Bella sì, irriconoscibile no. Snapseed e il confine tra ritocco e finzione
La post produzione fotografica esiste da sempre. Esisteva quando si lavorava sulle immagini per i giornali, per le campagne pubblicitarie, per le modelle e per le attrici. Si correggevano le luci, i colori, la pelle e qualche imperfezione. Nessuno si scandalizzava, perché in fondo una fotografia destinata a essere pubblicata è sempre stata anche un lavoro di cura.
Oggi però siamo andati molto oltre. Con certe app e con l’intelligenza artificiale non ci limitiamo più a migliorare una foto: spesso cambiamo proprio il volto. Occhi più grandi, zigomi più alti, pelle completamente liscia, naso più sottile, labbra diverse, mascella ridisegnata, sorriso perfetto. A volte guardi una foto e pensi che sia bellissima, poi incontri la persona dal vivo e non la riconosci.
La cosa interessante è che non riguarda soltanto influencer e celebrity. Riguarda un po’ tutti noi. Perché diciamolo: quando un’app ti restituisce una versione di te più bella, più fisicata, più giovane e apparentemente più perfetta, è difficile non cascarci. Ti piace vederti così. E proprio qui il confine diventa sottile: quando smettiamo di migliorare una foto e iniziamo a preferire una versione di noi che, in realtà, non esiste?
Io non sono affatto contraria alla post produzione, anzi, se una foto ha poca luce, correggiamola, se è storta, raddrizziamola, se il colore è spento, sistemiamolo, se la pelle non è perfetta, levighiamola. Contrasto, temperatura, inquadratura, luminosità: sono strumenti e, usati bene, migliorano davvero una fotografia.
Per questo mi piace riscoprire un’app come Snapseed. In un momento in cui tutto sembra chiederti “vuoi che ti migliori con l’AI?”, Snapseed ti lascia ancora fare una cosa molto semplice: lavorare sulla fotografia senza dover trasformare la persona. Puoi correggere la luce, bilanciare i colori, migliorare il contrasto, intervenire con precisione e arrivare a un’immagine più bella senza uscire dall’app con una faccia diversa dalla tua.
E forse è proprio questo il punto. Una buona foto non deve sembrare generata, deve sembrare semplicemente una buona foto.
Questo vale ancora di più per chi lavora con un brand, un’attività o un profilo professionale. La coerenza visiva conta molto più dell’effetto wow di un filtro che cambia completamente i lineamenti. Ma vale anche per i profili personali, perché il rischio, alla lunga, non è soltanto quello di sembrare finti agli altri, ma quello di abituarsi a vedersi sempre corretti e poi trovare strano il proprio viso vero.
Ed è forse questa la parte più delicata di tutta la faccenda. La tecnologia può aiutarci a presentarci meglio, e ben venga, ma dovrebbe continuare a presentarci, non sostituirci.
APP CHIC DELLA SETTIMANA
Snapseed
Gratis, precisa, completa e soprattutto utile per migliorare davvero una fotografia senza sentirsi obbligati a trasformarla in qualcosa che non è.
CHIC / NON CHIC
CHIC: migliorare luce, colore e inquadratura restando riconoscibili.
NON CHIC: arrivare al punto in cui la foto ci somiglia solo vagamente.

cielo coperto (MC)
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