Viviamo gran parte delle nostra esistenza pensando di poter controllare tutto, senza rischiare troppo, per non perdere le nostre certezze; abbiamo adempiuto alle aspettative della società e della famiglia di origine, così abbiamo trovato la nostra "Comfort Zone" dove non si sta malissimo, ma neanche tanto bene.
Poi arriva un momento, spesso un fattore scatenante esterno, che ti fa fermare un attimo dandoti modo di ascoltare una flebile voce interiore che ti chiede attenzione.
Possiamo, a questo punto, scegliere di dare spazio a questo "Sussurro della nostra Anima", che desidera essere vista o di ignorarlo, continuando, in maniera apparentemente tranquilla, la vita.
Quando optiamo per l’ascolto diamo inizio ad una nuova fase della nostra evoluzione.
Decidere di ascoltarci e di lavorare su ciò che sentiamo comporta un percorso spesso doloroso e allo stesso tempo vivo ed intenso, che ci permette di far posto ad un nuovo sentire e pensare.
Lasciamo andare il certo per accogliere l’incerto, lottiamo per uscire dalle nostre rassicuranti abitudini, per aprirci al nuovo che verrà, senza alcuna forma di controllo o di aspettativa su noi stessi o sugli altri; rispettiamo il naturale fluire degli eventi, fiduciosi che tutto nella vita accade per una ragione, perché da ogni esperienza, bella o brutta che sia, abbiamo molto da apprendere.
Impariamo a sostare nel disagio per comprenderlo e viverlo completamente per poi trasformarlo in un insegnamento, accedendo così ad un livello più alto di conoscenza di ‘Noi Stessi’, fino alla scoperta della nostra originaria Natura.
Allontaniamo i pensieri invadenti e limitanti lasciandoci guidare dal nostro Daimon, la nostra sapienza interiore più antica e pura a cui gli antichi greci davano molta importanza, perché è lui che rappresenta la nostra essenza più vera, il talento per cui siamo nati, che ci conduce a ciò a cui siamo destinati.
Esprimere il nostro Daimon ci porta alla Felicità che in greco è espressa appunto con la parola Eudamonia che significa la "buona riuscita del nostro Demone", cioè la realizzazione della nostra vocazione, l’unica in grado di donarci l’appagamento vero, cioè la felicità.
Iniziamo, in questo modo, a vedere il mondo con una nuova energia che vibra in tutto ciò che facciamo.
Così cominciamo a lasciare fluire la vita in tutta la sua bellezza, seguendo il nostro destino, impariamo a farci attraversare dalle emozioni senza bisogno di controllo, dandoci il permesso di sbagliare, liberi dal giudizio altrui, perché sappiamo che lungo la nostra strada non dobbiamo temere nulla se ci lasciamo permeare con fiducia dalla vita stessa.
Lasciare andare non significa debole rassegnazione, anzi implica una grande forza e libertà interiore, perché la nuova consapevolezza di chi siamo ci guida verso ciò che sentiamo giusto per noi. Con questa forma di accettazione rimettiamo in moto il cammino della nostra anima.
Lavorando su di noi, ci conosciamo, ci perdoniamo e ci accettiamo con pace interiore, arrendendoci alla nostra natura e a ciò che semplicemente è. Accogliamo ogni esperienza la vita ci porti, lasciando andare ogni attaccamento per aprire il cuore a sé stessi e agli altri per costruire legami autentici.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato tematiche riferibili ai rapporti sentimentali che spesso e volentieri vanno a terminare. Di seguito la domanda di una lettrice di Civitanova Marche che chiede: "A quale responsabilità può andare incontro l’ex compagno che invia messaggi telefonici per riprendere una relazione sentimentale che sa di essere definitivamente terminata?".
A tal proposito è utile ricordare che con il reato di molestia o disturbo alle persone il legislatore ha inteso tutelare la tranquillità pubblica per l'incidenza che il suo turbamento ha sull'ordine pubblico, data l'astratta possibilità di reazione.
L'interesse privato individuale riceve una protezione soltanto riflessa e la tutela penale è accordata anche senza e pur contro la volontà delle persone molestate o disturbate, dal momento che ciò che viene in rilievo è la tutela della tranquillità pubblica per i potenziali riflessi sull'ordine pubblico di quei comportamenti idonei a suscitare nel destinatario reazioni violente o moti di ribellione.
L'elemento materiale della molestia è costituito "dall'interferenza non accettata che altera fastidiosamente o in modo inopportuno, immediato o mediato, lo stato psichico di una persona" (Sez. 1, n. 19718 del 24/03/2005) e l'atto per essere molesto deve non soltanto risultare sgradito a chi lo riceve, ma deve essere anche "ispirato da biasimevole, ossia riprovevole motivo o rivestire il carattere della petulanza, che consiste in un modo di agire pressante ed indiscreto, tale da interferire nella sfera privata di altri attraverso una condotta fastidiosamente insistente e invadente" (Sez. 1, Sentenza n. 6064 del 06/12/2017).
Inoltre si rileva come il reato di molestia non ha natura necessariamente abituale e richiede necessariamente una reiterazione di comportamenti intrusivi e sgraditi nella vita altrui, sicché può essere realizzato anche con una sola azione purché particolarmente sintomatica dei motivi specifici che l'hanno ispirata.
L'elemento soggettivo del reato invece consiste nella coscienza e volontà della condotta, tenuta nella "consapevolezza della sua idoneità a molestare o disturbare il soggetto passivo, senza che possa rilevare l'eventuale convinzione dell'agente di operare per un fine non biasimevole o addirittura per il ritenuto conseguimento, con modalità non legali, della soddisfazione di un proprio diritto" (Sez. 1, n. 50381 del 07/06/2018). Con riferimento all'intento della condotta costituito da "biasimevole motivo", è sufficiente anche il compimento di un unico gesto, come nel caso di "una sola telefonata effettuata con modalità rivelatrici dell'intrusione nella sfera privata del destinatario" (Sez. 1, n. 3758 del 07/11/2013).
