa la parte più insicura della darsena e paga il prezzo più alto alle mareggiate che investono pontili e imbarcazioni; non meno importante però sarà l’obiettivo di ridurre il fenomeno dell’insabbiamento dell’imboccatura e di garantire la possibilità di manovra in sicurezza all’entrata e all’uscita del porto”.
“Per il conseguimento di questi obiettivi – continuano - non sarà sufficiente la sola realizzazione del molo di sopraflutto con il prolungamento del molo est perché rimarrebbe aperta la porta alle mareggiate che provengono da nord fino a nord-nord est (0°-23°) che sono le più frequenti e violente. Questo fatto peraltro è confermato anche dal recente studio sul moto ondoso, redatto dall’Università Politecnica delle Marche. Sarà necessario quindi uno sforzo di innovazione al quale diportisti e pescatori vogliono dare un contributo con una proposta, riassunta in un documento unitario, che intendono presentare alla Regione ed al Comune nelle prossime settimane”.
“L’obiettivo della sicurezza non può aspettare e la soluzione non può che venire da un’opera straordinaria ed urgente che difenda il porto come si fa quando ad essere minacciate dalle mareggiate sono infrastrutture importanti come le strade, la ferrovia o gli stabilimenti balneari”. “Su queste problematiche sono già state inviate due richieste di incontro al Comune e alla Regione confidando in un sollecito avvio del confronto”.
Il Comune di Macerata ha partecipato, con esito positivo secondo quanto stabilito dal Tribunale, all’assegnazione di un immobile pignorato in centro storico; si tratta del fabbricato di via Santa Maria della Porta 67-69 (con accessi a valle su via Padre Matteo Ricci) interessato, in precedenza, da danni causati dal sisma del 2016.
Il Comune, considerato lo stato collabente e di abbandono dell’immobile, era dovuto intervenire in passato per mettere in sicurezza la facciata del palazzo su via Santa Maria della Porta. L’Ente comunale ha partecipato alla gara d’asta ed è stato assegnatario del fabbricato per 85mila euro al prezzo di base d’asta. L’edificio è costituito da quattro piani fuori terra e uno seminterrato, ciascuno di superfice pari a 145 metri quadri.
“L’immobile rappresenta una importante opportunità data la sua ubicazione, adiacente Palazzo Lucangeli e alla sede dell’Associazione Arena Sferisterio, e poiché rappresenta un incentivo alla residenzialità familiare nel centro storico – ha commentato l’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi -. Stiamo valutando la possibilità di realizzare, nei tre piani fuori terra, una decina di alloggi che potrebbero ospitare giovani coppie o coppie di anziani autosufficienti mentre il piano terra e il seminterrato potrebbero avere destinazioni diverse, anche connesse all’edificio confinante. Ci stiamo già muovendo per ottenere adeguati finanziamenti per il recupero completo dell’immobile”.
Vietato dare da mangiare a cani e gatti “anche randagi su aree pubbliche o aperte al pubblico” e nel “centro abitato (case di civile abitazione e attività economiche)” nel Comune di Bolognola, in provincia di Macerata, pena una sanzione da 25 a 500 euro. È quel che ha disposto il sindaco, Cristina Gentili, con un’ordinanza contro la quale l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) presenterà nelle prossime ore un’istanza di revoca in autotutela.
Il provvedimento del sindaco ordina, testualmente, “il divieto di somministrare alimenti di qualsiasi natura in forma diretta o indiretta, ai gatti e cani, anche randagi su aree pubbliche o aperte al pubblico, centro abitato (case di civile abitazione e attività economiche), con espresso divieto di gettare granaglie, sostanze e scarti/avanzi alimentari”.
L’Oipa ritiene l’atto illegittimo, e dunque annullabile, poiché in evidente conflitto con la legge n. 281/91, con la legge della Regione Marche n.10/97 e con l’art.9 della Costituzione, ferme restando le norme igienico-sanitarie da rispettare.
