Macerata, Parcaroli dopo il viaggio in Cina: "Albergo diffuso e micro-giardini, idee da portare in città"
Un albergo diffuso nel centro storico, piccoli giardini di comunità e nuove idee per riqualificare le aree di Villa Potenza, del Centro Fiere, di Piediripa e Sforzacosta. Sono alcuni dei progetti che il sindaco Sandro Parcaroli vorrebbe approfondire dopo il viaggio istituzionale a Pechino, dove ha partecipato al Beijing Forum on Swift Response to Public Complaints, il forum dedicato alle risposte rapide alle segnalazioni dei cittadini. Invitato insieme ad altri quattro italiani, è stato, secondo quanto riferito dal Comune, l'unico amministratore pubblico del nostro Paese presente all’iniziativa.
L’esperienza nella capitale cinese ha offerto al primo cittadino l’occasione per osservare da vicino un sistema che raccoglie e smista le richieste dei residenti, ma anche per conoscere interventi di rigenerazione urbana e soluzioni tecnologiche che potrebbero offrire spunti per Macerata. Il viaggio, nelle intenzioni di Parcaroli, punta inoltre a rafforzare i rapporti con la Cina, a partire dalla storia di padre Matteo Ricci e dal progetto di gemellaggio con il distretto di Xicheng.
"Da questo viaggio riporto l’arricchimento di un’idea da perseguire più che un modello da copiare, e un progetto concreto per rafforzare il legame tra Macerata e la Cina", spiega il sindaco.
Dalle segnalazioni dei cittadini alla smart city
Al centro del forum c’era il sistema di risposta alle richieste dei cittadini attivo a Pechino attraverso il numero 12345, avviato nel 2019. Secondo i dati citati dal Comune, il servizio gestisce oltre 21 milioni di richieste all’anno, più di 58mila al giorno, con percentuali di risoluzione e soddisfazione superiori al 97%. Le segnalazioni, raccolte attraverso telefono, messaggi, email e pagine web, vengono assegnate agli uffici competenti, che devono fornire una risposta. Al termine, il cittadino può valutare l’esito.
Per Parcaroli, il valore dell’esperienza non sta tanto nelle dimensioni del servizio quanto nel principio che lo sostiene: mettere al centro la persona e garantire risposte verificabili. "La tecnologia in questi giorni ha avuto un ruolo, ma se n’è parlato poco. Quando se ne è parlato, l’intelligenza artificiale è stata presentata come un supporto all’operatore umano e non come un suo sostituto", osserva, ricordando che nel call center di Pechino lavorano circa 700 persone.
L’obiettivo, per Macerata, sarebbe costruire un sistema capace di riunire in un unico flusso le richieste che arrivano attraverso canali diversi, riducendo i passaggi tra gli uffici e consentendo ai cittadini di seguire l’avanzamento delle pratiche, verificarne la conclusione e lasciare un riscontro. Un'organizzazione che, secondo il sindaco, potrebbe migliorare l’efficienza amministrativa senza rinunciare al rapporto umano.
Le segnalazioni potrebbero, inoltre, diventare uno strumento per individuare i problemi che si ripetono nel tempo e intervenire in modo preventivo. Analizzate in forma anonima e nel loro insieme, potrebbero aiutare a riconoscere le criticità più frequenti e a orientare gli interventi. Parcaroli immagina anche strumenti di monitoraggio aperti alla cittadinanza, per misurare non soltanto il lavoro del Comune, ma anche la partecipazione dei residenti alla cura dei beni comuni.
Micro-giardini e aree dismesse: gli spunti per Macerata
Tra gli aspetti che hanno colpito il sindaco c’è la trasformazione urbana di Pechino, che racconta di aver ritrovato profondamente cambiata rispetto alla visita di vent’anni fa, con più spazi verdi, nuove infrastrutture e una diversa qualità dell’aria.
Un’idea che potrebbe essere adattata anche alla realtà maceratese riguarda i piccoli giardini di quartiere. Il piano di Pechino per il 2026 prevede, secondo quanto riferito dal Comune, la realizzazione di 50 micro-giardini di comunità e di altri 100 in piccoli spazi della città. Parcaroli guarda alla possibilità di interventi analoghi anche a Macerata, sfruttando aree residuali e spazi da valorizzare.
Un altro esempio arriva da Shougang, dove una grande area industriale dismessa è stata trasformata in un quartiere con spazi pubblici e un parco fluviale. Il progetto si estende su 8,63 chilometri quadrati e rappresenta, per il sindaco, un possibile punto di riferimento per ragionare sul recupero di alcune zone del territorio comunale.