Quanto alla possibilità che il reato sia integrato mediante l'invio di sms e messaggi WhatsApp, secondo quanto condivisibilmente affermato di recente dalla Suprema Corte, ciò che rileva ai fini della sussistenza del reato in parola "è il carattere invasivo della comunicazione non vocale, rappresentato dalla percezione immediata da parte del destinatario dell'avvertimento acustico che indica l'arrivo del messaggio, ma anche -va soggiunto- dalla percezione immediata e diretta del suo contenuto o di parte di esso, attraverso l'anteprima di testo che compare sulla schermata di blocco", realizzandosi in tal modo in concreto una diretta e immediata intrusione del mittente nella sfera delle attività del ricevente (Sez. 1, n. 37974 del 18/03/2021).
Si è altresì ritenuto che il carattere invasivo della messaggistica telematica non può essere escluso per il fatto che il destinatario di messaggi non desiderati, inviati da un determinato utente (sgradito), possa evitarne agevolmente la ricezione, senza compromettere in alcun modo la propria libertà di comunicazione, semplicemente escludendo o bloccando il contatto indesiderato (in tal senso, Sez. 1, n. 24670 del 07/06/2012).
In realtà, tenuto conto, che il reato di cui all'articolo 660 del codice penale mira a tutelare, non già la libertà di comunicazione del destinatario dell'atto molesto, ma a prevenire il turbamento della tranquillità pubblica, e considerato altresì che anche le telefonate sgradite, persino su apparato fisso, possono attualmente essere "bloccate" attraverso la apposita funzionalità, ciò che rileva ai fini della sussistenza del reato in parola, "è l'invasività in sé del mezzo impiegato per raggiungere il destinatario, non la possibilità per quest'ultimo di interrompere l'azione perturbatrice, già subita e avvertita come tale, ovvero di prevenirne la reiterazione, escludendo il contatto o l'utenza sgradita senza nocumento della propria libertà di comunicazione" (Sez. 1, n. 37974 del 18/03/2021).
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice, risulta corretto affermare che: "Integra il reato di molestie la condotta dell’uomo che non riesce ad accettare la rottura della relazione con la compagna e prova a convincerla a riprendere il rapporto inviandole ripetuti messaggi telefonici nonostante poi la stessa lo abbia bloccato” (Cass. Pen., Sez. I, sentenza n. 34821/22).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Nel pomeriggio di oggi, presso il distaccamento dei vigili del fuoco di Tolentino, si è svolto il seminario formativo "Il Soccorso: disabilità e prevenzione dello stress" rivolto al personale operativo del Comando di Macerata.
Durante il seminario, presentato dal comandante provinciale Mauro Caprarelli, alla presenza del dottor Attilio Langiano, medico responsabile del servizio sanitario della direzione regionale dei vigili del fuoco, è stato trattato il tema avente per titolo "Le persone anziane con alterazioni cognitive, come intervenire nelle emergenze" a cura della dottoressa Manuela Berardinelli, presidente dell'Associazione Nazionale Alzheimer Uniti Italia e della dottoressa Susanna Cipollari, neuropsicologa coordinatrice dell'Associazione Nazionale Alzheimer Uniti Italia.
Nella seconda parte del seminario è stato trattato il tema avente per titolo "Lo stress e, in particolare, lo stress post-traumatico" a cura del dottor Cesare Micheli, esperto del settore. Il comandante, al termine del seminario, ha ringraziato i relatori che hanno collaborato con il Comando al fine di dare un contributo e un supporto al personale operativo chiamato ad intervenire in situazioni di emergenza in questo ambito così delicato.
Una nuova ondata di tentate truffe si sta abbattendo sul territorio. Negli ultimi giorni stanno arrivando chiamate a casa di diversi anziani di Castelraimondo da parte di truffatori che si fingono carabinieri e che affermano di dover passare a domicilio per dei controlli.
"È una scusa per entrare nelle abitazioni e provare a rubare oro, contanti e oggetti di valore. Attenzione quindi a questa nuova tipologia di truffa: visto l'allargamento del fenomeno, si invita la popolazione a fare massima attenzione e a rivolgersi alle forze dell’ordine, tramite il numero telefonico 112, alle prime avvisaglie di un tentativo di truffa", a renderlo noto è l'amministrazione comunale.
"Al di là della segnalazione, è fondamentale diffidare delle persone estranee e di eventuali chiamate o soggetti che si presentano al portone di casa. In ogni caso vengono utilizzate delle strategie per attirare l’attenzione che è bene stroncare subito sul nascere chiudendo la conversazione", si legge ancora in una nota rilasciata dal Comune.
Dal parente finito nei guai, al finto carabinieri o poliziotto, al risparmio sulla bolletta energetica o del telefono, fino alle più disparate richieste in strada, nel mirino dei malviventi finiscono quasi sempre le persone più anziane e più fragili.
Il Comune di Macerata ha pubblicato un avviso per la vendita, tramite asta pubblica, di varie attrezzature ferrose e differenti modelli di macchinari privi di certificazione CEE che sono stati confiscati in una ex officina. Il prezzo a base d’asta è di 500 euro.
Gli interessati possono prendere visione del materiale fissando un appuntamento da richiedere alla polizia locale telefonando allo 0733.256346, tutti i giorni, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17.
Sempre gli interessati dovranno far pervenire al Comune di Macerata – Servizio di Polizia locale presso l’Ufficio Protocollo, viale Trieste, 24, entro le ore 12 del prossimo 29 marzo, la manifestazione di interesse in un plico sigillato con l’indicazione all’esterno delle generalità del concorrente e la dicitura “Asta vendita lotto attrezzature ferrose”.
Il testo integrale dell’avviso di vendita, il modello di domanda di partecipazione e di offerta economica sono disponibili nel sito del Comune www.comune.macerata.it nella sezione Avvisi.
Un tratto stradale di circa 500 metri che ha come obiettivo quello di riorganizzare la viabilità di Porto Potenza Picena, decongestionando il traffico: è il progetto della bretella di collegamento tra via Olimpia e via Beethoven, illustrato giovedì sera nel corso di una partecipata assemblea pubblica, svoltasi all’interno della nuova sala del palazzo municipale portopotentino.
Presenti, oltre ai rappresentanti dell’amministrazione comunale, anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e i progettisti dello studio Pro.Tec
"L’opera pubblica in questione era prevista già dal piano regolatore del 1985 - ha spiegato il sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini -. Dunque la sua realizzazione era nei programmi di tutte le amministrazioni che si sono succedute da allora sino ad oggi. Possiamo contare su 1 milione e 600 mila euro messi a disposizione dalla Regione per la progettazione e gli espropri necessari. La cantierizzazione è prevista a dicembre 2024 con conclusione e collaudo entro il 2025". Un’opera da non confondere con l’arretramento della Statale 16: la bretella in questione infatti andrà a collegare il rione musicisti con la zona Alvata.
