Un nuovo studio scientifico presenta un’importante scoperta archeologica fatta in una grotta appartenente al complesso carsico di Frasassi del Comune di Genga nelle Marche. Allo studio del sito, effettuato da un gruppo di ricercatori internazionali guidato da Alessandro Montanari, direttore dell'Osservatorio Geologico di Coldigioco (MC), ha preso parte anche la Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, col paleontologo Marco Peter Ferretti che ha analizzato i reperti fossili negli scorsi anni.
La ricerca, pubblicata nella Rivista Internazionale di Speleologia, disponibile al link https://scholarcommons.usf.edu/ijs/vol49/iss2/2/, ha permesso la mappatura della cosiddetta “Sala del Fuoco” nella Grotta del Fiume (complesso carsico di Frasassi) e l’analisi di reperti archeologici e paleontologici, come i resti di carbone di almeno quattro focolari, varie ossa di stambecco e manufatti in selce. Il materiale fu scoperto nel 1989 dal Gruppo Speleologico Marchigiano di Ancona e successivamente archiviato dalla Soprintendenza archeologica regionale.
Lo mappa della grotta è stata effettuata con moderni strumenti di rilevamento, tra cui scanner laser terrestre e radar a penetrazione terrestre. Le datazioni al radiocarbonio ottenute sui resti di stambecco e sui carboni dei focolari hanno dato un'età di circa 16 mila anni, per cui la Sala del Fuoco rappresenterebbe uno dei pochi siti archeologici italiani datati radiometricamente riferibile all'ultimo Pleniglaciale. Inoltre, la datazione U-Th della calcite da speleotemi ha aiutato a ricostruire l’ambiente ipogeo nel momento in cui era frequentato dall'uomo. I manufatti litici, studiati da Gaia Pignocchi, archeologa di Ancona e coautrice dello studio, testimoniano una rara industria epigravettiana in quest'area dell'Appennino settentrionale. È stato anche rilevato un deposito peculiare di lastre di crosta di speleotemi accatastate in un angolo della caverna, che potrebbe rappresentare un tumulo funerario.
L’ipotesi è che la Sala del Fuoco della Grotta del Fiume nel complesso carsico di Frasassi rappresentasse un luogo di culto utilizzato sporadicamente da pochi rappresentanti di una comunità locale di cacciatori epigravettiani durante l'ultimo periodo glaciale.
Il termine Epigravettiano indica una cultura preistorica della fine del Paleolitico superiore, diffusasi in gran parte dell'Europa a partire da circa 20.000 anni fa, durante l'ultima fase glaciale (glaciazione würmiana). L’ambiente in Italia era molto diverso dall’attuale, i ghiacci e le nevi perenni scesero a 1400 m sul livello del mare. L'alto Adriatico emerse a causa della regressione marina. Nelle regioni tirreniche si alternavano paesaggi di steppa arborata a pino, ad aree di rifugio della vegetazione mediterranea. Le regioni adriatiche furono maggiormente esposte alle influenze continentali con ambienti di prateria montana, di tundra e, nelle fasi più aride e fredde, di steppa di tipo asiatico. Stambecchi, camosci, cervi, cavalli e uri rappresentavano la cacciagione preferita delle comunità umane dell’epoca, che si trovano prevalentemente in ripari sotto roccia e all'imboccatura di grotte
Nuove misure sono state adottate dall'Università di Macerata per contrastare gli effetti della crisi da Covid: oltre ad aver ampliato fino a 20 mila euro di Iseeu la no tax area, l'ateneo maceratese ha disposto meno tasse e un incremento delle borse di studio per aiutare concretamente le famiglie, in linea con la strategia di forte sostegno al diritto allo studio indicata dal ministro dell’Università e ricerca Gaetano Manfredi.
Nello specifico, per l’anno accademico 2020/21, Unimc prevede di mettere a disposizione 75 borse di studio da 3.300 euro così ripartite: 45 borse per matricole fuori regione e iscritte a corsi di laurea triennale o a ciclo unico; 10 per studenti con diploma di laurea conseguito in un altro ateneo che si iscrivono a una laurea magistrale; 10 per fuori provincia che si immatricolano a un corso di laurea magistrale e 10 per studenti meritevoli che si iscrivono al primo anno di una laurea magistrale o al quinto anno di una laurea a ciclo unico.
A queste si sommano le 10 borse di studio per studenti internazionali. I dettagli e i bandi, alcuni già online e altri di prossima pubblicazione, sono consultabili sul sito di ateneo sceltadicampus.unimc.it. Le borse di studio Unimc si aggiungono a quelle già erogate dall’Erdis, l’Ente regionale per il diritto allo studio, ampliando quindi la platea degli aventi diritto a un sostegno economico.
“Il percorso di studi – ha più volte sottolineato il rettore Francesco Adornato – non è solo acquisizione di competenze e conoscenze, ma è fatto di contatti, relazioni, scambi, esperienze. Questo è il nostro valore aggiunto, che ci contraddistingue da oltre sette secoli. Gli studenti sono al centro del nostro agire e, in questa situazione oggettivamente difficile, l’Ateneo si fa più prossimo, mettendo in campo risorse mai impegnate finora per sostenere il diritto allo studio”.
L’Ateneo ha adottato anche altre misure straordinarie. Tutte le matricole dei corsi di laurea triennali e a ciclo unico potranno contare su bonus fino a 400 euro per l’acquisto di libri universitari pc, tablet o smartphone; e, se fuori sede, avranno anche un contibuto di 100 euro per abbattere il costo delle spese dei trasporti pubblici utilizzati per raggiungere la sede universitaria. Le famiglie con reddito Iseeu fino a 20 mila euro non pagano il contributo annuale. Ulteriori riduzioni sono stata introdotte per redditi tra i 20 mila e i 40 mila euro di Iseeu. A beneficiarne sarà l’intera popolazione studentesca maceratese.
Un milione di euro di interventi per le scuole provinciali. Sono le risorse messe in campo per il ritorno in classe degli studenti negli istituti secondari della provincia di Macerata. “Abbiamo fonti di finanziamento differenti - ha dichiarato il presidente della Provincia Antonio Pettinari, alla presenza anche dell’ingegnere Luca Fraticelli -: ci sono i 750 mila euro dei PON (Programma Operativo Nazionale del Miur) che possono essere utilizzati per i lavori di manutenzione straordinaria e su edifici esclusivamente di proprietà, poi ci sono risorse ordinarie del nostro bilancio e un ulteriore finanziamento di 80 mila euro”.
Da quando sono arrivate le linee guida dal Governo, a fine giugno, la Provincia con il suo ufficio tecnico ha effettuato i sopralluoghi nei cinquantadue edifici scolastici con i vari dirigenti scolastici per individuare i lavori necessari, rispettando le nuove normative, per riportare gli studenti in classe.