"I parallelismi con Macerata sono molti: Villa Potenza, il Centro Fiere, Piediripa e Sforzacosta, con i relativi parchi fluviali, sono aree in cui il tema del recupero e dell’integrazione tra attività, spazi pubblici e fiume può offrire spunti concreti", afferma Parcaroli.
Centro storico e albergo diffuso
Il confronto con Pechino riguarda anche il centro storico. Nel quartiere di Caochang, il sindaco ha visitato il Mandarin Oriental Qianmen, una struttura ricettiva diffusa realizzata attraverso il recupero di 42 case tradizionali restaurate.
Da qui l’idea di valutare soluzioni simili anche a Macerata, puntando sulla riqualificazione degli edifici esistenti e sulla capacità di attrarre visitatori senza separare l’offerta turistica dalla vita della comunità residente.
Parcaroli cita, inoltre, i comitati di quartiere incontrati durante la visita, impegnati a discutere questioni concrete come i lavori pubblici e l’occupazione dei parcheggi riservati ai residenti. Un’esperienza che, secondo il sindaco, richiama il ruolo che potrebbero avere anche a Macerata forme di partecipazione più strutturate.
Un altro tema è il rapporto tra commercianti e abitanti. In alcuni quartieri di Pechino, comunità e attività economiche sottoscrivono accordi che riguardano la pulizia davanti ai negozi, la raccolta differenziata, i parcheggi e la cura del verde. "Nel nostro centro storico, dove convivono negozi e abitanti, penso che patti di questo tipo possano aiutare a farlo vivere meglio e a renderlo più curato", dichiara il primo cittadino.
Robotica, intelligenza artificiale e infrastrutture
Durante la visita al distretto di Yizhuang, Parcaroli ha avuto modo di conoscere da vicino il settore della guida autonoma, con i robotaxi in circolazione senza conducente, e quello della robotica applicata all’industria, alla medicina, all’accoglienza e alla ristorazione. Nel distretto si trovano anche la fabbrica Xiaomi e il Robot Mall.
Per il sindaco, questi sviluppi rendono necessario preparare anche le amministrazioni pubbliche ai cambiamenti tecnologici dei prossimi anni. Ma l’innovazione, sottolinea, non può prescindere dalle infrastrutture energetiche e dalle reti che devono sostenerla.
Nel suo resoconto cita gli investimenti cinesi nelle colonnine di ricarica, nelle stazioni ultraveloci e nel potenziamento delle reti elettriche e del gas. "L’innovazione senza una rete che la sostenga non regge", osserva, indicando questo aspetto come una lezione da tenere presente anche a livello locale.
Il legame con la Cina e il progetto di gemellaggio
Il viaggio ha avuto anche una dimensione diplomatica e culturale. Parcaroli ha incontrato l’ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, già ospite a Macerata nel 2024 in occasione del Macerata Opera Festival, e ha assistito a una rappresentazione de "Il Flauto Magico" di Mozart in un teatro cittadino gremito di pubblico, comprese molte famiglie con bambini.
Il sindaco punta a ricostruire un rapporto più forte tra Macerata e la Cina, anche attraverso il progetto di gemellaggio con il distretto di Xicheng, una delle aree centrali della capitale. Un legame che guarda alla figura di padre Matteo Ricci, il gesuita maceratese sepolto a Pechino e conosciuto in Cina, ma anche alle opportunità legate al turismo, all'artigianato, all'enogastronomia e alla cultura.
Secondo Parcaroli, la città e il territorio regionale potrebbero attrarre visitatori cinesi interessati a ripercorrere le orme di Ricci e a conoscere il patrimonio storico e artistico locale. Per riuscirci, però, sarà necessario lavorare sull’accoglienza e adeguare servizi e strutture alle esigenze dei visitatori.
Il sindaco guarda anche alle possibilità di esportazione verso il mercato cinese, non soltanto per i prodotti artigianali e alimentari, ma anche per l’offerta culturale. "Macerata vuole ricostruire un legame forte con la Cina e con Pechino", ribadisce.
Il bilancio del viaggio, nelle parole del primo cittadino, è quindi un insieme di spunti da adattare alla realtà locale: dall’ascolto dei cittadini alla rigenerazione urbana, fino alle relazioni internazionali. "Sono partito con una curiosità: come fa una città di oltre venti milioni di abitanti a far sentire ascoltato ciascun cittadino. Torno con una convinzione: il punto non è la tecnologia, e nemmeno la procedura, ma l’attenzione. Ora tocca a noi lavorare, per essere una città che sa accogliere e sa ascoltare".

poche nuvole (MC)
Stampa
PDF
