Nell’ambito del progetto “Legalità” i bambini delle sezioni A e B della Scuola dell’Infanzia Bezzi, hanno effettuato un’uscita didattica presso la stazione dei Carabinieri di Tolentino.
Dopo una calorosa accoglienza nel bell’atrio della caserma, i bambini hanno iniziato la visita andando a vedere le temutissime prigioni. “Hanno delle righe da dove entra l’aria” ha ricordato Giorgia. All’interno di questa cella c’erano tanti elmetti, scudi e bastoni e vedendoli Riccardo ha subito detto: “E’ come il mio scudo di Capitan America”.
I bambini, con le loro insegnanti, sono andati poi nel cortile della stazione e… meraviglia delle meraviglie hanno visto da vicino l’auto dei Carabinieri. Prima ad ogni bambino i carabinieri hanno fatto vedere da vicino queste speciali auto, poi hanno acceso le loro potenti sirene.
La visita al comando è termina andando al piano superiore dell’edificio, dove, attraverso una grande radio, i bambini si sono messi in contatto con la volante che era di servizio a Tolentino.
Pieni di entusiasmo per l’esperienza vissuta, i bambini hanno fatto ritorno a scuola sapendo che potranno contare sull’aiuto dei loro amici Carabinieri.
La brillante conduzione del Dott. Federico Bollini ha siglato la chiusura del Progetto “HAZZARD” promosso dalla onlus tolentinate G.L.A.T.A.D. in convenzione con l’A.S.U.R. territoriale, che ha visto protagonisti le studentesse e gli studenti delle classi del biennio all’I.I.S. “M. Ricci” di Macerata.
Supportati dalle Prof.sse Stefania Borghini e Giulia Compagnucci, i giovani hanno presentato i propri lavori frutto di un percorso di approfondimento svolto con la consulenza di psicologi ed esperti, nel contesto di un accordo di rete per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da gioco d’azzardo patologico.
Ospite d’eccezione nell’Auditorium “M.Tombolini” dell’Istituto, accolto dal Vice Preside Prof. Dario Matteucci, è stato Riccardo Tobaldi, giocatore di pallavolo e allenatore dell’Under 16 “Volley Macerata” con cui si è potuto condividere il concetto positivo di gioco, basato sui principi della collaborazione, del sacrificio e della sana passione, valori da custodire gelosamente nell’attuale società reticolare.
Nei giorni scorsi, alla Scuola Secondaria di I grado “Dante Alighieri” e alla Scuola Primaria “Don Bosco” c’è stato un incontro particolare e straordinario, perché si è avuto l’onore di avere la presenza di Mayahuel, un discendente del popolo azteco.
Tra piume di fagiano e di gallo, pelle decorata e altri ornamenti la storia si è materializzata dinanzi a bambini e ragazzi che, alla vista del personaggio caratteristico, hanno espresso stupore e curiosità.
Mayahuel ha raccontato del suo popolo, del rapporto con la natura e, al suono di un meraviglioso tamburo intarsiato, ha eseguito danze tipiche. Ha, infine, invitato gli alunni ad unirsi a lui nella danza. All’inizio solo i più “coraggiosi”, ma dopo pochi istanti, tutti lo hanno raggiunto e accompagnato nel ballo.
L’inaugurazione dell’anno accademico 2018/2019 dell’Università di Macerata è stata l’occasione anche per rinsaldare la collaborazione con la Normal University di Pechino, partner strategico dell’Istituto Confucio di Macerata.
In questi giorni in città è arrivata una delegazione formata dai vertici dell’Ateneo cinese, composta dal vicerettore Zhou Zuoyu, dai direttori del Dipartimento di Studi Filosofici Wu Xiangdong, del Dipartimento di Studi storici Yang Gongle, del Dipartimento di Studi d’Arte Hu Zhifeng e dal direttore dell’Ufficio degli Affari degli Istituti Confucio Xiao Kai.
A riceverli, il rettore Francesco Adornato, i direttori dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin e Yan Chunyou insieme al presidente Luigi Lacchè, la direttrice del China Center di Unimc Francesca Spigarelli, la delegata del rettore alla ricerca Carla Danani e il professor Filippo Mignini, uno dei massimi esperti della figura di Padre Matteo Ricci.
“Grazie al grande supporto offerto dai Rettori delle due istituzioni accademiche – ha detto il vicerettore Zhou Zuoyu durante la cerimonia dell’anno accademico - la collaborazione bilaterale si è intensificata senza sosta, si è approfondita giorno dopo giorno, portando grandi successi e solidi risultati negli ambiti della didattica della lingua cinese, della filosofia, delle scienze ambientali, del commercio internazionale, della giurisprudenza e altri ancora. Gli scambi e le visite reciproche tra le due parti sono state e sono numerosissime, con un totale di 200 persone che si sono recate presso l’altra parte”.
“La Normal University di Pechino e l’Università di Macerata – ha aggiunto - conducono continuamente sperimentazioni sul piano dello scambio di conoscenze umanistiche, contribuendo a colmare il gap fra le nostre culture e incrementando il reciproco apprendimento.
Nel 2016 le due parti hanno collaborato nel realizzare il forum internazionale di “China Goes Global”, nel 2017 hanno tenuto il simposio internazionale “Value in a Changing World” e quest’anno, inoltre, terranno congiuntamente la conferenza internazionale sull’influenza della cultura cinese nel mondo contemporaneo.
“Siamo fermamente convinti – ha concluso – che, attraverso gli sforzi congiunti dei nostri atenei, si possa forgiare un modello di successo di sviluppo multipolare che possa costituire un esempio da studiare per le università cinesi e internazionali”.
Cultura, dialogo e internazionalizzazione sono stati i temi dominanti dell'Inaugurazione del 729° anno accademico dell'Università di Macerata.
L'Università come polo di attrazione di una città, una sorta di Campus Urbano Internazionale protagonista delle dinamiche economiche, sociali e urbanistiche di un territorio.
