A partire da domenica 12 ottobre entra nuovamente in vigore l’ordinanza che istituisce la zona a traffico limitato (ZTL) nel centro cittadino di Civitanova Marche, secondo quanto previsto dal provvedimento che ogni anno regola la circolazione nei mesi autunnali e primaverili.
Il blocco al traffico sarà attivo ogni domenica, dalle ore 15:00 alle ore 20:00, e interesserà il vialetto Nord di piazza XX Settembre, via Trento e corso Dalmazia, nel tratto compreso tra l’intersezione con via Duca degli Abruzzi e quella con il vialetto Nord. Durante gli orari di attivazione della ZTL sarà vietato sia il transito sia la sosta dei veicoli non autorizzati.
Il servizio di vigilanza ai varchi sarà garantito dalla società AF Service srl, incaricata dal Comune di controllare il rispetto delle limitazioni.
L’ordinanza, che resterà in vigore fino alla prossima primavera, mira a favorire una maggiore vivibilità del centro storico, promuovendo una mobilità più sostenibile e spazi più sicuri per pedoni e famiglie nei fine settimana.
Il Rotary Club Tolentino, presieduto da Iole Rosini, ha organizzato una partecipata visita culturale alla mostra “Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma lungo i cammini della fede”, attualmente allestita al piano nobile del Palazzo comunale di San Severino Marche, in piazza del Popolo.
L’esposizione, che resterà visitabile fino al 19 ottobre, rappresenta l’ultima tappa di un percorso itinerante che ha già fatto sosta a Roma, Ascoli Piceno e Ancona, raccogliendo ovunque grande interesse e apprezzamento. La mostra offre un’esperienza intensa, sia culturale che spirituale, grazie all’esposizione di capolavori rinascimentali provenienti dai luoghi colpiti dal sisma del 2016 e riportati al loro splendore originario grazie a delicati e complessi interventi di restauro.
L’iniziativa è promossa da Anci Marche e dal Pio Sodalizio dei Piceni, con il sostegno della Regione Marche, del Ministero della Cultura, della Soprintendenza e di numerosi enti locali.
Tra le opere esposte si segnalano il trittico di Valle Castellana di Carlo Crivelli, il Cristo sul sepolcro di Pietro Alamanno, il polittico di Funti di Cola dell’Amatrice, il San Rocco proveniente dal palazzo comunale di Caldarola, oltre a opere di Giuseppe Puglia, Ludovico Trasi e una pala monumentale di Cesare Dandini.
Come evidenziato dai curatori, Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, la mostra vuole contrastare gli effetti di disgregazione culturale e identitaria causati dal terremoto, restituendo al pubblico un patrimonio artistico dal valore inestimabile.
Durante la giornata, i rotariani hanno avuto l’opportunità di visitare anche l’interessante esposizione permanente House Museum Clocks and Scientific Instruments, a cura del collezionista e antiquario Gianmario Massi. Il museo ospita circa 250 orologi storici, strumenti scientifici e astronomici, offrendo un affascinante viaggio nel tempo dalla fine del Quattrocento fino agli anni Cinquanta del Novecento.
«Tra i pezzi più preziosi, un raro orologio a lanterna del XV secolo e un orologio inglese firmato da un orologiaio della corte della Regina Vittoria, di cui esistono solo tre esemplari al mondo» dice Massi, che ha raccontato con passione la genesi della sua collezione, nata dall’amore trasmessogli dal padre e coltivata da autodidatta nel corso degli anni.
Il museo, inaugurato l’11 febbraio, rappresenta una tappa imperdibile per appassionati di meccanica, storia e design.
A fare gli onori di casa anche Maria Cicconi, comunicatrice museale, che ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’incontro: «Abbiamo avuto il piacere di ospitare i rotariani di Tolentino e l’evento è riuscito nel migliore dei modi».
La giornata si è conclusa con un momento conviviale a Villa Berta di San Severino Marche, suggellando un’esperienza all’insegna dell’arte, della memoria e della rinascita culturale.
L'amministrazione comunale di Recanati ha deliberato la stipula di una convenzione con il comune di Montefano e Cosmari S.r.l. per consentire l’accesso all’isola ecologica di Montefano di alcune utenze recanatesi. La convenzione permetterà così ai residenti nell’area di Montefiore e zone limitrofe di fruire del centro di raccolta di Montefano, gestito da Cosmari e più vicino alle utenze della frazione rispetto all'isola ecologica di via Volponi, sita presso la Zona Industriale Squartabue.
"Grazie alla convenzione che sarà presto firmata dagli Enti interessati, le utenze domestiche e non domestiche residenti nella frazione di Montefiore non avranno più bisogno di recarsi lontano dal proprio domicilio per smaltire i rifiuti solidi - ha annunciato l'assessore con delega alla raccolta dei rifiuti, Sabrina Bertini -. Il provvedimento era atteso da tempo per facilitare il conferimento ai cittadini di Montefiore e, in una prospettiva più ampia, per prevenire anche l'abbandono improprio di rifiuti sul territorio. Lavoriamo dunque in stretta sinergia con Comune di Montefano e Cosmari per poter consentire alla cittadinanza un utilizzo ottimale dei servizi".
La zona interessata dalla convenzione riguarda tutta la frazione di Montefiore e le seguenti vie: via Alfredo Cartocci Bartolomei, via Benedetto Gurini, via Ezra Pound, via Federico Alessandrini, via Luigi Flamini, via Oreste Mosca, via Pietro Ghergo, per un totale di 282 utenze recanatesi.
Gli accessi saranno regolati da appositi elenchi stilati dai Comuni interessati. Al momento dell’accesso, sarà necessario presentare la tessera sanitaria dell’intestatario dell’utenza. I riparti economici e i quantitativi di rifiuti attribuibili a ciascun Comune, considerata l’impossibilità di separare fisicamente i rifiuti conferiti dai residenti di Recanati e Montefano, saranno calcolati sulla base del numero effettivo di utenze autorizzate all’accesso.
La convenzione sarà operativamente avviata a partire dal 1° gennaio 2026. Il centro di raccolta di Montefano è aperto il giovedì dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 12.
Il comune di Sarnano ha intrapreso un percorso ambizioso di riqualificazione della piscina comunale, finanziato grazie al bando ministeriale "Sport e Periferie" con un contributo di 700mila euro, a cui si è aggiunto un cofinanziamento comunale di 300mila euro. L’obiettivo è quello di restituire alla comunità un impianto sportivo rinnovato, non solo dal punto di vista estetico e funzionale, ma soprattutto efficiente dal punto di vista energetico e sostenibile nella gestione.
Il progetto originario prevedeva interventi significativi come la sostituzione degli infissi, l’isolamento dell’involucro edilizio e la revisione degli impianti elettrici e idrici. Durante l’esecuzione è emersa una criticità strutturale imprevista negli spogliatoi, che ha reso necessario sospendere temporaneamente i lavori per elaborare una variante progettuale capace di garantire sicurezza e durabilità all’intervento. Questa scelta, pur comportando un allungamento dei tempi, si è resa indispensabile per riconsegnare alla cittadinanza un’opera solida e funzionale.
