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Pellizzari, è un Blockhaus dolceamaro: è l'unico a tenere le ruote di Vingegaard, poi il "fuori giri"

Pellizzari, è un Blockhaus dolceamaro: è l'unico a tenere le ruote di Vingegaard, poi il "fuori giri"

Il tappone appenninico che doveva scoprire le carte dei big del Giro d'Italia 2026 non ha tradito le attese, ma per i tifosi marchigiani ha regalato un sapore dolce-amaro. La salita del Blockhaus, 13,6 km di ascesa brutale con punte al 14%, ha consacrato il predominio in salita del danese Jonas Vingegaard, grande favorito della vigilia, ma ha anche mostrato al mondo intero la stoffa di Giulio Pellizzari.

Il ventiduenne di Camerino è stato l'unico capace di guardare negli occhi il fuoriclasse danese nel momento cruciale della corsa, al momento del suo primo scatto. La gara si è accesa a circa 6 chilometri dalla vetta quando Vingegaard, dopo il grande lavoro dei suoi gregari Piganzoli e Kuss, ha sferrato l'attacco decisivo. Mentre tutti gli altri favoriti perdevano contatto, Pellizzari ha risposto presente, incollandosi alla ruota del capitano del Team Visma. Il camerte ha tallonato il fuoriclasse per circa dieci minuti. 

Tuttavia, lo sforzo estremo per reggere il ritmo del bi-vincitore del Tour de France ha presentato il conto nel finale: un "fuori giri" dovuto all'inesperienza gli ha indurito le gambe. Pellizzari ha perso contatto dal leader e si è fatto superare dall'austriaco Gall. Il giovane camerte ha, quindi, tagliato il traguardo in quarta posizione, a 1’05” da Vingegaard preceduto di pochissimo anche dal compagno di squadra Jai Hindley che lo ha superato proprio nella volata finale.

Nonostante la fatica negli ultimi chilometri, il bilancio per lo scalatore di Camerino è più che positivo. La maglia rosa Afonso ha perso quasi tre minuti dal fuoriclasse danese, insieme a big del calibro di Bernal e Caruso. Pellizzari, quindi, ha scalato le gerarchie della generale: ora occupa la quinta posizione assoluta, a soli 3 secondi dal quarto posto del compagno Hindley e a meno di un minuto dal podio virtuale occupato da Felix Gall. Domani, per Giulio, il ritorno nelle sue Marche con il traguardo finale della tappa di sabato fissato a Fermo. 

La prestazione sul Blockhaus conferma che Pellizzari non è più solo una promessa, ma una realtà del ciclismo internazionale. Aver retto il passo di Vingegaard su una delle salite più dure d'Europa è un segnale chiaro: la strada verso il podio finale del Giro è difficile, ma il "duca" ha dimostrato di avere il motore per lottare con i più grandi.

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