Questo un passaggio del discorso tenuto dal rettore Francesco Adornato alla cerimonia che si è svolta questa mattina nella splendida cornice del Teatro Lauro Rossi di Macerata . "Le città universitarie sono imprese parastatali che investono e al contempo attraggono investimenti"- ha affermato Adornato citando l'urbanista Michelangelo Savino - "per tali ragioni ciò che è utile per l'Università deve esserlo per la città".
La cerimonia dell'inaugurazione è iniziata con il consueto corteo degli accademici composto dal rettore, dai docenti, dai rappresentanti del personale tecnico amministrativo e degli studenti, dalle delegazioni internazionali, dai rettori ospiti e dal direttore generale che, come da rituale, hanno attraversato la piazza per fare ingresso in teatro preceduti dal gruppo Vox Ulmi della Rievocazione Storica La Margutta di Corridonia.
Ad aprire l'inaugurazione sono stati gli interventi di Elisabetta Baldassini, rappresentante degli studenti, Antonella Tiberi, rappresentante del personale tecnico amministrativo e Giuseppina Larocca rappresentante del personale docente, tutti indirizzati a ribadire l’importanza di una dimensione internazionale a più livelli che coinvolga tutti i componenti dell’Università e delle istituzioni.
Valore imprescindibile il tema dell'Internazionalità, dunque, come affermato anche dal direttore generale Unimc Mauro Giustozzi nel suo discorso. "In Italia si fa difficoltà ad abbandonare la competitività interna per dar vita a un sapere sempre più condiviso, Unimc vanta una presenza internazionale superiore alla media con rappresentanze di 60 paesi provenienti da quattro continenti". Il direttore ha anche evidenziato gli investimenti fatti dall'ateneo per rendere ben visibile la sua presenza nella città e nel territorio, come il recupero della villa storica e del parco messo a disposizione della città. Inoltre sono stati completati i lavori per il recupero dell’Orto dei Pensatori, della Biblioteca giuridica centrale e sono in corso gli iter progettuali per realizzare nuovi impianti sportivi in viale Indipendenza e per l’ampliamento del Polo Bertelli di Vallebona dove entro il 2020 sarà realizzata anche una fermata della tratta ferroviaria . Il nostro è un Ateneo – faro in quanto motore culturale, sociale ed economico per il territorio che è stato sconvolto anche dai fatti sismici del 2016" - ha concluso - .
L'intervento di Gian Paolo Brizzi, professore emerito dell’Università di Bologna, è stato invece volto a tracciare la storia delle Università dalla loro fondazione fino all’attualità, dove lo studio e il potere intellettuale sono intesi come pilastri fondamentali della società. Proprio attraverso l’apertura del sapere e la collaborazione tra atenei si può sviluppare quello spirito europeo che dovrebbe caratterizzare la contemporaneità.
Una Università slegata dal potere politico, come sottolineato anche dal discorso del rettore Francesco Adornato. "Ho molto rispetto per le istituzioni a causa della mia formazione – ha affermato– ma, se non altro per i contributi che l’ateneo offre alla città, esso meriterebbe ben diversa attenzione e disponibilità da suoi primi interlocutori naturali, a partire da un tavolo di ampio confronto strategico e non da incontri motivati da occasionali convenienze". Allusione non troppa velata all'amministrazione Comunale maceratese, rappresentata in sala dal vice sindaco Stefania Monteverde (assente il sindaco Carancini per impegni in Cina).
"Università come protagonista principale della città" - ha continuato il rettore - "che riverbera prestigio sul territorio per la sua tradizione , per il suo prestigio e il ranking internazionale che ricopre anche grazie agli effetti diretti e indiretti della presenza vitale degli studenti senza i quali la componente sociale della città sarebbe totalmente diversa". Infine anche uno sguardo rivolto al futuro, che sarà sempre più all'insegna dell'internazionalizzazione per l'Ateneo maceratese, un futuro fatto di ponti e non di barriere, "un futuro del quale non si deve aver paura perché il futuro siamo noi" - ha concluso Adornato nel suo discorso - tra gli applausi dei presenti.
La cerimonia inaugurale è terminata con un accordo, tra tutte le università partner, per elaborare la Carta di Macerata, ovvero un impegno concreto verso una sempre maggiore condivisione di pratiche, intenti e saperi. I rappresentanti delle Università di Albania Cina, Francia, Polonia, Russia, Spagna e Ucraina, insieme al rettore Francesco Adornato, hanno posto la loro firma sulla pergamena per proiettare l'Università verso il futuro che guiderà l’ateneo verso un avvenire in grado di elaborare strategie nuove per affrontare le sfide della società.
A seguito degli eventi sismici del 2016, il Comune di Tolentino ha attivato tutte le procedure volte all'esecuzione di opere di pronto intervento, nonché tutte quelle necessarie alla successiva ricostruzione. Nel secondo piano delle opere pubbliche per la ricostruzione è previsto il finanziamento per la nuova costruzione degli edifici scolastici Don Bosco e Bezzi. A tal proposito, l'Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, ha chiesto la verifica dell'importo richiesto per consentire l'avvio delle procedure di affidamento dei servizi di progettazione e quindi l'avvio delle procedure di attuazione del secondo programma di interventi sulle Opere Pubbliche.
Preso atto della relazione dell'ing. Francesco Losego in cui si dichiara che gli interventi necessari al ripristino della struttura del Don Bosco possono assicurare un miglioramento sismico delle strutture, ma che si ritiene impossibile arrivare all’adeguamento strutturale in quanto trattasi di edificio vincolato per cui gli interventi non possono sicuramente essere molto invasivi e considerato che l’Amministrazione comunale ritiene preponderante la sicurezza degli edifici scolastici e intende conseguire il livello massimo di sicurezza adeguando dal punto di vista sismico ogni struttura scolastica; valutato inoltre che a parità di costi sia maggiormente conveniente costruire ex novo una o più strutture in grado di ospitare gli alunni presenti presso il plesso Don Bosco e il plesso Bezzi, anzichè limitarsi a effettuare lavori di miglioramento sismico delle due citate scuole; considerato che è interesse dell’Amministrazione comunale che un edificio scolastico rimanga nel centro storico quale garanzia di funzionamento del servizio scolastico, a beneficio sia dei residenti che dei non residenti nel centro storico, nonché fulcro dell'attività cittadina, ha valutato l'opportunità di costruire un nuovo edificio nell'area "ex Maestre Pie Venerini", demolendo il vecchio stabile di proprietà privata lesionato a seguito del sisma 2016, che ospiterebbe parte del plesso Bezzi (scuola dell'infanzia - scuola primaria - secondaria primo grado).
