Il riconoscimento dell’Unesco continua a portare i teatri condominiali all’italiana dell’Italia centrale sotto i riflettori internazionali. A raccontare questa particolare tradizione è ora La Vanguardia, prestigioso quotidiano spagnolo che ha dedicato un ampio reportage ai teatri riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
L’articolo, firmato dal corrispondente Francesco Olivo e intitolato “I vicini che costruivano teatri”, parte dalle Marche, dall’Umbria e dalla Romagna per raccontare un modello culturale nato tra il XVII e il XIX secolo e legato a una forma di partecipazione collettiva profondamente radicata nelle comunità locali.
All’epoca, infatti, il termine “condominio” non indicava semplicemente un edificio residenziale condiviso. Famiglie, nobili e, successivamente, borghesi si riunivano per raccogliere fondi, acquistare quote e diventare comproprietari dei teatri cittadini, assicurandosi il diritto di utilizzare i palchi e contribuendo alla vita culturale della comunità.
Un sistema che ha contribuito alla particolare diffusione dei teatri storici nell’Italia centrale. La sola provincia di Macerata conta 27 teatri storici distribuiti in 55 Comuni, molti dei quali di piccole dimensioni.
Tra gli esempi scelti da La Vanguardia c’è il teatro Feronia di San Severino Marche, considerato uno degli edifici più rappresentativi e meglio conservati di questa tradizione.
Il reportage raccoglie anche le parole del direttore dei Teatri di Sanseverino, Francesco Rapaccioni, che ricostruisce l'evoluzione della proprietà del Feronia e il suo significato sociale. Nel regolamento del 1699 l'accesso alla proprietà era riservato alle famiglie aristocratiche titolate a eleggere i consoli. Nel 1734 il diritto venne esteso alla nobiltà, mentre con la costruzione dell'attuale teatro, progettato dall'architetto Ireneo Aleandri tra il 1823 e il 1828, la comproprietà si aprì anche alla borghesia.
Il Feronia venne inaugurato nel 1828 con due opere di Gioachino Rossini. Nel corso dell'Ottocento il sistema si trasformò ulteriormente, arrivando a coinvolgere anche nuove fasce della popolazione, fino agli operai.
Oggi gran parte di quelle proprietà è confluita nel patrimonio pubblico dei Comuni, ma la funzione originaria dei teatri come luoghi di partecipazione e di vita collettiva continua a rappresentare uno degli elementi distintivi di questo patrimonio.
Il servizio de La Vanguardia porta così San Severino Marche e il Feronia oltre i confini nazionali, raccontando a un pubblico internazionale una storia fatta di teatri, comunità e partecipazione, diventata ora patrimonio dell'umanità.