«L’ordinanza è lesiva della tutela del benessere degli animali randagi presenti sul territorio e in più occasioni la giustizia amministrativa si è espressa annullando simili atti. Vedremo se il sindaco Gentili farà un passo indietro evitando il ricorso al Tar», commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «In caso di ricorso e di eventuale accoglimento, il Comune potrebbe dover pagare anche per le spese di giudizio, con conseguente danno erariale».
Già negli anni Novanta il Consiglio di Stato in sede consultiva (Sez. III, parere 16 settembre 1997, n. 883), precisava che “nessuna norma di legge fa divieto di alimentare i randagi nei luoghi in cui essi trovano rifugio”. Più recentemente, il Tar della Puglia, su ricorso di Oipa ed Earth, ha annullato un’ordinanza del Comune di Panni (FG) nella parte in cui vietava ai cittadini di alimentare i cani vaganti nelle aree pubbliche o aperte al pubblico mediante il deposito di cibo in terra.
Invece di agire con metodi spicci e illegittimi, oltre che eticamente molto discutibili, l’Oipa invita il Comune di Bolognola a garantire decoro e igiene sul suolo pubblico predisponendo, di concerto con i volontari, “punti di somministrazione”. Allo stesso tempo, sarebbe opportuno che potenzi i controlli per evitare l’abbandono di rifiuti.
Nuova ordinanza della polizia locale di Macerata per regolamentare temporaneamente la circolazione stradale in via Morbiducci dove verrà smontata una gru edile.
L’ordinanza, in vigore giovedì 14 dicembre, dalle 9 alle 19, prevede: via Morbiducci (tratto compreso tra via IV Novembre e via Valentini) divieto di transito e divieto di sosta nel tratto interessato dai lavori; via IV Novembre: inversione del senso di marcia, senso unico con direzione corso Cavour, fermarsi e dare la precedenza (stop) per i veicoli che si immettono in corso Cavour; via Filippo Corridoni: direzione obbligatoria a sinistra all’incrocio con via IV Novembre.
In corso Cavour direzione obbligatoria dritti all’incrocio con via IV Novembre e senso vietato all’ingresso di via IV Novembre.
Cresce il servizio di Deliveroo nelle Marche. La piattaforma leader dell’online food delivery, infatti, estenderà ad aprile il suo servizio in provincia di Macerata, in particolare a Montecassiano. In questi centri della provincia, Deliveroo conta di collaborare e creare opportunità di business e lavoro per decine di nuovi ristoranti partner e rider.
Continua dunque l’espansione territoriale della piattaforma che oggi conta quasi 40 milioni di italiani e collabora con più di 24.000 tra ristoranti e supermercati partner nelle oltre 1.500 città in cui il servizio è attivo. Anche in questi nuovi centri quindi sarà possibile ordinare, comodamente da casa o dall’ufficio, i piatti dei propri ristoranti preferiti o la spesa utilizzando la App.
"L’Italia è un mercato chiave per Deliveroo. Siamo leader di mercato e le opportunità di crescita sono ancora enormi. La nostra espansione dimostra l’attenzione e la volontà di continuare ad investire creando nuove occasioni di business, crescita e lavoro nella ristorazione e nel settore della consegna a domicilio di prodotti alimentari. Vogliamo mettere a disposizione la tecnologia e la capacità innovativa di Deliveroo per contribuire allo sviluppo delle città e dei territori nei quali siamo presenti ed operiamo" ha detto Matteo Sarzana, general manager Deliveroo Italy.
Andare a Monte Cavallo, il più piccolo paese delle Marche per numero di abitanti, significa fermarsi a mangiare alla casetta che oggi ospita "Il Nido dell'Aquila". Ci sono agricoltori e allevatori di zona, forze dell'ordine, anziani politici locali, visitatori provenienti dai paesi sulla costa: nessuno si perde i piatti gustosi e abbondanti, di cucina tradizionale, che prepara Renzo Budassi, il proprietario del ristorante.