Oggi i lavori sono nuovamente in corso e hanno già prodotto risultati tangibili. Sono state completate le opere di isolamento delle pareti esterne e sono stati rinnovati gli spogliatoi, che ora dispongono di un moderno impianto radiante a pavimento in grado di assicurare maggiore comfort e una sensibile riduzione dei consumi. Anche gli impianti elettrici e termici a servizio dell’area vasca stanno procedendo verso il completamento, mentre a breve verranno installati i nuovi infissi per consentire la chiusura dell’involucro e la successiva messa in funzione delle vasche con il collaudo del sistema di filtraggio.
L'amministrazione ha inoltre avviato uno studio per la sostituzione della centrale termica, il vero cuore energetico dell'impianto, valutandone una nuova collocazione più centrale per ridurre dispersioni e ottimizzare i consumi. In parallelo si guarda con interesse alle opportunità offerte dal Conto Termico 3.0, che consentirebbero di ampliare l’impianto fotovoltaico già previsto e di trasformare la piscina in un edificio NZEB, cioè a consumo energetico quasi zero.
La piscina comunale tornerà dunque a disposizione della collettività come un'infrastruttura rinnovata, moderna ed efficiente, pronta a rispondere alle esigenze sportive e ricreative della comunità, e soprattutto sostenibile da un punto di vista energetico ed economico.
L’inadempienza della ditta sta creando ritardi nel cronoprogramma e nella conseguente riapertura della struttura, ma si procede comunque senza indugi verso l’obiettivo di restituire alla collettività una struttura affidabile, efficiente e sostenibile.
Due giorni di formazione per offrire un’opportunità di approfondimento e confronto tra esperti e insegnanti sui disturbi dell’apprendimento e sulle nuove misure di prevenzione, al fine di individuare strategie efficaci per l’inclusione e il successo scolastico degli studenti con DSA.
Ad organizzarle l’evento, che si svolgerà nei giorni di venerdì 10 e 17 ottobre presso il Nido d’infanzia La Lumachina di via Quasimodo, è l’Assessorato alla Famiglia e alle Politiche Educative del Comune di Civitanova Marche in collaborazione con Asp Paolo Ricci, nell’ambito della progettualità Civitanova Città con l’Infanzia. L’incontro è rivolto a tutti i docenti delle scuole dell’infanzia pubbliche, private e paritarie.
"Prendersi cura della comunità vuol dire pensare alle tante esigenze che attraversano la quotidianità di grandi e piccoli – ha dichiarato l’assessore di riferimento Barbara Capponi. Ecco dunque che, oltre a interventi, sostegni, bandi economici e molto altro, Civitanova Città con l’Infanzia ha investito molto sulla formazione alla cittadinanza su tematiche specifiche: il progetto di in-formazione sull'autismo, quello sulla accoglienza e l'affido, e ora procediamo, in rete con gli altri attori di Educare in Comune, alla formazione gratuita per gli insegnanti di tutte le scuole dell’infanzia sul tema dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Una opportunità importante per rendere ancora più salda l’alleanza istituzioni-scuola-famiglia, a ricaduta concreta sui nostri figli, per cui aspettiamo davvero tanti docenti".
Il 10 ottobre, alle ore 17,30, interverranno le dott.sse Gioia Di Chiara, pedagogista clinico, e Giulia Viola, logopedista. Il venerdì successivo (17 ottobre), sempre alle ore 17,30, a relazionare sul tema sarà la dott.ssa Gioia Di Chiara con la dott.ssa Federica Mazzone, neuropsicomotricista. Per partecipare all’iniziativa è necessaria la prenotazione.
L’evento rientra nell’ambito del progetto “Educare in Comune – La famiglia colonna portante della comunità e del domani”, promosso dall’Assessorato alla Famiglia e alle Politiche Educative del Comune di Civitanova Marche con il contributo del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
I quiz show sono uno specchio della società: nascono come intrattenimento “leggero”, ma negli anni hanno incorporato sapere, linguaggi e tecnologie fino a diventare prodotti culturali complessi. Se ieri il fulcro era la curiosità – rispondere bene a una domanda – oggi l’esperienza si estende: studio scenografico ad alto tasso tecnologico, app di partecipazione in tempo reale, sperimentazioni interattive su piattaforme streaming e perfino ambienti immersivi. Eppure il patto con il pubblico resta lo stesso: mettere alla prova la conoscenza.
Dalle origini radiofoniche allo shock etico che ha cambiato le regole
Il quiz nasce sulla radio statunitense degli anni ’30 come programma di partecipazione del pubblico, prima di esplodere in televisione nel dopoguerra. Il genere si afferma perché fonde gioco, tensione e nozioni enciclopediche in pillole narrative facilmente condivisibili.
Il successo, però, porta anche storture: alla fine degli anni ’50 gli scandali legati ai quiz truccati negli USA innescano un ripensamento profondo del settore, con nuove prassi editoriali e controlli, e un cambio di sensibilità nel pubblico, che chiede trasparenza. Quella ferita ha spinto i produttori a progettare format più solidi e verificabili, lasciando un’impronta duratura sulla grammatica dei giochi televisivi.
L’Italia dei grandi telequiz e la centralità della cultura generale
In Italia, l’onda arriva presto e diventa rito nazionale. “Lascia o raddoppia?” (dal 1955) trasforma le serate dei telespettatori in un appuntamento collettivo e inaugura un’idea di quiz come evento popolare, capace di parlare al Paese intero. Pochi anni dopo “Rischiatutto” (1970–1974) rafforza il legame fra spettacolo e cultura generale, con materia di specializzazione, tabellone e regolamenti che valorizzano studio e memoria. Le Teche Rai documentano bene l’importanza di questi format nella storia del costume.
Formati iconici e innovazione di linguaggio
Alcuni titoli cambiano per sempre le regole del gioco. “Jeopardy!” innova la struttura: indizi formulati come risposte e concorrenti che devono “porre la domanda”, una soluzione brillante per intensificare il ragionamento e alzare l’asticella culturale. Negli anni Duemila il programma continua a rinnovarsi anche visivamente: nel 2024 il celebre pannello a 36 monitor è stato sostituito da un’unica videowall ad altissima definizione, segno di come l’hardware di studio sia parte integrante della narrazione.
“Who Wants to Be a Millionaire?” (1998) introduce a sua volta una drammaturgia modernissima – progressione a soglie, “lifelines” come aiuti – diventando un format globale e dimostrando che la suspense può nascere anche dalla micro-gestione della scelta informata. La sua forza visiva (illuminazione, set circolare, musica) ha fissato uno standard produttivo poi imitato.
