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Patentino obbligatorio per i proprietari di cani, Europa Verde: “Così rischia di ostacolare le adozioni”

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“L’obiettivo di responsabilizzare e formare chi decide di vivere con un cane è pienamente condivisibile. La prevenzione delle aggressioni deve passare dalla conoscenza del comportamento animale, dalla capacità delle persone di comprenderne i bisogni e da una corretta relazione uomo-cane. Ma la proposta, nella sua formulazione attuale, presenta rigidità e contraddizioni che rischiano di produrre effetti opposti a quelli dichiarati, penalizzando le adozioni, il lavoro dei canili e, in ultima analisi, il benessere degli stessi animali”.

È questa la posizione espressa da Rossana Del Regno, membro del Consiglio federale nazionale e dell’Osservatorio nazionale per il benessere animale di Europa Verde – Verdi, in merito alla proposta di legge alle Camere presentata in IV Commissione dal consigliere regionale Luca Marconi, che punta a introdurre a livello nazionale un patentino obbligatorio per proprietari e detentori di cani.

Tra gli aspetti ritenuti positivi da Europa Verde – Verdi c’è il superamento del concetto di “razze pericolose”, oltre all’attenzione dedicata all’etologia, alla comunicazione uomo-cane, ai bisogni dell’animale e alla prevenzione dei comportamenti problematici.

“Ci sono aspetti della proposta che giudichiamo positivamente – spiega Del Regno – a partire dal superamento dell’idea delle cosiddette razze pericolose. La responsabilità deve essere valutata rispetto alla persona, al singolo cane e al contesto nel quale vive, non sulla base di automatismi legati alla razza. È altrettanto positiva l’attenzione riservata all’etologia, alla comunicazione uomo-cane, ai bisogni dell’animale e alla prevenzione dei comportamenti problematici”.

Valutazione favorevole anche per il divieto di utilizzare metodi coercitivi e strumenti avversivi.

“È un principio importante, perché educazione e formazione non possono significare dolore, intimidazione o addestramento punitivo. Questo divieto, però, dovrebbe essere definito con maggiore precisione e accompagnato da sanzioni specifiche”.

Le principali perplessità riguardano invece l’obbligo di almeno 50 ore di formazione, di cui 20 teoriche e 30 pratiche, previsto per tutti i proprietari, comprese entro 48 mesi le persone che già vivono con un cane.

“Un percorso così articolato può essere utile e necessario nei casi complessi, in presenza di episodi di morsicatura o quando siano accertate concrete difficoltà di gestione. Applicarlo indistintamente a chiunque abbia un cane, indipendentemente dalle caratteristiche dell’animale e dalla situazione concreta, appare invece sproporzionato”.

Del Regno evidenzia poi quella che definisce una delle contraddizioni più evidenti della proposta.

“Si vieta la cessione del cane a chi non abbia completato il percorso, ma per completare le trenta ore pratiche occorre partecipare insieme al proprio cane. In sostanza, si rischia di non poter adottare senza patentino e contemporaneamente di non poter conseguire il patentino senza avere già un cane”.

Una formulazione che, secondo Europa Verde – Verdi, potrebbe ostacolare adozioni, affidamenti dai canili e cessioni regolari.

“Occorre invece puntare sulla informazione e formazione per una adozione o acquisto consapevole. Non possiamo introdurre nuove barriere proprio mentre canilirifugi e associazioni lavorano ogni giorno per favorire adozioni consapevoli”.

Altro tema centrale riguarda i costi. La proposta prevede corsi, strutture certificate, commissioni, veterinari, registrazioni e attività di monitoraggio, pur stabilendo che non vi siano nuovi o maggiori oneri pubblici.

“Il rischio evidente – continua Del Regno – è che i costi ricadano sulle persone. Un patentino oneroso potrebbe scoraggiare le adozioni e pesare in particolare su famiglie con redditi bassianzianipersone con disabilità e volontari. Dal punto di vista della tutela animale non possiamo ignorare le possibili conseguenze: meno adozioni regolari, cessioni irregolari e, nei casi peggiori, nuovi abbandoni”.

Da chiarire anche la definizione di “detentore”, che nel testo potrebbe comprendere familiari che si occupano occasionalmente del cane, dog sitter, volontari dei canili, affidatari temporanei, stalli e persone che ospitano un animale per periodi limitati.

“Applicare indistintamente a tutti questi soggetti lo stesso obbligo rischierebbe di rendere molto più difficile l'attività del volontariato e delle strutture di accoglienza”.

Secondo Del Regno servono inoltre disposizioni specifiche per cani guida e di assistenzacani da soccorso, animali ospitati nei rifugi, cuccioli, cani anziani, malati o fortemente traumatizzati e per le persone con disabilità.

“Il rispetto del benessere animale impone di considerare le condizioni del singolo cane: non si può pensare a una prova pratica standardizzata uguale per tutti”.

Europa Verde – Verdi giudica inoltre eccessivamente rigido il sistema sanzionatorio, che arriva a prevedere, oltre alle multe, il divieto di detenere cani per cinque anni.

“Bisogna distinguere le violazioni gravi e volontarie da chi non riesce a completare un percorso per difficoltà economiche, sanitarie o per la mancanza di corsi accessibili sul territorio. E soprattutto bisogna stabilire che cosa accade al cane. Separare automaticamente un animale dalla persona con cui vive può significare provocargli un trauma e determinare il suo ingresso in canile. Una misura così grave deve essere riservata a situazioni realmente gravi e adeguatamente accertate”.

Per Del Regno va rivista anche la composizione della commissione prevista per la prova pratica, formata da due giudici ENCI e da un veterinario esperto in comportamento animale.

“Non riteniamo equilibrato attribuire a un unico soggetto la maggioranza nella commissione. Occorre valorizzare maggiormente le competenze della medicina veterinaria comportamentale, dei servizi veterinari pubblici, degli educatori cinofili qualificati e delle associazioni di protezione animale. Sorprende, in particolare, che proprio queste ultime non abbiano un ruolo espressamente riconosciuto”.

La proposta alternativa avanzata da Europa Verde – Verdi punta invece su un corso teorico di base, breve, gratuito o fortemente calmierato per i nuovi proprietari, accompagnato da un percorso pratico più approfondito nei casi in cui emergano situazioni di rischio o difficoltà nella gestione dell’animale.

“Proponiamo un modello diverso – conclude Rossana Del Regno – basato su un corso teorico di base, breve, gratuito o fortemente calmierato per i nuovi proprietari, accompagnato da un percorso pratico più approfondito quando emergano effettive situazioni di rischio, episodi di morsicatura o concrete difficoltà nella gestione del cane. Servono inoltre agevolazioni economiche, sanzioni progressive, possibilità di ricorso e rivalutazione, regole specifiche per canili, volontari e cani di assistenza e un coinvolgimento formale delle associazioni animaliste”.

“La formazione è uno strumento fondamentale di prevenzione e tutela, ma deve aiutare le persone a costruire una relazione corretta con gli animali, non trasformarsi in un ostacolo alla loro adozione. Il principio della proposta è giusto; il testo, così com’è, no. Va riscritto mettendo davvero al centro il benessere del cane”.

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