La musica rilassa, rasserena, emoziona, a volte commuove, sempre crea quel collegamento tra la mente e il cuore che tracima benessere che va ad espandersi a tutto il corpo. La musica è salute o la salute è musica, sembra la sensazione del sublime stato che si guarda allo specchio quando le note ci rapiscono.
Abbiamo la fortuna di approfondire il suggestivo argomento con un medico che è anche giornalista e raffinato critico musicale. Il dottor Mauro Galantino è medico del lavoro e medico termale e già nello svolgimento della sua professione si intuisce la propensione alla ricerca del benessere e di una condizione sempre migliore della qualità della vita.
Nella sua passione per la musica riesce inoltre a coniugare la scienza con i sentimenti più intimi e i sogni che la musica sa propinare. Ci affidiamo a lui, è pugliese, ma anche un grande amante ed amico delle Marche. Non manca mai a tutte le manifestazioni musicali che popolano i programmi culturali e di spettacolo, a Pesaro, Ancona, Jesi, Fermo, Ascoli Piceno e soprattutto Macerata. Non manca mai a Musicultura ed appuntamenti lirici dello Sferisterio.
In che modo la Musica ci fa stare meglio?
"L'ascolto della Musica migliora il nostro umore, favorisce il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione del piacere, riduce l'ansia e lo stress attraverso l'abbassamento del livello di cortisolo, l'ormone legato allo stress; aumenta, in definitiva, l'ottimismo, la positività, ritarda anche l'invecchiamento cerebrale, come dimostrano vari studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali".
La Musica riduce anche i dolori?
"Certamente. La Musica si comporta come un vero antidolorifico naturale, favorendo il rilascio di endorfine, droghe naturali che elevano la soglia del dolore, come succede per chi pratica yoga, chi effettua la fangobalneoterapia, chi ha un riposo adeguato, chi effettua un soggiorno in una località termale, chi guarda ad esempio un bel film di Stanlio e Ollio, un film di Totò, chi fa l'amore, nei mistici, etc"
È vero che Lei da tempo sostiene la diffusione di musica classica negli ospedali?
"Non solo gli ospedali, le cliniche private, le RSA, i luoghi di aggregazione, etc. In Germania, ad esempio, in molti aeroporti diffondono musica sinfonica e lirica. Io ho visitato gli ospedali pubblici di Friburgo in Germania e Strasburgo in Francia, per la tesi di specializzazione, ed in entrambi, da alcuni decenni diffondono musica classica, così come le pareti sono colorate, ci sono fiori freschi dappertutto, e così come ogni paziente ricoverato, ha il suo pezzo di cielo dalla stanza di degenza, per dirla con Cesare Catananti, maestro di direzione sanitaria del “Gemelli” di Roma. Tutto ciò si traduce in un netto miglioramento delle condizioni di vita ad un costo decisamente basso!"
Allora, cosa e come ascoltare la Musica?
"Spesso si pensa che esista Musica di serie A e Musica di serie B! Per quanto riguarda i benefici effetti sulla salute, io penso che nessun tipo di musica sia migliore di un altro. Dipende tutto dalle preferenze personali, sia che si tratti di Beethoven e di Mozart, di Verdi e di Rossini, di Lucio Dalla e di Guccini o dei Pink Floyd e dei Rolling Stones o di Elvis Presley e Jimi Hendrix"
Per concludere, cosa ci aspetta quest'estate per quanto riguarda la cosiddetta grande Musica?
"Innanzitutto bisogna ricordare i 100 anni dell’“Arena di Verona Opera Festival” con in cartellone le più importanti opere liriche, i tradizionali spettacoli di Roberto Bolle and Friends, di Placido Domingo e l'omaggio del Teatro alla Scala di Milano con un grande concerto a Verona, che si profila già come un grande successo di pubblico.
Poi, le manifestazioni in programma a Torino per celebrare i 50 anni del Teatro Regio, con iniziative che coinvolgono anche i cittadini che solitamente non vanno a teatro. A seguire il celeberrimo festival di Ravello, che quest'anno omaggia la Scuola Napoletana del '700, Chopin con una integrale in dieci tappe, il Jazz con interpreti raffinati internazionali e nella serata conclusiva Frank Sinatra con l'Orchestra Filarmonica di Salerno che accompagnerà anche Placido Domingo nel recital alla Reggia di Caserta, nel programma Un'estate da Re"
E nelle Marche?
"Infine, ma non per ultimo, un'altra grande stagione allo Sferisterio di Macerata, con la Carmen, La Traviata, la Lucia di Lammermoor, le serate dedicate alla Danza, il Requiem di Verdi che sarà replicato in Piazza Maggiore a Bologna per ricordare la strage della stazione del 3 agosto 1980 (io studiavo lì allora ed un giorno prima scesi in Puglia in autostop!), con gli aperitivi culturali dello Sferisterio, uno dei teatri all'aperto più belli del mondo! Poi, il “Rossini Opera Festival” di Pesaro, dedicato al terzo grande marchigiano dopo il divino Raffaello ed il moderno Leopardi!
Come non menzionare, poi, i tanti altri festival musicali della nostra estate, da Ravenna a Torre del Lago, da Taormina nella splendida location del Teatro Antico al festival della Valle d'Itria della mia Puglia! E poi, i tanti concerti negli stadi, nelle suggestive piazze degli 8.000 Comuni d'Italia! L'ascolto della Musica, la partecipazione e soprattutto la condivisione di questi eventi, ancora una volta, ci farà sognare, emozionare, star meglio, perché, come dice l'OMS, la Salute non è solo assenza di malattia, ma la migliore condizione psicofisica che ognuno di noi è in grado di assicurarsi".
"L’11 novembre del 2022 veniva tagliato il nastro del Centro per Uomini autori di violenza a Macerata: ad oggi la rete ha preso in carico 98 uomini". Lo ricorda il vicepresidente e assessore ai Servizi Sociali Filippo Saltamartini.
A 7 mesi dall'inaugurazione, l’evento "Percorsi di ascolto e trattamento per l'uomo autore di violenza - Una sfida da cogliere per costruire cambiamento", presso l’auditorium di Banca Marche a Macerata, è stato organizzato a conclusione del corso di formazione rivolto agli operatori della rete e al personale dei servizi.
L'Ats 15 di Macerata è stato individuato infatti dalla Regione come capofila per la realizzazione del Sistema regionale di servizi e interventi rivolti agli uomini autori di violenza di genere. Il percorso si è concretizzato in tre attività principali, tra cui per l'appunto l'attivazione del Cuav in Via Roma a Macerata e di quattro sportelli dislocati uno per provincia con 50 mila euro di fondi statali e 25 mila regionali per il biennio 2021-2022; per il biennio 2023-2024 sono stati destinati ulteriori 271.790 euro di fondi statali
A ciò si aggiunga la creazione di un percorso di formazione di livello regionale rivolto agli operatori pubblici e privati della rete antiviolenza e al personale impiegato nei servizi per il trattamento di uomini maltrattanti finanziato con 15.000 euro di fondi regionali affidato all’Università della Strada –Gruppo Abele, oltre alla messa a disposizione di soluzioni alloggiative per l’allontanamento d’urgenza dell’uomo maltrattante dalla casa familiare con 65.000 euro di fondi regionali.