"Quando era indeciso se avviare o meno l'attività, gli ho detto: 'Renzo, fidati, quello che apre a Monte Cavallo, spopola. E infatti avevo ragione". A parlare è Pietro Cecoli, il sindaco di questo comune con appena 105 residenti, incastonato tra gli appennini e con alcune frazioni che sorgono anche a 1200 metri sul mare."Sono stato eletto per la prima volta nel 1990 – racconta – fino al 2004. Questa è la terza volta e il prossimo anno, che ci saranno le elezioni, non posso ricandidarmi. Lascerò il testimone a qualcun altro, o qualcun'altra".
Come tanti altri paesini colpiti dal terremoto del Centro Italia del 2016, Monte Cavallo soffre due problemi principali: lo spopolamento e la lentezza dei lavori di ricostruzione. "Nel 2023 non abbiamo avuto nessuna nuova nascita", spiega il sindaco mentre ci fa strada verso il container dove sono stati allestiti gli uffici comunali, un po' angusti, ma comunque abbelliti per le feste di Natale.
"Il cittadino più giovane credo sia mio nipote Thomas, che farà due anni il prossimo marzo. Siamo rimasti in molti anziani, e qualche giovane che ancora resiste". Secondo Cecoli, le imprese edilizie preferiscono dare priorità ai lavori da svolgere nei grandi aggregati perché "economicamente parlando conviene di più fare 10 appartamenti tutti insieme che non due o tre sporadici qui". Nonostante questo, l'amministrazione ha saputo sfruttare le risorse che sono state messe a disposizione con il Pnrr per fare diverse opere di adeguamento urbano.
"Abbiamo – continua Cecoli – anche completato tre quarti della sentieristica comunale per attirare ancora di più gli amanti della natura. Poi abbiamo ricevuto una proposta dalla Comunanza agraria di Serravalle di Chienti per costruire un parco eolico. E vorremmo anche realizzare la Cer (comunità energerica rinnovabile), se ci riusciamo potremo fornire corrente gratuitamente a tutta la popolazione, ne beneficeranno le attività artigianali locali e penso sarà un bell'incentivo anche per aprirne di nuove. Insomma, se ci vengono date delle possibilità noi le sfruttiamo: a istituzioni e politica chiedo di avere molto rispetto per le comunità che vivono nelle zone svantaggiate".
Al netto del fatto che il presidio sanitario più vicino è l'ospedale di Camerino (circa mezz'ora di macchina) e che il medico di base ha l'ambulatorio a Muccia (13km e quasi 200 metri più in basso), alla gente di Monte Cavallo non sembra mancare niente. C'è un piccolo bar di fonte a "Il Nido dell'Aquila" dove comprare panettoni e dolci artigianali, e poco più in là una decina di Sae disposte a schiera; sullo sfondo, la chiesetta di Piè del Sasso.
"Qui non molliamo mai", dice Maddalena, originaria di Santo Domingo ma sposata con un italiano, entrambi residenti in una delle casette. Non ha idea di quando potranno tornare nella loro vera abitazione. "Già siamo in pochi – aggiunge – se perdiamo la fiducia è finita!". Il sindaco bussa a una porta più avanti, esce Filomena, un'anziana signora che è nata a Visso, ha vissuto tanto tempo a Roma e ora è felice di godersi il suo tempo e il suo spazio a Monte Cavallo.
"Qui c'è sempre il terremoto – commenta ironica – però quando è forte non ti abitui. L'ultimo me lo ricordo bene: abitavo da sola a San Benedetto Valle, il paese prima di questo. Mamma mia, non finiva mai... poi ci hanno dato queste casette, sono 40 metri quadri ma a me va più che bene. Quando sono nata non c'era niente, mi sono abituata a tutto nella vita". Racconta che a breve tornerà per qualche tempo a Roma, dove stanno i figli che non vogliono lasciarla da sola.
