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Nuova fabbrica a Vallecascia, Voce Libera Montecassiano sul ricorso al Tar: "Il sindaco faccia chiarezza"

Nuova fabbrica a Vallecascia, Voce Libera Montecassiano sul ricorso al Tar: "Il sindaco faccia chiarezza"

"Voglio esprimere la solidarietà del Comitato ai cittadini di Vallecascia che hanno presentato ricorso al Tar Marche per il rilascio del Titolo Unico a favore della Ditta 2 Star per la realizzazione di un insediamento per la produzione di tubi in pvc". È quanto afferma Maurizio Maccioni, presidente del Comitato "Voce Libera Montecassiano" nell'esprimere la propria contrarietà all'intervento in quanto "la ditta è classificata insalubre di prima classe ed esiste il rischio di emissioni in atmosfera oltre che l’alto rischio incendio derivante dall’utilizzo di materiali altamente infiammabili". 

"Queste attività, nel vigente PRG, non possono essere svolte in zone produttive, artigianali e commerciali, ad eccezione per le aree di completamento dove il divieto non è espressamente riportato - precisa Maccioni -. Il PRG dovrebbe individuare specifiche aree in zona agricola. Sembrano fin troppe esplicite e chiare le indicazioni in materia urbanistica-ambientale da non lasciare margini interpretativi. Inoltre la presenza dell'insediamento produttivo produrrebbe un notevole aggravamento del carico viario in prossimità del già critico incrocio tra la Strada Statale e via Smorlesi".

"Siamo dispiaciuti per i titolari della ditta, che hanno dovuto affrontare il ricorso promosso dai cittadini. Sicuramente, considerato l’oneroso investimento economico, prima di procedere all’acquisto dell’area, avranno incontrato il Sindaco e l’allora Responsabile dell’Ufficio Tecnico che avranno dato garanzie sulla fattibilità dell’intervento. Sull’argomento il Sindaco dovrà fare chiarezza" aggiunge Maccioni.

Il presidente del Comitato "Voce Libera Montecassiano", relativamente alla sentenza del Tar Marche, sottolinea inoltre: "Nella sentenza si afferma che i poteri del Sindaco sono 'concessi per adottare provvedimenti urgenti in situazioni critiche sul piano sanitario accertate da un organo tecnicamente competente'. Tuttavia il Consiglio di Stato, Sez, V, n. 6264, del 27 dicembre 2013 ha disposto come spetti al sindaco 'all'uopo ausiliato dalla struttura sanitaria competente [...] la valutazione della tollerabilità, o meno, delle lavorazioni provenienti dalle industrie cosiddette "insalubri", l'esercizio della cui potestà potendo avvenire in ogni tempo e potendo esplicarsi mediante l'adozione, in via cautelare, di interventi finalizzati ad impedire la continuazione o l'evolversi di attività aventi carattere di pericolosità'. Ogni commento in merito risulta superfluo". 

"Invitiamo il Sindaco, ad essere più garante, ma soprattutto più puntuale nell’adozione dei provvedimenti di propria competenza a garanzia della salute dei cittadini, cosa che ad oggi ha dimostrato di non avere" conclude Maurizio Maccioni. 

 

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