Pertanto è stato deciso di avviare opportune trattative per la compravendita dell'immobile privato e di considerare anche l'opportunità di costruire un nuovo edificio scolastico a sé stante lungo Viale Antonino Cassarà, nell'area vicina a quella già individuata per la costruzione del nuovo Campus Scolastico degli Istituti Superiori.
Pertanto è stato deliberato di richiedere agli uffici competenti di trasferire il contributo già concesso per la riparazione dei danni subiti dalle Scuole Don Bosco e Bezzi, a beneficio della costruzione di due nuovi edifici scolastici che rispettino la normativa sismica in vigore, individuando la loro ubicazione uno nell'ambito del centro storico e l'altro in un'area esterna a sé stante individuata nei pressi del costruendo Campus Scolastico degli Istituti superiori.
Premio nazionale per l’Istituto Agrario di Macerata. La classe 3 A della scuola maceratese, diretta dalla prof.ssa Antonella Angerilli, ha partecipato al concorso "Prepararsi al Futuro. Idee sostenibili al servizio del territorio" che si è svolto a Palazzo Vecchio a Firenze. Il contest era promosso e sostenuto dal Festival dell’Economia civile, e ha visto la partecipazione di tutte le scuole d’Italia.
Il gruppo, composto da Luca Carlini, Silvestro Viale e Jaries Hazeen ha vinto con il progetto Modern Farming, un blog con la finalità di creare una community tra studenti dove confrontarsi e apprendere cose nuove nel settore dell’agricoltura sostenibile. Nell’intenzione dei ragazzi c’è anche la volontà di aprire la discussione agli utenti che si approcciano al mondo agricolo.
La manifestazione toscana è centrata sui temi dell’economia, del lavoro, dei giovani, dell’innovazione, dello sviluppo sostenibile e delle buone pratiche, mettendo al centro le persone e l’ambiente, con un notevole interesse sull’impatto sociale delle varie azioni.
Sta giungendo al termine la quarta edizione del Premio Asimov per l’editoria scientifica divulgativa, nato per avvicinare il mondo della scienza e quello della scuola. Ideato dal fisico Francesco Vissani che ne è anche il coordinatore, istituito grazie alla collaborazione tra il GSSI (Gran Sasso Science Institute) e l'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), con la collaborazione di varie Università e istituti di ricerca, il Premio si avvale di una giuria composta da migliaia di studenti e studentesse di scuola superiore, che sceglierà il miglior libro di cultura o divulgazione scientifica pubblicato negli ultimi due anni in Italia.
Unicam ha aderito con entusiasmo ed è diventata coordinatore regionale dell’iniziativa, coinvolgendo una giuria di esperti e di studenti delle scuole superiori della Regione.
Il Premio Asimov è infatti un'iniziativa multi-sede. Gli undici centri regionali di coordinamento scientifico - Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria - si sono coordinati tra di loro per il successo dell'iniziativa, collaborando con 100 scuole superiori di tutta Italia.
L’evento finale, in programma sabato 13 aprile, per la Regione Marche si terrà presso la sede Unicam di Civitanova Marche a partire dalle ore 10. I libri in lizza saranno presentati al pubblico. Subito dopo, in contemporanea tra le undici sedi, verrà annunciato il libro vincitore della quarta edizione del Premio Asimov e verranno premiate anche le migliori recensioni degli studenti marchigiani partecipanti.
Le sette opere finaliste selezionate quest'anno dalla commissione scientifica sono state:
- Guido Barbujani - Andrea Brunelli, Il giro del mondo in sei milioni di anni, Il Mulino
- James Gleick, Viaggi nel tempo, Codice
- Jerry Kaplan, Intelligenza artificiale. Guida al futuro prossimo, Luiss Edizioni
- Lamberto Maffei, Elogio della parola, Il Mulino
- Giorgio Manzi, Ultime notizie sull'evoluzione umana, Il Mulino
- Guido Saracco, Chimica verde 2.0, Zanichelli
- Sara Sesti & Liliana Moro, Scienziate nel tempo. 100 biografie, Ledizioni
La commissione scientifica del premio si compone di 250 membri, per metà docenti di scuola superiore e per metà professori universitari, ricercatori, studenti di dottorato, giornalisti, scrittori, rappresentanti del mondo della cultura.
UNICAM, in particolare la sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie, ha organizzato e coordinato dunque le attività per la Regione Marche, che quest'anno hanno coinvolto 76 studenti di otto istituti di istruzione superiore della nostra regione: il Liceo Scientifico "Galileo Galilei" di Ancona, il Liceo Classico Linguistico "Giacomo Leopardi" di Macerata, il Liceo Statale "Enrico Medi" di Senigallia, l’Istituto Istruzione Superiore "Leonardo Da Vinci" di Civitanova Marche, il Liceo "Giacomo Leopardi" di Recanati, l’IIS "Fazzini-Mercantini" di Grottammare, il Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Jesi, i Licei di Camerino.
L’appuntamento è dunque per sabato 13 aprile a Civitanova Marche per conoscere i vincitori della quarta edizione del Premio Asimov.
Sabato 6 Aprile 2019, presso l’Auditorium dell’IPSIA Don Enrico Pocognoni di Matelica, si è svolto il convegno dal titolo: “I disturbi alimentari: una moda o epidemia sociale?” aperto a docenti, studenti, educatori, personale ATA e genitori.
L’evento, che fa parte del progetto “LIBERI…LIBERI”, inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa dell’Istituto, è stato curato e organizzato dalle Prof. sse Linda Alfano e Fiorella Paparelli, in collaborazione con i Lions di Matelica, in occasione del Tema di Studio Nazionale “Disturbi del Comportamento Alimentare (Anoressia e Bulimia) ulteriore difficoltà di essere genitori oggi “2019.