La svolta interattiva: dal telecomando allo smartphone
La tecnologia ha progressivamente abbattuto il muro fra studio e salotto. All’inizio degli anni 2000 la versione britannica di “Millionaire” sperimenta la partecipazione in tempo reale via TV digitale: i telespettatori giocano in parallelo, segno di una televisione già “a due vie”. Pochi anni dopo, broadcaster come Channel 4 integrano la “second screen” con app ufficiali che aggiungono quiz, voti e contenuti sincronizzati; nel caso di “The Million Pound Drop” le performance aggregate del pubblico entrano in grafica, contaminando il racconto live.
Con lo smartphone, il salto: nel 2017 “HQ Trivia” trasforma il live mobile in fenomeno globale, dimostrando che un’utenza di massa può condividere la stessa partita, allo stesso minuto, in qualunque luogo. Il modello ha avuto alti e bassi, ma ha indicato una via: il quiz come appuntamento comunitario digitale.
Anche lo streaming ha provato a strutturare format interattivi nativi: nel 2022 Netflix lancia “Trivia Quest”, una serie-gioco quotidiana giocabile direttamente in piattaforma; il test conferma che l’interazione non è un gadget, ma una forma narrativa. In seguito, la stessa Netflix ha ridotto l’offerta interattiva, segnale che la sostenibilità del modello richiede ancora ricerca sul rapporto fra costi, engagement e linguaggi.
Live game show online: la grammatica televisiva in studio virtuale
Negli ultimi anni una nuova nicchia ha portato la grammatica del quiz nello streaming in diretta con conduttori reali e regia multicamera, ricreando lo studio televisivo in ambienti digitali e con motori grafici evoluti. In questo perimetro rientrano i “live game show” ospitati da operatori di gioco online: produzioni che uniscono ruote, pareti LED, bonus round e interazione in tempo reale. Esempi come Crazy Time mostrano l’ibridazione fra estetica TV e infrastrutture di streaming sempre più sofisticate (multi-camera live, RNG certificati, set scenografici), senza confondersi con i quiz televisivi tradizionali per finalità e contesto.
Dallo studio al “phygital”: dagli XR set agli ambienti immersivi
L’evoluzione tecnologica non è solo logistica: modifica linguaggio e percezione. Videowall unificati, tracking di camera, grafica in tempo reale e luci intelligenti consentono round più chiari e spettacolari, con informazioni leggibili e feedback immediato per pubblico e concorrenti (si veda, ancora, il caso “Jeopardy!”). La stessa idea “esperienziale” si sposta a casa: nel 2025 “Jeopardy! Daily” arriva su Apple Arcade con una versione che, su visori come Vision Pro, ricrea lo studio in ambienti immersivi, avvicinando ancora di più chi gioca alla grammatica del programma.
Più cultura, non meno: perché oggi i quiz sono (anche) divulgazione
Il cliché del quiz “vuoto” è superato da tempo. Format storici come “University Challenge” nel Regno Unito hanno consolidato l’idea del quiz come palestra di cultura accademica, capace di valorizzare contenuti specialistici e rigore nella verifica delle risposte; non a caso il programma è percepito come istituzione nazionale con un forte capitale simbolico. In parallelo, format mainstream hanno imparato a dosare domande di attualità, scienze, arti e letteratura con ritmo televisivo, trasformando il quiz in un contesto di apprendimento leggero ma non superficiale.
Il presidente del Cermis, Andrea Passacantando, ha incontrato, l’altro giorno, a Roma, il sottosegretario all’Agricoltura, alla Sovranità alimentare e alle Foreste, Patrizio La Pietra, per presentare le attività e le prospettive del Cermis, Centro di ricerca e sperimentazione per il miglioramento vegetale “Nazareno Strampelli”, una delle eccellenze della ricerca agronomica italiana.
Durante l’incontro, svoltosi in un clima cordiale e costruttivo, Andrea Passacantando ha illustrato la missione e i progetti del Centro, evidenziando il ruolo cruciale che esso riveste non solo per le Marche, ma per l’intero comparto agricolo nazionale.
Il Cermis affonda le proprie radici in una lunga tradizione di ricerca agronomica nata nelle Marche diversi decenni fa, portando avanti la “rivoluzione verde” avviata dal maceratese Nazareno Strampelli. Nel tempo, il Centro ha saputo coniugare la vocazione agricola del territorio con una visione scientifica e innovativa, diventando un punto di riferimento nazionale ed europeo.
Fra i traguardi raggiunti si annoverano lo sviluppo di nuove varietà adatte ai diversi areali italiani, il sostegno alle aziende agricole nelle scelte colturali e la promozione della sostenibilità delle produzioni.
Oggi il Cermis è impegnato in una intensa attività di sperimentazione e miglioramento vegetale, che si svolge su circa 6.000 parcelle sperimentali. Qui vengono condotti test e prove su varietà provenienti da tutta Europa, con l’obiettivo di selezionare quelle più idonee a garantire produzioni agricole di qualità, capaci di resistere ai cambiamenti climatici e alle sfide del mercato globale.
«Il nostro lavoro quotidiano – ha spiegato il presidente Passacantando – è quello di mettere la ricerca scientifica al servizio del mondo agricolo. La sperimentazione che conduciamo non resta confinata nei campi di prova, ma viene trasferita direttamente alle aziende, fornendo risposte concrete per migliorare produttività e sostenibilità. Ogni anno sono realizzate circa 100 prove sperimentali su almeno dieci diverse specie agrarie, per un totale di 6.000 parcelle e 3.000 varietà, su una superficie di circa 20 ettari».
Il sottosegretario Patrizio La Pietra ha espresso vivo interesse per le attività del Centro, sottolineandone l’importanza strategica in un periodo cruciale per l’agricoltura italiana.
L’incontro ha rappresentato un’occasione significativa per rafforzare il dialogo istituzionale e porre le basi per future collaborazioni tra il Cermis e il Ministero. La valorizzazione delle eccellenze marchigiane e il sostegno a centri di ricerca come il Cermis rientrano a pieno titolo nelle strategie di sviluppo del comparto agricolo, chiamato oggi a coniugare innovazione, competitività e sostenibilità.
All’incontro, insieme ad Andrea Passacantando, era presente anche Sauro Petrini, funzionario Masaf del settore ippico.
La carezza del vento di Camerino ha accolto, domenica 5 ottobre, l’arrivo della Peregrinatio Mariae, ultima tappa marchigiana lungo la Via Lauretana. Ad attendere la statua della Madonna di Loreto sul sagrato della Basilica di San Venanzio Martire c’erano il parroco don Marco Gentilucci, un nutrito gruppo di fedeli e i rappresentanti delle tre confraternite locali: Santa Maria in Via, San Venanzio e Santissimo Sacramento-Sant’Ansovino. Presenti anche i volontari dell’Unitalsi.
La giornata è iniziata con un momento di preghiera e la recita del Santo Rosario, che ha preceduto la Messa domenicale delle 11.30, gremita di partecipanti.