"Le soluzioni abitative sono una soluzione in via di sperimentazione - precisa Saltamartini - che per ora stiamo iniziando ad utilizzare noi e la città di Milano". È stata scelta la modalità della co-progettazione, con il coinvolgimento delle maggiori realtà regionali del terzo settore che si occupano di violenza di genere. Complessivamente sono stati investiti 427 mila euro di cui 105 di risorse regionali.
“Contestualmente anche nelle Marche è stato avviato il Protocollo Zeus, che permette un collegamento tra la Questura e il Cuav, nei casi delle procedure di ammonimento - conclude Saltamartini - ossia l'avvertimento rivolto dal Questore alla persona di astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia o violenza, che consente anche il ritiro di armi".
Tra i relatori Maria Elena Tartari (Dirigente Regionale Politiche Sociali), Francesca D’Alessandro (Vice-sindaco di Macerata), Carla Scarponi (Dirigente Coordinatrice ATS 15), Angela La Gioia (Formatrice Università della Strada Gruppo Abele),Elena Ciccarello (Direttrice Lavialibera), Nicola Candido (Comandante Provinciale Carabinieri Macerata), Patrizia Peroni (Dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Macerata), Roasanna Buccini (Sostituto Procuratore Procura di Macerata), Giancarlo Giulianelli (Garante Regionale dei Diritti della Persona), Paola Medori (Ordine degli Avvocati di Macerata), Lucia Mandorlini (Assistente Sociale - Ufficio Servizi Sociali Comune di Macerata), Elisa Giusti (Coordinatrice CAV Sos Donna Macerata), Antonella Ciccarelli (Coordinatrice CUAV Marche).
Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria sono state ricevute, ieri, dal ministro della Salute Orazio Schillaci per un confronto sui temi più urgenti per la categoria e per il sistema sanitario nazionale nel suo complesso.
In particolare le sigle sindacali hanno ribadito al ministro gli ambiti, sia legislativi che contrattuali, per i quali è necessario e urgente un immediato intervento: abolizione del tetto di spesa per l’assunzione di personale con la riforma del DM 70; la riforma della legge 502 che proponga nuovi modelli organizzativi del sistema; un congruo finanziamento del prossimo contratto valido per il triennio 2022-2024; la defiscalizzazione di parte del salario; un intervento diretto che incida sulle condizioni di lavoro nel contratto in discussione in queste settimane; incentivi immediati per trattenere i medici nel servizio pubblico rendendo competitivo il confronto con le cooperative.
“Il ministro ha ben compreso l’urgenza delle nostre richieste che riflettono una situazione non più sostenibile all’interno degli ospedali e dei luoghi di lavoro e attiverà da subito tavoli tecnici per condividere con le organizzazioni sindacali gli aspetti legislativi realizzabili a medio termine”, si legge in una nota dei rappresentati della dirigenza medica e veterinaria.
“Nell’immediato però ci aspettiamo che alla disponibilità seguano fatti concreti sulle questioni più urgenti. Il primo banco di prova è il contratto in discussione all’Aran e successivamente la prossima legge finanziaria e tutte le altre opportunità legislative che potranno accogliere le nostre richieste”, concludono i sindacati.
La Regione Marche promuove la crescita delle donazioni e dei trapianti sostenendo, anche nel 2023, l’attività della rete trapiantologica coordinata del Centro di riferimento istituito presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche di Ancona. Su proposta del vicepresidente Filippo Saltamartini, assessore alla Sanità, la Giunta regionale ha finanziato, con 300 mila euro, specifiche progettualità presentate dal coordinatore regionale trapianti Francesca De Pace.
Gli interventi previsti si articoleranno in sei sotto progetti, mirati a consolidare gli ottimi risultati conseguiti dalle Marche nello scorso anno. “I traguardi raggiunti, non certo scontati ma frutto di un assiduo e condiviso lavoro di crescita delle attività di prelievo di organi e tessuti - evidenzia Saltamartini – sono stati possibili grazie alla capacità degli operatori sanitari, alla sensibilità dei marchigiani e alla realizzazione di progetti regionali mirati. Condividiamo questa impostazione e metodica operativa perché vogliamo rafforzare quel ruolo di rilievo nazionale che abbiamo raggiunto e che ci viene riconosciuto”.
Il vicepresidente osserva come le donazioni, nelle Marche, confermino “un trend di crescita costante, in linea con l’andamento nazionale. La promozione delle attività svolte si è dimostrata efficace per la sensibilizzazione della popolazione marchigiana che ha mostrato una maggiore disponibilità al gesto della donazione. E i dati parlano chiaro”.
Non solo i prelievi di cornee sono praticamente raddoppiati (dai tradizionali 100 a 188 del 2022), ma tutto il “sistema” è cresciuto, segnalando (sempre con riferimento allo scorso anno), 47 donatori procurati per milione di popolazione, un numero record di 105 trapianti d’organi (57 di rene, 46 di fegato, 1 combinato fegato-rene, 1 trapianto di rene da donatore vivente), 2 donazioni multi tessuto, 16 donazioni di tessuto osseo da vivente, un incremento del numero delle coppie donatore-ricevente in studio per i trapianto da vivente.
I sei sub progetti finanziati dalla Regione Marche riguardano l’attività della rete dei 13 coordinatori al prelievo (presenti presso l’Azienda ospedaliera universitaria e nei presidi Ast con Rianimazione); la formazione e l’informazione regionale sulla donazione e trapianto; il potenziamento dei prelievi e dei trapianti (che assorbe il 45 per cento delle risorse stanziate); il lavoro svolto dai chirurghi dedicati; l’organizzazione, nelle Marche, del XV Corso nazionale di formazione della Società italiana banca occhi; il potenziamento della struttura del Coordinatore che, da quest’anno, ha a disposizione, a part time, due medici rianimatori.
L’argomento è serio, serissimo. Le cronache giornaliere ci consegnano episodi di estrema gravità che riguardano i comportamenti dei giovani ed anche giovanissimi. Ci siamo occupati nelle pagine precedenti della popolazione anziana e del suo incremento con i conseguenti problemi di organizzazione sociale e tutela della salute.
La popolazione giovane merita altrettanta attenzione, i giovani sono la parte più viva della società, sono il futuro, sono la parte più bella, dovrebbero essere la parte più sana.
Nelle nazioni occidentali ed in particolare in Italia il numero dei giovani in percentuale sta decrescendo in conseguenza del calo della natalità che ha colpito le società più industrializzate risentendo di una crisi soprattutto di organizzazione sociale ed economica prima strisciante e poi divenuta, in certi ambiti, dirompente.
Possiamo considerare come gioventù quel periodo che va dall’adolescenza fino alla prima maturità, dai 13 ai 30 anni circa. Le generazioni che intercorrono tra questi due limiti di tempo sono incappate forse nel periodo peggiore dal dopoguerra. Il modello di sviluppo economico si è basato sul consumismo e nel secolo scorso ha contribuito alla crescita di società evolute rapidamente in tutti i loro aspetti.