“Tutto il mondo scolastico e gli enti locali, quindi anche la nostra Provincia - ha proseguito Pettinari - sono stati investiti da forti criticità dovuti alla pandemia, ma il ritardo con cui è stato redatto il piano scuola è gravissimo, sia per le tempistiche e soprattutto perché sono state scaricate tutte le responsabilità su dirigenti scolastici e sulle amministrazioni locali. In più non sono stati ancora risolti dei nodi cruciali che interessano i trasporti e la concessione delle palestre per le attività extra-didattiche. Ci sono sport già in difficoltà per la mancanza di strutture e questo contesto aggrava ancora di più la situazione. Non ultimo, al momento è impensabile pensare di proporre un nuovo piano formativo per il prossimo anno scolastico 2021-22”.
Cantieri già attivi, a due giorni da Ferragosto, all’alberghiero di Cingoli, all’ITIS di Recanati, all’Istituto Agrario, al Pannaggi, al liceo Scientifico e all’ITIS di Macerata (dove sono in corso anche altri interventi), al polo scolastico di Camerino.
“L’obiettivo è terminare i lavori in tutti gli edifici coinvolti prima dell’avvio dell’anno scolastico e garantire le lezioni in presenza - ha detto Pettinari -. La maggior parte delle opere servono per rendere gli spazi della classi più idonei ma altrettanto importanti sono quelle che interessano la manutenzione degli spazi verdi in tutte le scuole”.
Nel dettaglio gli interventi più corposi dal punto di vista economico sono all’IIS Garibaldi di Macerata (167 mila euro) dove il porticato del cortile sarà chiuso nei due lati con un infisso vetrato per aumentare gli spazi della mensa, dove viene fornita la scaffalatura della biblioteca e dove in altre posizioni vengono installati dei pannelli fonoassorbenti mobili; al “Divini” di San Severino per il completamento dei laboratori (140 mila euro); al Pannaggi di Macerata (84 mila euro) e al’IIS “Corridoni” di Civitanova Marche (51 mila euro).
Gli altri lavori interessano il liceo “Leopardi” di Macerata ospitato all’ITE “Gentili” (39 mila euro); all’IIS “Ricci” di Macerata (7 mila); al Liceo “Leopardi” di Cingoli (16 mila); al Liceo Scientifico di Civitanova Marche (16 mila); all’ITIS “Mattei” di Recanati (23 mila) e all’Alberghiero di Cingoli (90 mila per due sedi). E ancora il liceo Classico “Leopardi” di Macerata (18 mila); il “Divini” ospitato al “Luzio” (7 mila); il polo scolastico di Camerino (21 mila) e l’IIs “Bonifazi” di Recanati (45 mila). A questi interventi si aggiungono la manutenzione straordinaria ai licei di Tolentino, la manutenzione ordinaria delle scuole in affitto sempre a Tolentino e 80 mila euro di lavori per il mantenimento del verde e di altri spazi all’esterno.
Nove milioni e settecentomila euro. Ecco il finanziamento per la costruzione della scuola innovativa che è stato concesso alla Provincia di Macerata.
L’ente provinciale ha infatti partecipato al bando “Scuole innovative” del MIUR e dopo essersi classificato tra i primi in Italia, il primo nelle Marche, ha ricevuto ieri sera la conferma dell’importante finanziamento.
“Non sono risorse legate al terremoto, né investimenti previsti per il Covid-19 o quelli straordinari per l’edilizia scolastica: si tratta di un ulteriore canale di finanziamento che la Provincia ha saputo cogliere con il suo ufficio tecnico - afferma in conferenza stampa il presidente Antonio Pettinari, presente insieme all’ingegnere Luca Fraticelli -. Un bando nazionale a cui l’Amministrazione si è fatta trovare pronta e ha risposto inviando un’idea progettuale”.
La nuova scuola, che prevede oltre alle aule anche la costruzione di numerosi laboratori, è su due piani per un’area di 4 mila metri quadrati, e potrà ospitare circa 500 studenti; sarà posizionata nella stessa zona dove si trova l’Istituto Agrario di Macerata.
“Per il nuovo edificio che, di fatto, ci permetterà di avere tutti gli spazi necessari per le scuole di questa città - prosegue Pettinari - non verrà occupato suolo ulteriore; infatti sarà realizzato in un’area dove già ci sono degli edifici fatiscenti che saranno demoliti. La notizia ricevuta ieri sera è una delle più belle che siano mai arrivate in questi anni: quella che era una speranza, una prospettiva, oggi è diventata una certezza”. Il presidente ripercorre l’iter del bando indetto nel 2014. “All’origine ci hanno assegnato 4,5 milioni di euro che però erano insufficienti per costruire questa scuola, ma siamo andati avanti con le procedure, incaricando la società che successivamente aveva vinto il bando, sempre indetto dal MIUR, per redigere il progetto preliminare. Quindi con il Ministero abbiamo avviato un confronto, partecipando a numerose riunioni, per ottenere più risorse e finalmente siamo arrivati alla conclusione di questo percorso. Scuola innovativa perché porta delle novità da un punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, ed è caratterizzata dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio. Ora valuteremo se la progettazione sarà interna all’Ente, come stiamo facendo fino ad oggi con i nuovi campus scolastici post terremoto, oppure esterna. Poi decideremo anche a quale istituto destinarla, nel 2014 la pensammo per il Bramante”.
A seguito dell’emergenza Covid-19 tutte le attività didattiche delle scuole italiane sono state oggetto di sospensione mediante apposito Decreto del Presidente del Consiglio per tutto l’anno scolastico 2019-2020.
A tal proposito il Comitato Tecnico Scientifico, istituito con Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile ha emanato un documento che chiarisce come si tornerà a scuola e come potranno essere svolte le attività didattiche. Ovviamente dovrà essere rispettato il distanziamento sociale in aula, con una opportuna previsione degli spazi sia tra gli studenti che tra gli studenti e i docenti (“distanza di un metro lineare tra gli alunni e di due metri lineari tra il docente e l'alunno nella zona interattiva della cattedra”).
A seguito dell’avviso pubblico “Interventi di adeguamento e di adattamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19” emanato dal Ministero dell’Istruzione nell’ambito dei Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale Per la Scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020 Asse II – Infrastrutture per l’Istruzione – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) Obiettivo Specifico 10.7 – Azione 10.7.1 - “Interventi di riqualificazione degli edifici scolastici (efficientamento energetico, sicurezza, attrattività e innovatività, accessibilità, impianti sportivi, connettività), anche per facilitare l’accessibilità delle persone con disabilità”, il Comune di Tolentino ha presentato la propria candidatura in occasione del primo avviso pubblicato ed è stato autorizzato alla realizzazione di interventi, con le finalità sopra indicate, per una somma complessiva di 90.000 Euro, da suddividere tra i vari edifici scolastici.