Questo "senza modificare - ha spiegato ancora il sindaco - l’assetto attuale di via Beethoven, inclusi gli stalli presenti che non saranno né ridotti né rimossi". Poi i dettagli tecnici, illustrati dall’assessore ai lavori pubblici, Luisa Isidori: "Porto Potenza è una zona residenziale sorta spontaneamente, senza una vera e propria organizzazione della rete viaria. Questo fa si che vi siano delle aree congestionate dal traffico proprio in prossimità delle abitazioni. La bretella avrà come obiettivo proprio quello di alleggerire queste zone contribuendo alla riorganizzazione del tessuto urbano. Il nuovo tratto stradale include una parte carrabile, i marciapiedi, circa 80 stalli per la sosta e un’area ciclabile che si andrà a ricongiungere con il secondo tratto della ciclovia Adriatica, previsto anche in via Beethoven, la cui realizzazione è portata avanti dalla Regione".
Sugli step attuativi previsti, il sindaco ha spiegato che "è già stato effettuato un primo incontro con i proprietari dei terreni da utilizzare. Verranno dunque avviate le pratiche di esproprio per poi procedere con la cantierizzazione".
Approvato in Conferenza permanente, l'intervento per il restauro e il miglioramento sismico della Chiesa del Suffragio a Matelica, per un valore di quasi 550 mila euro. Si tratta di un edificio storico di rilevante valore artistico e culturale, conosciuto anche come Chiesa delle Anime Purganti o Chiesa della Sofferenza, risalente ai primi anni del 1700.
Il sisma del 2016 aveva provocato diversi danni alla struttura, tra cui lesioni alle pareti, danneggiamenti alla vela campanaria e crollo di parti decorative, che avevano messo a rischio la struttura compromettendone l’integrità architettonica.
"La Chiesa del Suffragio è un luogo caro alla comunità locale e il programma di ricostruzione delle chiese danneggiate dal sisma ha tenuto conto delle diverse sensibilità dei territori - ricorda il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. La grande collaborazione con le Diocesi, con il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e con l’Ufficio speciale ricostruzione, restituisce finalmente i suoi frutti".
L'intervento approvato in Conferenza permanente prevede riparazioni specifiche come il cuci-scuci delle lesioni, la cerchiatura del tamburo della cupola, la ricostruzione parziale della vela campanaria, l'inserimento di catene e profili in acciaio per il rinforzo, oltre il rimontaggio degli elementi decorativi e interventi su parti non strutturali per restituire alla Chiesa del Suffragio il suo aspetto originario.
Si aprirà domani, sabato 23 marzo, presso la palazzina Liberty del Lido Cluana, la mostra collettiva dei lavori realizzati dagli allievi Unitre nell’arco dell’anno accademico di frequenza. L’esposizione, come ormai tradizione, conclude il ciclo di lezioni tenute a partire dal mese di ottobre dai docenti Sara Perugini (corso pittura I livello) e Salvatore Negro (corso avanzato acquerello).
Corsisti e insegnanti esporranno una quarantina di opere realizzate con le tecniche di pittura e acquerello, che raffigurano vari soggetti, dal paesaggio al ritratto. L’evento è organizzato con il patrocinio della Città di Civitanova Marche e dei Licei Da Vinci.
Il presidente Unitre Marisa Castagna ringrazia docenti e gli allievi che hanno seguito con vero interesse e passione l’intero percorso formativo, producendo bellissimi quadri con il supporto degli insegnanti. Un ringraziamento particolare va all'Amministrazione comunale per la concessione dello spazio espositivo. Ingresso libero. L’esposizione chiuderà il 2 aprile.
Giunto alla terza edizione, la Società Nazionale di Salvamento ha riproposto a Potenza Picena il corso destinato a tutti coloro che desiderano diventare professionisti del salvataggio.
La formazione prevede l'insegnamento di tecniche avanzate di nuoto, di primo soccorso, l'utilizzo dei dispositivi di salvataggio e la gestione delle emergenze in acqua.
Durante il corso, i partecipanti hanno avuto la possibilità di sperimentare le tecniche apprese in situazioni reali attraverso esercitazioni pratiche in mare e in piscina insieme anche agli allievi della sezione Sns di Macerata. Istruiti sul trattamento delle acque, sui nodi e sulla gestione degli aspetti psicologici delle emergenze e sulla comunicazione con i bagnanti. Un percorso itinerante partito dal quartier generale di Porto Potenza che ha visto i giovani aspiranti allenarsi nella piscina di Porto Recanati e rincorrere le onde fino a Civitanova Marche.
Dopo aver conseguito la certificazione Bls e Blds a cura della Croce Rossa del comitato di Potenza Picena, mercoledì 20 marzo al termine del corso, gli aspiranti (5 i potentini) sono stati valutati attraverso un esame pratico che ha consentito loro di ottenere la certificazione di Bagnino di Salvataggio per Piscina.
Il prossimo step li porterà davanti alla commissione istituita presso la Capitaneria di Porto per il conseguimento dell’estensione Mare che garantisce la completa abilitazione professionale.
La salute rappresenta una delle tematiche più significative nella vita di ogni individuo, un aspetto che richiede attenzione e cura costanti. Tra i disturbi che frequentemente preoccupano la popolazione, le infezioni fungine, e in particolare la candida, occupano una posizione di rilievo. Questa condizione medica, spesso trascurata o sottovalutata, merita una discussione approfondita per comprenderne le cause, i sintomi, le modalità di prevenzione e le opzioni di trattamento disponibili.
Cos'è la candida?
La candida è un genere di funghi che include oltre 20 specie diverse, di cui la più comune è Candida albicans. Questi microrganismi sono solitamente presenti in piccole quantità nel corpo umano, abitando aree come la bocca, l'intestino e la pelle, senza causare problemi. Tuttavia, quando si verifica uno squilibrio nell'ecosistema microbico del corpo, la candida può crescere eccessivamente, portando a infezioni. Queste infezioni possono variare da lievi irritazioni superficiali a condizioni più gravi che richiedono attenzione medica immediata.