La tecnologia ha fatto passi rapidi e da gigante invadendo la vita di ognuno di noi, dalla comunicazione all’educazione, dall’alimentazione alla gestione del tempo libero, fino alla tutela della salute. Un fenomeno gigantesco che ha contribuito a dare opportunità di visibilità e parola a tutti, ha creato un’inedita ed evoluta società moderna.
Anche nel periodo migliore, almeno in Italia, quando la tecnologia non era così invasiva, qualche punto nero nello splendore di un benessere generale in espansione però si intravedeva, ma era inghiottito dall’ebbrezza e dall’eccitazione per la possibilità di avere sempre di più.
Il culto quasi smisurato del denaro era evidente che stava fiaccando il valore della cultura, della morale, della tutela dell’ambiente, dei valori legati ad una società arcaica e spesso contadina che aveva sempre tutelato la famiglia e l’educazione dei più giovani.
Le speculazioni edilizie con immane deturpamento ambientale, le speculazioni finanziarie con la concentrazione di grandi ricchezze nelle mani di pochi a scapito dei tanti che la ricchezza l’avevano prodotta, i mercati del vizio, per esempio droga e prostituzione, sembravano tutti mali minori, quasi fisiologici, uno scotto da pagare per l’acquisizione del benessere generalizzato.
Le droghe meritano un momento di riflessione perché per i giovani hanno rappresentato e rappresentano ancora un pericolo enorme. Per una parte rilevante di loro la droga ha deteriorato la vita, spesso l’ha distrutta economicamente, intellettualmente e fisicamente e non solo la loro, ma anche quella delle persone più vicine.
Se si parla di salute la tossicodipendenza ha determinato e determina gravi conseguenze neurologiche e psichiatriche, il deperimento fisico, la difficoltà di studiare o lavorare, poi la possibilità di contrarre infezioni come epatiti, Aids, un calvario senza fine che ha annientato, e continua a farlo, milioni di giovani, peggio di una guerra.
Tutto questo è potuto succedere grazie all’avidità smisurata di organizzazioni criminali che hanno iniettato nella società un "virus" devastante proprio per colpire e sfruttare i giovani.
Un altro buco nero tollerato è stata la deliberata distruzione dell’ambiente con un’immane opera di cementificazione ed inquinamento che ha letteralmente stravolto l’equilibrio tra gli elementi e le forze della natura. Di questo scempio ogni giorno ne vediamo le conseguenze.
Per restare ai punti neri che poi sono diventati delle vere e proprie macchie, un altro problema della nostra società opulenta è quello dell’alimentazione scorretta ed eccessiva.
La fame atavica dei nostri nonni e dei nostri padri ha generato per reazione, assumendo come forma di riscatto sociale, il consumo di un’enorme quantità di alimenti non necessari ed il conseguente rischio rappresentato soprattutto per i giovani dall’obesità.
L’obesità giovanile, se non si corre presto ai ripari, mina la salute per tutta la vita. È anche evidente che il modello economico e politico basato sull’espansione dei consumi doveva prima o poi entrare in crisi.
Quando si ha a disposizione tutto quello che viene proposto, il meccanismo del ricambio dei beni acquisiti è più lento di quello che propone la novità e vengono a cadere una dopo l’altra le certezze, in più con il peso e il pericolo delle contraddizioni del sistema; il lavoro innanzi tutto, ma anche la scuola, la tutela della salute, il concetto di famiglia, la ricerca di una prospettiva di futuro hanno subito e stanno ancora subendo un appannamento rovinoso.
Il disorientamento anche dei migliori è palpabile e drammatico, figurarsi quello di coloro che restano più indietro. La tendenza è quella di rinchiudersi in una solitudine che illude di frequentare tutto il mondo attraverso lo schermo di uno smartphone e le innumerevoli proposte di ogni tipo e valore che in esso appaiono.
Le famiglie cercano in qualche modo di arginare i danni, di difendere i loro giovani, ma fino a quando e in che modo lo possono fare? Oltretutto in periodi come questo i mercati del crimine e del vizio che propongono soluzioni compensative al disagio non arretrano, anzi si espandono ed offrono prodotti sempre nuovi ed appetibili.
Le droghe, l’alcool, gli "sballi" vari penetrano sempre più in una popolazione giovanile che comincia ad evidenziare le caratteristiche di uno stato di deriva. Tutto questo è un aspetto importante della salute con il rischio, speriamo solo teorico, che il grande aumento di aspettativa di vita rilevato nelle generazioni che erano giovani durante la guerra arretri ed evidenzi problematiche di salute nuove, frequenti e gravi.
Cerchiamo una piccola sintesi con la dottoressa Maria Stella Andreozzi, psicologa clinica e docente contrattista all’Università di Macerata che si occupa tutti i giorni di questi problemi con gli studi e confrontandosi con esempi reali.
Dott.ssa Andreozzi, quali sono le cause dell'evidente disagio giovanile attuale?
"In un mondo in continua e veloce trasformazione ai giovani di oggi è richiesto un costante e faticoso adattamento. Per spiegare questo disagio non si può non parlare dell’utilizzo che i giovani fanno dei social: una vera e propria sostituzione del mondo reale con quello virtuale, sottovalutandone le implicazioni.
I giovani sembrano molto suscettibili all’illusione della facilità del successo e alla demonizzazione del fallimento. Forte è la paura di non essere all’altezza delle aspettative sociali e di non riuscire a reggere questo peso.
Se da una parte ciò può degenerare in una corsa alla perfezione per non sentirsi inadeguati, dall’altra può determinare una ridotta esposizione personale a situazioni o contesti che possano generare emozioni spiacevoli e frustrazione. In entrambe le situazioni i giovani si sottraggono alla possibilità di far ‘"palestra" di emozioni che possono essere vissute negativamente, ma che sono estremamente utili nel nostro vivere quotidiano, come la vergogna e la paura".
Quali sono le problematiche più frequenti che lei rileva nei giovani?
"Tra le difficoltà più frequenti troviamo appunto l’utilizzo inappropriato delle nuove tecnologie, disturbi d’ansia e depressivi, dipendenze da sostanze psicoattive, problematiche alimentari e ritiro sociale. Si configurano come vere e proprie strategie per far fronte al disagio emozionale che i giovani vivono".
Ci sono rimedi che lei potrebbe suggerire?
"La presa di consapevolezza di un disagio è il primo passo. Qualora si senta il bisogno di aiuto più strutturato, è fondamentale rivolgersi a professionisti della salute mentale. Ricordiamo che l’educazione parte da piccoli, a casa, e l’azione preventiva ha un grande valore protettivo".
Ad un anno esatto dalla raccolta fondi destinata al reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Macerata, il consigliere regionale Anna Menghi, che si era resa promotrice dell’iniziativa in occasione del suo 60esimo compleanno, ha incontrato Mauro Pelagalli, dirigente medico dell’unità operativa, per fare il punto sulle attività poste in essere in seguito all’acquisto e alla donazione del POD e del computer di ultima generazione attualmente in uso al reparto.