Gli edifici che necessitano di interventi sono i plessi degli Istituti Comprensivi Don Bosco e G. Lucatelli, così suddivisi: G. Lucatelli; Don Bosco; Grandi; Largo ‘815 e consisteranno nell’ampliamento delle aule (demolizione di alcuni tramezzi e ricostruzione per rendere le aule adeguate alle distanze) realizzazione di altri servizi igienici alla Grandi.
La tesi di dottorato Unimc di Valentina Carella è stata premiata dalla Società Italiana di Filosofia Morale come migliore monografia. Tema del lavoro della dottoressa di ricerca dell’Università di Macerata era “Animalità del soggetto, soggettività animale. Il contributo della fenomenologia di Edmund Husserl a un’etica per l’ambiente”.
Valentina Carella è stata anche allieva della Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi. “Proprio grazie alla Scuola Leopardi – racconta - nel mio terzo anno di studi è avvenuto l’incontro con l’etica applicata. Tra il 2011 e il 2012, infatti, ho partecipato al programma internazionale in Etica applicata promosso in collaborazione con l’Università Cattolica di Lovanio in Belgio e l’Università Radboud di Nijmegen nei Paesi Bassi. Quella è stata l’occasione in cui ho approcciato un ambito di ricerca per me nuovo, che da subito mi ha affascinata: l’etica ambientale”.
Università di Macerata protagonista con i suoi studenti alla Notte dell’Opera. Il Gruppo Teatro attivato in collaborazione per il secondo anno con il Macerata Opera Festival, diretto dalla professoressa Maria Paola Scialdone e guidato dai registi David Quintili e Antonio Mingarelli, ha portato in scena un viaggio alternativo all’interno del mito di Don Giovanni, “Mozart Motel”. Tra gli spettatori, anche il cast quasi al completo del Don Giovanni guidato dal direttore Francesco Lanzillotta: una gradevolissima sorpresa per i giovani attori esordienti.
Don Giovanni siamo noi, alla disperata ricerca del nostro desiderio in un mondo in cui l'Eros è svilito dalla dimensione dei social. È questa una delle molte suggestioni emerse dalla pièce, basata su testi scritti dagli studenti stessi. Dietro le vetrate del suggestivo chiostro del Palazzo di filosofia dell'Ateneo, personaggi liberamente ispirati al Don Giovanni di Mozart - Zerlina, Elvira, Donna Anna, Leporello e il Commendatore – hanno messo in vetrina per lo spettatore le nevrosi della relazione contemporanea con l'erotismo, il cui esito può essere solo il thanatos, cui allude la partita a scacchi con la morte, alla quale lo spettatore è invitato a partecipare. Originalissima e in linea con prevenzione Covid la modalità di fruizione dello spettacolo, che ha previsto il distanziamento fisico attraverso un vetro e l'ascolto dei monologhi via cellulare.
"Ancora una volta – commenta il rettore Francesco Adornato - l'Ateneo di Macerata, in collaborazione con il Macerata Opera Festival, consente un'esperienza teatrale colta ed emozionante, che ha come protagonisti i giovani. Un'esperienza che si aggiunge a quella didattico-formativa nelle aule e che, al tempo stesso accresce, il percorso culturale e umano dei nostri studenti”.
“La pandemia ci ha costretto a lavorare molto a distanza e poco in presenza – racconta la professoressa Scialdone -. Nonostante questo, i nostri studenti sono riusciti a realizzare uno scavo personale dei personaggi, restituendoli in una chiave contemporanea, al passo con i tempi, che rispecchia la loro percezione”.
Gli attori del Gruppo Teatro Unimc: Elena Cherubini, Monia Ciminari, Margherita Di Fabio, Chiara Di Marco, Tommaso Lorenzini, Nicola Pavlidi, Teresa Pavone, Aurora Pigliapoco, Elisabetta Poloni, Maria Vitória Santana, Marzo Zamponi. Tra gli autori dei testi, anche Martina Di Marco e Lucrezia Di Marco.
Sono quasi 20mila i banchi monoposto richiesti dalle scuole marchigiane per garantire l’avvio in sicurezza del prossimo anno scolastico nel rispetto del distanziamento sociale.
A questi vanno aggiunte oltre 17.500 sedute standard e più di 11mila sedute innovative, ovvero sedute attrezzate per uso didattico multifunzionale, munite di almeno cinque ruote, ripiano di lavoro mobile e ripiano posa libri o posa zaino.
È quanto emerge dal monitoraggio richiesto dal Ministero dell’Istruzione sui dati relativi al fabbisogno rappresentato dalle scuole per garantire la migliore gestione degli spazi a disposizione delle singole classi ed evitare, per quanto possibile, l’eventuale conseguente sdoppiamento delle classi
Dalle scuole secondarie di II grado sono state richieste in particolare le sedute innovative (quasi 7mila), con un picco concentrato nella provincia di Ancona, dove si registra un fabbisogno di quasi 2.500 pezzi contro poco più di 700 banchi monoposto tradizionali e circa 800 sedute standard.
Analogo interesse per un’innovazione radicale dell’ambiente didattico si rileva nella provincia di Macerata (oltre 1.700 sedute innovative contro quasi 1.300 banchi e più di 1.200 sedute standard).
Diversa la situazione nelle altre province, dove sembra prevalere la preferenza per gli arredi più tradizionali, in particolare per le scuole dell’ascolano e del fermano (quasi 2.300 e più di 2.500 banchi e sedute standard contro le poco più di 1.100 richieste di sedute innovative), dovuta probabilmente anche a una diversa situazione degli spazi a disposizione.
Molto diversa la situazione nelle scuole del primo ciclo, dove peraltro le sedute innovative sono previste solo per la scuola secondaria di I grado. In questo settore, infatti, le richieste di questo genere superano di poco le 2.200 a fronte di un fabbisogno complessivo di oltre 13.500 banchi monoposto e più di 11mila sedute standard.
I genitori dell’Istituto comprensivo “Raffaello Sanzio” di Porto Potenza e la componente genitori del Consiglio d’Istituto hanno scritto al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale chiedendo di inviare degli Ispettori allo scopo di valutare l’operato della Dirigente Scolastica Federica Lautizi Una situazione che si è inasprita dalla fine dell’anno scolastico e che, nell’arco dell’estate, è arrivata ad una spaccatura dopo ripetute riunioni propedeutiche alla ripartenza della scuola a settembre tenendo conto delle norme anti Covid, alle quali la dirigente ha sempre delegato la sua vicaria ed ora, dopo che l’USR l’ha riconfermata a Porto Potenza (sembrava dovesse essere destinata ad altro ruolo), pare stia stravolgendo la programmazione impostata.
