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Ricostruzione post sisma, la Uil Marche: "Attenzione allo sfruttamento dei lavoratori stranieri"

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La ricostruzione post sisma nelle Marche non pone soltanto questioni legate ai finanziamenti, agli appalti e ai tempi di realizzazione degli interventi, ma richiama anche l’attenzione sulle condizioni di lavoro delle maestranze impiegate nei cantieri. A evidenziarlo è Mariagrazia Tiritiello, segretaria regionale della Uil Marche, intervenuta alla presentazione del Dossier statistico sull’immigrazione curato da Idos, che ha richiamato i rischi dello sfruttamento lavorativo, del caporalato e del dumping sociale.

Secondo Tiritiello, l’inchiesta sulla ricostruzione ha riportato l’attenzione anche sulla precarietà che può coinvolgere i lavoratori stranieri, in particolare nei casi di distacchi transnazionali irregolari. Si tratta di situazioni nelle quali lavoratori formalmente assunti all’estero vengono impiegati in Italia attraverso condizioni contrattuali e contributive che, secondo quanto segnalato dalla sindacalista, possono non rispettare gli standard previsti per il settore edile italiano.

«L’inchiesta sulla ricostruzione ha messo a nudo anche le difficili condizioni di precarietà lavorativa degli stranieri, tra profili di caporalato e sfruttamento lavorativo», osserva Tiritiello, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle condizioni occupazionali nei cantieri del cratere sismico.

A rendere particolarmente rilevante il tema è il peso della manodopera straniera nel settore edile. Durante le fasi di maggiore intensità dei lavori, sia pubblici sia privati, i lavoratori provenienti dall’estero avrebbero rappresentato, secondo i dati richiamati dalla segretaria regionale della Uil, oltre il 30-35% degli operai registrati nelle Casse edili del cratere marchigiano.

Una presenza significativa, composta in larga parte da lavoratori provenienti dai Balcani, dall’Europa orientale e dal Nord Africa, che contribuisce in modo concreto al percorso di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto.

Proprio per questo, secondo Tiritiello, è necessario monitorare con attenzione le condizioni di impiego e prevenire possibili situazioni di irregolarità, soprattutto nei casi in cui il ricorso a contratti esteri e al distacco transnazionale possa tradursi in una riduzione delle tutele salariali e contributive.

La questione, sottolinea la sindacalista, riguarda non soltanto la protezione dei singoli lavoratori, ma anche la correttezza della concorrenza tra le imprese e il rispetto delle regole in un settore strategico per la ripresa economica e sociale dell’Appennino marchigiano.

Per la Uil Marche, conoscere le caratteristiche della popolazione straniera e le condizioni in cui vive e lavora è fondamentale per rafforzare la rappresentanza sindacale e rendere più efficaci le politiche territoriali.

«La conoscenza di queste realtà significa rafforzare la capacità di rappresentanza e rendere più incisiva la contrattazione sociale territoriale», evidenzia Tiritiello, indicando alcuni ambiti prioritari di intervento: accesso alla casa e ai servizi, tutela del lavoro e contrasto alle discriminazioni.

L’obiettivo è trasformare i dati in proposte concrete, capaci di rispondere ai bisogni delle persone e di favorire condizioni di vita e di lavoro più dignitose. Un percorso che, secondo la Uil, deve coinvolgere istituzioni, parti sociali e comunità locali.

Attenzione anche alle lavoratrici straniere

Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la componente femminile della popolazione immigrata. La presenza delle donne straniere, osserva Tiritiello, richiama la necessità di affrontare gli ostacoli che possono limitare l’autonomia, l’accesso ai servizi e la partecipazione alla vita sociale e lavorativa.

Per la segretaria regionale della Uil Marche, le persone straniere sono ormai "parte integrante delle comunità del territorio e devono poter contare su opportunità e diritti effettivi".

"Superare gli stereotipi, contrastare le discriminazioni e promuovere politiche di inclusione significa quindi investire in una società più equa, nella quale il contributo dei lavoratori e delle lavoratrici immigrati sia accompagnato da garanzie adeguate".

Il messaggio della Uil Marche è chiaro: la ricostruzione non può essere valutata soltanto in base alle opere realizzate, ma anche alla qualità del lavoro che le rende possibili. Legalità, sicurezza, rispetto dei contratti e inclusione rappresentano condizioni essenziali affinché la ripartenza dei territori colpiti dal sisma sia anche un’occasione di crescita sociale e di tutela dei diritti.

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