Uno degli approcci per mantenere l'equilibrio della flora batterica e prevenire la crescita eccessiva di candida è l'utilizzo di fermenti lattici per candida. Questi probiotici, disponibili sotto forma di integratori alimentari, possono aiutare a ristabilire l'equilibrio microbico intestinale, sostenendo così il sistema immunitario e riducendo il rischio di infezioni.
Sintomi e diagnosi
I sintomi delle infezioni da candida possono variare ampiamente a seconda della localizzazione dell'infezione. Nella candidosi orale, nota anche come mughetto, si possono osservare placche biancastre sulla lingua e all'interno della bocca. La candidosi vaginale si manifesta con prurito, bruciore, scariche vaginali spesse e talvolta dolore durante i rapporti sessuali o al momento della minzione. Per quanto riguarda la candidosi cutanea, essa si caratterizza per la comparsa di eruzioni cutanee, spesso con bordi ben definiti e possibile desquamazione.
La diagnosi di un'infezione da candida si basa sui sintomi presentati dal paziente e può essere confermata attraverso esami specifici come tamponi o colture di campioni prelevati dalle zone interessate. In alcuni casi, potrebbe essere necessaria l'esecuzione di ulteriori test per escludere condizioni mediche sottostanti che potrebbero predisporre alle infezioni da candida.
Cause e fattori di rischio
Le cause dell'eccessiva crescita di candida nel corpo sono molteplici e possono includere l'uso prolungato di antibiotici, che distruggono non solo i batteri patogeni ma anche quelli benefici, alterando l'equilibrio della flora microbica. Altri fattori di rischio comprendono diete ricche di zuccheri semplici e carboidrati raffinati, che possono favorire la proliferazione della candida, nonché condizioni di salute che compromettono il sistema immunitario, come il diabete o le terapie immunosoppressive.
È importante sottolineare il ruolo della dieta e dello stile di vita nel controllo della candida. L'alimentazione gioca un ruolo cruciale nel mantenere l'equilibrio della flora intestinale e può influenzare direttamente la crescita di candida. Adottare una dieta bilanciata, ricca di verdure, proteine magre e grassi sani, e povera di zuccheri e carboidrati raffinati, può aiutare a limitare la proliferazione di questo fungo.
Trattamento e prevenzione
Il trattamento delle infezioni da candida varia a seconda della gravità e della localizzazione dell'infezione. Nel caso di infezioni lievi e localizzate, possono essere sufficienti trattamenti topici con antifungini, disponibili sotto forma di creme, ovuli vaginali o lozioni. Per infezioni più gravi o ricorrenti, può essere necessario l'uso di farmaci antifungini orali. È fondamentale seguire le indicazioni del medico per la durata del trattamento, anche se i sintomi sembrano migliorare prima del completamento del ciclo prescritto, per prevenire recidive.
In aggiunta alla terapia farmacologica, alcuni cambiamenti nello stile di vita e nella dieta possono contribuire significativamente alla prevenzione delle infezioni da candida. Mantenere un buon regime di igiene personale, evitare l'uso eccessivo di antibiotici senza necessità, indossare abiti non troppo aderenti e realizzati con tessuti traspiranti, e gestire adeguatamente lo stress possono aiutare a ridurre il rischio di sviluppare infezioni.
La prevenzione passa anche attraverso l'alimentazione. Come accennato, una dieta equilibrata che limita gli zuccheri e i carboidrati raffinati può svolgere un ruolo cruciale nel controllare la crescita della candida. Inoltre, l'assunzione di fermenti lattici e probiotici può favorire la salute della flora intestinale e migliorare le difese immunitarie, contribuendo a prevenire le infezioni.
Implicazioni per la salute a lungo termine
Sebbene la maggior parte delle infezioni da candida sia trattabile e relativamente innocua se affrontata tempestivamente, ignorare i sintomi o ritardare il trattamento può portare a complicazioni più serie. In alcuni casi, la candida può entrare nel flusso sanguigno, condizione nota come candidemia, che rappresenta un'emergenza medica e richiede un trattamento immediato. La candidemia è più comune tra le persone con sistemi immunitari compromessi e può portare a infezioni in organi vitali, con potenziali esiti gravi.
Pertanto, è essenziale non sottovalutare i sintomi delle infezioni da candida e cercare consiglio medico per una diagnosi e un trattamento adeguati. La consapevolezza e la prevenzione giocano un ruolo chiave nella gestione della salute e nel minimizzare il rischio di complicazioni a lungo termine legate alla candida.
La Provincia di Macerata ha concesso la manutenzione, la gestione e l'arredo dell'aiuola centrale che si trova all'interno della rotatoria posta lungo la strada provinciale 78 bis "Montecosaro – Montegranaro" e del vicino spartitraffico triangolare, alla Marco Massetti srl.
L'azienda ha realizzato un progetto di valorizzazione che ha previsto la piantumazione di alcuni ulivi e l'installazione di otto sfere luminose che andranno ad armonizzarsi con l'ambiente circostante.
"La Provincia aveva pubblicato un avviso per concedere a soggetti pubblici e/o privati, la valorizzazione, manutenzione e l’arredo dell’area verde all’interno della rotatoria - spiega il vicepresidente Luca Buldorini -. Un connubio pubblico-privato che permetterà all'ente, i cui bilanci sono sottoposti a continui tagli dopo la riforma del 2016, di risparmiare le spese di manutenzione della rotatoria e di avere sempre un verde curato. Siamo molto contenti del progetto presentato dalla Marco Massetti che, oltre ad essere molto bello, è anche innovativo".
A presentare il progetto sono stati questa mattina Daniela Censi, direttore commerciale della Marco Massetti, l’avvocato Gianluigi Bianchini e lo stilista Marco Massetti. Presente anche l’ingegner Matteo Giaccaglia, dirigente dell'ufficio viabilità della Provincia, che ha seguito l'iter degli interventi.
"La rotatoria ha un diametro di 25 metri e, dopo aver diserbato e fresato, si è provveduto all’inserimento di ghiaia rosa e sassolini color antracite per creare dei contorni armonici - hanno spiegato i responsabili dell’azienda -. La rotatoria presenta tre ulivi secolari di dimensioni importanti, simbolo di bellezza e unicità, contornati da sfere concentriche che, nell’immaginario hanno molti significati, dalla sfericità del mondo che ci rende internazionali, all’intersezione tra i vari cerchi simbolo di interconnessione delle nostre peculiarità territoriali, quali: passione, artigianalità e innovazione. All'interno della rotatoria sono state posizionate anche tre insegne luminose della nostra azienda, oltre al logo della Provincia".