Il 26 giugno 2022, Anna Menghi aveva chiesto a chi voleva festeggiarla di sostenere un progetto a cui teneva particolarmente. Si trattava di raccogliere i fondi necessari a dotare il reparto di uno strumento che nessun altro ospedale delle Marche aveva e che risulta invece utilissimo a monitorare il battito del cuore del bambino nel grembo della mamma in condizioni di alto rischio. Anna Menghi, che proprio in ambito sanitario è nata e cresciuta professionalmente, ha sempre avuto a cuore le esigenze del personale ospedaliero, portando avanti, anche nel corso della sua lunga esperienza politica, iniziative e progetti a sostegno di chi opera in corsia, valorizzandone quella che ha sempre reputato essere una vera eccellenza.
“L’anno scorso ho compiuto 60 anni e mi pareva bello festeggiare compiendo un progetto di assoluta solidarietà. Lo sentivo mio, coerente con ciò che sono sempre stata. Insieme ai tanti che hanno voluto contribuire sono stati raccolti 10 mila euro. Una cifra importante, che avrebbe reso possibile il sogno di aiutare nel concreto la nostra sanità”, dice Anna Menghi, parlando di ciò che l’aveva spinta a promuovere l’iniziativa di cui oggi il reparto gode. “Non volevo regali per me e ho chiesto espressamente a tutti coloro che avessero eventualmente voluto farmene uno di effettuare piuttosto una donazione per l’ospedale e così è stato. A distanza di un anno esatto ho voluto prendere visione di ciò che i soldi raccolti avevano realizzato nel concreto, anche e soprattutto per rendere noti ai tanti che lo hanno reso possibile gli effetti della generosità dimostrata. La trasparenza è un altro valore a cui tengo”.
L’incontro con Mauro Pelagalli, dirigente medico del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Macerata, è stato utile a comprendere quanto e come gli strumenti tecnologici donati fossero stati utili a migliorare la prestazione medico-sanitaria dell’unità operativa e rendere noti i dati di un reparto che è rinomato nelle Marche e anche oltre i confini regionali.
“La donazione comprendeva due tecnologie importantissime: il Pod, destinato all’ostetricia e un computer di ultima generazione, che abbiamo usato per raccogliere i dati di tutte le pazienti che sono state curate o sono in cura presso di noi”, spiega Mauro Pelagalli. “L’ospedale di Macerata si è classificato, negli ultimi 5 anni, come riferimento oncologico e per il trattamento dell’endometriosi, oltre che essere il secondo punto nascite delle Marche. Merito delle risorse mediche a nostra disposizione, come pure di quelle territoriali che operano in sinergia con noi. La messa in rete di tutti i dati delle pazientI che sono state operate per tumori delle ovaie, del collo dell’utero, dell’endometrio, della vulva e, in generale, della patologia ostetrica, ha consentito di elevare lo standard delle prestazioni mediche, tanto più che i dati sono in uso trasmurale, a beneficio dei medici interni al reparto, ma anche di quelli che operano nelle strutture territoriali dell’azienda sanitaria. Ricordo che in Italia abbiamo la più alta casistica per quanto riguarda i tumori della vulva e del collo dell’utero, ma se teniamo conto che la patologia è in decrescita nelle Marche vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro. Il computer è stato utilissimo ad avviare quel processo di modernizzazione che è alla base di tutti i positivi traguardi raggiunti”.
Domani (domenica 2 luglio) la sezione Avis di San Severino Marche festeggia il 70esimo anniversario della fondazione. Le celebrazioni inizieranno alle ore 15,30 con il ritrovo nella storica di viale Matteotti.
Alle 16 deposizione di una corona di alloro al monumento dei caduti e del donatore di sangue. A seguire santa messa nella chiesa di San Domenico. La funzione religiosa sarà officiata da sua eminenza il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona e Osimo.
Alle 17,30, nel chiostro di San Domenico, saluto della autorità e consegna delle benemerenze ai donatori. Seguirà una cena sociale dei soci al ristorante Villa Berta.
Domenica 2 luglio, a partire dalle ore 10:45 si svolgerà a Potenza Picena la gara regionale di Primo Soccorso per i volontari della Croce Rossa Italiana, sotto il coordinamento del Comitato Regionale Marche della Croce rossa Italiana e grazie all’ospitalità e supporto del comitato Locale di Croce Rossa italiana, di Porto Potenza Picena, presieduta dal presidente Matteo Carlocchia.
“Le gare sono un momento di confronto e crescita, una sana competizione ed un’occasione per vivere assieme una giornata all’insegna dei principi della Croce Rossa Italiana”, dichiara il presidente Regionale Marche della Croce Rossa Italiana Andrea Galvagno.
Scenderanno in campo 5 squadre, provenienti da tutto il territorio, composte da un leader, un accompagnatore, cinque volontari e saranno circa 150 i volontari in supporto alla logistica, segreteria e allestimento scenari.
Le squadre, che hanno aderito a questa importante iniziativa, dopo un primo momento formativo sia teorico che pratico, si sfideranno cimentandosi in azioni di primo soccorso e provengono dai seguenti comitati locali: Castelplanio, Fermo, Cingoli, Urbino e non poteva mancare la squadra del comitato ospitante Porto Potenza Picena. Ospite di questa edizione anche la squadra della Lombardia, che ne approfitterà per allenarsi in vista delle prossime gare nazionali, che si terranno nel mese di settembre a Caserta.
“La tutela alla salute e la promozione dell’educazione alla salute e alla sicurezza delle persone è uno degli obiettivi della nostra associazione” afferma la delegata tecnica regionale Salute Alice Brisighelli, referente del progetto. “Le squadre, seguendo un percorso che si sviluppa a Potenza Picena, si troveranno ad affrontare diverse simulazioni e dovranno coordinare il proprio intervento al fine di garantire un primo soccorso rapido ed efficace”, continua la delegata.
I volontari della Croce Rossa Italiana dovranno affrontare inoltre degli scenari in cui non è richiesto un mero intervento sanitario, ma dovranno confrontarsi anche con scenari internazionali, in cui mettere in pratica le loro conoscenze in tema di diritto internazionale umanitario e la storia della Croce Rossa.
Programma: ore 10.00 ritrovo squadre, ore 10.45 inizio gara, ore 16.00 fine gara e ore 16.30 cerimonia di chiusura, con la partecipazione delle autorità istituzionali e premiazione presso piazza Giacomo Matteotti.
Partirà da luglio, ed entro la metà del mese sarà stata attivata in tutte le aziende sanitarie territoriali, la campagna di screening, promossa dal Ministero della salute e alla quale la regione Marche ha aderito, per l'eliminazione del virus HCV, responsabile dell’epatite C.
Lo screening è rivolto a tutte le persone iscritte all’anagrafe sanitaria nate dal 1969 al 1989 e rappresenta la seconda fase della campagna, che segue quella, sviluppata lo scorso anno, rivolta agli utenti dei Servizi per le Dipendenze (SerT) e ai detenuti in carcere.
"Si tratta di un semplice esame del sangue – dichiara l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini - Un’opportunità per la salute, che non deve essere sprecata. Contro l’epatite C non esiste un vaccino ma è disponibile una terapia sicura ed efficace e i dati lo confermano: circa il 95% delle persone trattate guarisce completamente".