Il carattere scientifico di questo incontro formativo è stato dato dalla presenza delle Dott.sse Patrizia Iacopini ed Annarita Scipioni, rispettivamente Direttore e Psicoterapeuta del Centro Disturbi Alimetari dell’U.O.S. Dipartimentale di Fermo.
I lavori sono cominciati con il saluto ed un significativa riflessione del Dirigente Scolastico del “Don Pocognoni”, Prof. Oliviero Strona; a seguire, i saluti dell’ Assessore del Comune di Matelica, Roberto Potentini, del Presidente Lions Club di Matelica Mario Gigliucci e del Coordinatore distrettuale del tema di studio, Dott. Claudio Adanti, il quale facendo riferimento alla propria esperienza familiare ha sottolineato l’importanza dei centri specialistici che si occupano di aiutare i ragazzi in difficoltà ma anche le loro famiglie.
Dopo il saluto del Moderatore Maria Gilda Murani Mattozzi, officer distrettuale del tema nazionale, la parola è passata alla Prof.ssa Paparelli.
La Docente ha illustrato carattere e peculiarità del Progetto, che in fase preparatoria ha impegnato alacremente gli alunni delle classi Terze, Quarte e Quinte dell’IPSIA Matelica, coinvolti in attività di tipo laboratoriale. Da questo lavoro, affrontato con solerzia e curiosità, sono scaturiti numerosi interrogativi che i ragazzi hanno sottoposto alle Dottoresse.
Il convegno è entrato nel vivo quando la Dott.ssa Iacopini, con estrema chiarezza e puntualità, ha guidato gli astanti in un mondo- quello dei disturbi alimentari- che presenta sfaccettature, abissi ed insidie. Il cibo, per milioni di giovani, diventa un vero e proprio nemico; anoressia, bulimia, ortoressia, vigoressia (soltanto per citare alcune tra le patologie alimentari) costituiscono una, tristemente, moderna forma di esprimere il disagio psichico.
I disturbi alimentari, quindi, costituiscono la punta di un iceberg: non sono una moda ma una patologia. Tramite veicoli quali il culto dell’aspetto fisico, il ruolo delle industrie della moda e la potenza dei media i disturbi alimentari rischiano di diventare vere e proprie epidemie sociali.
L’incontro, il cui bilancio è sicuramente positivo, si è concluso con l’intervento della Dott.ssa Scipioni. La Psicologa e Psicoterapeuta ha coinvolto la platea in un’esperienza sensoriale volta a spiegare quanta importanza ricoprano nella scelta alimentare tutti e cinque i sensi e non soltanto il gusto.
In questi giorni, gli alunni di alcune classi della scuola Primaria Grandi e Bezzi sono stati coinvolti in attività di Primo Soccorso.
L’iniziativa è nata dall’idea della disponibilità di una mamma che ha voluto dedicare parte del suo tempo libero per sensibilizzare e insegnare, in modo giocoso, concreto e utile, come chiedere aiuto in caso di emergenza e come evitare alcune situazioni di pericolo.
I bambini hanno collaborato e partecipato in modo attivo alle varie situazioni che venivano proposte.
Si sono calati nella parte con serietà e interesse, dimostrando curiosità e responsabilità anche nelle domande che ponevano.
Un grazie particolare a questa mamma che ha voluto dedicarci pazienza e disponibilità.
Lunedì 8 aprile, nella chiesa collegiata di Sant'Esuperanzio di Cingoli, si è svolta una lezione-concerto dedicata agli studenti del Liceo "G.Leopardi" di Cingoli sull'organo Callido opus 305 del 1792, tenuta dal M° Fabiola Frontalini. Il M° Frontalini, importante organista marchigiana, nonchè presidente dell'Associazione Organistica Vallesina, ha introdotto i liceali cingolani nel complesso e affascinante mondo dell'organaria antica, con particolare attenzione al patrimonio organario e organistico cingolano.Una lezione-concerto ideata e realizzata quale anteprima del doppio evento che si terrà domenica 14 aprile, alle ore 16.45 in Sant'Esuperanzio: la presentazione del volume degli atti del convegno “Gaetano Callido, da Venezia alle Marche - Il caso di Cingoli” - pubblicato in numero dedicato dei Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche e il Concerto dell’orchestra barocca “Astral Ensemble” diretta dal M° Giulio Fratini, che eseguirà in prima esecuzione moderna, nella revisione del M° Luca Pernici, la Messa a 4 con stromenti del maestro di cappella cingolano Francesco Giattini scritta per Sant’Esuperanzio nel 1784.
Si e’ svolta ieri presso l’Auditorium dell’ Università di Macerata la lectio magistralis tenuta dal professore di diritto tributario Giuseppe Rivetti e il numero uno di Zurich Italia, Alessandro Castellano, intitolata: “Assicurazioni: motore di sviluppo economico e sociale del Paese” e organizzata in collaborazione con l’Agenzia Zurich di Macerata Antinori Assifin Srl.
Al centro della lezione, a cui hanno preso parte più di centocinquanta persone fra studenti dell’Ateneo e clienti Zurich della regione Marche, il ruolo fondamentale svolto dal settore assicurativo all’interno del contesto sociale ed economico attuale, fortemente condizionato dagli strascichi di una delle più profonde crisi finanziarie dell’ultimo secolo e dall’affermarsi di nuove tecnologie.
“La crisi economica degli ultimi anni ha profondamente cambiato le logiche del settore assicurativo, facendo emergere numerose opportunità di sviluppo sia nel segmento danni che nell’ambito della tutela delle persone e nella gestione del loro risparmio”, così Alessandro Castellano ha aperto il suo intervento, proseguendo:
“Non più "protezione”, ma “prevenzione”. Questa deve esser la parola chiave: occorre identificare i rischi a monte, mitigandone gli effetti e fornendo assistenza al Cliente quando ne ha bisogno, attraverso un ecosistema di servizi a valle. Nel ripensare la proposta al cliente la tecnologia gioca un ruolo fondamentale, sia perché consente di offrire al cliente il livello di servizio che si aspetta, sia perché consente di profilare adeguatamente i rischi. Ai giovani laureati che entrano nel mondo del lavoro suggerisco poi di guardare al mondo assicurativo come a un’opportunità, perché le professioni stanno cambiando. Il mio consiglio? Costruirsi delle solide competenze tecniche, mantenendo però sempre alti l’entusiasmo e la curiosità, che sono gli ingredienti fondamentali per la crescita professionale.”