"Questo di Montecosaro è un primo progetto, un format che speriamo possa diventare di riferimento anche per altre aziende del territorio che vorranno prendersi cura della rotatorie all’interno dei loro paesi - ha concluso Buldorini -. Una sorta di 'vetrina diffusa' attraverso cui le aziende potranno raccontare la loro storia e la loro professionalità".
Sono 325 le famiglie con più di due figli che hanno ricevuto i voucher family da parte dell'Ufficio Servizi sociali del comune di Civitanova nell’ambito del progetto "Città con l’infanzia". In tutto sono stati consegnati 749 buoni, del valore di circa 255 euro l'uno, per un totale di 190.732,00 euro. Serviranno per acquistare, a seconda delle esigenze di ogni famiglia, beni di prima necessità come, ad esempio, prodotti alimentari e farmaci, materiale scolastico, prodotti per l'igiene della casa e della persona.
"I voucher family - fa sapere l’assessore ai servizi sociali Barbara Capponi - nascono nel 2018 dall'idea dell'assessorato al welfare di sostenere le molte famiglie mai prese in carico dai servizi che, pur avendo sempre provveduto autonomamente ai propri bisogni, trovano sollievo reale alle varie necessità con questa iniziativa specifica. In questi anni abbiamo ridistribuito alla cittadinanza quasi 800 mila euro solo con questa iniziativa, e abbiamo avuto grande riscontro positivo da parte dei beneficiari, avvicinandoli anche ad un Welfare che vuole prevenire le criticità e non solo risolvere le emergenze. Ringrazio gli uffici, sempre operativi e pronti ad ogni chiarimento, che consentono di svolgere sinergicamente un lavoro di ricaduta concreta sulle persone".
I voucher, già accreditati sulla tessera sanitaria dei beneficiari ed annunciati tramite messaggio sul cellulare, potranno essere utilizzati nei supermercati “Sì con te” (nei Comuni di Civitanova, Porto Sant’Elpidio e Potenza Picena), nei supermercati Conad di via Zavatti, via Vasco De Gama, via Giuseppe Saragat, via San Costantino; al Coal Market (via Giosuè Carducci), Coop market (via Ungaretti), al Tigre Supermercato (viale Vittorio Emanuele e via Marche), in tutte le farmacie comunali, nelle farmacie Angelini (piazza XX Settembre) e Alighieri (via Dante Alighieri), al Lidl Italia (via Silvio Pellico) e alla Parafarmacia interna al Conad (via San Costantino).
Bologna è un luogo che incanta non solo per i suoi monumenti e le sue tradizioni, ma anche per l'attenzione al dettaglio che si rispecchia nei suoi interni. Tra le vaste scelte per l'arredamento e la decorazione delle case, i pavimenti giocano un ruolo importante. In particolare, i parquet si distinguono per la loro bellezza senza tempo e la loro capacità di trasformare gli spazi. In questo articolo, esploreremo il mondo affascinante dei pavimenti a Bologna, concentrandoci soprattutto sui lussuosi parquet che adornano le residenze di questa città storica. Quando si parla di parquet Bologna, ci si riferisce non solo a un elemento di arredo, ma a un'icona di eleganza e raffinatezza che caratterizza le dimore bolognesi.
Storia e tradizione dei pavimenti in legno
La tradizione dei pavimenti in legno a Bologna affonda le sue radici nella storia antica della città, risalendo a tantissimi anni fà, in cui il legno rappresentava un materiale prezioso e tale importanza. Sin dai tempi dei romani, il legno è stato utilizzato per pavimentare le dimore nobili e le residenze più prestigiose, testimoniando la sua durabilità e bellezza senza tempo. Nel corso dei secoli, questa tradizione si è evoluta, passando attraverso varie epoche storiche e stili architettonici, ma mantenendo sempre intatta la sua aura di eleganza e raffinatezza. Oggi, i pavimenti in legno continuano a essere una scelta ambita per coloro che desiderano donare calore e carattere ai loro interni a Bologna, rispecchiando così la continuità di una tradizione millenaria che si adatta perfettamente alla modernità senza perdere il suo fascino intramontabile. La bellezza dei pavimenti in legno si sposa armoniosamente con l'atmosfera storica e culturale di Bologna, trasformando gli spazi abitativi in autentici rifugi di eleganza e comfort.
La rinascita dei parquet a Bologna
Negli ultimi anni, i parquet hanno vissuto una vera e propria rinascita nel design d'interni.. Questi pavimenti in legno Bologna, caratterizzati dalla disposizione artistica di listelli di legno, sono diventati il simbolo dell'eleganza senza tempo e della raffinatezza. A Bologna, la ricerca di materiali di alta qualità e di soluzioni estetiche uniche ha portato a una crescente domanda di parquet, che si adattano perfettamente all'atmosfera sofisticata della città. La crescente popolarità dei pavimenti in legno è testimone di una tendenza che riflette l'amore della città per lo stile classico e raffinato, mentre abbraccia contemporaneamente l'innovazione e la creatività nel design d'interni.
Le tendenze attuali: l’ Innovazione di oggi
Oltre ai classici parquet, a Bologna si possono trovare anche soluzioni innovative e versatili per pavimentare gli interni. I pavimenti in legno laminato o in vinile, ad esempio, offrono un'alternativa più economica e resistente, senza compromettere lo stile e l'eleganza. Queste opzioni sono particolarmente apprezzate per la loro capacità di imitare fedelmente l'aspetto del legno naturale, permettendo così di creare ambienti accoglienti e affascinanti a un costo accessibile. L'ampia varietà di colori, finiture e pattern disponibili rende i pavimenti in laminato o vinile una scelta ideale per chi desidera personalizzare e aggiornare il proprio spazio abitativo senza dover investire una fortuna. Inoltre, la resistenza all'umidità e ai graffi di questi materiali li rende adatti a qualsiasi ambiente domestico, inclusi bagni, cucine e zone ad alto traffico. Grazie alla loro facilità di installazione e manutenzione, i pavimenti in legno laminato o vinile sono diventati una scelta popolare tra i residenti di Bologna che cercano soluzioni pratiche e durevoli per i loro pavimenti.