"Gli screening diventano sempre più efficaci e sicuri: appena qualche giorno fa sono partite le prime lettere per l’hpv test della cervice uterina rivolto alle donne tra i 30 e i 64 anni, un test che ricerca molecole di DNA ed è quindi anche predittivo. Per le donne tra i 25 e i 29 anni resta invece il Pap-test tradizionale", conclude Saltamartini.
Aderire allo screening, è semplice e gratuito: verrà inviata alle persone della fascia d’età specifica una lettera con tutte le informazioni necessarie e con l’appuntamento proposto per lo screening, che prevede un prelievo di sangue venoso.
Sul campione ematico verrà effettuato un primo esame sierologico, ed eventualmente il successivo approfondimento, se necessario. In caso di esito positivo dell’esame, il paziente verrà preso in carico dal centro specialistico di riferimento, che lo contatterà fissando direttamente la visita specialistica, sempre senza prescrizione, né pagamento di un ticket.
L’epatite C è un'infezione pericolosa che può guarire spontaneamente con l’eliminazione del virus oppure, nella maggior parte dei casi, diventare cronica e portare a conseguenze progressive che vanno dalla cirrosi al cancro al fegato. La maggior parte delle persone con epatite C cronica non manifesta alcun sintomo o presenta sintomi generali come stanchezza cronica e depressione.
Grazie allo screening è possibile identificare i casi non noti e fornire le giuste terapie, consentendo di scongiurare l’evoluzione della malattia ed impedire il contagio di altre persone. In Italia si stima che circa l’1% della popolazione conviva con una forma cronica di epatite C.
"La vita in musica" è il titolo scelto per l’evento di beneficenza promosso dalla Casa Accoglienza Maceratese o.d.v. presso il giardino della Domus San Giuliano a Macerata. Un appuntamento che l’importante realtà solidale del territorio ha organizzato per raccogliere fondi a sostegno delle proprie iniziative anche grazie alla partecipazione di illustri rappresentanti del mondo della sanità marchigiana e della politica.
L'associazione è infatti impegnata nell'offerta di ospitalità gratuita ai pazienti che effettuano terapie in Day Hospital presso l’U.O. di Oncologia dell'ospedale di Macerata, grazie anche a una convenzione con l’Azienda Sanitaria Territoriale 3 per le attività di volontariato presso le sue strutture ospedaliere.
Altri importanti progetti sono quello denominato "Menomale in Oncologia", rivolto alla riabilitazione fisioterapica di pazienti che hanno subito un intervento chirurgico per tumore al seno; e "Ritorno alla bellezza", con il quale si forniscono gratuitamente parrucche dopo il trattamento chemioterapico. Sulle note del gruppo musicale "Akustico" (Roberta Biagiola, Giacomo Seri e Carlo Vecchioli), la serata ha offerto spunti di riflessione sulle attività della Casa Accoglienza Maceratese alla presenza di oltre cento invitati.
Messaggi di incoraggiamento e gratitudine per il servizio svolto dai volontari sono giunti dalla senatrice e segretaria della Commissione Sanità del Senato Elena Leonardi, dal consigliere regionale Pierpaolo Borroni e dal vice sindaco di Macerata Francesca D’Alessandro che ha portato il saluto del sindaco Sandro Parcaroli.
Sono intervenuti anche il direttore generale dell’Ast 3, la dottoressa Daniela Corsi (presente anche il direttore amministrativo Milco Coacci), così come ill dottor Nicola Battelli, responsabile dall’U.O. S. di Oncologia dell’Ospedale di Macerata, il dottor Giovanni Benedetti, responsabile dell’U.O.S. di Oncologia di Civitanova Marche; il dottor Luca Faloppi, responsabile dell’U.O.S. dell’Ospedale di San Severino; e la dottoressa Francesca Orici del Reparto di Ginecologia di Macerata.
Presenti alla cena di beneficenza gli assessori del comune di Macerata Riccardo Sacchi e Paolo Renna con il consigliere comunale Giordano Ripa. "Questa raccolta fondi ci permette di continuare a porre in essere tutte le nostre attività - ha spiegato il presidente dell’Associazione Claudio Gigli -, per noi è fondamentale fare il punto su ciò che abbiamo fatto in questi anni e su quello che potremo realizzare in futuro grazie al confronto e alla condivisione attivato con le illustri personalità che sono intervenute e che ringrazio per il loro costante supporto".
Messaggio condiviso e ribadito anche dalla senatrice Leonardi: "Quello della Casa Accoglienza Maceratese è un modello virtuoso che sta generando solidarietà e buoni risultati - ha detto -, si tratta di un aiuto concreto attivato nei confronti delle persone nel momento in cui sono più fragili o possono sentirsi sole".
Metti una location che sa di estate maceratese come il Sasso d'Italia, le temperature serali gradevoli, buon cibo, la giusta compagnia e condisci il tutto con la verve di un popolare comico. Ecco il mix che ha reso davvero bella la festa dell'Avis Comunale di Macerata.
L'associazione, che ingloba i volontari del capoluogo che aiutano il prossimo donando il sangue, ha voluto rompere un pochino la tradizione e fare una prova. Invece di attendere i consueti 5 anni per la festa con le relative premiazioni, occasioni assai fastose e prestigiose (l'ultima si è tenuta allo Sferisterio), il presidente Gaetano Ripani e il Consiglio hanno voluto riunire i soci in maniera più informale per una sorta di ritrovo e bilancio annuale.
Appunto al Sasso d'Italia tra panini, porchetta e tanto piacere di stare insieme. Il tutto impreziosito poi dalle battute esilaranti e talvolta anche provocatorie del comico Antonio Lo Cascio, figura assai conosciuta anche grazie alla presenza televisiva nel programma di Canale 5 “Avanti un altro”.
Vedremo se questo esperimento verrà replicato quindi con cadenza annuale, anticipando poi la grande celebrazione quinquennale, di sicuro è stato apprezzato dai quasi 200 intervenuti tra soci ed accompagnatori.
Spiega il presidente Ripani: “Abbiamo pensato di ritrovarci per anticipare un pochino i tempi e per ringraziare i donatori. Bisognava fare qualcosa a coronamento, un doveroso ringraziamento ai soci perché l’Avis Comunale di Macerata sta andando in controtendenza rispetto a quella che è la situazione generale. Abbiamo recuperato un numero assai alto di donazioni avvicinandoci ai livelli che avevamo prima della pandemia”.
Nelle Marche sono oltre 125.000 le persone colpite da dermatite atopica, la più comune malattia infiammatoria della pelle. Una patologia invalidante molto diffusa in età pediatrica ma che colpisce sempre più gli adulti nel pieno della loro vita sociale e professionale.
"La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle molto frequente. Si tratta di una patologia complessa e multifattoriale la cui sintomatologia impatta enormemente sulla qualità di vita dei pazienti" dichiara Annamaria Offidani, direttore della Clinica di Dermatologia presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche.