La lectio magistralis tenuta da Alessandro Castellano sarà poi al centro di una pubblicazione sul tema a cura del Professore Rivetti.
Avvocato e Professore di Diritto tributario presso l’Università di Macerata, Giuseppe Rivetti è Presidente del Corso di Laurea triennale in Teorie, culture e tecniche per il Servizio sociale del Dipartimento di Giurisprudenza dell’ Università degli Studi di Macerata. Al centro di un’intensa attività scientifica di collaborazione con enti di ricerca e altre università, è autore di diverse pubblicazioni e ha partecipato a numerosi importanti convegni.
CEO di Zurich Italia dal 1 luglio 2018, Alessandro Castellano ha fatto il suo ingresso in Zurich nel 2016 con il ruolo di Global Head of Credit Lines, nella sede di Londra. Da gennaio 2017 ricopre inoltre la carica di Presidente della Compagnia Vita operante in Italia (Zurich Investments Life S.p.A.).
Castellano si è laureato in legge all'Università di Roma e ha frequentato l’Harvard Business School.
Articolo redatto da Emma, un' alunna di classe prima della scuola secondaria di primo grado D. Alighieri di Tolentino:
Il giorno 22 marzo 2019 le classi 1A, 1B, 1C e 1D hanno partecipato al progetto di educazione stradale con la presenza della Polizia Locale di Tolentino.
I Vigili ci hanno fatto vedere un Power Point con il quale hanno spiegato accuratamente i segnali stradali, le regole da rispettare sulla strada e l’importanza di indossare il casco protettivo.
Gli incontri sono stati due: il primo è servito per insegnarci la teoria riguardo alla strada, mentre con il secondo abbiamo messo in pratica le informazioni fornite portando a scuola le nostre bici.
Il giorno 3 aprile 2019 gli alunni hanno portato le bici a scuola.
Nel cortile scolastico, sono stati attaccati dei fogli con indicata la classe e la sezione dei ragazzi che hanno lasciato le proprie bici nel posto assegnato.
La nostra classe, la 1C, alle ore 10:20, dopo la ricreazione, è stata accompagnata in cortile, dove noi ragazzi, muniti di caschetto protettivo siamo montati in sella alle nostre bici.
Siamo stati entusiasti di fare gli esercizi richiesti dal vigile e lo eravamo ancora di più nel prestare le bici a chi non se l’era potuta portare, per farlo provare.
Abbiamo imparato a derapare sull’erba, a frenare con il freno posteriore della bici sul breccino e passare sotto un’asta a mo’ di ponte, oltre a fare lo slalom tra gli alberi o tra i “cinesini”.
La classe si è molto divertita nello svolgere le attività riguardanti il progetto di educazione stradale.
È stata un’esperienza fantastica!!!
Si è svolta a Tolentino la consegna simbolica per la provincia di Macerata delle palline da giocoleria denominate “footbag”, materiale caratteristico del programma “Scuola in movimento”. La consegna è avvenuta all’Istituto comprensivo “Lucatelli”. La “footbag” è una piccola pallina di ecopelle riempita di sabbia, ha una consistenza morbida ed è adatta per proporre in classe diverse esercitazioni in totale sicurezza.
L’azione progettuale “Scuola in movimento” rientra nel macroprogetto chiamato “Marche in movimento con lo sport di classe”, che viene realizzato grazie alla collaborazione di diversi enti: Regione Marche e Asur Marche che finanziano l’intero intervento, il Csi Marche, il Coni Marche, il Miur e il Cip Marche. In particolare, “Scuola in movimento” ha come scopo primario quello di migliorare la qualità della vita delle persone partendo dai bambini, introducendo più movimento all’interno del quotidiano scolastico.
Tale progetto prevede, fra l’altro, di formare gli insegnanti della Primaria su questo metodo svizzero nato circa 30 anni fa e di cui il Csi detiene i diritti in Italia. L’anno scolastico in corso, 2018-2019, è il secondo di attuazione dell’iniziativa e negli scorsi mesi di novembre e dicembre sono stati svolti due corsi di formazione proprio per gli insegnanti delle classi prime della Primaria della provincia di Macerata.
Alla consegna hanno partecipato i responsabili provinciali dei partner aderenti: Carlo Belvederesi, presidente del Csi Macerata; Mauro Minnozzi, referente provinciale del Miur; Rosanna Passatempo, referente provinciale del Dipartimento di prevenzione dell’Asur-Area vasta 3. Erano presenti anche alcune insegnanti dell’Istituto “Lucatelli”.
Durante l’incontro è stato fatto il punto della situazione sul progetto da parte del referente locale di “Scuola in movimento”, Andrea Fabiani. Infine, si è svolta una dimostrazione pratica del programma in una classe prima che si è rivelata molto divertente e ha riscosso commenti più che positivi.
La settimana dedicata al Piano Nazionale per la Scuola Digitale rappresenta, ormai da anni, l’occasione per promuovere, in tutte le scuole, una riflessione attiva sul percorso di crescita e di sviluppo dell’innovazione tecnologica.
Quest’anno dopo la straordinaria esperienza di “Futura Macerata” che si è vissuta a fine settembre 2018, alcuni alunni vincitori, dopo la gara di progettazione in stile hackathon, precisamente Alessandra Padovano del Liceo Artistico “Cantalamessa”, Riccardo Benedetti dell’ITE “Gentili” di Macerata, Andrea Casoni dell’IIS “Filelfo” di Tolentino e Giacomo Pierbattista del Liceo Scientifico “Oreste Calzetti” di Fermo, si sono recati con i loro docenti a Genova per disputare, con altri coetanei provenienti dalle altre regioni d’Italia, l’ultimo hackathon nazionale.