Dal parquet al vinile: le migliori opzioni
I pavimenti rappresentano un connubio perfetto tra tradizione e innovazione, storia e modernità. Sia che si tratti di eleganti parquet che evocano il fascino dei tempi passati, sia di soluzioni moderne e pratiche come i pavimenti in vinile, l'importante è che ogni scelta rispecchi il gusto personale e l'atmosfera desiderata. In una città come Bologna, dove l'arte e lo stile si fondono armoniosamente, i pavimenti diventano un elemento fondamentale per creare ambienti unici e indimenticabili. La scelta del pavimento giusto può trasformare completamente un ambiente, contribuendo a definirne lo stile e l'atmosfera. La vasta gamma di opzioni disponibili consente di soddisfare ogni esigenza e preferenza, dal classico al moderno, dal rustico all'avanguardia. I pavimenti in legno, ad esempio, aggiungono calore e carattere agli spazi, mentre i pavimenti in vinile offrono resistenza e praticità. Indipendentemente dallo stile scelto, è importante che il pavimento si integri armoniosamente con il resto dell'arredamento e che soddisfi le esigenze funzionali della casa. In questo modo, i pavimenti diventano non solo una base solida su cui camminare, ma anche un elemento di design che contribuisce a rendere unico e accogliente ogni ambiente.
Il 9 febbraio scorso, in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Palatucci, già questore di Fiume, morto nel 1945 nel campo di concentramento di Dachau, presso i giardini pubblici di Villa Potenza intitolati al predetto funzionario, alla presenza di autorità locali e del vescovo di Macerata, si è tenuto un momento di preghiera al quale hanno partecipato anche gli alunni di due classi, una 2° ed una 3°, della scuola primaria "Anna Frank" della frazione di Villa Potenza con le rispettive insegnanti.
Nella circostanza gli alunni, che hanno seguito in modo molto interessato i vari momenti della commemorazione, sono stati invitati a produrre dei disegni rappresentativi della giornata, elaborati che alcuni giorni fa sono stati recapitati dalle insegnanti al questore Luigi Silipo insieme ad una simpatica lettera con la quale gli alunni hanno chiesto al questore di poter "essere ricevuti per visitare la Questura", appuntamento che naturalmente verrà fissato nei prossimi giorni.
Sabato 23 marzo, in occasione della domenica delle Palme, il sindaco Fabrizio Ciarapica farà visita alla comunità di Esine, per il rinnovo del gemellaggio siglato nel 1989. Ad accompagnarlo, ci saranno il vicesindaco Claudio Morresi, l’assessore Barbara Capponi e le consigliere comunali Campetelli e Fontana, e una rappresentanza dell’Avis presieduta da Chiara Cesaretti. L’Avis è infatti gemellata con l’omologa associazione lombarda.
Come tradizione, gli amministratori porteranno in dono i ramoscelli d’ulivo, simbolo delle festività pasquali, per ricambiare il dono dell’abete, addobbato l'8 dicembre in piazza XX Settembre per le festività natalizie.
"Come ogni anno, la comunità di Esine ci ha rinnovato l'invito per la Domenica delle Palme - ha detto il sindaco Ciarapica - e Civitanova non farà mancare la sua presenza e vicinanza, soprattutto in un momento storico come questo in cui urge più che mai rinsaldare i valori dell'amicizia, della solidarietà e della pace. Rinnovare il gemellaggio con Esine vuol significare tutto questo".
Ad Esine sono previsti diversi momenti di accoglienza, che culmineranno domenica 24 marzo con la santa messa e la benedizione delle palme nella chiesa di Santa Maria, alla presenza della banda dell'Avis locale.
Sabato 16 marzo l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Macerata, in collaborazione con Marco Fedeli, dell’azienda Lan System di Macerata, hanno donato due personal computer all’Associazione Piombini Sensini Ets.
L’iniziativa è nata dalla generosità di un professionista rimasto anonimo, che ha deciso di devolvere il suo compenso, per un'attività di formazione prestata per conto dell’Ordine, ad una realtà locale del terzo settore. L’Ordine degli ingegneri ha apprezzato la proposta, partecipando con un ulteriore contributo ed individuando l’azienda Lan System come fornitrice dei prodotti ad un prezzo particolarmente vantaggioso, grazie alla generosità del titolare Marco Fedeli.
I computer saranno utilizzati dai bambini, dalle bambine e dagli adolescenti accolti nelle Comunità "Il Girasole" dell'Associazione per studiare, navigare nella rete e giocare, migliorando le proprie conoscenze e competenze informatiche utili nella vita di tutti giorni.
Questa piccola esperienza tra istituzione, azienda e privato sociale, dimostra come attraverso la sinergia di diverse realtà è possibile contribuire in modo significativo nella costruzione della comunità educante; ciò rappresenta anche un importante sostegno a chi, come l'Associazione Piombini Sensini della presidente Francalancia, si dedica da tempo all’accoglienza ed alla protezione di tanti minorenni in difficoltà.
La cerimonia di premiazione del 16° concorso di disegno “Donare il sangue è donare la vita”, indetto come ogni anno dall’Avis Comunale di Macerata, è stata festa nella festa. Davanti alla vice presidente avisina Elisabetta Marcolini, oltre 200 i presenti a riempire l’Auditorium dell’Istituto Istruzione Superiore “Matteo Ricci”, in maggioranza bambini e bambine visto che il concorso è rivolto ai piccoli delle classi quinte elementari delle scuole del capoluogo.
Grazie anche al sostegno di Banca Macerata, rappresentata dalla direttrice della filiale cittadina Cecilia Raccichini, l’associazione ha premiato i disegni più belli, più originali e quelli che hanno avuto lo slogan più efficace nel veicolare l'importanza della donazione del sangue. Un totale di 7 riconoscimenti tra quasi 200 elaborati che erano giunti in segreteria ed erano stati precedentemente esaminati dalla commissione tecnica.
Il primo premio è andato a Virginia Mengascini, ottima l’esecuzione del disegno dell’alunna della scuola “Pertini” di Piediripa. Al secondo posto un’altra bimba, Francesca Maria Cesaretti della “Pace”.
