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"La discarica non si farà": il grido dei cittadini di Montefano. Protesta davanti alla Provincia (FOTO e VIDEO)

"La discarica non si farà": il grido dei cittadini di Montefano. Protesta davanti alla Provincia (FOTO e VIDEO)

Tensione e proteste oggi davanti alla sede della Provincia di Macerata, in corso della Repubblica, dove è andata in scena l’assemblea Ata per l'approvazione della nuova graduatoria relativa al sito destinato alla futura discarica provinciale. Seduta destinata a ratificare, con le votazioni (sì del 63% dei sindaci), i tre siti da trasmettere al Cosmari, che dovrà poi decidere dove realizzare il nuovo impianto: i primi due si trovano nel territorio di Montefano (zona Margherita e Fratte), mentre il terzo è nel comune di Pollenza (zona Cantagallo).

Fuori dalla sala consiliare si sono radunati numerosi cittadini di Montefano (oltre un centinaio, trenta quelli ammessi ad assistere alla seduta) insieme agli amministratori comunali per manifestare il proprio dissenso contro una decisione che definiscono "ingiusta" e "politica". Cori ("Vergogna", "Montefano è forte e lotterà, la discarica non si farà"), striscioni e interventi pubblici hanno accompagnato tutta la giornata, con i manifestanti che hanno contestato soprattutto il ribaltamento della graduatoria elaborata inizialmente dall’Università Politecnica delle Marche.

Il portavoce dei protestanti, Enrico Filipponi, ha parlato di "un’operazione meschina e arrogante", sostenendo che i criteri tecnico-scientifici elaborati dall’università sarebbero stati svuotati del loro valore. “Montefano era al nono posto”, ha dichiarato Filipponi, accusando la Provincia di aver modificato il peso dei criteri originari. “Anziché dare 100 come valore hanno deciso di portarlo a 60, sminuendo completamente il lavoro tecnico-scientifico. Poi hanno inserito tre nuovi criteri attribuendo loro 40 punti: questo significa che tutti gli altri criteri sono stati annullati”

Secondo Filipponi, dietro la scelta ci sarebbero motivazioni politiche legate alle imminenti elezioni amministrative nel capoluogo. “Il 50% della 'monnezza' (immondizia in gergo dialettale, ndr) viene prodotta da Civitanova e Macerata e la vogliono scaricare tutta su un territorio di 3000 persone con addirittura due siti", ha attaccato. Il portavoce ha anche annunciato l’intenzione di procedere per vie legali: "Saremo costretti a fare ricorso al Tar.  Proseguiremo con la raccolta firme e ci opporremo con tutte le forze legittime che abbiamo".

Accanto ai cittadini anche il vicesindaco di Montefano, Mirco Monina, che ha definito la decisione "un grave sopruso". "La graduatoria stilata dalla Politecnica delle Marche con criteri accettati da tutta l’Assemblea Ato3 è stata sconvolta per logiche di maggioranza e questo è inaccettabile", ha affermato. Monina ha parlato di una vicenda "fallimentare" maturata dopo continui rinvii e ha confermato che il Comune sta valutando ricorsi contro la procedura approvata.

Nel corso del' assemblea è arrivata anche la replica del presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci, che ha respinto ogni accusa di forzatura politica. "Tutte le volte che c’è un emendamento portato dai sindaci il presidente deve necessariamente riceverlo", ha spiegato, precisando che sugli emendamenti era stato acquisito il parere di legittimità del segretario verbalizzante. "Il tema del sopruso è un non tema", ha aggiunto.

Gentilucci ha poi difeso la scelta dell’assemblea sottolineando come il procedimento sia stato democratico e aperto al contributo dei sindaci. "La deliberazione era una deliberazione bianca, la più democratica possibile - ha dichiarato -. I sindaci hanno deciso di esercitare il ruolo che gli hanno conferito gli elettori e sulla base di quei criteri è nata una graduatoria”.

Il presidente ha anche respinto le accuse secondo cui la scelta avrebbe colpito un comune per ragioni politiche. “Non appartiene al vero”, ha detto, ricordando come uno dei siti inizialmente al centro delle polemiche, quello di Appignano-Loro Piceno, sia poi rimasto escluso dalla terna finale. Gentilucci ha inoltre evidenziato come il problema dello smaltimento dei rifiuti riguardi tutto il territorio provinciale: “Dal 2008 seguitiamo ad abbancare a Cingoli e non vedo cittadini di Cingoli protestare qui davanti”.

Tra i temi affrontati anche quello dell’eco-indennizzo per il territorio che ospiterà l’impianto. Gentilucci ha spiegato che la proposta iniziale prevedeva un contributo di 10 euro, pur lasciando ai sindaci la possibilità di presentare modifiche. "Anche se l’eco-indennizzo arrivasse a 20 euro si risparmierebbero comunque circa 2 milioni di euro ogni anno rispetto all’attuale situazione", ha precisato.

La seduta di oggi rappresenta solo un passaggio della procedura. La graduatoria individuata dovrà essere trasmessa al Cosmari, che dovrà a sua volta effettuare ulteriori valutazioni e scegliere dove realizzare il nuovo impianto. Intanto però la tensione politica e istituzionale resta altissima e da Montefano promettono battaglia sia sul piano amministrativo che su quello legale. La seduta si è conclusa con il voto favorevole alla graduatoria per il 63% dei presenti dell'Ata3.

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