"Ma io starei tanto bene... - dice – qui ogni settimana passano per la frutta e la verdura, ogni martedì per il pesce e ci sta anche un negozio, se proprio c'è bisogno... cioè, bisogno perché sei costretta ad andare a far la spesa lì". Filomena guarda il sindaco Cecoli e sorride: "Insomma, adesso dobbiamo solo vedere quanto il Signore vuole ancora che rimango, eh Pietro!?". "Non ci pensare – risponde lui – Già siamo pochi qui, se qualcuno comincia ad andarsene..".
"Noi non andiamo di corsa. Speriamo che i lavori vadano di corsa", dice il sindaco di Muccia, Mario Baroni, mentre camminiamo lungo via delle Piane, alle nostre spalle il container che ospita gli uffici comunali e davanti a noi, sulla destra, una schiera di prefabbricati: ricordano per metà un sobborgo americano e per l'altra metà un "villaggio di Babbo Natale". È il giorno prima dell'Immacolata, in giro si vede giusto qualche anziano a passeggio, una macchina ogni tanto e un gatto bianco e nero che si gode un caldo sole novembrino.
Nel 2016, l'anno del sisma del Centro Italia (una sequenza di scosse che raggiunse magnitudo 6.0, colpendo quattro regioni, 10 Province e 140 comuni), Baroni era stato appena rieletto primo cittadino, funzione che aveva già ricoperto dal 2001 al 2011.
"A Muccia ci sono nato - racconta - e da quando sono andato in pensione le dedico tutto il mio tempo. Nei giorni dopo il terremoto ero impegnato h24, le persone non avevano più punti di riferimento. L'emergenza sfollamento è durata due anni: di tutto il cratere, siamo stati il paese con il rapporto più alto fra popolazione residente (910 persone) e popolazione assistita (703 sfollati)", una percentuale che ha sfiorato l'80%.
Chi finì ospite nelle strutture lungo la costa adriatica, e chi fu sistemato nell'Eremo del Beato Rizzerio o nei container degli operai che avevano completato, giusto un paio di mesi prima, la superstrada per Foligno. Dopo sette anni, la gran parte degli 820 muccesi ancora residenti nel comune vive ancora nelle Sae.
"Ne abbiamo 164 in tutto: il complesso di Pian di Giove diviso in A e B, quello di Varano poi Massaprefoglio e Costafiore", continua il sindaco. "Purtroppo, le casette si liberano solo quando qualcuno scompare, quasi mai perché si completano i lavori di ricostruzione delle vere abitazioni".
In questo senso, i problemi sono principalmente due: l'aumento generale dei prezzi e la questione delle spese in accollo alla committenza con il sismabonus, che funzionano con lo stesso meccanismo di detrazione dell'ecobonus ma che non tutte le imprese sono disposte a prendere in carico perché già sature.
"Qui, dopo il terremoto del 1997, quasi tutti hanno messo dei soldi di tasca propria per finire i lavori. Questa volta nessuno vuole tirare fuori altre risorse, con il valore degli immobili sceso di almeno il 50%". L'edilizia pubblica è quella che fatica di più: a metà dicembre dovrebbe arrivare una risposta sullo sblocco di circa 17 milioni di euro dal fondo per la ricostruzione. Baroni è abbastanza fiducioso: "A inizio 2024 dovrebbero partire i cantieri per la casa di riposo, il teatro e Palazzo Spinabello. Sui tempi burocratici, purtroppo, non possiamo fare nulla".
A preoccupare maggiormente il sindaco è la carenza quasi totale di nuove nascite nella zona - "sono molti di più quelli che ci lasciano che quelli che arrivano", commenta quasi rassegnato - e il fatto che la socialità del paese, una volta affidata alle panchine e ai bar della piazza, sia andata perduta.
Per questo punta molto, almeno finché i luoghi storici della comunità non saranno di nuovo in piedi, sul centro polivalente donato dalla Croce Rossa questa estate.