Un’esperienza di tre giornate, dal 4 al 6 aprile, per imparare, condividere, approfondire i tanti progetti già realizzati e per ideare insieme future attività coerenti con il PNSD (https://www.youtube.com/watch?v=DxWGpEIO1Uk).
L’hackathon è una vera e propria maratona progettuale, durante la quale, studenti e studentesse, di diversi tipi di scuola, con l’aiuto di mentori, esperti e ricercatori lavorano insieme per pianificare soluzioni innovative per il proprio territorio.
Il progetto realizzato a settembre dagli allievi vincitori di “Futura Macerata” (https://www.youtube.com/watch?v=yZ0C1vGnB2g) ha il titolo di “CulturAR Center – ricordare, rinascere, ricostruire” e prevede la creazione di un museo interattivo, volto a mantenere viva la memoria dei territori devastati dal sisma, aperto a tutti (dagli studenti ai turisti), in cui si possono utilizzare strumenti tecnologicamente avanzati, come i visori per la realtà virtuale, organizzare laboratori interattivi e workshop formativi in cui professionisti, studenti universitari e degli ultimi anni delle superiori, possono confrontarsi, elaborare progetti e pianificare la ricostruzione fedele dei paesi lacerati dal terremoto. Il museo, inoltre, prevede anche un percorso sensoriale per i disabili, fatto di odori, suoni, sapori del territorio danneggiato.
Durante la fase di lavoro i ragazzi hanno dato importanza alla memoria oltre che alla rinascita e alla ricostruzione; “noi oggi siamo la nostra memoria” per usare un’affermazione di U. Eco, il risultato di ciò che è stato seminato nel nostro passato antico e recente. E’ bene, quindi, anche per le generazioni future, mantenere viva la nostra identità con il ricordo e il museo ha questo scopo. Da questo si passa poi alla rinascita e alla ricostruzione senza stravolgere la nostra antica e preziosa storia, mantenendo il valore artistico ed architettonico degli splendidi paesi del cratere, luoghi apprezzati per bellezza ed arte, in modo particolare dai turisti del nord Europa.
A Genova i ragazzi hanno proseguito il lavoro sul progetto per renderlo attualizzabile, presentando anche una sorta di scheda finanziaria e possibili partner e sponsor.
L’esperienza è stata davvero interessante ed impegnativa, i giovani allievi si sono messi in gioco, ciascuno con le proprie conoscenze, competenze e capacità.
Stimolanti sono state anche le serate in cui giovani Millennials ( i nati tra il 1980 e il 2000) hanno raccontato le loro vite e i traguardi raggiunti, pur essendo così giovani e hanno raccomandato ai ragazzi della Generazione Z (i nati dal 2000 in poi) di inseguire con passione, determinazione ed impegno i propri sogni.
“Università, culture, dialogo” è il tema scelto quest’anno per l’inaugurazione dell’anno accademico 2018/2019, 729° dalla fondazione, che l’Università di Macerata si appresta a celebrare giovedì 11 aprile al teatro Lauro Rossi.
L’internazionalizzazione sarà dunque il cuore della cerimonia, alla quale parteciperanno 19 rappresentanti dei principali atenei stranieri partner di Unimc provenienti da Cina, Russia, Francia, Spagna, Polonia, Albania, e che anche quest’anno cade all’interno dell’International Week: una settimana, dall’8 al 12 aprile, con circa trenta tra conferenze e seminari tenuti da trentadue esperti internazionali, visiting professor di UniMC e altri prestigiosi relatori.
“Fin dalle origini – ha spiegato il rettore Francesco Adornato - le Università hanno costituito i centri della cultura del tempo, hanno raccolto le migliori intelligenze e competenze per formare le classi dirigenti della società. Gli Atenei hanno cambiato le strutture sociali e modificato la percezione del nostro universo, rappresentando una nuova legittimazione delle istituzioni e ispirando i più innovativi processi di costruzione degli spazi pubblici.
Il contributo culturale e scientifico delle Università ha permesso di valicare contrasti istituzionali e storiche inimicizie nazionali, alimentando un dialogo capace di anticipare e orientare la politica, di far crescere nuove generazioni in un progetto condiviso di società e pace”.
Il programma degli eventi è stato illustrato dal rettore insieme alla delegata ai rapporti internazionali Benedetta Giovanola e al direttore generale Mauro Giustozzi.
La cerimonia di inaugurazione si aprirà alle 10, introdotta dal corteo degli accademici composto dal rettore, dai docenti, dai rappresentanti del personale tecnico amministrativo e degli studenti, dalle delegazioni internazionali, dai rettori ospiti e dal direttore generale che attraverseranno la piazza per fare ingresso in teatro preceduti dal gruppo Vox Ulmi della Rievocazione Storica La Margutta di Corridonia.
Come ormai rituale, interverranno Elisabetta Baldassini in rappresentanza degli studenti, Antonella Tiberi per il personale tecnico amministrativo, Giuseppina Larocca per il personale docente e il direttore generale Mauro Giustozzi.
La prolusione sarà tenuta da Gian Paolo Brizzi, professore emerito dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, su “Le Università, patrimonio dell’identità europea”. Il rettore Francesco Adornato terrà, quindi, la sua relazione sul tema della cerimonia.
Al termine, i rappresentanti delle Università straniere sottoscriveranno una pergamena a simboleggiare la visione condivisa dell’Università come luogo di educazione delle giovani generazioni al dialogo e di costruzione di un futuro di pace.
Ad aprire l’International Week sarà anche la mostra “L’Archeologia oltre Macerata: paesaggi e persone attraverso la lente di un archeologo” allestita nel corridoio della sede storica in piazza della Libertà a cura di Roberto Perna e Maria Antonietta Rizzo che illustra l’attività di ricerca condotta, da oltre cinquant’anni, dagli archeologi dell’Università di Macerata in tutto il bacino del Mediterraneo, compresa l’Africa, la Grecia a l’Albania.