Negli adulti, le lesioni cutanee tendono a investire le zone del collo, décolleté, la parte interna dei gomiti, il retro delle ginocchia, le mani, i piedi, il viso e il cuoio capelluto con un profondo impatto psicologico e sociale.
Infatti i sintomi principali, come il prurito intenso, le escoriazioni, i forti arrossamenti della pelle, possono condizionare anche molto negativamente la vita personale e le relazioni sociali, con conseguenti ricadute sulla qualità della vita.
Ma oggi, grazie alle nuove terapie e ai passi in avanti della ricerca, si aprono nuovi scenari. Appena approvata dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), è già disponibile presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche una terapia innovativa, Upadacitinib, che si assume una volta al giorno per via orale per gli adulti con dermatite atopica da moderata a severa.
"Negli ultimi anni la ricerca ha fatto grandi passi in avanti consentendo di sviluppare soluzioni terapeutiche più mirate, selettive ed efficaci. Ne è un esempio Upadacitinib che agisce rapidamente non solo sul prurito ma anche sulle lesioni cutanee, bloccando le molecole che favoriscono l’infiammazione e al contempo mantenendo costante nel tempo il beneficio clinico" conclude la Prof.ssa Offidani.
La Clinica di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche mette a disposizione dei propri pazienti un’attività ambulatoriale specializzata nella diagnosi e nella cura della dermatite atopica sia nell’infanzia che nell’adulto. Per accedere alle visite basta solo una prenotazione tramite il CUP - Centro Unico Prenotazioni.
Il primo Laboratorio Analisi e Poliambulatorio Diagnostico Fisiomed a Civitanova Marche. In corso Umberto I, nel cuore della dinamica città costiera, sono ormai stati completati i lavori di restyling della sede che già ospitava il Laboratorio Analisi (presente nel 1974).
La struttura adesso si presenta completamente rinnovata e migliorata e, sotto la direzione sanitaria di Luigi Gironelli, entra definitivamente nella grande famiglia di Associati Fisiomed
"Più sedi, più servizi, più vicini a te" recita lo slogan del Gruppo e Fisiomed Lab si unisce appunto ai centri già attivi a Sforzacosta (con il nuovo caposaldo realizzato in via Giovanni XXIII), Tolentino e Corridonia.
Laboratorio ma soprattutto poliambulatorio quello di Civitanova, perché consentirà di effettuare tutti i test diagnostici, ogni tipo di check up di routine (anche il mercoledi pomeriggio senza appuntamento e specialistico).
Fisiomed Lab si sviluppa su 300 metri quadrati nei quali verranno forniti importanti servizi diagnostici come nella filosofia aziendale, ma anche di altro tipo, abbracciando vari ambiti medici.
Più nello specifico la nuova sede sarà centro senologico, utile per mammografie 3d con tomosintesi, ecografie e visite specialistiche; laboratorio analisi; ecodoppler; medicina dello sport e fisioterapia.
Parte oggi il nuovo programma di screening del tumore della cervice uterina con l’introduzione del test Hpv, come indicato dalle linee guida europee. Lo ha stabilito la giunta regionale dopo l’approvazione del protocollo di aggiornamento.
Le cinque Ast regionali hanno iniziato ad inviare le lettere di invito alle donne dai 25 ai 64 anni con la raccomandazione ad eseguire un esame di screening per il tumore della cervice uterina secondo il seguente schema:
- Donne da 30 a 64 anni: Hpv-test ogni 5 anni;
- Donne da 25 a 29 anni: non vaccinate contro Hpv: Pap-test ogni 3 anni; dai 30 anni Hpv-test ogni 5 anni;
- Donne da 25 a 29 anni: vaccinate con ciclo completo per Hpv: nessun test; a 30 anni Hpv-test ogni 5 anni
"Raccomandiamo a tutte le donne di aderire – dichiara l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini - Grazie alla sua maggiore efficacia e precisione l'Hpv-test verrà eseguito ogni 5 anni e non ogni 3 come attualmente previsto per il Pap-test. Questo permetterà di ridurre il numero di esami e garantire una maggiore efficacia della prevenzione".
"Questi programmi – ribadisce Saltamartini - mirano a identificare tumori in fase iniziale o condizioni che ne favoriscono lo sviluppo, al fine di intervenire tempestivamente, prima che compaiano sintomi o segni correlati. La partecipazione attiva agli screening può fare la differenza, poiché consente di identificare precocemente la presenza di una neoplasia, migliorando le prospettive di trattamento e guarigione".
Gli screening sono completamente gratuiti. Nel caso del tumore della cervice uterina, vaccinarsi durante l’adolescenza contro l'Hpv e partecipare allo screening è la cosa più efficace che una donna possa fare per proteggersi.
L'Hpv-test è un'indagine molecolare utilizzata per individuare il dna del papilloma virus umano (Hpv) nelle cellule della cervice uterina. L'Hpv è un virus che provoca un’infezione molto frequente, che la maggior parte delle donne prende almeno una volta nella vita.
In genere non causa alcuna alterazione e si risolve da sola. In una minoranza di casi provoca delle lesioni a livello della cervice uterina. La maggior parte delle lesioni guarisce spontaneamente ma alcune, se non curate, progrediscono lentamente verso forme tumorali.
L'Hpv test è un esame che si effettua in maniera simile al Pap-test. Permette di individuare i soggetti a rischio in fase precoce, anche prima che le modificazioni cellulari siano rilevabili dal Pap test, perché il materiale prelevato non è letto al microscopio, come nel Pap-test, ma sottoposto a un esame di laboratorio per la ricerca molecolare del dna dell'Hpv.
Avere a disposizione l'Hpv-test oltre al pap-test permetterà di offrire alle donne un percorso di screening del tumore della cervice uterina più efficace e personalizzato in base all’età e alla vaccinazione contro l'Hpv.
In caso di positività all'Hpv-test verrà eseguito sullo stesso materiale prelevato un Pap-test. Se il pap-test risulterà negativo la donna verrà invitata a ripetere l'Hpv-test dopo un anno. Viceversa se il Pap-test risultasse positivo la donna verrà richiamata per eseguire una colposcopia.
I climatologi e gli esperti di varie discipline collegate all’argomento sono alle prese da un po' di anni con l'osservazione di una stagione estiva sempre più calda con punte addirittura inimmaginabili fino a qualche decennio fa e che suscitano un interesse variegato che riguarda tutti gli aspetti della nostra vita: dalla gestione delle nostre giornate fino alla preservazione della nostra salute.
La stagione calda è molto ambita da tutti noi, significa libertà, vacanza, godimento della natura dal mare alla montagna, gite culturali e riunioni con amici e parenti. Ma cosa fare quando le temperature sono troppo alte? Cosa consigliare?
Il calore eccessivo determina diverse affezioni generali dell’organismo dovute a turbe della termoregolazione e a compromissione dell’equilibrio idroelettrico e circolatorio del nostro corpo.
Con temperature che si aggirano attorno ai 40°dobbiamo necessariamente menzionare e cercare di spiegare anche quelle che sono le turbe più gravi a cui può andar soggetto il nostro corpo in queste condizioni.