Dentro c'è un ambulatorio medico dove si rivolgono circa 1600 mutuati - "quando andrà in pensione l'attuale medico, chi lo sostituira?" si chiede Baroni -, un ufficio comunale dove svolgere funzioni ufficiali, una biblioteca a disposizione delle associazioni e un grande salone per feste e manifestazioni. La speranza è che le persone ricomincino a trascorrere il tempo fuori dalle casette.
"C'è chi non vede l'ora di rientrare nelle proprie abitazioni - dice ancora Baroni - e chi si è ormai assuefatto alle Sae. Sono comode, si scaldano con nulla e in più hanno il fattore sicurezza: non crollano".
Prima di inamminarci verso Pian di Giove A incontriamo Angelica, a Muccia da 16 anni con un marito e un figlio: aveva bisogno del medico, che però non lavora "in quanto giorno prefestivo".
"Finalmente avremo lo spazio adatto per fare una tombolata", dice indicando il centro. "Prima festeggiavamo nel contanier...quest'anno tutti si stanno impegnado con gli addobbi natalizi. Piano piano le cose stanno tornando alla normalità".
Per lei la Sae è ormai una seconda casa di dimensioni un po' ridotte. "Certo - aggiunge - comunque è una sistemazione che si logora facilmente. Mette tristezza pensare di doverci rimanere ancora chissà quanto".
Al contrario, Maria Guerrini, ex-proprietaria del ristorante "Del Cacciatore" - una vera istituzione locale - non potrebbe essere più soddisfatta della sua casetta. "Prima ero sempre in corsa", ci spiega seduta sotto alla veranda, con aria divertita. "Per l'attività e anche perché mio marito aveva problemi di Alzheimer. Poi c'è stato il terremoto, nel 2017 mi sono operata al cuore e i miei figli hanno preso strade diverse... chiudere è stato un dolore molto forte, ma la vita va così".
Oggi le sue giornate trascorrono tra chiacchiere e passeggiate con le amiche, iniziative del comune cui non manca mai, uscite al centro commerciale e visite ai parenti dislocati nella provincia di Macerata.
Al Natale 2023 si prepara cucinando tutte le ricette tipiche della tradizione: "Cappelletti, torrone, minestra, galantina... per la Vigilia staremo qui tanto il tavolo di allunga, un po' stretti ma stiamo bene comunque". Neanche Maria direbbe di no se dovessero finire la ricostruzione di casa sua e potesse tornare a viverci, ma non si lamenta più di tanto: "A Muccia non ci manca niente, checché ne dicano".
Hanno preso il via ieri, venerdì 8 dicembre, le proiezioni in ricordo dell’amatissimo don Franco Paglioni, parroco di Regina Pacis venuto a mancare nel 2015. L’associazione Amici di Don Franco, con il patrocinio del Comune di Matelica, ha organizzato per queste festività natalizie la proiezione “Il ricordo di una voce”, un video di circa 1 ora e mezza dedicato proprio al sacerdote matelicese.
Negli spazi di Regina Pacis, in via De Gasperi, con ingresso libero, sarà possibile assistere alle proiezioni nei giorni 9-10-16-17-23-30 dicembre e 5-6-7 gennaio dalle ore 10 e30 alle ore 12 e 30 e dalle ore 16 e 30 alle ore 19 e 30, mentre nei giorni 25-26 dicembre e 1 gennaio dalle ore 16 e 30 alle ore 19 e 30.
Inoltre, sono stati programmati anche dei laboratori creativi per grandi e bambini nei pomeriggi di domenica 10 e 17 dicembre. All’inaugurazione delle proiezioni erano presenti il sindaco Massimo Baldini, il vicesindaco Denis Cingolani e gli assessori Maria Boccaccini e Graziano Falzetti. Gli amministratori hanno ringraziato gli organizzatori e hanno ricordato con affetto la figura di don Franco.