Unimc inaugura il 736esimo Anno Accademico: “Un’università che dura nel tempo sa rinnovarsi"
Macerata – Si è aperto nel segno della continuità tra tradizione accademica e innovazione l’Anno Accademico dell’Università di Macerata. La giornata inaugurale ha preso il via nella mattinata con un momento simbolico e concreto insieme: alle ore 12, a Palazzo Silvestri, ex sede della Banca d’Italia in corso Matteotti, è stato inaugurato il nuovo sportello delle Segreterie Studenti, nuovo presidio di servizi pensato per rafforzare il rapporto tra l’Ateneo e la comunità studentesca.
Nel primo pomeriggio, alle 14.45, il cuore della cerimonia si è spostato nelle strade del centro storico con il tradizionale corteo degli accademici. Il corteo, partito proprio dalla nuova sede inaugurata in mattinata, ha attraversato la città fino a raggiungere il Teatro Lauro Rossi, luogo simbolo della vita culturale maceratese, suggellando idealmente il legame tra l’Università e il tessuto urbano.
Alle 15 in punto, all’interno del Teatro Lauro Rossi, si è aperta ufficialmente la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico. Dopo l’esecuzione dell’Inno d’Italia e dell’Inno d’Europa, si sono susseguiti i saluti istituzionali e la relazione inaugurale de rettore John McCourt, che ha tracciato un bilancio dell’attività dell’Ateneo e delineato le prospettive future dell’Università di Macerata in un contesto nazionale e internazionale in continua trasformazione.

Nel suo intervento, il rettore ha aperto l’anno accademico numero settecentotrentasei dell’Ateneo, sottolineando come si tratti di «una cifra che non serve a contemplare la storia, ma a ricordare il nostro senso di responsabilità collettiva: un’università che dura nel tempo è un’università che sa rinnovarsi restando fedele alla propria missione». McCourt ha posto al centro della sua relazione il tema “Conoscenza che crea valore”, ribadendo la funzione pubblica dell’università come motore di crescita misurabile e condivisa, capace di coniugare qualità della didattica e della ricerca, equità nell’accesso, impatto sul territorio e fiducia come fondamento di ogni innovazione.

Ampio spazio è stato dedicato alle voci della comunità universitaria. Sono intervenuti Stefano Di Carlo, presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti, Diana Sviderska e Melika Khangoli in rappresentanza delle studentesse e degli studenti internazionali iscritti a Unimc, e Anna Cimarelli, in rappresentanza del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, sottolineando il valore di un Ateneo inclusivo, partecipato e attento alle diverse componenti che lo animano quotidianamente.
Nel corso della relazione, il rettore ha richiamato anche il ruolo dell’università in un contesto globale segnato da conflitti e tensioni, ricordando come «quando perfino le parole diventano pericolose, capiamo quanto sia fragile la libertà». In questo quadro, ha ribadito la necessità che l’università resti «il luogo del pensiero libero e del confronto», capace di offrire alle nuove generazioni non certezze precostituite, ma strumenti critici per distinguere «ciò che persuade da ciò che è vero, ciò che può sembrare efficace da ciò che è giusto». Un’attenzione particolare è stata riservata anche al tema dell’intelligenza artificiale, da governare con responsabilità, perché – ha sottolineato – «la responsabilità resta umana» e la conoscenza crea valore solo quando innovazione e giudizio procedono insieme.

Momento centrale della cerimonia è stata la prolusione di John Van Reenen, professor e Ronald Coase Chair in Economics alla London School of Economics, dal titolo “Growth, knowledge and the role of a modern university”. Un intervento che ha offerto una riflessione di ampio respiro sul ruolo strategico dell’università nella crescita economica e sociale, evidenziando come la conoscenza rappresenti oggi una leva fondamentale per affrontare le sfide globali.
La cerimonia si è conclusa con la solenne dichiarazione di apertura dell’Anno Accademico e con l’esecuzione dell’Inno goliardia “Gaudeamus Igitur”, suggellando una giornata densa di significato per l’Ateneo maceratese, proiettato verso il futuro senza rinunciare alle proprie radici.





pioggia leggera (MC)
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