Sul gradino più basso del podio un ex aequo, Angelo Bacaloni della “F.lli Cervi” ed Elia Ciriaco della “Anna Frank”. Come sempre un premio a parte l’ha avuto l’opera con lo slogan più efficace a livello comunicativo, la più brava è stata Michela Del Gobbo della “F.lli Cervi”.
Non poteva mancare un attestato all’originalità, il disegno più creativo è stato votato quello di Matilde Amici del Convitto. Infine a proposito di voti, Nour Salhi della “Salvo D’Acquisto” è il baby pittore che ha ottenuto più like, più mi piace, sulla pagina Facebook dell’Avis Comunale Macerata.
Dall’inizio di questa edizione del concorso sono stati coinvolti gli insegnanti Angela Giglia, Catia Meschini, Giusy Filolungo, Domitilla Gattari, Roberta Leonori, Paola Seri, Laura Orsolini, Francesca Faraoni, Caterina Lipari, Elisabetta Fraticelli, Alessandra Temperini.
La commissione tecnica era composta dal presidente dell’Avis Comunale di Macerata Gaetano Ripani, la vice presidente Elisabetta Marcolini, il responsabile del concorso Franco Lorenzetti, Irene Croceri per Banca Macerata e ne hanno fatto parte figure del mondo dell’arte, della scuola e della sanità come Pierfrancesco Gentilucci, Pina Fiori, Cristiana Ricciotti, Stefano Calisti e sua figlia Veronica.
Domenica 17 marzo la città di Matelica ha reso omaggio ad alcuni dei suoi caduti per mano nazifascista e per via dei residui bellici post guerra. Due cerimonie sentite e partecipate si sono tenute nella zona di Terra di Mondo e Casafascola per ricordare quattro ragazzi uccisi dall’orrore della barbarie nazifascista e degli strascichi della seconda guerra mondiale.
Era il 17 marzo 1944 a Casafoscola quando nelle case contadine attorno alla villa dei conti Cerbelli si trovavano tre partigiani: Liziero Rastelli detto “Bombolo”, fornaio, che aveva fondato il gruppo partigiano “Eremita” sulle pendici del monte Gemmo, malato di broncopolmonite, si era ritirato lì in convalescenza; Terenzio Terenzi, matelicese di 27 anni; Wassili Niestarol, 22 anni, di Mosca, i quali stavano con lui per proteggerlo.
Arrivò un camion di tedeschi (di stanza a Camerino) e di fascisti (con loro probabilmente “lu castrinu”, castratore di maiali, matelicese, nota spia). Bombolo scappò a fatica in una direzione e si nascose, salvandosi; gli altri due nella direzione opposta spararono per attirare l’attenzione su di sé. Finite le munizioni, Wassili Niestarol fu ucciso sul posto a colpi di baionetta.
Terenzio Terenzi, ferito, fu caricato sul camion per essere portato al comando tedesco a Camerino, ma lungo il percorso fu sgozzato (da un fascista di Castelraimondo), il corpo fu sadicamente oltraggiato e poi abbandonato in località Carbone, poco prima di Canepina, all’incirca all’altezza del distributore di benzina.
La casa del colono Leoni fu distrutta con la dinamite e il fienile incendiato. Nel 1948 il conte Cerbelli fece collocare una lapide a ricordo di Wassili Niestarol sul luogo dove era stato ucciso. Il corpo di Terenzio Terenzi, recuperato e portato al cimitero di Camerino, fu poi traslato il 1° novembre 1944 al cimitero di Matelica. Due anni fa, per un desiderio del nipote, che porta lo stesso nome Terenzio Terenzi, è stata collocata una lapide a suo ricordo accanto a quella del partigiano russo, nel luogo dove entrambi avevano combattuto e sacrificato la vita.
Ma la guerra non uccise solo durante il periodo del conflitto. Nella primavera del 1946 i due ragazzi Ilio Cicculesse e Cesare Mosciatti pascolavano le pecore nella zona di Terra di Mondo. La guerra era passata lì due anni prima e nessuno ci pensava più. Trovarono un bossolo di un mortaio neozelandese inesploso. Ci giocarono, ignari di cosa fosse e quanto fosse pericoloso. Quello esplose dilaniandoli; si ritrovarono solo pochi resti dei corpi. La notizia è riemersa solo da pochi anni, grazie alla passione di Gervasio Micucci, che, essendo di Terricoli, l’ha sentita raccontare.
Alle due cerimonie, che si sono tenute nelle zone dove sono installate le lapidi, ha partecipato anche l’amministrazione comunale di Matelica rappresentata dal vicesindaco Denis Cingolani, dall’assessore Graziano Falzetti e dal consigliere Sauro Falzetti. Con loro anche la baby sindaco del consiglio comunale dei ragazzi Maria Fabrianesi. Entrambi i sindaci hanno deposto dei fiori sulle lapidi e hanno ringraziato l’Anpi e l’Anmig per l’organizzazione dei due momenti di ricordo.
"È fondamentale ricordare le figure di questi ragazzi che hanno dato la loro vita per motivi diversi, ma sempre per colpa dell’orrore della guerra - ha detto Cingolani - le loro storie meritano di essere raccontate come monito per il futuro, soprattutto ai ragazzi delle nuove generazioni che dovranno poi a loro volta tramandarle ai loro figli per far sì che non vadano perdute. Ringraziamo l’Anpi, l’Anmig, il consiglio comunale dei ragazzi e la Protezione Civile per aver organizzato questa giornata di ricordo".
La Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America già nel 1776 sosteneva che "tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati di diritti inalienabili tra cui la Vita, la Libertà ed il perseguimento della Felicità". Inspirandosi a tali principi, successivamente si svilupperà una corrente di pensiero umanistico esistenziale che aprirà la strada al Counseling.
In una visione positiva dell’essere umano, si diffonde una concezione di salute intesa come stato di benessere dell'individuo nella sua totalità sia fisico che mentale; si comincia, quindi ,a comprendere come sia importante prevenire non solo la salute fisica ma anche quella mentale.
Così in America, negli anni ‘50, Carl R. Rogers, psicologo e filosofo statunitense, padre della psicoterapia centrata sulla persona, dà vita al Counseling.
