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L'EDITORIALE DI FUSARO - "Quattro anni di guerra dell'Occidente contro la Russia"

L'EDITORIALE DI FUSARO - "Quattro anni di guerra dell'Occidente contro la Russia"

Grosso modo in questi giorni, quattro anni fa, cominciò l'oscena guerra d'Ucraina che tuttora continua e pare ben lungi dal dirsi esaurita. Ci siano allora consentite due telegrafiche considerazioni intorno al tema.

La prima considerazione riguarda il fatto che la Russia non è affatto crollata, come gli autoproclamati professionisti dell'informazione ci avevano garantito sarebbe accaduto nel volgere di poche settimane: non solo la Russia non è crollata, ma sta tenendo testa sia all'Ucraina sia all'occidente sotto cupola atlantista. Lo stesso Trump, con sobrio realismo, ha compreso perfettamente l'impossibilità di sconfiggere la Russia e sta ora cercando già da tempo il dialogo con essa.

La seconda considerazione, invece, riguarda il fatto che questa non è la guerra della Russia contro l'Ucraina, come sempre è stata presentata dagli amministratori del consenso e dai monopolisti della parola: questa è, invece, la guerra dell'occidente liberal-atlantista contro la Russia di Putin, colpevole di non piegarsi al nuovo ordine mondiale a stelle e strisce; l'Ucraina del guitto di Kiev, attore Nato e prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, svolge semplicemente la parte di testa d'ariete e di instrumentum belli manovrato da Washington.

Speravano di poter piegare facilmente la Russia di Putin ma si sbagliavano grandemente. Non è finita la storia, come credeva Fukuyama, ma è finita una storia, quella della dominazione monopolare del mondo da parte di Washington. Oltretutto, nella ricorrenza del quarto anno del cominciamento della guerra di Ucraina, la Russia di Putin ha fatto una dichiarazione perentoria: "la guerra continua", così ha dichiarato il Cremlino. Si tratta di una dichiarazione programmatica, che merita di essere analizzata criticamente per cogliere ciò che si nasconde "sotto 'l velame delli versi strani".

In specie, la dichiarazione del Cremlino riteniamo debba leggersi in questa maniera: la Russia di Putin non intende arretrare di un millimetro e non ha alcuna intenzione di genuflettersi alla americanizzazione imperialistica, che è poi il vero motivo di questa oscena guerra che, come non ci stanchiamo di ripetere da quattro anni, non è il conflitto della Russia contro l'Ucraina, essendo invece la guerra che l'occidente a stelle e strisce ha dichiarato alla Russia utilizzando l'Ucraina del guitto di Kiev, attore Nato, come semplice testa d'ariete.

Gli Stati Uniti d'America speravano di poter normalizzare facilmente in senso atlantista la Russia, cosa che sembrava d'altro canto quasi fatta ai tempi di Gorbaciov e poi di Eltsin. E invece, con Putin, hanno trovato una eroica resistenza al proprio criminale progetto di americanizzazione della Russia.

Così debbono dunque essere lette le parole del Cremlino, a mo' di manifesto programmatico della Resistenza russa contro l'imperialismo e altresì della volontà di Putin di propiziare l'avvento di un mondo autenticamente multipolare, sottratto alla dominazione americana. Per questo, come non mi stanco di sottolineare, abbiamo bisogno di una Russia e di una Cina forti e coese, in grado di resistere insieme all'americanizzazione imperialistica del pianeta e di favorire dunque l'emergenza di un mondo multilaterale.

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