Questo il testo della missiva inviata oggi dai genitori degli alunni e dalla compnente genitori del CdI del Raffaello Sanzio:
"Come ripartirà l’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio a settembre?
E’ dal 10 luglio, data concordata al Cdi di giugno, che i genitori aspettano questa risposta. Le possiamo dire che si potrebbe ripartire con tutte le aule all’interno dei tre plessi effettuando dei lavori di muratura da parte del comune, già concordati e con i laboratori didattici per la scuola secondaria preservati ma, non sembrerebbe così.
Non appena il CTS ha emanato il documento concernente le linee guida, i genitori del consiglio d’istituto ed alcuni genitori, hanno iniziato a fare pressione alla Dirigente scolastica Dott.ssa Lautizi, affinché di concerto con l’amministrazione comunale si iniziassero ad analizzare le eventuali esigenze strutturali dei tre plessi dell’istituto.
E’ dal 29 maggio che l’amministrazione comunale ha iniziato gli incontri con la scuola a cui la nostra dirigente non ha mai partecipato delegando, sempre la prima collaboratrice. Solo oggi, ricevuta la conferma di permanenza presso il nostro istituto, ha iniziato a mostrare i primi interessi stravolgendo i risultati e le soluzioni portate nei numerosi tavoli tecnici e nella conferenza di servizio fatti con il comune, delineando invece soluzioni contrarie a qualsiasi principio pedagogico, sociale ed educativo, nonché alle direttive Covid.
Considerando anche il fatto che certe soluzioni dipenderanno da un aumento di organico; ciò significa che, se alla fine di agosto non venisse concesso il numero adeguato di personale ATA da distribuire sui 4 plessi, il nostro istituto si troverebbe a non avere soluzioni e a non consentire la didattica in presenza a soli 14 giorni dall’inizio delle attività didattiche. Ciò manifesta contrarietà alle disposizioni, ai decreti e alle direttive per la riapertura a settembre. I genitori del consiglio d’istituto insieme ai rappresentanti di classe, in qualità di organi ufficiali di rappresentanza di tutti i genitori, e all’Age locale si sono incontrati il 25 giugno per stilare le proposte da presentare alla dirigente e al Cdi del 30 giugno.
Dopo svariati incontri in cui sono state presentate diverse ipotesi più volte ritrattate dalla scuola, ad oggi ci troviamo con una ipotesi, imposta dalla scuola che va a penalizzare l’attore principale: lo studente. Dall’ultimo incontro del 29 luglio (il cui verbale ad oggi è stato solamente firmato dal Sindaco ma non dalla nostra Ds) la dirigente ed alcuni insegnanti si sono mostrati favorevoli ad eliminare il laboratorio di musica, materia tra l’altro curriculare, in una scuola ad indirizzo musicale, fiore all’occhiello del nostro istituto comprensivo, aula tra l’altro inaugurata lo scorso anno grazie ai fondi PON che hanno permesso l’ampliamento della strumentazione . Nonostante più volte sia stato chiesto, in ultimo in tale incontro, da noi genitori, lo spostamento dei locali di segreteria, tali da poter ospitare due classi da 19/20 alunni, la scuola ha preferito portare tali classi in locali esterni alla scuola: in parrocchia. Se si parla di emergenza, deve esserla per tutti, non solo per i ragazzi che vivono in emergenza da diverso tempo.
Con la speranza che si comprenda che al centro dell’istituzione scolastica si trova l’alunno, la sua formazione didattica e la sua socializzazione, ci auguriamo che ci sia un rapido ripensamento da parte della dirigente che porti ad una soluzione più accogliente per i nostri figli. Comunichiamo altresì che questo è stato uno dei tanti episodi in cui la nostra dirigente non ha saputo guidare in maniera ferma e responsabile il nostro istituto. Tanto premesso, chiediamo il vostro fattivo intervento per consentire il rientro a scuola di tutti gli alunni dell’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio e che all’uopo vengano nominati degli ispettori per valutare l’operato della dirigente secondo la Direttiva MIUR n. 36 del 18 agosto 2016."
Si arricchisce l’offerta formativa della città con i corsi telematici nati dalla collaborazione tra il Comune di Civitanova e Unitelma Sapienza. Corsi di laurea, master, corsi aziendali, corsi di alta formazione e di riqualificazione attraverso innovative metodologie didattiche, consentiranno lo studio a tutti, in particolare a studenti lavoratori che non hanno la possibilità di frequentare le lezioni in aula.
“La collaborazione tra enti locali e università è fondamentale per lo sviluppo di ogni territorio, poiché produce vantaggi reciproci e può generare valore pubblico socio-culturale, relazionale, identitario ed economico”. Ha presentato così il nuovo progetto del “Campus Città del Sapere” - Campus Città del Sapere Polo Universitario dell'Università degli studi di Roma UNITELMA SAPIENZA il sindaco Fabrizio Ciarapica, intervenendo alla conferenza stampa che si è svolta questa mattina, nella sala dell’Amicizia di Palazzo Sforza alla presenza del presidente Bruno Pinti.
“Con questo nuovo progetto – prosegue Ciarapica – andiamo ad incrementare l'offerta formativa di profilo universitario a Civitanova Marche, che vede la presenza dell’Università di Camerino e il futuro progetto di Scienze giuridiche applicate con l’Università di Macerata, che proprio in questi giorni ha visto la deliberazione regionale per il via libera della sede. L’obiettivo è di accrescere così le potenzialità della Città quale polo attrattivo sotto molteplici profili, portando maggiore formazione ma senza entrare in conflitto con altre offerte già nel territorio”. Tre le offerte, laurea triennale in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza; Laurea triennale in Scienze dell’Economia Aziendale; Corso di Laurea Magistrale in Economia, Management ed Innovazione.
L’Amministrazione comunale concede in comodato d'uso per tre anni i locali di proprietà dell’ente ubicati nel plesso scolastico di Via Saragat (che ospita anche il Nido d'infanzia "Il Grillo parlante") da destinare al Centro di orientamento agli studi per l'avvio dell'istituzione a Civitanova Marche di un Polo Didattico Tecnologico e, in via non esclusiva, della "Sala Cecchetti" della Biblioteca Comunale al fine di destinarla a sede d'esame. Il Comune concede il patrocinio morale non oneroso per la valenza sociale e il merito dell'iniziativa promossa dal Polo dell'Università in un momento storico di grande emergenza e difficoltà.