«Il passaggio della statua della Madonna di Loreto rappresenta un momento di speranza per tutta la nostra comunità e per tutti i paesi toccati da questo pellegrinaggio – ha detto don Marco Gentilucci –. Tutti noi stiamo ancora vivendo la fatica del terremoto del 2016 e occasioni come questa ci spingono a ritrovarci e ci donano un senso di appartenenza. La Vergine di Loreto è anche un segno di vicinanza dei fedeli delle Marche a questa terra che vive questa esperienza di resilienza alimentata dai segni della fede e della nostra storia. Accogliere la Madonna Pellegrina è per noi un rimettersi in cammino».
A portare il saluto del sindaco Roberto Lucarelli e dell’amministrazione comunale è stata l’assessore Silvia Piscini, che ha sottolineato: «Iniziative come queste sono segnali continui di ripartenza. Camerino ha aderito a tutti i cammini religiosi e sappiamo bene quanto sia importante continuare a credere in questi percorsi per favorire un turismo religioso verso il quale c’è un interesse sempre più crescente. Gli sforzi della Regione, della struttura commissariale, delle varie Fondazioni e, in questo caso, della Fondazione Bandini contribuiscono a far crescere la città e tutto il territorio».
La Peregrinatio Mariae prevede venti tappe fino a Roma. Dopo aver attraversato Recanati, Macerata, Tolentino, Camerino, Colfiorito, Foligno, Montefalco, Spoleto, Terni, Narni, Otricoli, Magliano Sabina, Gallese, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Rignano Flaminio, Castelnuovo di Porto, Riano e Prima Porta, la statua raggiungerà l’11 ottobre la Chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma. La Peregrinatio Mariae si concluderà domenica 12 ottobre con la Santa Messa presieduta dal Santo Padre in Piazza San Pietro, culmine del Giubileo della Spiritualità Mariana.
L’evento giubilare è promosso dalla Regione Ecclesiastica Marche e organizzato dalla Fondazione Giustiniani Bandini, in collaborazione con il Tavolo di Concertazione per il Recupero e la Valorizzazione della Via Lauretana e con tutte le Diocesi lungo il percorso. La Peregrinatio Mariae rappresenta una delle iniziative più significative previste per il Giubileo 2025 dalla Regione Marche, nell’ambito del progetto “Pellegrini di Speranza”, e rientra nel Calendario dei Grandi Eventi della Santa Sede.
Il Comune di San Severino Marche informa la cittadinanza che nei prossimi giorni saranno in vigore limitazioni temporanee alla circolazione e alla sosta veicolare in diverse vie del centro abitato, per consentire lo svolgimento di lavori edili e interventi sulla rete idrica.
Nella giornata di lunedì 6 ottobre saranno interessate via Salimbeni e largo Sant’Andrea, dove verranno eseguiti lavori presso un edificio privato che richiedono la presenza di mezzi d’opera. I divieti di transito e di sosta saranno validi dalle ore 8:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:00.
A causa della chiusura temporanea al traffico, chi proviene da via Massarelli avrà l’obbligo di svolta a destra verso via Nazario Sauro, mentre chi arriva da via Collio e viale Bigioli dovrà svoltare a sinistra in direzione di via Garibaldi e piazza del Popolo. Il transito pedonale sarà comunque garantito e regolato in sicurezza da personale della ditta esecutrice dei lavori. Sono esclusi dai divieti i mezzi di soccorso in emergenza.
Contestualmente, la Polizia Locale ha emesso una seconda ordinanza che interesserà via Madonna dei Lumi, dove verranno eseguiti lavori di scavo e allaccio di una civile abitazione alla condotta idrica, a cura della municipalizzata Assem. In questo caso, le modifiche alla viabilità saranno in vigore dalle ore 8:30 di lunedì 6 ottobre alle ore 17:00 di martedì 7 ottobre, o comunque fino al completamento dei lavori.
È previsto il divieto di transito – con eccezione per residenti, forze dell’ordine e mezzi di soccorso – nel tratto compreso tra via Ludovico Ariosto e via Porta San Francesco/via Scampoli. Nel punto prospiciente il civico 1 di via Madonna dei Lumi, verrà istituito un restringimento di carreggiata con senso unico alternato.
Anche in questo caso, il passaggio pedonale sarà consentito e regolato con apposite indicazioni o da personale autorizzato per garantire la sicurezza.
Ottobre è arrivato con il suo fascino discreto ed austero. Il sole si fa strada tra le nuvole, cedendo il passo al buio precoce della sera che porta con sé un’aria ormai tagliente. Il rosso, l’arancio ed il giallo dorato si accendono d’intensità, prima di avviarsi al riposo invernale.
La natura rallenta il suo ritmo e con dolce fermezza ci insegna l’arte di lasciare andare, per prepararci alla rinascita futura, così come l’autunno prepara la primavera. È la stagione dell’introspezione, della ricerca di un nido sicuro in cui sostare per prenderci cura del nostro spazio interiore.
Un movimento naturale verso un raccoglimento che può portare con sé un’emozione spesso temuta: la tristezza, un’amica silenziosa dispensatrice di forti intuizioni. In una società che esalta la performance e la felicità ad ogni costo, la tristezza è considerata una debolezza da mascherare e da superare in fretta.
Eppure l’autunno ci ricorda che anche la tristezza ha un suo ruolo importante come parte del ciclo della vita. Quando le permettiamo di attraversarci diventa una preziosa alleata che ci accompagna verso la nostra verità più autentica.
Ci invita a guardare le nostre vulnerabilità con onestà per riconoscere quei legami, illusioni o aspettative che non risuonano più con ciò che siamo diventati. Come l’autunno ci insegna che ogni fine contiene il seme del nuovo inizio, la tristezza è necessaria per la nostra rinascita.
Impariamo, così, il coraggio di restare anche quando le luci si affievoliscono e il buio si fa più vicino, con la fiducia che proprio da quelle ombre possa rinascere il sole.
Dimorare nella tristezza ci richiede la pazienza di accettare ciò che sembra dormiente, perché, in quel vuoto apparente, la terra sta preparando le radici per una nuova fioritura.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa all’assegno di mantenimento destinato, in fase di cessazione degli effetti civili del matrimonio, al coniuge economicamente più debole.
Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da un lettore di San Severino Marche, che chiede: "In quali circostanze viene concesso l’assegno di mantenimento all’ex coniuge e quale funzione ha?"
