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Giulio Marzi, dal Baku alla Cina: nuova sfida nel volley mondiale

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Dodici mesi fa ci aveva raccontato l'emozione per la sua prima esperienza professionale all'estero, destinazione Azerbaijan. Oggi il preparatore atletico maceratese Giulio Marzi torna a parlare del suo percorso, facendo il punto sulla stagione vissuta con l'UNEC Baku e raccontando la nuova avventura che lo attende in Cina.

L'esperienza azera si è conclusa con un bilancio positivo. Dopo un ottimo avvio di campionato, che aveva visto l'UNEC chiudere la prima parte della stagione tra le prime tre della classifica, la squadra ha affrontato un girone di ritorno più complicato, terminando la regular season al quarto posto. Il cammino nei playoff scudetto si è poi interrotto ai quarti di finale dopo due combattutissime sconfitte per 3-2, entrambe maturate ai vantaggi. Oltre ai risultati sportivi, resta il ricordo di una splendida esperienza vissuta a Baku, città che Marzi descrive come "semplicemente stupenda", e di un'immediata sintonia instaurata con lo staff tecnico e con il gruppo squadra.

Archiviata questa esperienza, il preparatore marchigiano è pronto a ripartire. La sua prossima destinazione sarà la Cina, dove entrerà a far parte del Beijing BAIC Motor Volleyball Club, una delle realtà emergenti del volley femminile cinese. Tra il bilancio della stagione appena conclusa e le aspettative per il futuro, ne è nata una nuova conversazione.

Giulio, è passato circa un anno dalla nostra ultima intervista. Che bilancio fai dell'esperienza vissuta in Azerbaijan?

"L'esperienza è stata estremamente positiva, sia dal punto di vista professionale che umano. Fin dai primi giorni si è creato un ottimo feeling tra lo staff tecnico e la squadra e questo ci ha permesso di lavorare in un ambiente molto sereno. Abbiamo disputato una buona stagione: nella prima parte del campionato siamo rimasti stabilmente tra le prime tre della classifica, mentre nel girone di ritorno abbiamo attraversato un periodo più complicato, chiudendo la regular season al quarto posto. Nei playoff siamo usciti ai quarti di finale dopo due gare perse 3-2 ai vantaggi. Sono state partite molto combattute che avrebbero potuto prendere qualsiasi direzione. Rimane comunque la soddisfazione per il lavoro svolto".

Quanto ti ha fatto crescere questa esperienza, sia dal punto di vista professionale che personale?

"Lavorare in un contesto così diverso da quello italiano mi ha dato tantissimo. Ho dovuto adattarmi a una cultura differente, a una lingua diversa e a nuovi modi di lavorare. Credo che questa esperienza mi abbia dato un'importante consapevolezza delle mie capacità e di quanto sia fondamentale trovare ogni giorno le giuste strategie comunicative. È stata una vera esperienza di vita che mi ha insegnato ad adattarmi rapidamente alle situazioni e a crescere sia come professionista sia come persona".

Come valuti il livello del campionato azero?

"È un campionato di buon livello, con società organizzate e roster che comprendono numerose giocatrici internazionali. Per chi vuole iniziare un percorso nel professionismo rappresenta un contesto molto stimolante e formativo".

Terminata l'avventura a Baku è arrivata la chiamata dalla Cina. Come è nata questa opportunità?

"È arrivata quasi per caso. Quando ho ricevuto questa proposta ho capito subito che sarebbe stato difficile rifiutarla. Sono quelle occasioni che capitano una sola volta nella carriera e quando arrivano bisogna avere il coraggio di coglierle. Sarei rimasto molto volentieri a Baku, anche perché con coach Giovanni Torchio si era creato un ottimo rapporto umano e professionale, ma la possibilità di lavorare in Cina rappresenta un ulteriore salto di qualità sotto tutti i punti di vista. Ho pensato che, se avessi rinunciato, probabilmente un giorno me ne sarei pentito".

Quale realtà troverai in Cina?

"Lavorerò con il Beijing BAIC Motor Volleyball Club, una società giovane che punta molto sulla crescita delle atlete locali. Nei prossimi mesi saranno affiancate da giocatrici straniere che andranno a rinforzare l’ossatura della squadra. Mi aspetto un campionato molto competitivo, con tante pallavoliste di caratura internazionale e numerose atlete protagoniste anche con le rispettive nazionali. Sarà una sfida affascinante e sono convinto che mi permetterà di continuare il mio percorso di crescita".

Anche quest'anno il volley italiano continua a raccogliere risultati importanti a livello internazionale. Come giudichi il momento del nostro movimento?

"Credo che il merito sia soprattutto del grande lavoro che viene svolto a partire dal settore giovanile. Esiste una visione chiara che accompagna gli atleti nella loro crescita fino alle nazionali maggiori. La nazionale femminile continua a confermarsi ai vertici mondiali, come dimostra anche il bronzo conquistato in Volleyball Nations League, nonostante il ricambio generazionale. Anche il settore maschile continua a produrre talenti. L'Italia dimostra di essere un punto di riferimento della pallavolo mondiale e questo è motivo di grande orgoglio".

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