“In un'ottica di proficuo avvio e consolidamento dei legami tra mondo scientifico-accademico e territorio – ha spiegato il dott. Pinti - il Campus Città del Sapere metterà a disposizione borse di studio in favore di giovani tra 18 e 35anni, diplomati e residenti nel territorio del Comune di Civitanova Marche, a totale copertura dei costi di iscrizione e frequenza (salvi oneri di segreteria) per corsi di specializzazione nei seguenti campi: Project Management per Industria 4.0; Management dei sistemi turistici; Criminologia, sicurezza, territorio e prevenzione; La nuova figura dell'esperto contabile amministrativo.
Pronto il piano per gli interventi di sistemazione in vista della riapertura delle scuole del prossimo settembre approvato oggi dalla Giunta.
A seguito dello specifico bando ministeriale emanato dal MIUR, il Comune di Macerata ha ottenuto un finanziamento di 160.000,00 euro per la realizzazione di interventi di edilizia leggera, la sistemazione degli edifici scolastici, da suddividere tra le scuole di infanzia, primaria e medie inferiori cittadine.
“Questa delibera smentisce in pieno chi parla di mancanza di piani di azione e di soluzioni per la scuola – interviene l’assessore all’Edilizia scolastica Paola Casoni -.Parlano i fatti. Un lavoro continuo di confronto con i dirigenti scolastici, cominciato quando ancora non si aveva la certezza di come sarebbe stato il ritorno a scuola di settembre ci ha permesso di effettuare un piano completo delle opere da realizzare e di permettere a settembre il tanto sperato ritorno nelle aule dei nostri ragazzi. Un metodo collegiale, che ha fatto lavorare insieme i presidi degli istituti cittadini, i responsabili della sicurezza, l’ufficio tecnico e l’ufficio scolastico comunale, in modo da ricercare le soluzioni più idonee, specie dal punto di vista degli alunni: mantenimento dei gruppi-classe, della funzionalità delle palestre, del servizio mensa. Un’attenzione costante al mondo della scuola che abbiamo ricercato in questi cinque anni, che ci ha permesso di conoscere a fondo i singoli plessi ed analizzare con estrema rapidità per ciascuno di essi criticità e soluzioni.”
Il percorso di individuazione delle esigenze, partito nei mesi scorsi, prima ancora dell’uscita ufficiale delle linee guida elaborate dal comitato tecnico-scientifico e dal ministero, ha visto lo svolgimento di tre conferenze dei servizi, realizzate in parte in video-conferenza e in parte in presenza, con i dirigenti di tutte le scuole cittadine, allo scopo di analizzare le problematiche presenti nei vari plessi e concordare insieme le soluzioni migliori non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dell’efficacia della didattica e del benessere degli studenti. Per ogni singolo edificio è stata compiuta un’analisi degli spazi esistenti, in relazione al numero degli alunni per classe e all’adempimento delle linee guida anti-Covid, volta ad esaminare l’adeguatezza delle dimensioni delle aule e la disposizione degli arredi per il rispetto del distanziamento sociale e laddove dove sono emerse delle criticità, sono state studiate soluzioni specifiche, a seguito delle quali è scaturito l’elenco degli interventi da realizzare.
L’attenzione principale, condivisa con i dirigenti scolastici, è stata rivolta ad evitare il più possibile lo sdoppiamento delle classi, in particolare per le scuole primarie e medie inferiori, che avrebbero portato forti stravolgimenti sia nella didattica che nelle relazioni sociali tra gli studenti. Sono state privilegiate soluzioni alternative, da realizzarsi attraverso opere murarie di ampliamento degli spazi da dedicare alla didattica, attraverso demolizione di tramezzi o costruzione di nuove pareti. Nella sola scuola dell’infanzia di Villa Serra è risultato necessario richiedere all’ufficio scolastico regionale l’attribuzione di personale scolastico aggiuntivo, in modo da garantire una migliore suddivisione dei piccoli alunni. E’ stato privilegiato il recupero di spazi di risulta già presenti nelle scuole, cercando di mantenere la piena funzionalità delle palestre e dei refettori, che non comporteranno quindi significative riorganizzazioni del servizio mensa. Non è stato necessario reperire ulteriori spazi al di fuori delle scuole, ferma restando la disponibilità del Comune, qualora fosse servito, di permettere l’utilizzo degli spazi pubblici.
I lavori partiranno nei prossimi giorni e verranno realizzati nei vari plessi da differenti ditte, in modo da garantire il completamento delle opere nei primi giorni di settembre e permettere la riapertura in sicurezza di tutti i plessi.
L’Università di Camerino ha aperto nella giornata di ieri le porte delle proprie strutture nelle sedi di Camerino ed Ascoli Piceno alle ragazze ed ai ragazzi che insieme alle loro famiglie sono venuti a conoscere da vicino l’Ateneo.
Tra le attività di orientamento alla scelta universitaria, infatti, Unicam ha promosso per oggi in presenza l’iniziativa “Unicam Open Day”, nel periodo estivo in cui gli studenti che devono scegliere il percorso universitario hanno bisogno di avere maggiori informazioni e chiarire eventuali dubbi.
Nella sede di Camerino, presso il Polo di Informatica ed altre due sedi, nel rispetto delle norme di sicurezza e del distanziamento, gli oltre 370 partecipanti sono stati accolti dal Rettore Claudio Pettinari e dalla delegata all’orientamento Valeria Polzonetti e dopo un saluto di benvenuto ed una presentazione dell’Ateneo, hanno avuto le informazioni relative ai corsi di laurea attivati dalle Scuole di Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei prodotti della salute, Scienze e Tecnologie, ai servizi, alle borse di studio ed alle agevolazioni, all’organizzazione della didattica. Hanno poi avuto la possibilità di visitare le strutture, gli alloggi e gli impianti sportivi.
Nella sede di Ascoli i partecipanti hanno potute avere tutte e informazioni sui corsi della Scuola di Architettura e Design e sul corso di laurea in Tecnologie innovative per i beni culturali.
“Lavoreremo per dare a ciascuno di voi – ha sottolineato il Rettore Unicam Claudio Pettinari rivolgendosi ai giovani presenti – quello di cui avete bisogno. Per noi non siete e non sarete un numero qualsiasi, siete persone, e se proprio doveste essere numeri, sareste tutti numeri 1!”.
“Abbiamo voluto dare alle ragazze ed ai ragazzi e alle loro famiglie – ha proseguito il Rettore Unicam Claudio Pettinari – l’opportunità di venire a conoscerci, di incontrare docenti e studenti, di chiarire dubbi e di avere tutte le informazioni necessarie per scegliere al meglio il percorso universitario. Dal nuovo anno accademico avremo poi importanti novità nell’offerta formativa con una particolare attenzione alla sostenibilità: è rinnovato il curriculum del corso di laurea in Scienze Geologiche e Tecnologie per l’ambiente, ora di nuovo in lingua italiana, ed istituito il nuovo corso in Ambiente e Gestione sostenibile delle risorse naturali”.