Il caso di specie ci offre l’occasione di far chiarezza su una questione estremamente attuale, sulla quale ha avuto modo di pronunciarsi il Tribunale di Milano con la sentenza n. 6665/2019 di rigetto dell’istanza proposta da una donna al proprio ex marito, stabilendo espressamente quanto segue: "In considerazione del fatto che la signora possa considerarsi economicamente autosufficiente, anche se con possibilità decisamente inferiori rispetto a quelle del marito, occorre tuttavia sottolineare che alla luce dell'attuale orientamento delle S.U. della Corte di Cassazione (sentenza n. 18287/2018) le condizioni economiche e patrimoniali dei coniugi non costituiscano più il punto di riferimento principale per l'attribuzione del diritto ad un assegno di mantenimento poiché le stesse rilevano solo ove eziologicamente connesse al contributo di ciascuno nel corso della vita matrimoniale, secondo quanto prescritto all’art. 5 comma 6 L. n. 898/1970". (Tribunale di Milano, Sent. n. 6665/2019)
Difatti, l’articolo citato nella menzionata sentenza, disciplinando i parametri da valutare al fine del riconoscimento di un assegno di divorzio a beneficio di uno dei due ex coniugi, prevede testualmente che: “Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il Tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l'obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell'altro un assegno quando quest'ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive".
Per tali ragioni, una volta avanzata la richiesta da una delle parti, il Giudice deve procedere alla comparazione delle condizioni economiche e patrimoniali delle stesse, e laddove emerga l'inadeguatezza dei mezzi del richiedente, o comunque l'impossibilità di procurarseli per ragioni obiettive, il Giudicante deve accertarne rigorosamente le cause alla stregua dei parametri indicati dal menzionato art. 5.
In particolare, deve considerare se quella disuguaglianza economica che emerge sia o meno la conseguenza del contributo fornito dal richiedente alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale dei due ex coniugi, con sacrificio delle proprie aspettative professionali e reddituali, in relazione all'età e alla durata del matrimonio.
Solo dopo tali valutazioni, il giudice potrà decidere se stabilire un assegno di mantenimento e quantificarlo, senza rapportarlo né al pregresso tenore di vita familiare, né al parametro dell’autosufficienza economica, ma in misura tale da garantire all’avente diritto un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella vita coniugale.
Pertanto, in risposta al nostro lettore, ed in linea con la più recente e autorevole giurisprudenza, si può affermare che: "All'assegno divorzile in favore dell'ex coniuge deve attribuirsi, oltre alla natura assistenziale, anche funzione perequativo-compensativa, che conduce al riconoscimento di un contributo volto a consentire al coniuge richiedente non il conseguimento dell'autosufficienza economica sulla base di un parametro astratto, bensì il raggiungimento in concreto di un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella realizzazione della vita familiare, in particolare tenendo conto delle aspettative professionali sacrificate". (Corte di Cassazione, Sez. Unite, Sent. n. 18287/2018)
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Dal 6 ottobre al 7 novembre 2025 l'Ufficio postale di Tolentino centro, situato in Galleria Europa 9, resterà chiuso al pubblico per consentire l’esecuzione dei lavori di rifacimento dell’impianto di climatizzazione.
Lo comunica Poste Italiane al sindaco Mauro Sclavi, spiegando che l’intervento si è reso necessario per garantire maggiore comfort e sicurezza sia agli utenti che al personale.
Durante il periodo di chiusura, i cittadini potranno rivolgersi all’Ufficio postale di viale Giacomo Brodolini 15, che sarà regolarmente operativo con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 19.05 e il sabato dalle 8.20 alle 12.35.
Il Comune invita i tolentinati a programmare per tempo eventuali operazioni e ringrazia la cittadinanza per la collaborazione, in attesa della riapertura della sede centrale.
Le opzioni per risparmiare sulle polizze assicurative sono tante ma una si distingue per efficacia e per accessibilità. Con un comparatore di assicurazioni è possibile mettere a confronto le proposte di varie compagnie assicurative, in modo da individuare l’offerta più vantaggiosa, tenendo conto sia dei costi che delle caratteristiche delle polizze.
Tramite Segugio.it, ad esempio, è possibile ridurre in modo netto i costi delle proprie assicurazioni, semplicemente andando a individuare le compagnie più convenienti, in base ai propri dati.
Perché usare un comparatore
Un comparatore di assicurazioni garantisce diversi vantaggi per gli utenti. Grazie al confronto dei preventivi, calcolati in base ai propri dati, è possibile valutare diverse proposte in pochi secondi. Basta inserire una sola volta i dati per accedere a numerosi preventivi da mettere a confronto, con un risparmio sia di tempo sia di denaro.
Questo sistema permette di scartare i preventivi poco convenienti (perché troppo costosi o non in linea con le proprie necessità) e confrontare tra loro quelli più interessanti.
In questo modo, in breve tempo, è possibile individuare la polizza assicurativa giusta da attivare, sia per caratteristiche che per costi. Un altro vantaggio dei comparatori è la possibilità di effettuare l’attivazione della polizza direttamente online, raggiungendo il sito della compagnia che propone l’offerta scelta, eliminando anche costi aggiuntivi grazie all’assenza di intermediari.
Quali polizze attivare con un comparatore
Con un comparatore di assicurazioni come Segugio.it si può risparmiare su varie tipologie di polizze. Sfruttando il confronto online (sempre gratuito e senza impegno), infatti, si ha la possibilità di scegliere la polizza auto ma anche assicurazioni per moto, ciclomotore e autocarro, in modo da attivare una copertura completa per tutti i veicoli della propria famiglia. In questo caso, per accedere ai preventivi (su misura) basta inserire il numero di targa.
Il confronto dei preventivi, però, è la soluzione giusta anche per poter accedere ad altre polizze come le assicurazioni viaggio, le assicurazioni per gli animali domestici e quelle per la casa. Il principio di funzionamento è sempre lo stesso: basta inserire i pochi dati necessari al calcolo di un singolo preventivo per poter accedere a numerose proposte da confrontare per poi scegliere quella giusta.
Un altro aspetto fondamentale della comparazione tramite un servizio come Segugio.it è rappresentato dalla trasparenza. Il confronto viene calcolato su misura, in base ai dati forniti dall’utente, e c’è sempre la possibilità di verificare costi e caratteristiche della polizza, in modo dettagliato, prima di raggiungere il sito della compagnia scelta per l’attivazione. Il processo di confronto prevede un ordinamento dei preventivi in base alla convenienza per l’utente che può individuare in modo semplice l’offerta migliore.
Per la cura e la sicurezza del territorio del comune di Valfornace arriva un nuovo mezzo operativo polivalente destinato all'Ufficio tecnico per i servizi di manutenzione. L'amministrazione comunale, grazie alla partecipazione al bando della Regione Marche "Comuni dei territori interni", ha da poco acquistato un autocarro, una macchina operatrice polivalente Multicar M31 a passo lungo, dalla ditta Mi&P Srl.
Si tratta di un mezzo a trazione integrale, emissioni Euro 6, dotato anche di braccio decespugliatore. Un macchinario ad alta versatilità, particolarmente idoneo per le esigenze di un territorio montano come quello del comune di Valfornace e delle sue numerose frazioni. Il veicolo potrà essere utilizzato per il servizio di sgombero neve e spargimento sale in inverno, ma anche per la pulizia delle strade e per lavori di trasporto, essendo dotato di un cassone ribaltabile.