“Una missione archeologica – ha sottolineato Perna - non è solo una ricerca scientifica, ma anche un modo per incontrare e stringere relazioni con le persone, per leggere, con tecnica e professionalità, la bellezza dei monumenti del passato oggi in pericolo e per entrare in contatto con paesaggi e costumi che diventano molto spesso parte del nostro modo di essere”.
Il 2 aprile scorso, in occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo, gli studenti del Liceo Artistico “Cantalamessa” hanno incontrato, presso l’aula magna dell’ITE “A. Gentili” i rappresentanti dell’Associazione Omphalos Onlus “Autismo &famiglie”.
La giornata, istituita dalle Nazioni Unite il 18 dicembre 2007, ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull’autismo (o meglio, sugli autismi, perché tante sono le sfaccettature di questa sindrome) e di promuovere la ricerca e il miglioramento dei servizi, contrastando la discriminazione e l’isolamento che ancora colpiscono le persone autistiche e i loro familiari.
L’autismo è una disabilità dello sviluppo che dura tutta la vita, influisce sulle modalità con cui una persona comunica e si rapporta agli altri e investe il modo in cui fa esperienza del mondo. L’autismo rappresenta una delle sindromi più complesse e, nelle forme più gravi, difficilmente gestibili.
La Prof.ssa Angelina De Maria ha introdotto l’iniziativa presentando ai ragazzi l’associazione Omphalos, un organismo nato nel 2008 per grazie ad un gruppo di genitori di bambini in carico presso il Centro Autismo Età Evolutiva di Fano, con l’intento di essere un punto di riferimento per le famiglie toccate da questa disabilità. La mission dell’Associazione è quella di “elaborare progetti di vita pensati per le specifiche necessità di ogni singolo soggetto coinvolto nell’esperienza dell’autismo, per assicurargli serenità presente e futura”.
Sono intervenuti all’incontro con gli studenti due padri: Walter e Fabrizio, che hanno narrato la propria storia di genitori di ragazzi autistici, creando, un’atmosfera autentica ed estremamente coinvolgente ed emozionante. Hanno spiegato con semplici parole com’è il mondo di un ragazzo autistico e come si vive il quotidiano nella comunicazione e nella gestione di quelle che per noi sono le piccole cose della vita e per loro rappresentano invece difficoltà talvolta insormontabili.
L’incontro è stato arricchito dagli interventi dei ragazzi e degli insegnanti. Gli studenti hanno chiesto risposte alle loro curiosità riguardo compagni con autismo presenti nelle loro classi; i docenti hanno esposto la loro esigenza di una specifica formazione, per poter significativamente contribuire alla crescita dei ragazzi nella scuola.
Questa giornata ha offerto a tutti un’occasione per entrare nel mondo degli autismi, un mondo tanto diverso dal nostro, che può essere letto correttamente solo a patto di conoscerlo. La narrazione di Walter e Fabrizio ha permesso inoltre di sfatare quei luoghi comuni che mantengono la separatezza, che ci fanno parlare di “noi” e di “loro” e sono ancora di ostacolo all’inclusione.
La raccolta differenziata rappresenta un sistema di raccolta dei rifiuti che i cittadini fanno, differenziando prodotti in base al tipo di materiale e diversificandoli dalla raccolta totalmente indifferenziata. Il fine è avviare ciascun rifiuto differenziato verso il trattamento di recupero e riciclo. Fare la raccolta differenziata e recuperare le nostre “risorse” dai rifiuti significa risparmiare e proteggere l’ambiente riciclando e trasformando sostanze che usiamo tutti i giorni. Quindi il cittadino è il primo anello del ciclo ed è colui che deve avere tutte le informazioni necessarie per svolgere questo compito nella maniera più corretta possibile. Il Consorzio Nazionale CIAL si occupa, da circa vent’anni, di garantire il recupero e l’avvio al riciclo degli imballaggi in alluminio post-consumo provenienti dalla raccolta differenziata organizzata dai Comuni italiani.
Come sensibilizzare e informare i cittadini sulle infinite possibilità dell’alluminio che è un materiale riciclabile al 100% e all’infinito? Partendo dai più giovani con il progetto didattico ALUGAME! Pillole di raccolta differenziata, curiosità, esempi pratici che spiegano dove conferire un imballaggio e cosa succede dopo averlo differenziato correttamente. Sabato, protagonisti del format, gli studenti dell’Istituto Comprensivo Vincenzo Monti di Pollenza. Le classi 1^ e 2^ si sono susseguite in un doppio appuntamento ricco di entusiasmo ma anche di attenzione e di voglia di imparare.
Presenti, durante il contest, Gennaro Galdo, Responsabile Comunicazione del Consorzio CIAL, Stefano Stellini, Responsabile Relazioni Esterne di CIAL, il Sindaco del Comune di Pollenza, Luigi Monti, l’Assessore all’Ambiente, Mauro Romoli e Luca Romagnoli, Responsabile Comunicazione di Consmari.
“Esperienza stupenda, la consiglio davvero a tutte le scuole - ha esordito il Sindaco Luigi Monti -. E’ stata coinvolgente e il metodo è innovativo basato sulla comunicazione diretta. Da allargare a tutti gli studenti.”
“ALUGAME è davvero entusiasmante! - ha proseguito l’Assessore all’Ambiente Mauro Romoli -. Vedere tanti ragazzi che “giocano” e si informano su un argomento così importante dà molta speranza e soddisfazione e di questo va dato atto a CIAL, promotore del progetto e a Peaktime l’esecutore, che riescono a trasferire concetti così importanti per il futuro del nostro pianeta e quindi anche del nostro paese con un metodo di comunicazione universale, come la “sana competizione”."
Concorde con il Sindaco e il Vice Sindaco, Luca Romagnoli: “Consmari è ben lieto di avviare una ulteriore collaborazione con CIAL [..] Il sistema del “gioco” utilizzato da Alvin e dal suo staff dà la possibilità di educare le giovani generazioni, i cittadini del domani, a effettuare una corretta raccolta differenziata facendo sempre percepire che il rifiuto non è una cosa inutile ma è soprattutto una risorsa!”