Prosegue poi fino al 7 agosto e dal 17 agosto al 4 settembre, sia in presenza che in modalità telematica, presso le sedi Unicam di Camerino, Ascoli Piceno, Matelica e San Benedetto del Tronto, l’iniziativa “Porte aperte in Unicam – estate 2020”.
Per tutte le informazioni dettagliate e per prenotare un appuntamento è possibile consultare il sito orientamento.unicam.it
Anche l’Università di Camerino ha preso parte al convegno “La montagna per tutti”, tenutosi nel pomeriggio di ieri 31 luglio a Fiuminata e promosso dai Comuni di Fiuminata, Pioraco e Sefro.
Nel corso dell’incontro la professoressa Catia Eliana Gentilucci, docente della Scuola di Giurisprudenza di Unicam, ha avuto l’opportunità di presentare la guida “Sentieri Fruibili delle Marche. 24 percorsi per utenza ampliata”, unica nella regione Marche, realizzata nell’ambito di un progetto educativo e formativo di Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, promosso da Unicam in collaborazione con l’ITCG “Antinori” di Camerino, diretto dal prof. Francesco Rosati.
Il progetto, che ha visto il coinvolgimento di 40 studenti dell’Antinori, ha avuto l’obiettivo di promuovere un escursionismo aperto alle disabilità promuovendo percorsi ad esse adeguati, ed è stato realizzato anche in collaborazione con il CAI.
Lo scorso mese di febbraio si sono svolte lezioni e seminari in aula per gli studenti, così come la verifica dei sentieri, per poi redigere le schede dei 24 percorsi pubblicati nella guida.
“L’obiettivo primario del progetto – sottolinea la prof.ssa Gentilucci – è stato quello di avvicinare i ragazzi al territorio, come risorsa e patrimonio da rispettare e valorizzare, e all’inclusione sociale, aspetto fondamentale per un contesto sociale che vuole crescere integrandosi con diverse realtà. Ringrazio tutti coloro che lo hanno reso possibile: questo lavoro, faticoso ed impegnativo, è il frutto di una squadra vincente che ha condiviso, fatto proprio e sviluppato un pezzo dell’iniziativa”.
La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha firmato il provvedimento per la ripartizione di 30 milioni di euro in più stanziati con il decreto Rilancio per l’edilizia scolastica. Alle Marche arriveranno 540.000 euro.
“Con queste risorse - spiega Azzolina - gli Enti locali potranno effettuare interventi, nonché adattare gli ambienti e le aule didattiche per il contenimento del contagio relativo al Covid-19 per l’avvio del nuovo anno scolastico 2020-21. Sull’edilizia stiamo correndo e continuando a sbloccare fondi e interventi”.
I 30 milioni di euro del decreto Rilancio vanno ad incrementare il Fondo unico per l’edilizia scolastica per l’anno 2020 e sono distribuiti tra tutte le Province e le Città metropolitane e poi tra i Comuni con un numero di studentesse e studenti pari o superiore a 10.000. La ripartizione è avvenuta sulla base del numero di alunni presenti sul territorio.
Le erogazioni saranno disposte direttamente dalla Direzione generale per i fondi strutturali per l’istruzione, l’edilizia scolastica e la scuola digitale del Ministero dell’Istruzione in favore degli Enti locali beneficiari.
In allegato la tabella con la ripartizione economica delle Marche:
Ancora successi per la ricerca Unicam. E’ stato pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Advanced Energy Materials un lavoro di ricerca che vede tra gli autori anche il prof. Gabriele Giuli, docente della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, riguardante lo studio di nuovi materiali da utilizzare nelle batterie al litio ricaricabili.
Come è noto, le batterie al litio ricaricabili sono presenti non solo in dispositivi di uso comune, ma anche in altri strumenti quali veicoli per automozione.
C’è quindi attualmente una forte spinta nel mondo per attività di ricerca su materiali alternativi da poter utilizzare all’interno delle batterie stesse, sia nei materiali da mettere negli anodi e nei catodi che nei materiali da utilizzare come elettroliti, con l’obiettivo di ottenere maggiori capacità di carica e maggior velocità nella ricarica della batteria stessa.
“Il nostro lavoro si è incentrato sulle caratteristiche di uno di questi materiali che potrebbe essere utilizzato negli anodi delle batterie al litio: si tratta di un ossido di cerio, che esiste come minerale ma in questo caso è un composto sintetico, che è stato “drogato”, ossia è stato aggiunto, con del ferro. In questo nuovo composto abbiamo riscontrato delle capacità addirittura triple rispetto alla capacità teorica: cioè se questo materiale poteva immagazzinare una certa quantità di corrente, con questa modifica ne immagazzina tre volte tanto”.
In questo gruppo di ricerca multidisciplinare e internazionale, composto oltre che da Unicam anche da ricercatori de Helmholtz Institute di Ulm, dal Karlsruhe Institute of Technology e dalla linea italiana del CNR del Sincrotrone di Grenoble, il prof. Giuli si è occupato di coordinare il gruppo che ha studiato la struttura atomica del nuovo materiale, con particolare attenzione ai legami atomici ed al comportamento del cerio e del ferro durante i cicli di carica e scarica della batteria.
“Abbiamo osservato – ha proseguito il prof. Giuli – che durante i cicli di ricarica e di conseguente scaricamento, il nuovo materiale è riuscito a non cambiare la struttura, il cerio è passato da tetravalente a trivalente, ed il ferro contenuto nella struttura si è addirittura ridotto da trivalente allo stato metallico senza provocare cambiamenti strutturali nella struttura ospitante. Abbiamo quindi trovato un nuovo meccanismo per il funzionamento delle batterie a litio ricaricabili, Il fine ultimo delle nostre attività di ricerca è quello di trovare materiali che riescano ad immagazzinare più energia possibile e riescano a subire processi di ricarica nel minor tempo possibile: questo nuovo meccanismo di funzionamento delle batterie al litio che abbiamo individuato grazie al nuovo materiale va proprio in queste due direzioni”.
Quest’ultimo lavoro si inserisce nell’ambito delle attività in un filone di ricerca importante per Unicam che vede da tempo coinvolti diversi gruppi di ricerca coordinati oltre che dal prof. Giuli, dal prof. Francesco Nobili della sezione di Chimica e dai professori Andrea Di Cicco e Angela Trapananti della sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie.
