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Scuola e università Provincia Macerata

"Non servono i metal detector, ma più personale. Richieste di licenziamento dai docenti"

"Non servono i metal detector, ma più personale. Richieste di licenziamento dai docenti"

Notizie che non si dovrebbero leggere, gesti che sconvolgono e immagini che feriscono la società. È la triste immagine della scuola italiana con i casi di violenza in forte aumento. Quanto accaduto ieri a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, non è soltanto un fatto di cronaca: è il segno doloroso di una frattura sempre più evidente, di un disagio che cresce e che si trasforma in violenza proprio nei luoghi che dovrebbero educare al rispetto, al dialogo e alla convivenza civile.

"Stiamo assistendo ad una scuola sempre più ferita e ad un degrado sociologico. È preoccupante l’aumento di casi di violenza e aggressioni, non denunciate, nelle scuole anche nella nostra Regione. Tra tutte, quella verbale da parte di studenti, anche minorenni, nei confronti degli insegnanti. La figura del professore non è più riconosciuta come tale, nella sua autorevolezza", commenta Ugo Barbi, Segretario Provinciale dello SNALS di Macerata.

"Lo stesso Sindacato ha ricevuto nell’ultimo periodo numerose segnalazioni da parte del corpo docente che vede costretto a “difendersi” non solo dai ragazzi ma anche dalle loro famiglie. Siamo arrivati addirittura, in casi estremi, alle richieste di licenziamento per una situazione talvolta insostenibile", aggiunge Barbi.

La fotografia dipinta non auspica un futuro roseo. A seguito infatti degli ultimi decreti emanati (dalla Riforma degli Istituti Tecnici al Decreto 4+2), si riscontra anche una forte riduzione del personale scolastico e delle ore di insegnamento con un numero di studenti che invece rimane invariato. 

"Siamo di fronte ad un depauperamento dell’attività educativa: per affrontare il problema delle aggressioni non è necessario inserire metal detector o figure di poliziotti. Si rischia al contrario di trasformare la scuola pubblica in un riformatorio lasciando quella privata ad un’élite. La nostra proposta è rivedere il numero di alunni e aumentare il personale scolastico così da visionare ogni spazio e far sì che il ragazzo abbia ancora l’idea che la scuola sia davvero un presidio di educazione", conclude Barbi.

 

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