Di solito quando le temperature conseguenti alla stagione calda che possiamo individuare accettabili tra i 25° e 30°, condizioni patologiche improvvise e pericolose sono rarissime o addirittura assenti. Quando invece con le temperature si va più in là si possono registrare casi sempre più frequenti di colpo di calore e colpo di sole.
Il colpo di calore è dovuto a un difetto di dispersione di calore corporeo con aumento notevole della temperatura organica e si possono individuare fenomeni caratteristici:
- arresto della sudorazione
- aumento della temperatura cutanea talora fino a 40°C
- gravi turbe della coscienza fino al coma
Di fronte a questa affezione, che può manifestarsi in maniera improvvisa, bisogna subito mettere in moto alcuni comportamenti:
- mettere il soggetto in un ambiente fresco e ventilato senza indumenti
- procurargli un bagno di acqua fredda
- praticare intensi massaggi cutanei, attivando così la circolazione periferica e facilitando la perdita di calore e il ritorno di sangue raffreddato dalla superficie verso l’interno del corpo.
Il colpo di sole è una variante del colpo di calore e se ne distingue perché l’elemento determinante è l’irradiazione calorica nel capo e nella colonna cervicale che provoca dilatazione dei vasi cerebrali con compromissione dei centri nervosi.
Ciò succede spesso in soggetti che si espongono lungamente ai raggi solari e senza copricapo. I sintomi riguardano soprattutto la sfera neuropsichica con ipertermia, cefalea, delirio, allucinazioni. Il primo soccorso in tali casi è analogo a quello praticato per il colpo di calore, ponendo soprattutto l’attenzione a porre una borsa di ghiaccio sul capo per diverse ore.
Abbiamo trattato volutamente le estreme conseguenze di un’eccessiva esposizione al caldo torrido proprio perché riteniamo che possano essere casi abbastanza frequenti con le temperature previste per l’attuale stagione estiva. Sono comunque importanti e per fortuna meno preoccupanti situazioni dovute al caldo in cui necessitano precauzioni.
È risaputo e dimostrato che delle persone non traggono alcun vantaggio dal caldo estivo, anzi. Nei riguardi dell’apparato vascolare i soggetti con ipotensione arteriosa costituzionale o acquisita, per l’intensa vasodilatazione periferica dovuta al calore possono presentare episodi lipolitici (svenimenti) con l’abbassamento della pressione in stazione eretta.
Per le affezioni vascolari da arteriosclerosi cerebrale o con postumi di pregresso ictus certamente l’esposizione a forti raggi solari non è indicata stante la labilità del circolo intercerebrale di tali soggetti. Le persone, prevalentemente donne, affette da insufficienza venosa e varici agli arti inferiori devono astenersi dall’esposizione ai raggi solari, l’ambiente molto caldo favorisce la vasodilatazione con aumento degli edemi distali.
Riguardo all’apparato neuropsichico bisogna rilevare che il caldo eccessivo non è indicato per persone psicolabili con forme di nevrosi prevalentemente ansiose.
Per la pelle si rileva una particolare inidoneità all’esposizione di forti raggi solari per certe affezioni cutanee come manifestazioni di fotosensibilità o allergie plurifattoriali.
I soggetti gastro enteropatici, di una certa entità clinica, possono trovare poco vantaggio per il loro apparato digerente in un ambiente caldo umido. È dimostrata una maggiore facilità a contrarre coliche gastroenteriche acute infettive e non infettive.
Infine i soggetti affetti da magrezza patologica costituzionale non traggono certo vantaggio da un ambiente eccessivamente caldo per le aumentate perdite idriche, elettrolitiche ed energetiche.
L’ultima raccomandazione, ma sicuramente la prima per importanza, è di bere nella stagione calda molta acqua e di riservare nella dieta un posto preminente a frutta e verdura di stagione.
Gli anziani perdendo in parte il senso della sete possono incorrere in disidratazione pericolosa e quindi anche in assenza di sete devono bere almeno 2 litri di acqua al giorno. La stagione calda è bellissima, riserva come già abbiamo detto tanti godimenti al nostro corpo ed anche alla nostra mente. Noi ci siamo limitati a dare qualche informazione per evitare pericoli e goderla in pieno e con serenità.
“Domenica 25 giugno partirà l’attività dell’ambulatorio dei codici verdi e azzurri anche nel pronto soccorso dell’ospedale di Macerata – lo comunica l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – l’avvio a Civitanova è stato molto positivo: la prima domenica sono stati trattati una ventina di pazienti, e domenica scorsa 17 sui 55 totali di cui 13 codici verdi e 4 azzurri: la maggior parte aveva traumi e problematiche di natura internistica e tutti sono stati dimessi in giornata”.
Come a Civitanova per ora sarà attivo solo nei giorni festivi, la domenica dalle 8 alle 20, con l’obiettivo di far fronte alle criticità che si presentano soprattutto nei fine settimana. A Macerata nel 2022 ci sono stati circa 32.600 accessi al Pronto Soccorso, di cui 11.500 codici azzurri (il 35%) e quasi 14 mila codici verdi (il 43%). Dall’inizio dell’anno gli accessi sono stati invece quasi 17 mila di cui circa 5.800 azzurri e 7. 600 verdi, con percentuali simili attorno al 35 e al 43%. Il funzionamento è lo stesso: all’arrivo è il triagista che assegna codici e colori.
“L’avvio a Civitanova ha dimostrato che questo ambulatorio ci mette nelle condizioni di offrire un servizio migliore ai cittadini, evitando lunghe attese e soprattutto permettendoci di gestire velocemente le vere emergenze” ha sottolineato il direttore generale della AST di Macerata Daniela Corsi.
“Attraverso l’attivazione delle Potes turistiche, una anche a Porto Potenza Picena con autista-soccorritore ed infermiere dalle 10 alle 18 tutti i giorni dal 1 luglio, diamo ulteriore copertura al territorio per la stagione estiva –conclude l’assessore - Inoltre per il potenziamento dell’attività dei pronto soccorso sto coordinando incontri con i sindacati per sfruttare l’opportunità offerta dal DL 34 che prevede che le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono ricorrere, per il 2023, alle prestazioni aggiuntive la cui tariffa oraria può essere aumentata fino a 100 euro lordi nei servizi di emergenza-urgenza”.
Non solo i dispositivi per l'autocontrollo e l'autogestione del diabete, ma anche quelli di monitoraggio della glicemia in tempo reale, ossia quelli che prevedono l'apposizione di un sensore sul braccio e la lettura tramite smartphone o lettore ottico per i quali è in corso la gara.
È stato approvato lo schema del rinnovato accordo triennale tra la regione Marche, Federfarma Marche e Confservizi Assofarm Marche per la distribuzione dei dispositivi per l'autocontrollo e l'autogestione del diabete con apposita delibera di giunta.
Si arricchisce dei dispositivi medici quali i sistemi di monitoraggio continuo della glicemia in tempo reale (Real- time Continuos Glucose Monitoring CGM) e i Flash Glucose Monitors (FGM) dopo l'espletamento della procedura pubblica di acquisto da parte di un ente aggregatore per le aziende sanitarie territoriali.