Il costo dell’autocarro, per un importo complessivo di 140mila euro circa, per 90mila euro è stato coperto dai fondi regionali e per la restante parte con i fondi comunali.
"L'acquisto di questo nuovo mezzo polivalente rappresenta un passo fondamentale per la cura del nostro territorio. Le nostre sono strade di montagna, con esigenze specifiche legate sia all'inverno, come lo sgombero neve e lo spargimento del sale, sia alla manutenzione ordinaria e straordinaria nelle tante frazioni del Comune – sottolinea il sindaco Massimo Citracca, che ringraziando la Regione Marche per la concessione di un finanziamento che coprirà gran parte dell’acquisto, spiega – Questo investimento si traduce in una maggiore sicurezza per i cittadini e in una migliore qualità della vita per tutta la comunità".
La Giunta comunale di Tolentino ha approvato il progetto esecutivo per la riqualificazione della pista di pattinaggio e la realizzazione di un nuovo skate park in zona Sticchi, nelle vicinanze della piscina comunale.
Il progetto, del valore di 71.000 euro, sarà finanziato attraverso fondi comunali e il contributo di sponsor. I lavori inizieranno entro la fine del mese e prevedono la realizzazione delle strutture necessarie, come ostacoli, e le opere edili connesse.
Durante il Consiglio comunale del 25 settembre scorso, è stata inoltre approvata l’integrazione al piano di valorizzazione patrimoniale riguardante l’area interessata. Grazie alla collaborazione con Assm spa, attuale proprietaria dello spazio della pista di pattinaggio, il Comune disporrà di un diritto di superficie a titolo gratuito per 10 anni, permettendo così di procedere con i lavori.
"Siamo molto soddisfatti – dichiarano il sindaco Mauro Sclavi e l’assessore allo sport Alessia Pupo – perché l’intervento permetterà di migliorare e riqualificare un’area già a vocazione sportiva, facilmente raggiungibile anche a piedi, creando un ulteriore spazio di socialità e aggregazione dedicato ai giovani".
L’amministrazione comunale sottolinea inoltre come "a Tolentino non era mai stata presente una struttura di questo tipo. Il progetto è stato sviluppato ascoltando e condividendo le esigenze dei ragazzi del comitato locale, che avranno finalmente un luogo idoneo dove coltivare e condividere la passione per lo skate, uno sport diffuso e molto praticato nel territorio".
(Foto di repertorio)
L’Ufficio Elettorale del Comune di Macerata ricorda ai cittadini che, in vista delle prossime elezioni amministrative, è possibile presentare la domanda di iscrizione all’albo dei presidenti di seggio e all’albo degli scrutatori per l’anno elettorale 2026.
Le scadenze sono diverse: c’è tempo fino al 31 ottobre 2025 per presentare la domanda di iscrizione all’albo dei presidenti di seggio, mentre le domande per l’iscrizione all’albo degli scrutatori potranno essere inviate fino al 30 novembre 2025.
Le richieste devono essere compilate utilizzando la modulistica dedicata, scaricabile dal sito istituzionale del Comune, allegando la copia di un documento di riconoscimento in corso di validità. Le informazioni e i moduli sono disponibili sul portale comunale alle sezioni dedicate all’iscrizione all’albo degli scrutatori e all’iscrizione all’albo dei presidenti di seggio.
Per ulteriori chiarimenti è possibile rivolgersi direttamente all’Ufficio Elettorale del Comune di Macerata, scrivendo all’indirizzo e-mail elettorale@comune.macerata.it, oppure contattando i numeri 0733 256 420 / 0733 256 269. È disponibile anche la PEC: comune.macerata.demografici@legalmail.it.
Per molti anni, medici, infermieri e altri operatori sanitari non hanno avuto altra scelta che indossare semplici camici bianchi. Di recente le cose sono cambiate. Casacche, giacche, tuniche, gonne e camici da laboratorio sono disponibili in una gamma abbagliante di colori e modelli alla moda. Grazie a questa scelta incredibilmente ampia, infermieri, medici e tecnici di laboratorio possono esprimere il proprio stile per apparire alla moda e professionali allo stesso tempo.
Codice di abbigliamento in ospedali e cliniche
Le grandi strutture sanitarie pubbliche e private di solito hanno rigidi codici di abbigliamento per i propri dipendenti. In molti luoghi di questo tipo è vietato indossare abiti normali, ad esempio magliette, anche sotto il abbigliamento sanitario o medico regolare. L'obiettivo di questo approccio è promuovere la pulizia e l'igiene sul posto di lavoro: gli indumenti portati dall'esterno possono essere fonte di agenti patogeni pericolosi. Un'altra pratica interessante frequentemente applicata negli ospedali è quella di assegnare diversi colori agli indumenti medici per indicare che un determinato dipendente lavora in un reparto specifico dell'ospedale. Ad esempio, i chirurghi indossano normalmente camici verde chiaro o azzurro. L'uso di colori diversi aiuta i pazienti e le persone che non lavorano in ospedale a identificare specifici specialisti.
Evoluzione del mercato dell'abbigliamento medico
Negli ultimi anni, il mercato dell'abbigliamento medico ha subito cambiamenti sostanziali. Oggigiorno, gli stilisti competono tra loro presentando ai rappresentanti del settore sanitario nuove idee per modelli e colori alla moda e unici. Esistono modelli di abbigliamento medico personalizzato per ogni tipo di persona, che soddisfano le preferenze e le esigenze di tutti gli operatori sanitari. Il mercato offre numerosi tipi di capi di abbigliamento per soddisfare le esigenze personali dei propri utenti:
- casacche
- pantaloni
- divise mediche
- camici da laboratorio
- camicie da donnae da uomo
- copricapi
- giacche
- tuniche
- gonne
- abiti
- maglie in pile.
Le uniformi mediche per donna e uomo sono state progettate all'insegna della massima semplicità: il numero di elementi in cui può accumularsi lo sporco è ridotto al minimo. Allo stesso tempo, i camici moderni presentano tagli accattivanti e un'ampia varietà di colori.
La combinazione di abbigliamento medico più popolare che garantisce comfort è un set composto da casacca e pantaloni. I pantaloni hanno solitamente gomma in vita o lacci per il massimo comfort. In questo modo, potrai indossarli comodamente indipendentemente dalla misura della tua vita. Le casacche sono caratterizzate da scollature dalle forme diverse, dettagli eleganti, cuciture e stampe. La gamma di colori disponibile consente di abbinare facilmente casacche e pantaloni per ottenere il miglior effetto possibile. Puoi anche decidere di acquistare un set di abbigliamento medico già pronto.
Colore, fantasia e taglio: un'ampia varietà di tipi di camici
Oltre ai classici pantaloni, casacche e camici da laboratorio, è possibile scegliere tra articoli davvero unici: sono disponibili numerosi colori, fantasie e modelli tra cui infermieri e medici possono scegliere.Gli indumenti medici sono disponibili in molti colori vivaci per dimostrare che gli operatori sanitari possono avere un aspetto professionale e al tempo stesso appariscente.
