La filiera della raccolta differenziata della plastica della regione Marche è in seria difficoltà. All’interno dell’ultimo rapporto dell’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) e del PRGR (Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti) pubblicato nel 2025 e relativo al 2024, si può osservare che la produzione totale di rifiuti ha subito un incremento di 2.251 tonnellate rispetto all’anno precedente (passando da 763.913 a 766.164 tonnellate).
All’interno di questo dato, 695 tonnellate sono quelle relative alla raccolta differenziata. E ancora più specificamente, nell’anno 2024 la produzione di plastica della Regione è stata di 21.141 tonnellate; il che significa che ogni cittadino ha prodotto all’incirca 14 kg di plastica.
È noto come il materiale plastico rappresenti una delle principali cause di inquinamento, arrivando a toccare la vetta nella classifica dei rifiuti marini e che il suo cattivo smaltimento rimane una delle minacce principali per l’ecosistema.
Nonostante questo, nel 2024, nella regione Marche sono state differenziate 553.033 tonnellate di rifiuti, con una percentuale del 71,97%, che supera nettamente la soglia del 65% fissato dalle norme nazionali.
I dati apparentemente positivi all’interno del Report si scontrano però molto duramente con la situazione che Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) sta attualmente attraversando.
È Cosmari, la società che si occupa della gestione e dello smaltimento dei rifiuti in 56 comuni tra le provincie di Macerata e Ancona, a far scattare l’allarme. I suoi magazzini sono infatti pieni di plastica in attesa di essere recuperata proprio da Corepla, la quale, per problemi strutturali della filiera sta fortemente rallentando il ritiro.
Il mancato avvenimento di questo processo provoca l’esaurimento dello spazio legalmente concesso a Cosmari per poterla immagazzinare (in forza dell’autorizzazione provinciale e di leggi antincendio) con il potenziale rischio dello stop del processo di differenziazione.
Il rallentamento del ritiro del materiale plastico sembra dovuto alle attuali difficoltà nel posizionamento sul mercato delle ecoballe derivanti dal processo di riciclo. Molti acquirenti preferiscono acquistare direttamente plastica “vergine” rispetto a quella riciclata, perché quest’ultima non offre prezzi concorrenziali tali da rappresentare una migliore alternativa.
Il problema a cui si deve inziare a pensare come concreto, dunque, è la chiusura del servizio di raccolta differenziata della plastica all’interno della Regione.
Dai vertici della società di gestione e smaltimento dei rifiuti, la proposta alla Regione Marche è quella di concludere un accordo con la Regione Emilia-Romagna per destinare il quantitativo di plastica in eccesso a dei termovalorizzatori del territorio emiliano-romagnolo per il tempo necessario a far tornare a livelli normali le quantità di materiale nei magazzini.

nubi sparse (MC)
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