"Laghetto Azzurro ridotto a una distesa di alghe. È questo il risultato di un'opera da quasi un milione di euro?"
"Una distesa di alghe". È così che Guido Rossi, ex consigliere comunale di Ussita, descrive le attuali condizioni del Laghetto Azzurro rivolgendo una serie di interrogativi all'amministrazione comunale relativamente all'attuale manutenzione dell'area e alla gestione dell'opera dopo la conclusione dei lavori.
Il Laghetto Azzurro, infatti, è stato interessato da un intervento di riqualificazione inserito nella misura "A.3.1 – Rigenerazione urbana", finanziata attraverso il Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al Pnrr. Secondo quanto riportato dall'ex consigliere, "l'importo iniziale dell'intervento era di 850mila euro", mentre una successiva variante avrebbe "fatto salire il costo complessivo vicino al milione di euro".
Rossi ricorda il giorno della presentazione dell'area da parte dell'amministrazione comunale nel 2025, quando il Laghetto Azzurro venne indicato come un luogo restituito alla comunità e come simbolo di rinascita, memoria e futuro per Ussita. Nella sua nota ricorda anche lo slogan utilizzato per accompagnare il progetto: "Azzurro come le acque e il cielo".
"È questo il risultato che ci si può aspettare da un'opera pubblica finanziata con centinaia di migliaia di euro?", si chiede Rossi. Il tema centrale non riguarda, però, soltanto l'aspetto estetico del laghetto, ma soprattutto la gestione dell'invaso una volta terminati i lavori.
"Perché progettare, appaltare, inaugurare o comunicare un'opera è soltanto una parte del problema. La vera sfida comincia dopo", sostiene l'ex consigliere. "Un'opera pubblica non è un monumento da fotografare il giorno dell'inaugurazione. È un investimento che deve continuare a funzionare nel tempo", afferma.
Rossi richiama inoltre il ruolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, rispetto alle condizioni che sarebbero state poste nell'ambito dell'iter autorizzativo del progetto. "Il punto non è fare il processo alle alghe - precisa l'ex consigliere -. Il punto è capire se esisteva un piano di gestione e manutenzione dell'invaso, chi ne aveva la responsabilità, quali interventi erano previsti e quali somme erano state stanziate per mantenerlo efficiente".
Nella nota, Rossi sottolinea come la documentazione amministrativa relativa alla procedura individui il Comune di Ussita quale soggetto interessato alla realizzazione dell'intervento di riqualificazione dell'ex Laghetto Azzurro. Da qui, secondo l'ex consigliere, la necessità di chiarire anche il profilo della sostenibilità gestionale dell'opera: "Chi ha verificato che il progetto fosse concretamente sostenibile anche sotto il profilo della manutenzione ordinaria?"
Rossi chiede in particolare di conoscere "quanto sia costata esattamente la parte relativa al Laghetto Azzurro, quanto sia stato effettivamente pagato, quali opere fossero comprese nell'appalto e quali interventi di manutenzione fossero stati previsti". Tra gli altri interrogativi sollevati ci sono quelli relativi al responsabile della manutenzione dell'invaso, alle eventuali somme spese dopo la conclusione dei lavori e ai controlli effettuati sulla qualità dell'acqua.
L'ex consigliere domanda inoltre se l'attuale proliferazione di alghe fosse prevedibile in fase progettuale e quali interventi l'amministrazione comunale intenda adottare per affrontare il problema. "Sono domande semplici. E soprattutto sono domande che riguardano denaro pubblico", sottolinea Rossi.
Nella parte conclusiva della nota, l'ex consigliere precisa che la sua posizione non è contraria alla riqualificazione dell'area. "Chiunque ami Ussita dovrebbe pretendere che un investimento pubblico di questa dimensione produca un risultato duraturo, decoroso e realmente fruibile - scrive Rossi -. Quello che invece non possiamo accettare è la logica secondo cui, una volta tagliato il nastro, il problema finisca. Perché i soldi pubblici non finiscono con l'inaugurazione. Cominciano lì le responsabilità".

poche nuvole (MC)
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