Giacche ben aderenti con linea accentuata in vita, gonne da medico con zip e cuciture frontali accattivanti, abiti larghi e aderenti in colori vivaci per donne esigenti, bellissime tuniche con orli delicati: tutto questo dimostra che il tuo abbigliamento medico può avere un vero fascino femminile. Gli abiti aderenti valorizzeranno le tue forme senza limitare i tuoi movimenti.
Tessuti utilizzati nell'abbigliamento medico
Gli stili e le varietà di abbigliamento medicale sembrano infiniti. Ma come si traducono in comfort nell'indossarli? I produttori tengono conto anche di questo aspetto per soddisfare le esigenze dei clienti. Oggigiorno, gli indumenti medici sono prodotti con tessuti di altissima qualità: morbidi, traspiranti e resistenti allo sbiadimento e alla perdita di colore.
Il cotone è ancora il materiale più popolare e più frequentemente scelto, ma spesso viene combinato con altri tipi di tessuto. L'aggiunta di poliestere o spandex nei set di camici medici li rende più elastici. I tessuti flessibili sono molto pratici perché non limitano i movimenti e assorbono efficacemente l'umidità, aumentando il comfort. Alcune miscele tessili rendono gli indumenti medici resistenti alle macchie. Con questi scrub, potrai avere un aspetto fantastico e sentirti asciutta e fresca per tutto il giorno?
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Negli ultimi vent’anni la sessualità ha vissuto una trasformazione profonda, spinta dall’avanzata della tecnologia e dal cambiamento dei costumi sociali. Se un tempo l’intimità era legata quasi esclusivamente alla fisicità e alla presenza reale di un partner, oggi si è aperto un nuovo capitolo che porta il piacere in territori digitali, dove l’esperienza non è più vincolata al contatto diretto ma si arricchisce di possibilità virtuali.
Il panorama contemporaneo è infatti caratterizzato da due binari che spesso si incrociano: da una parte il sesso digitale, che include la pornografia online, le chat erotiche, le piattaforme interattive e la realtà virtuale; dall’altra le forme tradizionali, come il sesso occasionale e gli incontri a pagamento. Non si tratta di mondi separati, bensì di universi che convivono e si influenzano, in un gioco di contrasti e contaminazioni che sta riscrivendo il modo in cui concepiamo l’intimità.
Dalla pornografia interattiva alla realtà immersiva
Il primo grande cambiamento è arrivato con la diffusione di internet. Negli anni Novanta l’accesso illimitato a contenuti pornografici ha modificato l’immaginario erotico collettivo, rendendo la fruizione privata e personalizzata. In seguito, l’avvento del web 2.0 ha portato a nuove dinamiche: dalle webcam ai siti live, l’utente non era più spettatore passivo ma parte attiva, capace di interagire, chiedere e modellare l’esperienza.
Oggi il passo successivo si chiama realtà virtuale. I visori 3D consentono di entrare in ambienti digitali che simulano in modo sempre più realistico la presenza di un partner. Se a questo si aggiungono i cosiddetti teledildonics, ovvero dispositivi di stimolazione connessi a internet, la simulazione raggiunge livelli sorprendenti. Due persone a chilometri di distanza possono vivere un incontro intimo sincronizzato, percependo movimenti e sensazioni in tempo reale. Il sesso diventa così un’esperienza immersiva, capace di abbattere i confini tra reale e digitale.
Sicurezza e personalizzazione, ma anche alienazione
Il successo del sesso digitale risiede nella sua capacità di rispondere a esigenze che il sesso fisico non sempre soddisfa. In un mondo che corre veloce, l’anonimato e la discrezione di una piattaforma online permettono a molti di esplorare fantasie senza timore di giudizio. Le coppie separate dalla distanza possono mantenere una vita sessuale attiva nonostante i chilometri, mentre persone con disabilità o difficoltà sociali trovano nella realtà virtuale un terreno accessibile per vivere la propria intimità. Non meno importante è l’assenza di rischi sanitari: niente malattie trasmissibili, gravidanze indesiderate o situazioni di pericolo fisico.
Al tempo stesso, il sesso digitale non è privo di criticità. L’esperienza, pur sofisticata, non riesce a replicare il calore della pelle, l’odore di un corpo, l’imprevedibilità di un incontro reale. Per alcuni, il rischio è quello di sviluppare una dipendenza che riduce la voglia di rapporti dal vivo, con conseguente isolamento e impoverimento delle relazioni umane. Inoltre, i dati biometrici e comportamentali raccolti da questi dispositivi pongono interrogativi serissimi sulla tutela della privacy.
Il fascino del sesso occasionale
Parallelamente, il sesso occasionale continua a esercitare un grande richiamo, anzi oggi è più accessibile che mai. App come Tinder o Grindr hanno reso immediato ciò che in passato richiedeva tempo, coraggio e casualità. Un incontro può essere organizzato in poche ore, con semplicità e immediatezza. Il valore di questa esperienza sta nella fisicità: il contatto diretto, l’energia dell’altro, l’improvvisazione che nessun software potrà mai replicare.
Non mancano però i lati oscuri. Oltre al rischio di malattie sessualmente trasmissibili, il sesso occasionale porta con sé il peso della disillusione emotiva o di situazioni potenzialmente pericolose. È proprio in questo spazio che il sesso digitale viene percepito da molti come un’alternativa più sicura, anche se inevitabilmente meno autentica.
Gli incontri a pagamento nell’era digitale
Un capitolo a parte riguarda gli incontri a pagamento. La prostituzione, legale in alcuni Paesi e clandestina in altri, ha trovato anch’essa nuove strade grazie al digitale. I portali di annunci permettono ad esempio di scegliere in maniera chirurgica la fanciulla con la quale condividere delle fantasie. Oggi esistono piattaforme che offrono servizi di escort, cercando ad esempio su Google le migliori escort a Torino si ha un’ampia scelta di portali ricchi di annunci adatti a qualsiasi tipo di necessità. Siti come OnlyFans hanno invece spostato parte del mercato su abbonamenti e contenuti personalizzati. L’elemento centrale resta comunque lo scambio economico: un rapporto codificato in cui il sesso diventa servizio.
La concorrenza del digitale è qui particolarmente forte. Molti clienti preferiscono investire in esperienze virtuali, più economiche e prive di rischi legali. Allo stesso tempo, alcuni professionisti del sesso hanno scelto di digitalizzare la propria offerta, trasformandosi in creatori di contenuti online. Si assiste così a una trasformazione del mestiere stesso, che da fisico diventa in parte virtuale, adattandosi alle nuove esigenze del mercato.