Alle 12.30, puntuale come un orologio svizzero, ecco sbucare dalla curva di contrada Vallebona il treno carico di autorità per l'inaugurazione di quello che, a ragione, è storicizzato come l'unico caso in Italia di stazione riservata all'università. Una ripartenza eccezionale per Unimc che poi il 15 ottobre, in perfetta coincidenza con la conclusione dell'emergenza (due) e a 730 anni dal bando in piazza, celebra con il Presidente della Repubblica, la sua fondazione e il nuovo anno accademico. Di pari passo torneranno i coriandoli e le lauree in piazza: ossigeno per i tanti esercizi di Bar&Ristoro del Centro Storico.
"No...prego, prima Lei" è un balletto sul predellino del treno tra il sindaco Carancini, il governatore Ceriscioli e il dominus del “Giorno del Ringraziamento” (così poi definita dall'assessore regionale Sciapichetti) il rettore Adornato che poi scende per primo. Alle spalle delle Istituzioni - il nuovo prefetto Flavio Ferdani arriverà di lì a breve con 'mezzi (blu) propri' - il vero deus ex machina del progetto, il direttore regionale di Trenitalia, ing. Fausto Del Rosso.
Come rivela poi Carancini, alla base del tutto c'è un sequestro di persona felicemente concluso con adeguato riscatto: la stazione stessa riservata ora ai 5.000 studenti (dei quasi 12.000 iscritti ad Unimc, un quarto dell'intera popolazione maceratese, osserva Adornato): "Sì, perché l'ing. Del Rosso si era sempre opposto ad una stazione in questo punto in curva, un costone semiabbandonato. Poi una mattina l’abbiamo violentato conducendolo sul posto e convincendolo della bontà dell'opera".
Che costa alla Regione -contabilizza Sciapichetti- un milione e 300.000 euro, altri trecentomila sono a cura dell'ente ferroviario I parcheggi al servizio dello scalo, alle spalle del polo Bertelli, sono stati 'ricavati' nell'area antistante a cura del Comune. "Siamo forti individualmente e pure come comunità ma dobbiamo recuperare il tempo perduto in fatto di mobilità e trasporti. E penso dunque al vecchio progetto, mai abbandonato, di una metropolitana di superfice". E l'assessore comunale Ricotta, raccogliendo la sfida lanciata dal rettore: "Collegheremo a questo scalo universitario anche l'altra faccia della luna maceratese: la parte opposta della città in direzione Sforzacosta. E' un'occasione di rilancio generale, non la perderemo".
Assediato da microfoni e telecamere, Luca Ceriscioli che usa un linguaggio da mister del pallone: “In fatto di trasporti, 'e' tanta roba'. La Regione nel settore ha investito 110 milioni", in elettrificazione delle ferrovie, nell'eliminazione dei passaggi a livello coi sottopassi (primi in Italia), e in generale con iniziative a sostegno dei trasporti ecosostenibili". Un inno generale alle Marche uber alles. Poi brindisi generale con prosecco!
L’Università di Camerino grazie ai Fondi di Ateneo di Ricerca 2019, promuove attività di ricerca internazionali e favorisce l’aggregazione di ricercatori così da cogliere le più grandi sfide offerte alla società presente e futura.
Nel solco tracciato dal programma Horizon 2020 sono stati finanziati, su base competitiva e dopo una procedura di referaggio, progetti proposti da dieci gruppi di ricerca dell’Ateneo. Per la Scuola di Giurisprudenza il progetto selezionato è incentrato sulla transizione energetica e sulla studio di un nuovo fenomeno il “prosumerismo”. Il prosumer è, infatti un consumatore di energia che a sua volta è in grado di produrre energia. L’auto-consumo di energia è già noto e diffuso, anche se soltanto lo scorso anno l’Unione Europea ha adottato una nuova regolamentazione che porterà ad una grande rivoluzione del mercato energetico: si favorirà, infatti, la creazione di comunità energetiche costituite da condomini, quartieri o interi piccoli villaggi in grado di produrre energia pulita attraverso l’uso integrato di tecnologie innovative.
Nella società del futuro attraverso tecnologie quali blockchaines, nuove batterie, nuove forme di produzione di energia i consumatori da clienti che pagano bollette potranno divenire “venditori” di energia. Da queste innovazioni discendono nuove sfide: come usare i proventi della vendita? Quali contratti utilizzare per aggregare tra loro proprietari di case di un condominio o di un quartier o di un villaggio? Un team composto da 43 ricercatori provenienti anche da Brasile, Croazia, Francia, Giappone, Regno Unito, Kazakistan, Romania, Spagna, Stati Uniti coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, cercherà per due anni di trovare soluzioni e risposte. Il gruppo di ricerca lavorerà con un approccio multidisciplinare aggregando competenze di ambito giuridico, socio-economico, medico-legale, informatico e ingegneristico. I ricercatori effettueranno una ricognizione delle esperienze di successo comparando legislazioni e analizzando problemi quali la vulnerabilità e la povertà energetica, forme di criminalità legate al mercato energetico e tipologie di malattie connesse alla povertà energetica. E’ previsto il coinvolgimento di municipalità, associazioni si consumatori e utenti per poter promuovere il passaggio dall’auto-consumo alla produzione di energia a livello diffuso e decentralizzato (il titolo del progetto è, infatti significativamente, “Enabling Conumer to become Prosumer in the Energy transition era”).
Nella fase finale del progetto sono previsti incontri che coinvolgeranno in particolare le aree colpite dal sisma del 2016 con la promozione di progetti di creazione di energy community in occasione della ricostruzione.
L’Università di Camerino tramite la struttura dell’erbario (Herbarium Universitatis Camerinensis) sito presso lo storico polo di Botanica, ha concluso gli studi relativi ad un progetto nazionale sulla mappatura delle specie endemiche italiane, finalizzato ad accrescere le conoscenze sulla distribuzione della flora vascolare endemica dell’Appennino, uno dei distretti più importanti per la diversità vegetale europea. Sono specie endemiche quelle entità distribuite solo su piccoli o piccolissimi territori e che pertanto acquistano un eccezionale valore ed interesse ai fini della tutela della biodiversità in quanto elementi esclusivi e vulnerabili della flora di un territorio.
Il progetto, avviato nel 2017 dal Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana, coinvolge esperti di tassonomia e fitogeografia di 20 Università italiane ed altri enti di ricerca. La realizzazione del progetto ha consentito la mappatura della distribuzione appenninica di oltre 200 entità floristiche endemiche, molte delle quali rare o minacciate di estinzione a scala locale o globale. Il data-base così realizzato oltre a consentire la conoscenza distributiva di questo importante patrimonio della biodiversità italiana, consentirà l’avvio di studi sulla caratterizzazione biogeografica e la storia naturale della penisola italiana. Studi di fondamentale importanza scientifica e culturale che vedranno la luce grazie alla collaborazione delle 20 Università coinvolte tra il 2020 ed il 2021.
