Perde oltre mille euro giocando a carte a Natale, lei chiede la separazione: c'è l'addebito?
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all’avvocato”. In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato diversi argomenti a carattere natalizio e, data la diffusa atmosfera di festa, nonché la singolare curiosità espressa dai lettori per circostanze che riguardano direttamente e indirettamente le festività natalizie, si riportano di seguito le risposte dell’avv. Oberdan Pantana riguardo le seguenti situazioni.
In risposta alla domanda di un lettore di Sarnano, che chiede: "Se a causa di un ritardo del volo prenotato ci viene impedito di trascorrere le festività con i nostri cari, può essere richiesto il risarcimento del danno subito?"
Si richiama la sentenza del Giudice di Pace di Cagliari n. 571/2012, che, pronunciandosi su un caso analogo, ha condannato la compagnia aerea al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti da un passeggero costretto a trascorrere la vigilia di Natale in aeroporto.
L’uomo, oltre al risarcimento per il danno esistenziale, era stato ristorato anche dei danni patrimoniali, comprese le spese sostenute per acquistare i due "tristi" panini del cenone natalizio, consumato in solitudine presso un bar vicino al gate.
In risposta alla domanda di un lettore di Civitanova Marche, che chiede: "Essere un giocatore di carte, soprattutto nel periodo natalizio, può comportare ripercussioni in sede di separazione?".
Si riporta la decisione della Corte di Cassazione, sentenza n. 5395/2014, che ha stabilito l’addebito della separazione al marito, solito spendere ingenti somme di denaro nel gioco e che, solo nel periodo natalizio, aveva sperperato oltre 1.000 euro giocando a carte.
La Suprema Corte ha chiarito che “anche il gioco d’azzardo, ripetuto ed eccessivo, viola in modo grave gli obblighi matrimoniali”, sino a rendere intollerabile la convivenza e a determinare l’addebito della separazione.
Tale comportamento, infatti, oltre a rappresentare una cattiva abitudine, portava il marito ad assentarsi frequentemente da casa, soprattutto durante le festività, venendo meno ai propri doveri di marito e padre e sottraendo risorse economiche al sostentamento della famiglia.
In risposta alla domanda di un lettore di Macerata, che chiede: "È penalmente sanzionabile un soggetto che invia infausti auguri di Natale?", si richiama la pronuncia del Tribunale di Bari, con sentenza depositata il 25 febbraio 2015, che ha condannato per estorsione un uomo il quale aveva più volte minacciato la vittima, affermando che, in caso di mancato pagamento delle somme richieste, la madre avrebbe passato "un brutto Natale".
L’art. 629 c.p. punisce infatti chi, mediante violenza o minaccia, costringe taluno a fare o omettere qualcosa, procurando un ingiusto profitto con altrui danno.
Il Tribunale ha inoltre precisato che “la minaccia può manifestarsi in forme diverse”, purché sia tale da creare una costrizione psichica della vittima, finalizzata all’ottenimento di un profitto ingiusto.

poche nuvole (MC)
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