"Prevede servizi migliori e più capillari per i cittadini, i quali non avranno neppure bisogno della ricetta perché il sistema è ormai totalmente informatizzato" sottolinea l'assessore alla sanità Filippo Saltamartini.
"La nostra regione ha già avviato la sperimentazione della Farmacia dei Servizi - aggiunge -: 266 su 515 hanno aderito, e con un finanziamento ministeriale di 1,5 milioni di euro effettueranno la riconciliazione della Terapia Farmacologica, il monitoraggio dell’aderenza alla terapia farmacologica nei pazienti con diabete tipo 2 e nei pazienti con BPCO, l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, la telemedicina con Holter Pressorio, Holter Cardiaco, elettrocardiogramma, Auto-spirometria, lo screening del colon retto. Saranno circa 40 mila gli utenti raggiunti".
Nelle Marche la distribuzione dei dispositivi per autocontrollo e autogestione del diabete avviene dal febbraio 2021 in maniera totalmente informatizzata: il paziente si reca in farmacia con tessera sanitaria e il farmacista vede a monitor cosa consegnargli, come da prescrizione informatica del diabetologo.
"Le farmacie sono capillari sul territorio - conclude l'assessore - potenziare i servizi serve a raggiungere tutti i cittadini, anche coloro che si trovano nelle zone decentrate aiutando le persone più anziane che hanno più difficoltà a spostarsi".
Si parlerà di fragilità dell’anziano a Camerino, nel primo appuntamento organizzato per la popolazione dall’U.O.C. di Medicina Interna dell’ospedale Santa Maria della Pietà, in collaborazione con il Comune e con la Croce Rossa Italiana Comitato locale, presso il Centro “Uno spazio per crescere” del quartiere San Paolo il 23 giugno alle ore 18:00.
Negli ultimi cinquant’anni si è assistito ad un cambiamento demografico della popolazione, che ha comportato un aumento del numero dei soggetti “fragili”, cioè anziani affetti da numerose patologie cronico-degenerative, cardio/cerebrovascolari, neurologiche e neuropsichiatriche.
Negli ultimi tre anni il Covid-19 ha rimarcato tale problematica, evidenziando la necessità di tutelare la condizione di fragilità dell’anziano. “Nella letteratura scientifica l’anziano fragile - sottolinea il direttore della Medicina Interna dottoressa Annamaria Schimizzi - è definito come un soggetto di età avanzata o molto avanzata, affetto da multiple patologie croniche, nel quale sono spesso coesistenti problematiche di tipo psicologico e sociale, che confluiscono nel determinare lo stato di sofferenza.
Le conseguenze della fragilità sono spesso infauste, ma allo stesso tempo, possono essere prevenute: rischio di cadute, malnutrizione, tendenza all’allettamento con conseguente rischio di formazione di decubiti, disabilità, ospedalizzazione e morte”.
L’incontro con la popolazione ha l’obiettivo di promuovere interventi di prevenzione per evitare l’instaurarsi della fragilità e fornire informazioni su come implementarli nella pratica clinica di tutti i giorni. Sabato 24 giugno all’Università di Camerino, presso l’Aula Magna del Polo Informatico, si svolgerà il Convegno dal titolo “La malnutrizione nell’anziano fragile”: integrazione ospedale-territorio”, i cui responsabili scientifici sono la dottoressa Annamaria Schimizzi e il dottor Giovanni Pierandrei e dove professionisti della materia si incontreranno per porre l’attenzione sull’importanza di una corretta alimentazione nel soggetto anziano fragile e sul precoce riconoscimento di uno stato di malnutrizione.
Nell’occasione si getteranno le basi per un protocollo di condivisione tra l’ospedale e il territorio sulla gestione dell’anziano malnutrito.
Nei giorni scorsi la clinica di gastroenterologia, epatologia ed endoscopia digestiva dell'azienda ospedaliero universitaria di Ancona, diretta dal professor Antonio Benedetti, ha eseguito una coledoco-duodeno-stomia ecoendoscopica su una paziente anziana ricoverata per una neoplasia del pancreas che le aveva occluso le vie biliari.
Si tratta del primo intervento di questo tipo fatto nella regione Marche. Grazie a questa nuova procedura endoscopica è possibile risolvere problematiche molto complesse, come l’ostruzione delle vie biliari nei pazienti con neoplasie avanzate del pancreas o delle vie biliari.
È il risultato dell’innovazione tecnologica e di investimenti dedicati allo sviluppo dell’endoscopia avanzata: grazie all’acquisizione di accessori specifici, con l'ecoendoscopia (cioè una ecografia in corso di endoscopia digestiva) è possibile eseguire procedure interventistiche che migliorano la salute e la qualità della vita di pazienti che hanno complicazioni dovute a specifiche malattie oncologiche.
"In sostanza - spiega soddisfatto il professor Marco Marzioni - in maniera mini-invasiva, abbiamo creato una comunicazione tra le vie biliari e l'intestino attraverso il posizionamento di uno stent. L’alternativa sarebbe stata un drenaggio esterno che la paziente avrebbe dovuto tenere per sempre (cioè un tubicino che le sarebbe uscito dall'addome o dal torace), che peraltro è poco efficace e deve essere sostituito spesso oltre ad avere un impatto rilevante sulla qualità della vita. L'intervento è andato bene e non ci sono state complicanze".
"L'endoscopia digestiva - sottolinea il professor Antonio Benedetti - è una parte della Gastroenterologia in costante sviluppo, grazie alla ricerca e all'innovazione. Il caso della paziente è una dimostrazione di come investire in ricerca consenta di avere risvolti pratici che migliorano la gestione clinica, la salute e anche la qualità della vita dei pazienti, anche di quelli con malattie difficili come quelle oncologiche avanzate".
Giornata di festa e di promozione, quella di ieri domenica 18 giugno, per il comitato locale della Croce Rossa di Matelica. Dopo la celebrazione eucaristica presso la Chiesa di Regina Pacis in mattinata, si è provveduto a inaugurare dei nuovi mezzi di soccorso alla presenza del presidente regionale della CRI e della dottoressa Daniela Corsi, direttrice dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata.
Nel pomeriggio ci si è spostati a piazzale Gerani, nel cuore della città, con i mezzi della CRI in bella mostra e anche un’esercitazione di soccorso con la simulazione di un incidente insieme ai Vigili del Fuoco. Per l’amministrazione comunale erano presenti il vicesindaco Denis Cingolani e gli assessori Rosanna Procaccini e Graziano Falzetti.
Tanti i riconoscimenti ai fondatori del comitato locale, ex presidenti, volontari e personalità varie che hanno dato lustro a questa associazione nell’arco di 40 anni di attività. «Un infinito grazie per il grande lavoro svolto al presidente Domenico Belardinelli, a tutto il suo staff e ai tanti volontari che forniscono questo servizio così indispensabile per la nostra città e per i comuni limitrofi – hanno commentato gli amministratori -. Questi sono esempi di puro volontariato che vanno riscoperti e rafforzati come esempio di socialità condivisa. Ringraziamo anche la dottoressa Corsi per la presenza e per la vicinanza dimostrata nei confronti della nostra città».