I dati forniti dall’Erbario di Camerino (oltre 1.700 record) rappresentano numericamente quasi il 20% di quelli nazionali basati su campioni d’erbario, costituendo quindi un fondamentale contributo al progetto nazionale e testimoniando l’importanza storica e scientifica della struttura di ricerca le cui origini possono essere fatte risalire alla fine del XIX secolo. L’Erbario dell’Università di Camerino rappresenta uno dei cuori pulsanti del nuovo corso di laurea triennale “Ambiente e Gestione sostenibile delle Risorse Naturali” che l’Università di Camerino attiverà dal prossimo anno accademico nell’ambito della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria.
Il corso, per il quale sarà possibile avere informazioni il prossimo 3 agosto in occasione dell’Open day, è strutturato in due curricula. Il primo, Gestione e Valorizzazione delle Risorse Naturali, è maggiormente incentrato sulle classiche scienze naturali ed ha come obiettivo quello di fornire allo studente le conoscenze di base sui temi della botanica, zoologia ed ecologia abbinati ad una forte acquisizione di capacità pratiche (rilevamento in campo ed analisi dati) finalizzate alla gestione sostenibile degli ecosistemi e della biodiversità. Il secondo, Sostenibilità Ambientale delle Produzioni e Green Economy, ha invece l’obiettivo di formare una figura professionale in grado di affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità di lavoro della “svolta green” dettata dalle principali economie mondiali e basata sui principi dell’economia circolare, sulla sostenibilità delle produzioni e la qualità degli ambienti rurali ed urbani.
Unicam con l’attivazione di questo percorso di studi vuole implementare l’investimento culturale e tecnologico sulla sostenibilità ambientale dando così la possibilità agli iscritti di acquisire competenze molto attuali, specifiche e professionalizzanti.
Un’aspirante matricola chiede indicazioni: “Scusi, dov’è l’Università?”, ignara di rivolgere la domanda proprio al rettore dell’Ateneo. Capita all’Università di Macerata, dove la facilità di relazioni è tangibile già agli Open Day.
Quasi 400 sono i ragazzi che si sono registrati al primo appuntamento di orientamento in presenza organizzato oggi all’Orto dei Pensatori da Unimc, dopo mesi di lezioni, esami e lauree a distanza.
I partecipanti venivano principalmente dalle Marche, ma anche da Abruzzo, Puglia e Lazio. Si replica il 27 agosto.
“E’ un segnale importante di ritorno alla normalità di un ateneo a misura di studente, dove la prossimità a chi sta costruendo il proprio futuro è un tratto distintivo, da sempre. Una vicinanza che, a partire da questo anno accademico, diviene ancor più concreta con importanti misure economiche di sostegno agli iscritti”, spiega il rettore Francesco Adornato.
Specializzata nelle scienze umane e sociali, forte delle sue antiche radici, l’Università di Macerata ha presentato un’offerta formativa che fa dell’eccellenza didattica, dell’innovazione e della multimedialità i suoi punti di forza: 11 corsi di laurea triennale, due a ciclo unico e 15 magistrali che spaziano tra vari ambiti dell’economia, della giurisprudenza e delle scienze giuridiche, del servizio sociale, scienze politiche, delle comunicazione e delle relazioni internazionali, scienze della formazione e pedagogia, beni culturali, turismo, lingue e mediazione, lettere, storia e filosofia.
UN NUOVO CORSO DI LAUREA
Novità di quest’anno è il corso di laurea in “Economia, territorio e ambiente” che punta su valori formativi di estrema attualità. Innovazione, sostenibilità, economia circolare, valorizzazione e rilancio dei territori: questi sono i valori formativi del nuovo corso di laurea UniMc, gli stessi al centro del recente Decreto “Rilancio”.
Come hanno spiegato il direttore del Dipartimento di Economia e diritto Stefano Perri e il presidente del corso Claudio Socci, la nuova laurea si pone l’obiettivo di formare profili professionali in grado di supportare la programmazione economica, l'analisi dei fenomeni economici territoriali, la progettazione e lo sviluppo dei sistemi locali basati sull'innovazione e sulla sostenibilità ambientale, non tralasciando il contesto della nuova economia circolare.
Le imprese, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali consultati hanno apprezzato l'attenzione del nuovo corso al territorio, sottolineando la realtà regionale caratterizzata da imprese di piccola dimensione, focalizzata su alcuni distretti produttivi in forte crisi, che chiedono nuove competenze, in particolare nei mercati della green economy, della manifattura sostenibile, ma anche nei servizi rivolti ai settori di punta della Regione: turismo, tessile, abbigliamento, calzatura, agroalimentare.
BORSE DI STUDIO E BONUS PER LIBRI, COMPUTER E TRASPORTI
In occasione dell’Open Day è stata annunciata la prossima attivazione dei bonus speciali per tutte le matricole dei corsi triennali e a ciclo unico che si aggiungono all’estensione della no tax area fino a 20 mila euro di Iseeu: fino a 400 euro per l’acquisto di libri e dispositivi tecnologici e altri 100 euro come contributo per i mezzi di trasporti pubblico destinati ai residenti fuori dalla provincia di Macerata.
Basterà caricare i giustificativi di spesa tra settembre e novembre sul sito di Ateneo per ottenere il rimborso. A questo si aggiungono 45 borse di studio da 3.300 euro per matricole fuori regione e altre borse di studio per le lauree magistrali magistrale. Il bando sarà pubblicato nel mese di agosto e sarà aperto fino al 13 novembre.
Info: sceltadicampus.unimc.it.
Beneficeranno di un contributo straordinario aggiuntivo i Comuni marchigiani che non utilizzeranno i plessi scolastici, come seggi elettorali, nell’imminente tornata del 20 e 21 settembre 2020. Lo prevede una delibera della Giunta regionale, inviata al Cal (Consiglio delle autonomie locali) per acquisire il previsto parere.
“Offriamo un incentivo alle amministrazioni comunali per non interrompere l’anno scolastico che inizia una settimana prima della tornata elettorale – afferma il presidente Luca Ceriscioli – Il contributo riconosciuto rappresenta uno stimolo a lasciare aperte le sedi scolastiche. Un atto di sensibilità nei confronti della scuola e degli studenti, che favoriamo assicurando un aiuto ai Comuni che sposteranno i tradizionali seggi elettorali in altri plessi pubblici localmente disponibili”. La modifica introdotta rientra in un pacchetto di disposizioni integrative sui rimborsi ai Comuni, a seguito dell’introduzione del decreto-legge 26/2020 che introduce disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l’anno 2020, in relazione all’emergenza sanitaria da Covid-19. La Regione riconoscerà il contributo straordinario all'interno delle spese anticipate dalle amministrazioni comunali per lo svolgimento delle funzioni elettorali regionali.