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Castelsantangelo affida la pianificazione della ricostruzione a Stefano Boeri

Castelsantangelo affida la pianificazione della ricostruzione a Stefano Boeri

Castelsantangelo sul Nera è il primo Comune dell’intero cratere del Sisma 2016 ad affidare l’incarico per la redazione del Piano Attuativo per la ricostruzione post-sisma.

"Si è conclusa la procedura di Gara Europea, espletata dalla SUAM della Regione Marche per l'affidamento dei servizi tecnici di architettura e ingegneria e dei servizi afferenti, per l’attività di Pianificazione Attuativa connessa agli interventi di Ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti dagli eventi sismici verificatisi a partire dallo scorso 24 agosto 2016, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera" ha annunciato il sindaco Mauro Falcucci

Sarà un importante  raggruppamento  di  Professionisti, che fa  capo alla  Soc. Coop. Mate, Capogruppo/Mandataria e che vede tra gli altri la partecipazione dell’Arch. Stefano Boeri e del Prof. Ing. Franco Braga, ad occuparsi dell’attività di Pianificazione Attuativa del territorio comunale di Castelsantangelo sul Nera.

Il Raggruppamento sarà così costituito: Mate Soc. Coop.va Stefano Boeri Architetti s.r.l.; Pro.ge. 77 s.r.l. Nhazca s.r.l.; D.R.E. Am. Italia Soc. Coop. Dott. Antonio Montemurro. 

"L’attività di Pianificazione Attuativa connessa agli interventi di Ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti dagli eventi sismici - spiega Falcucci -, nasce dalla necessità di governare in tempi brevissimi il processo di ricostruzione non solo del territorio comunale ma di un comprensorio più ampio, al fine di comprenderne il ruolo all’interno della valle dell’Alto Nera, non escludendo l’individuazione vocazionale del territorio".

"Comprendere le priorità e le potenzialità del territorio e dell’area vasta aiutano ad inquadrare meglio ciò che il sisma ha distrutto non solo fisicamente ma anche socialmente, culturalmente ed economicamente, ma soprattutto aiuta a valutare le criticità pregresse di una condizione di decadenza e trasformarle in potenzialità al fine di generare un processo di rivitalizzazione/rigenerazione che non sia più passivo ma attivo e produttore di occasioni. La ricostruzione non deve essere vista esclusivamente come recupero e restauro delle singole costruzioni danneggiate - prosegue Falcucci -, bensì ha il più ampio significato di ripristinare e ripensare quel complesso di funzioni urbane, sociali, economiche che connotano un territorio. In tal senso la ricostruzione non è una mera replicazione delle strutture fisiche distrutte ma è anche una revisione necessaria della natura, della conformazione e dell’utilizzo del territorio".

"Un evento fortemente traumatico come un terremoto ha comportato delle modifiche permanenti al territorio, che non possono essere affrontate tramite una sola riproposizione pedissequa della situazione antecedente all’evento. In tal senso, la ricostruzione diventa anche una opportunità di ripensamento del territorio e di adeguamento dello stesso alle nuove esigenze. L’amministrazione Comunale - conclude Falcucci -, sta lavorando alla sottoscrizione di un “Protocollo d’Intesa” operativo sulla ricostruzione, che vede la partecipazione attiva fin dalla prima fase della pianificazione, di tutti i soggetti, che a vario titolo saranno chiamati per rispettivi ruoli e competenze a esprimere un loro parere in sede di conferenza permanente".

 

 

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