Una nuova cultura dell’intimità
Guardando il quadro complessivo, appare chiaro che non siamo davanti a una sostituzione ma a una trasformazione culturale. Il sesso digitale non cancellerà quello fisico, così come gli incontri reali non scompariranno di fronte alla realtà virtuale. Quello che sta cambiando è l’idea stessa di sessualità, sempre meno rigida e sempre più fluida. C’è chi continuerà a cercare il brivido dell’incontro occasionale, chi preferirà la sicurezza e la personalizzazione di una sessione in VR, e chi, più probabilmente, alternerà le due esperienze in base al momento, alle necessità e all’umore.
Questa fluidità riflette un mutamento più ampio: la sessualità non è più vista solo come atto fisico, ma come territorio in cui si intrecciano corpo, immaginazione, tecnologia e relazione. La normalizzazione del sesso digitale potrebbe condurre a una nuova consapevolezza, in cui le persone imparano a distinguere tra i diversi livelli di esperienza e a integrarli nella propria vita.
Le domande aperte
Restano però diversi interrogativi. Quale impatto avrà il sesso digitale sulle relazioni di coppia? Alcuni esperti sostengono che, se condiviso, possa rafforzare la complicità, mentre altri temono che diventi una forma di infedeltà virtuale. Che ruolo avrà l’intelligenza artificiale, quando partner digitali sempre più realistici saranno in grado di simulare emozioni e risposte? E ancora: quale sarà il destino dell’industria del sesso a pagamento, costretta a reinventarsi in un mercato sempre più tecnologico?
Non meno urgente è il tema della salute mentale. Se da un lato la tecnologia può offrire libertà e inclusione, dall’altro rischia di accentuare solitudine e alienazione. Vivere una sessualità confinata a mondi virtuali, senza interazione reale, potrebbe avere conseguenze difficili da prevedere.
Il futuro dell’intimità
Quel che sembra certo è che il sesso del futuro non sarà né esclusivamente virtuale né un ritorno nostalgico alla sola fisicità. Piuttosto, sarà un mosaico di esperienze, in cui digitale e reale si mescolano. Le coppie a distanza continueranno a usare la realtà virtuale per colmare i vuoti; gli avatar erotici diventeranno sempre più sofisticati; le piattaforme immersive normalizzeranno ciò che oggi sembra fantascienza.
La vera rivoluzione, forse, non sarà tecnologica ma culturale: riconoscere che la sessualità non è un blocco unico e immutabile, ma un territorio dinamico in continua evoluzione. In questo senso, il sesso digitale e quello reale non sono opposti ma facce della stessa medaglia, strumenti diversi per rispondere a bisogni antichi: desiderio, piacere, connessione.
In un mondo dove i confini tra realtà e digitale si fanno sempre più labili, anche il sesso diventa un’esperienza ibrida, pronta a reinventarsi ancora.
Questa mattina, presso il comando regionale dei Vigili del Fuoco, si è tenuta la cerimonia ufficiale per il passaggio di consegne tra Pierpaolo Patrizietti e Vincenzo Bennardo, che assumerà il comando per i prossimi sei mesi. Un momento carico di emozione, che ha segnato la fine di una lunga e prestigiosa carriera.
Pierpaolo Patrizietti, dirigente superiore del Corpo nazionale e comandante provinciale di Ancona, ha salutato i colleghi ricordando i suoi 35 anni di servizio in diverse sedi italiane: Bologna, Ravenna, Taranto, Ancona e Macerata. “Oggi è un traguardo importante – ha dichiarato – perché dopo 35 anni di servizio in varie sedi d'Italia, diciamo che per raggiungere i limiti d'età c’è il collocamento a riposo”.
Nel suo discorso, Patrizietti ha ricordato con particolare intensità il periodo trascorso a Macerata, segnato da due eventi sismici: “Il periodo da funzionario è collegato al terremoto del 1997, con il coordinamento di tutte le sezioni operative che venivano da tutta Italia. Il periodo da comandante, anche lì purtroppo, il terremoto del 2016 con gli abbattimenti delle case pericolanti che incidevano sulla pubblica via. Purtroppo la zona è sismica e noi ci siamo trovati sempre in prima linea in questo intervento”.
Un impegno vissuto sempre con dedizione, secondo lo spirito del Corpo: “Il senso del lavoro del vigile del fuoco è stare vicino alla cittadinanza e cercare di alleviare le sofferenze o comunque i disagi derivanti da situazioni a rischio con la nostra attività”.
A prendere il suo posto sarà Vincenzo Bennardo, che ha voluto salutare così il collega in uscita: “Va in pensione un collega stimato e capace che ha fatto tutto un suo percorso di carriera brillante, in più col vantaggio di essere anconitano. Chiudere la carriera nel luogo dove uno ha iniziato il proprio percorso e dove è nato e cresciuto, questo è un onore che si aggiunge all'onore già di fare il vigile del fuoco”.
La cerimonia si è svolta inizialmente nello spiazzale della caserma, per poi proseguire all’interno con i saluti istituzionali e l’abbraccio commosso di colleghi, amici e familiari.
“Un campo. A maggio” è il titolo della mostra di Paola Tornambè dedicata a Caroline Branson di Mario Giacomelli, a sua volta ispirato a Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters. Ad organizzarla è Percorsi visivi aps presso la Fototeca Comunale “Paolo Domenella” di vicolo Sforza 6, a Civitanova Marche. La cerimonia d’inaugurazione si svolgerà venerdì 3 ottobre alle 21,30.
La mostra mette in luce un lavoro che scava nel tempo, nell’amore e nella memoria, un lavoro sulla terra e sui ricordi che essa trattiene. Tra fiori di primavera, in un campo sotto il cielo di maggio, si consuma l’amore tra i due protagonisti. Un amore delicato e passionale al tempo stesso, riversato nella natura che li circonda, che non è solo il mero sfondo delle vicende, ma parte integrante di una storia legata alla terra, alla rinascita primaverile, ai campi dove trova svolgimento.
Paola Tornambè è fotografa artistica, scrittrice e sperimentatrice visiva, nata a Roma nel 1982. La sua fotografia è caratterizzata da lunghe esposizioni, immagini mosse atmosfere oniriche, con un uso frequente del bianco e nero. Tema centrale è il fluire del tempo: la fotografia per Tornambè non serve a cristallizzare un istante, ma a mostrarne lo scorrere, le dissolvenze, le tensioni tra visibile e invisibile. Spesso integra l’immagine con la parola: i suoi lavori si accompagnano a testi che dialogano con le fotografie.
Ha realizzato varie mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra gli esempi “Parti di Invisibile”, presentato in più sedi, e la mostra bipersonale “Tutto quel che resta” presso la Galleria La Nica a Roma. È stata pubblicata su riviste e raccolte che trattano di fotografia contemporanea, arte e scrittura.
Aperture: mercoledì e giovedì dalle 15,30 alle 18,30 e venerdì dalle 09,00 alle 12,00. La mostra è organizzata da Percorsi Visivi aps in collaborazione con Centro Culturale aps, Ministero della Cultura, Regione Marche. Ingresso gratuito.