Ottantuno persone furono uccise tra il 21 e il 24 giugno 1944 nelle campagne e nelle frazioni di Camerino. Una delle pagine più dolorose della storia del territorio è stata al centro del secondo appuntamento tra storia e natura promosso dallo SPI CGIL – Lega di Matelica, con la collaborazione dello storico Matteo Petracci, che ha accompagnato un gruppo di appassionati alla scoperta dei luoghi simbolo della Resistenza camerte.
Il percorso è partito da Morro di Camerino, frazione che porta ancora i segni della devastazione provocata dal sisma del 2016. Da un punto panoramico, Petracci ha illustrato l'importanza strategica di un territorio caratterizzato da valli impervie e rilievi montuosi, condizioni che favorirono la nascita delle prime formazioni partigiane nelle Marche.
La visita è proseguita verso Valpovera, luogo significativo per la Resistenza locale. Proprio tra queste alture l'attività partigiana mosse i primi passi, individuando un punto di riferimento per gli incontri e la prima riorganizzazione delle forze antifasciste.
Il movimento partigiano nel territorio camerte si sviluppò soprattutto nelle aree rurali, anche grazie al sostegno della popolazione contadina. Numerose famiglie misero a rischio la propria vita per offrire rifugio e protezione ai militari sbandati dopo l'8 settembre 1943, ai prigionieri alleati fuggiti dai campi di prigionia e ai combattenti antifascisti.
Al rientro a Morro, Petracci ha ricostruito i drammatici avvenimenti che portarono agli eccidi perpetrati nella zona dalle truppe tedesche in ritirata verso la Linea Gotica, con la complicità dei fascisti locali. Tra il 21 e il 24 giugno 1944, nelle campagne e nelle frazioni di Camerino, furono trucidate 81 persone, tra civili e partigiani, giovani e anziani. Una ferita ancora presente nella memoria della comunità, che richiama al dovere di ricordare e alla responsabilità di trasmettere la storia alle nuove generazioni.
L'iniziativa è stata molto più di un'escursione tra paesaggio e storia: un'occasione di conoscenza e riflessione collettiva, per approfondire le vicende della Resistenza e riaffermare il valore della memoria come patrimonio comune.
«Per il Sindacato Pensionati della CGIL – dichiara Orietta Minnucci, della Lega SPI CGIL di Matelica – la memoria non è un semplice esercizio di nostalgia né una celebrazione del passato, ma uno strumento fondamentale per comprendere e interpretare il presente».
Ripercorrere i luoghi della Resistenza, ha aggiunto Minnucci, significa riscoprire le radici della democrazia e riaffermare i valori di libertà, giustizia sociale e solidarietà. La memoria della lotta antifascista, ha sottolineato, offre ancora oggi strumenti ideali e morali per contrastare ingiustizie, disuguaglianze e nuove forme di sfruttamento. «Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato, ma assumersi la responsabilità di costruire un futuro più giusto per tutte e tutti».

pioggia moderata (MC)
Stampa
PDF