Ai nostri microfoni la Dirigente Scolastica Catia Scattolini: “Ringrazio tutto lo staff per questa opportunità formativa, perché i ragazzi sono stati coinvolti e interessati all’argomento quindi vederli così riempie di gioia e soddisfazione. La tematica è molto sentita e sarà inserita anche per il prossimo anno scolastico nel Piano Offerta Formativa e saremmo davvero contenti di poter ripetere questa fantastica iniziativa”.
Per la prima edizione, CIAL ha individuato le Marche come destinataria del progetto, coinvolgendo nel progetto i bacini territoriali serviti, per la gestione dei rifiuti, da alcune società che con i Comuni, e con CIAL, lavorano da tempo per il raggiungimento degli obiettivi europei di riciclo.
Nel quadro delle conferenze di “Scienza in Città”, kermesse di incontri scientifici organizzata dal Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata e dall’associazione degli ex-alunni “Amici del Liceo Galilei”, si è svolta venerdì scorso la conferenza “La Luna 50 anni dopo il primo uomo” nella bella cornice del teatro della soc. Filarmonica di Macerata.
Il prof. Angelo Angeletti, docente di Matematica e Fisica del Liceo Galilei, ha ricordato le tappe fondamentali dell’esplorazione dello spazio che hanno portato l’uomo sulla Luna 50 anni fa, nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969. Successivamente il prof. Manlio Bellesi, docente del Liceo Galilei, attualmente distaccato presso l’Università di Camerino, ha esposto le affascinanti ipotesi sulla genesi ed evoluzione del nostro satellite.
Non sono mancati momenti dedicati alla magia e alla suggestione che la Luna ha sempre suggerito: il coro Scientifichor del Liceo Galilei, sotto la guida della prof. Garofolo, ha intonato alcuni brani ispirati alla Luna, mentre altri alunni del Galilei si sono alternati nella declamazione di brani e poesie dedicati alla luna, nonché all’esecuzione della sonata “Al chiaro di luna” di Beethoven. Anche la presentazione della serata è stata brillantemente svolta da un’alunna del Liceo.
Sabato 6 aprile presso il teatro “Farnese ” di Cingoli si è tenuta la cerimonia di consegna dei Diplomi e la premiazione delle eccellenze degli studenti dell’ Ipseoa “Varnelli”, che l’Istituto ha avuto il privilegio di accompagnare nel loro percorso di crescita formativo/culturale, relativi all’anno scolastico 2017/2018. Ospiti d’ eccezione la Dott.ssa Orietta Varnelli e il S.E. Mons. Claudio Giuliodori.
L’ evento è stato aperto con la proiezione del videoclip “Secco Speciale”, realizzato da un emergente gruppo musicale cingolano, i “Brutti di Fosco”, dedicato proprio al Varnelli, una delle eccellenze del nostro territorio, ormai affermata a livello nazionale, un tributo ad un prodotto locale che sta diventando parte di un’iconografia “sacra”. “Il brano nasce nel 2016,” ha sottolineato uno dei componenti del gruppo, Lorenzo Carducci, “in un periodo storico molto particolare di cui tutti portiamo ancora i segni, il terremoto del Centro Italia che ha causato ingenti danni, in un momento, quindi, in cui avevamo tutti bisogno di sdrammatizzare un po’, perché era l’unica cosa che potevamo fare per esorcizzare le nostre paure.”
Prima della cerimonia ufficiale di consegna dei diplomi e degli attestati , la dott.ssa Orietta Varnelli si è rivolta a tutti gli studenti e alle loro famiglie mettendo al centro del suo discorso cinque parole chiave che i giovani devono tenere bene in mente. Fiducia, in se stessi, nel loro futuro, nella società. Umiltà nell’affrontare le sfide della società. Impegno e responsabilità perché non esistono vie facili. Scelte delle quali non bisogna aver paura perché la scelta migliore non esiste ma diventa tale quando ci si dedica a quella con impegno. Curiosità che alimenta la vita di ognuno.
Al centro dell’intervento la valorizzazione del territorio, un territorio che in parte deve saper ricostruirsi insieme alla scuola e l’Ipseoa “Varnelli” ne è un esempio significativo, e alla società alle quali spetta accompagnare i giovani in una crescita consapevole .Infine l’invito a tutti gli studenti è stato quello di andare nel mondo per conoscere e specializzarsi ma poi tornare da protagonisti nel proprio territorio.
Anche l’intervento di Mons. Giuliodori ha voluto sottolineare il fatto che tutti siamo cittadini del mondo e la formazione ci mette di fronte un orizzonte ampio di scelte e possibilità ma la vera forza dei giovani deve essere quella di saper tenere unite radici e rami, fuor di metafora tradizioni, origini, valori, sviluppo e crescita. Far crescere il proprio albero attraverso interdisciplinarità, connessione tra arte, territorio e cucina, competenza sviluppata in modo eccellente nell’istituto “Varnelli”, nutrendo l’essere umano in tutto il suo splendore.
Dopo la consegna dei diplomi, degli attestati e le foto di rito a tutti i numerosissimi studenti intervenuti, la Dirigente scolastica prof. Maria Rosella Bitti ha sottolineato come l’evento di ieri mattina abbia inteso sia valorizzare il merito individuale sia dare visibilità e giusto riconoscimento all’impegno degli alunni che, con il conseguimento del diploma, hanno concluso il proprio percorso di studi, offrendo loro un’occasione in cui consolidare l’appartenenza alla tradizione dell’ Ipseoa “Varnelli”.
La Dirigente ha concluso la cerimonia con queste parole: “Impegno, passione e versatilità sono caratteristiche che contraddistinguono gli studenti dell’ Ipseoa “Varnelli” di Cingoli e che risaltano nel confronto con altri studenti. Di questa eccellenza va dato merito anche agli insegnanti che sanno trasferire ai ragazzi, con competenza ed efficacia non solo una ricchezza di contenuti e competenze, ma anche una crescita interiore utile nel lavoro, nel prosieguo degli studi ma soprattutto nella vita."