Tale attività si esprime in una relazione d'aiuto tra un Counselor ed un cliente, il quale non presenta una patologia psicologica, ma ha bisogno di essere guidato da un professionista in un momento di difficoltà della sua vita, come una separazione, problemi nella coppia o nel lavoro, elaborazione di un lutto, dinamiche familiari disfunzionali, carriera scolastica, orientamento professionale e scolastico, malattia, ansia, stress, pensieri invasivi, consapevolezza e gestione delle emozioni, difficoltà nella comunicazione con gli altri, generatrice di conflitti.
Il Counselor accoglie e accompagna con ascolto empatico e fiducia il proprio cliente in un viaggio meraviglioso e affascinante alla scoperta di sé stesso, delle proprie fragilità e dei propri punti di forza, aprendo così la strada ad una nuova consapevolezza, che gli permetterà di vivere, con energia, una vita più vera.
In questo modo impariamo ad amarci, a lasciare andare vecchi schemi di comportamento che ci tengono legati ad emozioni di rabbia, paura, sensi di colpa e scopriamo cosa significa essere gli unici responsabili della nostra vita, con l’enorme potere di essere registi e non più passivi attori di un copione scritto da altri. Usciamo, così, da ogni forma di vittimismo che blocca la nostra evoluzione.
Apprendiamo la leggerezza del Perdono, perché nel Per-Dono ci rendiamo liberi, facendo un dono a noi stessi; scopriamo la magia della gratitudine che ci restituisce la serenità e nel contempo una nuova forza.
Con il Counseling comprendiamo, inoltre, come la nostra "Mente spesso mente", con pensieri tossici ed invasivi che in realtà non ci appartengono ma che sono solo il frutto di condizionamenti esterni accumulati negli anni ed impariamo a trasformarli in pensieri costruttivi.
La felicità non arriva dall’esterno, è una condizione interna; è la realizzazione della propria essenza, della propria natura e vocazione. Quando riusciamo, poi, a condividere i frutti del nostro essere con il mondo circostante proviamo un senso di pace e di realizzazione.
È felice colui che sa ascoltare sé stesso e la propria natura in profondità, è felice colui che ha il coraggio di attraversare il proprio dolore e di trasformarlo in insegnamento.
Il Counseling contribuisce a diffondere questo tipo di intelligenza esistenziale, in grado di donarci un'integrità profonda, che dà senso alla nostra vita e che ci fa sentire al posto giusto nel momento giusto.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa agli anziani ed alla loro cura. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da una lettrice di Macerata che chiede: "Un anziano assistito da un’avvenente badante può intestare alla stessa la propria abitazione?"
IL CASO - Spesso gli anziani sono curati dalle badanti, anche per lungo tempo, cosicchè si instaura un rapporto di fiducia ed affetto per cui il soggetto assistito desidera intestare alla badante, in segno di riconoscenza, la propria abitazione.
Passando all'esame del caso di specie, è accaduto in una recente vicenda giudiziaria che gli eredi di un'anziana donna, hanno impugnato il contratto stipulato dalla cara estinta con la badante e con il quale, conservando l'usufrutto dell'immobile di proprietà, ha ceduto la nuda proprietà alla persona che si occupava della sua cura, con l'obbligo da parte di quest'ultima di continuare ad assisterla fino alla morte.
Contratto che il Tribunale ha definito "atto di trasferimento a titolo oneroso, qualificabile come un contratto di mantenimento vitalizio oneroso", stipulato dall'anziana donna bisognosa di cure, nel totale disinteresse dei parenti che hanno agito in giudizio, al fine di cristallizzare un rapporto che andava avanti da tempo e che si caratterizzava "da una parte il suo bisogno di cura della persona e di ogni altra esigenza quotidiana di vita materiale e anche di natura morale, dall'altra la disponibilità della badante a prendersi cura di ogni bisogno della anziana signora, dedizione di durata già quindicennale e promessa anche per il futuro fino a vita natural durante, ivi compresa quella di farle personalmente compagnia".
Difatti, la normativa vigente prevede il contratto di vitalizio assistenziale, detto anche rendita vitalizia, per il quale è possibile cedere la nuda proprietà dell'immobile ad un estraneo, con riserva del diritto di usufrutto per il proprietario, in cambio di assistenza morale e materiale sino alla morte.
In sostanza, a fronte della cessione della nuda proprietà si ha la controprestazione di assistenza materiale e morale. Affinchè tale tipologia contrattuale sia valida devono, però, ricorrere due condizioni: che l'anziano sia capace di intendere e di volere al momento del rogito, e che l'anziano non si trovi in condizioni di salute troppo precarie o, addirittura, in fase terminale.
Dal punto di vista pratico per effetto del contratto di vitalizio, in pratica la badante si obbliga a fornire prestazioni di assistenza morale e materiale all'anziano, vita natural durante, in cambio del trasferimento dell'immobile al momento della morte; qualora la badante risulti inadempiente rispetto alle esigenze di salute dell'anziano non prestando assistenza, perderà la nuda proprietà e sarà chiamata, eventualmente, al risarcimento del danno.
Cosicché i parenti dell'anziano possono senza dubbio impugnare il contratto di vitalizio, ma solo a certe condizioni, ossia se gli stessi sono in grado di dimostrare: che l'anziano, al momento della stipula del contratto era incapace di intendere e di volere, non è indispensabile essere stati dichiarati interdetti o inabilitati, e che al momento della stipula del contratto, l'anziano risultava gravemente malato e quasi prossimo al decesso.
Pertanto, in risposta alla domanda della nostra lettrice ed in linea con la più autorevole giurisprudenza, si può affermare che "il contratto di vitalizio si caratterizza per essere atto di trasferimento a titolo oneroso, qualificabile come un contratto di mantenimento, pienamente legittimo se risponde ad interessi meritevoli di tutela. Esso si caratterizza per l'alea rappresentata dalla durata della vita del vitaliziato e dalla conseguente non prevedibilità delle obbligazioni assunte dall'obbligato alla cura” (Tribunale di Benevento, sentenza del 02.02.2022).
Ciò tenuto conto che "il contratto vitalizio assistenziale è nullo per mancanza di alea ove, al momento della sua conclusione, il beneficiario sia affetto da malattia che, per natura e gravità, renda estremamente probabile un esito letale e ne provochi la morte dopo breve tempo o abbia un'età talmente avanzata da non poter certamente sopravvivere oltre un arco di tempo determinabile" (Cass. Civ., sentenza n. 25624 del 2017).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.