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Sicurezza, ViviAmo Civitanova: "Chiarezza sui 30mila euro per le guardie giurate"

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Il movimento ViviAmo Civitanova interviene sul tema della sicurezza dopo la presentazione del piano regionale "Marche Sicure", illustrato dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, chiedendo chiarimenti all'Amministrazione comunale in merito a presunti fondi destinati al potenziamento dei servizi di vigilanza privata.

"Con la presentazione del piano 'Marche Sicure', il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha illustrato una strategia che punta sulla collaborazione tra istituzioni, Forze dell'Ordine, enti locali, categorie economiche e cittadini.

Il piano prevede il rafforzamento della Polizia Locale, il potenziamento della videosorveglianza, l'attivazione di presidi mobili nelle aree più critiche e, soprattutto, la collaborazione con gli istituti di vigilanza privata per la tutela del territorio e del patrimonio pubblico.

Si tratta di una scelta che condividiamo pienamente, perché è la stessa che ViviAmo Civitanova sosteneva già nel 2024.

Quando in Corso Dalmazia aumentavano degrado, risse e situazioni di disagio, non siamo rimasti a guardare. Abbiamo proposto il ricorso alla vigilanza privata, incontrato il Procuratore della Repubblica per chiedere un rafforzamento della sicurezza e sostenuto il protocollo 'Mille Occhi sulla Città', nato proprio per favorire la collaborazione tra istituzioni e istituti di vigilanza privata.

Inoltre, i commercianti si sono autotassati, sostenendo direttamente il costo di un servizio di vigilanza per contribuire alla tutela della città.

Oggi, però, emerge un elemento che riteniamo debba essere chiarito pubblicamente.

Il consigliere regionale Pierpaolo Borroni ha dichiarato che nel 2025 erano disponibili 30mila euro destinati proprio all'impiego di guardie giurate private a supporto della Polizia Locale, ma che tali risorse non sarebbero state utilizzate.

Se questa circostanza trova conferma negli atti amministrativi, è inevitabile porsi alcune domande.

Perché il Comune non ha utilizzato quelle risorse? Perché lasciare che fossero i commercianti a sostenere un costo che, almeno in parte, avrebbe potuto essere coperto con fondi pubblici?

Oggi la Regione afferma chiaramente che la sicurezza si costruisce anche attraverso la collaborazione tra istituzioni e vigilanza privata. È la stessa impostazione che sostenevamo quando il problema veniva minimizzato.

Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale la massima trasparenza. Vogliamo sapere se i 30mila euro erano realmente disponibili, da quale atto risultassero, se siano stati utilizzati e, in caso contrario, per quale motivo.

La sicurezza non può dipendere dalla buona volontà e dalle disponibilità economiche dei commercianti. I cittadini pagano le tasse anche per garantire questo servizio.

Se esistevano risorse pubbliche destinate a rafforzare la sicurezza e non sono state impiegate, è giusto che l'Amministrazione lo spieghi con documenti e fatti. Perché la trasparenza non è una scelta, ma un dovere nei confronti di tutti i cittadini".

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