Lavoro, nelle Marche calano gli infortuni mortali ma aumentano le malattie professionali
Nei primi sette mesi del 2026 nelle Marche diminuiscono gli infortuni mortali sul lavoro, ma crescono in modo significativo le denunce di malattia professionale. È il quadro che emerge dal report regionale relativo al periodo gennaio-luglio, elaborato sulla base della Banca dati Inail e degli Open data, dati ancora non consolidati.
Complessivamente, le denunce di infortunio registrate nelle Marche sono state 10.134, 99 in più rispetto alle 10.035 dello stesso periodo del 2025, con un incremento dello 0,99%.
A crescere sono sia gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, passati da 8.494 a 8.576 (+0,97%), sia quelli in itinere, che salgono da 1.541 a 1.558 (+1,10%).
Il dato più incoraggiante riguarda gli infortuni mortali: nei primi sette mesi dell'anno sono stati 13, contro i 16 dello stesso periodo del 2025. La riduzione, tuttavia, non interessa gli eventi mortali avvenuti durante l'attività lavorativa, rimasti invariati a 11 casi. Il calo complessivo è quindi dovuto soprattutto agli incidenti in itinere, scesi da 5 a 2.
Il quadro nelle province
L'andamento degli infortuni non è uniforme sul territorio regionale. Ancona registra un aumento delle denunce, da 3.407 a 3.468, così come Ascoli Piceno, che passa da 1.301 a 1.342, e Fermo, dove i casi salgono da 781 a 826.
In controtendenza Macerata, che scende da 2.128 a 2.098 denunce, e Pesaro Urbino, che passa da 2.418 a 2.400.
Per quanto riguarda gli infortuni mortali, Ascoli Piceno e Fermo registrano entrambi un caso, rispetto ai tre complessivi del 2025.
Malattie professionali, aumento del 20%
È però il capitolo delle malattie professionali a evidenziare la variazione più significativa. Le denunce presentate nelle Marche nei primi sette mesi del 2026 sono state 5.882, contro le 4.892 dello stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta di 990 casi in più, pari a un incremento del 20,24%.
Anche in questo caso emergono differenze importanti tra le province. Ad Ascoli Piceno le denunce passano da 606 a 654, con un aumento del 7,92%. Più marcata la crescita a Fermo, dove si passa da 581 a 739 casi, pari al +27,19%.
Particolarmente significativo è inoltre l'andamento della sanità e assistenza sociale, settore nel quale le denunce di malattia professionale salgono da 349 a 649, con un incremento dell'85,96%.
In controtendenza le costruzioni, che registrano una diminuzione: da 913 denunce nel 2025 a 881 nel 2026, pari al -3,50%. Il comparto del terziario, invece, evidenzia una crescita del 4,45%.
Un segnale positivo, ma con prudenza
I dati restituiscono quindi un quadro fatto di luci e ombre. Da un lato diminuiscono gli infortuni mortali complessivi; dall'altro il numero totale degli infortuni rimane sostanzialmente stabile e le denunce di malattia professionale registrano una crescita particolarmente consistente.
Guido Bianchini, past president del Co.Co.Pro. Inail di Ascoli Piceno, invita quindi a non interpretare il dato sugli infortuni mortali come la prova di un miglioramento ormai consolidato: «È un segnale positivo, ma non basta a parlare di miglioramento strutturale».
Un richiamo alla prudenza che appare particolarmente significativo alla luce del dato sulle malattie professionali. L'aumento delle denunce può infatti riflettere sia una maggiore esposizione o insorgenza di patologie legate al lavoro, sia una maggiore capacità di riconoscere e denunciare queste condizioni. Saranno dunque i dati consolidati e l'andamento dei prossimi mesi a permettere di capire se il calo degli eventi mortali rappresenti una tendenza stabile o una variazione temporanea.
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cielo sereno (MC)
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